Speciale Visco, materia per gli storici?
Giugno 5, 2007 on 11:37 pm | In Politica, Libertà, Informazione |
Le riflessioni di Franz sul caso Visco-Speciale.
“Ci sono momenti, nella vita di una Repubblica, in cui farsi un’opinione è complicato. Quanto sta accadendo in questi giorni, protagonisti il viceministro Visco e il generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, si presta a infinite interpretazioni. La carta stampata si divide, il cittadino assiste allo show delle speculazioni politiche. C’è il rischio, ancora una volta, che il mistero possa sopravvivere alla verità.
Quello che sappiamo.
Nel 2006, dopo l’insediamento del nuovo governo, il vice-ministro Visco si informa dei trasferimenti previsti dal comando generale della Gdf per l’anno in corso. Non sono previsti avvicendamenti per i vertici lombardi. Visco non sembra d’accordo. A suo avviso, Milano e la Lombardia devono rientrare nel piano di riorganizzazione dei vertici delle fiamme gialle.
Consegna alcuni nomi all’attenzione di Speciale, e consiglia di provvedere vagliando le singole cariche e i rispettivi trasferimenti con i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro, già al corrente delle intenzioni del vice-ministro. Le richieste e i tempi per soddisfarle non sembrano tenere conto dell’iter che normalmente tali procedure prevedono. Inoltre, alcune delle cariche individuate da Visco, collaborano da tempo con la Procura di Milano nelle indagini Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom, ecc. È il procuratore capo di Milano, Manlio Minale, a chiedere ragione delle voci sugli avvicendamenti della GdF in Lombardia. Con il suo interessamento scoppia il caso. Speciale prende tempo, avvia le procedure istruttorie per i trasferimenti.
Nel frattempo, in Procura verrà aperto un fascicolo. Speciale sarà interrogato insieme al capo di stato maggiore Spaziante. L’Ansa pubblica la notizia mettendo i fatti in relazione con le indagini su Unipol. Visco non gradisce, pretende una smentita da parte di Speciale, sostenendo egli stesso che trattasi di normali avvicendamenti, estranei alle indagini della Procura.
Ormai la vicenda è di dominio pubblico e politico.
La maggioranza, a parte alcuni esponenti che chiedono chiarimenti sulle eventuali responsabilità, protegge il suo vice-ministro. L’opposizione grida allo scandalo. Visco viene sollevato dalla delega che riguarda la Gdf. La procura di Roma si interessa al caso. Il ministro Padoa Schioppa invita Speciale, vista l’imbarazzante situazione, a dimettersi. Al generale viene offerta una carica presso la Corte dei Conti. Il rifiuto di Speciale, che esclude anche un ricorso al Tar, è notizia di oggi.
Quello che ci raccontano.
A raccogliere la ghiotta notizia arriva per primo il Giornale di Belpietro, facendone un caso. Pubblicherà il carteggio tra Speciale e gli altri protagonisti della vicenda, compresa la Procura di Milano. La tesi del giornalista Nuzzi e del suo direttore Belpietro è la seguente: la mancata motivazione dei trasferimenti voluti da Visco nasconde la volontà politica di rendere inoffensive le cariche lombarde che si stanno occupando di alcune indagini concertate con la magistratura milanese. La Cdl cavalca l’onda. Parla di scandalose ingerenze, di attentato alla democrazia. Calderoli, ben oltre i chiarimenti pretesi da alcuni esponenti della maggioranza, firma la richiesta di dimissioni del vice-ministro, dando forma istituzionale all’indignazione dell’opposizione. Berlusconi chiede elezioni anticipate. Fini rincara la dose.
A sinistra c’è imbarazzo. Il 2 giugno, durante la parata nei fori imperiali, i riflettori sono puntati su Speciale, che rilascerà un’intervista al Corriere in cui, con ostentata sicurezza, si dice sereno a pronto a dar battaglia, contro una decisione del consiglio dei ministri, quella del suo trasferimento alla Corte dei Conti, la cui legittimità, a detta di Speciale, è tutta da dimostrare.
Le dichiarazioni di Speciale sono arroganti. Questa l’opinione di due nomi del giornalismo “di sinistra” come Scalfari e Colombo. Tra i due editoriali, su Repubblica esce un lungo articolo che rilegge la vicenda in chiave pidduista. È quello che Belpietro chiamerà complottismo. Secondo l’autore, Giuseppe D’Avanzo, il complotto sarebbe ai danni dell’intera classe politica, indebolita da un “network” di poteri occulti, un “agglomerato oscuro” che si è andato costituendo all’ombra del governo Berlusconi, in grado di controllare, intercettare e ricattare anche le più alte cariche dello Stato. I trasferimenti caldeggiati da Visco sarebbero dunque il tentativo del governo di mettere mano ad una situazione che, dopo i dossier ospitati in casa Telecom, pare doveroso ridimensionare.
D’Avanzo giudica un errore quello di non aver reso pubblica l’intenzione di voler avvicendare alcune cariche della Gdf troppo vicine al precedente ministro Tremonti. Mentre legge un preoccupante atto di forza nell’offensiva di Speciale, esponente di quel “network” occulto che saprebbe gestire e stimolare le ansie degli schieramenti politici, interpretando sia il virus che la cura, inscenando complotti e proponendo soluzioni. Ma il modo in cui il governo ha tentato di coprire, anche di fronte alla magistratura, le responsabilità di personaggi come Pollari, e la negligenza con cui si è occupato di tutto il caso Telecom danno da pensare. Furio Colombo cita Speciale. Durante la parata del 2 giugno il generale destituito si rivolge a Berlusconi: sempre agli ordini, presidente. Misere leggerezze che non piacciono alla sinistra? Segnali da decifrare? Codici occulti di una nuova loggia trasversale che tiene sotto scacco la politica?
Oggi il caso è all’esame del parlamento. Crisi di governo? Rimpasto tecnico? Nuove elezioni? Per colpa di chi?
Quello che non sappiamo. Ipotesi, illazioni, speculazioni.
Su una cosa non possiamo dare torto a Belpietro: Visco non è stato chiaro. Ad ora non sappiamo per quale motivo sentisse così urgente l’opportunità di avvicendare alcune delle cariche milanesi. La Procura si era espressa in favore dell’operato delle fiamme gialle nelle varie collaborazioni con la magistratura. Inoltre, è imminente l’attuazione della “riforma ordinativa che comporterà, dal 1˚ settembre 2007, in tutto il Paese, la fusione dei Nuclei Regionali e dei Nuclei Provinciali di Polizia Tributaria in un unico reparto.” (dalla lettera di Speciale a Visco – sulle motivazioni che hanno portato il generale, d’accordo con Pappa e Favaro, ad escludere i trasferimenti richiesti dal vice-ministro).
La tesi del “network occulto” è fumosa, bisogna ammetterlo. O meglio, plausibile, ma difficile da collegare in modo incontrovertibile al caso Speciale. Dalla sua, il generale adduce esigenze procedurali che lo hanno portato (suo malgrado?) a scontentare il ministero e al successivo scontro.
Speciale ha fornito il grosso del materiale sul quale sono state costruite le tesi de il Giornale. Perché non farlo? Se davvero ha ricevuto immotivate pressioni, una volta interrogato dall’Avvocatura generale, perché non tutelarsi a mezzo stampa, facendo anche un redditizio favore allo stimato presidente Berlusconi?
Berlusconi non poteva gettare al vento questa occasione. E se fosse un cavallo vincente? Certo, una seria richiesta di dimissioni da parte di Visco dovrebbe essere preceduta dalla fuoriuscita di Previti dal Parlamento, di grazia. Ma nessuno è perfetto, e Berlusconi, si sa, dalla perfezione è proprio lontano. Ma come negare a priori che l’urgenza, che ha reso Visco tanto imprudente nel trattare con un generale così zelante, non riguardasse le indagini sul caso Unipol – Bnl? Innegabile che alcune delle intercettazioni raccolte nel merito di quelle inchieste siano potenziali spine nel fianco per la vacillante credibilità della sinistra.
E se non fosse la politica a cavalcare il giornalismo? Se fosse, ancora una volta, il giornalismo a servire la politica?
Il generale, al servizio di occulte trame, favorisce un’opposizione che mira a delegittimare il governo? Il governo, che ha provato a sbarazzarsi di alcuni uomini della Gdf per ostacolare alcune indagini della Procura di Milano, si serve dei giornali a lui vicini per montare un complotto? Magari utilizzando al meglio i recenti scandali del dossieraggio occulto, dello spionaggio tra privato e pubblico. E’ una mossa di Mastella per arrivare ad un governo tecnico nel quale il centro la farà da padrone? Il cittadino non ha modo di rispondere. Alcune tesi sembrano più logiche, altre meno. Ma nessuna è scartabile a priori perché il quadro è viziato dalla strumentalizzazione politica. Intorbidate le acque, trovare la verità diventa quasi impossibile in un Paese dove chi vuole informarsi è spesso abbandonato a se stesso, dove questa ricerca incontra mille ostacoli.
L’unica cosa certa è che il Paese non ne esce bene, anzi. Bertinotti prevede ripercussioni politiche. Impossibile dargli torto. Spiace che tali ripercussioni nasceranno da mancate risposte, da interrogativi irrisolti, da speculazioni politiche irresponsabili.
Speciale non ricorrerà al Tar. Il suo ritiro sembra annunciare un silenzio complice su tutta la vicenda. Silenzio estorto? Ricompensato? O addirittura preventivato?
100 euro che il mistero, un’altra volta, sopravviverà alla verità che nasconde. E troverà posto nel già stipato retrobottega dei ricatti”.
Francesco Baraggino
24 Commenti »
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visco e un pregiudicato no? allora? a prescindere dalle polemiche, dovrebbe comunque sloggiare. anzi non avrebbe dovuto occupare la carica che a occupato. allora? poi che il tutto sia una manovra orchestratta da gianfranco fini l’anno capito anche le lucertole.
Commento di Gianni Rosa — 6 Giugno 2007 #
la volonta di tanti, l’astuzia di pochi
che il caso visco sia uno di quei casi montati ad arte non c’ è ombra di dubbio, il problema del silnezio di visco e della sua poca trasparenza, è l’emblema di come la casta agisca senza pensare alle conseguenze.
il caso visco è un caso vecchio del giugno 2006, perche riportarlo alla ribalta proprio in questo momento di fragilita, farlo crescere piano piano sino ad esplodere dopo le elezioni amministrattive, che hanno visto soccombere la sinistra, forse per dare q quel diritto ad un pugile ormai barcollante? il fatto che il tutto nasca da “il giornale” ci pone diffronte al fatto che due piu due fa quattro, la capicita di pilotare gli eventi verso le direzioni volute è stata l’ arma della politica destristra ma soppratutto berlusconiana, quella di utilizzare i media in suo possesso per creare instabilta è un dato di fatto. Poi c’è la sinistra arrendevole e troppo attendista, non viene altro che incalzata senza battere ciglio, a l’ accusa di aver voluto pilotare l gdf, nessuna risposta, epprure ci sarebbe, “non ci facciamo impartire lezioni da chi la guardia di finanza la corrompeva sia nella prima che nella seconda repubblica”, questo sarebbe un’ inzio di dibattito per riportare i piatti della bilancia allo stesso livello. Invece si risponde con mugoli e spallucce, anzi si invata il lupo ad entare nel pollaio, con frasi serie e innamovibili, qui o si vota l’ ordine del giorno o cade il governo, è crisi della maggioranza, sicuri di un voto a favore.Ma questa non è la stessa sfrontata sicurezza della fiducia sulla missione in afganistan sul quale è caduto il governo! cade un governo è se ne sale un altro i ruoli cambiano ma le facce no,la volonta di cambiare del cittadini è grande,la volonta è di tanti, me la astuzia è di pochi.
Commento di dansec — 6 Giugno 2007 #
Mah, il vero mistero (poco misterioso) del “caso” Speciale e’ come si fa a parlarne da un paio di settimane a questa parte, come per la verita’ prima si parlava delle altre puttanate sulle tasce e sugli immigrati cattivi e casi Cogne e battone e Corone.
In sostanza parte un pennivendolo di Berluscone, lo riprende un TG mafioso di Berluscone, un altro TG mafioso da’ la notizia che il primo pennivendolo ha riportato questa notizia, Mentino Mentana fa lo speciale per chiarire le notizie dei TG Mafiaset, Vespasiano da l’occasione di replicare, i pennivendoli pubblicano la puntata successiva e riparte il tango.
Oltretutto senza nessuna fantasia o variazione sul tema, tutto gia’ visto con Telekom Serbia, Mitrokhin e cazzate simili.
Cosicche’
il gangster Berluscone, sotto processo per evasione fiscale, pluriprescritto, che ha fatto leggi incostituzionali per pararsi il c..o e ha attaccato ogni giorno del suo sgoverno la magistratura,
con soci:
- Previti e Dell’Utri,
e compari:
- Bossilader (condanna 200 milioni di mazzette), razzista secessionista con annesso Parlamento della Padagna,
- i fascisti sedicenti ex,
- un tale mandante di Cuffaro, sotto processo per associazione mafiosa e nonostante questo presidente di una regione
riesce a far parlare i suoi sgherri di questione morale a carico del povero Visco senza venire sommerso da un mare di pernacchie.
Anzi, si erge a paladino della GdF e poi incita i beoti allo sciopero fiscale, salvo smentire mezz’ora dopo, e la neuro non arriva.
Una roba che prima di essere ripugnante e’ di una totale demenza. Ragazzi, qui la questione prioritaria se non unica e’ Mafiaset, finche’ non la spianano, finche’ non la radono al suolo, il bandanato demente suona la musica che fa ballare l’Itaglia.
Commento di Inutile Commentatore Anonimo — 6 Giugno 2007 #
Sono d’accordo con i post precedenti; in questo
ultimo caso si nota lo strapotere mediatico,
dell’uomo piu’ falso del mondo, e il totale
dilettantismo da parte del governo, nell’affrontare questa faccenda.
Commento di luciano — 6 Giugno 2007 #
Non credo che il problema sia tutto in Mediaset. Suppongo sia solo un attore nella scena. Io ricordo solo che a fine legislatura quando anche i broker inglesi avrebbero scommesso che la destra avesse perso, la destra stessa ha cambiato la legge elettorale, cioè le regole del gioco, e le ha cambiate senza largo consenso, cioè senza l’opposizione. Ricordo anche che per due anni a livello mondiale hanno abbassato il rating dell’Italia e parecchi ragionieri hanno trovato da ridire sui conti dell’Italia. La nuova legge porcata elettorale, date le premesse, viene fatta in modo di rosicare al massimo il margine di stabilità in parlamento del futuro presunto governo. La porcata sta nel fatto che la sinistra, per come è abituata a discutere su tutto non può essere compatta (spesso risulterà infatti divisa), mentre se dovesse vincere la destra, risulta ininfluente il margine minimo che le previsioni prospettano, infatti se a destra uno si sveglia e vuole fare una cosa tutti gli altri lo spalleggiano. Ci troviamo così con un governo equilibrista che per sanare i conti gioca la carta dell’impopolarità. Che ci sia del marcio da entrambe le parti, lo hanno capito tutti. Il fatto è che quando manca il rigore e la trasparenza per marciume vario si perde di carisma e si finisce male. Ricordo però anche che a livello parlamentare nonostante il governo Berlusconi abbia avuto meno dipendenti al governo di quello attuale (ma la sinistra non fece voce grossa a proposito nella passata legislatura?) registrò a fine legislatura un boom di spesa, che io interpreto come: maggiori spese diviso meno dipendenti uguale più magna magna. così si conquistano i fedelissimi e si autoreferenzia la casta. Su questo si basa anche il liberismo: se riesci a dare la massima soddisfazione con un prodotto, hai conquistato un sicuro cliente. Ora che il governo potrebbe non durare una legislatura perché funambolo sospeso soggetto ad una miriade di tempeste sopratutto artificiali, la destra ha riconquistato la fiducia degli elettori e non è assolutamente preoccupata di una nuova legge elettorale. Auspica anzi un governo di transizione con il quale ampliare ancor più il consenso nella casta e possibilmente allargare la rete delle conoscenze a livello mondiale, in fondo sono tutti uomini e facilmente manipolabili, sfruttando punti deboli, vizi e virtù. Si dice che anni fa il senatore Andreotti venne in possesso di dossier con vizi e lazzi di tutti i politici di allora, schedati da una loggia o da un movimento governo ombra. Ne venne in possesso con l’incarico di distruggere il tutto. L’analogo con il caso attuale è che prima di distruggere il tutto ne fece una copia e lo usò per fini personali. Il mondo è imperfetto ma si dice pure che il bene trionfa sempre. Crediamoci. Occhio però che il sistema va di molto affinandosi e l’unica via di uscita pare la rettitudine. A proposito, qualcuno sa spiegarmi economicamente come mai fino agli anni settanta ti facevano scaricare tutte le spese, oggi no a vantaggio del nero? Poi a me tocca di pagare fior di tasse per mantenere i loro giochi politici e farli vivere bene? Il tutto mi pare quasi un gioco, sol che ci giocano loro e a spese mie. Scusate se ho scritto qualche frase sconnessa. Il dubbio che ho è che l’accanimento della destra verso certi esponenti di sinistra sia dovuto al fatto che non riescono a comprarli ed al fatto che se uno si fa comprare non è più affidabile perché un altro più ricco lo potrà assumere. Per questo credo che il Berlusca non si fidi molto di quelli della Lega e provi a soffiargli puntualmente l’elettorato grazie ad articoli di giornale mirati o pranzi di gala. Non solo i soldi servono infatti a comprare le persone…diciamo aiutano. In fondo un cavallo di troia della destra è anche che faranno sì quadrato quando serve, ma in fondo non si fidano molto l’uno dell’altro. A sinistra invece par pieno di sentimentalismi, per cui ognuno ha il paraocchi e vede solo quello che gli conviene barricandosi dietro a quello. Scusate ora se ho offeso qualcuno veramente non è mia intenzione. Deve esser l’ora…spero di aver posto però le basi per una discussione civile. Buona giornata e buon lavoro
Commento di Luca Rosso — 6 Giugno 2007 #
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/economia/visco-gdf/tremonti-gdf/tremonti-gdf.html
quando tremonti epurò il vertice della gdf
Commento di frank — 6 Giugno 2007 #
Ottimo articolo.
Sono d’accordo con chi ha commentato prima di me: che il caso Visco sia stato strumentalizzato politicamente è una certezza, dato che i giornali ne parlarono nel luglio del 2006 (se nn sbaglio) e allora non si sentì volare una mosca da coloro i quali, oggi, senza ne arte ne parte (berlusconi in difesa della gdf… forza di polizia da lui stesso più volte calunniata e delegittimata!) alzano gli scudi per difendere la gdf.
Commento di Massimiliano Violetti — 6 Giugno 2007 #
Di una cosa sono sicuro. A farne le spese su questa fumosa vicenda che troverà, ne sono sicuro, il solito epilogo nel politichese più becero saranno come al solito milioni di elettori che nello scorso aprile avevano creduto di poter cambiare il modus operandi di una classe politica autoreferenziale, debole con i poteri forti ed arrogante fino alla noia con i propri sostenitori.
Chi come me aveva creduto in uno scatto di orgoglio del CSX, forte degli errori commessi dal primo governo Prodi poi D’Alema infine Amato si è dovuto ricredere.
Trasparenza e legalità sono parole sconosciute ai nostri politici, siano essi di destra o di sinistra ( la distinzione a volte appare così sottile da essere ai più impercettibile).
Cambiano gli uomini al potere (per modo di dire, considerato che le facce sono sempre quelle) ma il vizietto di mettere le mani sulle istituzioni per asservirle alla politica resta immutato.
Passata la buriana inseriremo anche questo scandalo squisitamente italiano nella lunga lista delle cose irrisolte che attendono ancora una risposta.
Nel frattempo non ci resta che aspettare alla finestra l’arrivo di qualche “principe” illuminato in grado di risollevare la nazione dal pantano in cui ci siamo infilati.
“En Attendant Godot”.
Per intanto ritengo l’astensione l’unica risposta plausibile a questa classe dirigente incolore e marcia dalla testa ai piedi.
Commento di Dario R. — 6 Giugno 2007 #
Continuare a parlare della nostra classe dirigente è inutile , sappiamo come stanno le cose: forse non Vi bastano le video interviste di Piero. Invece vorrei parlare di un’altra categoria che vive in un mondo parallelo: quella dei generali.
Un governo che ha difeso e premiato Pollari non può che meritarsi un trattamento Speciale.
Auguri a tutti per la sete di legalità.
Commento di Giuseppe — 6 Giugno 2007 #
Sono contro l’astensione o ci aspettano altri 5 anni come i precedenti. occorrono dei sostituti, credibili per tanti ed in fretta. Intanto conviene far ragionare ed informare le persone che si incontrano dal fornaio, dal pescivendolo o all’ortofrutta quando siamo in coda. Non con propaganda, ma con cose morbide tipo: ho sentito che… ma nessun giornale ne parla. Se vacilla solo metà della classe dirigente in realtà non si rinnova nulla, si torna solo nei calcoli della casta stessa, attenzione!
Commento di Luca Rosso — 6 Giugno 2007 #
Interessante l’articolo di Repubblica postato da Frank. Se il sesto senso non mi inganna, pare tutto un gioco atto a screditare il centro sinistra a favore della destra, mentre sappiamo tutti che sono uguali. Anche la storia Mitrokin con Litvinienko ed i dossier segreti su Prodi mi sono sembrati una bufala anzi un tassello di questo gioco. Ma è solo un esempio, ora non voglio usare la memoria per trovare gli altri, lascio a chi ha buona volontà l’esercizio. So solo che questo sport di vincere a tutti i costi danneggia il cittadino, così come lo danneggia se ai vertici non ci fosse competizione. Competizione sì ma sana (auspico). Buon lavoro!
Commento di Luca Rosso — 6 Giugno 2007 #
Della Valle (a Ballarò) affermare che la rivolta fiscale «non è mai lecita».
Il moralista dalla faccia di bronzo, come noto, non paga tasse in Italia.
Ha posto la sua sede fiscale in Lussemburgo.
E ci fa pure la lezione di etica, l’amico impunito del trio Schioppa.
Commento di TAxiMilano — 6 Giugno 2007 #
Fabio cos’è visco un condottiero???
Si la lotte delle tasse che stanno facendo è sempre la solita ricetta fare pagare di più a gia chi paga!!!
VERGOGNA!
Commento di TAxiMilano — 6 Giugno 2007 #
Segnalo il seguente articolo… per chi non lo avesse letto!!
“berlusconiani sempre!”
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/06/biondani_fermare_i_pm.shtml
franz
p.s. Nessuno ha provato ad ipotizzare una risposta alla seguente domanda: “Perché Visco aveva tanta fretta di avvicendare i vertici milanesi della Gdf???”
Commento di Francesco Baraggino — 6 Giugno 2007 #
Andrea vero A sinistra sono tutti onestoni…
sono come l’inter…ma per piacere…
questi sono dei tagliggiatori che si sfogano con i lavoratori a partita iva e sono dei criminali del clientelismo…
destra sinistra non salvo nessuno…
Commento di TAxiMilano — 6 Giugno 2007 #
Al di la delle varie strumentalizzazioni, sia di destra che di sinistra, Visco è un condannato non dovrebbe ricoprire nessuna caricha istituzionale.
Commento di Andoram — 6 Giugno 2007 #
Almeno a sinistra non usano i loro giornali e 5 televisioni per infangare gli avversari con menzogne legittimate soltanto dal fatto che la tv italiana ha un’unica voce…
La cosa assurda è che il Berlusconi dei 100 processi, dei condoni, delle leggi ad personam, delle amicizie mafiose, della P2 dia lezioni di moralità. E la sinistra stia zitta a subire. Anche a me stanno sulle palle sia DX che SX per il semplice motivo che sono per lo più VECCHI, IGNORANTI, LADRI, ANTIQUATI, SENZA IDEE e che privano noi giovani della speranza nel futuro. Ma liberarcene è impossibile.
Commento di AndreaC — 6 Giugno 2007 #
A proposito del link al corriere della sera, provate ad andare su google news in inglese e mettere la parola Sismi come chiave di ricerca, che sarebbero poi i servizi segreti italiani. Vi va di farmi poi un bel riassunto che l’inglrse non lo mastico tantissimo… ve ne sarei grato
Commento di Luca Rosso — 6 Giugno 2007 #
Demenza… si non c’è altra spiegazione!
Commento di Lucio — 7 Giugno 2007 #
Quel furbetto di Visco…
Partiamo dal presupposto che per quanto mi riguarda, Vincenzo Visco non dovrebbe essere dov’è, ovvero in Parlamento, visto che dovendo eleggere qualcuno, non eleggerei un pregiudicato!
Premesso quanto sopra, proviamo ora a ipotizzare i pensieri …
Trackback di liberoweb.net — 8 Giugno 2007 #