Banche Armate/2
Giugno 9, 2007 on 9:48 pm | In Politica |
Corrado Passera
E poi dicono che criticare non serve. Ricordate la prima domanda che ho rivolto ad Alessandro Profumo? Era sui servizi di transito al commercio di attrezzature militari. Profumo disse che era tutto a posto, che la sua promessa del 2001 di azzerare quella voce era stata mantenuta, che la classificazione ufficiale della presidenza del consiglio doveva essere presa con beneficio di inventario in quanto un elicottero o un aereo, pur venduti a un esercito, non possono essere considerati armi, e così via. Bene, è di pochi giorni fa la notizia che Intesa San Paolo, diretta concorrente di Unicredit Capitalia, su pressione di una certa opinione pubblica, ha annunciato di voler azzerare quella voce. Quindi il problema c’è. Quindi la classificazione della presidenza del consiglio non dev’essere presa con beneficio di inventario. Quindi Alessandro Profumo cercava di svicolare. Quindi sarebbe opportuno chieder conto nuovamente a lui come ai responsabili di tutti gli istituti di credito coinvolti in quell’affare. Fatelo anche voi. Per informazioni: www.banchearmate.it. Ecco la notizia.
Intesa-Sanpaolo uscirà dal mercato delle armi
“Entro poche settimane un nuovo ordine di servizio del gruppo Intesa-Sanpaolo
stabilirà che si esce dall’operatività legata all’export di armi”. Lo ha
annunciato Valter Serrentino, responsabile Csr (Responsabilità sociale
d’impresa) del gruppo guidato da Corrado Passera, al dibattito su “Capitali
disarmati” organizzata dalla “Piazzetta dell’Altra Economia”, nell’ambito
del Festival dell’Economia di Trento. “La pressione della società civile e
dei risparmiatori sta ottenendo ulteriori risultati, ma le associazioni non
devono adagiarsi, ha commentato Giorgio Beretta, coordinatore della Campagna
di pressione alle ‘banche armate’ lanciata otto anni fa dalle riviste
missionarie Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di Pace. Il mercato delle armi
vede l’interesse di molti attori, dall’industria ai politici, dai mediatori
alle banche. Noi stiamo cercando di scomporre questo fronte e di sollecitare
ciascuno ad assumersi responsabilità precise e trasparenti”. Serrentino ha
precisato che la linea adottata da Intesa diverrà quella di tutto il gruppo.
“La nuova scelta dovrebbe scattare dal 1° luglio. L’anno prossimo quindi
Intesa-Sanpaolo sarà in parte presente nella lista contenuta nella Relazione
della Presidenza del Consiglio al Parlamento, ma poi dovremmo rapidamente
scendere”. (Fonte: Unimondo)
20 Commenti »
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Toh! Si stanno accorgendo che il denaro, non solo
a odore, ma che in molte circostanze, puzza alla
grande.
Commento di luciano — 10 Giugno 2007 #
Toh! Si stanno accorgendo che il denaro, non solo
a odore, ma che in molte circostanze, puzza alla
grande.
Commento di luciano — 10 Giugno 2007 #
Toh! Si stanno accorgendo, che il denaro in molte circostanze non solo ha odore, ma che in molte altre, puzza alla grande.
Commento di luciano — 10 Giugno 2007 #
Chiedo scusa, il mio computer, è un prepotente.
Commento di luciano — 10 Giugno 2007 #
Ma Profomo e compagnia bella sono molto vicini ai ds?
Commento di TAxiMilano — 10 Giugno 2007 #
Complimenti Piero!
La tua tenacia ti sta premiando!
Continua ad essere la coscienza di tutti noi!
Ciao!
Paola
Commento di Paola Fumagalli — 10 Giugno 2007 #
gli americani con i liberismo ci fanno anche la guerra..per loro è tutto un buisness anche per formare gli eserciti… peccato che gli eserciti non si comprano sul mercato come fanno loro…infatti stanno prendendo una bella bastonata in Irak.
————————————————–
Volevo fare i complimenti a Di benedetti, ultraliberista che sta aspettando che fallisca alitalia per comprarla a due soldi…
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Lavoratori,gente comune smettetela di votare il doppio comitato D’affari centro destra e centro sinistra…Poi non lamentatevi se non cancellano la legge 30, se i vostri stipendi tenderanno ad abbassarsi… la colpa è dei liberisti o meglio pseudo liberisti che vi trattano come pedine solo per arrichirsi ancor di più sulla vostra forza lavoro.
Ribellatevi, bloccate,manifestate, scioperi selvaggi…alzate la testa contro i tiranni liberisti che vedono il lavoro come un costo da scaricare….Sidacati dove siete?? ah vero sono collusi da tempo con Confindustria.
NO GLOBAL SEMPRE E PER SEMPRE AUTARCHIA EUROPEA PER FERMARE GLI IMPERIALISTI ANGLOAMERICANI, E la Vergogna di Istraele che nessun media la condanna per il suo vergognoso operato militare.
Commento di TAxiMilano — 10 Giugno 2007 #
LA LEGGE 30 ancora li…. sveglia, in piazza ora…
si scende piazza per in No-Global(giustamente) e non si fa una sega per levare sta legge Vergognosa…
Comunisti che fine avete fatto? oi ci siete?
avete comprato la barca anche voi?
Commento di TAxiMilano — 10 Giugno 2007 #
Gianni io non accetterei…anche nella più totale disperazione…Piuttosto Kamikaze per fare la festa a qualche banchiere…
Commento di TAxiMilano — 10 Giugno 2007 #
Noto, come si facciano spesso complimenti (giusti e meritati), nei confronti di Piero Ricca. Però, il tutto finisce sempre per creare un “eroe” a cui si delega quello che vorremmo fare, ma non facciamo, quello che vorremmo dire, ma non diciamo. Ognuno di noi, ha l’obbligo morale di non abbassare la testa, facendo sentire la propia voce attraverso i mezzi che si può permettere. I furbi nel nostro Paese, devono sapere che Piero Ricca è un pezzo dItalia che hanno avuto la sfortuna di incontrare, ma che dall’altra parte del marciapiede, troveranno me ad aspettarli, e che dentro un caffè troveranno voi, fino a dover accettare il fatto che la loro idea di paese non ha spazio in questa terra, obbligandoli a prendere il largo.
La nostra voce in ogni luogo. Siamo in tanti, non siamo solo commenti. SVEEEGLIAAAAA!!!!
Commento di SALVATORE MANGIONE — 11 Giugno 2007 #
@SALVATORE MANGIONE
il fatto è che solo i meno peggio sono avvicinabili in genere, gli altri sono barricati.
Comunque è vero, bisogna cogliere ogni occasione per rinfacciargli i loro vergognosi privilegi e soprattuto la loro inadeguatezza a sedere in parlamento, dimostrata sul campo con anni di porcate.
Commento di dario — 11 Giugno 2007 #
Concordo con Dario, ma tengo a notare che per avere voce in capitolo siamo ancora effettivamente pochi, anche se prevedo un aumento esponenziale dovuto al passaparola. Purtroppo, per non passare da terrorista o maleducato ecc, mi auguro che vengano anche ponderati, studiati, testati i modi, onde evitare l’effetto (nemmeno poi arido) del ne parlino bene o male l’importante è che ne parlino, effetto appunto per niente disdicevole.
Per quanto riguarda la storia degli armamenti, vorrei aggiungere un punto di vista banale: chi sviluppa armi sviluppa tecnologia ed una certa mentalità grazie alla quale stiamo vivendo come ora. Se in ogni caso non produrremmo armi, certi paesi guerrafondai la produrrebbero comunque, sviluppando loro la loro forma di civiltà. Soccomberemmo? Non m interessa questo aspetto, so solo che prima di deporre le armi sarebbe meglio prima disinnescare in tutto il mondo un certo modo di pensare. Su questo credo che Gesù Cristo in persona abbia visto lontano, che sia stato Dio, un filosofo o un pazzo (e chiedo scusa) in ogni caso un grande personaggio sul quale chiunque di qualsiasi ideologia fosse o religione si è fermato a pensare. Diciamo che sarebbero da cambiare molte cose a questo mondo e da qualche parte bisogna pure cominciare e occorre pure pensare alla possibilità di un mondo migliore, altrimenti non si farebbe più nulla. Buon lavoro
Commento di Luca Rosso — 11 Giugno 2007 #
http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=22&year=2006&country=6986
DA “la casa della liberta’” (QUELLA VERA)
Freedom of speech and the press is constitutionally guaranteed. However, Italy continues to suffer from a concentration of media power in the hands of Prime Minister Silvio Berlusconi, who, through his private media holdings and political power over the state television networks, controls 90 percent of the country’s broadcast media.
In April 2004, the Senate adopted the Gasparri law on broadcasting, which ostensibly introduced a number of reforms, including the preparation for the switchover from analogue to digital broadcasting that is due to take place in 2006. However, the law has been heavily criticized for providing measures that serve the interests of Berlusconi’s extensive media holdings. For example, the antitrust limits set by the law would enable Berlusconi to continue to dominate the private media market. In addition, the law removed a previous restriction on one person’s owning more than two national broadcasting stations, allowing Retequattro, one of three television stations owned by the Berlusconi-dominated Mediaset group, to continue terrestrial broadcasting. However, shortly after Berlusconi’s poor showing in the April 2005 elections, Finivest, the company at the apex of Berlusconi’s business empire, reduced its stake in Mediaset from 50.9 to 34.3 percent, minimizing his control of the media giant. The move, according to The Guardian, was intended to boost Berlusconi’s image for the upcoming elections in spring 2006.
In January 2005, a court in Rome condemned the Italian public broadcaster RAI for the removal of a TV journalist, Michele Santoro, in 2002. Santoro was one of three journalists critical of the government who were removed from RAI for alleged “criminal use of public television.” Parliament has still not passed a proposed bill that will abolish prison sentences for libel. After the London bombings in July 2005 by Islamic extremists, parliament approved a new antiterrorism law that includes surveillance of the internet and phone networks. The law allows the government to compile a list of mobile phone users to help the police investigating suspected terrorist crimes.
Freedom of religion is respected and guaranteed by the constitution. A revised Concordat in 1984 established the secular state in Italy. Although Roman Catholicism is the dominant religion, and the Catholic Church is granted some privileges by the state, there is no state religion. In addition, the state provides support, if requested, to other religions represented in the country. To date, the state has signed agreements with a number of religious groups but has yet to pass an omnibus religious freedom law. Academic freedom is respected and protected.
Italians are free to organize into social and political associations. However, a bill introduced into parliament by the conservative majority in 2004 sought to ban child protests. The new law, if it goes into effect, will fine parents up to $2,500 if they allow their children under 12 years of age to participate in street protests. Despite this, civil society remains robust. Between 35 and 40 percent of the workforce is unionized. In November 2005, the country was paralyzed by a national strike called by the three leading unions in protest over the government’s proposed cuts in the 2006 budget. In December 2004, a similar nationwide strike against the government’s economic policies-which included then plans for an $8 billion cut in public sector spend-ing-crippled the country for a day. The plans for cuts were in response to a European Commission’s warning for Italy to reduce its public debt, which is the third largest in the world.
The independence of the country’s judiciary continues to be undermined by long trial delays and the influence of organized crime. The 2005 U.S. State Department’s human rights report states that trial delays are caused, in part, by the lack of any effective limits on the length of pretrial investigations, the large number of minor offenses included in the penal code, unclear and contradictory legal provisions, and insufficient resources, including an inadequate number of judges. The courts also have the ability to determine when a law’s statute of limitations applies. In December 2004, judges dropped bribery charges filed in 1999 against Berlusconi for events that occurred in 1991. The charges were dropped on the grounds that the statue of limitations had expired.
Despite legal prohibitions against torture, there were reports of excessive use of force by the police, particularly against illegal immigrants. The brutality trial of 75 people, including some of Italy’s most senior police officers, began in October 2005. The defendants are accused of orchestrating and participating in a campaign of brutality against protestors at the G8 summit in Genoa in 2001.
Commento di dersu uzala — 11 Giugno 2007 #
La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere. (Mayer Amschel Rothschild, banchiere, 1773)
Commento di frank — 11 Giugno 2007 #
non è necessario fare lotta violenta per scalzare questi cialtroni viziati che ci “governano”. Non serve nemmeno cambiare mentalità agli italiani.
Forse basta andare una ventina davanti al parlamento e cercare di coinvolgere i passanti… credo che in un’oretta ci sarebbero centinaia di persone a gridare lo sdegno contro la casta sanguisuga…
Commento di dario — 12 Giugno 2007 #