Silvano Agosti

Maggio 26, 2008 on 2:16 am | In Politica |

Meno male che Silvano c’è. Al nostro comune amico Silvano Agosti, poeta e cineasta, ai suoi settant’anni vissuti con lo sguardo di un bambino, Ric Farina ha reso omaggio con questo video.


47 Commenti »

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  1. mitico “il discorso tipico dello schiavo” ! grande pensatore Silvano Agosti !

    Commento di manuele — 26 Maggio 2008 #

  2. http://it.youtube.com/watch?v=uD0UK0KOu9s

    Commento di manuele — 26 Maggio 2008 #

  3. Grazie!

    Commento di Sergio Zampieri — 26 Maggio 2008 #

  4. …e si Silvano la vita e` una sola e va Vissuta, di zombi che rigurgitano suoni ne sono piene le strade..

    Commento di alfio de roberti — 26 Maggio 2008 #

  5. Ho il film “D’amore si vive” di Silvano Agosti.
    Poesia attraverso le immagini.

    walter

    Commento di walter — 26 Maggio 2008 #

  6. Complimenti Ric, un bel lavoro su Silvano. Anche tu sei rimasto stupito del fatto che Silvano non chiuda mai la porta di casa sua? E hai visto la sua cantina con tutte le pizze cinematografiche e la vecchia moviola che lui conserva con molta cura?

    Giovanni

    Commento di giovanni — 26 Maggio 2008 #

  7. Grazie Ric, grazie Piero e grazie a questo non più (per me) sconosciuto Silvano Agosti, persona autentica

    Commento di Marcello — 26 Maggio 2008 #

  8. oggi Silvano Agosti
    ieri Vietato Respirare
    prima l’incontro con Antonio Ricci ecc.ecc.

    grazie pieroricca.org

    Commento di mauro — 26 Maggio 2008 #

  9. grazie ric farina un buon modo di iniziare la giornata ,dolcezza e poesia per non perdersi nel traffico della disperazione .

    Commento di stella marina — 26 Maggio 2008 #

  10. Agosti è stato nostro ospite a Foligno tre mesi fa. Un personaggio eccentrico e spiazzante, a volte poetico, talora insopportabilmente provocatorio, comunque non omologato al conformismo imperante ed encomiabile per il suo impegno in difesa della legge Basaglia. “Matti da slegare” resta il suo lavoro più famoso ed è molto bella la collaborazione con Ughi per la musica di Vivaldi. Mi lasciano perplesso la sua amicizia con Fabio Volo e certe estremizzazioni polemiche, ma è stimolante confrontarsi con lui.

    Commento di Francesco Moroni — 26 Maggio 2008 #

  11. Chisciotte, piano piano, lotta contro i mulini
    a vento dell’indifferenza verso la Vita.

    Silvano, come Alda( un ritratto di Alda Merini
    che trovate su YouTube digitando Ricky Farina),
    fa parte di un più ampio progetto: I DINOSAURI.

    Sette ritratti di sette poeti, visti come
    “anima(li)” in via di estinzione…

    Fa piacere che l’amico Piero dia visibilità
    anche alla poesia, non solo di politica si
    vive. Giusto?

    Grazie.

    Ciao Giovanni, ho visto il tuo doc sulla
    “strega”, complimenti a te!

    La porta di Silvano è sempre aperta, è vero,
    e la cosa sorprendente è che non hanno mai
    rubato in casa sua!

    un saluto da Ricky Farina

    Commento di ardocchio — 26 Maggio 2008 #

  12. Silvano mi ha appena scritto un sms,
    dice: “la massima eversione è vivere”.

    Commento di ardocchio — 26 Maggio 2008 #

  13. Silvano, sono veneto e qui come ben sai la vita è frenetica, se ti serve un aiuto verrei volentieri nel tuo cinema, ciao

    Commento di giacomo — 26 Maggio 2008 #

  14. Mitico Silvano, ho conosciuto Silvano da poco tempo, gran maestro di vita, con i suoi racconti mi ha aiutato molto a perfezionare il mio pensiero.

    Commento di vittoriodigiacinto — 26 Maggio 2008 #

  15. Ottima scelta delle musiche

    Commento di Brian Eno — 26 Maggio 2008 #

  16. ma chi è sto stronzo???!!!

    Commento di fdkjgh — 26 Maggio 2008 #

  17. Silvano Agosti!
    Io andavo spesso all’Azzurro Scipioni, la roccaforte del cinema cult a Roma!

    Commento di Belle — 26 Maggio 2008 #

  18. Meravigliosamente notevole.
    Grazie Silvano, oggi hai rallegrato Noi “cittadino qualunque” per il semplice fatto che condividiamo granparte delle tue riflessioni.
    Prima o poi ci risentiremo nuovamente…

    “Un vero schiavo ama il suo padrone”

    Commento di Noi "cittadini qualunque" — 26 Maggio 2008 #

  19. Grande Silvano, il tuo libro “Lettere dalla kirghisia” è semplicemente FANTASTICO…sono anch’io alla ricerca della “mia” Kirghisia, e poco alla volta come un piccolo puzzle si compone…grande grande SILVANO..
    Ciao Silvano e un grazie a te Piero…

    Commento di davide — 26 Maggio 2008 #

  20. Bello.
    Grazie Piero.

    Commento di Domenico — 26 Maggio 2008 #

  21. Articolo de “Il Giornale ” on line:www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=264439. Il sindaco Alemanno vuol dedicare una via di Roma a Bettino Craxi.

    Commento di andrea barsotti — 26 Maggio 2008 #

  22. Complimenti :)

    Commento di Fabrizio — 26 Maggio 2008 #

  23. La rivoluzione e’ gia’ iniziata:
    http://spertejo.splinder.com/

    Commento di Roberto Lepera — 26 Maggio 2008 #

  24. MA CON GRILLO ZERO ASSOLUTO? FINE TOTALE?

    Commento di andrea C. — 26 Maggio 2008 #

  25. Mitico Silvano, veramente una bella scoperta,
    un essere che vive la vita assaporandone le sfumature e gli attimi.
    Si prende il tempo per osservare, per pensare e capire.
    Dal suo cinema di roma parla con il mondo, fantastico.

    Commento di Damiano — 26 Maggio 2008 #

  26. COMPLIMENTI PER IL VIDEO GRANDE AGOSTI

    Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera su alcune importanti questioni che il Paese sta fronteggiando.

    Antonio Di Pietro: «Da cosa cominciamo?»

    Corriere della Sera: Antonio Di Pietro, cominciamo dall’emergenza rifiuti.
    Antonio Di Pietro: «Beh, domanda un po’ vaga…»

    Corriere della Sera: Per rendere operative le discariche, lei è d’accordo o no con l’uso dei reparti di polizia e carabinieri, con l’uso dei manganelli e…
    Antonio Di Pietro: «Non prosegua, ho capito… e le rispondo subito che sì, certo, io penso che lo Stato debba farsi rispettare. Naturalmente è sempre auspicabile non dover ricorrere all’utilizzo della forza: ma, qualora ce ne fosse bisogno, non si può esitare. Vede, la situazione igienico- sanitaria, con l’arrivo del caldo, rischia di deflagrare e io dico che ogni Comune deve dare il suo contributo»

    Corriere della Sera: A Chiaiano la pensano diversamente.
    Antonio Di Pietro: «A Chiaiano c’è, però, una situazione diversa. Lì, la discarica dovrebbe sorgere nel bel mezzo del centro abitato e…»

    Corriere della Sera: E quindi?
    Antonio Di Pietro: «Le proteste degli abitanti paiono piuttosto comprensibili. Per questo, beh, ritengo che il governo sbagli nel cominciare a mostrare i muscoli proprio lì… purtroppo a Palazzo Chigi c’è una certa propensione a mostrare i muscoli, e non solo»

    Corriere della Sera: A cosa si riferisce?
    Antonio Di Pietro: «Alla questione immigrati»

    Corriere della Sera: Si spieghi.
    Antonio Di Pietro: «Quello dei clandestini è certamente un problema: ma un conto è mostrare i muscoli, il che può essere necessario, un conto è istigare»

    Corriere della Sera: A cosa?
    Antonio Di Pietro: «Eh, a cosa… Ho paura che, grazie ai toni usati da alcuni rappresentanti del governo, stia montando un certo estremismo xenofobo»

    Corriere della Sera: E quando in Parlamento arriverà il «pacchetto Maroni» sulla sicurezza?
    Antonio Di Pietro: «Valuteremo. Ma le anticipo che sul mio blog già compaiono 7 disegni di legge che affrontano il tema: e, se è vero ciò che ho capito, ci sono alcuni punti in comune con le più ragionevoli proposte di Maroni»

    Corriere della Sera: Quindi?
    Antonio Di Pietro: «Voteremo, compatti, a favore».

    Corriere della Sera: Veltroni sarà contento.
    Antonio Di Pietro: «Il Pd deve convincersi che l’avversario da battere non sono io, ma Berlusconi»

    Corriere della Sera: In effetti…
    Antonio Di Pietro: «Ma vuole che non me ne sia accorto? Sono terrorizzati dall’idea che gli porti via voti. Ma mica è colpa mia se i militanti del Pd mi si avvicinano e mi dicono: tu sì che fai opposizione al Cavaliere…»

    Corriere della Sera: Eppure Veltroni ha varato persino un governo ombra.
    Antonio Di Pietro: «Mi ascolti: io, su fatti concreti, come l’emendamento che il governo si appresta a varare per salvare Retequattro e fare un piacere personale al premier, mi batto e domani organizzo pure una manifestazione davanti a Montecitorio… Mentre loro? Perdono tempo… prima di prendere una decisione devono ascoltare D’Alema, e poi Fassino, e poi di nuovo D’Alema che ha parlato con Bersani… stanno troppo tempo al Loft invece di essere tost»

    Corriere della Sera: Perché l’Italia dei valori…
    Antonio Di Pietro: «Siamo piccoli, va bene. Ma decisi»

    Corriere della Sera: Appunto, piccoli. Ha sentito cosa dice Giorgio Tonini, fidato collaboratore di Veltroni? «L’opposizione vera morde e non abbaia. Sono i cagnolini che abbaiano…».
    Antonio Di Pietro: «Di cattivo gusto, come minimo»

    Corriere della Sera: Un’ultima domanda: ma…
    Antonio Di Pietro: «Senta, le dico una cosa che non sa: se qualcuno pensa di tornare al nucleare, noi organizzeremo un referendum»

    Corriere della Sera: Piccola notizia. E lei sarebbe per il sì o per il no?
    Antonio Di Pietro: «Se il nucleare è quello attuale, siamo per il no. E voglio proprio vedere se, almeno su questo, il Pd avrà la forza di venirci dietro…»

    Commento di MARCO da Napoli — 26 Maggio 2008 #

  27. Comunica le tue idee e partecipa attivamente!
    http://spertejo.splinder.com/

    Commento di Roberto Lepera — 26 Maggio 2008 #

  28. Smettere di fumare definitivamente e riprendersi la propria vita. Viva la vita, muoia la morte!

    Commento di Marco Perego — 26 Maggio 2008 #

  29. Un uomo intelligente,uno da mettere subito ministro della cultura al posto di Bondi.

    Commento di fra — 26 Maggio 2008 #

  30. Caro Piero!
    Ho visto Vietato respirare!
    Fatto molto bene! Ottimo!
    -
    Certo che con quella giacca nera, la tua mole e la tua barba mentre vai in giro per Napoli sembri un po BUD SPENCER nel film Lo chiamavano bulldozer…

    Commento di RICCArdo — 26 Maggio 2008 #

  31. Volevo ringraziare Piero Ricca per il grande impegno da esso profuso nello spianare la strada alla grande vittoria della destra in Italia.
    E’ grazie agli indomiti giornalisti(!) come Ricca se gli italiani sono informati sul grave pericolo costituito dalle inquietanti figure del Gabibbo e delle Veline di Ricci che incombono sopra le loro teste come spada di Damocle e per di piu’ “fuorviante”.
    Grazie a te, custode della verità assoluta e sacerdote addetto all’integrita dell’intelletto altrui. Mille e poi mille dei tuoi servizi ancora. Piu’ metti il muso fuori e piu’ noi vinciamo.

    Commento di Fabrizio — 27 Maggio 2008 #

  32. Grazie Silvano,

    grazie Ric e tutti voi ragazzi che avete collaborato,

    grazie Piero che per una volta ci hai risparmiato le consuete grottesche maschere…

    Commento di E. — 27 Maggio 2008 #

  33. chi è il musicista che suona il vibrafono?
    grazie piero del corto.
    un abbraccio

    Commento di luca — 27 Maggio 2008 #

  34. Vi racconto questa,
    erano anni che volevo vedere un film dal titolo “THX 1138″, il primo film di George Lucas (titolo italiano “L’uomo che fuggi’ dal futuro”).
    Una decina d’anni fa sfoglio il giornale e, paf,
    eccotelo la, l’uomo che fuggi’ dal futuro, all’Azzurro Scipioni, il cinema di Silvano Agosti.
    Vedo a che ora inizia, alle 20:30, guardo l’orologio, le 20:27. No cazzo! Non posso perdermelo, ma non arrivero mai in tempo. Poi ho un’intuizione, li chiamo. Telefono e chiedo “ma veramente inizia tra due minuti??”. La risposta non me la scordero’ mai “Si ma se vuoi ti aspettiamo, sei l’unico spettatore”. Corro, arrivo, guardo il cassiere e dico “sono io!”. “Ah bene vieni vieni che iniziamo”. Ero veramente l’unico spettatore ed e’ stata la piu’ bella proiezione della mia vita. Una cosa da farti innamorare del cinema per sempre. Grazie!

    Commento di Francesco — 28 Maggio 2008 #

  35. silvano ho avuto il piacere di incontrarlo un mese fa a proposito di una chiaccherata in un parco di Trento condivisa con dei lettori e altri esseri umani,
    grazie del video,
    forse un giorno riscopriremo il colore eterno dell’innocenza,
    abbracci

    Commento di follA — 28 Maggio 2008 #

  36. In questo momento all’Azzurro Scipioni, il più importante cinema della Kirghisia, è la notte dei sogni. Io sono lì - anche se nessuno mi ha visto - nella saletta Lumière (perché non chiamarla Méliès?) in buona compagnia. In un angolino, forse dietro allo schermo, scriverò - di nascosto - un possibile anagramma di “SILVANO AGOSTI”: l’anagramma lo svelo qui ed è “NAVIGASTI SOLO”. Solo nel senso dell’indipendenza, dell’autonomia e clandestinità del cinema (come della vita) nell’attuale cultura, ma circondato da un numero sempre crescente di amici. Buon anno, mese, giorno, ora, minuto, secondo ed attimo, a tutti!

    Commento di Stefano — 1 Gennaio 2009 #

  37. @Francesco Moroni:

    «Nelle mie rare visite a Brescia andavo spesso alla forneria di Viale Venezia, dove la bella fornaia, florida e dalla carnagione bianchissima, mi accoglieva con affabilità. Così abbiamo fatto amicizia e un giorno la bella signora mi ha chiesto se per favore potevo parlare col figlio adolescente, anzi, quasi giovane, che le pareva inquieto, nel modo di essere e comunicare con gli altri. E allora esce questo ragazzo sulla piazzetta e mi confessa che dal retro della forneria dove lavora mi aveva sentito varie volte parlare con la madre e le aveva detto “Mamma, quando viene “quello strano” mi fai parlare con lui?”
    E così eccoci qui, uno di fronte all’altro lui “strano” per la madre e io “strano” per lui. Il ragazzo rivela da subito un’incredibile vitalità, lo sguardo scintillante. Mi racconta che per tollerare di doversi alzare col buio a lavorare, cerca di ingannare il tempo organizzando vere e proprie gare tra le varie qualità di pane che vanno avviate al forno.
    Così mi improvvisa una radiocronaca esilarante dove le rosette stanno per superare gli sfilatini che purtroppo d’improvviso vengono a loro volta superati dalle mantovane e dal pane all’olio “ma ecco che dal gruppo esce Fabio (il nome del ragazzo) con un guizzo supera tutti e vince, vince, vinceee.” Con un magnifico sorriso Fabio celebra l’emozione della sua immaginaria vittoria sul popolo delle rosette, delle mantovane e degli sfilatini. Ma subito racconta che il padre passandogli accanto mormora “Taci e lavora.”
    E’ talmente bravo a divertirmi che gli dico “Guardami negli occhi, da oggi basta panini.” “E cosa faccio?” Chiede incuriosito, quasi allarmato.
    “Tu sei un grande intrattenitore. Vai in qualsiasi bar, in qualsiasi luogo pubblico e avrai successo, solo così, semplicemente parlando, come sai fare tu.” “E poi cosa faccio?”
    “Comincia a leggere questo libro.” Gli porgo “La ragion pura” un mio romanzo appena stampato. “No, grazie i libri io li detesto, ho fatto la terza media, basta libri, basta”.
    “Guarda che io scrivo per chi non legge mai, quindi per te.” Gli dico sorridendo. Lui, poco convinto mette il libro in una tasca della tuta. “Scusa, devo tornare a fare il pane.” “Prometti che oggi sarà l’ultimo giorno.”
    Non mi ha sentito, è sparito correndo nella forneria da dove si è sentita la voce del padre ad alto volume chiedere “Dov’è Fabio?” Il giorno dopo gli chiedo se ha letto il libro e lui si illumina nel volto. “Bello, bello. Ne hai un altro? Questi non sono libri, questa è la vita…”
    Oggi questo ragazzo è cresciuto e i libri, oltre a leggerli li scrive.
    Non si chiama più, come allora, Fabio Bonetti. E’ assai più noto come Fabio Volo». (Silvano Agosti, DIARIO AZZURRO n.262 del 03.12.2008)

    Commento di Stefano — 3 Gennaio 2009 #

  38. SILVANO-PLATONE: 2-1. In un certo senso si può dire, forse, che Silvano ripropone il “mito della caverna” di Platone. Con la meravigliosa differenza, rispetto al mito, che lui, oltre a voler liberare i prigionieri incatenati, vuole liberare anche gli uomini che agitano le sagome davanti al fuoco per proiettare le ombre (la realtà apparente) sulla parete. Per Silvano quegli uomini (quella manciata di esseri umani malati di “potere” che tirano le redini del mondo) sono anch’essi prigionieri perché sono costretti per tutta la loro esistenza a muovere sagome dietro al muretto per mantenere i propri privilegi. Essi non sanno che, impedendo all’umanità di vivere, impediscono di vivere anche a se stessi. Quindi liberando loro le ombre (discarica televisiva ecc.) scompaiono e prima o poi anche gli schiavi legati, non vedendo più ombre sulla parete, proverebbero il desideri di girare la testa verso l’uscita della caverna e di essere liberi.
    Forse è interessante riflettere su questo punto, ovvero sul fatto che più che “contestati” i potenti vanno “compatiti”. E guariti.
    Un abbraccio.

    Commento di Stefano — 12 Gennaio 2009 #

  39. “Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”. (Silvano Agosti)

    Commento di Stefano — 7 Febbraio 2009 #

  40. “Ogni associazionismo è dissociante rispetto all’insieme degli uomini. Esiste l’umanità: che bisogno c’è di fare l’associazione!” (Silvano Agosti)

    Commento di Stefano — 1 Marzo 2009 #

  41. Questa mattina, nella casa di cura per anziani dove sta mia zia, una donna in età avanzata lanciava degli urli di disperazione con un lamento che assomigliava di più a quello di una bambina che di una vecchia. Così per tutto il tempo in cui sono stato lì, circa un paio d’ore. Le grida avevano una tale intensità da provocare sconcerto in tutto l’edificio, al punto che il personale ha chiuso la porta della stanza per attutire il disagio altrui. Prima di andarmene, dovendo recarmi nella sua stanza per lasciare alcuni oggetti personali nel comodino di mia zia che da alcuni giorni dorme nella stessa camera, uscendo e quasi di sfuggita, le ho dato una leggera carezza - un tocco appena - sulla spalla. Ha smesso di gridare e con infinita grazia ha alzato lo sguardo verso lo sconosciuto e dolcemente ha detto: «Grazie».

    «L’opera d’arte è questa propulsione immensa di vita che volentieri si fa contenere da una forma eccelsa che la esprime, ma l’opera d’arte è lì a ricordare agli esseri umani che sono loro il capolavoro» (Silvano Agosti)

    Commento di Stefano — 15 Marzo 2009 #

  42. Dalla storia del cinema d’autore ho scelto 100 film come diaframma attraverso cui mettere a fuoco una possibile visione della creatività umana e della vita:
    0.
    1. Le voyage dans la lune, Georges Méliès, 1902 (& altre opere)
    2 Alice in wonderland, Cecil Hepworth, 1903
    3. Fantasmagorie, Emile Cohl, 1908 (& altre opere)
    4. Das Kabinett des Doktor Caligari, Robert Wine, 1919
    5. The kid, Charlie Chaplin, 1921
    6. Nanook of the North, Robert Flaherty, 1922
    7. Nosferatu, F. W. Murnau, 1922
    8. Entr’acte, Rene Clair, 1924
    9. Bronenosets Potyomkin, Sergej Ejzenstejn, 1925
    10. Anémic cinéma, Marcel Duchamp, 1926
    11. Mat, Illarionovic Pudovkin, 1926
    12. The general, Buster Keaton, 1927
    13. Metropolis, Fritz Lang, 1927
    14. La passion de Jeanne d’Arc, Carl Th. Dreyer, 1928
    15. Un chien andalou, Luis Buñuel, 1929
    16. Chelovek s kino-apparatom, Dziga Vertov, 1929
    17. Zemlya, Aleksandr Dovzhenko, 1930
    18. Tabu, F. W. Murnau, 1931
    19. Vampyr, Carl Th. Dreyer, 1932
    20. Las Hurdes: tierra sin pan, Luis Buñuel, 1933
    21. Zéro de conduite, Jean Vigo, 1933
    22. L’Atalante, Jean Vigo, 1934
    23. Man of Aran, Robert Flaherty, 1934
    24. Tri pensi o Lenine, Dziga Vertov, 1934
    25. Modern times, Charlie Chaplin, 1936
    26. Aleksandr Nevsky, Sergej Ejzenstejn, 1938
    27. Citizen Kane, Orson Welles, 1941
    28. Ivan Groznyy, Sergej Ejzenstejn, 1943
    29. Sciuscià, Vittorio De Sica, 1946
    30. La voce umana (L’amore), Roberto Rosellini, 1948
    31. Rope, Alfred Hitchcock, 1948
    32. La terra trema, Luchino Visconti, 1948
    33. Nora inu, Akira Kurosawa, 1949
    34. Cisaruv slavík, Jiri Trnka, 1949
    35. Los olvidados, Luis Buñuel, 1950
    36. Rashomon, Akira Kurosawa, 1950
    37. Neighbours, Norman McLaren, 1952
    38. Ikiru, Akira Kurosawa, 1952
    39. La strada, Federico Fellini, 1954
    40. Rear window, Alfred Hitchcock, 1954
    41. Det sjunde inseglet, Ingmar Bergman, 1956
    42. Le ballon rouge, Albert Lamorisse, 1956 (& Crin Blanc, 1952)
    43. The man who knew too much, Alfred Hitchcock, 1956
    44. Un condamné à mort s’est échappé, Robert Bresson, 1956
    45. Aparajito, Satyajit Ray, 1956
    46. Paths of glory, Stanley Kubrick, 1957
    47. Smultronstället, Ingmar Bergman, 1957
    48. Mon oncle, Jacques Tati, 1958
    49. North by Northwest, Alfred Hitchcock, 1959
    50. Les quatre cents coups, Francois Truffaut, 1959 (& Les mistons, 1957)
    51. Hiroshima mon amour, Alan Resnais, 1959
    52. Psyco, Alfred Hitchcock, 1960
    53. La guerre des bouttons, Yves Robert, 1962
    54. Ivanovo detstovo, Andrej Tarkovskj, 1962
    55. El ángel exterminador, Luis Buñuel, 1962
    56. The birds, Alfred Hitchcock, 1963
    57. La ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1963
    58. La rabbia, Pier Paolo Pasolini, 1963
    59. Otto e mezzo, Federico Fellini, 1963
    60. Vidas secas, Nelson Pereira dos Santos, 1963
    61. Dr. Strangelove, Stanley Kubrick, 1964
    62. Il vangelo secondo Matteo, Pier Paolo Pasolini, 1964
    63. Crónica de un niño solo, Leonardo Favio, 1964
    64. Les amitiés particulières, Jean Delannoy, 1964
    65. Comizi d’amore, Pier Paolo Pasolini, 1965
    66. Persona, Ingmar Bergman, 1966
    67. Blow-Up, Michelangelo Antonioni, 1966
    68. Andrej Rublev, Andrej Tarkovskj, 1966
    69. Teorema, Pier Paolo Pasolini, 1968
    70. 2001: a space odyssey, Stanley Kubrick, 1968
    71. L’enfance nue, Maurice Pialat, 1968
    72. La Voie Lactée, Luis Buñuel, 1969
    73. Le vent d’est, Jean-Luc Godard, 1969
    74. L’enfant sauvage, Francois Truffaut, 1970
    75. Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni, 1970
    76. Il conformista, Bernardo Bertolucci, 1970
    77. Duel, Steven Spielberg, 1971
    78. Morte a Venezia, Luchino Visconti, 1971
    79. Le charme discret de la bourgeoisie, Luis Buñuel, 1972
    80. Le fantôme de la liberté, Luis Buñuel, 1974
    81. Dersu Uzala, Akira Kurosawa, 1975
    82. O Thiasos, Theodoros Angelopoulos, 1975
    83. Barry Lyndon, Stanley Kubrick, 1975
    84. L’argent de poche, Francois Truffaut, 1976
    85. Annie hall, Woody Allen, 1977
    86. Interiors, Woody Allen, 1978
    87. Du er ikke alene, Lasse Nielsen, 1978
    88. Manhattan, Woody Allen, 1979
    89. Prova d’orchestra, Federico Fellini, 1979
    90. Shining, Stanley Kubrick, 1980
    91. Barnens ö, Kay Pollak, 1980
    92. Flatlandia, Michele Emmer, 1982 (& Lenica, Svankmajer etc.)
    93. Koyaanisqatsi, Godfrey Reggio, 1982
    94. Fanny och Alexander, Ingmar Bergman, 1982
    95. Il pianeta azzurro, Franco Piavoli, 1982
    96. Zelig, Woody Allen, 1983
    97. Trilogy, Terence Davies, 1984
    98. Runaway Train, Andrej Konchalovskj, 1985
    99. Babettes gæstebud, Gabriel Axel, 1987
    100. Uova di garofano, Silvano Agosti, 1991

    Commento di Stefano — 15 Marzo 2009 #

  43. “La costituzione kirghisa è dunque composta da un solo articolo, facile da ricordare e quindi non scritto: «Al centro di ogni iniziativa, l’attenzione dello Stato e dei cittadini va innanzitutto all’essere umano».” (Da: Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia, Edizioni L’Immagine, Roma 2006)

    Commento di Stefano — 15 Marzo 2009 #

  44. Come scriveva Antoine, “l’essenziale è invisibile agli occhi”. “Il cinema è il mistero dell’invisibile”, aggiunge Silvano. Mi torna alla mente un piacevole ricordo: quando mia madre mi portò a vedere Marcel, il più grande mimo di tutti i tempi, al teatro municipale di Viña del Mar. Sul palco nudo, lui e nulla più. Nulla? Un mondo intero! Lo vedevi anche se non c’era. C’era anche se non lo vedevi. La presenza dell’assenza. L’assenza della presenza. Per la prima volta compresi il mistero dell’invisibile. Ecco perché nella mia lista di film ci sono due titoli quali “L’uomo che sapeva troppo” di Hitchcock e “Blow-Up” di Antonioni. Nel primo è presente una scena nella quale il canto di una madre raggiunge il figlioletto attraverso i corridoi e le scale del palazzo. Hitchcock filma la voce che sale le scale, gradino per gradino, percorre i corridoi e, infine, apre la porta chiusa a chiave della stanza in cui il bambino rapito si trova. Qualsiasi altro “regista” avrebbe ripreso: lei che canta / stacco / lui che ascolta. Hitchcock no perché, sebbene in ambito industriale, egli restava l’autore assoluto delle soluzioni adottate nei suoi film. E non si tratta solo di una soluzione sintattica, di un artificio retorico o stilistico, ma molto di più: qui viene fotografata una sostanza invisibile agli occhi, o meglio, visibile solo alle orecchia. Più oltre si spinse Antonioni in una straordinaria inquadratura nella scena finale di Blow-Up: egli, giocando come un bimbo, segue con la macchina da presa, delicatamente sul prato verde, la pallina da tennis invisibile che due mimi usavano per una partita e che, accidentalmente, finì fuori dal campo. La pallina non c’è, ma è praticamente impossibile non vederla. Impossibile non stare al gioco. Ecco, Silvano possiede questa chiave di lettura del mondo che è la stessa dei bimbi: è ancora capace de vedere l’invisibile (ai più, troppo distratti dalla civiltà attuale) e lo comunica con le sue parole, ora dette, ora scritte, ora filmate. Grazie.

    Commento di Stefano — 24 Marzo 2009 #

  45. Secondo me Richy Farina ha girato cortometraggi migliori di questo, sia come scelta del soggetto che come inquadrature.Ne cito uno in particolare (che è quello che per il momento amo di più),quello dedicato a Beatrice. La poetessa Beatrice si pone in un modo più umile e Ricky Farina, col suo cortometraggio, riesce a lanciare un messaggio più profondo e più utile. A me Silvano Agosti non piace, anche se riconosco le sue qualità di regista e montatore.Su questo corto esprimo solo un mio parere personale su una frase di Agosti che mi ha sbalordito più di tutte (oltre alla sciocca presunzione di saper trarre un profilo psicologico delle persone, osservandole dalla finestra):
    “Se tutti vivessero come me , il mondo sarebbe un Paradiso”.
    Secondo me, questa affermazione non vuole comunicare nulla di veramente utile e costruttivo per nessuno(visto che lui ci tiene tanto a questa società e a questa umanità da avere l’ irrefrenabile desiderio di dare consigli a tutti, anche a chi non gliene chiede, perchè è fermamente convinto di averne facoltà). A parer mio, è solo una egocentrica e narcisistica presunzione.E’ semplicemente una dichiarazione della propria personalità…e, come si suol dire , a buon intenditor poche parole.
    Di quel tipo di personalità, personalmente, diffido.

    Commento di fred — 5 Aprile 2009 #

  46. Strano ma Agosti nell’intervista non racconta che presso il suo cinema fa lavorare in nero i proiezionisti… Francamente mi sono rotto le scatole di queste persone che amano apparire come benefattori dell’umanità e invece sono sfruttatori perchè utilizzano la miseria della gente per sfruttarla meglio. E quando non servono più vengono congedati senza mezzi termini, senza liquidazione e senza niente di niente!
    Altro che discorso dello schiavo!

    Vi ricordate Bukowski:

    “Quelli che predicano la pace non hanno pace
    Quelli che predicano amore non hanno amore

    Attenti ai predicatori
    Attenti ai sapienti
    Attenti a quelli che leggono sempre libri
    Attenti a quelli che o detestano la povertà
    o ne sono orgogliosi”

    Commento di Nanook — 21 Gennaio 2010 #

  47. Io so che nella porta della saletta di proiezione dell’Azzurro Scipioni ci sono le firme di tanti adulti appartenenti al mondo del cinema e dello “spettacolo”. Allora mi è venuto in mente: perché non far dipingere, a quegli stupendi capolavori che sono i bambini di quattro anni appartenenti al mondo della vita che è il vero spettacolo, tutte le pareti del cineclub! Ho proposto la cosa sia a Silvano che ad Agosti: ora vedremo chi dei due sarà più sollecitato da questa idea. Sapremo se è rimasto ancora Silvano o se è già diventato Agosti?

    Commento di Stefano — 4 Agosto 2010 #

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