Morti sul lavoro: la strage continua
Gennaio 28, 2008 on 6:45 pm | In Politica |
Marco Bazzoni mi ha inviato questa lettera.
Caro Piero,
questo Governo, anche se lentamente, qualche cosa di positivo la stava facendo perchè ci fosse più sicurezza nei luoghi di lavoro.
Stavano scrivendo anche un Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, che anche se non era la panacea di tutti i mali che affliggono i luoghi di lavoro, era pur sempre qualcosa.
Il Testo Unico è stato cestinato da Mastella (per scriverlo c’è tempo fino al maggio 2008), che è il responsabile della caduta del Governo Prodi. La legge 123/2007 per funzionare ha bisogno dei decreti attuativi, altrimenti è praticamente nulla.
Ieri il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, ha detto che secondo i primi dati Inail relativi agli infortuni mortali nelle 24 ore dalla data dell’evento infortunistico, questi sono calati ( http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=78007).
Ma è mai possibile che si facciano dichiarazioni del genere senza aspettare i dati definitivi?
Lo stesso errore l’aveva commesso il Ministro del Lavoro Cesare Damiano, quando a Settembre parlò di notizia straordinaria per il calo dei morti sul lavoro, ma erano dati parziali, come lo sono questi.
Solo dopo ripetute lettere critiche sui quotidiani da parte di alcuni Rls, medici del lavoro, ecc, aveva fatto dietro-front (alla presentazione del bilancio Inail), dicendo che questa volta avrebbe aspettato i dati definitivi prima di tirare le somme.
Caro Piero, io non ho tutte le notizie dei morti sul lavoro dall’inizio dell’anno ad oggi, perchè manca l’informazione su questi omicidi nei luoghi di lavoro. So solo, guardando i dati raccolti dal sito di Articolo21 ( http://www.articolo21.info/), che siamo già a 76 morti sul lavoro, 76808 infortuni e 1920 invalidi.
Per quanto riguarda la Thyssenkrupp, oggi è uscito su La Stampa di Torino, un interessante articolo di Alberto Gaino, dal titolo “Lo strano esperto della Thyssen”, di cui ti allego il link (è stato pubblicato anche sul sito web):
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29620girata.asp
Saluti, Marco Bazzoni
11 Commenti »
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Chi dovrebbe controllare e’ stato fagocitato dal sitema che difende il capitale. Ed il capitale non considera i lavoratori diversamente dalla materia prima, vedi il termine ‘risorse umane’…
Assoldati come consulenti esterni e profumatamente stipendiati, i controllori finiscono per essere i controllati.
Commento di Stefano — 28 Gennaio 2008 #
caro piero,
il signor mario pozza, che di signorile non ha nulla, presidente di confartigianato della provincia di treviso, ha dichiarato che le morti sul lavoro sono da addebitare alle notti in discoteca, all’eccesso di divertimento e di vita notturna. voglio inoltre ricordare che lo schifosetto era a capo dell rivolta degli artigiani trevigiani contro il fisco, contro un governo assassino! non vogliamo fargli una visitina, a lui e agli altri amichetti suoi leghisti a ricordargli che la loro attuale ricchezza è dovuta in gran parte a finanziamenti da parte dello stato alle imprese locali e al lavoro di questi sbumballati di operai, sui quali questi sfruttatori risparmiano a più non posso!
ti ringrazio dell’attenzione e ti saluto di cuore
Commento di giovanni — 28 Gennaio 2008 #
caro piero,
a suggello di quanto avevo affermato leggi questa;
ttp://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3660118&Data=2008-1-27&Pagina=TREVISO
di nuovo grazie
Commento di giovanni — 28 Gennaio 2008 #
vedi messages la sicurezza al lavoro a beppe grillo di perugia. Il commento di oggi:
Dall’inizio dell’anno ad ora, per lavoro, ci sono:
80 morti
80256 infortuni
2006 invalidi
Dall’01/01/06
• 80 madri hanno perso un figlo
• Non sappiamo quante donne hanno perso il marito/compagno
• Non sappiamo quanti bambini non hanno più un padre
DOMANDA:
Perché non si può vivere senza il rischio di uscire al mattino per andare a lavorare e non tornare più a casa? In altri paesi europei lo fanno!
Esempio di oggi:
Due morti sul lavoro, due operai edili che lavoravano nei cantieri. Uno nel Bolognese, uno nel Napoletano. Un operaio romeno di 39 anni è morto precipitando dal tetto di una casa in ristrutturazione a Toscanella di Dozza, nell’imolese (Bologna). L’incidente sul lavoro è avvenuto intorno alle 17 in un cantiere di via Marmane. In base alla prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo, residente a Castello d’Argile, è caduto da un’altezza di circa sette metri, mentre si trovava con altri colleghi che hanno subito dato l’allarme. Il personale del 118 ha tuttavia potuto solo constatare il decesso dell’operaio. Anche Pasquale Tamburelli di 35 anni stava lavorando in un cantiere edile in via Toscanini, nella zona alta di Quarto (Napoli). L’uomo sarebbe stato colpito al capo dalla sponda di un camion. E’ uno ‘due vittime di una strage infinita’ secondo l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, commentando i nuovi incidenti verificatesi oggi che sono costati la vita a due operai, per la cui scomparsa quali Damiano esprime la sua ‘piu’ viva commozione’, ed il suo ‘piu’ profondo cordoglio’ .
RICORDATEVI
• i salari arrivano a 1200 euro quando si fanno gli straordinari.
• la preoccupazione non è più su come si lavora , ma sul mantenimento del posto di lavoro
• il rischio di morire aumenta quando
a) si è precari e non fissi,
b) le fabbriche si smantellano,
c) la manutenzione scompare,
d ) gli estintori e le bombole di ossigeno non si caricano
PENSIERO:
Se il lavoro è un valore, se le persone sono un capitale, la sicurezza deve diventare il presupposto della produzione. I costi non si abbattono aumentando i rischi. Li trasferisce semplicemente alla collettività – cioè a me e a te (vedi il numero di infortuni ed invalidi che pesano sulla società e sul servizio sanità nazionale).
Commento di anne warren — 28 Gennaio 2008 #
E’ chiaro che le parole di Mario Pozza presidente di confartigianato della provincia di Treviso servono solo a sviare il problema vero.
Servono alla malastampa per discutere di altro e per non entrare nel problema e risolverlo.
E’ chiaro che se non si dorme o si dorme poco poi i riflessi rispondono male, ma la discussione dovrebbe essere convogliata sui veri problemi della questione “morti sul lavoro”.
E la “sicurezza”, “l’aggiornamento” e “le strutture idonee” nei posti di lavoro sono senza dubbio la strada giusta.
Come pure la strada giusta è quella di colpire duramente quei padroni che del profitto fanno la sola ragione di vita propria e di morte… altrui.
PS.
Giovanni nel tuo link manca la “h” iniziale e quindi occorre aggiunhgerla, altrimenti al sito dell’articolo non ci si arriva.
Commento di Fabbri A. — 29 Gennaio 2008 #
Se neanche la sinistra non ha fatto niente per
tutelare i lavoratori, chi accidente li dovrebbe
tutelare?
La verità è che bisogna riscrivere tutte le regole
di questa nostra società, ma senza questi cessi
indecenti dei nostri politici.
Commento di luciano — 29 Gennaio 2008 #
Credo che l’attuale “classe” politica, aldilà di Confalonieri, sia sullo stesso crinale. Cioè che non svolgono un correto ruolo democratico, salvo i propri interessi personali e di bottega. Cari saluti, Piero.
Commento di Sar — 30 Gennaio 2008 #
vedi messages la sicurezza al lavoro a beppe grillo di perugia. Il commento di oggi
MORTI AL LAVORO.
Non siamo di fronte ad una emergenza ma ad una prassi tragicamente quotidiana.
Dall’inizio dell’anno ad ora, per lavoro, ci sono:
85 morti
85872 infortuni
2146 invalidi
GLI ITALIANI TRATTANO LORO CONNAZIONALI COSI’. COME TRATTONO I LAVORATORI STRANIERI?
Medici senza frontiere: AL SUD 90% IMMIGRATI stagionali impiegati in agricoltura LAVORA IN NERO. Paghe da fame, nessuna tutela, povertà estrema e condizioni sanitarie inaccettabili Sono costretti ad accettare orari impossibili, reclutamenti quotidiani da ‘caporali’ e un salario dai 3 a 5 euro al giorno. La metà guadagna tra i 26 e i 40 euro al giorno, ma un terzo 25 euro o anche meno. Il che significa, ad esempio nel foggiano, che la paga per raccogliere un cassone di pomodori da 350 chili è di quattro-sei euro, cui va tolta poi la “tara” di tre-cinque euro giornalieri destinati ai caporali.
Giornate infinite che iniziano quando è ancora notte e finiscono in luoghi squallidi, in condizioni igieniche più che precarie. Una vita da paria, socialmente nulla. E se si prova a protestare, botte. Punizioni esemplari, per educare anche gli altri.
“Una situazione drammatica e vergognosa per uno stato di diritto e membro dell’Unione Europea, su cui il silenzio è assordante” commenta Antonio Virgilio, responsabile dei progetti italiani di Medici Senza Frontiere. Un panorama desolante, che molti ignorano e troppi fanno finta di non vedere, denuncia MSF: dai sindaci alle forze dello stato, dalle associazioni di categoria ai ministeri, agli ispettorati del lavoro, che contribuiscono così a considerare la mostruosità come necessaria per sostenere le economie locali
PENSIERO
Questo non è un’immagine negativa del paese. E’ la realtà
IN MEMORIAM
13/09/2007 Terni Un operaio di 59 anni e’ morto in un cantiere edile a Terni. L’uomo e’ stato travolto e ucciso dall’autocarro dal quale stava scaricando una lastra d’acciaio. Secondo una prima ricostruzione il mezzo si e’ mosso all’improvviso e l’operaio e’ morto tentando di fermarlo
Commento di anne warren — 30 Gennaio 2008 #
buongiorno, il mio vuole essere un appello. Stiamo organizzando per ottobre 2008 un forum europeo “La forza della non violenza” e all’interno di questi forum è previsto un tavolo il cui tema è: OLTRE LA GIUSTIZIA, AL DI LA’ DELLA VENDETTA
Testimonianze di chi ha trasformato il dolore in impegno sociale e nuova umanità
Stiamo cercando persone che vogliano raccontarci la loro esperienza
Cosa succede nel cuore e nella coscienza quando una persona cara ci viene strappata perché impegnata nella lotta contro la mafia, o perché impegnata in una zona di guerra, o semplicemente perché andando a lavorare si trova al posto sbagliato e nel momento sbagliato e non torna piu’ a casa.
Con chi te la prendi, quando è una mano invisibile a colpire, quando non hai “un nemico” con cui prendertela, ma parole grandi come mafia, guerra o terrorismo.
Come si fa a ritrovare la pace necessaria per andare avanti nella propria esistenza?
grazie isabella
Commento di isabella testino — 27 Marzo 2008 #
Beh che dire…gran signore quel tal Giovanni che definisce il nostro Presidente Provinciale Pozza(di cui ne andiamo fieri)uno “schifosetto”…povero il Sig.re Giovanni.. non ha neppure la possibilità di poter ammirare le imprese di quel governo Prodi tanto vicino alla gente…A CASA
Commento di Silvana — 19 Aprile 2008 #
“Trovo assurdo si possa morire per lavorare”. E’ successo ancora e forse succederà ancora. Anche l’industria campana ha di nuovo caduto per lavoro in un campo, quello della lavorazione del pomodoro, dove è padrona incondizionata. E’accaduto in un’azienda di respiro internazionale, l’azienda “AR” di proprietà del “Il re del pomodoro” Antonino Russo che negli ultimi mesi ha raggiunto l’agognato accordo con la società inglese Princes ( parte della Giapponese Mitsubishi) e che confluirà in una nuova società con sede a Foggia dove sta già costruendo uno stabilimento di 80,000 mq, in parte sovvenzionata da Sviluppo Italia. La tragedia è accaduta nel deposito dell’azienda AR di Sant’Antonio Abate dove un operaio Massimo Borriello di 37 anni, sposato e padre di re figli ha trovato la morte.
Una morte assurda su cui indaga la magistratura, per l’operaio non c’è stato nulla da fare, è rimasto schiacciato da due grossi imballi di concentrato di pomodoro, provenienti dal Sud America, una morte tragica sulla quale pendono tante ombre. Speriamo che con la nascita di questo accordo internazionale vengano applicate le norme di sicurezza come negli altri stati, per scongiurare in futuro simili disgrazie.
Commento di antonio cataldo — 15 Maggio 2008 #