Sante ragioni/2

Novembre 24, 2007 on 6:20 pm | In Politica |

Abbiamo tutti il dovere di aiutare lo Stato Vaticano a salvaguardare l’autorità spirituale della Chiesa Cattolica, tenendo a freno le tentazioni di potere temporale. In quest’ottica proseguo la pubblicazione del capitolo del libro Sante ragioni, dedicato al “senso civico della casta ecclesiastica”.

“In effetti la legge istitutiva dell’otto per mille del 1985 si intitola «Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi». Nel testo viene dettagliatamente configurato un sistema di finanziamento pubblico affidato alla gestione diretta della CEI, interlocutore principale della legge. Tuttavia il nuovo Concordato, appena approvato allora, aveva abolito il riconoscimento formale della religione cattolica, apostolica e romana come «sola religione dello Stato» e pertanto un finanziamento esclusivo (anche se, almeno, trasparente) alla Chiesa diventava incostituzionale. Si dovettero così ammettere all’otto per mille le altre confessioni religiose per non creare disparità. Rimaneva però sullo sfondo l’obiettivo primario della legge: confermare sotto mentite spoglie, e possibilmente incrementare, il già cospicuo contributo di Stato alla CEI, eludendo in questo modo i nuovi vincoli di eguaglianza interconfessionale introdotti dalle modifiche concordatarie del 1984. Da qui il trucco delle quote ridistribuite e tutti i pasticci successivi. Pare che la CEI abbia voce in capitolo anche sul modo in cui lo Stato dovrebbe utilizzare la propria quota. Nel 1996 l’allora ministro per la Solidarietà Livia Turco propose di destinare la quota statale dell’otto per mille alla povertà infantile. Un proposito forse troppo ingenuamente meritorio, al quale il cassiere pontificio rispose a muso duro: lo Stato non deve fare concorrenza scorretta alla Chiesa. Se ne deduce che quest’ultima ritiene di avere evidentemente un’esclusiva sugli interventi di solidarietà e di assistenza sociale. Potremmo allora avanzare un’altra proposta, che ci toglierebbe da ogni imbarazzo: destinare la quota statale e le quote non espresse alla ricerca scientifica. Nessuno potrebbe più dire che è «concorrenza scorretta». Le Assemblee di Dio e la Chiesa Valdese, per esempio, non sono ammesse alla ripartizione delle quote non espresse perché le loro intese con lo Stato non lo prevedono. I valdesi hanno chiesto sei anni fa di poter rientrare nel computo, ma l’iter parlamentare anche in questo caso è diventato misteriosamente molto lungo e laborioso.

La Chiesa cattolica è inoltre l’unica a ricevere un anticipo di finanziamento sull’anno in corso, laddove tutti gli altri percepiscono i fondi dopo tre anni dalle relative dichiarazioni dei redditi. Si potrebbe argomentare che la redistribuzione delle quote non espresse e l’anticipo sono giustificati dal fatto che comunque si tratta di soldi investiti in attività socialmente utili, altro argomento recitato a memoria per giustificare questo fiume di denaro. Tuttavia è piuttosto difficile capire come vengono spesi esattamente questi soldi. Lo Stato stesso non brilla per trasparenza. La Chiesa dichiara di suddividere la grossa quota in tre voci principali: il sostentamento del clero (poco più di un terzo), le esigenze di culto e pastorali (più del 42 per cento) e ciò che resta alle attività caritatevoli. Grazie alla prima area di investimento la Chiesa copre, nel 2005, il 57 per cento degli stipendi dei sacerdoti. Nella seconda macroarea è concentrato tutto il resto: interventi per l’esercizio del culto, per l’esercizio della cura delle anime, per la formazione del clero e per iniziative di promozione. Dal bombardamento pubblicitario su tutte le reti televisive pubbliche e private in favore dell’otto per mille alla Chiesa cattolica che gli italiani subiscono in prossimità delle scadenze delle dichiarazioni dei redditi non si direbbe affatto, ma i benemeriti aiuti al terzo mondo usati poeticamente come sfondo per gli spot – che vengono accordati alla Chiesa da tutte le tv pubbliche e private con un non meglio specificato «trattamento di favore» – non prendono più dell’8-9 per cento dei fondi ottenuti. La Chiesa peraltro è l’unica a investire massicciamente in pubblicità. Fra le esigenze di culto e pastorali, la CEI dichiara di destinare a scopi missionari solo l’1 per cento dei fondi disponibili. Per contro la Chiesa Valdese e le Chiese Avventiste rifiutano espressamente di utilizzare i soldi per esigenze di culto e sostentamento del clero. Le Assemblee di Dio dichiarano di destinare i loro fondi esclusivamente in beneficenza e opere di carità. Le Comunità Ebraiche «per solidarietà sociale, attività culturali, restauro del patrimonio storico, sostegno ad attività giovanili, strutture ospedaliere per la cittadinanza, cultura della memoria, lotta a razzismo e pregiudizio». A vent’anni dalla nascita di questo surrettizio meccanismo di finanziamento della Chiesa cattolica sarebbe anche opportuno allargare il numero delle opzioni. Sono però ammissibili all’otto per mille soltanto le confessioni religiose che abbiano un’intesa istituzionale con lo Stato in base all’articolo 8 della Costituzione. Un accordo in tal senso è già stato sottoscritto con i Testimoni di Geova e con i buddisti. Molti ritengono che sia quanto mai doveroso avviare trattative di regolarizzazione, e di conseguente responsabilizzazione, anche con le comunità islamiche in Italia, nonostante l’oggettiva difficoltà della loro rappresentanza frammentata. Pare però che il cammino parlamentare di queste proposte si sia fatto subito misteriosamente molto accidentato. Si tratta infatti di confessioni in crescita, ben organizzate sul territorio e quindi capaci di rosicchiare percentuali significative di quella grande fetta di scelte inespresse da ridistribuire a posteriori”.

19 Commenti »

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  1. Io sarei propenso all’abolizione dell’8 per mille ma siccome lo Stato te li “scippa” lo stesso al momento della dichiarazione dei redditi preferisco “donarlo” ad esso anche se preferirei che rimanesse nelle mie tasche. Chissà che fine fanno questi soldi? A noi rimane la certezza di poter essere presi in giro in qualsiasi momento ma in realtà se li pappano loro: Stato e chiesa sono della stessa pasta e non possono farsi concorrenza perché hanno già stabilito tutto con il Concordato. Bisognerebbe ripristinare un po’ di moralità anche negli ambienti ecclesiastici a cominciare dal pagamento delle tasse per tutti gli immobili della chiesa ad esempio….ma anche questo è mooooooooolto complicato con il Vaticano in “casa”.
    Piero perché non vai ad intervistare il Segretario di Stato Vaticano o qualche alto prelato…come sai fare tu? Sarebbe bello vedere cosa rispondono alle tue domande “scomode”….

    Commento di Vincenzo — 24 Novembre 2007 #

  2. Certo che anche la Chiesa fa la sua parte…Credo che sia dovere dello stato fare maggiore chiarezza sulle dinamiche con le quali sono stanziati i fondi raccolti con l’otto per mille, in modo da renderlo per davvero un contributo volontario. E che sia dovere della Chiesa verso i suoi fedeli indirizzare una parte maggiore dei fondi allo scopo per il quale le persone donano li donano. Se ci si mettono anche loro…

    Commento di Michele Di Mauro — 24 Novembre 2007 #

  3. Pochi giorni fa è stato bocciato un emendamento che prevedeva l’utilizzo dei fondi dell’8 per mille destinati allo Stato nell’edilizia popolare, anzichè darli in maniera non corretta comunque alla Chiesa.

    L’emendamento come potete immaginare è stato bocciato !!!!

    Auguri proprio oggi hanno nominato decine di nuovi cardinali.

    Commento di Giuseppe — 24 Novembre 2007 #

  4. Che dire…penso che Garibaldi stia ancora soffrendo, tutti i politici servi di un altro stato (in realtà sono due, ci sono anche gli USA).

    Piero, ho notato che hai un collegamento al sito di: “Reporter senza frontiere” informati da chi è finanziata quella organizzazione.

    “Il discusso Ménard capo di Reporter Senza Frontiere, due anni fa ammise di accettare soldi dalla CIA per fare in modo che la sua organizzazione, RSF (alla quale collaborano ingenuamente centinaia di volontari) risulti particolarmente sollecita a denunciare (e a volte a ritoccare la verità) le persecuzioni della stampa in paesi considerati nemici da chi paga. E allo stesso tempo accetta soldi perché RSF stia in silenzio, o parli in maniera strumentale, quando le violazioni alla libertà d’espressione sono commesse dagli Stati Uniti o da paesi alleati di questi.”

    Cancella quel collegamento!!!!

    PIERO CANCELLALO!!!

    Commento di Andrea Poli — 25 Novembre 2007 #

  5. “Per essere ancora più chiaro e non lasciare adito a dubbi su quello che intende, Ménard cita il caso di Daniel Pearl, il giornalista del Wall Street Journal, sequestrato e assassinato in Pakistan. Per liberarlo in tempo, la dittatura amica di Pervez Musharraf -lo ricorda Carlini- arrestò e torturò i familiari dei presunti rapitori. La conclusione è nota. Con rara vigliaccheria Ménard, per sostenere la sua tesi si nasconde dietro la vedova Pearl, che secondo lui difenderebbe l’uso della tortura da parte della polizia di Musharraf, nel vano tentativo di salvare il marito.”

    A questo indirizzo trovi l’ intervista rilasciata da Ménard che conferma l’ importanza della tortura.

    http://rue89.com/2007/08/26/quand-robert-menard-de-rsf-legitime-la-torture

    Commento di Andrea Poli — 25 Novembre 2007 #

  6. “tutti i politici servi di un altro stato (in realtà sono due, ci sono anche gli USA)”
    esatto, uno stato servo di altri due stati! con tanti saluti alla democrazia.

    Commento di reader — 25 Novembre 2007 #

  7. Nel nome del signore accadono cose incredibili…

    http://it.youtube.com/watch?v=eQ3EKcbY8×8

    E poi sui miracoli deve intervenire il nostro Giorgio nazionale…

    http://it.youtube.com/watch?v=glxHxmCAHxE

    Commento di Luigi Iovino — 25 Novembre 2007 #

  8. La Chiesa è diventata il principale ostacolo allo sviluppo economico-sociale-culturale del paese,essendo un evasore legalizzato appunto dallo Stato e freno alla ricerca scientifica.
    Per poter ritornare ad essere un popolo libero ci vorrebbe una religione come quella protestante in cui l’organizzazione maschilista-piramidale della Chiesa di Roma sarebbe azzerata,per il benessere di noi tutti.
    sandro

    Commento di sandro — 25 Novembre 2007 #

  9. La questione è semplice, la Vaticano s.p.a. è diretta da un presidente eletto a vita, da una teoria di manager alcuni dei quali hanno diritto di voto in consiglio di amministrazione, specialmente quando bisogna nominare il nuovo presidente. La ditta soprattutto negli ultimi decenni dopo un quasi tracollo finanziario si è ripresa e oggi sta “vincendo”, come ha detto uno dei suoi dirigenti piu’ illustri. Sia chiaro la concorrenza è forte e “agguerrita”, ma la multinazionale capitolina è in netta espansione, anzi nei paesi del terzo mondo il suo potenziale di mercato è ancora immenso. I suoi prodotti principali sono “la salvezza” e “la vita eterna”, degli evergreen. Ma anche il settore dei servizi aggiuntivi(funerali, matrimoni, battesimi, gestione dell’infanzia) è in positivo. Certo negli ultimi tempi ci sono state delle perdite finanziarie in seguito a cause giudiziarie, ma si sa ogni multinazionale mette una parte del suo budget a disposizione dei propri legali per far fronte a queste “beghe”. Ora, come dicevo all’inizio la questione è semplice, siamo sicuri che sia una buona idea togliere gli aiuti statali ad una ditta sana e competitiva nel momento in cui sta guadagnado quote di mercato? Non sarebbe meglio che so, chiedere di insediare nel consiglio di amministrazione menager fidati nominati dal governo? La mia è solo un’idea, mica me ne intendo di… religione.

    P.S. questo post E’ SATIRICO! E’ solo per ridere!

    Commento di Emiliano G — 25 Novembre 2007 #

  10. Vaticano vattene dall’Italia

    Commento di Raffale Zanfardino — 25 Novembre 2007 #

  11. La laicità dello stato italiano è una bufala.

    Commento di luciano — 25 Novembre 2007 #

  12. www.CARLODEVISU.BLOGSPOT.IT

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    Commento di Giovanni — 26 Novembre 2007 #

  13. Caro Piero,
    perdonami se faccio un commento/richiesta fuori tema, ma è giusto per soddisfare una piccola curiosità…
    Ricordo di aver visto su questo sito il link a “Bologna Libera”…come mai l’hai tolto?
    Grazie
    Sara

    Commento di Sara — 26 Novembre 2007 #

  14. Ciao Piero!!!!

    Forse l’avrai già visto, comunque questo video fa venire la pelle d’oca (ci sei anche tu, e questo mi ha fatto emozionare)….

    http://it.youtube.com/watch?v=NKGDznCw9Go

    Grazie Piero!

    Commento di Simone — 26 Novembre 2007 #

  15. mi permetterai l’off topic… anzi se puoi, dacci una mano…

    Sua Santità Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama, simbolo vivente di pace interiore, compassione e amorevole gentilezza sarà a Milano dal 7 al 9 dicembre. Titolo del ciclo di insegnamenti è “LA VIA DELLA PACE INTERIORE”.

    Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e parlamentare di Forza Italia ha promosso l’iniziativa affinchè «il Dalai Lama [parli] davanti all’Assemblea della Camera dei Deputati, nell’Aula di Montecitorio, quando a metà dicembre sarà in visita in Italia».

    Questione di rispetto per Sua Santità, per il Simbolo UNIVERSALE della Pace. Se non fosse che la Cina comunista si oppone a causa della questione Tibet. Stati Uniti, Canada e Germania hanno confermato la loro vicinanza al Dalai Lama e subito le minacce di Pechino. L’Italia, che è sostanzialmente un popolo governato da cagasotto (oltre a tutto il resto del male che possiamo pensare), nonostante una lettera firmata da 165 deputati indirizzata al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, si rifiuta di ricevere Sua Santità nelle forme dovute.

    VOGLIAMO CHE SUA SANTITA’ PARLI IN PARLAMENTO!
    VOGLIAMO CHE IL PARLAMENTO RIUNISCA LE CAMERE!
    VOGLIAMO CHE IL SUO DISCORSO SIA SEGUTO IN DIRETTA A RETI UNIFICATE!

    Firma e diffondi la petizione!
    Copia questo codice:

    Commento di utopia — 26 Novembre 2007 #

  16. Credo che la cosa vada vista in questo modo: lo stato decide di spendere l’8 per mille nelle attivita’ religiose, indipendentemente dal numero di cittadini che firmano. Cosi’ come lo stato investe nell’istruzione, nella polizia et cetera senza raccogliere firme. Sarebbe una vita assai precaria quella del sacerdote se il suo stipendio dipendesse dal numero di persone che si ricordano di firmare.

    Forse il discorso dovrebbe essere piu’ del tenore:
    A) E’ troppo l’8 per mille? Sarebbe piu’ giusto il 6 o il 7 per mille?
    B) E’ equo il modo in cui viene distribuito? (Come detto sopra, non bisogna appellarsi a coloro che non firmano, essi si astengono nella decisione di come assegnare l’8 per mille, non decidono che il loro 8 per mille non debba essere assegnato)
    C) E’ soddisfacente il modo in cui la Chiesa Cattolica investe l’8 per mille? (Stipendi dei sacerdoti, manutenzione di Chiese, catechismo, aiuto ai poveri, missioni, etc…)

    Mi piacerebbe raccogliere un po’ di pareri su questi 3 punti.

    Inizio io. Sui puntio A e C credo che tutto vada bene. Sul punto B) noto dalle informazioni lette sul blog una qualche anomalia (grave) nella distribuzione delle quote di chi non esprime preferenza. Su questo punto bisognerebbe fare luce.

    Commento di Luca Martinazzi — 26 Novembre 2007 #

  17. Per chi desidera ascoltare.

    Tra pochi minuti a RadioCity su rai radio 1

    “Come il Web è divenuto lo strumento privilegiato per amplificare l’insofferenza popolare nei confronti della politica”.

    http://www.radio.rai.it/player/player.cfm?Q_CANALE=1

    Commento di Rai Radio 1 — 26 Novembre 2007 #

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