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	<title>Commenti a: Silvano Agosti</title>
	<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/</link>
	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 03:22:49 +0000</pubDate>
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		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-1170754</link>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 21:17:02 +0000</pubDate>
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					<description>Io so che nella porta della saletta di proiezione dell'Azzurro Scipioni ci sono le firme di tanti adulti appartenenti al mondo del cinema e dello &quot;spettacolo&quot;. Allora mi è venuto in mente: perché non far dipingere, a quegli stupendi capolavori che sono i bambini di quattro anni appartenenti al mondo della vita che è il vero spettacolo, tutte le pareti del cineclub! Ho proposto la cosa sia a Silvano che ad Agosti: ora vedremo chi dei due sarà più sollecitato da questa idea. Sapremo se è rimasto ancora Silvano o se è già diventato Agosti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io so che nella porta della saletta di proiezione dell&#8217;Azzurro Scipioni ci sono le firme di tanti adulti appartenenti al mondo del cinema e dello &#8220;spettacolo&#8221;. Allora mi è venuto in mente: perché non far dipingere, a quegli stupendi capolavori che sono i bambini di quattro anni appartenenti al mondo della vita che è il vero spettacolo, tutte le pareti del cineclub! Ho proposto la cosa sia a Silvano che ad Agosti: ora vedremo chi dei due sarà più sollecitato da questa idea. Sapremo se è rimasto ancora Silvano o se è già diventato Agosti?
</p>
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		<title>di Nanook</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-1061990</link>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 17:50:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-1061990</guid>
					<description>Strano ma Agosti nell'intervista non racconta che presso il suo cinema fa lavorare in nero i proiezionisti... Francamente mi sono rotto le scatole di queste persone che amano apparire come benefattori dell'umanità e invece sono sfruttatori perchè utilizzano la miseria della gente per sfruttarla meglio. E quando non servono più vengono congedati senza mezzi termini, senza liquidazione e senza niente di niente!
Altro che discorso dello schiavo!

Vi ricordate Bukowski:

&quot;Quelli che predicano la pace non hanno pace 
Quelli che predicano amore non hanno amore 

Attenti ai predicatori 
Attenti ai sapienti
Attenti a quelli che leggono sempre libri 
Attenti a quelli che o detestano la povertà 
o ne sono orgogliosi&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Strano ma Agosti nell&#8217;intervista non racconta che presso il suo cinema fa lavorare in nero i proiezionisti&#8230; Francamente mi sono rotto le scatole di queste persone che amano apparire come benefattori dell&#8217;umanità e invece sono sfruttatori perchè utilizzano la miseria della gente per sfruttarla meglio. E quando non servono più vengono congedati senza mezzi termini, senza liquidazione e senza niente di niente!<br />
Altro che discorso dello schiavo!</p>
<p>Vi ricordate Bukowski:</p>
<p>&#8220;Quelli che predicano la pace non hanno pace<br />
Quelli che predicano amore non hanno amore </p>
<p>Attenti ai predicatori<br />
Attenti ai sapienti<br />
Attenti a quelli che leggono sempre libri<br />
Attenti a quelli che o detestano la povertà<br />
o ne sono orgogliosi&#8221;
</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>di fred</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-889453</link>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 07:13:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-889453</guid>
					<description>Secondo me Richy Farina ha girato cortometraggi migliori di questo, sia come scelta del soggetto che come inquadrature.Ne cito uno in particolare (che è quello che per il momento amo di più),quello dedicato a Beatrice. La poetessa Beatrice si pone in un modo più umile e Ricky Farina, col suo  cortometraggio, riesce a lanciare un messaggio più profondo e più utile. A me Silvano Agosti non piace, anche se riconosco le sue qualità di regista e montatore.Su questo corto esprimo solo un mio parere personale su una frase di Agosti che mi ha sbalordito più di tutte (oltre alla sciocca presunzione di saper trarre un profilo psicologico delle persone, osservandole dalla finestra): 
 “Se tutti vivessero come me , il mondo sarebbe un Paradiso”.
Secondo me, questa affermazione non vuole comunicare nulla di veramente utile e costruttivo per nessuno(visto che lui ci tiene tanto a questa società e a questa umanità da avere l’ irrefrenabile desiderio di dare consigli a tutti, anche a chi non gliene chiede, perchè è fermamente convinto di averne facoltà). A parer mio, è solo una egocentrica e narcisistica presunzione.E' semplicemente una dichiarazione della propria personalità…e, come si suol dire , a buon intenditor poche parole.
Di quel tipo di personalità, personalmente,  diffido.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me Richy Farina ha girato cortometraggi migliori di questo, sia come scelta del soggetto che come inquadrature.Ne cito uno in particolare (che è quello che per il momento amo di più),quello dedicato a Beatrice. La poetessa Beatrice si pone in un modo più umile e Ricky Farina, col suo  cortometraggio, riesce a lanciare un messaggio più profondo e più utile. A me Silvano Agosti non piace, anche se riconosco le sue qualità di regista e montatore.Su questo corto esprimo solo un mio parere personale su una frase di Agosti che mi ha sbalordito più di tutte (oltre alla sciocca presunzione di saper trarre un profilo psicologico delle persone, osservandole dalla finestra):<br />
 “Se tutti vivessero come me , il mondo sarebbe un Paradiso”.<br />
Secondo me, questa affermazione non vuole comunicare nulla di veramente utile e costruttivo per nessuno(visto che lui ci tiene tanto a questa società e a questa umanità da avere l’ irrefrenabile desiderio di dare consigli a tutti, anche a chi non gliene chiede, perchè è fermamente convinto di averne facoltà). A parer mio, è solo una egocentrica e narcisistica presunzione.E&#8217; semplicemente una dichiarazione della propria personalità…e, come si suol dire , a buon intenditor poche parole.<br />
Di quel tipo di personalità, personalmente,  diffido.
</p>
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	<item>
		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-878356</link>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 15:00:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-878356</guid>
					<description>Come scriveva Antoine, &quot;l'essenziale è invisibile agli occhi&quot;. &quot;Il cinema è il mistero dell'invisibile&quot;, aggiunge Silvano. Mi torna alla mente un piacevole ricordo: quando mia madre mi portò a vedere Marcel, il più grande mimo di tutti i tempi, al teatro municipale di Viña del Mar. Sul palco nudo, lui e nulla più. Nulla? Un mondo intero! Lo vedevi anche se non c'era. C'era anche se non lo vedevi. La presenza dell'assenza. L'assenza della presenza. Per la prima volta compresi il mistero dell'invisibile. Ecco perché nella mia lista di film ci sono due titoli quali &quot;L'uomo che sapeva troppo&quot; di Hitchcock e &quot;Blow-Up&quot; di Antonioni. Nel primo è presente una scena nella quale il canto di una madre raggiunge il figlioletto attraverso i corridoi e le scale del palazzo. Hitchcock filma la voce che sale le scale, gradino per gradino, percorre i corridoi e, infine, apre la porta chiusa a chiave della stanza in cui il bambino rapito si trova. Qualsiasi altro &quot;regista&quot; avrebbe ripreso: lei che canta / stacco / lui che ascolta. Hitchcock no perché, sebbene in ambito industriale, egli restava l'autore assoluto delle soluzioni adottate nei suoi film. E non si tratta solo di una soluzione sintattica, di un artificio retorico o stilistico, ma molto di più: qui viene fotografata una sostanza invisibile agli occhi, o meglio, visibile solo alle orecchia. Più oltre si spinse Antonioni in una straordinaria inquadratura nella scena finale di Blow-Up: egli, giocando come un bimbo, segue con la macchina da presa, delicatamente sul prato verde, la pallina da tennis invisibile che due mimi usavano per una partita e che, accidentalmente, finì fuori dal campo. La pallina non c'è, ma è praticamente impossibile non vederla. Impossibile non stare al gioco. Ecco, Silvano possiede questa chiave di lettura del mondo che è la stessa dei bimbi: è ancora capace de vedere l'invisibile (ai più, troppo distratti dalla civiltà attuale) e lo comunica con le sue parole, ora dette, ora scritte, ora filmate. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come scriveva Antoine, &#8220;l&#8217;essenziale è invisibile agli occhi&#8221;. &#8220;Il cinema è il mistero dell&#8217;invisibile&#8221;, aggiunge Silvano. Mi torna alla mente un piacevole ricordo: quando mia madre mi portò a vedere Marcel, il più grande mimo di tutti i tempi, al teatro municipale di Viña del Mar. Sul palco nudo, lui e nulla più. Nulla? Un mondo intero! Lo vedevi anche se non c&#8217;era. C&#8217;era anche se non lo vedevi. La presenza dell&#8217;assenza. L&#8217;assenza della presenza. Per la prima volta compresi il mistero dell&#8217;invisibile. Ecco perché nella mia lista di film ci sono due titoli quali &#8220;L&#8217;uomo che sapeva troppo&#8221; di Hitchcock e &#8220;Blow-Up&#8221; di Antonioni. Nel primo è presente una scena nella quale il canto di una madre raggiunge il figlioletto attraverso i corridoi e le scale del palazzo. Hitchcock filma la voce che sale le scale, gradino per gradino, percorre i corridoi e, infine, apre la porta chiusa a chiave della stanza in cui il bambino rapito si trova. Qualsiasi altro &#8220;regista&#8221; avrebbe ripreso: lei che canta / stacco / lui che ascolta. Hitchcock no perché, sebbene in ambito industriale, egli restava l&#8217;autore assoluto delle soluzioni adottate nei suoi film. E non si tratta solo di una soluzione sintattica, di un artificio retorico o stilistico, ma molto di più: qui viene fotografata una sostanza invisibile agli occhi, o meglio, visibile solo alle orecchia. Più oltre si spinse Antonioni in una straordinaria inquadratura nella scena finale di Blow-Up: egli, giocando come un bimbo, segue con la macchina da presa, delicatamente sul prato verde, la pallina da tennis invisibile che due mimi usavano per una partita e che, accidentalmente, finì fuori dal campo. La pallina non c&#8217;è, ma è praticamente impossibile non vederla. Impossibile non stare al gioco. Ecco, Silvano possiede questa chiave di lettura del mondo che è la stessa dei bimbi: è ancora capace de vedere l&#8217;invisibile (ai più, troppo distratti dalla civiltà attuale) e lo comunica con le sue parole, ora dette, ora scritte, ora filmate. Grazie.
</p>
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	<item>
		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-872943</link>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:30:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-872943</guid>
					<description>&quot;La costituzione kirghisa è dunque composta da un solo articolo, facile da ricordare e quindi non scritto:  «Al centro di ogni iniziativa, l'attenzione dello Stato e dei cittadini va innanzitutto all'essere umano».&quot; (Da: Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia, Edizioni L'Immagine, Roma 2006)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La costituzione kirghisa è dunque composta da un solo articolo, facile da ricordare e quindi non scritto:  «Al centro di ogni iniziativa, l&#8217;attenzione dello Stato e dei cittadini va innanzitutto all&#8217;essere umano».&#8221; (Da: Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia, Edizioni L&#8217;Immagine, Roma 2006)
</p>
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	<item>
		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-872942</link>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:25:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-872942</guid>
					<description>Dalla storia del cinema d'autore ho scelto 100 film come diaframma attraverso cui mettere a fuoco una possibile visione della creatività umana e della vita:
0.
1.	Le voyage dans la lune, Georges Méliès, 1902 (&amp;#38; altre opere)
2      Alice in wonderland, Cecil Hepworth, 1903
3.	Fantasmagorie, Emile Cohl, 1908 (&amp;#38; altre opere)
4.	Das Kabinett des Doktor Caligari, Robert Wine, 1919
5.	The kid, Charlie Chaplin, 1921
6.	Nanook of  the North, Robert Flaherty, 1922
7.	Nosferatu, F. W. Murnau, 1922
8.	Entr’acte, Rene Clair, 1924
9.	Bronenosets Potyomkin, Sergej Ejzenstejn, 1925
10.	Anémic cinéma, Marcel Duchamp, 1926
11.	Mat, Illarionovic Pudovkin, 1926
12.	The general, Buster Keaton, 1927
13.	Metropolis, Fritz Lang, 1927
14.	La passion de Jeanne d’Arc, Carl Th. Dreyer, 1928
15.	Un chien andalou, Luis Buñuel, 1929
16.	Chelovek s kino-apparatom, Dziga Vertov, 1929
17.	Zemlya, Aleksandr Dovzhenko, 1930
18.	Tabu, F. W. Murnau, 1931
19.	Vampyr, Carl Th. Dreyer, 1932
20.	Las Hurdes: tierra sin pan, Luis Buñuel, 1933
21.	Zéro de conduite, Jean Vigo, 1933
22.	L’Atalante, Jean Vigo, 1934
23.	Man of Aran, Robert Flaherty, 1934
24.	Tri pensi o Lenine, Dziga Vertov, 1934
25.	Modern times, Charlie Chaplin, 1936
26.	Aleksandr Nevsky, Sergej Ejzenstejn, 1938
27.	Citizen Kane, Orson Welles, 1941
28.	Ivan Groznyy, Sergej Ejzenstejn, 1943
29.	Sciuscià, Vittorio De Sica, 1946
30.	La voce umana (L’amore), Roberto Rosellini, 1948
31.	Rope, Alfred Hitchcock, 1948
32.	La terra trema, Luchino Visconti, 1948
33.	Nora inu, Akira Kurosawa, 1949
34.	Cisaruv slavík, Jiri Trnka, 1949
35.	Los olvidados, Luis Buñuel, 1950
36.	Rashomon, Akira Kurosawa, 1950
37.	Neighbours, Norman McLaren, 1952
38.	Ikiru, Akira Kurosawa, 1952
39.	La strada, Federico Fellini, 1954
40.	Rear window, Alfred Hitchcock, 1954
41.	Det sjunde inseglet, Ingmar Bergman, 1956
42.	Le ballon rouge, Albert Lamorisse, 1956 (&amp;#38; Crin  Blanc, 1952)
43.	The man who knew too much, Alfred Hitchcock, 1956
44.	Un condamné à mort s’est échappé, Robert Bresson, 1956
45.	Aparajito, Satyajit Ray, 1956
46.	Paths of glory, Stanley Kubrick, 1957
47.	Smultronstället, Ingmar Bergman, 1957
48.	Mon oncle, Jacques Tati, 1958
49.	North by Northwest, Alfred Hitchcock, 1959
50.	Les quatre cents coups, Francois Truffaut, 1959 (&amp;#38; Les mistons, 1957)
51.	Hiroshima mon amour, Alan Resnais, 1959
52.	Psyco, Alfred Hitchcock, 1960
53.	La guerre des bouttons, Yves Robert, 1962
54.	Ivanovo detstovo, Andrej Tarkovskj, 1962
55.	El ángel exterminador, Luis Buñuel, 1962
56.	The birds, Alfred Hitchcock, 1963
57.	La ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1963
58.	La rabbia, Pier Paolo Pasolini, 1963
59.	Otto e mezzo, Federico Fellini, 1963
60.	Vidas secas, Nelson Pereira dos Santos, 1963
61.	Dr. Strangelove, Stanley Kubrick, 1964
62.	Il vangelo secondo Matteo, Pier Paolo Pasolini, 1964
63.	Crónica de un niño solo, Leonardo Favio, 1964
64.	Les amitiés particulières, Jean Delannoy, 1964
65.	Comizi d’amore, Pier Paolo Pasolini, 1965
66.	Persona, Ingmar Bergman, 1966
67.	Blow-Up, Michelangelo Antonioni, 1966
68.	Andrej Rublev, Andrej Tarkovskj, 1966
69.	Teorema, Pier Paolo Pasolini, 1968
70.	2001: a space odyssey, Stanley Kubrick, 1968
71.	L’enfance nue, Maurice Pialat, 1968
72.	La Voie Lactée, Luis Buñuel, 1969
73.	Le vent d’est, Jean-Luc Godard, 1969
74.	L’enfant sauvage, Francois Truffaut, 1970
75.	Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni, 1970
76.	Il conformista, Bernardo Bertolucci, 1970
77.	Duel, Steven Spielberg, 1971
78.	Morte a Venezia, Luchino Visconti, 1971
79.	Le charme discret de la bourgeoisie, Luis Buñuel, 1972
80.	Le fantôme de la liberté, Luis Buñuel, 1974
81.	Dersu Uzala, Akira Kurosawa, 1975
82.	O Thiasos, Theodoros Angelopoulos, 1975
83.	Barry Lyndon, Stanley Kubrick, 1975
84.	L’argent de poche, Francois Truffaut, 1976
85.	Annie hall, Woody Allen, 1977
86.	Interiors, Woody Allen, 1978
87.	Du er ikke alene, Lasse Nielsen, 1978
88.	Manhattan, Woody Allen, 1979
89.	Prova d’orchestra, Federico Fellini, 1979
90.	Shining, Stanley Kubrick, 1980
91.	Barnens ö, Kay Pollak, 1980
92.	Flatlandia, Michele Emmer, 1982 (&amp;#38; Lenica, Svankmajer etc.)
93.	Koyaanisqatsi, Godfrey Reggio, 1982
94.	Fanny och Alexander, Ingmar Bergman, 1982
95.	Il pianeta azzurro, Franco Piavoli, 1982
96.	Zelig, Woody Allen, 1983
97.	Trilogy, Terence Davies, 1984
98.	Runaway Train, Andrej Konchalovskj, 1985
99.	Babettes gæstebud, Gabriel Axel, 1987
100. Uova di garofano, Silvano Agosti, 1991</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla storia del cinema d&#8217;autore ho scelto 100 film come diaframma attraverso cui mettere a fuoco una possibile visione della creatività umana e della vita:<br />
0.<br />
1.	Le voyage dans la lune, Georges Méliès, 1902 (&amp; altre opere)<br />
2      Alice in wonderland, Cecil Hepworth, 1903<br />
3.	Fantasmagorie, Emile Cohl, 1908 (&amp; altre opere)<br />
4.	Das Kabinett des Doktor Caligari, Robert Wine, 1919<br />
5.	The kid, Charlie Chaplin, 1921<br />
6.	Nanook of  the North, Robert Flaherty, 1922<br />
7.	Nosferatu, F. W. Murnau, 1922<br />
8.	Entr’acte, Rene Clair, 1924<br />
9.	Bronenosets Potyomkin, Sergej Ejzenstejn, 1925<br />
10.	Anémic cinéma, Marcel Duchamp, 1926<br />
11.	Mat, Illarionovic Pudovkin, 1926<br />
12.	The general, Buster Keaton, 1927<br />
13.	Metropolis, Fritz Lang, 1927<br />
14.	La passion de Jeanne d’Arc, Carl Th. Dreyer, 1928<br />
15.	Un chien andalou, Luis Buñuel, 1929<br />
16.	Chelovek s kino-apparatom, Dziga Vertov, 1929<br />
17.	Zemlya, Aleksandr Dovzhenko, 1930<br />
18.	Tabu, F. W. Murnau, 1931<br />
19.	Vampyr, Carl Th. Dreyer, 1932<br />
20.	Las Hurdes: tierra sin pan, Luis Buñuel, 1933<br />
21.	Zéro de conduite, Jean Vigo, 1933<br />
22.	L’Atalante, Jean Vigo, 1934<br />
23.	Man of Aran, Robert Flaherty, 1934<br />
24.	Tri pensi o Lenine, Dziga Vertov, 1934<br />
25.	Modern times, Charlie Chaplin, 1936<br />
26.	Aleksandr Nevsky, Sergej Ejzenstejn, 1938<br />
27.	Citizen Kane, Orson Welles, 1941<br />
28.	Ivan Groznyy, Sergej Ejzenstejn, 1943<br />
29.	Sciuscià, Vittorio De Sica, 1946<br />
30.	La voce umana (L’amore), Roberto Rosellini, 1948<br />
31.	Rope, Alfred Hitchcock, 1948<br />
32.	La terra trema, Luchino Visconti, 1948<br />
33.	Nora inu, Akira Kurosawa, 1949<br />
34.	Cisaruv slavík, Jiri Trnka, 1949<br />
35.	Los olvidados, Luis Buñuel, 1950<br />
36.	Rashomon, Akira Kurosawa, 1950<br />
37.	Neighbours, Norman McLaren, 1952<br />
38.	Ikiru, Akira Kurosawa, 1952<br />
39.	La strada, Federico Fellini, 1954<br />
40.	Rear window, Alfred Hitchcock, 1954<br />
41.	Det sjunde inseglet, Ingmar Bergman, 1956<br />
42.	Le ballon rouge, Albert Lamorisse, 1956 (&amp; Crin  Blanc, 1952)<br />
43.	The man who knew too much, Alfred Hitchcock, 1956<br />
44.	Un condamné à mort s’est échappé, Robert Bresson, 1956<br />
45.	Aparajito, Satyajit Ray, 1956<br />
46.	Paths of glory, Stanley Kubrick, 1957<br />
47.	Smultronstället, Ingmar Bergman, 1957<br />
48.	Mon oncle, Jacques Tati, 1958<br />
49.	North by Northwest, Alfred Hitchcock, 1959<br />
50.	Les quatre cents coups, Francois Truffaut, 1959 (&amp; Les mistons, 1957)<br />
51.	Hiroshima mon amour, Alan Resnais, 1959<br />
52.	Psyco, Alfred Hitchcock, 1960<br />
53.	La guerre des bouttons, Yves Robert, 1962<br />
54.	Ivanovo detstovo, Andrej Tarkovskj, 1962<br />
55.	El ángel exterminador, Luis Buñuel, 1962<br />
56.	The birds, Alfred Hitchcock, 1963<br />
57.	La ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1963<br />
58.	La rabbia, Pier Paolo Pasolini, 1963<br />
59.	Otto e mezzo, Federico Fellini, 1963<br />
60.	Vidas secas, Nelson Pereira dos Santos, 1963<br />
61.	Dr. Strangelove, Stanley Kubrick, 1964<br />
62.	Il vangelo secondo Matteo, Pier Paolo Pasolini, 1964<br />
63.	Crónica de un niño solo, Leonardo Favio, 1964<br />
64.	Les amitiés particulières, Jean Delannoy, 1964<br />
65.	Comizi d’amore, Pier Paolo Pasolini, 1965<br />
66.	Persona, Ingmar Bergman, 1966<br />
67.	Blow-Up, Michelangelo Antonioni, 1966<br />
68.	Andrej Rublev, Andrej Tarkovskj, 1966<br />
69.	Teorema, Pier Paolo Pasolini, 1968<br />
70.	2001: a space odyssey, Stanley Kubrick, 1968<br />
71.	L’enfance nue, Maurice Pialat, 1968<br />
72.	La Voie Lactée, Luis Buñuel, 1969<br />
73.	Le vent d’est, Jean-Luc Godard, 1969<br />
74.	L’enfant sauvage, Francois Truffaut, 1970<br />
75.	Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni, 1970<br />
76.	Il conformista, Bernardo Bertolucci, 1970<br />
77.	Duel, Steven Spielberg, 1971<br />
78.	Morte a Venezia, Luchino Visconti, 1971<br />
79.	Le charme discret de la bourgeoisie, Luis Buñuel, 1972<br />
80.	Le fantôme de la liberté, Luis Buñuel, 1974<br />
81.	Dersu Uzala, Akira Kurosawa, 1975<br />
82.	O Thiasos, Theodoros Angelopoulos, 1975<br />
83.	Barry Lyndon, Stanley Kubrick, 1975<br />
84.	L’argent de poche, Francois Truffaut, 1976<br />
85.	Annie hall, Woody Allen, 1977<br />
86.	Interiors, Woody Allen, 1978<br />
87.	Du er ikke alene, Lasse Nielsen, 1978<br />
88.	Manhattan, Woody Allen, 1979<br />
89.	Prova d’orchestra, Federico Fellini, 1979<br />
90.	Shining, Stanley Kubrick, 1980<br />
91.	Barnens ö, Kay Pollak, 1980<br />
92.	Flatlandia, Michele Emmer, 1982 (&amp; Lenica, Svankmajer etc.)<br />
93.	Koyaanisqatsi, Godfrey Reggio, 1982<br />
94.	Fanny och Alexander, Ingmar Bergman, 1982<br />
95.	Il pianeta azzurro, Franco Piavoli, 1982<br />
96.	Zelig, Woody Allen, 1983<br />
97.	Trilogy, Terence Davies, 1984<br />
98.	Runaway Train, Andrej Konchalovskj, 1985<br />
99.	Babettes gæstebud, Gabriel Axel, 1987<br />
100. Uova di garofano, Silvano Agosti, 1991
</p>
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	<item>
		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-872234</link>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 22:04:03 +0000</pubDate>
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					<description>Questa mattina, nella casa di cura per anziani dove sta mia zia, una donna in età avanzata lanciava degli urli di disperazione con un lamento che assomigliava di più a quello di una bambina che di una vecchia. Così per tutto il tempo in cui sono stato lì, circa un paio d'ore. Le grida avevano una tale intensità da provocare sconcerto in tutto l'edificio, al punto che il personale ha chiuso la porta della stanza per attutire il disagio altrui. Prima di andarmene, dovendo recarmi nella sua stanza per lasciare alcuni oggetti personali nel comodino di mia zia che da alcuni giorni dorme nella stessa camera, uscendo e quasi di sfuggita, le ho dato una leggera carezza - un tocco appena - sulla spalla. Ha smesso di gridare e con infinita grazia ha alzato lo sguardo verso lo sconosciuto e dolcemente ha detto: «Grazie».
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«L'opera d'arte è questa propulsione immensa di vita che volentieri si fa contenere da una forma eccelsa che la esprime, ma l'opera d'arte è lì a ricordare agli esseri umani che sono loro il capolavoro» (Silvano Agosti)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, nella casa di cura per anziani dove sta mia zia, una donna in età avanzata lanciava degli urli di disperazione con un lamento che assomigliava di più a quello di una bambina che di una vecchia. Così per tutto il tempo in cui sono stato lì, circa un paio d&#8217;ore. Le grida avevano una tale intensità da provocare sconcerto in tutto l&#8217;edificio, al punto che il personale ha chiuso la porta della stanza per attutire il disagio altrui. Prima di andarmene, dovendo recarmi nella sua stanza per lasciare alcuni oggetti personali nel comodino di mia zia che da alcuni giorni dorme nella stessa camera, uscendo e quasi di sfuggita, le ho dato una leggera carezza - un tocco appena - sulla spalla. Ha smesso di gridare e con infinita grazia ha alzato lo sguardo verso lo sconosciuto e dolcemente ha detto: «Grazie».<br />
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«L&#8217;opera d&#8217;arte è questa propulsione immensa di vita che volentieri si fa contenere da una forma eccelsa che la esprime, ma l&#8217;opera d&#8217;arte è lì a ricordare agli esseri umani che sono loro il capolavoro» (Silvano Agosti)
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		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-859477</link>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 21:37:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-859477</guid>
					<description>“Ogni associazionismo è dissociante rispetto all'insieme degli uomini. Esiste l'umanità: che bisogno c'è di fare l'associazione!” (Silvano Agosti)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Ogni associazionismo è dissociante rispetto all&#8217;insieme degli uomini. Esiste l&#8217;umanità: che bisogno c&#8217;è di fare l&#8217;associazione!” (Silvano Agosti)
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		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-829815</link>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 14:27:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-829815</guid>
					<description>“Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”. (Silvano Agosti)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”. (Silvano Agosti)
</p>
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		<title>di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-803367</link>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 12:41:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2008/05/26/slvano-agosti/#comment-803367</guid>
					<description>SILVANO-PLATONE: 2-1. In un certo senso si può dire, forse, che Silvano ripropone il &quot;mito della caverna&quot; di Platone. Con la meravigliosa differenza, rispetto al mito, che lui, oltre a voler liberare i prigionieri incatenati, vuole liberare anche gli uomini che agitano le sagome davanti al fuoco per proiettare le ombre (la realtà apparente) sulla parete. Per Silvano quegli uomini (quella manciata di esseri umani malati di &quot;potere&quot; che tirano le redini del mondo) sono anch'essi prigionieri perché sono costretti per tutta la loro esistenza a muovere sagome dietro al muretto per mantenere i propri privilegi. Essi non sanno che, impedendo all'umanità di vivere, impediscono di vivere anche a se stessi. Quindi liberando loro le ombre (discarica televisiva ecc.) scompaiono e prima o poi anche gli schiavi legati, non vedendo più ombre sulla parete, proverebbero il desideri di girare la testa verso l'uscita della caverna e di essere liberi.
Forse è interessante riflettere su questo punto, ovvero sul fatto che più che &quot;contestati&quot; i potenti vanno &quot;compatiti&quot;. E guariti.
Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SILVANO-PLATONE: 2-1. In un certo senso si può dire, forse, che Silvano ripropone il &#8220;mito della caverna&#8221; di Platone. Con la meravigliosa differenza, rispetto al mito, che lui, oltre a voler liberare i prigionieri incatenati, vuole liberare anche gli uomini che agitano le sagome davanti al fuoco per proiettare le ombre (la realtà apparente) sulla parete. Per Silvano quegli uomini (quella manciata di esseri umani malati di &#8220;potere&#8221; che tirano le redini del mondo) sono anch&#8217;essi prigionieri perché sono costretti per tutta la loro esistenza a muovere sagome dietro al muretto per mantenere i propri privilegi. Essi non sanno che, impedendo all&#8217;umanità di vivere, impediscono di vivere anche a se stessi. Quindi liberando loro le ombre (discarica televisiva ecc.) scompaiono e prima o poi anche gli schiavi legati, non vedendo più ombre sulla parete, proverebbero il desideri di girare la testa verso l&#8217;uscita della caverna e di essere liberi.<br />
Forse è interessante riflettere su questo punto, ovvero sul fatto che più che &#8220;contestati&#8221; i potenti vanno &#8220;compatiti&#8221;. E guariti.<br />
Un abbraccio.
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