Francesco Sylos Labini
Ottobre 3, 2007 on 7:16 pm | In Politica |
Il merito non è tra i criteri di selezione della classe dirigente italiana. Si preferisce la cooptazione dall’alto e l’anzianità di servizio. Perfino in settori che nelle società avanzate sono considerati strategici come l’Università e la Ricerca.
Francesco Sylos Labini mi ha inviato questa lettera sulla “struttura demografica” dell’Università italiana.
Caro Piero,
ti racconto qualcosa su recenti studi che abbiamo fatto sul “problema” dell’universita’ italiana. Per maggiori dettagli ti rimando QUI, dove puoi trovare vari articoli che abbiamo scritto recentemente su Le Scienze e Nature. In breve abbiamo studiato la struttura demografica dei docenti universitari italiani (ovvero quanti docenti ci sono per ogni classe di età) e abbiamo notato che questa rivela molte delle patologie dalle quali è affetta la nostra università: i docenti italiani sono di gran lunga più vecchi di quelli degli altri paesi e i giovani trovano enormi difficoltà a inserirsi, con la precarizzazione del lavoro che ne consegue. Abbiamo raffrontato il dato italiano a quello europeo e americano ma abbiamo anche visto le statistiche dell’OSCE dei paesi sviluppati. Il paese in cui il numero di docenti con età maggiore di 65 anni è più alto al mondo è l’Italia che è anche quello, non per caso, in cui il numero di “giovani” è il più basso al mondo. Basti pensare che l’Italia è (in pratica) l’unico paese al mondo dove si va in pensione, nell’università, a 70 anni se non di più (dipende dai casi, ma ci sono parecchi che vanno di fatto in pensione a 75 anni). Dal fatto che la carriera non sia legata al merito ma all’anzianita’ nasce un problema del tutto peculiare. Negli Stati Uniti è vero che non vi è età pensionabile definita, ma in pratica il sistema forza ad una selezione verso i migliori e più attivi docenti. In Francia, in cui il sistema e’ abbastanza simile al nostro, le cose vanno meglio. Ad esempio il Cnrs francese quest’anno ha reclutato sette nuovi ricercatori in fisica teorica, di cui quattro italiani: cose inimmaginabili da noi, purtroppo.
Come si e’ creata una situazione del genere? Il fenomeno più inquietante che abbiamo riscontrato è dovuto alle assunzioni ope legis (senza concorso, senza valutazione del merito, ma solo in base a qualche tipo di anzianita’) avvenute in passato, ma che di tanto in tanto ritornano. Hanno creato uno tsunami demografico i cui effetti, se non si interviene prontamente, saranno devastanti nei prossimi anni. Infatti un gran numero di docenti, quelli assunti nel 1980 per capirci, andranno in pensione in un breve arco di tempo. La soluzione che si prospetta e’ dunque un’altra ope legis che stabilizzi una parte dei “precari”. Cosa c’è di male a “stabilizzare” i precari? Con tutto il rispetto per tanti ricercatori che svolgono un lavoro egregio in condizioni disagiate, un provvedimento di questo tipo ribadisce il principio che in Italia sia condizione necessaria per avere un impiego stabile nella ricerca essersi precedentemente sottoposti ad un periodo indefinito di contratti precari: Così si deprime l’indipendenza scientifica ed il merito. Viene premiato chi ha avuto la fortuna di avere un contratto di un certo tipo, in una certa data, e magari escluso chi il contratto lo ha avuto un mese dopo, oppure presso l’università invece che presso un ente di ricerca, o un contratto di un tipo invece che un altro, o chi abbia preferito magari fare esperienza (altrettanto precaria) all’estero con l’idea che questo potesse portare ad una maggiore crescita professionale. Con tutto il male che si può dire di un concorso, è senz’altro meglio delle assunzioni per via burocratica.
In generale i problemi dell’università e i temi importanti legati alla ricerca scientifica, dallo scenario energetico al cambiamento climatico per fare degli esempi, sono generalmente ignorati, nei fatti, dalla politica. La discussione su queste tematiche viene affrontata solamente in qualche talk show televisivo a suon di battute ad effetto invece di essere oggetto di un’analisi seria ed approfondita essendo la ricerca scientifica, fondamentale ed applicata, un campo di rilevanza strategica. A lungo andare lo sviluppo economico, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, dipende dalla capacità di produrre innovazione: purtroppo in Italia vi è stata storicamente una scarsa considerazione per la ricerca scientifica sia da parte dei governi sia da parte degli industriali. Vista la disastrosa gestione degli ultimi anni, non è dunque una sorpresa se gran parte del mondo universitario e della ricerca scientifica abbia riposto speranze nel nuovo governo del centrosinistra, che ha promesso in campagna elettorale di porre la ricerca scientifica ai primi posti della futura azione di governo.
Nel programma dell’Unione vi era appunto una sezione dedicata a “Università ed enti di ricerca motori dell’innovazione e della mobilità sociale”. Il governo Prodi non ha finora fornito il carburante a questi motori. In parte questo è inevitabile, ma una distanza troppo grande tra il dire ed il fare è inaccettabile proprio per la situazione di estrema emergenza in cui versa il sistema università-ricerca. Non è solo una questione di finanziamenti, quello che manca è una visione d’insieme, una prospettiva sul futuro dell’università e della ricerca in Italia. Senza di questa, che richiede innanzitutto uno studio serio ed un’analisi approfondita, in pochi anni l’università italiana diventerà una sorta di liceo, mentre la ricerca verrà relegata (lo è già in parte) in qualche nicchia ecologica che riesce a sopravvivere malgrado tutto.
Cari saluti,
Francesco Sylos Labini
16 Commenti »
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Caro Piero,
io sono un dottorando, infatti sto facendo il cosidetto PhD in Inghilterra. In Italia non avrei avuto speranze, perche’ il mio 110 e lode non sarebbe bastato. Qui invece ho mandato una e-mail ad un professore che si occupa della materia in cui volevo fare il dottorato e lui mi ha risposto nel giro di un’ora. Dopo alcuni giorni ci siamo incontrati abbiamo parlato, lui mi ha chiesto di vedere il mio curriculum universitario e le cose che avevo scritto (tesi di laurea e tesine varie) e mi ha dato l’ok.
Niente raccomandazioni, niente politici, mafiosi e signorotti. Se hai tempo dai un’occhiata a un mio post di qualche mese fa, che in qualche modo e’ collegato all’argomento.
http://lostagnone.blogspot.com/2007/03/03-march-2007-le-riforme-strutturali.html
Commento di Francesco — 3 Ottobre 2007 #
Posso permettermi di dire ..”tale padre tale figlio” ..? credo che siate d’accordo no ??
Grazie Piero per aver pubblicato , grazie Francesco per la Tua semplicità e chiarezza.
Spero qualcuno ascolti !!!
Commento di Giuseppe — 3 Ottobre 2007 #
E ma che volete voi studentelli italiani pretenziosi del XI secolo, il cnr in italia ha ricerche più importanti da segiure:
la porta intelligente!
Avrete notato la copertura massiccia che ha avuto questa notizia, vivrò molto più sereno adesso che saprò con certezza se è gol oppure no.
kisto è ‘o paese do sole…
Commento di saverio cristiano — 4 Ottobre 2007 #
In Italia purtroppo certi posti se non sei amico degli amici, neanche puoi permetterti di pensarci.
In fondo cosa vogliamo pretendere da un sistema dove si tollera che un personaggio come Clemente Mastella, vanti una cattedra di giornalismo all’Università di Campobasso, professione da lui ricoperta per circa venti minuti……
Commento di Paolo Lorenzi — 4 Ottobre 2007 #
La registrazione video del VDay (Vaffanculo Day) dell’otto settembre e’ online
primo tempo
secondo tempo
Oltre sei ore di registrazione. Buona visione.
Commento di VDay — 4 Ottobre 2007 #
Il canone rai è una truffa.
Avviate la pratica per non pagare mai piu’ questo “pizzo” mediatico!
Info:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40167
Commento di David B — 4 Ottobre 2007 #
Visto che è stato postato l’invito di Marco Travaglio in merito alla vicenda De Magistris/Mastella chiedo a Piero se è nella sua agenda di lavoro toccare l’argomento in questione cosicchè io possa condividere le mie idee(che forse risulteranno impopolari) con le argomentazioni di tutti quelli che seguono il blog.
Commento di andrea barsotti — 4 Ottobre 2007 #
La verità è che in Italia non si investe in formazione perché non serve personale qualificato e/o altamente specializzato. Il mercato italiano del lavoro richiede solo centralinisti di call-centers, camerieri e operai in catena di montaggio. Il prof Gallegati si riferisce a questo quando parla di “lavoro che non c’è”…di conseguenza la formazione passa in secondo piano, e resterà sempre lì finche non si deciderà che direzione dare allo sviluppo futuro di questo paese.
VOTATE…
http://www.dPolls.com/polls/33740/Cosa_pensi_del_numero_chiuso_all’università?
Commento di Michele Di Mauro — 4 Ottobre 2007 #
http://www.vincenzocaldarola.blogspot.com/
ciao Beppe, sono convinto che Travaglio sarebbe
stato un ottimo Ministro della Giustizia e sicuramente non si sarebbe fatto sfuggire nulla sotto il naso come sovente ci capita di dover notare. Spero che almeno se non sia proprio Travaglio vada di Pietro…almeno lui è pulito sicuramente…anche se il corteggiamento a Fini ultimamente un po’ mi ha fatto cadere le braccia!
http://www.youtube.com/watch?v=GbHYVUxJvWA
Senza bisogno di proclami di rivoluzione il grande Gaetano ha messo a nudo con mezzi all’apparenza semplici, tutto il marcio che regnava, e ahimè regna, nel costume sociale di questa corrottissima Italia!
Abbasso e alè
Ntereggheppiù
Abbasso e alè
Ntereggheppiù
Abbasso e alè con le canzoni
Senza fatti e soluzioni
La castità
La verginità
La sposa in bianco, il maschio forte
I ministri puliti, i buffoni di corte
Ladri di polli
Ladri di stato e stupratori
Il grasso ventre dei commendatori
Super stipendi
Super pensioni
Autobblù
Sanguebblù
Cielibblù
Amorebblù
Rockebblùs
Ntereggheppiù uè
Abbasso e alè
Ntereggheppiù
Abbasso e alè
Ntereggheppiù
Abbasso e alè gli americani che colla scusa dei talebbani
Mo s”anna magnà
Tutto o bbene ca nce sta
Hanno investito un paio di torri piene di lavoratori e in tre anni s”anno fatto già l”afghanistan, che imprenditori
E pure l”iraq
Ladri di stato e stupratori
Il grasso ventre dei ricostruttori
Facce lavate
Invasori legalizzati
bosniabbum
afghanibbum
iraqbbum
kurdistanbum
palestinbum
ntereggheppiù uè
e mr. Bush
ntereggheppiù
e Berlusconi
ntereggheppiù
e gli italiani brava gente che sempre armati fino ai denti
portan la pace
e la libertà, prosperità, più dignità, eialalà
manco ladri di polli
solo sciacalli
che dove cӏ morte e disperazione mandan subito un plotone
a tirar su ciò che rimane, che hanno avanzato gli americani
manco ladri di polli
solo sciacalli
bosniagnam
afghanignam
iraqgnam
kurdistangnam
palestingnam
ntereggheppiù uè
Commento di Vincenzo Caldarola — 4 Ottobre 2007 #
Gentile Piero Ricca ho notato che sul tuo blog i commenti vengono immediatamente pubblicati mentre sul blog di Beppe Grillo sembra che i commenti passino al setaccio prima di essere pubblicati. Ho provato a pubblicare il precedente post sul blog di Beppe Grillo almeno 20 volte ma non ci riesco mentre con somma soddisfazione ho notato che il tuo blog è più democratico nel senso più intimo del termine. Scusate anche a tutti voi visitatori e ammiratori come me di Piero Ricca se ho usato questo blog per questo mio sfogo ma al momento non mi fido più di nessuno in giro. Grazie ancora Piero sei un grande!
Commento di Vincenzo Caldarola — 4 Ottobre 2007 #
Ma attenersi al tema del post è così difficile vero?
pr
Commento di Piero Ricca — 4 Ottobre 2007 #
che dire Piero….la lettera di Francesco dice tutto. io non so proprio cosa aggiungere….
solidarietà a tutti i dottorandi che sono senza un lavoro.
Commento di graziano — 4 Ottobre 2007 #
Mannagia, e io che pensavo ad una laurea in matematica… Intendiamoci, la materia mi affascina, ma se le possibilità per un futuro impiego sono queste, non so proprio cosa fare. Finita la laurea e il dottorato vorrei proprio fare della ricerca. Non che non mi piaccia l’insegnamento, ma i posti sono difficili da rimediare al giorno d’oggi, e poi ritengo che oltre a quello anche l’aspetto dell’innovazione sia importante, per non dire prioritario. Certo non mi va di finire a 29 anni morto di fame per una strada, perciò non la vedo male la possibilità di un possibile Phd all’estero, tantopiù che quest’Italia con i suoi baroni non mi sembra certo un luogo che fa così tanto per tenersi stretti quei “cervelli” di cui avrebbe bisogno. La gerontocrazia c’è anche nelle università, oltre che in Parlamento, e ciò è drammatico soprattutto in un campo come la matematica, dove tradizionalmente il progresso è fatto dai giovani, i quali però avrebbero anche delle necessità, come mangiare/dormire e possibilmente una possibilitàè di carriera. Poi ci si lamenta che c’è la fuga dei cervelli, che la gente “fugge” dalle facoltà scientifiche… Come dargli torto: quando emigrare diventa condizione necessaria e sufficiente per avere un futuro nel campo che si è scelto non si può certo biasimare chi decide di farlo e poi, vedendo le opportunità che ha nell’altro Paese, si dice “ma in fondo chi me lo fa fare di ritornare a ottocento euro al mese” e torna indietro solo per le vacanze. Alla fine si rimane con qualche “santo” o i mediocri, mentre Cina ed India raggiungono il Giappone e ci fanno il culo anche nel campo della tecnologia. Spero solo che dopo tante belle parole dei politici di turno qualcosa cambi in tempo per quando toccherà a me, ma facendo un po’il fisico è facile prevedere che, come insegna l’”esperienza”, permanga l’usuale immobilismo.
Commento di Matrice — 4 Ottobre 2007 #
chi va via da questo paese marcio fa solo bene…
Commento di frank — 4 Ottobre 2007 #