Il referendum propositivo in Valle d’Aosta
Novembre 4, 2007 on 5:00 pm | In Politica |
Si parla molto di rafforzare i poteri del “premier”. Ma poco o nulla di potenziare gli strumenti della partecipazione. Uno di questi è il referendum propositivo, non previsto dalla Costituzione italiana. Non tutti sanno che il 18 novembre se ne svolgerà uno su base regionale. Come ci racconta Mario in questa lettera dalla Valle d’Aosta.
Caro Piero,
il 18 novembre si terrà in Valle d’Aosta il primo referendum propositivo della storia d’Italia. Invece di votare per abrogare in tutto o in parte una legge in vigore, il cittadino voterà direttamente l’approvazione di cinque proposte di legge, assumendo il ruolo di legislatore. I primi quattro quesiti referendari riguardano la legge elettorale. Il comitato referendario si propone d’introdurre la dichiarazione preventiva delle alleanze politiche, l’elezione diretta della squadra di governo, la preferenza unica e una maggiore presenza femminile nelle liste. L’ultimo referendum, invece, dimostra più chiaramente che cosa potrebbe diventare lo strumento propositivo, poiché propone la costruzione di un ospedale regionale unico al posto delle tre strutture esistenti, attualmente disperse sul territorio.
Il voto sarà valido se sarà raggiunto il quorum del 45% dei cittadini elettori. Il referendum propositivo è stato introdotto dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta nel 2005, con la sola astensione della Casa delle Libertà. Nel 2006, i partiti del centrosinistra valdostano, l’Arci, i sindacati, alcuni movimenti e associazioni hanno proposto i referendum che saranno votati il 18 novembre. Le proposte sono state esaminate da una commissione di esperti costituzionalisti e non è stato rilevato alcun problema. Sono state raccolte 7000 firme a favore del referendum, cifra significativa nella piccola realtà valdostana.
Il referendum è oggi sotto attacco da parte di quelle stesse istituzioni regionali che lo hanno introdotto: l’Union Valdôtaine, il partito di maggioranza, ha dato mandato ai propri consiglieri di modificare la normativa in materia di referendum propositivo. Il presidente della regione, Luciano Caveri, ha poi incaricato due avvocati di procedere a un nuovo esame della legittimità dello strumento propositivo, già stabilita due anni or sono. Ora, infine, a 20 giorni dal referendum, l’Union Valdôtaine è tra i partiti che invitano non a votare NO, ma ad astenersi dalla consultazione, in modo da far fallire lo strumento referendario.
In Valle d’Aosta c’è molta attesa per l’appuntamento, ma molte persone si sono abituate, negli ultimi anni, a delegare tutto ai partiti e potrebbero essere vittime della campagna antireferendaria. Il silenzio che circonda questo nuovo strumento nel resto d’Italia, a 20 giorni dalla consultazione popolare, contribuisce a svilirne l’importanza e la novità.
Ciao, Mario
16 Commenti »
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Megafono, volantini e tanto tanto rumore. Fatevi sentire!! Nel resto d’Italia c’è silenzio perchè forse non c’è informazione. Una domanda:
Quante firme sono necessarie per proporre un referendum propositivo?
Auguri, Mario!
Commento di Conny — 4 Novembre 2007 #
Sarei d’accordo con il referendum propositivo, sono contrario al presidenzialismo, alle alleanze prima delle elezioni (casomai prima conti i voti e gli equilibri di forza nella coalizione, o ci siamo gia dimenticati di come si e’ comportato Mastella prima e dopo le elezioni?) e soprattutto ai privilegi dei valdostani: pagassero la benzina come tutti e le stesse tasse che paghiamo noi, altro che mutui a fondo perduto e baggianate varie: o tutti o nessuno
Commento di rob ros — 4 Novembre 2007 #
…E nel frattempo ce la stanno mettendo ben benino ancora una volta nel di dietro, facendoci dimenticare della class-action dello pseudoprogramma, riempiendoci la testa di più o meno cagate…
Nel frattempo ci fanno la legge fallimentare per aiutare i vari ricucci fiorani consorte, profumo e geronzi continuano a girare indisturbati, passera e bazoli sono i più fichetti, ed intanto a me propongono ancora gli stages…
Commento di Francesco — 5 Novembre 2007 #
Non sapevo nulla di questa cosa, grazie per l’informazione!
Commento di Fabio A. — 5 Novembre 2007 #
Piero, stamattina tra una dichiarazione xenofoba e l’altra l’assessore Maiolo -sollecitata dalla telefonata di un telespettatore- ha parlato di te dicendo che non sa chi sei e che non ci tiene a saperlo e che una volta ti saresti presentato da lei coi sandali pensando di essere un francescano…
Commento di Michele — 5 Novembre 2007 #
Come al solito i partiti appena sentono il fiato sul collo dei cittadini, cercano di correre ai ripari. Spero che questo referendum abbia successo, ma temo che sia solo una speranza.
Commento di Emiliano G — 5 Novembre 2007 #
se tu fossi dell opposta parte politica (ad esempio lega nord) saresti un mio idolo.. e comunque volevo dire alcune cose. vedendo i tuoi video ho notato che prima dell elezioni parlavi di votare per un italia migliore ecc ecc.. ma con questo governo io vedo solo che la gente si lamenta più di quando c era berlusconi.un altra cosa:tu quando ti attaccano dicendoti criminale,pregiudicato ecc ti difendi dicendo:io sono sempre stato assolto; allora tu come fai ad attaccare berlusconi con insulti del tipo:mafioso,corruttore ecc.. anche lui è sempre stato assolto
Commento di fabio — 5 Novembre 2007 #
Ciao, io abito ad Aosta e per me questo referendum non è tanto importante per ciò che propone (anch’io, come rob ros, non sono d’accordo col presidenzialismo, ad esempio), ma per lo strumento di novità che costituisce. I cittadini votano, se si raggiunge il quorum e vince il sì la legge DEVE essere recepita. Se volete è un po’ come le proposte di legge d’iniziativa popolare, ma chi vota decide veramente. Il punto non è se passa la proposta “presidenzialista”, ma che il Palazzo (quello regionale che, qui da noi, è presente in ogni ambito) cerchi di boicottare uno strumento molto democratico. Chi non è d’accordo può votare No, o annullare la scheda. Magari in un paio di casi farò così anch’io… Ma che chi da 30 anni detiene il potere mi dica che devo astenermi dal voto, bè, questo mi fa incazzare. Il cittadino va bene solo quando vota (per loro) con regole più o meno truccate. E intanto se il referendum fallirà avranno un pretesto per cancellarlo… Perché pensate che il Palazzo abbia tanta paura?
Commento di Mario Badino — 5 Novembre 2007 #
la casta è contro la democrazia, si sa…
Commento di reader — 5 Novembre 2007 #
BASTA CON LE RACCOMANDAZIONI PER FARE IL SERVIZIO CIVILE
Commento di fabio — 6 Novembre 2007 #
Ho letto il commento di Fabio. Berlusconi non è stato sempre assolto.
Commento di Mario Badino — 6 Novembre 2007 #
Il nostro appello
In una pubblicità di alcuni anni fa, la Valle d’Aosta era raffigurata come un’isola. Così è rimasta nell’immaginario collettivo, se è vero che basta partecipare a una manifestazione nazionale (quella dello scorso 20 ottobre a Roma) perché un sacco di gente si raduni intorno allo striscione «La sinistra della Valle d’Aosta». «Ma siete la sinistra dell’Union Valdôtaine?», ci domanda uno. E ancora: «Parlate francese o italiano?». Della regione più piccola d’Italia, in effetti, non si conosce molto e questo fatto ha risvolti sull’immobilismo, sociale e politico, della vita valdostana, governata da 30 anni dallo stesso partito. Una situazione che favorisce l’arroccamento intorno al proprio ombelico e rende difficile il confronto con i fenomeni e i processi che si sviluppano nel resto del Paese. Eppure a volte, come per incanto, la nostra realtà periferica vive un sussulto e nascono cose nuove, difficilmente prevedibili in una regione a conduzione semi-famigliare. È il caso del prossimo 18 novembre, quando i cittadini valdostani saranno chiamati a esprimersi su una nuova legge elettorale attraverso un referendum propositivo. È la prima volta che in Italia viene utilizzato questo strumento, che assegna direttamente al cittadino il potere legislativo, ma, stranamente, la notizia stenta a varcare i confini della regione, quasi a confermarne la natura “insulare”. Chiediamo di non essere lasciati soli: quello che oggi abbiamo a disposizione è uno strumento di democrazia molto avanzato. Per la prima volta il destino di una proposta di legge popolare dipenderà dal voto dei cittadini e questo ha suscitato in tanti grande entusiasmo e speranza di cambiamento. Sappiamo però che negli ultimi decenni il cittadino valdostano è stato abituato a delegare attraverso il voto tutto ciò che riguarda la gestione della vita pubblica. È proprio su questo che punta l’attuale classe dirigente, che teme di essere cancellata dalla nuova legge elettorale e cerca di boicottare l’appuntamento referendario invitando ad astenersi dal voto. Dal momento della raccolta delle firme a oggi, il governo regionale ha più volte negato l’importanza dell’appuntamento. Due avvocati, pagati con soldi pubblici, sono stati incaricati dal Presidente della Regione di verificare la legittimità del nuovo strumento, che era stato approvato appena due anni fa con la sola astensione della Casa delle Libertà e aveva già superato un primo esame di costituzionalità.
Abbiamo paura del silenzio e che quest’appuntamento scivoli via ignorato, anche perché crediamo che tutte le regioni d’Italia, i movimenti, le organizzazioni, potrebbero avere interesse a conoscere quanto sta accadendo, soprattutto in un momento di grande riflessione sulle leggi elettorali e sul ruolo dei politici. Vorremmo che l’entusiasmo e le speranze suscitate dal referendum non si trasformassero ancora una volta in frustrazione e senso d’impotenza; magari vorremmo svegliarci il 19 novembre e scoprire di trovarci in una regione normale.
Circolo Arci Saperi & Sapori, Aosta
Commento di Circolo Arci Saperi&Sapori (Aosta) — 7 Novembre 2007 #
forse il problema è che l’Italia è una res-privata plutocratica fondata sul consumismo
Commento di Jim — 8 Novembre 2007 #
[…] Addirittura il giorno della condanna di Dell’Utri (15 Maggio 2007) nessun giornale, se non “in piccolissimo” l’Unità e il Corriere della Sera, riportavano quanto accaduto. Eppure si trattava di un Senatore. E poi, qualcuno di voi ha per caso sentito del referendum propositivo in Valle d’Aosta del prossimo 18 Novembre? Beh meglio così, perchè se poi viene a tutti la voglia di fare un referendum propositivo sono cavoli! E qualche notizia sulla raccolta firme di Grillo con il V-Day, l’8 Settembre? Solo qualche giorno dopo. E solo perchè Grillo, minacciò i giornalisti dicendo che il prossimo V-Day (25 Aprile 2008) sarà proprio per raccogliere firme contro il finanziamento all’editoria. […]
Pingback di Come risparmiare i soldi del giornale? « Piedimonte Matese — 9 Novembre 2007 #