Da Belo Horizonte
Ottobre 27, 2007 on 1:30 pm | In Italiani all'estero |
La lettera di Francesco, italiano a Belo Horizonte, Brasile.
Caro Piero,
mi chiamo Francesco, sono laureato in Scienze Politiche, compirò trent’anni a dicembre e ti parlo dal Brasile, Belo Horizonte per la precisione. A differenza degli altri amici che ti hanno scritto, la mia scelta è stata dettata non da ragioni professionali ma dall’amore per una donna. Eppure, trasferendomi qui, non ho fatto che guadagnarci anche dal punto di vista della qualità della vita e della realizzazione personale, in tutti i campi. Lasciami fare una piccola premessa e poi capirai meglio. Anch’io ho avuto le mie esperienze professionali in Italia, quasi tutte deludenti, mal pagate e temporanee. Ho iniziato da studente universitario lavorando come operaio in un’azienda dolciaria. Questo contratto lo avevo ottenuto prima che fosse entrata in vigore la cosiddetta “legge Biagi”. Era un contratto temporaneo, il termine tecnico-giuridico era “lavoratore stagionale”, perciò lavoravo solo sei mesi l’anno. Però, proprio perché disponevo di un contratto a termine, prendevo il 20% in più di stipendio rispetto agli operai “fissi”. Inoltre godevo di ferie pagate, malattia e tredicesima; senza dimenticare che al termine del contratto mi veniva riconosciuta una liquidazione corrispondente più o meno ad una mensilità. Ma venne la “Biagi” ed iniziarono i problemi anche per me. Dopo l’esperienza da operaio ho lavorato per una società di comunicazione (lavoro interessante ma che non mi dava prospettive) e infine, prima di laurearmi e di recarmi in Brasile, ho trovato un posto con contratto co.co.co valido un anno in una cooperativa che gestiva le registrazioni audio ed eseguiva le trascrizioni delle udienze penali presso il Tribunale di Perugia. Ti dico solo questo: quando registravo le udienze prendevo solo 5 euro lordi ad ora e la cooperativa mi pagava OGNI TRE MESI SOLO IL 50% DI QUELLO CHE MI DOVEVA…
Per non parlare del fatto che un’udienza poteva durare dieci minuti come dieci ore e naturalmente l’addetto alla registrazione doveva essere sempre presente, nonostante il contratto prevedesse totale libertà del lavoratore. Insomma, ogni giorno, io, studente universitario, dovevo dare la disponibilità totale della mia presenza e la durata della mia giornata di lavoro era decisa dal caso. Ma aspetta, non finisce qui. Scaduto il contratto ho continuato a lavorare in nero per questa cooperativa e non sai quante volte mi è capitato di lavorare sedendo accanto ad un giudice mentre si stava tenendo un’udienza di una persona accusata proprio di sfruttare lavoratori non in regola. Non è paradossale?
In seguito, sempre quando svolgevo la mia parte di “schiavo moderno”, è avvenuta una tragedia nella mia famiglia (praticamente sono rimasto solo). A seguito di questo ho avuto occasione di fare un viaggio in Brasile e qui ho conosciuto la mia attuale compagna, Zara. Morale della favola? Sono tornato in Italia, ho mandato a quel paese la cooperativa (che teoricamente mi dovrebbe ancora 1500 euro, che già so che non riceverò mai) mi sono laureato e mi sono trasferito a casa di Zara. E qui comincia la parte positiva.
Da bravo “scienziato politico” sapevo che il Brasile è un paese in crescita, ma in ogni caso mi aspettavo di trovarmi una realtà arretrata rispetto a quella italiana, anche dal punto di vista politico-istituzionale. Mi sbagliavo e di grosso. Alcuni esempi? Proprio in questi mesi in Brasile il Presidente del Senato è stato indagato per accuse di possesso e lavaggio di denaro sporco. Bene, tale Renan Calheiros si è rifiutato per settimane di dare le dimissioni. Ma la stampa gli é stata addosso costantemente, tutti i giorni i telegiornali aprivano le news con la sua foto accompagnata alle accuse pendenti sul suo capo, non poteva uscire dal Senato che subito veniva assalito dai fotoreporter, tutte le copertine dei giornali venivano dedicate a lui. Insomma, un vero assedio. Ebbene, alla fine Calheiros ha dovuto cedere e si è dimesso. Vuoi sapere di Lula? Lula è molto apprezzato dal popolo brasiliano, anche perchè sotto la sua presidenza il Brasile è cresciuto tantissimo ed ora sta diventando una potenza mondiale. Però Lula è all’inizio del suo secondo mandato e già tutti parlano di chi sarà il suo successore. Lula potrebbe ricandidarsi ma nessuno prende in considerazione questa ipotesi, nemmeno lo stesso Presidente. Il perché? Perché una sua terza elezione, parole sue, “potrebbe costituire un precedente pericoloso per la democrazia”. Proprio come i nostri politici… Ma parliamo della vita quotidiana. Internet? Il collegamento a 56 kb è GRATIS per tutti, si paga solo la banda larga (a prezzi molto ragionevoli). Vuoi fare un deposito in banca? Niente fila, qui l’internet banking è molto più diffuso che in Italia e se non sai usare internet puoi fare tutto con gli sportelli bancomat, ci puoi addirittura fare depositi con contanti o con assegni. Gli uffici pubblici per il cittadino? Hanno tutti dei distributori di acqua gratuita per gli utenti ed è sempre prevista una fila privilegiata per anziani, donne incinta e portatori di handicap. L’ambiente? Nonostante il Brasile sia un paese produttore di petrolio (e questo pochi lo sanno) e quindi autosufficiente da questo punto di vista, come ben saprai è proprio qui che è nato il famoso biodiesel. Per questo ormai il 70 per cento delle auto qui è flex, cioé puó andare indifferentemente ad alcol o a benzina. Solo che l’alcol costa il 30% in meno e quindi avrai giá capito quale combustibile la gente preferisce. E infatti grazie a questa risorsa verde lo smog da auto praticamente qui non esiste. Certo, non voglio dire che il Brasile sia la Svizzera; ma, credimi, anche in questa parte a Sud del mondo ormai sono più avanti di noi.
La mia situazione personale? Fino adesso sono andato avanti dando lezioni private di italiano, ma a breve otterrò la “permanençia” e potrò lavorare come un normale cittadino brasiliano, con un contratto vero. E poiché la mia laurea europea qui in Brasile ha un grande valore, ho giá diverse ed interessanti offerte di lavoro da vagliare. In pratica stanno aspettando la mia regolarizzazione e stanno facendo a gara a chi mi offre di più. Proprio come succede in Italia con i giovani laureati…
Ah, dimenticavo, il prossimo mese io e Zara ci sposiamo.
Un saluto, Francesco
PS: Per chi volesse saperne di piú: www.zaraetripo.blogspot.com
22 Commenti »
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heeeee già… è giusto partecipare alla vita pubblica come fa Piero Ricca ecome fa la gran parte di noi. ma è anche giusto riconoscere che abbiamo quello che meritiamo in quanto italiani.
Commento di mario marino — 27 Ottobre 2007 #
In bocca al lupo a te e Zara. Ricordati che come italiano all’estero hai diritto di candidarti e di votare quindi…. non dimenticare di dare il tuo contributo per aiutare noi “arretrati italiani”.
ciao
Giulio
Commento di Giulio C. — 27 Ottobre 2007 #
Sono testimonianze interessanti, soprattutto perchè ci consentono di avere una rappresentazione molto realistica del nostro stato di arretratezza, nonostante la maggioranza degli italiani continui a pensare di vivere negli anni sessanta.
La stagnazione italiana non è percepile da chi vive crogiolandosi nei luoghi comuni.
La realtà, come trapela chiaramente dalle mail dei nostri concittadini all’estero, è ben diversa da quella che vediamo in tv, quella di un paese pizza-mandolino-e buona volontà.
La relatà è che stiamo per diventare come la Croazia di vent’anni fa.
Un pò alla volta, piano piano, quasi senza accorgecene.
Commento di dan sallo — 27 Ottobre 2007 #
Davvero belle queste testimonianze. Mi piacerebbe che qualcuno scrivesse da Madrid. Io ci ho vissuto per qualche mese e sono rimasto sbalordito per l’efficienza e la tecnolgia dei mezzi di trasporto. I treni extraurbani sono velocissimi e spaccano il secondo, se fanno anche solo 10 minuti di ritardo ti rimborsano il biglietto. Per non parlare delle circa 12 linee metro, che ti collegano con ogni punto della città. Purtroppo anche lì però parlavano della “Generazione dei milleuristi”, la generazione dei giovani con un lavoro che non offre molte garanzie per il futuro.
Commento di Giu — 27 Ottobre 2007 #
Vivo anch’io gran parte dell’anno in Brasile e devo dire che quanto scritto dall’amico Francesco non trova riscontro nella realtà per un 80%.
Commento di FABRIZIO — 27 Ottobre 2007 #
Io vivo da 30 anni in Brasile, lo conosco tutto e confermo al 100 per cento quello scritto dal ragazzo della lettera. Bisogna però dire che lui vive nella parte più ricca del paese. Probabilmente la persona che ha commentato prima di me conosce zone del Brasile che ancora sono arretrate come la parte amazzonica e quasi tutto il Nord-Est. In ogni caso confermo che ormai l’unico paese delle Banane rimane l’Italia.
Commento di Antonio — 27 Ottobre 2007 #
Secondo me basta anche 20% di riscontrabilità per poter dire che galleggiamo nella merda!
Commento di RaShO O°o°O — 27 Ottobre 2007 #
auguroni… cerca di restare lontano da questa merda.
Commento di durruti — 27 Ottobre 2007 #
Anche grillo negli anni 80 faceva uno spettacolo intitolatot elo do io il Brasile.
Secondo me Francesco (a cui va il mio rispetto e solidarietà per aver perso la famiglia ed essere rimasto solo)la descrive un po troppo edulcorata la situazione brasiliana. Vero che è un paese in crescita (nel 2009 il PIL brasiliano supererà quello italiano come già fatto quest’anno quello Spagnolo sempre nei nostri confronti)ma qui a descriverlo com el’eldorado di zio paperone ce ne corre! Framncesco che mi dici ad esempio dell’inflazione in quel paese? parlo da ex italiano all’estero: mnei primi anni tuttociò che non è Italia è visto come oro colato propri per ilrgettonaturale che si ha fisiologicamente del prorpio paese quando si affronta un’avventura all’estero.
L’Italia ga schifo certo, ma di sicuro di fame non muore nessuno.
Commento di Pasquale Caterisano — 28 Ottobre 2007 #
Salve a tutti e salve a lei Piero!
Sono un Italiano che da 4 anni vive in Brasile e piu’ esattamente a Salvador de Bahia!Seguo con molto interesse cosa succede in Italia e non posso esimermi da seguire questo sito che trovo ironico e propositivo,vedo in Ricca finalmente un giornalista che fa il suo dovere(facendo domande sempre scomode e fastidiose)a politici abituati a un servilismo strisciante.Tolto Ricca,Santoro,Travaglio e pochi altri la nostra informazione si riduce a avanspettacolo!
Io sono uscito dall’Italia un po’ per amore un po’ x avventura,visto che vedevo il Brasile come il paese del futuro;qui ho aperto un ristorante sotto il nostro consolato,e ho constatato al contrario dell’amico Francesco che il Brasile e’ uguale se non peggio dell’Italia.
Lula e’ stata la grande speranza,ma una po’ come la nostra sinistra ,si e’ compromesso e ha tradito le aspettatove.Qui vi e’ uno scandalo tutti i giorni in parlamento e sistematicamente Lula fa finta di niente(un po come Prodi)!
In piu’ c’e’ la disuguaglianza sociale,sanita’ che non funziona(se non ti fai quella privata),scuola pubblica pessima(se non vai a quella privata),la benzina pur essendo il Brasile autosufficente costa come da noi(o quasi qui e’ 1 EURO)etcc….
Quindi scusatemi se non sono cosi’ ottimista sul Brasile!!
Piero continua cosi’!!(speriamo che qualche cosa cambi)
Un saluto a tutti.
da Salvador
Sandro
Commento di Alessandro — 28 Ottobre 2007 #
purtroppo iniziano a morirne…
Commento di gianni — 28 Ottobre 2007 #
Amico, il Brasile è il secondo produttore mondiale di cibo al mondo. La povertà esiste ma di fame non muore più nessuno e l’inflazione è al 6%. Mi sa che sei rimasto agli anni ottanta. Aggiornati.
Aggiungo che non ho riscontrato niente che non corrisponda al vero nella lettera del Signor Francesco, il quale ha anche aggiunto che il Brasile comunque non è la Svizzera, dando ad intendere che ci sono anche in questa realtà dei problemi.
Un imprenditore italiano che è RINATO in Brasile.
Non h
Commento di Federico Rosati — 28 Ottobre 2007 #
Vivo anch’io in una nazione estesissima: la Cina.
Ovvio che un semi-continente come questo ha in se situazioni veramente differenti. Vivo a Shanghai da quasi 9 anni e l’efficienza che c’e’ in questa citta’ e’ un sogno per una citta’ Italiana. E’ anche vero che la Cina non e’ tutta cosi’.
Posso azzardare a dire che Francesco si trova, probabilmente, in una citta’ che e’ in una situazione migliore di altre citta’ brasiliane?
So che vivere a Milano o vivere a Taranto (conosco entrambe realta’) non e’ proprio la stessa cosa.
Commento di Roberto — 28 Ottobre 2007 #
Caro Francesco, capisco che tu venga da una brutta situazione qui in italia e che il brasile ti sembri un eldorado. Ma non esageriamo….
E’ vero che in questi ultimi anni quel paese ha fatto molti passi in avanti, ma non è certo quel modello di efficienza che descrivi.
Certamente Belo Horizonte non è Rio o Salvador, è forse l’unica città del Brasile che funzioni pur essendo a nord di San Paolo, ma non rappresenta tutto il Brasile.
Anch’io fino a qualche anno fa pensavo che il Brasile potesse diventare la Cina o l’India del sudamerica e stavo anche pensando di investirci qualcosa (tra l’altro proprio a BH dove vado spesso e dove ho parenti e amici). Ma c’è una differenza con la Cina (o l’India): in Cina ci sono i cinesi, in India ci sono gli indiani.
In Brasile invece ci sono i brasiliani. E, guarda, pur con il bene immenso che voglio a questa gente, mi spiace ma penso che il Brasile sia un paese emergente che però non emergerà mai.
Troppo pressapochismo, troppa superficialità, molta prosopopea che però è solo fumo e niente arrosto. Hanno anche ragione per carità, vivono meglio di noi anche se non hanno molto (o meglio proprio perchè non hanno molto), si ritrovano con una natura spettacolare, i rapporti umani esistono e sono molto più veri di quelle schifezze di rapporti che abbiamo qui.
E questi sono i punti di forza del Brasile: se invece vai a cercare l’efficienza o migliori prospettive di guadagno è meglio lasciar stare: vai in Svizzera (che di brasiliane ne trovi anche lì).
Certo che però a Lugano non trovo quella certa churrascaria che sta da qualche parte sull’avenida contorno …. mmmhh… che voglia!!!!
Ma sì dai…. hai ragione anche tu…. ci sono lati positivi anche a BH
ciao
Commento di Federico — 28 Ottobre 2007 #
prova
Commento di tommaso — 28 Ottobre 2007 #
e il cibo? sa di pesticidi e ormoni?
Commento di rino — 28 Ottobre 2007 #
Certo che siete simpatici. Se uno dice che si sta meglio in Svizzera o in Danimarca tutti a battere le mani però se uno dice di trovarsi meglio in Brasile che in Italia allora è un bugiardo o un falso. Tutto questo denota la mentalità provinciale di noi italiani. Vi da tanto fastidio che questo ragazzo abbia trovato un luogo in cui si possa realizzare come persona? In Italia per i giovani c’è solo deserto, perciò non offendete una persona che avendo trovando un’oasi si sente felice.
Commento di Federico — 28 Ottobre 2007 #
Trovo Federico assolutamente provocatore e fuori luogo in ogni osservazione;nessuno ha offeso Francesco da Belo Horizonte!,ma e’ stato solo detto che il Brasile non e’ il paese di bengodi!
Commento di Alessandro — 29 Ottobre 2007 #
In un mio commento precedente dicevo che forse gli Italiani in Italia inizieranno a riflettere quando dovranno emigrare in Polonia per lavorare.
La realta’ mi ha superato! Adesso dobbiamo andare in BRASILE a lavorare.
Auguri per chi e’ restato in Italia, ne avete bisogno.
Commento di piero de salvia — 29 Ottobre 2007 #
Salve, sono Alessandro e mi sono trasferito in Brasile qualche anno fa. Ho il permesso di soggiorno permanente e guadagno - in proporzione - molto di più di quanto guadagnarei in Italia se avessi la stessa posizione (ripeto: fatte le dovute proporzioni, non traducendo il mio salario in euro).
Ovviamente il Brasile non è solo quello descritto da Francesco. La metà della popolazione è povera, ci sono criminalità, problemi ambientali ecc. Ma il punto è un altro: non si tratta di stabilire se sono meglio come paese il Brasile o la Svizzera o l’Italia in termini assoluti. I paesi in questione vanno giudicati dal punto di vista di Francesco. Lui, laureato in scienze politiche, ha più chances di trovare un buon lavoro, per di più stabile, e di guadagnare bene (sia pure in termini relativi, come detto) in Brasile che in Italia. Punto. È inutile dire che in Brasile c’è gente che muore di fame. Anche in Italia c’é gente che dorme sotto i ponti, ma nessuno tra quelli che hanno scritto qui i loro commenti giudicherebbe l’Italia prendendo dei senza-tetto come pietra di paragone. Io mi paragono ai miei colleghi rimasti in Italia e li vedo chiedere i soldi ai genitori per ogni spesa imprevista, mentre io mi sono già comprato la casa, la macchina e mi concedo i miei piccoli lussi, nonostante abbia uno stipendio da dipendente (senza possibilità di evasione fiscale, quindi) e non sia un lavoratore autonomo.
In bocca la lupo, Francesco e Zara, tudo de bom para vocês.
Commento di Alessandro — 29 Ottobre 2007 #
Sono molto felice per Francesco, ottima persona che si merita tutta la felicità che ha trovato.
Un abbraccio (un filo invidioso) dalla tua natia Perugia
Commento di Matteo B. — 30 Ottobre 2007 #
Mi chiamo Massimo, vivo in Brasile a Sao Paulo da 9 anni, mi trovo qui a diriger una azienda, vi posso dire con la totale onestita che i commenti fatti dal SR Francesco non sono vicini alla realita di questo paese, qui ci sono bambini che muoiono di fame, a differenza sociale é altissima, non esiste rispetto per la vita umana, praticamente se non paghi ti lasciano morire per la strada, il Brasile é um paese violento e senza nessuna sicurezza.
Caro Francesco guardati intorno, prima di parlare male dell´Italia informati…..
Commento di Massimo — 21 Gennaio 2008 #