Lettera di Oliviero Beha

Luglio 7, 2007 on 6:10 pm | In Informazione | 570 Comments

Per chiarire la sua posizione in Rai, Oliviero Beha mi ha scritto questa lettera.

Caro Piero,

in attesa di vederci lunedì sera a Milano per parlare di “Italiopoli” e quindi dello stato del Paese, segnalo a chi scrive sul tuo blog che “ancora prendo lo stipendio da Mamma Rai” alcune obbligatorie precisazioni.
1 Ho vinto tre cause di lavoro in tre anni, da quando sono completamente inutilizzato (prima ero utilizzato alla Montale solo per il 5%). Adesso sono passato alla causa penale nei confronti di tutto il vertice Rai, destra-centro-sinistra.
2 Il mio stipendio non “corre” ma “cammina”, essendo stato dimezzato dopo che ho denunciato all’allora Direttore Generale Cattaneo che c’erano problemi di pubblicità occulta in Azienda. Nessuno ha fatto nulla e chi mi parla del mio stipendio forse dovrebbe indignarsi di questo, essendo il canone fatto di soldi pubblici.
3 Non me ne vado dalla Rai perché ho diritto (cfr. la magistratura) a lavorare. Se non bastano le sentenze (e nel frattempo non mi sono candidato per nessun partito…) il problema non è tanto mio quanto “nostro”.
4 Non ho comunque altre offerte, lo dico sinceramente: ma il mio essere fuori mercato dipende dal mio livello professionale troppo basso o dal cumulo di interessi che mischia l’informazione stampa-radio-tv a tutto il resto?
5 La riprova della situazione è la sordina messa al mio libro. In un Paese appena decente firmando un libro così sarei in galera io o in galera (figurata ma per alcuni anche letterale) coloro di cui parlo.

Ciao e a presto, Oliviero Beha

Giovedì 12 luglio

Luglio 7, 2007 on 11:42 am | In Politica | 52 Comments

Molti mi chiedono di entrare in contatto con Qui Milano Libera. Abbiamo pensato a un incontro aperto e informale al parco Solari. Segnatevelo.

Giovedì 12 luglio

Aperitivo Estivo

di Qui Milano Libera

al parco Solari di Milano, vicino alla fontana

dalle ore 19,00

Chiunque venga in pace sarà gradito ospite

(meglio se porta da bere)

Vittorio Agnoletto

Luglio 6, 2007 on 4:40 pm | In Politica | 39 Comments

Le udienze di Genova continuano a rievocare la violenza di Stato dei giorni del G8. Condivido e pubblico il comunicato inviatomi poco fa da Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum nel 2001, attuale europarlamentare.

«Le telefonate rese pubbliche oggi sono importanti e confermano quello che, come movimento, abbiamo sempre detto: a Genova ci fu un vero e proprio massacro.
Com’è possibile che le forze di polizia scherzino sulla morte di Carlo Giuliani, che si compiacciano delle violenze commesse, che si augurino altri morti?
Sorgono domande drammatiche: chi ha reclutato queste persone tra le fila delle polizia? Quali sono stati e sono ancora i criteri per essere assunti in questo corpo? Il disprezzo della vita umana e l’esaltazione dell violenza? Se, come credo e spero, non sono questi i parametri di selezione, ma ci troviamo di fronte a delle “mele marce”, allora gli autori di tali dichiarazioni devono essere immediatamente rimossi dai loro incarichi ed espulsi dalla polizia. Non è pensabile affidare la tutela della nostra democrazia a persone che inneggiano alla violenza e si congratulano per aver ucciso un ragazzo.
È assolutamente inaccettabile pensare che dopo quanto avvenuto a Genova, l’Italia si offra di ospitare il G8 del 2009. Ancora più folle è pensare che la gestione dell’ordine pubblico sia affidata agli stessi responsabili di quei giorni, che per altro sono stati tutti promossi.
Chiedo al governo di rivedere la decisione annunciata da Prodi e di rinunciare ad ospitare il G8 del 2009.
Chiedo alle forze della sinistra radicale di assumersi le loro responsabilità e di porre formalmente la questione al Consiglio dei Ministri.
Lancio un appello a tutto il movimento per ritrovarsi a Genova dal 19 al 22 luglio, per chiedere ancora una volta verità e giustizia ma anche per cominciare ad organizzare le iniziative contro il G8 alla Maddalena.
L’Italia non ha chiuso i conti con “la sospensione dello stato di diritto” che si è verificata a Genova: si faccia subito la Commissione d’inchiesta sui fatti del G8».

La Banda Pollari

Luglio 5, 2007 on 6:00 pm | In Politica | 46 Comments

I metodi della Banda Berlusconi ormai li conosciamo.Teniamo a mente, per esempio, il trattamento riservato ai magistrati non allineati. Manganellatura mediatica, leggi contra personas, riforma punitiva dell’ordinamento, spionaggio abusivo. Di alcuni mesi fa la scoperta dell’archivio segreto di Pio Pompa, uomo di fatica dell’ex capo del Servizio segreto militare Nicolò Pollari. Vi erano schedati, tra gli altri, centinaia di magistrati, membri del Csm, i pubblici ministeri di Palermo e Milano, Gian Carlo Caselli, i segretari dell’Anm. Quando fu formato l’archivio? Nell’estate 2001, subito dopo l’insediamento del governo Berlusconi, che nominò Pollari al vertice del Sismi. A chi rende conto il Sismi? Al governo. Qual era l’obiettivo della schedatura? Spiare, controllare, acquisire informazioni riservate e all’occorrenza far scattare provvedimenti “traumatici”, allo scopo di “disarticolare” le pericolose toghe rosse. Il “cancro da estirpare”, secondo la definizione del Capo-Banda. Ieri il Consiglio superiore della magistratura ha approvato al’unanimità un documento in cui si dice che il Sismi ha deviato dai suoi compiti, con l’obiettivo di “intimidire e far perdere credibilità” a magistrati politicamente malvisti. In buon italiano questo si chiama: attentato alla Costituzione. Sia pure buffonesco, nella realizzazione. Per ottenere l’unanimità l’estensore del documento Fabio Roia ha dovuto depennare una frase in cui si ricordava che il Sismi operava sotto l’autorità del governo. Non sia mai che qualcuno facesse due più due. In serata Nicolò Pollari si è precipitato al Tg5 per dire, a tutela del buon nome del Sismi, che non ha mai commesso illeciti, che la sua organizzazione ha salvato delle vite e che il dossieraggio era realizzato solo su fonti pubbliche. Romano Prodi sembra credere alla sua buona fede, visto che, anziché cacciarlo, l’ha nominato consigliere speciale della presidenza del Consiglio, mentre il suo uomo di fatica Pio Pompa attualmente presta servizio al fianco del ministro della difesa Arturo Parisi. Per conto e su mandato di chi, questi due loschi figuri attentavano alla nostra Costituzione, spiando e dossierando centinaia di magistrati impegnati contro mafia corruzione e terrorismo, senza escludere eventi traumatici e disarticolanti, forse avremmo il diritto di saperlo. Ma ufficialmente, temo, non lo sapremo mai. Possiamo solo immaginarlo. E tenerlo bene a mente, quando la Banda - com’è sciaguratamente probabile - tornerà al governo. Con il voto degli italiani e il concorso esterno degli oppositori. Per completare l’opera.

Italiopoli

Luglio 3, 2007 on 1:31 pm | In Informazione | 32 Comments

L’ultimo libro di Oliviero Beha s’intitola Italiopoli (Chiarelettere edizioni). Ed è dedicato alla Palude italiana.
Lunedì 9 luglio lo presenteranno a Milano, insieme all’autore, Franca Rame, Peter Gomez ed Elio Veltri. Organizzano i “Grilli Altoparlanti” di Milano, che mi hanno invitato a “moderare” l’incontro. Se volete, ci vediamo lì.

9 luglio, ore 21,00
Spazio Teatro 89
Via fratelli Zoia 89
Milano

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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