Da Berlino
Ottobre 26, 2007 on 12:15 pm | In Italiani all'estero |
Ancora lettere dall’estero. Pubblico quella di Fabrizio, da Berlino. A seguire una dal Brasile. QUI trovate un resoconto video della manifestazione per la Lista Civica nazionale del 6 ottobre a Roma.
Caro Piero,
anch’io ho scelto la via dell’esilio verso una prospettiva di lavoro futura.
Io sono un musicista, ho terminato gli studi di pianoforte l’anno scorso a Roma, col massimo dei voti. Ma già sapevamo tutti quanti, io e i miei compagni di corso, che ciò non sarebbe servito a nulla. La vita di un musicista è dura ovunque, ma in Italia la situazione è veramente imbarazzante. Se la cultura è all’ultimo posto nelle manovre finanziarie, la musica è considerata l’ultima delle arti. E pensare che ogni anno c’è un uomo che su Rai uno parla del festival di Sanremo come di una vetrina mondiale per la musica italiana… Mi si accappona la pelle.
Abbiamo poche orchestre, e quelle poche che ci sono non sono neanche lontanamente comparabili all’orchestra più scarsa francese o tedesca.
Prospettive? insegnare nelle scuole dell’obbligo dov’è previsto l’insegnamente della musica, perché tra l’altro non è un insegnamento obbligatorio. Inoltre, essendo l’unico sbocco possibile, tutti i diplomati nei conservatori fanno quello.
Da quando sono a Berlino ho respirato un’aria così frizzante, così piacevolmente piena di cultura, che non c’ho pensato due volte: voglio vivere qui, dove le persone normali vanno a sentire concerti, dove la gente ti guarda con rispetto se dici che sei un musicista; in Italia ti rispondono: “Musicista? carino, poi che altro fai?”.
Ma la cosa veramente impressionante è vedere come sono trattati gli studenti: sono portati sul palmo della mano dalle istituzioni; hanno tutto quello che uno studente può sperare di avere per poter lavorare e costruire il suo futuro e quello del Paese che lo ospita: mezzi gratis, riduzioni su tutto, affitti bassissimi, e tasse universitarie ridicole (con strutture di eccellente qualità). Un esempio di cosa vuol dire investire sul futuro.
Da noi uno studente cosa ottiene? Un euro di sconto alla mensa dell’università, quando va bene.
La burocrazia c’è, le regole ci sono, come da noi. Con una differenza, si rispettano le regole perché il sistemi funzioni per tutti. Un esempio. Quando ho preso una multa in metro ho provato col pianto greco all’italiana, e mi sono accorto che non avrebbe mai funzionato con la signora dell’ufficio multe (in effetti io la tessera mensile l’avevo acquistata; ho dimenticato il portafogli a casa, quindi ero anche nel giusto…) ma tant’è: le regole sono le regole. Talvolta è dura come mentalità, e non stupisce che poi i tedeschi abbiano molte più turbe psichiche delle nostre; tuttavia è un conforto sapere che c’è uno Stato presente nel vero senso del termine, lo Stato che aiuta ed è al servizio dei suoi cittadini.
Non nego che è dura anche qui, ma ci sono senz’altro ottimi motivi per sperare bene.
L’arte qui è di casa. E questo per me è fondamentale.
Ti mando un caro saluto, avevo perso le speranze che potessero esistere ancora uomini liberi.
Fabrizio Tentoni
5 Commenti »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Lascia un tuo commento
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
Powered by WordPress with design based on Pool theme by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^


O.T.
un’amica mi ha ricordato una frase di Martin L. King che capita a fagiuolo in questi tempi cupi in cui pochi eroi cercano di smuovere le coscienze sopite a reagire nei confronti delle cose che non vanno bene:
“Ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni”
Commento di Jim — 26 Ottobre 2007 #
ho visto il video del 6 ottobre e devo dire che Veltri non ha molto da spartire con Pardi e Alagna, giusto ?
Commento di franco bardo — 26 Ottobre 2007 #
Caro Piero,
sono anch’io un musicista. Ti seguo dal tuo blog ogni giorno. Mai come adesso devo ringraziarti per aver pubblicato la lettera del collega Fabrizio.
Purtroppo la situazione dei musicisti in Italia è davvero drammatica. E’ vero, il nostro mestiere nel nostro paese è “messo sotto i piedi”. Suonare uno strumento, da professionista, richiede molte ore di studio al giorno per tutta la vita.
I nostri politici usano la musica, i teatri, solo come “vetrina”, insomma la solita sterile propaganda.
A differenza di Fabrizio, penso invece che il livello delle nostre migliori Orchestre in Italia sia elevato (Scala, Rai di Torino, Santa Cecilia e Maggio Musicale Fiorentino) nonostante la mentalità, cultura e politica!
Ciao Piero!
Grazie ancora!!!
Commento di Simone — 27 Ottobre 2007 #
Il sito di tutti quelli che sono fuggiti o vogliono emigrare dalla Repubblica delle Banane:
www.scappo.it
Commento di Iron Mark — 27 Ottobre 2007 #
ciao Fabrizio Tentoni,
le tue considerazioni sulla situazione della musica in Italia mi hanno davvero colpito, ma ancora di più mi ha stupito il tuo modo di descrivere Berlino e le sue possibilità in ambito musicale.
Anch’io studio pianoforte presso il Conservatorio di Palermo ed ho effettuato l’anno scorso l’iscrizione al Triennio di Laurea in Pianoforte che spero di terminare tra un annetto e mezzo (se tutto andrà bene…).
Mi farebbe piacere parlare direttamente con te se sei disponibile. Ti lascio la mia e-mail che puoi utilizzare anche come contanto MSN, eccola qui: samusforever@hotmail.it.
Spero di avere al + presto tue notizie. ciao da Giuseppe!
Commento di Giuseppe — 15 Gennaio 2008 #