Napoli/3
Gennaio 21, 2008 on 1:27 pm | In Politica |
A Napoli dovrei starci almeno un mese. Ho addosso sentimenti contrastanti. Questa è una città immersa in uno spaventoso degrado eppure dotata di tutte le potenzialità per riscattarsi. Sto conoscendo persone serie, lucide, perbene. Per nulla rappresentate dalle istituzioni e dall’informazione. Ma il “caso Napoli” è tutt’uno con il “caso Italia”. Ieri sera ho ricevuto questa lettera da una persona con la quale ho fatto due chiacchiere in via Toledo.
Caro Piero,
non più tardi di due ore fa ci siamo incontrati alla via Toledo e Ti ho accompagnato a casa. Mi dispiace di non averVi potuto seguire in pizzeria “al 22″ e, temo, di non poter esserci domani (ieri, ndr) al Gambrinus. Ci tengo però a non venir meno alla mia promessa delle trenta righe. Eccole… un caro saluto.
Giuseppe Balsamo
Caro Piero,
vorrei parlarTi della mia città, Napoli, partendo da lontano, non per trovare le colpe dell’attuale inciviltà, quanto piuttosto per trovare le cause che - secondo me - hanno originato il disastro di questi giorni, e soprattutto per evidenziarle a chi, come Te, in questi giorni scrive “nonostante tutto, Napoli è splendida”, cosa mai può essere stata l’origine di un male così antico. Quanto qui scrivo non riguarda solo Napoli, ma tutto il Sud Italia e Napoli, a mio avviso, è solo l’esempio più eclatante di una decadenza molto più diffusa.
Un mio amico, docente universitario, mi ha insegnato che il presente è la derivata fra memoria ed utopia e, se permetti, vorrei condividere con Te e con gli amici del Tuo blog alcuni miei ricordi ed alcune mie utopie.
Vorrei quindi metaforicamente girare per le vie della mia città e farTi conoscere direttamente dalle “pietre” ciò che eravamo e ciò che siamo diventati. Nella mia città, in Piazza Carlo III, nel 1751 Carlo III di Borbone, in piena epoca illuminista, commissionò all’architetto Ferdinando Fuga il più grande palazzo d’Europa a pianta orizzontale, il Reale Albergo dei Poveri. Non doveva essere una reggia, ma al contrario una struttura capace di accogliere i circa 8.000 poveri, diseredati, sbandati ed immigrati dell’allora Regno delle Due Sicilie, lì veniva insegnato loro un mestiere e venivano assicurati gli adeguati mezzi di sussistenza. Accanto al palazzo quello stesso re fece costruire il primo cimitero al mondo per dare degna sepoltura ai poveri, il “cimitero delle 366 fosse”.
Aggiungerei a questo che a Napoli già nel 1500 sono stati “inventati” i conservatori, come luoghi dove “conservare” la musica e tramandarla soprattutto ai fanciulli abbandonati (ne avevamo 4 “Santa Maria di Loreto”, “Pietà dei Turchini”, “Sant’Onofrio a Capuana” e quello “dei Poveri di Gesù Cristo”, poi a inizio ottocento unificati in quello attuale di “San Pietro a Majella”).
Aggiungo a questi luoghi il Real Sito di San Leucio, con le sue seterie, primo concreto esempio di socialdemocrazia nel mondo.
I primati tecnologici della mia città sono stati ancora tanti, ma qui mi interessa analizzare il livello di civiltà raggiunto in ciascuna epoca e trovare il punto di regressione, il primo scricchiolio da cui è poi derivato l’attuale disastro.
Quelli che ho citato non sembrano propriamente i dati di una città storicamente incivile, quanto piuttosto i dati di una città che era capitale di un regno ricco e che, per un lungo periodo ultrasecolare, è riuscita ad essere all’avanguardia nelle politiche sociali, quella stessa città che oggi muore con la sua regione sommersa dall’immondizia.
Ma allora è legittimo chiedersi, cosa è successo negli anni successivi, quale degrado giustifica l’attuale disastro morale e civile ?
Vorrei parlare adesso della Calabria, la regione d’Italia che oggi è considerata come la più povere.
Nel 1860 a Mongiana sulle Serre, attualmente in provincia di Vibo Valentia, c’era una fabbrica, le Reali Ferriere, che occupavano tra i 2.700 ed i 2.800 operai, in una regione dove oggi sfortunatamente non esiste nessuna azienda che occupa tanti operai.
Allora non c’era la ‘ndrangheta, così come non esisteva la camorra in Campania, nè la mafia in Sicilia.
Per la logica delle cause e non certo per individuare delle colpe, vorrei capire, dopo tanti primati, come sia possibile che dopo 150 anni dall’unità d’Italia al Sud non si sia stati in grado di costruire un’autostrada decente che ci colleghi con la Calabria e la Sicilia e capire se non sia iniziata con l’unità d’Italia la crisi della mia città e del Meridione d’Italia.
Vorrei sapere a cosa ed a chi sono andati tutti i miliardi spesi per il Mezzogiorno, vorrei sapere se partendo da Enrico Cialdini allora a Casalduni e Pontelandolfo, così come a Bronte ed in mille altri posti, la terra si è macchiata del sangue di tanti concittadini che forse già presagivano l’immane successivo disastro e se quei morti sia giusto o ingiusto ricordarli, così come è giusto oggi ricordare al Bassolino di turno dei morti di Acerra, Nola, Palma Campania, vittime di una delle più grandi catastrofi ecologiche del nostro secolo.
Vorrei fare tutto questo per ritrovare dalla decadenza il punto di risalita, il momento della rinascita.
Vorrei lasciare aperte le risposte a tutti per spiegare a me stesso ed agli altri quali siano le origini della decadenza economica, morale e civile di una città e con essa, poi di una parte rilevante del mio paese, il Meridione d’Italia e, successivamente dell’Italia intera.
Può essere un modo per rinascere finalmente uniti.
47 Commenti »
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ciao giuseppe anche io abito in campania ed anche io cerco di analizzare continuamente quale siano i motivi del nostro degrado, dove la munnezza è soltanto la punta di un iceberg.
condivido minimamente con te l’idea che i nostri mali derivino dalla riunificazione dell’italia e dal nord:
il problema è solo ed esclusivamente nostro: sono arrivati ed arriveranno miliardi di euro di fondi europei, sono stati quasi completamente sprecati tutti, i soldi del terremoto? che fine hanno fatto?
bah sono scoraggiato
ciao nello
Commento di nello mainente — 21 Gennaio 2008 #
Credo che sia partito tutto dalla conquista dei mille, da parte del regno sabaudo. Imponendo quindi una cultura differente da quelle presenza, cioè quella del nord, basati su differenti principi di vita sociale. E come appllicare il ragionamenti del logos all’eros. Questo credo che abbia creato un disorientamento della popolazione che ha creato un scollamento delle persone dalle istituzioni, che da “familiari” sono diventate esterne e “estranee”.
Commento di renso — 21 Gennaio 2008 #
VERI EROI.Ecco come considero i miei concittadini che vivono e soffrono una realtà come quella partenopea.Io che eroe non sono sono scappato per non vedere ancora lo scempio civico-politico-camorristico.Non ho i titoli per criticare nessuno,ma vi considero gente con le palle voi che resistete.Cmq grazie.
Commento di beppe — 21 Gennaio 2008 #
non è stato sprecato neppure un centesimo della montagna di miliardi che ha seppellito il sud dal 1946 in poi. E’ servita per creare Cosa Nostra, la Camorra e la Ndrangheta e a trasformare i partiti in associazioni a delinquere (tutti i partiti). Non doveva essere inviato al sud neppure una lira. Adesso il Sud sarebbe come il Nord o più ricco.
L’origine di tutti i mali, l’acqua in cui questi pesci hanno nuotato è la costituzione e l’antifascismo. La cultura della solidarietà (di sinistra e cattolica) hanno fatto il resto.
Io sono pessimista, occorre liberare militarmente il sud con l’esercito, eliminare la presenza dei partiti (tutti) - dare tutto il potere agli imprenditori
Commento di NormaB — 21 Gennaio 2008 #
NormaB: “Io sono pessimista, occorre liberare militarmente il sud con l’esercito, eliminare la presenza dei partiti (tutti) - dare tutto il potere agli imprenditori”
Maro’ che minchiata!
Commento di Francesco — 21 Gennaio 2008 #
Perchè con il terrorismo si è usato il pugno di ferro,e con la malavita solo pannicelli caldi?Sono per l’invio dell’esercito,marina e aviazione.Naturalmente 5 anni di sospensione dei diritti costituzionali.Andiamo a guardare di chi sono parenti gli assunti da 30 anni a questa parte nella pubblica amministrazione?
Commento di beppe — 21 Gennaio 2008 #
La storiografia ufficiale mente ancora, nasconde gli eccidi, considera scomoda la verità storica di quello che è stato il Risorgimento e conseguentemente la storia italiana del Mezzogiorno. Perchè nascondere ai nostri occhi cosa sia stato veramente il fenomeno del brigantaggio, se non una guerra civile? I festeggiamenti dell’esercito Piemontese nel aver sterminato Paesi interi, senza alcuna distinzione di età e sesso, coprono con un velo pietoso la mitizzazione di quei personaggi del Risorgimento. Devo dedurre che è ancora viva l’esigenza della nostra classe dirigente di utilizzare la mafia creata appositamente al solo scopo di controllare politicamente e socialmente un territorio. Com’è possibile rinascere quando il principale mezzo della politica nel Sud è il ricatto del lavoro? E’ possibile rinascere nella menzogna?
Commento di Alfo — 21 Gennaio 2008 #
Sentir parlare così un napoletano o uomo del sud che sia fà un piacere immenso in quanto troppo spesso il luogo comune che i “terroni” hanno la loro colpa prevale sulla ragione.
Il problema è grande e sfido chiunque a dire che sia facile risolverlo ma da qualche parte bisogna pure iniziare e ben vengano discussioni come queste che senza la presunzione di dare delle colpe pongono la situazione in primo piano
Commento di Romano — 21 Gennaio 2008 #
Ciao Piero, sono Samuele, il napoletano vignettista a Milano… ma guarda te, tu sei nella mia città e io nella tua! Goditi Napoli, è una città bellissima e insipegabilmente problematica. Dai voce tu ad un popolo disilluso e spesso troppo scoraggiato dalla sordità dei potenti. A presto!
Commento di Samuele — 21 Gennaio 2008 #
si sbaglia la mafia c’era già al sud e da secoli… il brigantaggio!
chiamalo come vuoi ma sempre la stessa cosà è: un’organizzazione criminale che agisce in opposizione allo stato… la sola differenza è che la mafia poi ha iniziato anche a governare e a ricevere appoggi da gente ignorante e criminale
Commento di losballone — 21 Gennaio 2008 #
Abbiamo bisogno di Giornalisti, sono le orecchie e gli occhi della Democrazia. Se il popolo sa non c’è niente che possa fermarlo…la disinformazione è la nostra prima grande emergenza.
Caro Piero, visto che vaglierai questo mio post prima di pubblicarlo, per favore correggimi se sbaglio nel dire che in Francia i lavoratori mensilmente danno una piccola percentuale del loro stipendio ad un ente che, in caso di sciopero ad oltranza, provvede al loro stipendio. Questo significa Democrazia nei fatti, cioè la possibilità di mettere in ginocchio un Paese se le cose non vanno come il Popolo vuole.
Dico questo perchè il caso Campania con i suoi rifiuti sta diventando appunto l’ennesimo caso, l’ennesima soap opera con gli stessi protagonisti, antagonisti e spazi pubblicitari intermedi. Noi ITALIANI siamo quel tipo di pubblico che s’inc..za , piange o ride a seconda che lo si voglia fare incaz..re piangere o ridere: non è bello, non abbiamo un senso dello Stato perchè non ci hanno ancora detto che lo Stato siamo Noi, quelli dall’altra parte dello schermo.
Per cui prima delle varie ecoballe, inceneritori e raccolte differenziate provvediamo a rompere il cu.o alle varie mafie, camorre, andranghete partendo proprio dai loro rappresentanti in cravatta, POSSIAMO FARLO, altrimenti una volta che sarà stata messa una pezza su questa vergogna Nazionale le cose torneranno ad essere esattamente come prima, allora si continuerà a lavorare, mangiare e fare l’amore in attesa che all’ora di pranzo qualcuno desti in noi qualche sentimento di astio e rancore nei confronti di qualcun’altro.
Commento di Mimmo — 21 Gennaio 2008 #
A proposito di Sud e Meridione, leggete questo interessante post che ho trovato sul sito di etleboro.
Siamo tutti Briganti.
http://etleboro.blogspot.com/search?q=meridione
Ciao Piero!
Commento di Mario — 21 Gennaio 2008 #
Sono d’accordo con la menzogna dei Savoia liberatori del sud.Sti signori si sono portati via la cassa,i Borbone erano in attivo,e ci hanno massacrato chiamandoci briganti.Prima ferrovia d’Italia-Prima flotta commerciale-Napoli città europea alla pari di Londra e Parigi.Certo i Borbone erano legati alla Spagna,ma ormai napoletanissimi e sempre meglio di quei mezzi francesi dei Savoia.La nostra dignità è stata spezzata allora in un continuo cadere nella munnezza.
Commento di beppe — 21 Gennaio 2008 #
Il male del sud, presto propagatosi anche al nord, è ben rappresentato dal caso ‘immondizia’.
Un sacchetto, due sacchetti, tre sacchetti.. quando diventano troppi si schiacciano un pò, quando occupano il marciapiede, gli si gira attorno, quando invadono la strada si prova ad impilarli, quando sostano sul davanzale di casa, si prova a spostarli nottetempo davanti a casa di qualcun altro.
Il degrado sta tutto li, nell’incapacità di prendere coscienza che il bene di tutti è anche il bene tuo, e che prima o poi la si paga - tutti.
Commento di dan sallo — 21 Gennaio 2008 #
Piero, Napoli è ‘na monnezza di città, stà scritto in cielo.
Parlarne bene, usare i soliti ipocrita distinguo, ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Per cambiare, bisogna cominciare a prendere atto di come stanno le cose, senza se e senza ma.
E’ l’ultimo treno…
Commento di dan sallo — 21 Gennaio 2008 #
è FINITO IL GOVERNO è FINITO IL GOVERNO ELEZIONI ELEZIONI. FESTA GRANDE…
Commento di fabio — 21 Gennaio 2008 #
Piero sei un grande.
Commento di ilcea — 21 Gennaio 2008 #
Ma a che servono ’ste chiacchiere senza capo ne coda? Io c’avevo le manifatture nel 400 a.c., lui le palafitte nel 500 d.c., Napule prima di Calibardo e dopo, si stava meglio quando si stava peggio, i neoborbonici contro gli oroscopisti uniti. Lasciamole ai legaioli queste acute questioni invece di legaiolizzarci pure noi con regressione all’evo cavernicolo. Nell’anno 2008 siamo italiani, con tendenza a diventare europei, se Dio vole e la Maronna c’accumpagna.
Commento di Inutile Commentatore Anonimo — 22 Gennaio 2008 #
Nel 1968 a Milano mi è capitato di leggere un libro di Giuseppe Carretto: un ingegnere palermitano degli inizi del secolo che esercitava la professione a Milano d era anche appassionato di ricerche storiche sul risorgimento italiano.
Nella biblioteca della sua famiglia(agiata e nobile)esisteva una raccolta vasta di informazioni sulla condizione reale dell’economia della regione Sicilia prima dell’annessione del regno di Napoli all’Italia.
Da quelle note risultava chiara la funzione predatoria della spedizione dei Mille.
I cosiddetti patrioti per la maggior parte erano gaglioffi arruolati con il miraggio dell’acquisizione di terre e ricchezze.
L’intera flotta mercantile siciliana venne subito requisita e trasferita a Genova.
Le officine di Pietrarsa e Granili a Napoli furono letteralmente spogliate dei macchinari modernissimi, per l’epoca, e trasferiti nelle officine piemontesi. Macchinari che furono restituiti solo in parte dopo sanguinosi scioperi e rivolte degli operai.
Prima dell’unità d’Italia la Sicilia ed il sud avevano una altissima capacità di trasformazione dei prodotti della terra ad un livello di gran lunga superiore a quello del nord, per scendere, subito dopo, ad un livello quasi inesistente sempre grazie alla politica di spoliazione e di predazione dei conquistatori piemontesi.
La gente si ribellava eccome!
Ma i combatteti garibaldini che si erano consegnati fiduciosi ai savoia ed alla classe borghese dominante del nord, combatterono la loro resistenza eroica senza avere la speranza che qualche esercito americano venisse subito a liberarli.
Loro predati e sconfitti, passarono alla storia come “BRIGANTI”
Commento di benedetto santino — 22 Gennaio 2008 #
E’ bello questo forum ! mi piace ….
Io sono toscano e noi siamo sempre stati in Italia un pò come il formaggio nel burro …
Una cosa è certa che l’unità d’Italia è stata fatta non certo per patriottismo o per la nascita di un sentimento Nazionale , ma per sporchi interessi economici e certo quando c’è il business di mezzo c’è chi ci guadagna e chi lo prende nel culo …. il sud dopo i borboni non mi sembra ci abbia guadagnato molto ….
e oggi ?
chi ci guadagna da questa unione?
nord e sud mi pare si somigliano sempre di più per degrado e malessere sociale
Ma il problema è che fare di fronte allo sfascio totale?
mi chiedo e vi chiedo oggi siamo Nazione?
Conviene continuare con questa farsa dell’unità nazionale oppure conviene a tutti prendere atto che la commedia non serve più perchè il vecchio sistema economico non garantisce più la sopravvivenza di nessuno?
Io non lo sò io non sò nulla faccio solo domande
Commento di andrea — 22 Gennaio 2008 #
Non posso tacere leggendo quello che scrivete.Premetto che sono di Torino,e mia moglie è napoletana e quindi posso affermare di conoscere Napoli (città meravigliosa)e i napoletani piuttosto bene.Ora,avrei una domanda da porvi,senza però scomodare la storia italiana dal risorgimento in poi.Vorrei dunque chiedervi dove eravate 15-20 anni fà quando le amministrazioni regionali,provinciali,comunali,le associazioni a delinquere razziavano la vostra terra…è mai possibile che nessuno vedesse,denunciasse,agisse…???…Mi è successo in tempi non sospetti,quindi lontani dalla attuale emergenza,di vedere ai bordi delle strade e autostrade di Napoli e dintorni cumuli di rifiuti di ogni genere,dal frigorifero al classico sacchetto.Non voglio mettere il sale sulla ferita,vorrei solo non vi piangeste addosso andando a scomodare i Borboni,Garibaldi e quanto ne consegue.Vorrei solo,che un ragazzo non debba andare in giro scortato per l’unica colpa di aver scritto un libro.Vorrei solo,vedere la gente che manifesta perchè il proprio sindaco non promuove la raccolta differenziata dei rifiuti.
Credo infine che ci vogliano più uomini come Piero e Beppe.
Ciao
Commento di Bartes — 22 Gennaio 2008 #
Caro Piero spero che il tuo soggiorno a Napoli possa dare luce alle tenebre. Mi sembra di capire che sei nuovo di Napoli e che ti sei fatto affascinare dallo straordinario popolo napoletano. Hai fatto bene fare questa visita perché è da questa città che dovrà risorgere l’Italia. Napoli sta all’Italia come l’Italia sta all’Europa. Qui è l’ombelico del mondo , se non risolviamo nel migliore dei modi il problema eco-sociale di Napoli non possiamo pensare di essere in grado di affrontare tutti gli altri problemi che affliggono le nazioni. Napoli può essere il luogo ispiratore della rinascita della nostra civiltà. Forza Piero e ricordati che sotto il Vesuvio il megafono non serve
Commento di Cabina Telefonica — 22 Gennaio 2008 #
facciamo a i politici un contratto a progetto come dice grillo. w lo stipendio dei nostri parlamentari,consiglieri comunali,provinciali,regionali,pagato dai cittadini.
Commento di fabio — 22 Gennaio 2008 #
Risposta per Mimmo.
Non so in Francia ma in Germania esite la cassa scioperi, è finanziata con la ritenuta sindacale e sostiene i lavoratori durante lo sciopero. In Italia i soldi versati ai sindacati non sono più di proprietà dei lavoratori, infatti gli scioperi sono essenzialmente rituali e non servono a nulla. Il mio contratto è scaduto da 25 mesi.
Commento di Willy — 22 Gennaio 2008 #
Bartes, posso rispondere per me, dal basso dei miei 29 anni: 20 anni fa mi godevo come meglio potevo la mia infanzia.
Commento di Fabio A. — 22 Gennaio 2008 #
La soluzione sarebbe di avere un Italia davvero federale e non per egoismo o leghismo, ma è l’unica soluzione affinchè i cittadini possano monitorare i finanzamenti e fare un preciso confronto dei soldi versati e quelli spesi.
Commento di Davide — 22 Gennaio 2008 #
Certo i napoletani hanno grandi colpe soprattutto per quanto riguarda il senso civico.Però è giusto tenere presente che la cassa se la sono presi i Savoia e i soldi per l’industrializzazione sono finiti soprattutto nel triangolo Genova-Torino-Milano altro che “Cassa del Mezzogiorno”al sud sono arrivate le briciole in confronto.La condizione di bisogno per il lavoro ci ha portato ad emigrare, ad arruolarci nelle forze dell’ordine,oppure a prostituirci dietro qualche politico ,oggi se non conosci qualche camorrista-politico aspetta e spera il lavoro non arriva.
Commento di beppe — 22 Gennaio 2008 #
Caro Bartes, come pretendi di conoscere il presente senza aver compreso il passato? Io rileggendo sotto diversi occhi il passato, sto capendo il presente. Chi ha denunciato è stato ammazzato, la Camorra non è l’antistato, è una organizzazione che fa affari e temuta dallo Stato. Al bottino della TAV Roma-Napoli hanno partecipato oltre agli immancabili industriali del Nord e i partiti politici anche la malavita del Sud, mafia e camorra in testa. A queste condizioni contro chi ribellarsi? Lo dico da cittadino non campano, disporre di una “regione discarica” hà fatto comodo un pò a tutti, pensa che i resti della Moby Prince gli hanno ritrovati in Campania! Troppo comodo sparare sulla Croce Rossa su una seggiola.
Commento di Alfo — 22 Gennaio 2008 #
La soluzione per me è una sola
SECESSIONE !!!
TRE REPUBBLICHE SOVRANE
NORD
CENTRO
SUD
Tutte in Europa ma autonome ed indipendenti
Spezziamo gli interessi delle lobbis mafiose e bancarie che hanno ridotto il meridione schiavo di un economia di rapina .
Commento di andrea — 23 Gennaio 2008 #
Falcone diceva che non si può chiedere alla popolazione inerme di affrontare da sola la malavita organizzata.Vero,però non possiamo nemmeno essere degli utili idioti quando le nostre azioni quotidiane non rispettano la legalità.Tutti vogliamo che siano gli altri a fare qualcosa per noi.Può essere una provocazione oggi a Napoli ,ma incominciamo dalle piccole cose,ninete cartacce per terra ,please.
Commento di beppe — 23 Gennaio 2008 #
x Beppe: il regno delle due sicilie era in attivo perchè “re bomba” teneva tutto nelle casse senza investire in strade, infrastrutture imprese. un economia ferma al latifondo, a parte per due imprese. A torino accorrevano tutti i pennaruli che venivano dal regno delle due sicilie. Crispi era siciliano ed era Garibaldino, ti ricordo. Orlando era siciliano e a Torino c’era arrivato durante il magnifico regno di Re Bomba. E’ vero, c’era una ferrovia: di 40 km. In piemonte all’unificazione c’erano 850 km di ferrovie.
Se come dici tu l’economia del regno delle due sicilie era florida, com’è che all’unificazione fu spazzata via dalle imprese liberiste del nord? eppure questa era stata una previsione di Scialoja, napoletano.
Si, il bilancio era in attivo, ma gli indici di produzione erano fermi al 1600.
E poi, se le cose andavano così bene, com’è che Re Bomba aveva questo soprannome? non gliel’avevano dato i torinesi, sai? informati un po’ sul perchè e pensaci su.
Comunque, è vero che i problemi di Napoli affondano nel passato, ma penso che prima che pensare a questo i napoletani debbano pensare all’immediato presente e a come risolvere la crisi. poi potranno pure abbandonarsi al revanscismo. ma prima faranno meglio a curare i loro figli.
Commento di Niccolò — 23 Gennaio 2008 #
Ciao Piero, ho per caso visto una tua comparsa precisamente quella di clemente mastella su youtube,scrivo soltanto per dirti che tu possiedi 2 paio di coglioni sotto di quelle enormi, COMPLIMENTI davvero, sei un grande, forse un’erede di grillo.continua così abbiamo speranza in pochi ormai
Commento di piero — 23 Gennaio 2008 #
Cari amici,
Scopro solo ora la vostra attività di documentazione di una realtà amaramente ignobile in cui il nostro paese è immerso. Nel comunicarvi la mia stima più profonda mi associo pienamente alle parole dell’illustre cittadino napoletano. Ho avuto la fortuna, e sottolineo fortuna, di vivere a Napoli per un anno intero, è un’esoerienza che non mi si stacchera mai di dosso come non i si staccheràmai di dosso il profondo denso di orgoglio che provo se penso di aver fatto parte, anche se per poco, di una realtà ricchissima di storia arte e cultura. Sinceramentee profodamente credo che bisogna ripartire da quelle basi, da quelle pietre che vengono citate nella lettera. Quelle esperienze, quel livello altissimo di rispetto per gli esseri umani scorre nelle vene di ogni napoletano… questo sentimento però è fragilissimo e se usato in maniera dissennata porta alla dsfatta dell’uomo stesso e del suo vivere. Riappropriamoci tutti della migliore Napoli, non c’è un altro posto simile nemmeno se ci fossero altri 100 pianeti terra… io spero un giorno di poter fare la mia parte, anche da lontano anche con poco, diffondendo quando sono in giro per l’italia e per il mondo questo sentimento illuminato di rispetto e tolleranza che ho imparato a conoscere per le strade e le piazze della Napoli che porto nel cuore….
Un saluto e in bocca al lupo per tutti i vostri sforzi…
Matteo
Commento di Matteo Iagatti — 23 Gennaio 2008 #
Caro Niccolò, il tuo problema che ancora studi sui libri di scuola, che mitizzano i vincitori… hai tanto da studiare!!! Studia ma più che altro visita visita ciò che non hai visitato…il brigantaggio è ancora coperto da segreto militare e soltanto dopo gli anni ‘60 del secolo scorso si è scoperto pian pian cosa realmente fosse e il Sud prima dell’unità non conosceva la parola emigrazione. Delle infrastrutture o imprese basta andarle a visitare, la più grande impresa italiana dell’epoca è oggi un museo visitabile a meno che tu non ne sia a conoscenza.
Commento di Alfo — 23 Gennaio 2008 #
Piero domani 24 a roma veltroni e berlusconi celebreranno bettino craxy con la figlia stefania guardando un film sulla vita di quel ladro al cinema embassy ai parioli… è una vergogna!
vorrei tanto che ci fossi tu a sputtanare sti bastardi.
Commento di cristian — 23 Gennaio 2008 #
ora come ci si deve comportare al mercato quando ti vendono i prodotti del “nostro” sud.. della nostra italia? comperiamo cinese…..almeno costa meno
Commento di durruti — 23 Gennaio 2008 #
Non voglio mettere in contrapposizione il nord e il sud dico solo che stavamo meglio con i Borboni che con i Savoia.C’era speranza in un Italia unita e lo avrebbe fatto già Federico II nel XIII secolo se la Chiesa avesse dato l’ok,ma la realtà mi mostrò presto per quello che era una COLONIZZAZIONE per fini espansionistici.L’economia duosiciliana aveva dei forti dazi per le merci estere e bassissime tasse interne,con l’abbattimento dei dazi doganali e l’innalzamento delle tasse si uccise,un po come oggi per la Cina,l’economia del sud.Allora “i cafoni”incominciarono a capire e ad essere uccisi come briganti,interi paesi con donne e bambini furono rasi al suolo dai piemontesi perchè proteggevano se stessi.Oggi siamo la pattumiera d’Italia dove gli industriali del nord(garibaldini-piemontesi)per risparmiare cedono i loro veleni ai camorristi(i generali borbonici che si vendettero ai Savoia)che ci fanno morire di cancro così come ci fucilavano gli oppressori nel 1860.Oggi che il limone è spremuto ci buttano via,i loro rifiuti mortali li daranno a qualcun altro l’importante è fare i danè.
Commento di beppe — 24 Gennaio 2008 #
Io abito a pochi Km da Marcianise.. Spesso mi chiedo e non riesco a rendermi conto di una semplicissima cosa..!! Ma i politicanti che “diriggono” la situazione vivono essi stessi in questi luoghi.. ma non pensano nemmeno alla salute della loro famiglia? Alle volte l’idiozia e l’ignoranza della gente e la foga di guadagnare danaro.. portano veramente a regredire allo stato di animali.. ma forse gli animali selvatici sono + educati e civili e rispettano meglio le leggi della natura rispetto a codesti esemplari sopra citati..!!
Commento di Raiden — 24 Gennaio 2008 #
Mi spieghi, Alfo, perchè la sicilia allora voleva l’indipendenza da napoli? perchè a sua volta pensava che sotto il califfo si stesse ancora meglio che coi borbone? il fatto, puro e semplice, è che anche a me a volte capita di aggrapparmi ad un’età dell’oro che forse non c’è mai stata, lamentarmi del giorno d’oggi etc.etc. poi però mi rendo conto che così non si combina niente, e rinizio a camminare con le mie gambe. Questa è una cosa buona. Se rimpiangi 40 km di ferrovie, due imprese, e il commercio di zolfo con la francia, beh, potresti iniziare a raccogliere firme per un referendum no?
Commento di Niccolò — 25 Gennaio 2008 #
Chi ha la possibilità sta scappando da quelle terre ormai compromesse per almeno 50 anni,ammesso che si fermino gli scarichi e gli incendi che continuano imperterriti.Questo è proprio il paese dei pulcinella,adesso arriveranno i soldi per la bonifica a favore degli stessi che stanno bruciando il presente e il futuro di Napoli-Caserta.E’ tutto un gioco,tragico e diabolico,dove la posta in gioco sono le nostre vite.Mandate l’esercito in assetto di guerra dove stanno morendo come le mosche animali e persone che si nutrono di quei prodotti alla diossina .
Commento di beppe — 25 Gennaio 2008 #
lottiamo un centimetro alla volta.
http://it.youtube.com/watch?v=htT6p2zth70
Commento di andrea da Roma — 25 Gennaio 2008 #
Garibaldi risalì l’Italia facendo promesse ardue come la riforma agraria e la redistribuzione delle terre: chi gli avrebbe detto di no, in un regno in cui il latifondo era i modello agrario prevalente?
le stesse promesse fatte da Garibaldi furono disattese dai Savoia, che presero in consegna le terre liberate semplicemente sostituendosi ai Borbone e avviando una politica di sfruttamento che a ragione qualcuno prima ha chiamato “colonizzazione”. Che molti garibaldini (tra cui erano presenti anche ex soldati borbonici!) si siano uniti ai briganti (molti dei quali ex soldati borbonici, ma soprattutto persone, uomini e donne, che si sono dati alla macchia dopo aver visto guerra, oppressione e conquista solo per un riscatto ed uno spirito di resistenza encomiabile) per combattere quel potere che involontariamente avevano contribuito a portare deve far pensare. Ma soprattutto DEVE far pensare che in Italia del sud, come in ogni luogo della terra che ha subito una conquista-occupazione-colonizzazione da parte di una qualsiasi nazione europea (Asia, Africa, Sud America…), non c’è mai stata una vera rottura tra quel potere che conquistò e tutti gli altri che vennero dopo, fino ad oggi.
Certo, le cose non sono come allora in tutto e per tutto, ma cambiano molto lentamente…e a guardare bene dall’unità d’Italia quanto è passato? meno di 100 anni…erano vivi i nonni dei nostri nonni!!!
e oggi? sapere queste cose serve?
credo di si, ma solo in un’ottica: quella per cui si riesce a vedere che
-la propaganda del potere insabbia le rivendicazioni di oggi (civili e democratiche) come insabbiava le ribellioni di ieri (brigantaggio), dandone la stessa identica definizione: TERRORISMO! …la panacea per tutti i mali.
-la repressione si attua nelle stesse modalità ormai divenute antiche: esercito, carabinieri, gruppi paramilitari (…ovvero mafie varie, strumenti che sono usati dal potere e diventano potere essi stessi) e all’occorrenza manovalanza violenta, meglio se ultrareazionaria, naturale strumento di chi detiene il potere e punta al mantenimento dello status quo.
Vedendo queste continuità col passato si può, secondo me, capire meglio dove siamo.
Capire dove andare è più arduo, ma secondo me se è vero che: sapere le cose aiuta a pensare e ad avere coscienza di sè; che ogni essere umano ha come obiettivo la propria felicità; che una minoranza organizzata avrà sempre la meglio su una maggioranza disorganizzata e quindi ignorante…
…allora la strada da seguire è una: informarsi, incontrarsi, ragionare, costruire, usare e non subire la comunicazione, per riattivare un’opinione pubblica da sempre osteggiata dai potenti.
…se nessuno ti difende, devi trovare delle persone di cui ti fidi con cui organizzare la tua-vostra-nostra difesa. e il primo passo, secondo me, l’abbiamo gia fatto: leggendo questo blog, appassionandoci all’argomento, cercando altre chiavi di lettura da quelle ufficiali (”l’emergenza rifiuti”…ma ci vogliono far creder che son caduti dal cielo? o portati da un’onda anomala?). in questo la rete è una risorsa inestimabile. prima che la limitino, approfittiamone avidamente!
solo unendo tutti i puntini uscirà il disegno che stanno preparando per noi. ma i puntini dobbiamo trovarli da soli, visto che ce li nascondono!
Commento di maremmano — 25 Gennaio 2008 #
ops…mi scuso per il refuso…
dall’unità ad oggi di anni ne son passati 137…
…erano vivi i bisnonni di nostri nonni
:-D gh!
Commento di maremmano — 25 Gennaio 2008 #
Caro Giuseppe,ti sbagli di grosso se pensi che i vostri problemi siano cominciati nel 1860 o giù di li.In realtà Napoli erano gia un paio di secoli che non poteva più vantare primati positivi,schiacciata da governanti retrivi e inetti.Inoltre non era un regno bensì un vicereame spagnolo,e questo non da ieri ma dalla morte di FedericoII.Dunque non è molto corretto scaricare le vostre responsabilità sulle regioni settentrionali,anche perchè già prima che arrivassero i piemontesi il sud stava nella melma senza industrie e ferrovie,alla faccia dell’avanguardia di civiltà(se si vuole ricordare che il primo tratto di ferrovia fu costruito a Napoli si fa un discorso fuorviante perchè quello era un breve tratto ad uso e consumo del vicerè senza peraltro essere seguito da altri più significativi lavori,come invece accadeva in piemonte)Con ciò non voglio fare un discorso tipo leghista ma solo ricordare che addossando la colpa agli altri non risolverete nessun problema e perpetuerete la vostra infausta mentalità.
Commento di zibaldino — 26 Gennaio 2008 #
Teniamo presente che al Piemonte occorreva un territorio molto più vasto di quello che aveva per stare alla pari con le altre grandi nazioni,e guarda caso c’era lì a portata di mano il sud.Soffiavano venti di libertà portati dall’illuminismo e dalla rivoluzione francese e anche a Napoli i borghesi e gli intellettuali ne erano rapiti identificando i Garibaldi e i Cavour come gli uomini del nuovo tempo.I generali borbonici lautamente pagati dagli inglesi fecero il resto.Non ci volle molto per capire l’inganno che tutto era come prima,anzi peggio.Allora ci hanno chiamato briganti mentre l’esercito “dei liberatori” sterminava i nostri bambini e le nostri donne per rappresaglia.Abbiamo scritto tanto sulla canea nazi-fascista durante l’ultima guerra,perché nei libri di scuola viene cancellato questo genocidio?
Commento di beppe — 28 Gennaio 2008 #
Trovo importante invece leggere il passato per poter affrontare il futuro.Possibile che dal 1860 stiamo ancora a parlare della questione meridionale?Perché è ancora in piedi questa problematica?Sui libri di scuola ci hanno insegnato che siamo tutti italiani e al sud siamo stati liberati da Garibaldi,ma non andò proprio così.Da sempre il popolo è stato peggio dei ricchi,ma il popolo napoletano con la liberazione è stato ancor più immiserito.Nessuna città italiana poteva competere con Napoli tanto che era considerata la più importante dopo Londra e Parigi in Europa.Fissiamo dei paletti e poi ,visto come è ridotta,rialziamo la testa.Ci sono cose nella storia che si ripetono in maniera stupefacente:i piemontesi chiedono l’aiuto dei camorristi,pensando poi di disfarsene in seguito.Gli americani chiedono aiuto alla mafia nello sbarco.La D.C.campana chiede aiuto a Cutolo per liberare Cirillo dalla b.r.Gli industriali del nord per aggirare le leggi e spendere meno danno i loro veleni alla camorra che li brucia o li versa su terreni fertilissimi.E meno male che ci dovevano liberare!I Borbone avrebbero permesso tutto ciò?
Commento di beppe — 29 Gennaio 2008 #
A tutti coloro che scrivono dei sovvenzionamenti dello stato centrale e di Bruxelles al Sud Italia prego di aprire gli occhi.
AL SUD NON ARRIVA UN CACCHIO !!! Dovete capire che nel momento in cui c’è un sovvenzionamento da Roma LO STATO SA (e sottolineo SA !!!) che quei soldi saranno gestiti dalle organizzazioni criminali. Queste impiegano minima parte dei soldi per costruire, il resto lo prendono loro e lo REINVESTONO AL NORD.
I SOVVENZIONAMENTI AL SUD sono in realtà SOVVENZIONAMENTI AL NORD !!!
Commento di Fabio — 2 Febbraio 2008 #