25 aprile

Gennaio 4, 2008 on 9:43 pm | In Informazione |

L’epicentro del degrado nazionale è il sistema dell’informazione. Fa bene dunque Beppe Grillo a mettere questo tema al centro del prossimo V day. Ho delle riserve tuttavia sulla scelta della data e degli obiettivi di questa mobilitazione.
Non condivido la scelta del 25 aprile perché quello è il giorno della Liberazione dal Nazifascismo. Vi si celebra l’atto fondativo della Repubblica Italiana. E solo a quella memoria, per una questione di rispetto e di senso civico, quel giorno dev’essere consacrato, specie in un’epoca di oblio e revisionismo galoppanti come l’attuale.
Per quanto riguarda gli obiettivi, concordo pienamente, e già ne ho scritto in passato, con la proposta di abolire l’ordine dei giornalisti. E le ragioni, di cultura liberale, le ha già spiegate una persona seria come Luigi Einaudi molti anni fa.
Più complicata la questione del finanziamento pubblico ai giornali. Accenno all’argomento principale: senza sostegno pubblico gran parte delle attuali testate giornalistiche sarebbe costretta a chiudere. Resterebbero in piedi solo pochi grandi gruppi editoriali che vivono di pubblicità o hanno alle spalle un potentato economico. Non mi sembra un grande passo in avanti sulla via della libera informazione e del pluralismo delle idee. Fermi tutti! So bene che il finanziamento pubblico ha alimentato un odioso sistema di frodi e privilegi, ben documentato dal saggio “La Casta dei giornali” di Beppe Lopez (edizione Stampa Alternativa-Rai Eri). Ma questa è la degenerazione dell’applicazione di un principio certo discutibile ma non insensato, cioé l’impegno dello Stato a favorire la pluralità delle iniziative editoriali, oltre la ferrea logica del mercato. Il meccanismo andrebbe modificato attraverso una serie di controlli severi e intelligenti correttivi, per esempio legati all’effettiva qualità, indipendenza e rilevanza di ogni singola testata. Ma presentare il finanziamento pubblico come il male dell’informazione italiana è sbagliato. Si tratta di una impostazione suggestiva, ma superficiale e demagogica: coerente con il pensiero di chi insegna che i partiti in quanto tali vanno azzerati e che si può fare a meno dei giornali e dei giornalisti, in nome della “democrazia diretta” e dell’informazione autoprodotta in rete. Non è così. La realtà è più complessa, certe mediazioni sono necessarie. E soprattutto i mali strutturali dell’informazione italiana, a guardar bene, sono altri. I principali sono: la concentrazione del potere mediatico (in particolare televisivo, visto che i giornali sono letti da una esigua minoranza) in poche mani, lo strapotere della pubblicità sui contenuti, la sudditanza della Rai dai partiti, l’assenza di una rigorosa incompatibilità fra titolarità di media e cariche pubbliche. Per porvi rimedio sarebbero necessarie, come abbiamo ripetuto fino a perdere la voce, leggi serie, ben articolate, rigorosamente applicate, unicamente rivolte all’interesse generale. Senza contare, aggiungo, che alla radice del problema c’è un elemento culturale, non casualmente sottovalutato dai commentatori: da una parte, lo svilimento professionale e deontologico della funzione giornalistica; dall’altra, l’analfabetismo di ritorno, la scarsa attitudine alla lettura, l’incapacità di interpretazione, la progressiva, invincibile ignavia mentale di milioni di cittadini italiani. Che io, come sapete, ritengo più preciso definire sudditi non pensanti. Ce ne sono molti anche tra gli utenti di internet. E non è un’impresa difficile suggestionare moltitudini di ingenui, in nome di un legittimo sdegno nei confronti delle varie caste nazionali, con le meraviglie della “democrazia diretta” e dell’informazione liquida.
Sono andato di corsa, perché sono in pieno trasloco e ho quintali di cartaccia e vecchi giornali (per l’appunto!) da far fuori, ma prometto di ritornare sul tema con più calma. Nel frattempo, se credete, ditemi la vostra.
Fabio da Napoli rompe il ghiaccio con questa lettera.

Caro Piero,

ci conosciamo, immagino ti ricorderai di me… ci siamo anche incontrati
a Roma, a piazza Farnese.

Ti scrivo perché vorrei condividere con te delle mie riflessioni
sull’argomento del finanziamento pubblico ai partiti, prendendo anche
spunto dall’iniziativa di Beppe Grillo e del V-Day del 25 Aprile
sull’informazione. Se vorrai pubblicare questa mia sul tuo blog, te ne
sarò grato, ma in ogni caso mi interessa la tua opinione in merito.

Ci sto riflettendo, sull’idea di eliminare tout-court i finanziamenti
pubblici ai giornali.

Sta crescendo in me la paura che sia la mossa sbagliata.

E’ vero, certi giornali non meriterebbero di essere finanziati
pubblicamente. Ma è anche vero che gli “incentivi”, di qualsiasi genere
essi siano, da sempre servono a spezzare situazioni di monopolio, a
rompere una situazione di inerzia che impedisce, di fatto, l’emergere di
realtà alternative a quella esistente.

Pensate agli incentivi all’acquisto dei pannelli solari, ad esempio: se
non esistessero, acquistarli non converrebbe. Il “libero mercato”,
direte voi, “se vogliono che i pannelli solari si vendano, che ne
riducano il prezzo!”. Certo, in teoria il discorso fila, ma in pratica
il problema è quello del cane che si morde la coda: meno pannelli solari
si vendono e meno il loro costo individuale tenderà a scendere, meno
scende il costo individuale dei pannelli e meno pannelli solari si
vendono, meno pannelli solari si vendono e meno ricerca nel campo dei
pannelli solari si riesce a fare.

E’ chiaro che il circolo vizioso va spezzato, per trasformarlo in
circolo virtuoso: bisogna far si che i pannelli solari costino meno,
magari incentivandone l’acquisto con finanziamenti pubblici. Così
facendo si venderanno più pannelli solari, più pannelli solari si
vendono e più scende il loro costo individuale, più scende il loro costo
individuale più pannelli solari si vendono, più pannelli solari si
vendono e più si riesce ad incentivare la ricerca nel campo dei pannelli
solari, favorendo così una diminuzione ulteriore del loro costo a parità
di caratteristiche. Ecco il circolo virtuoso.

Tornando alla situazione dei media italiani, trasliamo per un attimo il
discorso sulle televisioni: le reti Mediaset non vivono di finanziamenti
pubblici, ma di proventi pubblicitari. Sappiamo tutti quale potere di
influenzare le masse hanno le reti Mediaset (a tal proposito, ti
consiglio di visionare questo documentario della televisione americana,
censurato in Italia [1]), quale influenza abbia il suo proprietario,
grazie ai proventi pubblicitari ed ai soldi accumulati, e come egli sia
stato e sia ancora in grado riscuotere un così grande successo tra la
popolazione, a causa del fatto che, proprio grazie al suo monopolio
informativo, troppe poche persone sanno chi veramente egli è.

In questa situazione i proventi giungono dalla pubblicità, per cui più
una televisione è popolare e più pubblicità riesce ad accorgliere, più
pubblicità riesce ad accorgliere più ha la forza di essere pervasiva e
diramare i propri tentacoli nei posti che contano ed aumentare la sua
notorietà, più aumenta la sua notorietà e più pubblicità riesce ad
accogliere. Eclissando qualsiasi altra realtà: Europa 7 attende ancora
giustizia.

Tornando quindi ai giornali: paradossalmente, in una situazione di
libero mercato, in cui ai giornali è reso possibile finanziarsi tramite
pubblicità, l’unica cosa capace di poter spezzare una situazione di
monopolio, o comunque di incrinarla un poco, sono i finanziamenti
pubblici. Un finanziamento pubblico potrebbe fare la differenza tra il
veder il proprio giornale pubblicato oppure no, anche se magari quello è
il miglior giornale sulla piazza, per il semplice fatto che la gente non
sa che quello è il miglior giornale sulla piazza.

Ciò detto, credo che i criteri con i quali i finanziamenti pubblici
vengono elargiti debbono cambiare. In realtà, quello che conta è
l’obiettivo: cosa si intende ottenere con i finanziamenti pubblici? A
mio parere qualsiasi intervento dello stato, di qualunque genere esso
sia, dovrebbe servire a ristabilire una situazione di uguaglianza, di
equilibrio. In questo caso, l’equilibrio dell’informazione. Il
finanziamento pubblico, quindi, dovrebbe servire a far tornare i piatti
della bilancia informativa sullo stesso livello, garantire al cittadino
la possibilità di accedere ad un’informazione equilibrata, non
necessariamente nell’ambito di una sola testata informativa, ma
quantomeno nell’ambito dell’intero panorama giornalistico.

E quindi, a mio parere bisognerebbe attuare un sistema per cui gli utili
di una testata provenienti dalla pubblicità vengano in una certa
percentuale redistribuiti alle altre testate sul mercato, in maniera da
garantirne una tiratura minima per un certo periodo da stabilire in sede
di riesame della legge (magari un anno, o due) per poi lasciar camminare
il giornale sulle proprie gambe (non si può pensare di far campare a
vita un giornale con i soldi pubblici).

Sto pensando, quindi, ad un finanziamento pubblico effettuato tassando i
giornali più potenti, non i cittadini. Mi sembra un modo più giusto di
finanziare l’informazione e riequilibrare il mercato. Il concetto della
redistribuzione del reddito, insomma, applicato a giornale inteso come
membro dello Stato Informazione, così come lo si applica al cittadino
inteso come membro dello Stato.

Fammi sapere cosa ne pensi. Sarebbe interessante aprire un dibattito in
merito, magari sul tuo blog.

Ciao, Fabio

[1] http://video.google.it/videoplay?docid=318449616351816693

151 Commenti »

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  1. Furono proprio i giornalisti a chiedere al Governo, caduto il fascismo, di mantenere l’ordine dei giornalisti.

    In questo paese le caste e le corporazioni difficilmente tendono ad autodissolversi…

    Commento di Michele — 4 Gennaio 2008 #

  2. La tragicità è che tutta la classe politica-economica
    italiana, non vuole una informazione obbiettiva.
    Questo avviene anche negli altri paesi, ma in
    Italia questo fenomeno è maggiore.
    Se esistesse una informazione attenta e precisa
    su ogni aspetto della nostra società, potrebbero
    mai esistere tutte queste ingiustizie, iniquità
    sociali, privilegi, potentati economici fasulli, ladri al comando, politici indecenti,
    lanzichenecchi di ogni ordine e grado …ecc?
    Potrebbe mai esistere tutto ciò?

    Commento di luciano — 4 Gennaio 2008 #

  3. Ottimo intervento Piero, davvero condivido in ogni punto: fa proprio piacere leggere riflessioni ragionevoli come queste, in cui riconoscersi, in mezzo a tanta vacuità.
    Le riserve su Grillo ci stanno tutte: come si dice, nel merito e nel metodo; quella del 25 aprile è stata senza dubbio una scelta molto infelice, inoltre le sue “battaglie” si svolgono perlopiù secondo criteri di ragionamento “quantitativi” piuttosto che “qualitativi”, il che continuerà a non portare nulla di buono.
    Fai sentire la tua voce, Piero!

    Commento di lerovinecircolari — 4 Gennaio 2008 #

  4. Ma a dirsela tutta, pur sbagliando Beppe Grillo potrebbe averci reso un servizio: pur di non parlare di lui, i telegiornali si concentreranno sulle manifestazioni del 25 aprile. In questo mondo (dell’informazione e non) alla rovescia, non mi stupisco più di niente. Io, comunque, il 25 aprile sarò al fianco dei partigiani.

    Commento di Claudio — 4 Gennaio 2008 #

  5. Le tue parole come sempre danno uno spunto in piu per riflettere,ma io sono del parere ke ci sia bisogno di una scossa forte all’interno del mondo economico-editoriale…Io voglio un’informazione libera,vera e pluralista,e non le notizie filtrate o taroccate di quasi tutti i giornali,ke molto spesso sono finanziati da potenti lobby…
    Pensate ke con i soldi ke lo stato finanzia il campanile( il giornale dell’Udeur) Demente MASTELLA ci compra i torroncini da regalare agli amici,e il figlio fa la benza al porsche cayenne ogni mese…cos’altro dire….
    LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO

    Commento di Giuseppe Gati' — 4 Gennaio 2008 #

  6. ciao Piero,
    condivido in pieno il tuo scritto.
    Sono le cose che 2 settimane fa ho detto ai ragazzi del Meetup di Grillo.
    a presto
    alessandro
    ps: facci sapere quando vai a fare domande ai politici

    Commento di Alessandro Luè — 4 Gennaio 2008 #

  7. Mantenerla o meno questa CASTA e questi PRIVILEGI di CASTA?!
    Guardatevi l’amerregano di Palermo Jhonny RAIotta rimproverare dal pulpito del TG1 a Grillo il suo ATTACCO(a mezzo blog e V-Day per una LIBERA INFORMAZIONE)ai MEDIA e ai GIORNALISTI SERVI dei loro PADRONI EDITORI e dei POLITICI di RIFERIMENTO

    http://www.youtube.com/watch?v=pBJLhFEOlfE&feature=related

    eppoi guardate cosa ha mandato in video il New York Times che tanto ha fatto SCANDALIZZARE i POLITICI e i loro SERVI dal MICROFONO e PENNA facile.

    http://www.youtube.com/watch?v=2mcNjGfxjlI&feature=related

    a voi il giudizio finale se è il caso di MANTENERLI a REGIME di CASTA o se è venuta l’ora di RIDIMENSIONARLI(GIORNALISTI e loro EDITORI)ad uno STATO più CONSONO.

    Commento di Marco B. — 4 Gennaio 2008 #

  8. quando si parla di libera informazione mi viene sempre in mente un pensiero di noam chomsky, che dice più o meno così:

    “le persone comuni credono che i clienti dei giornali siano i lettori e che la merce venduta dietro pagamento del prezzo del quotidiano siano le notizie. in realtà, i lettori sono la merce venduta dai giornali agli inserzionisti dietro pagamento dello spazio pubblicitario”.

    credo che si dovrebbe sempre partire da questo concetto per discutere di finanziamento pubblico dei giornali.
    in un contesto nel quale i lettori sono la merce che i giornali vendono alle imprese, ottenendone proventi, evidentemente il concetto stesso di informazione ha bisogno di una precisazione. attraverso le informazioni i giornali attirano i lettori. un maggior numero di lettori (e lettori di un certo tipo) rappresenta un target appetibile per gli inserzionisti. dunque la realtà, o il racconto più o meno fedele di essa, insomma, l’informazione non è fine a sè stessa, ma ha il preciso compito di piacere al lettore, soddisfarne i bisogni e, in ultima analisi, plasmarlo.
    questa analisi si addice in modo particolare ai grandi quotidiani nazionali. per i quali il finanziamento pubblico non sarebbe altro che una fonte di introiti extra che nulla ha a che vedere con il “processo produttivo” di un giornale, cioè la trasformazione della materia prima (il lettore) in destinatario del messaggio pubblicitario, attraverso l’uso di un’altra materia prima, la realtà, o l’informazione. il finanziamento pubblico non ha senso in questo contesto perchè sarebbe puro spreco di denaro.

    con un po’ di pragmatismo, sarebbe utile chiedersi invece se esistano ancora delle realtà giornalistiche che si configurano alla vecchia maniera, cioè la maniera nella quale il giornale è il veicolo di informazioni al lettore, che paga il prezzo del quotidiano e la pubblicità (marginale rispetto alle notizie) è da considerarsi una sorta di extra-profitto per l’impresa-giornale. me ne vengono in mente pochi di casi del genere (es: manifesto). in questi casi, comunque, il finanziamento pubblico è ammissibile nella misura in cui gioca un ruolo di sostegno dell’attività giornalistica, senza esserne il presupposto fondamentale. un giornale senza lettori, tenuto in vita esclusivamente grazie al finanziamento pubblico non ha senso. nemmeno nella democrazia più spinta. se invece il finanziamento aiuta ad andare avanti una testata minore che col il solo prezzo di copertina non ce la farebbe, ben venga il finanziamento.

    detto questo occorre sempre un po’ di buonsenso. e di vigilanza. non si possono dare i finanziamenti a pioggia a qualunque parlamentare si svegli la mattina pensando a come rastrellare qualche euro dalle casse dello stato. è ridicolo. ma si può evitare. occorrono leggi serie, applicate con intelligenza, come ha detto giustamente piero.

    un ultimo pensiero.
    anche a costo di contraddire tutto quello che ho detto prima, penso che la rete renda necessaria una riflessione sul ruolo dei giornali di carta stampata.
    se io sono un piccolo editore, o una cooperativa di giornalisti, posso anche pensare di evitare il mezzo cartaceo e buttarmi sull’informazione virtuale. aprire un blog non costa nulla, una piccola testata online non ha bisogno di molto di più. se proprio uno pensa di avere cose intelligenti da dire, lo può fare a costo quasi-zero, con la possibilità di raggiungere un potenziale di lettori pressochè illimitato.
    se proprio mastella vuole il suo Campanile, che se lo faccia in rete a costo zero e la smetta di ciucciare soldi pubblici (e tutti gli altri, come lui). alternativamente avrei un’idea da suggerirgli sulla destinazione d’uso del campanile.

    stefano botto.

    Commento di stefano botto — 4 Gennaio 2008 #

  9. 1-Il 25 aprile è una data perfetta!!!
    E’ chiaro il nesso che Grillo vuole creare tra la liberazione del popolo Italiano dal Nazifascismo e la liberazione del popolo Italiano dai giornali falsi e servi, che mantengono una una situazione di disinformazione e quindi di dittatura.
    2-Ricorda che i giornali che hanno finanziamenti pubblici sono assoggettati al potere, mio padre dirige una rivista che tratta di temi politici, ha ottenuto finanziamenti ma quando si è accorto delle crescenti pressioni dall’alto ha smesso di chiederli.
    Q
    uindi prima di fare certe affermazioni è meglio documentarsi.

    Cordiali saluti, giò.

    Commento di giò — 5 Gennaio 2008 #

  10. Caro Piero,
    la legge sul finanziamento pubblico all’editoria va rivista. Questo è un dato di fatto.
    Io comincerei levando il finanziamento pubblico ai giornali di partito, anche perché abbiamo avuto modo di vedere che fine fanno i nostri soldi. Poco tempo fa su “L’Espresso” era apparsa un’inchiesta che faceva le pulci a “Il Campanile” giornale di partito dell’Udeur. Abbiamo avuto modo di vedere come i fondi destinati all’editoria finissero poi per pagare viaggi e trasferte ingiustificati, regalini di natale per parenti e amici di Clemente e della moglie Sandra nonché qualche pieno di benzina presso il distributore di Ceppaloni per rifornire il Porsche Cayenne, 4 mila di cilindrata, del figlio Pellegrino (di nome e di fatto).
    Le manifestazioni di piazza sono fatte per contestare, non mi ricordo degli esempi propositivi o di riflessione. Si cerca di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su uno , due o al massimo tre punti, come nel caso dello scorso V-Day, al fine di non perderne in efficacia.
    Ciò non toglie che i punti proposti possano essere successivamente motivo di discussione. Una proposta popolare di legge non è vincolante, dovrebbe sollecitare il manovratore ad operare nella direzione indicata. E’ opportuno quindi “sparare” altissimo perché sappiamo per certo che qualora la proposta venisse presa in considerazione (difficilissimo in questa Italia) sarebbe comunque un compromesso al ribasso.
    Dopodiché gli spazi per i dovuti approfondimenti esistono, il tuo Blog ne è una prova, tutto sta nel cercarli e adoperarli.
    Le manifestazioni di massa per definizione colpiscono nel mucchio, è normale vi partecipino persone profondamente diverse ed estremamente eterogenee, tra cui anche diversi sudditi non pensanti, come ami definirli tu. Io non mi scandalizzerei per questo. Potresti trovare un analoga conformazione in qualsiasi manifestazione organizzata, di destra come di sinistra. La massa va vista nel suo insieme, è molto difficile andare ad analizzare uno ad uno i componenti che ne fanno parte perché troverai le motivazioni più disparate.
    Anche la scelta della data, sebbene a parer mio non sia del tutto azzeccata, non è scandalosa. In fin dei conti sempre di liberazione si tratta visto che con l’abolizione dei fondi per l’editoria vengono messi in discussione i privilegi della politica. Difficilmente qualcuno potrebbe confondere il V-day con la liberazione dal Nazifascismo. Al massimo si presta a qualche battuta da copione da propinarsi sul palco per stappare qualche risata a denti stretti, niente di più.

    Un augurio affiche tu possa mantenere la schiena dritta nella speranza che ti ridiano il megafono.

    Ciao Piero, continua così.

    Commento di Dario Erre — 5 Gennaio 2008 #

  11. ma che ca… c’entra? ma ti riprendi?

    Commento di alberto — 5 Gennaio 2008 #

  12. Ritengo che la mossa di Grillo sia giusta in una situazione come quella attuale. Anche la data (per questo genere di iniziative va bene qualsiasi giorno) Quando leggo un giornale o assisto ad un programma televisivo mi viene la nausea. Vedo molte cose positive in questo V-Day e nessuna alternativa nei commenti che mi hanno anticipato dei quali non ho ancora capito il fine. Firmerete o no il 25 aprile?

    Commento di Gianni Di Dio — 5 Gennaio 2008 #

  13. Io personalmente no.

    Commento di Diego — 5 Gennaio 2008 #

  14. Il Fabio di Napoli sono io.

    Sulla data del 25 Aprile non ho obiezioni particolari, è una data importante per un segnale forte. Mi sta bene, è nello stile di Grillo essere dissacrante. Ed anche un po’ nel mio.

    Però rimane la perplessità sull’abrogazione tout-court dei finanziamenti pubblici ai partiti. Anzi, è ormai radicata in me la certezza che sia un errore.

    Ma Grillo non è fesso, e non lo sono le persone che stanno intorno a lui. Il problema è lo strumento giuridico che intenderà adottare: il referendum. In Italia, lo sappiamo, è solo abrogativo, quindi non restano molte altre strade.

    Cosa secondo me spera di ottenere? Che per paura del referendum si faccia una legge come si deve che modifichi quella attuale secondo le nostre richieste.

    Però è importante parlarne, è importante aprire il dibattito, che al 25 Aprile manca poco!

    Quindi, cosa ne pensate della mia proposta finale, riguardo alla modalità di finanziamento?

    Commento di Fabio A. — 5 Gennaio 2008 #

  15. Oops, mi accorgo solo ora che ho scritto nella lettera “finanziamento pubblico ai partiti”, quando ovviamente intendevo dire “giornali”.

    Piero, puoi correggere? :-D

    Commento di Fabio A. — 5 Gennaio 2008 #

  16. ciao ragazzi,per me non si dovrebbero più finanziare i giornali,mi spiegate perchè devo comprare un giornale di sinistra,centro o destra che dicono sempre le stesse cose,e sopratutto dicono quello che vogliono i loro generali di partito o il presidente del partito stesso,a questo punto mettiamo una segretaria e togliamo i giornalisti,a cosa servono questi giornalisti??? domanda!!! esempio se a casa mia discutiamo di un qualsiasi problema su 6 persone che compongono la mia famiglia 2 o 3 di sicuro la penseranno diversamente da me,mentre i giornalisti la pensano sempre come il segretario del partito o l’editore del giornale,quindi i lato critico dov’e del giornalista!!!! a questo punto finanziamo i gruppi come i meetup di grillo,o milano libera o anche gruppi di ragazzi che la pensano diversamente da noi,basti che esprimano i loro pensieri e non fare i pappagalli di qualcuno….n.b.bisogna dire che non tutti i giornalisti sono cosi vedi travaglio,santoro,gomez ecc.ecc. dimenticavo piero ricca!!! ciao a tutti

    Commento di sabino siniscalchi — 5 Gennaio 2008 #

  17. ECCO IL MIO PARERE …

    Sul 25 aprile, io sarò al mattino alla manifestazione in ricordo dei caduti per la libertà del mio Paese e alla sera a fianco di Beppe Grillo nel V-Day.
    Credo che entrambe le cose possano convivere e anzi, aiutarsi e stimolarsi a vicenda.
    Per il finanziamento pubblico ai giornali, io non spendo tante parole.
    MI esprimo sinteticamente con quelle di Beppe Lopez nel libro “La casta dei giornali” che ho finito di leggere in questi giorni.
    La legge era nata per finanziare le testate giornalistiche di proprietà dei partiti che senza finanziamento correvano il rischio di chiudere.
    Da qui la necessità di finanziamento e quindi di sostenere la libertà dell’informazione.
    Il tutto sarebbe costato attorno ai 20 milioni di euro.
    Invece la spesa attuale si aggira attorno ai 600 milioni di euro.
    E’ chiaro il concetto?
    Questo perchè la “casta” della politica ha snaturato via via la legge e oggi si arriva a finanziare qualsiasi foglio di carta si muova nel panorama giornalistico.
    Dal Foglio di Ferrara che nulla centra con i partiti, al giornaletto parrocchiale sotto casa che c’entra ancor meno.
    Tutto qui… e il concetto ora è ancora più chiaro.
    Si finanzino solo i quotidiani di proprietà dei partiti e il problema è risolto.
    E gli sperperi del denaro pubblico pure.

    Commento di Fabbri A. — 5 Gennaio 2008 #

  18. telegrafico:
    - la scelta del 25 aprile per il V-Day II, è un colpo di genio indescrivibile (inoltre è “in linea” con la data precedente, dell’8 settembre); peccato che molti storcano il naso, ma in definitiva non mi pare il caso di litigare su questa cosa
    - i finanziamenti pubblici ai giornali vanno aboliti completamente: ai grandi colossi (i grandi bugiardi) vanno tolti domani mattina, e a tutte le realtà editoriali “minori” o “svantaggiate” vanno tolte domani l’altro mattina, perchè bisogna finirla di allenare le persone ad annusare i deretani e perchè gli operatori culturali liberi e indipendenti non possono sperare di fare nulla finchè sussiste il sistema mafioso e drogato della sovvenzione a fondo perduto
    - magari quel giorno potremmo chiedere anche l’abolizione del canone rai, che dite?

    Commento di franco bardo — 5 Gennaio 2008 #

  19. Basti pensare che persino “Sky magazine”, ossia la guida ai programmi che Sky spedisce a casa agli abbonati riceve un lauto contributo da parte dello Stato? E’ questo il libero mercato che i vari Feltri, Giannino, Ferrara e compagnia vanno tanto predicando? Prima incassano i soldi statali poi predicano all’opposto…

    Commento di Michele — 5 Gennaio 2008 #

  20. “Io personalmente no!”
    DIEGO SEI IL MIO IDOLO INDISCUSSO !!!!!
    Anch’io, personalmente, non firmerò!
    Primo perché la questione, come Piero giustamente sottolinea, non è così semplice come alcuni vogliono far sembrare.
    Secondo perché con quelle firme il parlamento ci si pulisce il culo, come ha già fatto con quelle dell’otto settembre. Diciamole ste cose!
    Terzo perché il 25 Aprile non è un “qualsiasi giorno”, ma un momento per ricordare chi sacrificò la vita per resistere e considerare quanto poco facciamo (noi che la vita non la rischiamo) e quanto pavidamente resistiamo alle iniquità di questo Paese. Il 25 Aprile non è a disposizione del signor Grillo, mi spiace.
    Dunque, personalmente, non firmerò e non parteciperò. Anzi, Grillo… ne riparliamo!
    saluti, franz

    Commento di Francesco Baraggino — 5 Gennaio 2008 #

  21. Un altro appunto…
    che Grillo sia dissacrante mi sta bene (se davvero vi basta così poco per sentirvi dissacratori!), ma dissacrare il 25 Aprile non mi sta bene affatto. Soprattutto se penso che in un suo spettacolo si lamentava di quanti si fissano con la memoria, con la Resistenza, basta! diceva.
    Eh no, signori miei. Io non ho bisogno di litigare sul 25 Aprile, per me non è proprio discutibile la questione.
    Poteva farlo il giorno di Natale allora, non sarebbe stato ancor più dissacrante?
    Grillo è il primo a sapere che questi V-Day non porteranno a nulla. Lo sa benissimo, ma a lui va benissimo così. A quelli che gli stanno intorno altrettanto. Così alle migliaia di gonzi che non leggono i quotidiani, ma si sentono in diritto di bollare la stampa tutta come serva e partitica.
    “L’intelligenza collettiva è un’impresa sovrumana” (L.F.Céline)
    …è proprio così!
    risaluto, franz

    Commento di Francesco Baraggino — 5 Gennaio 2008 #

  22. Non capisco il parallelismo tra i finanziamenti ai giornali e gli incentivi per i pannelli solari.Trattasi infatti di cifre completamente diverse e inoltre per accedere ai finanziamenti dei pannelli bisogna seguire un iter lunghissimo,fatto di consulenze legali,documentazioni a valanga e burocrazie insormontabili così estenuanti che l’utente difficilmente riesce a beneficiarne.(Infatti molto spesso abbandona tutto a vantaggio di chi vende gas ed elettricità).Lo stesso dicasi per gli incentivi per trasformare le auto da benzina a gas metano.ciao

    Commento di alessandro — 5 Gennaio 2008 #

  23. “In definitiva il finanziamento pubblico dei giornali e le particolari tipologie d’intervento applicate hanno accentuato le caratteristiche di autoreferenzialità, di separatezza dalla gente e dal mercato, e di subalternità al potere politico ed economico che hanno storicamente qualificato il nostro sistema della comunicazione. Sino a farne complessivamente – a esclusione di poche isole di professionalità e di impegno civile – un pezzo della casta del potere.”
    io dico NO al finanziamento pubblico dei giornali.

    Commento di reader — 5 Gennaio 2008 #

  24. Salve,
    io credo che nel bilancio dello stato ci troppe voci.
    Ogni voce di uscita e’ un’occasione di corruzione e ruberia. Abbattere i finanziamenti ai giornali significa quindi eliminare un’occasione di ruberia.
    La cultura e’ molto diversa dal pannello solare perche’ la cultura non si puo’ fisicamente pesare e verificare che sia prodotta.

    Commento di Domenico — 5 Gennaio 2008 #

  25. 2
    Chi puo’, semplicemente applicando una legge, dire cosa e’ veramente culturale o dire cosa e’ semplicemente un pezzo di carta straccia steso giu’ proprio per ottenere finanziamenti.

    Commento di Domenico — 5 Gennaio 2008 #

  26. 3
    Non sarebbe meglio togliere i finanziamenti e lasciare qualche euro in piu’ in tasca degli italiani?
    Probabilmente il cittadino, con piu’ liquidita’ pagherebbe di piu’ una rivista a cui e’ veramante interessato.
    Nello stesso tempo credo che se c’e’ una potenziale utenza su un certo tema ci sono gia’ tre quattro editori pronti a creare una testata apposita.
    La mia idea in generale e’ di lasciare i soldi in mano ai cittadini e farli circolare liberamente.

    Commento di Domenico — 5 Gennaio 2008 #

  27. Piero l’ha detto: togliete tout-court i finanziamenti ai giornali e rimarranno solo i colossi che dei finanziamenti si avvantaggiano, ma che senza vivrebbero comunque grazie alla pubblicità.

    E se lasci solo i colossi, e non dai la possibilità ai piccoli di emergere, solo i colossi rimarranno, ed i piccoli non emergeranno.

    E non faranno buona informazione, no, faranno l’informazione che gli serve a mantenere i lettori che hanno, sempre nei limiti della fedeltà ai privati che li finanziano.

    Risolvete questo problema, prima di decretare la fine dei finanziamenti pubblici.

    Commento di Fabio A. — 5 Gennaio 2008 #

  28. Condivido pienamente il pensiero di Piero. Molte riserve sul grillismo: risposte semplicistiche a problemi seri.

    Commento di Nicola — 5 Gennaio 2008 #

  29. per fortuna per informarsi seriamente c’è internet, non certo i giornali… chi vuole fare un giornale lo faccia pure, ma senza prendere soldi dallo stato.

    Commento di reader — 5 Gennaio 2008 #

  30. Tutto giusto, dubbi legittimi, perplessità fondate… se fossimo in Danimarca !
    In Italia, invece, è meglio usare la legge del taglione, soprattutto in materie sensibili come quella dell’informazione.
    Nel paese dove ‘buttare via il bambino con l’acqua sporca’ è diventato il minore dei mali, credo sia meglio generalizzare e promuovere scelte radicali.
    Non abbiamo nulla da perdere, questo è il punto.

    Commento di dan sallo — 5 Gennaio 2008 #

  31. sul 25 aprile e sul revisionismo ti sbagli. Dire che i comunisti uccisero persone innocenti è revisionismo o verità?

    Commento di utopia — 5 Gennaio 2008 #

  32. Hai ragione piero, molti giornali morirebbero e bisognerebbe modificare il modo in cui si erogano fondi ai giornali, ma il problema non si risolve, perchè il problema è proprio quello che i giornali dovrebbero essere il cane da guardia dello stato e non può accettare soldi da chi dovrebbe controllare. Anche se per assurdo si riuscisse a fare una legge per la quale non si possono interrompere i finanziamenti a un giornale che parla male di un politico, i policitici troverebbero sempre il cavillo per smettere di finanziarlo, lo dice il fatto che l’editto bulgaro è stato fatto alla luce del sole, figuriamoci se non troverebbero un modo o una scusa per togliere i finanziamenti qualsiasia sia il modo geniale o intelligente per distribuire i fondi ai giornali mantenendo la loro indipendenza.

    Commento di claudio s — 5 Gennaio 2008 #

  33. Caro Piero mi farebbe piacere tu potessi spiegare questa frase estrapolata dalla tua lettera del V-day sul 25 Aprile: “Ma presentare il finanziamento pubblico come il male dell’informazione italiana è sbagliato. Si tratta di una impostazione suggestiva, ma superficiale e demagogica: coerente con il pensiero di chi insegna che i partiti in quanto tali vanno azzerati e che si può fare a meno dei giornali e dei giornalisti, in nome della “democrazia diretta” e dell’informazione autoprodotta in rete.”

    Grazie un saluto

    Commento di FGF — 5 Gennaio 2008 #

  34. Ho trovato su wikipedia la biografia di Piero Ricca.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Ricca

    Andrebbe sistemata un po’.

    Commento di Andrea — 5 Gennaio 2008 #

  35. D’accordo con Franz!!

    Commento di lerovinecircolari — 5 Gennaio 2008 #

  36. Ricca non credo si riferisca alla questione delle vittime innocenti del dei comunisti, che in certi casi sono un dato di fatto.
    Quando parla di revisionismo credo si riferisca a chi dice per es. che bisogna onorare i morti repubbichini, oltre che quelli della resistenza.
    Cosa che fa piuttosto ridere. Oppure revisionisti storici.

    Commento di antiutopia — 5 Gennaio 2008 #

  37. (1) Sentire dell’iniziativa di Grillo per il 25 aprile e inorridire è stato tutt’uno. E’ evidente che Grillo conta di avere una grande partecipazione di fascisti, che per quel giorno non hanno impegni.
    (2) L’aggravante è che il 2008 è bisestile: aveva un giorno in più su cui far cadere la scelta.
    (3) Suggerisco a Fabio, anzichè cercare poetici paralleli tra giornali e pannelli solari, di avere il coraggio di guardare la dura realtà: non è la politica che governa l’economia è vero il contrario (Marx, padre Zanotelli ed altri)
    (4) E poiché questa classe politica non è in grado di provvedere neanche all’ordinaria amministrazione e non intende fare pulizia al suo interno non vedo con che costrutto proporre rimedi “tecnici” o lanciare proposte (se oltre alle ecoballe fosse possibile mandare in Germania anche la nomenklatura …).
    (5) Che poi il futuro (Veltroni ?!) sia migliore e più radioso è tutto da vedere - ricordate la vecchina che piangeva per la morte di Nerone pensando a quello che sarebbe venuto dopo ?
    Ma questo dipenderà anche un po’ da noi.

    Commento di Raffaele — 5 Gennaio 2008 #

  38. il problema dell’informazione in Italia e’ soprattutto legato alla concentrazione del potere mediatico ed al conseguente conflitto di interessi. sono d’accordo con Piero. eliminare il finanziamento pubblico alla testate, lasciando invariata la situazione generale, di sicuro non migliora la situazione.
    il problema alla base e’ tuttavia di tipo etico. in Italia l’etica predominante e’ quella del “furbetto”. Quasi 20 anni di televisione privata, comandata dal furbetto per eccellenza, ci hanno fatto capire che se vieni raccomandato ne devi approfittare, che se puoi raccomandare qualcuno e trarne vantaggio personale è meglio farlo, che il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio, che se puoi evadere le tasse sei un cretino se non lo fai, che il falso in bilancio è un espediente salubre, che gli interessi personali non sono mai in conflitto, che la legalità è per i fessi, che la magistratura non è degna di rispetto, che la questione morale fa ridere ai polli. Ci hanno inoltre fatto capire che certi furbi, che talvolta sconfinano nella criminalità, sono pure al di sopra della legge.

    Commento di mazapegul — 5 Gennaio 2008 #

  39. Il popolo dei furbetti…

    Era circa la metà degli anni ‘80 quando cercavo la mia prima occupazione fissa. Avevo lavorato per un periodo in “prova” in una azienda come programmatore. Il mio lavoro era apprezzato, almeno questa era la mia impressione, puntavo p…

    Trackback di mazapegul — 5 Gennaio 2008 #

  40. Applausi per Raffaele.

    Commento di Diego — 5 Gennaio 2008 #

  41. Raffaele : Un gigante in un paese di nani

    Commento di Elia — 5 Gennaio 2008 #

  42. Mi unisco a Raffaele: scegliere il 25 aprile E’ UNA BESTEMMIA!
    Il problema informazione (e in subordine stampa) in Italia c’è eccome, ma scegliere una data del genere è vergognoso.
    Sarò ad onorare la memoria di chi ha liberato l’Italia ed ha permesso che un Grillo qualsiasi USI il 25 per le (sempre più)sue battaglie.
    IL 25 dicembre no? Pasquetta temeva l’effetto esodo? Questa data è veramente una provocazione, ma al buon senso…

    Commento di Luca — 5 Gennaio 2008 #

  43. grillo dissacrerebbe il 25 aprile ??? oh ragazzi svegliatevi un po’… sono i giornalisti venduti, gli intellettuali con le brache calate, gli economisti bugiardi, i politici infami e vergognosi, che dissacrano il significato della ricorrenza… qualcuno ha scritto qui che grillo ha scelto quel giorno per tirarsi dietro i fascisti che quel giorno sono a piede libero… oh, ma dite sul serio ?
    grillo ha avuto un’idea fantastica: festeggiare la Liberazione DA TUTTI COLORO che quel giorno CI DIRANNO SUI TG E SUI GIORNALI che FUMMO liberati dalla TIRANNIA (…)

    Commento di franco bardo — 5 Gennaio 2008 #

  44. Io direi che è un pò prestino per fare il processo alle intenzioni, aspettate almeno di leggere il testo della proposta di legge popolare, poi discutiamo, sapere quale è il sesso degli angeli, francamente non mi interessa.

    Commento di Michele Pietrelli — 5 Gennaio 2008 #

  45. Guardatevi un pò cosa ne pensa di Jhonny RAIotta e del suo modo di fare giornalismo un GIORNALISTA(vERO)come Daniele Martinelli ..

    http://www.danielemartinelli.it/index.php/2008/01/05/gianni-riotta-vaffanculo/#comment-286

    Commento di Marco B. — 5 Gennaio 2008 #

  46. Sarebbe il caso di aspettare il testo della proposta di legge, state facendo un processo alle intenzioni che francamente non comprendo.

    Commento di Michele Pietrelli — 5 Gennaio 2008 #

  47. Raffaele, posso dirti una cosa?
    “Se ognuno spazzasse davanti casa sua tutta la città sarebbe pulita” - bella frase, proprio bella, cotta a puntino per i piccoli borghesi fascistoidi… complimenti

    Commento di franco bardo — 5 Gennaio 2008 #

  48. Il 25 che simbolizza la liberazione e Grillo ha scelto questa giornata per promuovere la “liberazione” del paese da un sistema d’informazione ormai marcio, così come l’8 settembre simboleggiava un Paese lasciato allo sbando nel ‘43. Le accuse di revisionismo o di scarso rispetto mi sembrano un pò forzate e oltremodo rancorose.
    Per quanto concerne il finanziamento pubblico, credo che si tratti di un’anomalia del tutto italiana. Personalmente reintrodurrei pure il finanziamento pubblico ai partiti (ivi compreso quello ai loro giornali) ma abolirei quello pubblico ai partiti perché una sovvenzione di questo tipo non può prescindere dal variare a seconda della tiratura del quotidiano (giustamente). Quindi i quotidiani punteranno a stampare sempre di più e a vuoto (tipo Feltri che regala le copie ovunque) puntando ad accrescere gli introiti pubblici. Capite bene che s’instaura un circolo vizioso: più stampo e più ricevo e più stampo e più ricevo….

    La situazione della carta stampata in Italia non è come quella delle tv e per fortuna è abbastanza plurale ed aperta.

    E’ un pò da ingenuotti pensare che il finanziamento pubblico dei quotidiani possa limitarsi a sovvenzionare il giornaletto della cooperativa dei fiori…

    Commento di Michele — 5 Gennaio 2008 #

  49. Favorevole al libero mercato (e all’antitrust). Contrario ai finanziamenti pubblici ai giornali, ai partiti ed alle confessioni religiose.

    Commento di Andrea — 5 Gennaio 2008 #

  50. Il 25 aprile non la trovo giusta,secondo la mia modesta opinione sarebbe stata meglio il 1 maggio

    Commento di Anglotedesco — 5 Gennaio 2008 #

  51. x Fabio di Napoli, autore della lettera pubblicata da piero ricca. Non riesco a vedere il video!!

    Commento di teo — 5 Gennaio 2008 #

  52. continuo a domandarmi chi è questo idiota..
    ma perchè non ti infili un dito e annusi?

    Commento di alberto — 5 Gennaio 2008 #

  53. Volevo fare un appunto su quanto scritto da Francesco Bragaggino…premetto che io non sono un adepto di Grillo, e nemmeno un ammiratore dell’iniziativa del 25 Aprile…però credo facesse bene Grillo a lamentarsi di quanti si fissano con la memoria, con la Resistenza…è giusto tenere presente momenti cruciali della nostra storia, per carità, ma io tutto questo scandalo non lo vedo…piuttosto che tutta la merda che comunque, anche il 25 aprile, ci passeranno alla tv, preferisco Grillo…poi bisogna anche un attimo guardare avanti…poi avrei una domanda: Diego, Franz, Elia, siete mai in disaccordo con quanto Piero scrive? O siete fedeli alla linea del partito??

    Commento di Mirco — 5 Gennaio 2008 #

  54. Ciao Piero,
    perche’ non chiedi anche tu un finanziamento pubblico? ti leggo tutti i giorni insieme a repubblica.it corriere.it ilgiornale.it gazzetta.it …vi amo molto
    grazie di tutto

    Commento di Spigola — 5 Gennaio 2008 #

  55. Blessed is the man, who having nothing to say, abstains from giving wordy evidence of the fact.
    George Eliot (1819-1880)

    Commento di Raffaele — 6 Gennaio 2008 #

  56. Anche io mi sono convinto che eliminare gli incentivi non sfiorerà minimamente la casta, ma anzi non farà che rafforzarla, perché sempre meno giornali (già proni) parleranno degli stessi individui, mentre i piccoli non avranno chances per crescere.
    La battaglia di Grillo per carità è giustissima, ma forse sarà fatta combattendo la guerra sbagliata.
    Per quanto riguarda la data invece sono d’accordissimo. La liberazione non se la dimentica nessuno tranne i revisionisti. Scegliere una data cosi per dare un segnale che il paese è vivo e non pensa solo al passato è una bella scelta. Siamo vivi e vogliamo portare avanti la forza e il coraggio che i nostri nonni partigiani ci hanno trasmesso attraverso il 25 aprile. E usiamo quella forza per le nostre battaglie. Non vogliamo certo dimenticare o mettere da parte la liberazione dai nazifascisti, tutt’altro.
    Saluti a tutti

    Commento di Sauro — 6 Gennaio 2008 #

  57. io innanzi tutto dirotterei i finanziamenti ai giornali stampati verso il potenziamento o meglio la creazioni tout court di un servizio gratuito (o molto conveniente), statale, di libero accesso ad internet a banda larga, su tutto il territorio italiano, cosi che la gente possa leggersi il “proprio” quotidiano online che costa zero (o molto poco) in termini di risorse energetiche (piante, trasporti, etc etc relative alla stampa e diffusione del giornale fisico) e che assicurerebbe pluralità ed infinito spazio ad ogni tipo di informazione, di parte o oggettiva. e ognuno di noi avrebbe garantito dallo stato qualunque tipo di informazione voglia reperire.
    saludos

    Commento di simone — 6 Gennaio 2008 #

  58. Vabbè Piero,hai questa visione differente con Beppe,ma si potrà approfondire, pur non essendo pienamente convinto del finanziamento pubblico alla carta stampata,se non ci fosse saremmo inghiottiti dai potenti network,se fosse per evitare il nuovo unto del signore,ciccio ferrara,lo toglierei subito,ma nel calderone è presente anche lui,del resto è una figura con tanto di cartellino per l’acquisto,costa quanto pesa,pare, peccato che sia sempre il solito ad acquistarlo.

    Saluti

    Commento di ivo serentha — 6 Gennaio 2008 #

  59. Giusta l’osservazione sul finanziamento pubblico ai giornali come garante della pluralità dell’informazione, ma sono sbagliati i meccaqnismi di assegnazione. Per questo credo sia il caso di azzerare il finanziamento esistente e proporre un sistema che premia quelle testate giornalistiche oneste e disincentiva quelle invece disoneste.
    Grazie

    Commento di Giacomo — 6 Gennaio 2008 #

  60. Da poco mi collego a questo sito. Condivido e ammiro tutte le azioni di Ricca. Non sono un grillino. Molti post che precedono il mio però mi fanno venire la nausea e cadere le braccia in un momento così delicato per questa nazione di merda chiamata Italia.

    CHE CAZZO ME NE FOTTE DELLA DATA IN CUI AVVERRA’ PER LA SECONDA VOLTA QUALCOSA DI MOLTO IMPORTANTE PER LA STORIA DI QUESTO SCHIFOSO PAESE?

    Se qualcuno il 25 non firmerà non sarà un problema perchè tra qualche secolo avrà una nuova opportunità.

    Commento di Gianni Di Dio — 6 Gennaio 2008 #

  61. X MIRCO…
    FEDELI ALLA LINEA!
    AFFINITA’ - DIVERGENZE FRA IL
    COMPAGNO RICCA E NOI…
    DEL CONSEGUIMENTO DELLA MAGGIORE ETA’

    Caro Raffaele… buon anno! E’ sempre bello leggerti!

    Sogni d’oro a tutti coloro che hanno il viziaccio della memoria!
    Agli altri il mio augurio non serve. Dormono beatamente da tempo immemore!
    franz

    Commento di Francesco Baraggino — 6 Gennaio 2008 #

  62. caro Piero
    questa volta non condivido il post: anche se è vero che l’intento del finanziamento pubblico ai giornali era quello di tutelare l’espressione di chiunque, è altrettanto vero che questo, e i fatti lo dimostrano, non puo’ esistere: di fatto, viene abusato per trarne guadagno dalle miriadi di testate e basta: oggi, e lo sai meglio di me, non c’è giornale che dica chiaramente come stanno le cose e comunque, qualsiasi giornale percepissce finanziamenti dalla pubblicità: è dunque palese che, almeno per un discorso economico, togliere tali sovvenzioni possa se non altro portare alla chiusura di molti giornaletti e alla soppravvivenza dei soli piu’ finanziati privatamente: almeno cosi’ ogni volta che leggerai un articolo di un qualsiasi giornale, saprai a priori che è stato pubblicato grazie a quella marca di pasta piuttosto che quella casa automobilistica…e ne trarrai le conseguenze. a proposito, ti suggeriei “i padroni delle notizie” di G.Altamore dal quale puoi avere conferma su come la pubblicità già oggi, (ai tempi del finanziamento pubblico ai giornali) abbia gia UCCISO l’informazione. PS Se non fosse che ti seguo da tanto tempo, arriverei a credere che hai qualche ritorno economico anche tu da tale finanziamento…ciao Giacomo Baesso

    Commento di giacomo baesso — 6 Gennaio 2008 #

  63. X GIANNI DI DIO…
    l’opportunità sarebbe? Spiegamela tu perché io da solo non la vedo. Sarà la Linea!
    Cioè, io firmo… e poi???
    grazie della pazienza!
    attendo risposta
    franz

    Commento di Francesco Baraggino — 6 Gennaio 2008 #

  64. Mi riferivo all’opportunità di firmare di nuovo per la stessa causa ossia contro l’informazione pilotata. Io ritengo che se non condividiamo iniziative che personalmente ritengo valide, almeno proponiamo un’alternativa. Non possiamo oggi disperdere le forze di chi crede in un auspicabile cambiamento.

    Commento di Gianni Di Dio — 6 Gennaio 2008 #

  65. prendono circa 700 milioni di euro all’anno! è uno scandalo italiota che deve finire al + presto! vergogna!

    Commento di freeman — 6 Gennaio 2008 #

  66. su su sono convinto che sarà una grande giornata, per i partigiani, per i grillini, per ricca, ed anche per Riotta…

    straparlare di fascisti non porta a nulla, straparlare di grillismo non porta a nulla, straparlare come fa Riotta porta a qualcosa

    Commento di franco bardo — 6 Gennaio 2008 #

  67. Caro Piero sulla scelta della data ho tanta confusione e chiedo:
    La liberazione dell’Italia dal fascismo nonché la fine della guerra è avvenuta grazie ai partigiani e/o grazie all’esercito americano?
    Qualcuno è in grado di spiegarmelo prima del prossimo 25 aprile? Grazie!

    Commento di Antonio Pagliuca — 6 Gennaio 2008 #

  68. 25 Aprile, 26 Giugno.. magari potessimo permetterci di fare questo genere di distinguo.
    Per chi ancora non l’avesse capito, il tempo è scaduto.
    Ci sono alcune cose, semplici-semplici, che vanno fatte punto; senza se e senza ma.

    Commento di dan sallo — 6 Gennaio 2008 #

  69. @francesco b.
    “Così alle migliaia di gonzi che non leggono i quotidiani, ma si sentono in diritto di bollare la stampa tutta come serva e partitica”.

    Ma di cosa ti meravigli!!!
    La questione è che oramai siamo
    stufi di cacciare soldi inutilmente!
    E per cosa poi?
    Per farli vivere nella bambagia in eterno?
    Vogliono fare i giornali e venderli?
    Che li facciano pure…
    Ma con i loro soldi e non con i miei!
    Poi sul giornale ci possono scrivere quello che cacchio vogliono tanto alla fine il loro destino sarà relegato ai loro utenti finali.
    Se l’utente finale vuole leggere cazzate comprerà un giornale che scrive cazzate viceversa…
    …ciao ciao!!!

    PS. siamo intenauti ma non coglioni!!

    Matteo Maratea

    Commento di Matteo Maratea — 6 Gennaio 2008 #

  70. Si può spiegare meglio per favore? Mi creda non ci sono ne sì ne ma! Solo la voglia di capire meglio, al di là delle intuizioni o dei impossibili (?) distinguo.

    Commento di Antonio Pagliuca — 6 Gennaio 2008 #

  71. A leggere i vostri commenti mi viene da pensare.
    Fare manifestazioni come il v-day non servono, il 25 aprile no, cercare di togliere una delle cause di quest’informazione no (altrimenti i piccoli ci rimettono), allora che fare? Ditelo voi. Sembra che quasi quasi sia meglio restare così che tentare di far qualcosa. Al posto di proporre delle possibili soluzioni, ci si accanisce con chi qualcosa (anche se discutibile) la propone.
    Credo che dopo iniziative così (pacifiche) ci sia solo rimasto di andare in strada con le padelle come in Argentina o peggio fare la vera rivoluzione (anche se, credo che se aspettiamo un altro pò in strada con le padelle ci andremo)

    Commento di Riccardo — 6 Gennaio 2008 #

  72. Per Franceso Bragaggino: il problema non è avere o no memoria…c’è chi ha memoria e dorme comunque beatamente da tempo immemore…la memoria non ci salva…25 aprile o non 25 aprile se qualche buona iniziativa viene fuori è giusto seguirla…e con questo non voglio difendere il V-Day…Grillo non mi interessa…

    Commento di Mirco — 6 Gennaio 2008 #

  73. “Cioè, io firmo… e poi???”

    E poi se a firmare sono in tanti si lancia un segnale che la gente è stanca ed incazzata. Se si raggiungessero o superassero le firme raccolte l’8 settembre il clamore sollevato sarebbe doppio rispetto a quello fatto registrare all’indomani del primo v-day.
    E’ un modo per incalzare i potenti e suggerirgli con le buone che è meglio per tutti cambiar rotta e che soprattutto molta gente si sta svegliando e la pacchia è finita.

    Commento di Michele — 6 Gennaio 2008 #

  74. Dal mio punto di vista, i giornali, come i sindacati, hanno smarrito il senso della loro stessa esistenza, diventando co-amministratori dello status quo.
    La loro funzione è stata attratta magneticamente nell’orbita del potere politico economico.
    Oggi, i giornali non hanno più senso d’esistere, quali semplici machinae di potere.
    Esiste la Rete. Essa supplisce ad ogni esigenza informativa, e risulta obiettiva, perchè vasta e libera.
    La professione giornalistica non ha mai vissuto di particolari favori dell’opinione pubblica.
    E non consiste di una vera epropria professione, se non nel senso etimologico del termine “profitiri” (farsi mezzo di).
    Il giornalista non ha competenze specifiche in alcunchè non sia la semplice scienza della comunicazione.
    Comunicare però, significa “porre in comune”. Dunque un giornalista che non pone alcunchè in comune non si fa mezzo di nulla e non può pertanto qualificarsi come professionista.
    Altrimenti deve ammettersi che l’uso strumentale della comunicazione per comandati fini privatistici possa costituire parte rilevante della professione giornalistica.

    In conclusione, io penso dovremmo tendere anzitutto a difendere ad ogni costo la rete e la sua libertà.
    Ad eliminare i privilegi, le cosiddette asimmetrie informative, e la capacità di orientare la massa.
    Eliminiamo le sovvenzioni ai giornali, organi di soggetti privati che nessuno rappresentano.
    Eliminiamo pedagogicamente il concetto di professione giornalistica, finchè non emerga dalla storia delle cose una nuova idea di professionista della comunicazione nel senso sopra spiegato di professionista dell’informazione messa in comune.
    Ciao, Francesco

    Commento di Francesco — 6 Gennaio 2008 #

  75. ciao, volevo portarti a conoscenza di questa petizione contro la mafia per chiedere il risarcimento danni a cosa nostra http://www.petitiononline.com/nomafia/petition.html molti blog e siti hanno gia aderito firmando e inserendo uno di questi banner http://www.ilgrillodipalermo.it/node/24 Speriamo voglia partecipare anche tu

    Commento di nalya — 6 Gennaio 2008 #

  76. Ciao Piero un mio breve commento.

    condivido le tue riflessioni. Sono parole molto belle e molto sensate. Ma l´Italia non e´un paese normale dove queste belle parole possono essere messe in pratica…la politica che ci ritroviamo troverebbe subito un modo per piegarle queste belle leggi di cui tu parli ai suoi interessi. In italia abbiamo tante belle leggi ma i politici per prima e molti italiani le ignorano.

    Cambiamo prima questi politici che ci ritroviamo, rendiamo veramente l´informazione libera. Facciamo in modo che la gente tutta pretenda un stampa libera - solo allora si potranno fare cose belle come tu scrivi.

    Il V-Day del 25 Aprile penso che voglia abolire questo tipo di finaziamenti di oggi usati dalla politica per i loro fini clienterali.

    Saluti

    SG

    Commento di Sergio Gallo — 6 Gennaio 2008 #

  77. @Antonio Pagliuca

    Proverò a spiegarmi meglio.
    Nei paesi cosiddetti ‘civili’, esiste un tasso fisiologico di devianza rispetto alle norme ed alle convenzioni che regolano la convivenza civili, per il quale vengono adottati opportuni sistemi di contenimento(organi di giustizia, polizia etc…).

    Quando il tasso di devianza supera le soglie di tolleranza che il nostro patto sociale è in grado di gestire, quando, in altre parole, malcosutme e malaffare si istituzionalizzano, il ‘patto’ salta, e con esso tutti i suoi simboli.

    L’emergenza prende il sopravvento e non si puù più andare il sottile, pena l’annichilimento totale.

    Certi sacrosanti ‘distinguo’ come le considerazioni di Ricca in merito all’opportunità di celebrare il VDay nella giornata del 25Aprile, sono ‘lussi’ che si può permettere una società civile, non più, purtroppo, un Paese precipitato nella barbarie.

    In altre parole, disquisire sul giorno prescelto per una manifestazione del genere, in un contesto del genere, è come mettersi a controllare la scadenza delle bombole antincendio mentre una casa prende fuoco.

    Commento di dan sallo — 6 Gennaio 2008 #

  78. La domanda che vi pongo, ma che ho già implitamente posto nella lettera che ho inviato a Pieri ed alla quale ancora nessuno ha risposto è: cosa intendete ottenere con l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali?

    Pensate che così facendo si avrà una stampa più equa?

    E se invece ne si ottenesse una ancora più iniqua?

    Ci vogliamo riflettere, o vogliamo solo agire di pancia? Dimostriamo un po’ di maturità, ragionamoci sulle cose, senza partito preso!

    Commento di Fabio A. — 6 Gennaio 2008 #

  79. @ Giacomo

    Giusta l’osservazione sul finanziamento pubblico ai giornali come garante della pluralità dell’informazione, ma sono sbagliati i meccaqnismi di assegnazione. Per questo credo sia il caso di azzerare il finanziamento esistente e proporre un sistema che premia quelle testate giornalistiche oneste e disincentiva quelle invece disoneste.

    Ma infatti io non sono contro il V-Day del 25 aprile, solo vorrei si intavolasse un discorso sull’opportunità di azzerare tout-court i finanziamenti o, piuttosto, ridisegnare la legge che li definisce e li assegna.

    Nessuno si è pronunciato sulla mia proposta di “redistribuzione del reddito proveniente da pubblicità”.

    Inoltre, per legge io limiterei i finanziamenti pubblici al solo rimborso delle spese di stampa e pubblicità. Non deve essere possibile lucrare sui finanziamenti pubblici. Insomma, devono servire al massimo ad entrare in pareggio con le spese, non per guadagnarci. E comunque limitati solo ad un periodo iniziale, max un anno ad esempio, dopo di che il giornale deve saper vivere di vita propria.

    Commento di Fabio A. — 6 Gennaio 2008 #

  80. Io direi che è un pò prestino per fare il processo alle intenzioni, aspettate almeno di leggere il testo della proposta di legge popolare, poi discutiamo, sapere quale è il sesso degli angeli, francamente non mi interessa. Libera informazione in libero Stato.

    Commento di Michele Pietrelli — 6 Gennaio 2008 #

  81. Michele, non sarà una proposta di legge popolare, ma un referendum abrogativo, come già detto.

    Commento di Fabio A. — 6 Gennaio 2008 #

  82. Caro il mio Fabio A. mi sa che hai le idee un pò confuse, dove l’hai sentita questa del referendum, quando è stato approvato il referendum in oggetto? Forse è il caso che la smettete di dire stupidaggini se prima non vi informate.

    Commento di Michele Pietrelli — 6 Gennaio 2008 #

  83. Ciao Piero, ciao ragazzi.
    Vi seguo con interesse.

    Riguardo il 25 Aprile:

    Indro Montanelli che “ci ha insegnato più cose lui, uomo di destra, che tanti uomini di sinistra” non ha forse espresso pareri molto chiari sui fatti accaduti immediatamente dopo il crollo del regime mussoliniano, e vieppiù sul 25 Aprile, a proposito di cui, pare abbia rimarcato il fatto che il nostro è l’unico popolo che trova in una disfatta la sua massima celebrazione nazionale.
    Potrebbe anche avere ragione visto che non passa 25 Aprile senza che il paese si divida nuovamente come in quei giorni tremendi dei primi anni quaranta. E dunque, visti i consensi che Grillo riscuote su scala nazionale a prescindere dalle ideologie non potrebbe questa essere una maniera per caricare di nuovi significati, che non andranno e non dovranno sovrapporsi a quelli già esistenti, questa data in cui forse per la prima volta gli italiani tutti si riconosceranno.
    Un saluto.

    Davide

    Commento di Davide — 6 Gennaio 2008 #

  84. Caro Michele Pietrelli, non è che tu una cosa non la sai e/o non la capisci, allora non esiste.

    Il referendum non è stato approvato perché le firme ancora non sono state raccolte… indovina che si farà il 25 Aprile?

    Il colmo, dici di informarci quando non hai neanche idea di cosa parli. Fai pubblica ammenda.

    Commento di Fabio A. — 6 Gennaio 2008 #

  85. Scusa non sapevo di parlare con qualcuno dello Staff di Beppe, perdona la mia ignoranza e la mia disattenzione. Del resto cinquecentomilafirmeinungiorno che vuoi che siano, su un argomento che ignorano praticamente tutti.

    Commento di Michele Pietrelli — 6 Gennaio 2008 #

  86. Forse dovreste tenere conto più di questa dichiarazione che delle vostre ipotesi di referendum:
    “Vi do appuntamento al 25 aprile per avere un’informazione libera in un Paese finalmente libero e ricominciare dall’inizio. Liste civiche e cittadini informati, abbiamo bisogno di questo non di politici. Cittadini informati che sappiano le cose, che si occupino del loro quartiere e delle loro città, che non le lascino svendere da questi partitini e da questi piccoli servi della politica. Abbiamo bisogno di cittadini liberi, di un’informazione libera per essere un Paese libero.
    Italiani!!! Coraggio, coraggio verso la catastrofe ma sempre con ottimismo.” Beppe Grillo”

    Non ho mai sentito parlare di referendum.

    Commento di Michele Pietrelli — 6 Gennaio 2008 #

  87. A proposito di informazione, vorrei segnalare che Gad Lerner, oltre a rappresentare una casta religiosa (si veda la trasmissione sui morti di Torino, celebrati a suon di canzoni ebraiche e letture bibliche, benchè i morti non appartenessero a quella etnia, a quella lingua e a quella religione, e si fosse in un ambito laico come la sede del comune di Torino) finge ancora di essere un giornalista -intelligente si dirà, come lo si dice di Ferrara, di Sofri e di Mieli e di tutti gli altri lobbisti ex Lotta Continua- mentre è membro della costituente del PD, i famosi 45 saggi, tra cui non solo i perfetti gestori della monnezza campana, Bassolino e Jervolino, ma pure Lamberto Dini l’emissario-ricattatore del Fondo Monetario Internazionale e veneratore della Dea Economia Finanziaria a scapito del popolo italiano.

    Commento di democraticamente — 6 Gennaio 2008 #

  88. Segnaliamo poi la condanna inflitta dalla giustizia francese a Giuliano Ferrara. Articolo di Marco Travaglio.

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=8541

    Commento di democraticamente — 6 Gennaio 2008 #

  89. Caro Piero io sto ancora aspettando una tua risposta…

    Commento di FGF — 6 Gennaio 2008 #

  90. @ dan sallo
    grazie per la risposta.Concordo con te sull’inutilità di discutere sulla data del V-day.
    Il finanziamento pubblico dei giornali? Credo che non garantisca affatto la libera informazione: L’esempio del quotidiano l’Unità che passerà in altre mani …

    Commento di Antonio Pagliuca — 6 Gennaio 2008 #

  91. Ciao Piero
    condivido le tue riflessioni…
    ma ora ascolta la mia..
    siamo stati abituati da anni alla responsabilità, con il risultato che oggi i giovani precari e gli operai si preoccupano molto di più del “buco” nell’ozono che del “buco” dei loro salari e della loro situazione previdenziale….
    Grillo è un comico e vivadio se per salvarci dalla monnezza di questa casta serve un comico allora che si faccia a modo suo!
    Qualche errore e qualche sberleffo (anche al 25 Aprile) non nuoceranno alla Resistenza e alla Libertà di stanza più di quanto il non far niente….
    Ciao e complimenti.
    Luciano

    Commento di Luciano — 6 Gennaio 2008 #

  92. Qua siamo arrivati a parlare del 25 aprile (data simbolo della liberazione ottenuta vincendo contro i nazi-fascisti) come giorno della “disfatta”.
    Ecco chi ha interesse a chiudere i giornali…
    Mi si scusi, anzi no perchè non credo d’aver nulla di cui scusarmi, ma una volta di più penso che le grillate (che spessono nascono su problemi reali ma finiscono sempre male vedi proposte di legge per referendum palesemente incostituzionali) o sono per i qualunquisti o non sono…

    Commento di Luca — 6 Gennaio 2008 #

  93. Appoggio spesso le tue idee Piero ma stavolta non mi trovi d’accordo, a me sembra un ottimo modo di festeggiare quel giorno cosi importante!
    Siamo gia’ pochi non dividiamoci anche in queste importanti battaglie su!
    x Francesco Baraggino che dice FIRMO E POI?
    ricorda che questa raccolta firme sara’ per un referendum, dunque una cosa ben diversa della legge di iniziativa popolare.. con stima, a presto

    Commento di trarco mavaglio — 6 Gennaio 2008 #

  94. Michele, ribadisco: se tu non sai una cosa, non vuol dire che non esista o non sia vera. Se qualcuno ti dice una cosa che tu non sai, non rispondere che è lui a non sapere.

    Non sono parte dello Staff di Grillo, semplicemente ho informazioni in più alle tue. Cerca in rete, troverai tutto quello che vuoi.

    Commento di Fabio A. — 7 Gennaio 2008 #

  95. Se le cose continuano a degenerare in questa maniera, essendo esse ANCHE il prodotto del 25 aprile (1945) trovo sia opportuna quella data, fosse per ricordare l’idea di una resistenza e di una liberazione (qualunque essa sia), sia il fatto che in quella data è stato imposto un sistema che, in sè o per come è gestito, sta portando a questo dominio di una informazione malata, deviata e deviante, di una economia che tutto avviluppa e distrugge, e di lobbies di potere che schiacciano il popolo italiano.

    Commento di democraticamente — 7 Gennaio 2008 #

  96. Il blog cresce. Mi fa veramente piacere, Piero Ricca se lo merita.

    Commento di alberto — 7 Gennaio 2008 #

  97. Capisco i dubbi di Piero ma io sono sia per il fare la giornata il 25 sia per il togliere i finanziamenti pubblici a tutti.
    Il 25 aprile va bene perchè mi piace l’abbinamento liberazione dai nazisti e liberazione dalla informazione marcia e corrotta.
    Inoltre si può benissimo partecipare ad entrambe le cose senza far passare in secondo piano l’una rispetto all’altra.
    Poi sono per togliere tutti i finanziamenti pubblici perchè trovo assurdo continuare a regalare soldi quando siamo uno stato in bancarotta. Ormai io leggo le notizie solo su internet dove ormai si fa la vera informazione.
    Poi se uno vuole fare un giornale deve vivere delle vendite prima di tutto. Se un giornale piace ed è scritto bene sarà comprato, altrimenti fallirà.
    Per finire smettiamola con le divisioni e gli scontri. Bisogna passare sopra gli uomini e guardare solo ai principi. E un’informazione vera è una delle necessità maggiori del nostro paese. Con una informazione vera a cascata miglioreranno tante cose anche perchè inizieremo ad avere finalmente dei cittadini informati e non deviati

    Commento di luca — 7 Gennaio 2008 #

  98. Possibile che nessuno dei commentatori entri nel merito della mia proposta e dei dubbi da me sollevati?

    Sigh.

    Commento di Fabio A. — 7 Gennaio 2008 #

  99. quoto il commento di luca qui sopra. viva l’informazione vera, viva internet.

    Commento di reader — 7 Gennaio 2008 #

  100. Caro Piero leggiamo su wikipedia
    Dopo un tuo litigio con Grillo è venuta meno tale collaborazione. Possiamo sapere i motivi?

    Commento di Antonio Pagliuca — 7 Gennaio 2008 #

  101. Non sono d’accordo col Ricca. La mia domanda è retorica, ma provate a riflettere in merito: perchè, coi miei soldi, debbo finanziare giornali che non ho intenzione di leggere????

    Commento di nicola — 7 Gennaio 2008 #

  102. Grillo e’ un demagogo perche’ dice che la colpa e’ di alcuni politici mentre la verita’ e’ che i politici vengono messi li dai cittadini.
    La colpa e’ degli italiani ma lui non ha il coraggio di dirlo perche’ e’ con loro che guadagna fior di milioni.
    Cambino gli italiani in primis e cambieranno anche i nostri rappresentanti politici.
    Poi i giornali???
    Chi non ha internet a casa per cercare la verita’ sulle notizie?
    Facciamola finita su con la demagogia alla Grillo non se ne puo’ piu’!

    Commento di Fab — 7 Gennaio 2008 #

  103. Caro Fabio, nessuno entra nel merito delle tue considerazioni semplicemente perché è ben più difficile discutere di un problema considerandone la complessità piuttosto che fare i proclami di abolizione della “casta” dei giornalisti, dei politici, o simili altre palle di questo tenore: e i tuoi dubbi, in questo caso, vanno proprio nella direzione della complessità delle cose, sono più sensati, ma proprio per questo più complessi da trattare, anche perché richiedono maggiori competenze sull’argomento.
    Detto questo, mi vedo ovviamente d’accordo con te sul fatto che sia una sciocchezza richiedere l’eliminazione in tronco dei finanziamenti pubblici all’editoria, per i motivi che già tu hai spiegato; il tuo discorso resta poi molto ancorato alle logiche di mercato, da parte mia avrei invece una certa cautela in più a considerare una materia così delicata come quella dell’informazione tutta all’interno delle dinamiche più pubblicità-più vendita-più pubblicità, ma questo è un discorso (almeno in apparenza) secondario: la cosa che importa è che un finanziamento pubblico “correttivo”, in questo caso, è tutt’altro che da considerarsi come una ladreria ai nostri danni. Semmai, come hai già intuito tu, è garanzia di pluralità di voci: anche di quelle che, pur avendo l’intelligenza, non hanno (per i più svariati motivi) la forza necessaria per imporsi “sul mercato” con la sola virtù di vendite e pubblicità (un esempio da me conosciuto: il settimanale Carta); di qui il fatto che misurare le intelligenze col mercato sia in sostanza un’assurdità, anche se di fatto è il modo di vedere le cose che ci appare ormai come più naturale.
    Come conseguenza a quanto detto, non mi sento di condividere la tua idea di “temporaneità” del finanziamento, come semplice volano per far poi camminare la pubblicazione con le proprie forze: un’idea che può calzare per il paragone dei pannelli solari che hai posto tu, ma che, trattandosi per l’appunto di una materia sostanzialmente diversa e ben più complessa, non mi pare possa funzionare nel caso dell’editoria; in altre parole, non è detto che sia semplicemente una questione di tempo il riuscire a mantenere in vita una testata di per sé magari onesta e preziosa per quei pochi che la conoscono.
    La redistribuzione dei proventi pubblicitari, invece, mi pare una proposta originale, ma forse non la porrei come fonte esclusiva del fondo di finanziamento: potrebbe divenirne una quota consistente, limitando in parte l’attuale prelievo, ma proprio per il fatto che l’intento del finanziamento sarebbe quello di garantire una maggiore pluralità (dunque maggiore consapevolezza, dunque maggiore democrazia) a tutti i cittadini, credo sia giusto che anche tutti i cittadini ne contribuiscano, pur in minima parte.
    Non a caso ho scritto quel “sarebbe”: proprio qui sta il nodo centrale, che nessuna fondata riflessione può comunque sciogliere: ovvero l’applicazione onesta di un principio di per sé corretto, ma che in una comunità disonesta da solo può far ben poco. E qui la questione si sposta sulla responsabilità dei singoli, su cui, ahimè, invano si discuterebbe a lungo; ogni tentativo di adeguamento della norma andrebbe quindi nel senso di impedire l’abuso di uno strumento democratico per trarne vantaggi particolari.

    Questo il mio punto di vista sulla faccenda; tralascio le motivazioni della mia contrarietà alla scelta del 25 aprile, che sarebbe tutt’altro discorso; mi spiace di essermi dilungato un po’ troppo.

    Giacomo

    Commento di lerovinecircolari — 7 Gennaio 2008 #

  104. molto meglio spendere per internet che per i giornali, senza dubbio. non è demagogia, è una cosa evidente.

    Commento di reader — 7 Gennaio 2008 #

  105. reader la demagogia e’ dire che e’ solo copla dei giornalisti e dei politici!
    Come si fa a dire una cosa simile con la moratti sindaco, cuffaro e bassolino governatori, 1 su 3 che vota forza italia?
    Alla gente sta bene cosi (a parte i pochi come voi che si ribellano!) perche’ siamo la nazione del volemose bene…nonostante tutto e questi sono i bei risultati!

    Commento di Fab — 7 Gennaio 2008 #

  106. beh, la colpa è soprattutto loro, se facessero bene il loro lavoro questo paese sarebbe molto migliore! ma quelli pensano solo ai loro interessi, e appunto bisogna spazzarli via al + presto!

    Commento di reader — 7 Gennaio 2008 #

  107. Fab, non è vero che tutti gli italiani devono cambiare ma la maggioranza sì.
    E secondo te con questa informazione come fanno a cambiare?
    ci spacciano notizie false per vere, ci nascondono le verità, difendono le caste.
    Ora con internet e con i vari Grillo, Travaglio, Santoro, Stella e company c’è la possibilità di informarsi per conto proprio, ma chi non ha internet e le persone di una certa età secondo te come fanno a cambiare se si affidano alla televisione e ai giornali che sono in mano ai soliti noti???????
    E non è vero che Grillo non dà la colpa agli italiani infatti è da tempo che ci stà spronando a tornare a partecipare attivamente alla vita politica cittadina proprio perchè per colpa nostra finora abbiamo delegato troppo.

    Commento di Luca — 7 Gennaio 2008 #

  108. @Fabio A.
    “La domanda che vi pongo, ma che ho già implitamente posto nella lettera che ho inviato a Pieri ed alla quale ancora nessuno ha risposto è: cosa intendete ottenere con l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali?
    Pensate che così facendo si avrà una stampa più equa?
    E se invece ne si ottenesse una ancora più iniqua?
    Ci vogliamo riflettere, o vogliamo solo agire di pancia? Dimostriamo un po’ di maturità, ragionamoci sulle cose, senza partito preso!”

    Salve Fabio,
    penso che la risposta sia più semplice di quello che credi.
    Il giornale è un prodotto di consumo, l’informazione è solo apparente:
    si vende per fare soldi;
    si affitta per fare soldi;
    si scrivono anche ca..ate per fare soldi;
    lo stato da soldi.
    Soldi,soldi,soldi,soldi….
    La questione è che oramai siamo
    stufi di cacciare soldi inutilmente!
    E per cosa poi?
    Per farli vivere nella bambagia in eterno?
    Per farli scrivere scemenze
    tanto lo si vende ugualmente
    e se poi non lo vendiamo
    non c’è ne frega niente,
    tanto ci sono i soldi dei fregnoni!

    Vogliono fare i giornali e venderli?
    Che li facciano pure…
    Ma con i loro soldi e non con i miei!
    Poi sul giornale ci possono scrivere quello che cacchio vogliono tanto alla fine il loro destino sarà finalmente
    nelle mani dei loro utenti finali.
    Se l’utente finale vuole leggere cazzate comprerà un giornale che scrive cazzate viceversa
    si andrà tutti a raccogliere pomodori.
    Cos’è che ti preoccupa?
    Secondo te
    come si troverebbero
    tutti questi grandi editori a far quadrare i conti
    solo sulle loro forze?
    Secondo te che tipo di prodotto offrirebbero?
    In questi tempi si siccita
    non sarebbe meglio destinare tutti quei
    soldi in altri campi?
    Grazie.

    Matteo Maratea

    Commento di matteo maratea — 7 Gennaio 2008 #

  109. Fabio, stai tranquillo che una stampa più iniqua di così è impossibile
    quindi togliere i finanziamenti pubblici per tutti per me non comporta particolari danni per nessuno.
    Ripeto poi, se un giornale non vive di forza propria non ha motivo per sopravivvere. Vuol dire che non è letto e interessa solo una piccola nicchia di persone.
    E comunque fossimo in uno stato diverso potrei anche pensarla come te e fare dei distinguo. Ma purtroppo siamo in Italia dove vive la legge del più furbo. Quindi meglio togliere tutto, tanto per chi vuole fare informazione con internet la si può fare praticamente gratuitamente

    Commento di Luca — 7 Gennaio 2008 #

  110. Ciao, vorrei confermare che il 25 aprile verrano raccolte le firme per un referendum.

    E dato che è un referendum, molto più potente della proposta di legge, si può usare solo la regola del taglione!
    Come prova c’è un video c’è questo video http://www.youtube.com/watch?v=LBTXWv__rkU&eurl=http://www.antenneattive.org/node/716
    Intorno al minuto 4:45

    Comunque mi sembra impossibile criticare grillo in questi termini… sembra che se uno voglia attaccare in qualche modo questi politici e queste caste bisogna essere dei santi. Secondo me anche una muffa potrebbe attaccare con ragione e orgoglio questa classe dirigente.

    Per finire non vedo tutto questo problema del 25 aprile. Per me che lavoro è molto meglio, è più comodo sfruttare il ponte per andare a Roma e guardarmi anche la città…
    Sicurmente non penso che beppe grillo l’ha fatto per avere i fascisti alla manifestazione. comunque anche se ci fossero dei fascisti? e se io non volessi i liberal democratici? (se mai esistono..) e se qualcuno non volesse i comunisti o quelli di AN o i dalemiani o i verdi???

    Commento di Andrea Rossetti — 7 Gennaio 2008 #

  111. Concordo con il primo commento di Michele

    Commento di Raffaele Zanfardino — 7 Gennaio 2008 #

  112. Caro Piero,
    ti ho sempe ammirato per il coraggio e la combattività:
    Ho quasi sempre condiviso i tuoi post, ma stavolta non sono proprio d’accordo con te.

    Tu dici che il 25 aprile va rispettato. E quale migliore rispetto si può avere se non quello di celebrare in quella occasione una nuova “LIBERAZIONE”, DA TUTTO QUEL CIARPAME DI GIORNALISMO SERVILE.

    Tu dici che se il finanziamento pubblico viene cancellato, chiuderanno quasi tutti i giornali e resteranno in piedi quelli dei grandi gruppi editoriali.
    Non conosco neanche un giornale locale che non sia associato egli stessi grandi gruppi editoriali. Se chiudono sarà perchè nessuno se li fila.
    Saranno costretti, per legge di mercato, a seguire gli interssi della gente e non dei loro padroni.
    Magari inizialmente chiuderanno, ma quelli seri riapriranno ed io, e non solo io, un giornale serio che mi informa realmente e senza inganno sarei disposto a pagarlo anche per tre colte di quello che pago adesso, semmai ne comprassi qualcuno di quelli attuali.

    Commento di benedetto santino — 7 Gennaio 2008 #

  113. ovviamente spero che la gente nemica della casta sia la maggioranza, altrimenti non ci sono speranze, e allora è molto meglio andare via da questo paese marcio.

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  114. Condivido pienamente le preoccupazioni di Fabio. Sono le stesse che ho io e infatti ho provato a mandare una mail a Grillo in proposito. Non so se sia praticabile un finanziamento pubblico a partire da una tassazione dei media, però. Potrebbe essere un’idea, certo, ma non credo nemmeno che si debba aver paura delle tasse. Lo scandalo, in Italia, è lo stato dell’informazione. Non il fatto che lo Stato finanzi alcuni giornali. Quello dovrebbe essere sacrosanto. Piuttosto, non c’è modo di subordinare il finanziamento alla qualità? Alla diffusione? Ricordo uno spettacolo in cui Grillo faceva vedere esempi di giornale evidentemente di facciata. Non si possono confondere, ad esempio, col manifesto…

    Commento di Mario — 8 Gennaio 2008 #

  115. La rovina dell’Italia siamo noi stessi….una massa di pecoroni a cui bastano pochi cani per farci stare buoni buoni……in italia purtroppo regna il detto “chi si fa i cazzi suoi campa cento anni…”ed è questa la nostra rovina…se a noi il problema non ci riguarda direttamente ….ma ci deve arrivare proprio in quel posto lì… ci destiamo ,e piangendo, chiediamo solidarietà….che a parte poche minoranze non ci verrà data…..
    IN FRANCIA invece vige il detto “OGGI A TE E DOMANI a ME” ed infatti li per ogni problema in qualsiasi paesino francese tutti scendono in piazza UNITI E COMPATTI e ritornano a casa solo quando il problema si risolve ,e non con le solite promesse politiche..come qui in italia(vedi i trasportatori…il gasolio riaumenta e nulla è stato fatto)…quindi la vera questione è LA MENTALITA’…..se non la cambiamo……..nulla cambierà in meglio……….

    Commento di Dario — 8 Gennaio 2008 #

  116. Ciao Piero,
    L’oblio e il revisionismo possono aspettare. Il 25 Aprile per molti giovani è un giorno come un altro, proprio perché non conoscono la storia. Purtroppo.
    -

    Dunque ben venga il vday in quel giorno. Qual è sarebbe il problema poi?
    -

    Per ciò che riguarda le testate giornalistiche … dove stà scritto che la grande maggioranza chiuderebbe senza sostegno pubblico? Chi lo dice? Tu? Qualcuno chiuderebbe sicuramente… Il Foglio… L unità… Repubblica… ma tanti altri continuerebbero serenamente a lavorare.
    Dunque anche questo è un male strutturale dell informazione Italiana, e non solamente altri come dici tu.
    -

    E poi , anche l ‘informazione è un business no? Dunque il business va gestito come tale. Ricavi, costi, guadagni. Per cui le testate giornalistiche sono imprese. E dunque devono vivere con i loro introiti.
    -

    Per la concentrazione mediatica nelle mani di pochi, leggi poco chiare e confusione fra cariche pubbliche e private la penso come te.
    -

    Questo è il mio pensiero.
    -

    S D A C ( Sempre Disponibile Al Confronto)
    -
    Un abbraccio.
    C.T.

    Commento di C.T. — 8 Gennaio 2008 #

  117. “Tv francese, la rivoluzione di Sarkozy
    tasse alle private per sostenere la pubblica
    Il presidente vuole modificare il sistema. Via la pubblicità dalle reti statali, finanziarle con un aumento fiscale sugli spot dei privati.”

    C’è qualcuno, in Francia, che apparentemente la pensa come me… ;-)

    Commento di Fabio A. — 8 Gennaio 2008 #

  118. sarkozy parla della tv di stato, non dei giornali, che sono privati…

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  119. Reader, sai guardare oltre il tuo naso?

    E’ il concetto di redistribuzione dei proventi della pubblicità, che conta! Il fatto che siano pubbliche o private poco importa.

    Contestualizzare, contestualizzare!

    Scusate se offenderò qualcuno, ma le vicende, specie quelle napoletane, degli ultimi giorni mi hanno fatto giungere a questa conclusione: l’italiano medio è stato disabituato a ragionare. Anzi, non gli è mai stato insegnato a farlo!

    Commento di Fabio A. — 8 Gennaio 2008 #

  120. Fabio hai perfettamente ragione…l’italiano è stupido e reader ne è un esemplare degnamente rappresentativo

    Commento di Facchi — 8 Gennaio 2008 #

  121. invece a me la differenza tra pubblico e privato importa eccome! e per fortuna molta gente la pensa come me, fattene una ragione. e la gente che ragiona è contro le caste.

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  122. Mi piacerebbe vedere una maggiore unità tra tutti gli oopositori a questo regime. So che ci sono stati problemi con Grillo e non per colpa tua, però cerchiamo di restare uniti almeno fino all’abbattimento di questo regime che ha davvero poco di diverso dal fascismo da cui ci hanno ‘liberato’ il 25 aprile.
    Speriamo che il giorno 25 aprile sia davvero una nuova liberazione, in fondo e’ proprio per questo che Grillo ha scelto questo giorno, senza nulla togliere al valore della liberazione dal nazifascismo.

    Commento di nicola rindi — 8 Gennaio 2008 #

  123. Reader,

    allora argomenta, anziché parlare come un pappagallo spennacchiato.

    “Molta gente la pensa come me” non è mai stata una dimostrazione d’intelligenza, ma di omologazione. Se vuoi differenziarti dalla massa degli idioti, argomenta, ragiona!

    Commento di Fabio A. — 8 Gennaio 2008 #

  124. facchi, lo stupido sei tu! ho già spiegato le mie idee in diversi post e molti altri lo hanno fatto e non sono idioti. e il pappagallo non sono certo io.

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  125. Ciao Piero,
    sono abbastanza favorevole a quanto hai detto, ma a parer mio c’è da distinguere in merito al finanziamento pubblico. L’idea di finanziamento pubblico NON PUO’ essere usata così come adesso: i giornali prendono quei soldi (poi non so se hai visto QUALI giornali e QUANTO prendono), prendono i soldi anche dalla pubblicità e prendono i soldi dall’acquirente del giornale. NO. Cioè… NO! :D in questo modo la pluralità dell’informazione è minata in tutti i suoi cardini. E si è visto che tipo di informazione emerge da questo tipo di logica. Il finanziamento pubblico è e deve essere una MANOVRA per evitare che un’azienda editrice importante (non quelle di ippica) fallisca. Con le sole pubblicità che un giornale ospita (e ben sapendo quanto queste costino) il giornale povrebbe essere gratuito.
    Quanto all’ordine dei giornalisti io in effetti non so… Cioè non so cosa comporta il fatto di non appartenere all’ordine… io francamente leggo qualche giornale online, ma nella fattispecie mi piace di più leggere i blog (come il tuo o quello di grillo o i metablog che si definiscono di destra e di sinistra). Il titolo di un giornale non comporta per me alcuna autorevolezza sulle notizie che riporta. Ma forse queste sono cose personali…

    In bocca al lupo per tutto e buon 2008.

    Ah, a proposito. il 25 aprile segue perfettamente l’8 settembre, due giorni importanti (anzi, importantissimi) che hanno segnato una storia e che devono essere in qualche modo reinventati. Senza negare la storia, anzi, dicendola tutta… consiglio spassionatamente wikipedia in riguardo a questi due giorni…

    Commento di Alfonso Tulli — 8 Gennaio 2008 #

  126. Rabbia mista a tristezza… e qui mi fermo.

    Commento di lerovinecircolari — 8 Gennaio 2008 #

  127. dario, ci sono i pecoroni ma c’è pure la gente incazzata. se vince la gente incazzata bene, se vincono i pecoroni è meglio andare all’estero…

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  128. ecco reader vai all’estero

    Commento di Facchi — 8 Gennaio 2008 #

  129. Sono a favore dell’eliminazione dei finanzimenti ai giornali, tanto più che hanno forti introiti con la pubblicità.

    I giornali come sono in Italia (privi di dignità) è meglio se chiudono.

    Per le piccole testate indipendenti, se sono così piccole che si trasferissero in rete.

    Sono contento che il v day sia il 25 aprile!
    Il 25 aprile sta diventendo roba da vecchi e ai giovani non interessa più!
    Meglio al v day a manifestare per lalibertà di informazione che davanti alla tv a sentire che nazismo e comunismo sono uguali al tg2.

    V DAY!
    V DAY!

    Commento di francesco — 8 Gennaio 2008 #

  130. ci vado se qui le cose non cambiano presto…

    Commento di reader — 8 Gennaio 2008 #

  131. Ritengo che la situazione in Italia stia degenerando a grandi passi. L’informazione, o meglio la mancanza di buona informazione, è solo uno dei sintomi. Non credo che ci possiamo permettere riserve che stiano a disquisire su questioni, a mio avviso, minori. Attualmente in Italia non conosco giornali qualitativamente buoni che facciano un buon uso dei finanziamenti e per buon uso intendo che non facciano informazione faziosa, inoltre già tutta la maggior parte dell’informazione è in mano a grandi gruppi editoriali. E’ ora che i cittadini diano segnali forti per far capire che la situazione, non ultimo lo stato dell’informazione, deve cambiare.
    Le disquisizioni sulla data poi mi sembrano fuori luogo, qui abbiamo una democrazia che va a pezzi, e stiamo ancora a commemorare i partigiani. Se i partigiani fossero giovani adesso non saremmo in questa situazione.
    La saluto cordialmente.

    Commento di Angelo — 9 Gennaio 2008 #

  132. […] Sul tema della stampa in Italia un e dei finanziamenti ai giornali un approfondimento di Piero Ricca beppe grillo, giglioli, giornalisti, la castaPopularity: unranked [?]Condividi […]

    Pingback di Vittorio Pasteris » The dark side of BG e i problemi del giornalismo italiano — 10 Gennaio 2008 #

  133. Mi permetto di dissentire da un’idea balzana quale quella illustrata nel post, e cioè che parte delle attuali testate giornalistiche sarebbe costretta a chiudere qualora venisse meno il sostegno statale.
    Chi se ne frega? Cos’hanno fatto gli illustri editori per aumentare le vendite delle loro testate? Perchè dovrebbero essere migliori di Fede o Ferrara o Riotta se non sno riusciti ad affrancarsi dalle lobbies politico-economiche?
    Non è vero, poi, che i grandi gruppi editoriali vivano di pubblicità, vivono anche loro di sussidi pubblici o di “aiuti privati”.
    La libera informazione ed il pluralismo delle idee vogliono che i migliori vadano avanti.
    Perchè Travaglio, Santoro, Beha e gli altri non hanno bisogno di contributi?
    Il finanziamento pubblico ha alimentato un odioso sistema di frodi e privilegi e non ha ragione di esistere ancora.
    W il Vday

    Commento di antonio porto — 10 Gennaio 2008 #

  134. antonio porto sei proprio una scimmia:

    Travaglio scrive sulla carta stampata
    Santoro lavora in Rai
    e Beha scrive anch’egli sull’unità…e percepisce uno stipendio dalla Rai.
    Sono tutti pagati quindi anche con soldi pubblici.

    Commento di Facchi — 10 Gennaio 2008 #

  135. Comprensibile, Piero, l’osservazione che fai. Però il problema è il meccanismo dei controlli, che in Italia è inesistente. Se osservi bene in controluce, ogni situazione nella quale qualcosa non funziona in Italia è dovuta ad assenza o a superficialità dei controlli. E’ per questo che il sistema Italia va semplificato al massimo, perché possa guarire. Quando un sistema è semplice, non è necessaria una cultura solida del rigore civico, morale, economico, etico perché funzioni. Il controllo e la verifica sono semplificati. Da quello poi si potrà ripartire.

    Commento di Emanuele A — 10 Gennaio 2008 #

  136. Soldi pubblici, informazione privata.

    “ Ma quanti sanno che lo Stato finanzia il Corriere della Sera, rimpolpando gli utili degli azionisti della RCS con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro?
    E come commentare il fatto che gli italiani, tutti gli italiani, lavoratori e imprenditori, laici e cattolici, piemontesi e siciliani – oberati, tutti insieme e individualmente, dal più alto debito pubblico dell’Occidente (che nel 2006 ha sfondato il tetto dei 1.600 miliardi di euro) e da interessi sul debito colossali (ogni anno il 6% del PIL) – siano costretti a finanziare, fra gli altri il giornale della Confindustria con più di 19 milioni di euro l’anno, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana con più di 10 e il quotidiano della Fiat con 7 milioni di euro?
    La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo così, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri. Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito di imposta sulle spese sostenute per l’acquisto della carta in un anno, l’azienda di Silvio Berlusconi è stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro?
    Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Antonio Polito (poi sostituito da Paolo Franchi) e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazia al nostro diretto apporto economico. Insomma ci costano complessivamente più di 12 milioni di euro.” Beppe Lopez, La Casta dei giornali

    Commento di reader — 11 Gennaio 2008 #

  137. deve decidere la gente: se un giornale piace e vende abbastanza va avanti, altrimenti chiude. è una sacrosanta legge di mercato.

    Commento di reader — 11 Gennaio 2008 #

  138. Piero, perchè condivido ciò che dice Grillo, non puoi ritenermi un ingenuo.

    Se vuoi dire le cose dirette dille, ma non usare giri di parole.
    Ormai ce l’hai con Grillo e ti fissi sul modo, sui dettagli, e metti in secondo piano il contenuto specifico.

    E fai male.
    Come già ti ho scritto, tu e Grillo dovreste essere uniti, anche se con strade e modi differenti. Non potete perdere tempo a litigare…cosi fare il loro gioco!

    Commento di Fabio — 11 Gennaio 2008 #

  139. Mi trovo completamente d’accordo con quanto espresso in questo post.

    Commento di artemisia — 11 Gennaio 2008 #

  140. Mi trovo completamente in disaccordo con il penultimo post: Ricca va a sfidare Berlusconi che regala la pasta in piazza, Grillo si nega alle domande inviate per fax da un giornalista.
    Evitiamo di contrapporre due figure tanto dissimili fra loro, non giova a nessuno (nè a Ricca che non ha neanche un miliardesimo dei mezzi di Grillo, nè a Grillo che non ha nenache un miliardesimo della coerenza di Ricca…)

    Commento di Luca — 13 Gennaio 2008 #

  141. credo che l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali sia giusta, infatti anche se in teoria il discorso di Piero è condivisibile, in pratica è impossibile che si verifichi in italia ciò che dice Piero almeno per i prossimi 10 anni.Non basta che le cose siano giuste in teoria, perche nella teoria nn c’è differenza tra teoria e pratica, nella pratica invece la differenza c’è, eccome.Bisogna sempre pensare se una teoria è applicabile al contesto, e nel contesto italiano nn mi sembra applicabile.
    Il commento di giò mi sembra abbastanza chiaro a riguardo, lo riporto di seguito, e sono d’accordo con lui per quanto riguarda la data del V-day:

    1-Il 25 aprile è una data perfetta!!!
    E’ chiaro il nesso che Grillo vuole creare tra la liberazione del popolo Italiano dal Nazifascismo e la liberazione del popolo Italiano dai giornali falsi e servi, che mantengono una una situazione di disinformazione e quindi di dittatura.
    2-Ricorda che i giornali che hanno finanziamenti pubblici sono assoggettati al potere, mio padre dirige una rivista che tratta di temi politici, ha ottenuto finanziamenti ma quando si è accorto delle crescenti pressioni dall’alto ha smesso di chiederli.
    Quindi prima di fare certe affermazioni è meglio documentarsi.

    Cordiali saluti, giò.

    Commento di Francesco B. — 16 Gennaio 2008 #

  142. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/01_Gennaio/18/portale_italia.it.shtml

    Chiude il portale italia.it costato 45 milioni dei nostri soldi.
    Ciliegina sulla torta , la notizia è presente solo nel corriere del mezzogiorno online.Gli altri giornali non dicono nulla.
    i giornali finanziati dai soldi pubblici non danno la notizia di 45 milioni di soldi pubblici andati in fumo.

    Commento di Antonio C — 20 Gennaio 2008 #

  143. Caro Piero,

    non sono d’accordo con le analisi che ho letto qui. Il finanziamento pubblico ai giornali è 1) l’istituzione di una ennesima lobby 2) è una legge fatta senza il consenso degli italiani, che non mi risulta sia mai stata inserita in un programma di governo 3) il fatto che togiendo il finanziamento rimarranno solo i grossi gruppi, non cambia niente: l’informazione fa schifo anche adesso, perche i piccoli gruppi sono organi di partito.

    E’ solo un’altra forma di assistenzialismo e indirettamente di voto di scambio. Io potrei essere d’accordo se e solo se venisse fatta contestualmente una legge di FINANZIAMENTO AI PRECARI.

    Insomma o in italia ci sono lobby assistite per tutti oppure per nessuno. Non accetto che l’assistenza riguardi solo alcuni gruppi privileggiati.

    ti seguo sempre
    Vagus

    Commento di Valerio Guagnelli Scanzani — 27 Gennaio 2008 #

  144. […] Questa purtroppo è diventata l’ennesima anomalia del nostro paese: o fai quello che dice una persona (e come vuole lei), altrimenti se ti poni un paio di domande o hai dei dubbi (passatemi i francesismi) sei un coglione, sei in malafede, ecc… (il dilagante culto della personalità che caratterizza questo paese è davvero incredibile). Dall’altro lato però non vedo l’ora che venga aprile, sono proprio curioso di capire cosa potrà succedere durante il secondo V-Day, a cui probabilmente parteciperò (ebbene sì, nonostante la scelta infelice del giorno e i molti dubbi del caso, visto che pur apprezzando quello che fa Grillo ho ancora una testa con cui pensare fortunatamente) incuriosito: ho l’impressione che possa venir fuori qualcosa di grosso, con la scusa di una alta movimentazione delle masse. Non so di cosa parlo, forse viaggio troppo