Vincenzo Indolfi
Dicembre 31, 2007 on 3:29 pm | In Libertà | 63 Comments
Il 13 novembre scorso la polizia di Milano mi ha sequestrato Ikarus II, uno dei miei tre megafoni. La procedura prevede una richiesta scritta di dissequestro. Non l’ho ancora inoltrata, per non ridurre la faccenda a pratica burocratica. La questione è più seria e riguarda la libertà di espressione di ciascuno di noi. Ho deciso di scrivere una mail al Questore di Milano, dottor Vincenzo Indolfi, per chiedergli di provvedere personalmente alla riconsegna del megafono. Il testo, riformulato in terza persona, è il seguente. Vi chiedo, se ne condividete le ragioni, di sottoscriverlo (in questa o altra forma) e inoltrarlo anche voi a questo indirizzo: urp.mi@poliziadistato.it. Magari mandatelo in copia anche a piero@pieroricca.org. Se volete scrivere un telegramma o una lettera, l’indirizzo postale è: Questore di Milano, via Fatebenefratelli 11, 20121 Milano. Se volete telefonare, il numero del centralino è: 02-62261. Ditelo ai vostri amici. Più ne arrivano, meglio è. Devono sapere che non sono solo.
Lettera al Questore
Illustrissimo Signor Questore di Milano
il 13 novembre 2007, in piazza della Scala, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della casa editrice Mondadori, con sei amici del gruppo Qui Milano Libera il signor Piero Ricca faceva informazione sul reato di corruzione giudiziaria che ha permesso al signor Berlusconi di mettere le mani sulla Mondadori.
Per questa colpa Piero Ricca e i suoi amici hanno passato quasi quattro ore al commissariato di piazza San Sepolcro. Alla fine ne sono usciti con un verbale di denuncia per “manifestazione non autorizzata” e di sequestro di “corpi di reato”. Tra questi, un megafono. E’ il medesimo megafono usato dal signor Ricca in molteplici occasioni per esercitare la propria libertà di critica a difesa di ragioni di semplice buon senso.
In quel megafono c’è anche la mia libertà di espressione. Le chiedo pertanto, illustrissimo Signor Questore di Milano, di provvedere con cortese sollecitudine a riconsegnarlo al legittimo proprietario, in segno di rispetto verso quei cittadini che si mettono in gioco in prima persona per motivazioni ideali riconducibili alla questione morale e al principio di uguaglianza davanti alla legge.
Le chiedo inoltre di verificare con attenzione le forme e i limiti degli interventi di polizia nei confronti di semplici cittadini che non fanno altro che esercitare in modo responsabile e senza inibizioni la propria libertà di dissenso. Un bene, questo, che mi sembra financo più degno di tutela dell’incolumità psicologica del potente di turno.
Un cordiale saluto,
FIRMA
Via le bombe
Dicembre 27, 2007 on 4:29 pm | In Politica | 30 Comments
Sono sempre in attesa che il ministro della difesa Arturo Parisi, prima di lasciare la poltrona, mantenga la promessa e risponda in forma scritta alla mia domanda sulla presenza in Italia di bombe atomiche americane. Nel frattempo un network di oltre trecento associazioni ha avviato una petizione per una proposta di legge volta a liberare l’Italia dalle armi atomiche. Ho intervistato sul tema alcuni dei promotori:
Lisa Clark, dei Beati Costruttori di Pace
Massimo Aliprandini, della Lega per l’Obiezione di Coscienza
Angelo Baracca, docente di fisica all’Università di Firenze
Jan Tamas, portavoce del Movimento per il no alle basi Usa nella Repubblica Ceca
Alfio Nicotra, segretario regionale in Lombardia di Rifondazione Comunista
Adriano Poletti, sindaco di Agrate Brianza
La trovate QUI.
QUI il link alla pagina di Arcoiris.tv
www.unfuturosenzatomiche.org
Loris Mazzetti
Dicembre 25, 2007 on 12:40 pm | In Informazione | 23 Comments
Intrattenimento idiota, informazione servile, fiction edificante, talk show da orticaria, pubblicità a gogò. La Rai non è mai caduta così in basso. I motivi dell’incanaglimento sono due: è un’azienda dominata dai partiti e gestita scimmiottando il peggio della tv commerciale. Per questo non fa né cultura né informazione al servizio dei cittadini. E dio sa quanto ce ne sarebbe bisogno. L’ultimo lustro berlusconiano ha dato la mazzata finale. Fa impressione lo svuotamento delle professionalità interne. Non c’è più alcun laboratorio creativo, il grosso dei palinsesti è assemblato in outsourcing, comprando programmi chiavi in mano da un ristretto cartello di produttori di format. Fa impressione l’assenza di buon gusto, di rigore, di competenza. Fanno impressione la decadenza culturale, l’appiattimento del linguaggio, la cancellazione del merito nella scelta dei dirigenti, il consolidamento di intoccabili feudi personali dentro l’azienda.
Una persona che conosce bene questi problemi ed è affezionata a una certa idea di servizio pubblico è Loris Mazzetti, responsabile produzione di Rai Tre a Milano, il più stretto collaboratore di Enzo Biagi negli ultimi anni. Ha scritto per la Bur “Il libro nero della Rai”. Pochi giorni prima della morte di Biagi, mi ha rilasciato un’ intervista.
La trovate QUI.
QUI il link alla pagina di Arcoiris.tv.
Un uomo, uno sputo
Dicembre 24, 2007 on 1:38 pm | In Informazione | 58 CommentsIl nucleo antifrodi telematiche della guardia di finanza non è riuscito a eliminarlo da youtube, come voleva il molto offeso querelante Emilio Fede, detto lo sputacchiatore. E così il video qml - messo in rete per documentare un fatto, contro la parzialità di un servizio di Canale 5 - è andato per la sua strada, fino a superare - oggi - i duecentomila clic. E la ricorrenza andava segnalata. Mi beccherò un’altra querela firmata dal principe del foro Salvatore Pino (avvocato di Fede) se lo linko di nuovo, come hanno fatto moltissimi blogger? Correrò questo rischio. In fondo si vive una volta sola. E siccome la vita è breve mentre l’arte è lunga, occorre dire la verità. Per esempio, che il tg4 intorta le plebi da soap opera su frequenze occupate abusivamente, come un romeno qualsiasi. Per esempio, che il monopolio di fatto della tv commerciale nelle mani di un volgarissimo piazzista è stato una bomba atomica contro la cultura. Per esempio, che l’ “informazione” fornita dal partito azienda è un’opera di propaganda e manipolazione. Per esempio, che attraverso giornali e tv di quell’azienda partito, nata e cresciuta in un contesto di illegalità e decreti di favore, con agganci nel verminaio della politica corrotta e qualche buon amico siciliano, sono stati linciati uomini perbene che avevano il solo torto di non inchinarsi al padrone inceronato. Per esempio, che non separare titolarità di media e carriere politiche è un crimine contro la democrazia. Anche per questi motivi l’intero mondo civile ci ride dietro.
Non gridarle queste cose sarebbe da vigliacchi. E la vita è troppo breve per essere vigliacchi.
Coraggio, grande avvocato Salvatore Pino, soppesa i cavilli e poi sporgi un’altra querela, contro l’impunità di tutti i linkatori! L’attendo con ansia, con trepidazione, come un immeritato riconoscimento al valore civile.
Padania Libera
Dicembre 23, 2007 on 2:26 pm | In Politica | 38 CommentsDomenica 16 dicembre era prevista la manifestazione della lega nord a Milano. Siamo andati a curiosare. L’umanità bossiana mi diverte. Gli organizzatori hanno fatto le cose in grande: centinaia di pullman dalle valli, tutti i parlamentari presenti, i sindaci-sceriffi ad arringare la folla dal palco. E poi, il senatur. Pur malconcio, il capo carismatico è sempre lui. Ed è tutto dire. C’erano Calderoli, Maroni, Castelli e tutti gli altri capetti della setta, ognuno con scorta, auto blu e pensione d’oro, alla faccia dei magnoni romani. C’era pure Mario Borghezio, che è sempre un bello spettacolo. Non è difficile suggestionare la plebe. Gli slogan sono gli stessi da vent’anni: “Padania libera”, “Ognuno padrone a casa sua”, “Roma ladrona”. Novità di giornata: “Prodi porco”. In nome di questi limpidi ideali un gruppo di spudorati furbacchioni s’è sistemato a vita. L’alternativa era un’esistenza da avanzi di balera nelle retrovie del Varesotto. M’ero annotato mentalmente alcune questioni da sottoporre ai manifestanti: il fatto che alcuni esponenti della lega erano al soldo di Fiorani, il caso Credieuronord, i debiti magicamente ripianati all’indomani della seconda alleanza con il nano… Ma poi ho desistito. Non ho avuto cuore di infierire. Ecco il video.
Mediolanum
Dicembre 22, 2007 on 3:12 pm | In Informazione | 36 Comments
Valentina ha lavorato cinque anni come grafica “a progetto” per Mediolanum, la banca di Ennio Doris e Silvio Berlusconi. Mi ha scritto questa lettera.
Caro Piero,
sono Valentina, ci siamo visti venerdì sera alla presentazione di Qui Lecco Libera. Prima di tutto volevo ringraziarti per la bella chiacchierata che ci siamo fatti e in breve, come promesso, ti racconto le mie vicende lavorative.
Due anni fa lavoravo per una società del gruppo Mediolanum, dove per una serie infinita di volte mi hanno riconfermata con dei contratti a progetto. Queste collaborazioni duravano dai sei mesi a un anno… e io ho lavorato con loro per quasi 5 anni consecutivi. Il mio compito consisteva nel realizzare grafiche televisive, a livello scenografico e di stampa. Non eravamo in tanti e quindi ci si occupava un po’ di tutto. Ho seguito anche diverse convention per la banca spostandomi in varie città, sia in Italia sia all’estero. Si lavorava parecchio quando c’erano questi eventi… orari assurdi (a volte fino alle tre del mattino) e il compenso era sempre lo stesso. Inoltre, essendo a progetto, le trasferte non venivano retribuite. Oltre a questo, quando ero in ufficio, facevo orari da dipendente e ogni volta che accendevo il pc partiva un timing che segnava le ore svolte. Lavorando per la televisione, e quindi per lo spettacolo, dovevo essere iscritta all’Enpals (Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport Professionistico) ma la mia iscrizione è avvenuta soltanto gli ultimi mesi che collaboravo con loro. Ogni volta che mi scadeva il contratto chiedevo di essere assunta, ovviamente questo non avveniva mai!
Due anni fa mi sono licenziata. Ho inviato le mie dimissioni dando un preavviso di due settimane. All’inizio mi hanno detto che dovevo rimanere più tempo e che due settimane erano troppo poche. Dopo qualche giorno ho avuto l’occasione di parlare con uno dei “grandi capi” e di spiegare le motivazioni di questo gesto (orari da dipendente, trasferte non pagate, contributi non versati ecc.). Grazie a questa chiacchierata (mancava ancora una settimana) sono stata richiamata e cacciata! Proprio dei bei personaggini…
Ultima cosa da non dimenticare sono gli sms ricevuti durante il periodo delle elezioni. Ebbene si, ricevevo dei messaggi con scritto di votare Berlusconi! Ti rendi conto?
Ora vorrei riavere i miei contributi, è ciò che mi spetta. Sono andata dai sindacati ma sembra una procedura lunga. Forse perché lavoro per lo spettacolo, forse per altri motivi che non so. Per il momento ti ringrazio di avermi ascoltata… e magari qualcuno in ascolto mi sa indirizzare e dare un consiglio.
A presto, Valentina
Telmo Pievani
Dicembre 21, 2007 on 2:00 pm | In Informazione | 14 Comments
Foto di Mario Giacomelli
Cosa c’è di meno evangelico della chiesa di potere, tutta stucchi divieti e ingerenze?
In tema di laicità, QUI trovate l’intervista video rilasciatami da Telmo Pievani, co-autore del saggio “Sante ragioni” (Chiarelettere).
QUI il link alla pagina di Arcoiris.tv.
Tutta una pasta
Dicembre 19, 2007 on 12:13 am | In Politica | 104 CommentsSabato 15 dicembre abbiamo assistito al solito reality berlusconiano, costatoci un’altra denuncia per “manifestazione non autorizzata”. Tra il messia di Arcore e le telecamere si consuma il solito amplesso. Quello che non viene ripreso non esiste, non conta. Le immagini verranno tagliate, montate, confezionate ad arte per il padrone.
Chi non è d’accordo non deve essere ripreso. La critica non è prevista. Veniamo tollerati finché dura il siparietto dal palcoscenico. E’ in programma una passerella all’interno del mercato comunale di piazzale Lagosta. I contestatori potrebbero rovinare lo show televisivo del giostraio. Ci portano via.
Lo show continua, identico, se da destra ci si sposta a sinistra. Fausto Bertinotti e Paolo Mieli presentavano questa sera una rivista socialista alla Camera del Lavoro di Milano. La presenza di qml risulta, fin dal nostro arrivo, imbarazzante. Veniamo esortati a non provocare. Un compagno ci minaccia. Il clima non è diverso da quello forzista. Fausto si dedica alle telecamere, Mieli introduce gli argomenti concordati. Il reality è lo stesso. Le domande fuori copione non sono accettate. Al termine provo ad interloquire con il presidente della Camera. Niet. The show must go on.
Irrompere in questi set di cartone e rovinare la festa: ci è rimasta questa libertà. Esercitiamola!
Qui trovate il video, diviso in due parti, della nostra contestazione a Berlusconi.
Franz
Prima Parte
Seconda Parte
Paolo Liguori
Dicembre 17, 2007 on 3:34 pm | In Informazione | 37 Comments
Contro l’oblio. Per tenere sempre a mente come operano le squadracce dell’informazione, ripesco dagli archivi questo fiore all’occhiello della carriera di Paolo Liguori.
Agosto 1998. Dopo un interrogatorio condotto da Gian Carlo Caselli, il dottor Lombardini - magistrato cagliaritano coinvolto nelle indagini sul sequestro Melis per un’ipotesi di interesse privato nella trattativa - si suicida nel suo ufficio. Il partito azienda scatena i suoi cagnacci, è troppo ghiotta l’occasione per bastonare a sangue una procura pericolosa per le inchieste su mafia e politica. Anni dopo ci vorrà una legge, poi rivelatasi incostituzionale, per sbarrare a Caselli la nomina a procuratore nazionale antimafia. Qui sotto propongo uno stralcio del terzo capitolo del libro di Gian Carlo Caselli “Un magistrato fuori legge” (Melampo), con la trascrizione di una telefonata del 12 agosto 1998 fra l’imprenditore sardo Nicola Grauso e Paolo Liguori, già esponente di Lotta Continua con il soprannome di “Straccio”, all’epoca direttore di Studio Aperto, e oggi direttore del Tgcom.
“Sul “caso Lombardini” si esercita ripetutamente anche Vittorio Sgarbi. Per esempio, in Sgarbi quotidiani del 6 aprile 1999 ci accusa di essere stati la causa della sua morte, evocando circostanze non vere: dice che Lombardini è stato «interrogato come un criminale davanti a tutta la stampa italiana», associa la vicenda al caso Pinelli-Calabresi e, soprattutto, afferma che il Procuratore di Caltanissetta Giovanni Tinebra ha aperto «un’inchiesta» su Caselli e i magistrati palermitani relativa al caso Lombardini. Di quell’inchiesta nessuno di noi ha mai avuto, da Caltanissetta, alcuna notizia…
Mi soffermo su questa storia tragica e dolorosa perchè gli attacchi che ne seguono sono doppiamente vili: rispetto ai fatti (avremmo “suicidato” noi il magistrato) e rispetto al diritto (non saremmo stati competenti a occuparci della vicenda).
E’ una delle infamità più clamorose commesse in questi anni contro la Procura di Palermo: un’indagine doverosa, un evento terribile del cui ricordo non ci libereremo mai, strumentalizzati con un’incredibile protervia allo scopo evidente e conclamato di ostacolare il nostro lavoro su altre indagini che davano fastidio.
La strategia di interessata delegittimazione è illustrata in modo lampante dal testo di una telefonata intercettata il 12 agosto 1998, all’indomani del suicidio di Lombardini. Paolo Liguori, direttore del telegiornale di Italia 1 Studio aperto, parla con l’imprenditore sardo Nicola Grauso, coinvolto nella vicenda Lombardini. Credo valga la pena di leggerla dall’inizio alla fine.
«Liguori: Ho seguito le cose di oggi… anche se io sono in barca, però ho seguito bene perchè noi ci siamo mossi molto, credo, abbiamo fatto sei pezzi oggi al telegiornale, oltre a tutto pure un’intervista al Delfino, tu che cosa mi dicevi?
Grauso: ma, eh… dicevo…
L: di lasciare aprire molto il ventaglio delle polem…, delle critiche e non chiuderle soltanto nell’ambito di Forza Italia, no?
G: esatto, anzi io direi a ques… siccome stavano arrivando polemiche anche dalla sinistra… (inc)
L: e come no, noi per esempio abbiamo intervistato Boato… poi…
G: qui si tr…, si tra… si tratta di decidere se si vuole essere efficaci o vanitosi.
L: no, io credo che un questo momento bisogna… è molto meglio puntare sull’isolamento di Caselli
G: esatto…
L: (inc)
G: e allora la cosa migliore da fare è non far parlare quelli del Polo
L: sì, far parlare il Boato, far parlare Pintus,…
G: guarda che ce ne è tanto abbastanza, per cui questa è un’occasione irripetibile per fotterli, cioè io non penso che la storia ce ne offrirà altre così…
L: io credo pure perchè, soprattutto Caselli, perchè è entrato in un isolamento forte nella vicenda Berlusconi
G: sì!
L: si è messo paura, è corso a Roma a chiedere aiuto poi ha dovuto fare la smentita che fosse indagato Berlusconi
G: sì
L: quando meno se lo aspettavano e quando stavano aspettando alla contro offensiva di un Berlusconi…
G: sì
L: che oggi hai visto era pronta su Repubblica, che ieri ha aperto Biagi, hanno pestato questa buccia di banana
G: sì
L: ora secondo me è più importante allargare il panorama del ventaglio però…
G: non c’è dubbio
L: (inc)
G: son d’accordo con te… io quella buccia di banana, fra l’altro gliela tengo in piedi tre, quattro giorni perchè…
L: esatto
G: poi gli rinfaccio le ril… rivelazioni
L: perchè tu oggi hai dato questa lettera, no?
G: sì ho dato per questa prima lettera ma ho detto che io ho altri elementi…
L: allora io… la centelliniamo
G: sì
L: io penso che di Forza Italia, l’unico che apre e non chiude all’interno del dibattito rispetto con le sue dichiarazioni, sia Pera che tiene buoni rapporti con tutti, quindi sarebbe il caso di far parlare solo Pera e allargare molto nei telegiornali le dichiarazioni ai Boato, ai Pintus,…
G: (inc)
L: che comunque rappresentano altri fronti, no?
G: non c’è dubbio (inc)
L: noi per esempio abbiamo dato ’stasera molto rilievo al medico di famiglia
G: sì
L: incazzato, perchè dice ma come gli si fa la camera ardente al Tribunale, dopo che lo hanno ammazzato in Tribunale
G: sì, questo (inc)
L: (inc)
G: io fra l’altro ho dato giù un Ansa, dove ho detto che nei prossimi giorni li denuncio per istigazione al suicidio o omicidio volontario
L: sì, sì, son d’accordo con te, son d’accordo con te, infatti io ti ho messo un inviato lì, che è Angelo Macchiavello, e che ti seguirà tutti questi giorni
G: sì
L: è in più fino al 14, poi va in ferie, meno (inc) mi fido di più di Macchiavello
G: sì e
L: poi seguo la vicenda romana dove (inc) appunto con i Boato e con (inc)
G: ecco, quello che tu devi fare, è contattare io… non so, anche attraverso Previti o attraverso i tuoi canali, tutti quelli (inc) di Forza Italia e dire state zitti per tre giorni
L: e be’, ma mo’ glielo faccio dire direttamente da, glielo faccio dire direttamente da Cesare… (inc)…
G: compreso Berlusconi, stiano zitti, per tre giorni, me la vedo io
L: sì, no caso mai, ti ripeto l’unico che può fare da sponda è Pera
G: sì, guarda che questo passaggio è molto importante Paolo, eh?
L: sì, sì, va bene, ho capito
G: okey?
L: senti fatti vivo, eh?
G: comunque dì la verità che sono bravo!
L: sì, sì, ma anche fortunato perchè questa cosa qua…
G: anche fortunato
L: questa cosa qua è stata diciamo un colpo inaspettato, molto duro…
Poi cade la linea»
Certe “fortune”, come dicono Liguori e Grauso riferendosi con cinismo alla morte di Lombardini, non capitano spesso.
Gad Lerner
Dicembre 16, 2007 on 6:07 pm | In Informazione | 37 CommentsL’amico Diego ha domandato a Gad Lerner, sul suo blog, come mai - da direttore del tg1 - decise di non trasmettere l’ultima intervista a Paolo Borsellino. Se l’avesse fatto, milioni di italiani avrebbero saputo sette anni fa la storia del chierichetto di Arcore Vittorio Mangano “testa di ponte” di Cosa Nostra a Milano. Questa è la risposta.
“Non sono per niente coraggioso, Diego. Vivo nella bambagia e non l’ho mai nascosto. Complimenti a te che immagino senz’altro esemplare per coraggio e coerenza. Non ho trasmesso (e neppure con il senno di poi trasmetterei) un’intervista che mi venne recapitata, opera di giornalisti francesi, già montata e confezionata, dal direttore di un altro canale Rai, pochi giorni dopo il mio insediamento. Celli e Zaccaria mi avevano nominato all’insaputa del governo e delle forze politiche abituate a dire la loro sul direttore del Tg1. Intorno a me c’era già molta diffidenza per questo. Ho avuto l’impressione mi si chiedesse una sorta di preventivo schieramento interno su una materia che non ero in grado di controllare. Chiamala prova del fuoco, o polpetta avvelenata. A più di sette anni di distanza è ormai evidente che quella intervista non conteneva notizie fondamentali su Berlusconi. Non modificherei in alcun modo la mia scelta di allora”.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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