Claudio Fava

Agosto 7, 2007 on 4:05 pm | In Politica | 78 Comments

Dobbiamo gratitudine al magistrato Armando Spataro, che con la sua inchiesta ha scoperchiato il “caso Abu Omar”. Con i suoi annessi e connessi è un caso di scuola. Che cosa ci insegna? Direi almeno questo:

a) L’Europa post 11 settembre è stata teatro di numerosi abusi dei servizi segreti statunitensi
b) Con la giustificazione della guerra al terrorismo e dell’esportazione della democrazia, gli Stati Uniti hanno calpestato diritti e sovranità nazionali
c) Gli abusi Cia hanno sovente avuto come palo i servizi segreti nazionali (vedi il Sismi di Pollari)
d) Alcuni governi europei sono stati complici o hanno taciuto la verità ai cittadini (vedi i governi Berlusconi e Prodi, e relativi omissis)
e) L’informazione s’è confermata al di sotto del suo compito di contropotere (fino a punte di inaudita bassezza, vedi l’agente scelto Farina-Betulla)

In questo quadro non stupisce che l’inchiesta di Spataro (da cui peraltro sono emersi gli scandali degli spioni Telecom e dei dossieraggi abusivi del duo Pollari-Pompa) si sia attirata l’ostilità bipartisan del mondo politico, che ha alzato le barricate a difesa di verità inconfessabili.
I politici che hanno osato squarciare il velo dell’omertà e dei ricatti sono pochi. E tra i rari galantuomini c’è Claudio Fava, che ha portato ad approvazione una dura risoluzione presso il parlamento europeo. L’ho intervistato su questi temi.
Ecco il video.


Emilio Molinari

Agosto 5, 2007 on 6:54 pm | In Informazione | 39 Comments

Acqua Bene Pubblico. Ricominciamo da qui.
Ho chiesto a Emilio Molinari, presidente del comitato italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua, di riepilogare le ragioni per le quali è necessario opporsi al processo di privatizzazione e mercificazione di questo bene essenziale, di parlare degli enormi interessi economici legati al settore idropotabile, di fare il punto della situazione legislativa e dell’attività del Movimento. Ecco il video.

Link su arcoiris, per scaricare il video: Intervista a Emilio Molinari

Rieccomi

Agosto 4, 2007 on 11:49 am | In Libertà | 181 Comments

Riprendo la parola su questo blog dopo un silenzio che dura dal 10 luglio. L’interruzione, come sapete, non è dovuta alla mia volontà.
Scusate, se credete, il pubblico ministero Giuseppe Saieva: ha dimostrato, chiedendo l’oscuramento preventivo di un blog a tutela dell’onore di Emilio Fede, di non conoscere il mondo web e di non avere rispetto per l’articolo 21 (primo comma) della Costituzione. Scusate, se credete, anche la dottoressa Cecilia Demma, gip presso il tribunale di Roma, che ha ordinato, su richiesta del dottor Saieva, l’oscuramento dei miei articoli su Fede e del famoso video su youtube: ha rivelato pari ignoranza delle dinamiche della rete e poco inferiore disprezzo della libertà di espressione dei cittadini. Scusate, se credete, perfino il maresciallo capo Sergio Zorzo del nucleo frodi telematiche della guardia di finanza di Roma: non riuscendo a togliere da youtube il video e non pago di aver oscurato un solo innocuo articoletto ben visibile sui motori di ricerca, ha pensato bene, per impedirmi di ripubblicare o modificare quel singolo post, di modificare le chiavi di accesso al blog, di fatto sequestrandomi la libertà di parola.
Il sequestro è del 10 luglio. Il dissequestro è del 30 luglio. Al pubblico ministero Saieva sono bastati venti giorni per capire l’errore e correggerlo. Naturalmente l’articoletto su Fede rimane oscurato e la cosa spassosa è che il sottoscritto ne è stato nominato custode. In pratica sono il garante di una ridicola e inutile censura decisa ai miei danni. Ecco cosa scrive, suppongo senza arrossire, il pubblico ministero di Roma:

“… Considerato che le operazioni di inibizione password effettuate non consentono al RICCA di accedere alle altre funzionalità della propria risorsa web; che ai fini delle indagini non appare necessario trattenere in sequestro l’intero blog ferme restando le disposizioni di cui al decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del tribunale di Roma; ritenuto che permane la necessità di impedire che il reato venga portato ad ulteriori conseguenze; che permane la necessità di impedire la visibilità degli articoli relativi ad Emilio Fede agli internauti avventori del blog; visti gli articoli 262, 263 comma 4 cpp e 84 D. Lv 271/89;

ORDINA

la restituzione all’avente diritto della disponibilità del blog www.pieroricca.org fermo restando l’oscuramento degli articoli riguardanti FEDE Emilio inerenti il presente provvedimento, nominando il RICCA Piero custode degli articoli citati”.

Per ora mi fermo qui. Ma questa storia non finisce qui. Come ho già scritto, mi adopererò affinché serva a mettere dei paletti chiari a difesa della libertà di espressione su Internet. Mai più un blog dev’essere sequestrato a seguito di una querela. Grazie di cuore a tutti coloro che in queste settimane hanno sostenuto le mie ragioni.



Il video-appello del 10 luglio notte, riproposto da numerosi blog, che ringraziamo, sul sequestro preventivo.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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