Alex Zanotelli
Maggio 15, 2007 on 8:32 pm | In Politica | 24 CommentsIn questi giorni padre Alex Zanotelli è impegnato a Serre, alla testa di una comunità che non vuole vivere in mezzo a una discarica. La sua voce è un punto di riferimento per chi non si rassegna al feroce nichilismo della Divinità Mercato. Ieri l’ho ascoltato a un convegno. Ecco un riassunto video del nostro incontro.
La “porcata” Mastella/4
Maggio 14, 2007 on 4:08 pm | In Politica | 22 Comments
La scorsa settimana il gruppo Qui Milano libera, durante un’iniziativa di informazione davanti al palazzo di giustizia di Milano, ha incontrato il ministro Di Pietro, il quale s’è impegnato a tentare di modificare il disegno di legge Mastella al Senato. Non sarà facile, visto che il provvedimento gode di un consenso trasversale.
Clemente Mastella ha preferito tirar dritto.
Invito le persone attive a darsi da fare in questi giorni per rendere visibile il dissenso rispetto a questa legge. Un paio di giorni fa, in tre righe di incipit di un editoriale, ha ritenuto giusto farlo anche Antonio Padellaro, direttore dell’Unità.
Qui trovate il video della nostra iniziativa davanti al palazzo di giustizia, con l’intervista a Di Pietro e la scorta sgommante di Mastella:
Massa critica
Maggio 14, 2007 on 1:13 pm | In Politica | 68 Comments
Caro Piero,
qualche giorno fa ero allo spettacolo di Beppe Grillo. La terza replica per Milano. Ti mando la mia impressione.
Il comico non ha ancora aperto bocca e già il pubblico si smascella, commenta divertito. L’inizio, come sempre, è dedicato alla città che ospita la tappa del tour. Una tirata d’orecchie ai milanesi, che respirano “merda” e scelgono la Moratti come primo cittadino.
Si continua senza esclusione di colpi. Dal buonismo di Prodi ai trent’anni di Mastella in politica, dal “tronchetto” ai petrolieri che mangiano sulle nostre bollette, dalle nano-particelle alle psicosi del nano. Ce n’è anche per il Vaticano, dopo il Primo Maggio si può!
Le luci si alzano ogni volta che scoppia l’applauso. Vicino a me si ride con le lacrime agli occhi. Seduti in prima fila, Dario Fo e Marco Travaglio si concedono un breve, trionfale intervento. C’è un applauso per tutti. Mi vien voglia di dire la mia.
Grillo però non si accontenta di screditare il potere, di sottolineare lo stato delle cose. Il comico ama proporre soluzioni concrete, esibire risultati, sostenere iniziative. Dall’ennesimo pannello solare al pannolino lavabile, dal potere di internet che emancipa l’uomo ad un assorbente rivoluzionario che emanciperà l’ambientalismo delle donne. Tutto fa brodo. Un pò come nel suo blog, domani è un altro giorno!
Se l’argomento è più complesso, sul megaschermo compare la famosa slide. Numeri, dati, grafici. Nessuno prende appunti, meglio tenersi pronti per il prossimo “vaffanculo!”, per ridere fino alle lacrime. La coscienza critica è delegata a un qualunquismo di ottima fattura, bisogna ammetterlo. Grillo si trasforma in guru, ma rigorosamente nazional-popolare. Non ha scelta se vuole riempire i palazzetti di mezza Italia. I fedeli paganti ridono, lo applaudono e lo amano, pronti a difenderlo a spada tratta. Nemmeno Berlusconi alle convention di Forza Italia sa essere tanto efficace.
Un buon compromesso per il privilegio di sentirsi “massa critica”, vero paradosso in termini.
Per quanto riguarda le iniziative, eccolo presentare con orgoglio il caso dei meetup, che volontariamente si battono contro inceneritori e privatizzazione dell’acqua, tra l’altro. La parola ad una ragazza del gruppo di Milano, che invita tutti ad aderire e partecipare attivamente. Un applauso per lei. Applaudo anch’io. Ma quanti spettatori decideranno di sostenere il generoso attivismo di questi ragazzi? Intanto bisognerebbe dismettere i panni dello spettatore. Intanto non è più valido l’alibi della “massa critica”. Poveri noi!
Si chiude in bellezza. Se proprio non si riesce ad abbandonare la massa ridanciana, a riprendersi la coscienza critica dopo averla delegata al comico genovese, possiamo sempre regalarci una seconda vita. Lo spettacolo termina con l’ennesimo inno alle meraviglie digitali. E’ la volta di Second Life, piattaforma online in cui interagire con gli sconosciuti creandosi un alter-ego virtuale. Grillo ricorda che esiste anche una valuta virtuale, acquistabile cambiando soldi veri, da spendere nei tanti casinò (no comment!). Viene addirittura esibita la foto della prima miliardaria di Second Life, un’orientale che, dopo aver costruito edifici virtuali, ha sfondato con la speculazione edilizia. Peccato che Grillo non menzioni le cause legali, già in corso in molti paesi, contro il dilagante gioco d’azzardo, la prostituzione e la pornografia da cui Second Life è invasa. Certo, ci sono anche i suoi dvd da comprare, c’è il suo vulcano virtuale da visitare, ma dev’essere proprio questo il messaggio finale del guru ambientalista? Cercare la libertà, la conoscenza, i rapporti umani, in un mondo posticcio nel quale le multinazionali provano a venderti quello che non sono riuscite a vendere nei negozi? Isolarsi davanti ad un computer per delle ore? Chissà se i ragazzi del meetup troveranno del tempo anche per Seond Life? Sono lontani i tempi in cui si consigliava ai ragazzi di leggere un libro, di fare attenzione alle cattive compagnie!
Non c’è il tempo per riflettere, beviamoci anche questa. Il pubblico pagante applaude mentre l’idolo esce di scena. Siamo tutti più coscienti, più informati, più pronti ad affrontare la vita, prima o seconda che sia. In fondo, chi va a sentire Grillo è la parte sana in questo Paese di Pulcinella, o no?
Fuori dal palazzetto si litiga animatamente per uscire dai parcheggi. Viva l’Italia.
Francesco
Studio Aperto
Maggio 13, 2007 on 7:27 pm | In Informazione | 53 Comments
Mario Giordano
Caro Piero
oggi è domenica, il giorno del Signore, pausa di riflessione prima di tornare alla routine feriale. Mentre sto facendo colazione accendo la TV e scivolo su Italia 1. Saranno più o meno le 12 e 30, c’è il TG.
Una bambina è stata schiacciata da un cancello che a quanto pare era legato con un sottilissimo filo di ferro. Schiacciata viva mentre giocava. Una notizia shockante, un pensiero nauseante solo immedesimarsi nel dolore dei genitori. Spero che il servizio finisca presto, mi domando se sia giusto o etico dare una notizia del genere in perfetto stile pulp, uno stile che solo Studio Aperto riesce a mettere in pratica alla perfezione. Giocano e speculano con le sofferenze degli altri.
Ma non basta. Il giornalista mosca riesce a fare di più. C’è l’intervista ai genitori.
Si sentono delle urla, dei pianti strazianti; poi la testimonianza del ritrovamento del corpo della bambina schiacciata viva. E’ forse giornalismo questo? Non si dovrebbe avere rispetto per una simile tragedia? Dov’è finita la dignità? Dov’è la sensibilità? E l’umanità?
E’ una questione di decenza, nient’altro. Sono schifato.
Termina questo servizio da Pulitzer e ne comincia un altro.
Family Day. Famiglie felici, facce distese, un papà con in mano birra e panino, una canzone di Povia, bambini che giocano. Poi la sintesi politica dopo alcune immagini di una piazza semi-vuota mentre si parla stavolta della contro-manifestazione laica in cui viene sottolineato uno striscione con su scritto: “DS dove siete?”.
Ci dicono che il governo dovrà tenere in considerazione l’agglomerato cattolico presente in piazza per il Family Day.
Li hanno mandati in piazza a manifestare non si sa bene per cosa ed ora i media li hanno già trasformati in un movimento. Chissà chi eleggeranno leader di questo vero e proprio “movimento del nulla?”.
Altro servizio: uno pseudogiornalista è andato questa volta a rompere i coglioni a una famiglia composta da nove persone. Padre, madre e sette figli. Ovviamente erano alla manifestazione di Roma. La madre ci rivela una notizia di vitale importanza: “è molto difficile crescere sette figli e contemporaneamente lavorare per mantenerli”.
Però ci consiglia di farlo perché è anche una grande soddisfazione. Prima ci terrorizzano per i cambiamenti climatici e le catastrofi verso cui siamo diretti, poi ci dicono che tutto ciò è colpa dell’uomo e della grande crescita demografica provocata dal “benessere” raggiunto, infine invitano la gente a fare figli e a comprare condizionatori per difenderci dal caldo torrido estivo.
Terminata la “sezione famiglia” Studio Aperto passa ai talebani. Solite immagini di repertorio, solite inutili stronzate e via, si ritorna ai contenuti più caratteristici di questo pseudoTG: Ilary Blasi e Totti hanno avuto un altro figlio. Anche qua immagini di repertorio sparate a raffica.
Basterà? Assolutamente no. C’è addirittura il collegamento in diretta con il giornalista che ci narra di una vecchietta ricoverata vicino alla stanza della Blasi che dice che Totti oggi non verrà in ospedale perché c’è il campionato.
Si passa allo sport. Ciclismo e tennis. Può bastare? Certo che no.
Dopo gli aggiornamenti sul torneo di tennis di Roma si torna alla cronaca. E che cronaca. Un ragazzo di 28 anni si è suicidato a causa di una diagnosi sbagliata. Gli avevano detto che aveva un’infezione ai genitali.
A questo punto il caffè sta per andarmi di traverso. Spengo il televisore e mi metto a scrivere.
Queste persone che ci parlano di terrorismo sono terroristi.
Studio Aperto è un massacro psicologico, il suo direttore è un genocida della psiche.
Sono criminali, non giornalisti.
Questo non è giornalismo, è un qualcosa di indefinibile, di infinita bassezza, che andrebbe vietato ai minori. Altro che trasmettere di domenica ad ora di pranzo.
Con stima,
Federico Scarpa
Oggi
Maggio 11, 2007 on 12:19 pm | In Politica | 29 Comments
Domani è il Mastella Day. Il gruppo Qui Milano libera invita in piazza Cavour, a Milano, davanti al palazzo dell’Informazione, per testimoniare dissenso rispetto al disegno di legge Mastella. Dalle ore 15. Esporremo uno striscione, diffonderemo volantini di informazione, registreremo in un video le opinioni dei passanti.
Un’iniziativa analoga il 12 maggio si svolgerà anche a Roma, in Piazza Colonna, dalle ore 16. Chi volesse partecipare può contattare:
Giorgio: ugasoft@gmail.com
Antonio: lodovigi@hotmail.it
Un volantinaggio mi è stato annunciato anche in Sardegna, per la partenza del giro d’Italia. E a Marigliano, in provincia di Napoli.
Ricordo a tutti che non serve molto per fare qualcosa. Nell’ordine:
- la volontà di passare dal mugugno all’espressione
- uno o due amici che condividano questa volontà
- un pacco di volantini
- magari un megafono
- per chi vuole abbondare uno striscione e dei cartelli
- se possibile una videocamera
E poi, a voler fare le cose in grande, un comunicato ai media locali e un resocnto da far girare in rete. Sempre interessante sentire le persone, informarle direttamente, registrarne umori e opinioni. Un passo ulteriore è interpellare il parlamentare di turno, magari in visita al collegio. Vari modi per fare notizia si possono inventare di volta in volta.
Ricordo a tutti che il volantinaggio è libero. Al massimo si viene identificati. Ma non bisogna mai farsi intimidire. Per manifestazioni più strutturate (con tavoli e altro) è necessario un preavviso alla questura.
Chi vuole utilizzare il volantino mi scriva e glielo manderò.
Se in altre città si pensa di fare qualcosa, fatemelo sapere.
Dalla prossima settimana dedicherò una serie di post al metodo.
Prego di limitare i commenti a questioni operative.
Il Conte Max
Maggio 11, 2007 on 11:22 am | In Politica | 41 Comments
Anche Massimo D’Alema minaccia querele.
Una delegazione del gruppo Qui MIlano libera l’ha incontrato ieri sera allo spazio Krizia di Milano, dove il ministro degli esteri aveva appena concluso una conferenza sul partito democratico.
L’atmosfera era glamour, molto radical chic: professionisti di grido, signore abbronzate con strani cappelli, finanzieri progressisti erano democraticamente mescolati agli eterni militanti dall’applauso facile. I fotografi scattavano, i cronisti annotavano. L’imbarazzante Sandra Bonsanti moderava il monologo.
Tra gli applausi D’Alema ha incoraggiato la partecipazione dei cittadini, ha sostenuto il partito democratico, ha fatto i complimenti alla sua amica Condolcezza Rice, ha dichiarato che il paese è ormai risanato e che il governo ha solo problemi di comunicazione. Ha ricordato con orgoglio la Bicamerale. Le domande del pubblico non erano previste.
Alla fine della cerimonia il mio amico Elia lo ha avvicinato e gli ha posto la questione della nomina, ratificata dal consiglio dei ministri, del forcaiolo Giampaolo Nuvoli a direttore generale del ministero della giustizia. D’Alema ha fatto finta di niente, girando la testa verso Gae Aulenti che lo omaggiava, ricordando di avergliele cantate a “un potentissimo e ricchissimo editore” (giapponese) che s’era messo in testa di cambiare colore a un edificio disegnato dall’architetta italiana. Poi ha liquidato la faccenda Nuvoli dicendo: “non voglio entrare in polemica”.
A quel punto gli ho chiesto un giudizio sul disegno di legge Mastella. Lui ha cambiato colore e ha risposto che è una legge giusta: non limita le indagini e nemmeno la libertà di stampa, semmai tutela la privacy. Poi ha difeso il progetto Consorte, negando però di aver mai sostenuto i famigerati “furbetti”. Naturalmente chi la pensa diversamente da lui sul ddl Mastella è uno che invita a commettere reato. Insomma il corrotto sarei io. Non chi, per esempio, intascava una mazzetta da un certo Francesco Cavallari (un imprenditore barese - poi condannato per mafia - che mandava i picciotti a pestare i dipendenti non allineati) cavandosela con la solita prescrizione. Il compagno D’Alema, attorniato da numerosi bodyguard, ha minacciato di querelarmi nel caso avessi ripetuto in forma scritta questa storia. Poi si è allontanato a firmare autografi.
Peppino Impastato
Maggio 10, 2007 on 11:04 am | In Politica | 25 Comments
Di italiani seri ce ne sono stati. Non hanno avuto vita facile. Uno era Giuseppe Impastato. Siciliano di Cinisi, resistente antimafia figlio di ambiente mafioso, ucciso a trent’anni il nove maggio 1978, il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. ieri erano 29 anni. E lo voglio ricordare. Peppino denunciava il malaffare politico-mafioso insieme a pochi amici, per le strade e dai microfoni della sua radio. Per questo fu condannato a morte. La notizia passò senza clamore, un po’ come quella - l’anno dopo - dell’assassinio di Giorgio Ambrosoli. La storia della Repubblica italiana è segnata dal sacrificio silenziato di persone serie. Uomini liberi, capaci di non negoziare sui principi. Poi viene facile imbalsamarli tra gli eroi. L’assassinio di Impastato, massacrato dal tritolo sui binari della ferrovia, fu archiviato in fretta. Le indagini furono depistate. Si parlò di un attentato terroristico finito male. E poi di suicidio. Ci vollero molti anni e l’ostinazione dei pochi che non persero mai la fiducia nella giustizia, tra i quali la madre Felicia e il fratello Giovanni, per riaprire il caso, individuare i colpevoli e accertare la verità. Delitto mafioso, volto a spegnere una voce. La vita di Peppino Impastato è un tentativo di riscatto dall’oppressione dei poteri criminali. Oggi il suo nome è un frammento della storia nobile di questo paese. Una storia minoritaria, sconfitta. Ma mai del tutto.
Lettera da Salt Lake City
Maggio 8, 2007 on 2:19 pm | In Politica | 46 Comments
Caro Piero,
Mi chiamo Davide e tra qualche giorno compirò 27 anni. Ti scrivo innanzitutto per informarti della mia vicinanza alle tue iniziative e vorrei cogliere l`occasione per raccontarti la mia storia. Sono nato e cresciuto a Pescara una città che rappresenta fedelmente un Centro-Sud abbandonato a se stesso. Ho frequentato la facoltà di Scienze Politiche all`Università di Teramo dove mi sono laureato un anno fa discutendo una tesi sul linguaggio delle banlieues francesi in rivolta. La mia storia che ha come protagonisti un gruppo universitario, fondato dal sottoscritto e da un`altra studentessa, e i capoccia dell`ateneo rappresenta a livello locale il marcio che tu, a livello nazionale ed in maniera esemplare, metti in risalto nelle tue incursioni. Il nostro ormai ex rettore (nonché ex presidente di una squadra di calcio, ironia della sorte) entrando in politica nella coalizione di centro-sinistra ha pensato bene di ottenere favori elettorali delocalizzando e di conseguenza smantellando la nostra Università. Per questo sono state create “succursali” più o meno fantasiose come Scienze della Moda a Penne (una cittadina di un paio di migliaia di abitanti), Scienze dello Sport ad Atri (ancor più piccola di Penne) e via dicendo fino ad un totale di 12 ! Io che allora gestivo un programma satirico all`interno della radio dell`ateneo ho aperto un sondaggio per suggerire al rettore altre facoltà e ho concluso che probabilmente l`unica facoltà che a lui mancava era quella di intendere e volere. Ovviamente le conseguenze di tale battuta sono state in ordine: censura e calcio nel fondoschiena. Tralasciando cose come la costruzione dell’università in un terreno non edificabile, gettoni di presenza a professori-fantasma e bollino rosso del MIUR per i servizi magistralmente occultato, vorrei farti notare una cosa simpatica: il rettore di centro-sinistra appoggiava gruppi studenteschi di centro-destra pagando (con i soldi di noi ex studenti) per le loro spese di pubblicità elettorale.
Adesso mi trovo a Salt Lake City, negli Stati Uniti, in attesa di un permesso per lavorare. Ho dovuto abbandonare il mio Paese di nascita a malincuore e rappresento l’enorme percentuale di laureati che non hanno la possibilità di sbocchi professionali per il collasso del mercato del lavoro. Ho vissuto la degenerazione dello stato-industria berlusconiano.
Ora mi diverto a distanza ad osservare l`immobilismo del centro-sinistra e il loro ipocrita pacifismo alla “volemose bene” capitanato alla perfezione dai vari Fassino, D`Alema e compagnia bella. Prodi da parte sua rivendica una forte amicizia con il neo
presidente francese Sarkozy. Se non sbaglio il leader del (centro)destra era colui che disse testualmente di voler ripulire le banlieues con gli idranti e promise di liberare il Paese da quei rifiuti e da quelle canaglie (ovvero persone che vivono in posti dove le
infrastrutture sono del tutto assenti e in condizioni estreme di povertà). Tutto questo “make me sick”, mi disgusta, come direbbero gli americani.
Luttazzi disse che viviamo in un “Paese di merda”; più la gente ne annuserà la puzza
più ci saranno persone stanche di tapparsi il naso.
Con affetto
Davide
La “porcata” Mastella/3
Maggio 7, 2007 on 2:54 pm | In Politica | 35 Comments
Il gruppo Qui Milano libera continua la sua opera di spina nel fianco. Oggi era davanti al palazzo di giustizia, per interpellare il ministro Clemente Mastella, venuto a Milano per una cerimonia pubblica.
Avevamo uno striscione con la scritta: Mastella imbavaglia la stampa. E volantini di due tipi: uno su Giampaolo Nuvoli, il forcaiolo fresco direttore generale del ministero della giustizia, l’altro contro la legge-bavaglio. (Se qualcuno li vuole utilizzare altrove, mi scriva). Il ministro Mastella ha tirato dritto sia all’ingresso sia all’uscita, limitandosi a un saluto beffardo dietro il vetro blindato e dando in questo modo l’ennesima prova di arroganza, cioé di debolezza. Evidentemente il ministro Mastella non apprezza molto i cittadini informati sui fatti e preferisce intrattenersi con i comici del Bagaglino, con galantuomini come Moggi e Lele Mora, nonché con un picciotto di Bernardo Provenzano come il signor Francesco Campanella, suo ex braccio destro nell’Udeur.
Era presente anche Antonio Di Pietro, che invece s’è fermato e ci ha rilasciato un’intervista, promettendo l’impegno del suo gruppo per modificare la legge al Senato. Meglio tardi che mai.
Comunque sono state un paio d’ora divertenti, nonostante il solleone e lo spettacolo di decine di agenti-vigili-addetti alla persona-sottopancia-autisti dell’auto blu-membri dello staff chiamati a preservare l’integrità fisica e la serenità psicologica di certi rappresentanti del popolo sovrano. Diffusi 500 volantini. E comiziato a lungo al megafono. Ci sarà un video, prima o poi.
Sul tema pubblico intanto il botta e risposta via mail fra il mio amico Elia e la deputata Tana De Zulueta. Propongo di scrivere una mail a tutti i senatori prima che la legge-bavaglio arrivi a palazzo Madama. Così, giusto per dare un segno di vita.
Lettera di Elia
Egregia on. De Zulueta,
ho avuto modo di incontrarla a numerose conferenze e nutro per lei una
sincera stima. Proprio questo mi porta a domandarle il perchè della sua
astensione dal voto sul disegno di legge Mastella circa le
disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e
di pubblicità degli atti di indagine. Perchè non esprimere un voto
contrario?. La ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti.
Elia Mariano
Risposta di Tana
Gentile Elia Mariano,
capisco la sua domanda. Purtoppo eravamo davvero in pochi quel giorno
ad esprimere il nostro dissenso nei confronti di una legge che vorrebbe
essere garantista ma che nei fatti rischia di criminalizzare
l’informazione e il ruolo spesso insostituibile della stampa nei
confronti delle degenerazioni della politica. La cosa curiosa è che i
pochi dissenzienti appartenevano tutti alla maggioranza. Abbiamo scelto
l’astensione per rispetto nei confronti del governo. Confesso, però, che
la notizia della nomina da parte del ministro Mastella di un certo
Nuvoli, famoso per avere auspicato la forca per il giudice Borrelli, ad
un alto incarico (compreso la responsabilità per i diritti umani!) mi ha
convinta che il nostro atteggiamento, che voleva essere responsabile,
avrebbe dovuto essere di netta opposizione. Non avrebbe cambiato l’esito
del voto, ma il segnale d’allarme sarebbe stato più chiaro.
Con cordialità,
Tana de Zulueta
La porcata Mastella/2
Maggio 5, 2007 on 2:48 pm | In Politica | 33 Comments
La legge Mastella limiterà ulteriormente l’accesso all’informazione. L’hanno votata all’unanimità alla Camera, con sole sette astensioni. Ora attende il passaggio al Senato. Ma il risultato appare scontato. Dovrebbero mobilitarsi gli editori, i cronisti, i cittadini. Ma pochi fino ad ora hanno levato la propria voce. Prevale il fatalismo, ci si abitua anche alle porcate. Forse l’argomento è troppo difficile per i comuni mortali. Ma è anche vero che la legge fa comodo a molti: il cittadino informato è un individuo pericoloso, un potenziale sovversivo. E ad opporsi con energia a un provvedimento votato dall’intero parlamento in nome della sacralità della privacy, si rischia di apparire ingenui donchisciotte, magari anche un poco forcaioli.
Bene, mobilitiamoci almeno noi.
Porpongo una manifestazione di informazione e dissenso, contemporanea e diffusa sul territorio nazionale, nelle città nelle quali ci saranno persone che vorranno aderire.
Data: sabato 12 maggio.
A MIlano il gruppo Qml si ritroverà davanti al palazzo dell’Informazione, in piazza Cavour.
Entro lunedì i dettagli con i suggerimenti operativi. E un volantino. Fatemi sapere se intendete aderire, in quale forma e in quale luogo. E diffondete la voce. Venerdì invierò un comunicato alle agenzie con le città coinvolte. A presto.
Post scriptum
Qui trovate una petizione contro la legge-bavaglio:
www.petitiononline.com/bavaglio
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^

