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	<title>Commenti a: Napoli/3</title>
	<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/</link>
	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 03:13:32 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di Vincenzo</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-1144244</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 10:43:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-1144244</guid>
					<description>Incappo in questo articolo vecchio di 2 anni e più, dopo che da qualche tempo mi sono avvicinato alla questione meridionale (http://it.wikipedia.org/wiki/Meridionalismo), attraverso un percorso alquanto arzigogolato che viene percorso più o meno da quasi tutti quei napoletani, campani, e meridionali in genere, che arrivano a chiedersi con sorprendente stupore come può una terra, che dovrebbe essere la più ricca, essere invece la più povera e degradata parte del paese.

Da Napoletano, più forse di ogni altro meridionale, ma con schemi assolutamente simili, mi identifico in una cultura locale oltre che in una nazionale. Essere nato in una città che vanta un'arte propria, una letteratura propria, un teatro proprio, una musica propria, modi di dire propri, tradizioni proprie, il tutto condito da una lingua propria, ti rende impossibile non identificarti come Napoletano, oltre che come Italiano. 

E come parte di questa identità, mi son sempre fatto mille domande, e soprattutto son sempre stato convinto e avuto delle sensazioni riguardo alcuni fatti. Sensazioni che non sapevo da dove derivassero. 

Convinzione che il Sud Italia sia ed è appositamente tenuto in condizione di minorità, servo di un'altra parte del paese. Convinzione che le mafie vengono tenute lì per comodità e interessi più grandi. Convinzione e sensazione di essere particolarmente &quot;grandi&quot;, nonostante l'evidenza odierna mostri un'enorme quantità di problemi, e molte cose delle quali non vantarsi affatto. 

Inizio poi a leggere la storia da fonti che non siano i libri di testo scolastici. Inizio a origliare strani discorsi. Fino ad arrivare a leggere &quot;Terroni&quot;, di Pino Aprile, pubblicato pochi mesi fa. E lì, ho capito. Ho capito che il Sud, così come l'intero paese, ha bisogno di sapere la vera storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, così come la vera storia degli ultimi 150 anni. Questo per capire tante cose. Le cose, comunque, stanno cambiando. La consapevolezza di una storia perduta si sta diffondendo tanto, soprattutto a Napoli. E questo potrebbe portare dei cambiamenti, si spera (e credo) assolutamente positivi. 

Con affetto, 

 Vincenzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Incappo in questo articolo vecchio di 2 anni e più, dopo che da qualche tempo mi sono avvicinato alla questione meridionale (http://it.wikipedia.org/wiki/Meridionalismo), attraverso un percorso alquanto arzigogolato che viene percorso più o meno da quasi tutti quei napoletani, campani, e meridionali in genere, che arrivano a chiedersi con sorprendente stupore come può una terra, che dovrebbe essere la più ricca, essere invece la più povera e degradata parte del paese.</p>
<p>Da Napoletano, più forse di ogni altro meridionale, ma con schemi assolutamente simili, mi identifico in una cultura locale oltre che in una nazionale. Essere nato in una città che vanta un&#8217;arte propria, una letteratura propria, un teatro proprio, una musica propria, modi di dire propri, tradizioni proprie, il tutto condito da una lingua propria, ti rende impossibile non identificarti come Napoletano, oltre che come Italiano. </p>
<p>E come parte di questa identità, mi son sempre fatto mille domande, e soprattutto son sempre stato convinto e avuto delle sensazioni riguardo alcuni fatti. Sensazioni che non sapevo da dove derivassero. </p>
<p>Convinzione che il Sud Italia sia ed è appositamente tenuto in condizione di minorità, servo di un&#8217;altra parte del paese. Convinzione che le mafie vengono tenute lì per comodità e interessi più grandi. Convinzione e sensazione di essere particolarmente &#8220;grandi&#8221;, nonostante l&#8217;evidenza odierna mostri un&#8217;enorme quantità di problemi, e molte cose delle quali non vantarsi affatto. </p>
<p>Inizio poi a leggere la storia da fonti che non siano i libri di testo scolastici. Inizio a origliare strani discorsi. Fino ad arrivare a leggere &#8220;Terroni&#8221;, di Pino Aprile, pubblicato pochi mesi fa. E lì, ho capito. Ho capito che il Sud, così come l&#8217;intero paese, ha bisogno di sapere la vera storia del Risorgimento e dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, così come la vera storia degli ultimi 150 anni. Questo per capire tante cose. Le cose, comunque, stanno cambiando. La consapevolezza di una storia perduta si sta diffondendo tanto, soprattutto a Napoli. E questo potrebbe portare dei cambiamenti, si spera (e credo) assolutamente positivi. </p>
<p>Con affetto, </p>
<p> Vincenzo
</p>
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	<item>
		<title>di Fabio</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-325839</link>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 15:15:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-325839</guid>
					<description>A tutti coloro che scrivono dei sovvenzionamenti dello stato centrale e di Bruxelles al Sud Italia prego di aprire gli occhi.
AL SUD NON ARRIVA UN CACCHIO !!! Dovete capire che nel momento in cui c'è un sovvenzionamento da Roma LO STATO SA (e sottolineo SA !!!) che quei soldi saranno gestiti dalle organizzazioni criminali. Queste impiegano minima parte dei soldi per costruire, il resto lo prendono loro e lo REINVESTONO AL NORD.

I SOVVENZIONAMENTI AL SUD sono in realtà SOVVENZIONAMENTI AL NORD !!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti coloro che scrivono dei sovvenzionamenti dello stato centrale e di Bruxelles al Sud Italia prego di aprire gli occhi.<br />
AL SUD NON ARRIVA UN CACCHIO !!! Dovete capire che nel momento in cui c&#8217;è un sovvenzionamento da Roma LO STATO SA (e sottolineo SA !!!) che quei soldi saranno gestiti dalle organizzazioni criminali. Queste impiegano minima parte dei soldi per costruire, il resto lo prendono loro e lo REINVESTONO AL NORD.</p>
<p>I SOVVENZIONAMENTI AL SUD sono in realtà SOVVENZIONAMENTI AL NORD !!!
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di beppe</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-321977</link>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 09:52:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-321977</guid>
					<description>Trovo importante invece leggere il passato per poter affrontare il futuro.Possibile che dal 1860 stiamo ancora a parlare della questione meridionale?Perché è ancora in piedi questa problematica?Sui libri di scuola ci hanno insegnato che siamo tutti italiani e al sud siamo stati liberati da Garibaldi,ma non andò proprio così.Da sempre il popolo è stato peggio dei ricchi,ma il popolo napoletano con la liberazione è stato ancor più immiserito.Nessuna città italiana poteva competere con Napoli tanto che era considerata la più importante dopo Londra e Parigi in Europa.Fissiamo dei paletti e poi ,visto come è ridotta,rialziamo la testa.Ci sono cose nella storia che si ripetono in maniera stupefacente:i piemontesi chiedono l'aiuto dei camorristi,pensando poi di disfarsene in seguito.Gli americani chiedono aiuto alla mafia nello sbarco.La D.C.campana chiede aiuto a Cutolo per liberare Cirillo dalla b.r.Gli industriali del nord per aggirare le leggi e spendere meno danno i loro veleni alla camorra che li brucia o li versa su terreni fertilissimi.E meno male che ci dovevano liberare!I Borbone avrebbero permesso tutto ciò?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo importante invece leggere il passato per poter affrontare il futuro.Possibile che dal 1860 stiamo ancora a parlare della questione meridionale?Perché è ancora in piedi questa problematica?Sui libri di scuola ci hanno insegnato che siamo tutti italiani e al sud siamo stati liberati da Garibaldi,ma non andò proprio così.Da sempre il popolo è stato peggio dei ricchi,ma il popolo napoletano con la liberazione è stato ancor più immiserito.Nessuna città italiana poteva competere con Napoli tanto che era considerata la più importante dopo Londra e Parigi in Europa.Fissiamo dei paletti e poi ,visto come è ridotta,rialziamo la testa.Ci sono cose nella storia che si ripetono in maniera stupefacente:i piemontesi chiedono l&#8217;aiuto dei camorristi,pensando poi di disfarsene in seguito.Gli americani chiedono aiuto alla mafia nello sbarco.La D.C.campana chiede aiuto a Cutolo per liberare Cirillo dalla b.r.Gli industriali del nord per aggirare le leggi e spendere meno danno i loro veleni alla camorra che li brucia o li versa su terreni fertilissimi.E meno male che ci dovevano liberare!I Borbone avrebbero permesso tutto ciò?
</p>
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	<item>
		<title>di beppe</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-321510</link>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 20:39:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-321510</guid>
					<description>Teniamo presente che al Piemonte occorreva un territorio molto più vasto di quello che aveva per stare alla pari con le altre grandi nazioni,e guarda caso c'era lì a portata di mano il sud.Soffiavano venti di libertà portati dall'illuminismo e dalla rivoluzione francese e anche a Napoli i borghesi e gli intellettuali ne erano rapiti identificando i Garibaldi e i Cavour come gli uomini del nuovo tempo.I generali borbonici lautamente pagati dagli inglesi fecero il resto.Non ci volle molto per capire l'inganno che tutto era come prima,anzi peggio.Allora ci hanno chiamato briganti mentre l'esercito &quot;dei liberatori&quot; sterminava i nostri bambini e le nostri donne per rappresaglia.Abbiamo scritto tanto sulla canea nazi-fascista durante l'ultima guerra,perché nei libri di scuola viene cancellato questo genocidio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Teniamo presente che al Piemonte occorreva un territorio molto più vasto di quello che aveva per stare alla pari con le altre grandi nazioni,e guarda caso c&#8217;era lì a portata di mano il sud.Soffiavano venti di libertà portati dall&#8217;illuminismo e dalla rivoluzione francese e anche a Napoli i borghesi e gli intellettuali ne erano rapiti identificando i Garibaldi e i Cavour come gli uomini del nuovo tempo.I generali borbonici lautamente pagati dagli inglesi fecero il resto.Non ci volle molto per capire l&#8217;inganno che tutto era come prima,anzi peggio.Allora ci hanno chiamato briganti mentre l&#8217;esercito &#8220;dei liberatori&#8221; sterminava i nostri bambini e le nostri donne per rappresaglia.Abbiamo scritto tanto sulla canea nazi-fascista durante l&#8217;ultima guerra,perché nei libri di scuola viene cancellato questo genocidio?
</p>
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	<item>
		<title>di zibaldino</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-320461</link>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 21:57:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-320461</guid>
					<description>Caro Giuseppe,ti sbagli di grosso se pensi che i vostri problemi siano cominciati nel 1860 o giù di li.In realtà Napoli erano gia un paio di secoli che non poteva più vantare primati positivi,schiacciata da governanti retrivi e inetti.Inoltre non era un regno bensì un vicereame spagnolo,e questo non da ieri ma dalla morte di FedericoII.Dunque non è molto corretto scaricare le vostre responsabilità sulle regioni settentrionali,anche perchè già prima che arrivassero i piemontesi il sud stava nella melma senza industrie e ferrovie,alla faccia dell'avanguardia di civiltà(se si vuole ricordare che il primo tratto di ferrovia fu costruito a Napoli si fa un discorso fuorviante perchè quello era un breve tratto ad uso e consumo del vicerè senza peraltro essere seguito da altri più significativi lavori,come invece accadeva in piemonte)Con ciò non voglio fare un discorso tipo leghista ma solo ricordare che addossando la colpa agli altri non risolverete nessun problema e perpetuerete la vostra infausta mentalità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,ti sbagli di grosso se pensi che i vostri problemi siano cominciati nel 1860 o giù di li.In realtà Napoli erano gia un paio di secoli che non poteva più vantare primati positivi,schiacciata da governanti retrivi e inetti.Inoltre non era un regno bensì un vicereame spagnolo,e questo non da ieri ma dalla morte di FedericoII.Dunque non è molto corretto scaricare le vostre responsabilità sulle regioni settentrionali,anche perchè già prima che arrivassero i piemontesi il sud stava nella melma senza industrie e ferrovie,alla faccia dell&#8217;avanguardia di civiltà(se si vuole ricordare che il primo tratto di ferrovia fu costruito a Napoli si fa un discorso fuorviante perchè quello era un breve tratto ad uso e consumo del vicerè senza peraltro essere seguito da altri più significativi lavori,come invece accadeva in piemonte)Con ciò non voglio fare un discorso tipo leghista ma solo ricordare che addossando la colpa agli altri non risolverete nessun problema e perpetuerete la vostra infausta mentalità.
</p>
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		<title>di maremmano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319735</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 15:00:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319735</guid>
					<description>ops...mi scuso per il refuso...

dall'unità ad oggi di anni ne son passati 137...
...erano vivi i bisnonni di nostri nonni
:-D gh!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops&#8230;mi scuso per il refuso&#8230;</p>
<p>dall&#8217;unità ad oggi di anni ne son passati 137&#8230;<br />
&#8230;erano vivi i bisnonni di nostri nonni<br />
:-D gh!
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di maremmano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319732</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 14:54:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319732</guid>
					<description>Garibaldi risalì l'Italia facendo promesse ardue come la riforma agraria e la redistribuzione delle terre: chi gli avrebbe detto di no, in un regno in cui il latifondo era i modello agrario prevalente? 
le stesse promesse fatte da Garibaldi furono disattese dai Savoia, che presero in consegna le terre liberate semplicemente sostituendosi ai Borbone e avviando una politica di sfruttamento che a ragione qualcuno prima ha chiamato &quot;colonizzazione&quot;. Che molti garibaldini (tra cui erano presenti anche ex soldati borbonici!) si siano uniti ai briganti (molti dei quali ex soldati borbonici, ma soprattutto persone, uomini e donne, che si sono dati alla macchia dopo aver visto guerra, oppressione e conquista solo per un riscatto ed uno spirito di resistenza encomiabile) per combattere quel potere che involontariamente avevano contribuito a portare deve far pensare. Ma soprattutto DEVE far pensare che in Italia del sud, come in ogni luogo della terra che ha subito una conquista-occupazione-colonizzazione da parte di una qualsiasi nazione europea (Asia, Africa, Sud America...), non c'è mai stata una vera rottura tra quel potere che conquistò e tutti gli altri che vennero dopo, fino ad oggi.
Certo, le cose non sono come allora in tutto e per tutto, ma cambiano molto lentamente...e a guardare bene dall'unità d'Italia quanto è passato? meno di 100 anni...erano vivi i nonni dei nostri nonni!!!

e oggi? sapere queste cose serve? 
credo di si, ma solo in un'ottica: quella per cui si riesce a vedere che 
-la propaganda del potere insabbia le rivendicazioni di oggi (civili e democratiche) come insabbiava le ribellioni di ieri (brigantaggio), dandone la stessa identica definizione: TERRORISMO! ...la panacea per tutti i mali.
-la repressione si attua nelle stesse modalità ormai divenute antiche: esercito, carabinieri, gruppi paramilitari (...ovvero mafie varie, strumenti che sono usati dal potere e diventano potere essi stessi) e all'occorrenza manovalanza violenta, meglio se ultrareazionaria, naturale strumento di chi detiene il potere e punta al mantenimento dello status quo.

Vedendo queste continuità col passato si può, secondo me, capire meglio dove siamo. 
Capire dove andare è più arduo, ma secondo me se è vero che: sapere le cose aiuta a pensare e ad avere coscienza di sè; che ogni essere umano ha come obiettivo la propria felicità; che una minoranza organizzata avrà sempre la meglio su una maggioranza disorganizzata e quindi ignorante...
...allora la strada da seguire è una: informarsi, incontrarsi, ragionare, costruire, usare e non subire la comunicazione, per riattivare un'opinione pubblica da sempre osteggiata dai potenti. 
...se nessuno ti difende, devi trovare delle persone di cui ti fidi con cui organizzare la tua-vostra-nostra difesa. e il primo passo, secondo me, l'abbiamo gia fatto: leggendo questo blog, appassionandoci all'argomento, cercando altre chiavi di lettura da quelle ufficiali (&quot;l'emergenza rifiuti&quot;...ma ci vogliono far creder che son caduti dal cielo? o portati da un'onda anomala?). in questo la rete è una risorsa inestimabile. prima che la limitino, approfittiamone avidamente!

solo unendo tutti i puntini uscirà il disegno che stanno preparando per noi. ma i puntini dobbiamo trovarli da soli, visto che ce li nascondono!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Garibaldi risalì l&#8217;Italia facendo promesse ardue come la riforma agraria e la redistribuzione delle terre: chi gli avrebbe detto di no, in un regno in cui il latifondo era i modello agrario prevalente?<br />
le stesse promesse fatte da Garibaldi furono disattese dai Savoia, che presero in consegna le terre liberate semplicemente sostituendosi ai Borbone e avviando una politica di sfruttamento che a ragione qualcuno prima ha chiamato &#8220;colonizzazione&#8221;. Che molti garibaldini (tra cui erano presenti anche ex soldati borbonici!) si siano uniti ai briganti (molti dei quali ex soldati borbonici, ma soprattutto persone, uomini e donne, che si sono dati alla macchia dopo aver visto guerra, oppressione e conquista solo per un riscatto ed uno spirito di resistenza encomiabile) per combattere quel potere che involontariamente avevano contribuito a portare deve far pensare. Ma soprattutto DEVE far pensare che in Italia del sud, come in ogni luogo della terra che ha subito una conquista-occupazione-colonizzazione da parte di una qualsiasi nazione europea (Asia, Africa, Sud America&#8230;), non c&#8217;è mai stata una vera rottura tra quel potere che conquistò e tutti gli altri che vennero dopo, fino ad oggi.<br />
Certo, le cose non sono come allora in tutto e per tutto, ma cambiano molto lentamente&#8230;e a guardare bene dall&#8217;unità d&#8217;Italia quanto è passato? meno di 100 anni&#8230;erano vivi i nonni dei nostri nonni!!!</p>
<p>e oggi? sapere queste cose serve?<br />
credo di si, ma solo in un&#8217;ottica: quella per cui si riesce a vedere che<br />
-la propaganda del potere insabbia le rivendicazioni di oggi (civili e democratiche) come insabbiava le ribellioni di ieri (brigantaggio), dandone la stessa identica definizione: TERRORISMO! &#8230;la panacea per tutti i mali.<br />
-la repressione si attua nelle stesse modalità ormai divenute antiche: esercito, carabinieri, gruppi paramilitari (&#8230;ovvero mafie varie, strumenti che sono usati dal potere e diventano potere essi stessi) e all&#8217;occorrenza manovalanza violenta, meglio se ultrareazionaria, naturale strumento di chi detiene il potere e punta al mantenimento dello status quo.</p>
<p>Vedendo queste continuità col passato si può, secondo me, capire meglio dove siamo.<br />
Capire dove andare è più arduo, ma secondo me se è vero che: sapere le cose aiuta a pensare e ad avere coscienza di sè; che ogni essere umano ha come obiettivo la propria felicità; che una minoranza organizzata avrà sempre la meglio su una maggioranza disorganizzata e quindi ignorante&#8230;<br />
&#8230;allora la strada da seguire è una: informarsi, incontrarsi, ragionare, costruire, usare e non subire la comunicazione, per riattivare un&#8217;opinione pubblica da sempre osteggiata dai potenti.<br />
&#8230;se nessuno ti difende, devi trovare delle persone di cui ti fidi con cui organizzare la tua-vostra-nostra difesa. e il primo passo, secondo me, l&#8217;abbiamo gia fatto: leggendo questo blog, appassionandoci all&#8217;argomento, cercando altre chiavi di lettura da quelle ufficiali (&#8221;l&#8217;emergenza rifiuti&#8221;&#8230;ma ci vogliono far creder che son caduti dal cielo? o portati da un&#8217;onda anomala?). in questo la rete è una risorsa inestimabile. prima che la limitino, approfittiamone avidamente!</p>
<p>solo unendo tutti i puntini uscirà il disegno che stanno preparando per noi. ma i puntini dobbiamo trovarli da soli, visto che ce li nascondono!
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di andrea da Roma</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319674</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 10:08:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319674</guid>
					<description>lottiamo un centimetro alla volta.
http://it.youtube.com/watch?v=htT6p2zth70</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lottiamo un centimetro alla volta.<br />
<a href='http://it.youtube.com/watch?v=htT6p2zth70' rel='nofollow'>http://it.youtube.com/watch?v=htT6p2zth70</a>
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di beppe</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319667</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 09:31:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319667</guid>
					<description>Chi ha la possibilità sta scappando da quelle terre ormai compromesse per almeno 50 anni,ammesso che si fermino gli scarichi e gli incendi che continuano imperterriti.Questo è proprio il paese dei pulcinella,adesso arriveranno i soldi per la bonifica a favore degli stessi che stanno bruciando il presente e il futuro di Napoli-Caserta.E' tutto un gioco,tragico e diabolico,dove la posta in gioco sono le nostre vite.Mandate l'esercito in assetto di guerra dove stanno morendo come le mosche animali e persone che si nutrono di quei prodotti alla diossina .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha la possibilità sta scappando da quelle terre ormai compromesse per almeno 50 anni,ammesso che si fermino gli scarichi e gli incendi che continuano imperterriti.Questo è proprio il paese dei pulcinella,adesso arriveranno i soldi per la bonifica a favore degli stessi che stanno bruciando il presente e il futuro di Napoli-Caserta.E&#8217; tutto un gioco,tragico e diabolico,dove la posta in gioco sono le nostre vite.Mandate l&#8217;esercito in assetto di guerra dove stanno morendo come le mosche animali e persone che si nutrono di quei prodotti alla diossina .
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Niccolò</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319612</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 00:23:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/01/21/lettera-da-napoli-3/#comment-319612</guid>
					<description>Mi spieghi, Alfo, perchè la sicilia allora voleva l'indipendenza da napoli? perchè a sua volta pensava che sotto il califfo si stesse ancora meglio che coi borbone? il fatto, puro e semplice, è che anche a me a volte capita di aggrapparmi ad un'età dell'oro che forse non c'è mai stata, lamentarmi del giorno d'oggi etc.etc. poi però mi rendo conto che così non si combina niente, e rinizio a camminare con le mie gambe. Questa è una cosa buona. Se rimpiangi 40 km di ferrovie, due imprese, e il commercio di zolfo con la francia, beh, potresti iniziare a raccogliere firme per un referendum no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spieghi, Alfo, perchè la sicilia allora voleva l&#8217;indipendenza da napoli? perchè a sua volta pensava che sotto il califfo si stesse ancora meglio che coi borbone? il fatto, puro e semplice, è che anche a me a volte capita di aggrapparmi ad un&#8217;età dell&#8217;oro che forse non c&#8217;è mai stata, lamentarmi del giorno d&#8217;oggi etc.etc. poi però mi rendo conto che così non si combina niente, e rinizio a camminare con le mie gambe. Questa è una cosa buona. Se rimpiangi 40 km di ferrovie, due imprese, e il commercio di zolfo con la francia, beh, potresti iniziare a raccogliere firme per un referendum no?
</p>
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