Questa sera

Ottobre 2, 2007 on 12:23 pm | In Informazione |


Guido Salvini

Un manifestino di estrema destra è stato affisso davanti alla porta del teatro alle Colonne di San Lorenzo e diffuso nella piazza dove questa sera si terrà la presentazione del libro di Daniele Biacchessi. Mi è stato riferito poco fa. Nel manifestino e su internet si stigmatizza la presenza al dibattito di Saverio Ferrari per la sua partecipazione a episodi di contrapposizione violenta fra fascisti e antifascisti negli anni Settanta. Episodi dei quali non ho conoscenza precisa.
A Saverio Ferrari va la nostra solidarietà, in nome dell’articolo 21 della Costituzione.
Ricordo che l’incontro pubblico di questa sera è di carattere culturale e ha per fine la memoria di alcune grandi stragi italiane, di matrice politica e mafiosa, carte processuali alla mano. Il rancore ideologico non ci riguarda. A noi interessa discutere in modo sereno, sui dati di fatto. E in democrazia nessuno può intimidire o condizionare la presentazione di un libro.
Oltre all’autore, abbiamo invitato il magistrato Guido Salvini per la sua competenza su piazza Fontana e, nella sua qualità di operatore culturale, Saverio Ferrari, al quale chiederò di ricostruire la vicenda di piazza della Loggia.
Chiunque vorrà partecipare al dibattito in forma civile sarà gradito ospite. Chiunque vorrà prendere la parola, anche per criticare i relatori, sarà libero di farlo.

50 Commenti »

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  1. Vergogna per chi solidarizza con i terroristi. Articolo 21 un paio di palle…solo quando vi pare vale l’articolo 21 vero? Se a un convegno ci fosse stato un estremista di destra, pluriindagato e condannato, saresti stato lì davanti col tuo megafono a pagliacciare come ormai è il tuo destino.
    Ora non piangere se qualcuno viene a ‘condizionare la presentazione di un libro’…tu condizioni tutti i giorni, davanti alla mondadori, davanti a ogni dove, e ti lamenti quando qualcuno te lo impedisce, brandendo l’articoo 21. Ora lo brandisci per impedire ad altri di condizionare te… Ricca sei un buffone (o Puffone se preferisci) al pari di quelli che vuoi screditare…

    Commento di Gianluigi Piercollina — 2 Ottobre 2007 #

  2. Nei nostri dibattiti le domande e le critiche sono libere e non le riteniamo dei condizionamenti, dei quali peraltro non piango. Non solidarizzo con un terrorista, ma con una persona che è stata invitata a un dibattito e non dev’essere messa all’indice. Inoltre non ricopre cariche istituzionali elettive, a quanto mi risulta. Se qualcuno vuol venire con il megafono a “pagliacciare”, come dici tu, verrà da me invitato a dire la sua al microfono, se lo vorrà. Sulle altre differenze, di sostanza, di contenuti, di contesto, di stile, non mi soffermo. Perché se non le hai già comprese, non c’è niente da fare.
    pr

    Commento di Piero Ricca — 2 Ottobre 2007 #

  3. Che l’Italia sia una repubblica democratica va ricordato purtroppo molto spesso ultimamente.

    Per quando riguarda il Sig.Piercollina credo non abbia capito lo scopo della presentazione.

    Commento di Francesca — 2 Ottobre 2007 #

  4. Raccolgo dalla rete, alla firma di Igor Iezzi (LA PADANIA) il seguente articolo ormai presente solo come copia cache su google a proposito di Saverio Ferrari …

    ….”Primo episodio: «Il 13 marzo 1975, verso le ore 13, Ramelli Sergio residente a Milano stava appoggiando il motorino nei pressi della sua abitazione. Veniva aggredito da alcuni giovani armati di chiavi inglesi; il ragazzo, dopo aver tentato disperatamente di difendersi proteggendosi il capo con le mani ed urlando, veniva colpito più volte e lasciato a terra esanime. Alcuni passanti lo soccorrevano e veniva ricoverato al reparto Beretta del Policlinico per trauma cranico (più esattamente ampie fratture con affondamento di vasti frammenti), ferita lacero-contusa del cuoio capelluto con fuoriuscita di sostanza cerebrale e stato comatoso. Nelle settimane successive alternava a lunghi periodi di incoscienza brevi tratti di lucidità e decedeva il 29 aprile 1975» ( Ordinanza di rinvio a giudizio dei colpevoli, redatta dai giudici istruttori Maurizio Grigo e Guido Salvini).
    Secondo episodio: «Nell’abbaino di viale Bligny ( a Milano, ndr), vero archivio logistico della struttura di Avanguardia Operaia è stata rinvenuta una mole impressionante di materiale (…). Sono state infatti trovate migliaia di schede, fotografie con ingrandimenti, con studio di abitudini e indicazioni di targhe, descrizioni di bar e locali pubblici, nonché di sedi politiche con tanto di piantina degli interni, agendine, tessere di partito, documenti di identità… provento di numerose aggressioni anche con conseguenze molto gravi… E ancora, indicazioni di appartenenti alle forze di polizia e su forze politiche oggetto in quel periodo di atti di intimidazione quali gruppi rivali della stessa estrema sinistra e gruppi cattolici». ( Stessa ordinanza di rinvio a giudizio).
    Terzo episodio: Nel 1976, per l’esattezza il 31 marzo, alcuni militanti di Avanguardia Operaia assaltano e incendiano un bar in Largo Porto di Classe a Milano. I frequentatori del locale furono massacrati. Tre giovani rimasero gravemente feriti e rovinati per sempre: Fabio Ghilardi (due operazioni, coma, polmone d’acciaio, epilessia Permanente), Giovanni Maida, che all’epoca aveva 16 (sedici!) anni (quattro fratture alla mandibola, una alla spalla, invalido permanente) e Bruno Carpi (doppio sfondamento della calotta cranica). Secondo i medici che accolsero i feriti negli ospedali, «negli aggressori c’era la volontà di uccidere».
    Quarto episodio: Martedì 16 luglio 2002 sul quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione “in collaborazione con la Stampa” di Torino, nelle pagine milanesi, viene pubblicato un articolo che contiene frasi deliranti che dipingono i giornalisti del nostro quotidiano come pericolosi razzisti.
    A parte la comune matrice comunista e la violenza che li pervade, cosa accomuna gli episodi citati? La risposta è semplice, senza possibilità di smentita: una firma, un nome, Saverio Ferrari.
    Questo “noto” personaggio che negli anni settanta contribuì a far definire quel periodo “gli anni di piombo” non è sconosciuto alla Giustizia italiana che il 16 marzo 1987 nell’aula della II Corte d’Assise di Milano, presidente Antonio Cusumano, avviò un procedimento per l’assassinio di Ramelli, per le schedature di viale Bligny e per l’assalto al bar di Largo Porto di Classe. Uno dei protagonisti di questo processo fu proprio Saverio Ferrari. Il 16 maggio 1987 la II Corte d’Assise lo condannò per l’assalto al bar e per le schedature a 11 anni. Il due marzo 1989 la II sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal dottor Cavezzoni, gli riduce la pena a 5 anni e sei mesi. Infine la sentenza diventò definitiva il 22 gennaio 1990 con la conferma della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Corrado Carnevale.”

    Se fosse vero ciò che scrive Iezzi ed escludendo un omonimia, non mi sentirei proprio di ascoltare un personaggio di queto tipo. Ma Iezzi sbaglia/esagera/omette/condisce? Vero?

    Ciao Piero, comunque ti confermo la mia più totale stima per il tuo coraggioso operato.

    Commento di davide — 2 Ottobre 2007 #

  5. Perche’ e’ “sparito” il mio commento? Qualcosa di “illegale”??

    ciao
    DM

    Commento di davide mon — 2 Ottobre 2007 #

  6. il problema sono i fascisti, non certo un libero cittadino antifascista!
    buona serata

    Commento di reader — 2 Ottobre 2007 #

  7. Senza riferimenti specifici in rete e’ possibile trovare le seguenti informazioni che cerco di riassumere senza enfasi: Il 16 maggio 1987 la II Corte d’Assise condannò Saverio Ferrari per l’assalto al bar (Nel 1976, per l’esattezza il 31 marzo, alcuni militanti di Avanguardia Operaia assaltano e incendiano un bar in Largo Porto di Classe a Milano. I frequentatori del locale furono massacrati. Secondo i medici che accolsero i feriti negli ospedali, «negli aggressori c’era la volontà di uccidere») e per le schedature a 11 anni (…«Nell’abbaino di viale Bligny, a Milano, vero archivio logistico della struttura di Avanguardia Operaia è stata rinvenuta una mole impressionante di materiale, sono state infatti trovate migliaia di schede, fotografie con ingrandimenti, con studio di abitudini e indicazioni di targhe, descrizioni di bar e locali pubblici, nonché di sedi politiche con tanto di piantina degli interni, agendine, tessere di partito, documenti di identità… ). Il due marzo 1989 la II sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal dottor Cavezzoni, gli riduce la pena a 5 anni e sei mesi. Infine la sentenza diventò definitiva il 22 gennaio 1990 con la conferma della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Corrado Carnevale.

    Le informazioni che riporto sono vere? Se si, allora non tollererei in alcun modo qualsiasi rapporto con il suddetto personaggio. Ciao.

    DM

    Commento di davide mon — 2 Ottobre 2007 #

  8. A mio modesto parere la violenza deve essere sempre denunciata, deprecata e contestata, senza se e senza ma. Da qualsiasi parte essa provenga. I “cattivi maestri” di allora, specie se non hanno mai preso nettamente le distanze da errori e orrori commessi o istigati, vanno lasciati nel loro brodo. Comodo confondersi e nascondersi nella massa o nella classe accampando pretese responsabilità sociali o di massa e rigettare qualsiasi responsabilità individuale, per poi andare a sprangare o a dilaniare individui. Inoltre Salvini fu giudice istruttore del processo Ramelli e, per il rispetto delle istituzioni e della magistratura che provo, non lo metterei proprio sullo stesso piano di Ferrari.
    Ho detto la mia in ossequio all’articolo 21, ovviamente.

    Commento di Giovanni Toffolon — 2 Ottobre 2007 #

  9. caro piero
    Vorrei tanto che potessi fare un video totale della manifestazione, in modo che chi nn abita a milano ( io vivo in sardegna), possa assaporare il gusto di un dibattito sulla storia italiana, che per le mancanze di una tv sempre più impegnata a far pensare ad altro,escludendo lucarelli che ha fatto una bella puntata su pza della loggia,di cui nn sapevo niente prima di vederla, vorrei tanto che qui milano libera potesse darmi l’opportunita di approfondire il discorso!!

    Commento di dan sec — 2 Ottobre 2007 #

  10. Piero come sei franco ed onesto nel fare appunti e domande scomode a politici e manager(di questo non possiamo che essertene grati continua cosi),che puntualmente cercano di eludere e di farti passare per un rissoso disturbatore.
    Con altrettanta onestà diciamola tutta la presenza di ferrari non è stata una grande pensata, ovviamente questa non è altro che la mia opinione…..

    Commento di Paolo Lorenzi — 2 Ottobre 2007 #

  11. Fascisti, comunisti.. mii… che vecchiume protopolitico, roba da museo, ma sopratutto ‘vaporware’ per accendere odii a buon mercato, di quelli che non disurbano il manovratore. Non leggo tali intenzioni in Ricca, per carità, mi pare solo che certe classificazioni appartegano ormai al repertorio un pò consunto di chi non ha ancora capito che rosso e nero non vanno più di moda.
    Il colore delle nostre stagioni è il verde, verde dollaro.

    Commento di dan sallo — 2 Ottobre 2007 #

  12. Saverio Ferrari si diverte a fare dossier sui militanti politici di destra. Con tanto di foto. Questo non è soffiare sugli opposti estremismi?

    Commento di Opi — 2 Ottobre 2007 #

  13. scusate il sig.Ferrari non è uno storico ma uno schedatore che cosa facva alla presentazione del dossier antifascista di brescia dove sono contenuti fatti e foto personali e dell’articolo sul monod dell’estrema destra i mialno che dire? no mi spiace ma non si tratta di un dibattito sereno e democratico la sarebbe stato se con ferrari ci fosse stato qualche altra perosna che proviene da altro ambiente. L’antifascismo on è un valore è un disvalore poichè è un anti lo capite o no?

    Commento di art — 2 Ottobre 2007 #

  14. “rosso e nero non vanno più di moda.”
    può darsi, ma ci sono ancora, è evidente.

    Commento di reader — 2 Ottobre 2007 #

  15. Perchè non invitare Curcio e Moretti allora caro Ricca?Lei fa il giustizialista solo con i neri, a quanto sembra!Almeno Di Pietro sarebbe più coerente e sicuramente non agirebbe come fa lei!

    Commento di marco melli — 2 Ottobre 2007 #

  16. Intimidire è anche attaccare un volantino -sulla porta- e far pesare la propria presenza sul luogo del dibattito (presentazione di libro, per la precisione)
    in modo e maniera che si scoraggi la partecipazione delle persone comuni.
    Si vuol dare una valenza impropria alla partecipazione di un ex aderente alla Lotta Armata dei settanta, caricandola di un significato al di là di quel che è, pura testimonianza, diretta e quindi importante.
    Non venissero da destra a dar lezioni di democrazia tout court, chi scrive ha subito l’assalto fascista, con armi “bianche” (quelle da fuoco è probabile l’avessero da parte) da parte di decine di militanti di FN e FT guidati da una donna ed un uomo noti militanti di AN, ad un teatro di Roma, quartiere monteverde, dove nientemeno si teneva uno spettacolo che narrava della XMas 3 anni fa.
    Ma di certo vorrete voi di destra, minimizzare o negare addirittura, a Roma i fascisti sono pronti ad uccidere chiunque, come è successo varie volte negli ultimi anni salvo poi nascondere il braccio e piangere se qualcuno reagisce. Lezioni di democrazia e tolleranza? Ma da quando? Se avete ancora la fiamma del MSI nella bandiera di aenne, e questo è tutto dire.

    Commento di Roberto — 2 Ottobre 2007 #

  17. A quanto pare c’è molta ipocrisia qui…le violenze di qualcuno sembrano contare meno delle violenze di qualcun’altro… Nessuno ha parlato di mettere all’indice…certo è che si preferirebbe non vedere certa gente dispensare valutazioni a una platea…si legittima quasi un certo modo di fare, no? Se fosse stato un terrorista della destra extra-parlamentare sicuramente saresti andato lì davanti a barboneggiare. E allora adesso se qualcuno t’attacca il volantino di protesta…non gridare allo scandalo, ma fai ammenda, magari con le famiglie di quelle persone morte ammazzate in situazioni che hanno visto la complicità della gente dalle cui labbra pendi. Vergogna.

    Commento di Luca — 2 Ottobre 2007 #

  18. purtroppo i fasci ci sono eccome, pure su questo blog… :(

    Commento di freeman — 2 Ottobre 2007 #

  19. beh io li preferisco ai black block, e pure a molti comunisti…ma è questione di gusti

    Commento di Luca — 2 Ottobre 2007 #

  20. è questione che il fascismo è illegale, giustamente.

    Commento di freeman — 2 Ottobre 2007 #

  21. Il fatto e’ che bisogna agire d’anticipo caro Luca. Perche’ aspettare qualcuno che promette di toglierti la liberta’ se va al potere (e anche la vita se protesti) poi te la tolga davvero? Prendiamoli d’anticipo… ELIMINIAMOLI prima che lo facciano con loro. Il DNA del fascismo si basa proprio sulla privazione della liberta’ altrui, sulla violenza e sulla sopraffazione, ma molti fanno finta di non vedere. Per quanto sia una persona abbastanza mite, per i fascisti farei volentieri uno strappo alla regola. Inoltre trattandosi pure di qualcosa di ILLEGALE… (NON SONO COMUNISTA!)

    Commento di esiliato — 3 Ottobre 2007 #

  22. Per un volantino si scrive un post e si chiedono commenti.

    Per l’aggressione ad una anziano professore di 80 anni e relativo impedimento a parlare pubblicamente,con minacce e percosse…(Faurisson a Teramo ,18 maggio 2007) NULLA da dire ?

    Nell’archivio del blog non trovo post sui fatti di Teramo,o sbaglio?

    Commento di Franzi ska — 3 Ottobre 2007 #

  23. ma x chi abita lontano come me ne farete un video da mettere su arcoiris o videogoogle?

    Commento di Luca da pa — 3 Ottobre 2007 #

  24. facciamo un partito nazionale lista civica col marchio beppegrillo ma nel quale si presentano travaglio tu e chi di dovere….
    perfavore
    grazie di tutto piero ciao

    Commento di maurizio — 3 Ottobre 2007 #

  25. “Nell’archivio del blog non trovo post sui fatti di Teramo,o sbaglio?”
    è piero che decide cosa postare, ovviamente.

    Commento di freeman — 3 Ottobre 2007 #

  26. “una persona che è stata invitata a un dibattito e non dev’essere messa all’indice”.

    E Profumo cos’era? Lui all’indice invece può essere messo? Ricopre cariche pubbliche elettive (come se poi ciò fosse un discrimine che caratterizza la moralità di una persona…)? Per caso schedava pure lui persone da colpire?

    “E in democrazia nessuno può intimidire o condizionare la presentazione di un libro.”

    Bello poi sapere che se le fai tu queste cose sono “attività di supplenza giornalistica” o “libera critica democratica”, mentre se le fanno gli altri si tratta di “intimidazioni” o “condizionamenti” che limitano un diritto costituzionale. Mettiamoci d’accordo.

    Forse sarebbe il caso di dire che in un paese decente uno che faceva quel che ha fatto Ferrari Saverio a quest’ora sarebbe a fare ben altro o comunque avrebbe meno attenzioni.

    E poi ci si lamenta dei pregiudicati in parlamento, vero?

    Commento di Michele — 3 Ottobre 2007 #

  27. Scrive il vostro eroe:

    “Sulle altre differenze, di sostanza, di contenuti, di contesto, di stile, non mi soffermo. Perché se non le hai già comprese, non c’è niente da fare”.

    Ha un bel coraggio a parlare di stile! Quale stile??? Quale rispetto dei contesti in cui va a pagliacciare (bellissimo) con il megafono? Caro Ricca, ha mai rispettato un contesto nella sua “carriera”? Le ricordo un solo episodio, perchè io lì c’ero: presentazione di un libro di CALCIO utilizzata per rompere le scatole ad Alessandro Profumo. Stile??? Quale??? Quello con cui aggredisce e provoca le persone che vuole “intervistare” per la “soglia minima di dignità” di 200 euro netti a pagliacciata??? Stile??? Quello con cui insulta le cariche dello Stato, ad esempio un ex presidente del consiglio che io detesto a cui lei ha dato del Puffone dall’alto del suo immenso livello culturale? Fortunatamente, per chi ha ancora capacità di distinguere chi tenta di manovrare le masse scatenando reazioni di pancia, le differenze di contesto, stile e soprattutto di educazione sono molto marcate. Questo blog ne è la conferma lampante. Perchè, una volta tanto, non prova a comportarsi secondo le regole e vedere se i suoi seguaci saranno ancora mossi dai suoi infiniti contenuti e dalle sue migliaia e migliaia di proposte costruttive? Facile fomentare la gente che non ne può più vero???
    Max

    Commento di Max — 3 Ottobre 2007 #

  28. MENTRE NOI DISQUISIAMO SU FASCISTI E COMUNISTI “LORO” CE LO CONTINUANO A METTERE NEL C….

    **********************************

    (((((TRAVAGLIO: SE LO CONOSCI LO PREVITI))))

    LEGGI L’INTERO ARTICOLO DI TRAVAGLIO QUI:

    http://www.politikon.it/modules/news/article.php?storyid=1697

    Proseguono senza sosta le indagini del Tg1 sui crimini di Beppe Grillo. Il tg dell’anglosassone Raiotta ne ha scovato un altro davvero agghiacciante: uno dei 300-400 mila frequentatori quotidiani del blog del comico ha infilato un piccolo commentino negazionista filonazista.

    Appena se ne sono accorti, i responsabili del blog l’hanno cancellato, ma è praticamente impossibile, su 3 mila interventi al giorno, bloccarne uno prima che finisca in rete.

    Ma l’anglosassone Raiotta ha ritenuto che la cosa meritasse addirittura un servizio nell’edizione delle 20 di domenica. Nemmeno il V-Day aveva avuto tanto risalto, il Tg1 gli aveva riservato un frettoloso comunicato da studio di 29 secondi netti.

    Il giornalismo anglosassone è fatto così: quando si mobilita un milione e mezzo di persone in 200 piazze raccogliendo 350 mila firme, tre parole tre; quando un tizio scrive una cazzata su un blog, servizio completo.

    Se puta caso escono le motivazioni della sentenza Mondadori a carico di Previti & C. in cui si legge che Berlusconi possiede la prima casa editrice italiana grazie a una sentenza comprata con soldi suoi, si sorvola.

    Casomai restasse tempo tra un crimine di Grillo e l’altro, segnaliamo all’anglosassone Raiotta uno scoop de Il Romanista. Riguarda le telefonate intercettate tra Previti e il presidente della Lazio, Claudio Lotito, per segnalare un promettente portierino delle giovanili biancocelesti che, pura combinazione, si chiama Umberto Previti, figlio di Cesare.

    Il 7 aprile 2006 Previti chiama Lotito: «Claudio, io so’ stato sempre ’na persona seria, ’na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in **** da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresenta’ ’a gloriosa maglia ….

    CONTINUA AL LINK SOPRA

    Commento di jim — 3 Ottobre 2007 #

  29. Per Davide Mon e per gli altri che danno contributi costruttivi alla discussione.

    1)Piero , ieri, introducendo il dibattito, ha accennato al volantinaggio. Ha detto che tirava in ballo “alcuni episodi risalenti agli anni sessanta” nel passato di Saverio Ferrari, non ha detto di che tipo di episodi si trattasse. Ha inoltre detto che se c’era qualcuno che aveva partecipato al volantinaggio e voleva intervenire, sarebbe stato accolto a braccia aperte.

    2)Saverio Ferrari ha parlato delle stragi impunite in modo molto preciso e documentato. Non ha fatto cenno a episodi che lo riguardassero.

    3)Nessuno di coloro che hanno volantinato si è presentato a fare domande.

    4)Sono state fatte molte altre domande interessanti, ma non tutte hanno trovato una risposta, per questioni di tempo.

    5)Dopo la fine del dibattito io e Andrej abbiamo avvicinato Ferrari e gli abbiamo chiesto dei suoi precedenti.

    6)Lui ha raccontato di essere stato arrestato proprio da Salvini (presente in sala), di essere stato processato, condannato, di essere stato in carcere.
    Ha però rifiutato di essere più specifico sulle sue colpe, ha fatto cenno ad una molotov, ma alla domanda “eri colpevole?” ha risposto “io non ammetto niente”.
    Gli ho chiesto se aveva scritto la sua storia e se si poteva trovarla su internet, ha risposto di no.

    Commento di Romualdo Grillo — 3 Ottobre 2007 #

  30. Ieri c’è stato un buon dibattito, pieno di spunti interessanti. E tutto si è svolto in modo sereno. Nessuno si è preso la briga di venire a chiedere a Saverio Ferrari della sua storia. Ho chiesto se in sala ci fosse questo tipo di curiosità. Nessuno ha alzato la mano. Mi ero ripromesso di consegnare il microfono per cinque minuti a chi avesse voluto toccare l’argomento. Non è stato necessario. Sarebbe bello che i vari Profumo, Mastella e Fassino facessero altrettanto con chi la pensa diversamente. Al contrario certuni fanno fatica perfino ad accettare di essere ripresi. Accetto la critica di chi dice: una persona con determinati precedenti è meglio non invitarla, per coerenza. L’accetto, ci rifletterò, ma non la condivido. Un conto è criticare la presenza nelle istituzioni rappresentative di determinati personaggi pesantemente compromessi con la giustizia (e su questo non faccio differenze di colore politico), altro conto è escludere singole persone dal dibattito culturale. Tanto per dire: non contesto il piccolo Sgarbi in quanto convegnista, contesto che un calunniatore di giudici e truffatore dello Stato sia assessore a Milano. Non contesto Andreotti in quanto scrittore, ma in quanto mafioso prescritto e senatore a vita. E lo vado a dire in faccia, (sempre in modo non violento), a differenza di molti commentatori da tastiera, in situazioni nelle quali parlare non reca alcun guadagno. Non è difficile comprendere la differenza vero? Mi dispiace (e avrei dovuto prevederlo: questo sì è stato un errore) che i commenti (di chi non è venuto al dibattito di ieri) si incentrino su episodi del passato di Ferrari, un passato che peraltro non conosco precisamente e con il quale ovviamente non ho nulla a che fare. Ma questo è tipico della rete. Sarebbe forse altrettanto interessante sapere se Ferrari (che sugli stessi temi avevo già intervistato) ieri abbia detto cose vere o false, importanti o superflue, su Brescia, Bologna, i depistaggi dei servizi e altre amenità. Per quanto mi riguarda ascolterei volentieri chiunque, anche un ex protagonista “nero” delle violenze anni settanta, se raccontasse cose vere e documentate sulla storia italiana. Ma, ad esempio, non sarei entusiasta di vedere né l’uno nell’altro in Parlamento. Sono incoerente? I rancori post-ideologici non mi interessano, e nemmeno i proclami antifascisti. Il fascismo odierno è altra cosa: è la concentrazione di potere economico, mediatico e politico. E su questo, modestamente, dico la mia. Qml ha dedicato una serata a un libro sulle stragi di Stato, senza tornaconto, senza esigenze di propaganda, per pura passione civile, per dare un contributo di conoscenza. Scegliendo gli ospiti secondo le competenze rispetto ai temi. Se ciascuno di coloro che criticano facesse altrettanto, scegliendo gli ospiti e il punto di vista più congeniali, sarebbe una crescita per tutti, no?
    Sia chiaro: ho scritto queste righe ben sapendo che spiegare serve a poco e ognuno rimarrà della sua opinione, più o meno preconcetta. Sono lieto di aver fornito ad alcuni un pretesto per esprimerla, su questo blog.
    Le prossime serate di qml saranno su giustizia e mafia.
    Ps: metteremo on line una sintesi degli interventi di ieri, ma con i tempi biblici richiesti dalla nostra congenita indolenza e programmatica disorganizzazione.

    pr

    Commento di Piero Ricca — 3 Ottobre 2007 #

  31. Caro Michele, appendere un volantino come minaccia davanti ad una porta non mi sembra una critica costruttiva e democratica.
    Venga essa da dx o da sx.
    Anzichè appendere volantini avrebbero potuto presentarsi e discutere apertamente sull’argomento e su questo non mi sembra che Piero si sia mai tirato indietro.
    Evidentemente il loro scopo non era quello di discutere….

    E poi scusate ma a voi che ve frega di quanto guadagna Piero?
    C’è un motivo particolare per cui a lui vanno fatti i conti in tasca?
    Grazie.

    Commento di Francesca — 3 Ottobre 2007 #

  32. Nel manifestino nessuno ha fatto accenno a contenuti minacciosi, ma solamente una critica (a mio avviso sacrosanta, indipendentemente dalla fonte da cui proviene) all’invito di un personaggio condannato per reati gravissimi, con l’aggravante del fatto che tale personaggio venga invitato per discettare sulle brutture dello stragismo.
    La moralità bisognerebbe forse iniziare a manifestarla in prima persona se si ha la pretesa di andare a fare la morale agli altri con toni -quelli sì- puramente aggressivi e molesti.
    Goisis è un professore universitario, non ricopre alcun incarico elettivo pubblico, ed è stato aggredito in modo indegno, un’autentica gogna di cortile.
    Idem Profumo. Questa non lo chiamo né coraggio né “responsabilità individuale” ma soltanto imbarbarimento ed ineducazione, a prescindere dai soggetti “nel mirino”.
    Personalmente ho apprezzato Ricca quando ebbe il coraggio di domandare -in modo civile- ad Andreotti di spiegare agli italiani i suoi rapporti con la mafia.
    Altro conto è pedinare i vari Sgarbi di turno per lanciare loro invettive. Voi direte “se lo merita, dopo tutto quello che ha fatto” e io dico: attenzione, perchè questa era anche la logica di Piazzale Loreto…
    Poi ognuno la valuti come vuole.

    Commento di Michele — 3 Ottobre 2007 #

  33. x francesca

    Adesso da un misero volantino è diventata una minaccia?
    Informativi prima di postare

    Commento di Opi — 3 Ottobre 2007 #

  34. Concordo pienamente con Michele e dico a Francesca che nessuno vuole fare i conti in tasca a Ricca se…non fosse lui a farli agli altri, sbandierando chissà quali ideali di difesa di chi è davvero oppresso e vessato.

    Commento di Max — 3 Ottobre 2007 #

  35. Ciao Piero,
    Nessun preconcetto radicato. Quindi ho apprezzato il tuo intervento. Devo ritornare sui miei passi relativamente al giudizio dato. Non e’ vero che non ascolterei un personaggio come Saverio Ferrari. Ripensandoci e rileggendoti mi sono reso conto che, scontata la pena e sicuro di un pentimento (alemno morale) certi soggetti possono essere una importante fonte di informazione storica. E’ vero. Bisogna ammetterlo.
    In ultimo: sono sicuro di quello che dico affermando che chi parla di fascismo (o antifascismo) non conosce davvero il periodo storico/culturale in cui e’ maturata questa tristissima forma di governo; non conosce il vero impatto sul popolo, ma si limita a tramandare con faciloneria ed evidente superficialita’ (che sfocia spesso nel ridicolo!) leggende contadine e proclami sbuffanti. Senza presunzione ma credo di essere ben preparato sull’argomento e le reminescenze nostalgiche sono davvero pagliaccesche.

    Commento di davide mon — 3 Ottobre 2007 #

  36. i ragazzi di qml fanno benissimo a contestare gente pessima come sgarbi, e piazzale loreto non c’entra proprio nulla!

    Commento di freeman — 3 Ottobre 2007 #

  37. Piero ma cosa dici? Goisis, Profumo, non hanno alcun incarico istituzionale. Quindi se vai a rompere le palle a loro, fallo pure con i condannati per concorso in omicidio. O quantomeno, non invitarli a dibattiti culturali. Altrimenti la tua credibilità, ammesso che tu ne abbia, scende sotto zero.
    Inoltre, non fare di tutta l’erba un fascio (per rimanere in tema): un conto sono truffe allo stato, o reati contro l’amministrazione…un conto sono omicidi, peggio ancora se mossi da ideologie politiche. OMICIDI ricca, gente condannata per OMICIDI. Vallo a spiegare alle famiglie delle vittime il perché non stigmatizzi certa gente, massacrandone altri che - non saranno stinchi di santi - ma non hanno ammazzato nessuno. Un conto è rubare soldi, o corrompere giudici, per quanto sgradevoli, commendevoli, e gravissimi siano questi reati, un conto è UCCIDERE. UCCIDERE. TOGLIERE LA VITA. Vallo a spiegare alle famiglie delle vittime. Va’ lì col tuo megafono e dì alle famiglie delle vittime il perché Profumo merità il linciaggio pubblico e Saverio Ferrari merita la considerazione di una personalità il cui parere viene ritenuto importantissimo per la presentazione di libri e cazzi vari. Ma ti rendi conto o no di ciò che dici?

    Commento di Luca — 3 Ottobre 2007 #

  38. la casta dei politici non ammette critiche, basta vedere Enrico Letta che su youtube ha chiuso commenti e votazioni sui suoi video perchè continuava a ricevere quasi solo critiche

    http://it.youtube.com/user/enricoletta

    Commento di Armando — 3 Ottobre 2007 #

  39. trovato in rete:
    “Non sono mai stato imputato per l’omicidio Ramelli”, si difende Saverio Ferrari, ex militante di Avanguardia operaia e poi di Democrazia proletaria, ora membro del comitato politico nazionale di Rifondazione comunista. “Sono stato processato per una vicenda analoga - puntualizza - cioè per uno scontro con i fascisti al Bar di Largo Porto di Classe a Milano, ma io con la vicenda della morte di Ramelli non c’entro nulla. Chi mi indica come uno degli assassini del giovane dice semplicemente il falso”.

    Commento di reader — 3 Ottobre 2007 #

  40. X OPI:
    la parola minaccia era esagerata ma si rifaceva al concetto.
    Anzichè parlare da soli, meglio parlare con gli altri se è questo che interessa.
    Se invece interessa dire la propria e basta è un altro paio di maniche.

    Commento di Francesca — 3 Ottobre 2007 #

  41. X MAX: non mi sembra che Ricca venga a fare i conti in tasca a me o a te.
    Li fa’ alla gente che ha lucrato in modo illecito o speculato in modo illegale.
    E nella maggior parte dei casi la gente presa di mira da QML riveste cariche nel ns.parlamento o a livello regionale/comunale cioè è gente che dovrebbe rappresentarci.
    Se tu non vedi la differenza….non so’ che dire!

    Commento di Francesca — 3 Ottobre 2007 #

  42. Ieri sera ho ascoltato con enorme interesse tre persone che parlavano in modo chiaro e documentato di fatti gravi e dolorosi che hanno segnato un lungo periodo della storia italiana.
    Non mi pare di aver trascorso la serata a “marcire nell’antifascismo” (dal volantino), poiché di fatti circostanziati si è parlato e di condanne che, quand’anche prive di nome e cognome, non mancano di chiarire la responsabilità di ambienti ai quali si possono ascrivere la maggior parte delle stragi tentate e riuscite in quegli anni.
    Ma non voglio nascondermi dietro alla libertà di parola che in qml è offerta nella misura in cui la si pretende. Io sono antifascista, e antifascista lo sarò sempre. E quanti non si accorgono del modo in cui anche l’eversione si sia evoluta, perché perdurasse, sotto altre spoglie, la legge del più forte, sono vittime e sono complici del moralismo dietro al quale si nascondono le figure più abiette di quei poteri che a vario titolo decidono del futuro della comunità.
    Io sono antifascista, ma non è certo per antifascismo che ho ascoltato le storie di Salvini, Biacchessi e Ferrari. Le ho ascoltate perché è mio dovere di cittadino e di uomo quello di non dimenticare e se possibile di capire.
    Sui distinguo da farsi nel merito della discussione apertasi, Piero ha detto bene tutto quello che c’era da dire. Non aggiungo altro.
    Ma non voglio che qualcuno creda che noi si faccia distinzione tra atti di violeza distinti per matrice ideologica. La violenza è tutta esecrabile.
    Allo stesso tempo non pensino gli innocentisti dell’ultim’ora che si dispensino qui indulgenze e qualunquismo conciliatorio.
    Se qualcuno ne vuole discutere la porta è sempre aperta, ma se si limita a fare ridicoli e penosi (per la sua intelligenza) paragoni tra soggetti che rivestono cariche pubbliche e simpaticoni alla Profumo o alla Goisis, allora è vittima ed è complice di quel marciume che è il fascismo di oggi, che marcia sulle ceneri dell’intelletto con il sorriso amichevole di chi è riuscito a convincerti che infondo è per il tuo bene, e che ancora più in fondo devi esserne persino felice.
    A lui non faccio sconti, non si illuda. Non è il gioco delle reciprocità che vi permetterà di tirare la corda. Già troppa ne avete guadagnata intorbidando le acque della storia, e parlo di quella recente con maggior pena, perché è vittima dell’interesse personale e l’ideologia, giusta o sbagliata, non sa nemmeno cos’è.
    Non vi illudete che il mio essere democratico serva a legittimarvi, perché non sarà mai. Siate voi di destra o di sinistra, siete fascisti. E nelle mie parole, nelle mie speranze di uomo libero, sarete sempre la gramigna da estirpare.
    Franz

    Commento di Francesco Baraggino — 3 Ottobre 2007 #

  43. Dedicato a tutti i berlusconiani che vengono a rompere i coglioni qui dentro, ci sono dei documenti interessanti che rigurdano il vostro padrone e i suoi compagni.cliccate qui oppure fate il copia/incolla di questi link:

    http://farm2.static.flickr.com/1245/1477442757_dc9dc1a304_o.jpg

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    http://farm2.static.flickr.com/1140/1478115520_61f41bdb77_o.jpg

    Venerdi mi arriveranno anche i libri:LA TELEDITTATURA e sopratutto SGARBI CON TRUFFA.Ci sarà da divertirsi.
    Mi potete contattate all’indirizzo:plato1@freemail.it oppure sul mio blog.

    Commento di Anglotedesco — 3 Ottobre 2007 #

  44. Tutto un panegirico per non rispondere ad una semplice considerazione, cioè che è inopportuno ed incoerente invitare un personaggio condannato per reati terribili ad un convegno aperto al pubblico dedicato al tema dello stragismo in Italia.
    Caro Francesco, vedo che covi un odio tremendo verso chiunque osa contraddire: qualche intervento fa, avesti modo di definirmi psicopatico e di fare battute infelici sulla mia infanzia che peraltro nemmeno conosci, ora mi dai del fascista (e come me anche ad altri) per aver semplicemente evidenziato una certa vostra incoerenza tra parole e fatti. Sostieni che quelli come me andrebbero estirpati come l’erba infestante, facendo quindi uso di un vocabolario degno del peggior squadrismo. Bella dimostrazione di apertura al confronto…
    Tra l’altro la definizione proviene da chi prova piacere a (o peggio ancora avverte come dovere) inveire contro il malcapitato di turno, a sabotarne gli interventi organizzati con la prepotenza, a manganellarlo verbalmente con l’offesa credendo di fare un’opera a beneficio della collettività.
    E chiaramente nella tua ottica o si è con voi o si è contro di voi, giusto?
    Magari non ti accorgi che esistono in questo paese non esistono solo QML e i fascisti, i corrotti e i loro complici ma anche tante persone perbene che per scelta, per necessità o semplicemente perchè non condividono le vostre posizioni non appoggiano quello che fate. Sarebbe ora che cominciassi a comprenderlo, onde evitare ulteriore sangue amaro.
    Ripropongo il quesito: era proprio necessario invitare Ferrari, vista la sua condanna? Non si rischia di accreditare una persona che non lo merita, visti i precedenti che ha?

    Commento di Michele — 3 Ottobre 2007 #

  45. Michè lascia perdere, Baraglino non ha capito niente. Sta a tirà in ballo il fascismo quando qua il fascismo non c’entra proprio niente. C’entrano semmai gli antifascisti che hanno ammazzato. AMMAZZATO.
    Continua a vaneggiare, non riesce a capire che va cercando la pagliuzza nell’occhio di profumo senza vedere gli OMICIDI a cui LA MAGISTRATURA ha collegato Ferrari. La magistratura, sì, quella su cui un giorno dite che non va toccata, che non va critica, e il giorno dopo fate finta di non ricordarvi delle condanne per REATI CONTRO LA PERSONA che ha inflitto a terroristi, o ex-terroristi, come Ferrari.
    Ma che si vergogni Baraglino, si riempie la bocca di antifascismo per spostare l’attenzione dal problema più grosso: che qua c’è gente che ha ammazzato, e a me non frega niente se ha ammazzato un fascista, un comunista, un milaneseLibero, non me ne frega proprio niente. Ha ammazzato e basta, e non merita palcoscenici da chi difende legalità e promuove etica e morale. A giorni alterni a quanto pare.
    E’ proprio per questi motivi che la gente viene qua solo per farsi due risate con i vostri video, e saranno 50 persone quelle che realmente condividono il vostro modo di fare politica, infarcito di un’ideologia becera e soprattutto privo come tanti altri di qualsivoglia principio morale. Proprio come la sinistra nostrana, che s’è fatta bella per anni con una presunta superiorità morale salvo poi rivelarsi alla stregua di chi ha attaccato per anni.
    Ma vergogna, e ripeto, non dovete vergognarvi con me, ma con le famiglie di chi ha visto i propri cari AMMAZZATI dalla gente che invitate.

    Commento di Luca — 3 Ottobre 2007 #

  46. #

    “Nell’archivio del blog non trovo post sui fatti di Teramo,o sbaglio?”
    è piero che decide cosa postare, ovviamente.

    Comment by freeman — 3 October 2007 #
    @@@
    Banalmente Lei commenta così!
    Umanamente ognuno sceglie di discutere di ciò che più gli è funzionale.
    I “fatti” di Teramo ,evidentemente ,non erano funzionali alla “umanità” del titolare.
    Resta il fatto che di un evento “mondiale” di violenza contro la libertà di pensiero non abbia trovato,qui, accoglimento.
    Mentre è conveniente parlare di tale Ferrari.

    Commento di Franzi ska — 4 Ottobre 2007 #

  47. tutto giusto.
    Io propongo di guardare più ai sentimenti.
    La nostra società ce li ha estirpati.
    Ricominciamo ad essere..umani…

    Commento di jim — 4 Ottobre 2007 #

  48. il blog è di piero, ergo decide lui di cosa parlare, ovviamente. e questo non è un blog di destra, per fortuna.

    Commento di freeman — 4 Ottobre 2007 #

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