Maurizio Di Carlo
Maggio 7, 2008 on 3:41 pm | In Informazione | 18 Comments
Come aveva già fatto l’Avvocato dello Stato Paolo Gentili il 30 novembre 2007 davanti alla Corte Europea del Lussemburgo, ieri l’Avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo davanti al Consiglio di Stato ha difeso la legge Gasparri contro il ricorso di Europa 7. Per risparmiare tempo, ha attinto a piene mani dalla memoria difensiva di Mediaset. Il ministro Gentiloni si chiama fuori, esibendo una lettera con la quale avrebbe informato l’Avvocatura della necessità di uniformarsi alle decisioni delle autorità europee. L’Avvocatura sostiene di non aver ricevuto alcuna lettera. Romano Prodi per ora tace. Malgrado il profilo farsesco, la questione è tutt’altro che marginale. E si può riassumere in questi due quesiti:
1 Nella vicenda Europa 7 su quale mandato ha operato l’Avvocatura dello Stato: ha agito in modo autonomo, sposando la linea Gasparri-Mediaset, o ha seguito la linea politica del governo Prodi, contro la volontà del ministro Gentiloni?
2 Per quale motivo, per giunta dopo il verdetto della Corte Europea favorevole a Europa 7, l’Avvocatura dello Stato ha ricalcato la memoria difensiva di Mediaset, la quale fino a prova contraria è un’azienda privata, che opera su concessione pubblica?
Per veder soddisfatte tali curiosità, abbiamo provato a metterci in contatto con l’Avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo, senza trovarlo. Questo è il suo indirizzo mail istituzionale, fornitoci da una segretaria. Scrivetegli una mail. Con garbo, mi raccomando.
maurizio.dicarlo@avvocaturastato.it
Intervista a Di Stefano
Maggio 6, 2008 on 9:19 pm | In Informazione | 31 CommentsSi è svolta oggi a Roma davanti al Consiglio di Stato l’ultima udienza sulla questione Europa 7. Non si conosce ancora l’esito. La sentenza verrà depositata “entro l’estate”.
Ecco l’intervista audio a Francesco Di Stefano, a cura di Franz Baraggino.
Europa 7, udienza finale
Maggio 6, 2008 on 11:01 am | In Legalità, Informazione | 41 Comments
Alle 11 di questa mattina è fissata davanti al Consiglio di Stato l’udienza finale per la vicenda Europa 7. Abbiamo sentito ieri sera al telefono l’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano. Dopo nove anni di battaglie giudiziarie e forte del verdetto favorevole della Corte Europea, Di Stefano è fiducioso. In gioco ci sono un consistente risarcimento economico (pagherà il contribuente, per ripianare abusi e leggi su misura che hanno giovato a Mediaset) e l’assegnazione delle frequenze necessarie a trasmettere “la tv che non c’è”. L’udienza si apre all’insegna dell’ultimo paradosso: le tesi dell’Avvocatura dello Stato sono ricalcate da una memoria difensiva Mediaset. Stato e Bottega coincidono, anche quando è il Centrosinistra a governare. Ricostruisce il caso questo articolo di Marco Travaglio sull’Unità di oggi.
Sentiremo Di Stefano nel pomeriggio per un’intervista telefonica. E appena possibile la metteremo on line.
Chiusi per mafia
Maggio 5, 2008 on 5:01 pm | In Politica | 29 CommentsCaro Piero,
Ti scrivo dal mio paese, Comiziano, in provincia di Napoli, dove scendo di tanto in tanto abbandonando Roma dove lavoro (in radio) e vivo. Ti scrivo questa lettera, come promesso, per mettervi al corrente di una emergenza dimenticata: le mafie nella pubblica amministrazione. E’ il mio cruccio, un progetto che porto avanti da due anni e che, se mi assiste la buona sorte e trovo una casa editrice, diventerà presto un libro dopo vari articoli scritti sull’argomento.
Dal 1991 ad oggi nel nostro paese abbiamo avuto 168 comuni sciolti per mafia. Il dato potrebbe far sorridere, l’entità del fenomeno anche, cosa vuoi che sia un comune, talvolta piccolo, sciolto per infiltrazioni mafiose?
Niente di più sbagliato i comuni hanno il potere di rilasciare concessioni edilizie, di far costruire centri commerciali, autorizzare passaggi dell’alta velocità, vagliare progetti, affidare la raccolta dei rifiuti, insomma, rappresentano il primo baluardo dello Stato, la prima forma di relazione con i cittadini. Se questo baluardo è contaminato, abbruttito dalle connivenze mafiose il comune diventa un feudo. I comuni gestiscono i soldi, redistribuiscono le risorse. I comuni elargiscono gli assegni alle famiglie disagiate e le case popolari. Nei comuni mafiosi le case popolari vanno ai pregiudicati, gli assegni ai familiari dei camorristi, lo stato sociale della mafia. Nessuna tassa nessun servizio, il sud muore e i giovani emigrano al nord. Per gli onesti, da queste parti, non c’è spazio. I comuni hanno l’ufficio anagrafe, in quello di Villabate (che ha avuto come consulente esterno il presidente del Senato Renato Schifani) si falsificò la carta di identità di Bernardo Provenzano, ma non è l’unico caso, i comuni e il loro controllo servono per avere favori, appalti, consulenze, attraverso il nuovo albero della cuccagna: le società partecipate.
Feudi sono i 168 comuni sciolti, feudi le amministrazioni che furbe si sono dimesse prima dello scioglimento, signorotti sono i sindaci conniventi che poi ci ritroviamo in parlamento, o a distanza di anni ancora sindaci, nonostante lo scioglimento. L’altro giorno parlavo con un prefetto mi ha detto: “ Il comune che guido dopo lo scioglimento non è comune è un feudo amministrato dalla mafia, lo stato non ha mai messo piede”. Alcuni comuni non vengono sciolti perché: “ E’ inutile, la mafia è più forte”.
Ti racconto la storia di San Paolo Belsito, è emblematica del livello di assenza dello Stato. San Paolo Bel Sito è in provincia di Napoli, provincia con il più alto numero di scioglimenti. San Paolo è terra del clan Russo, non ne parla nessuno, il clan è retto da due superlatitanti i fratelli Russo. Minacciano, intimidiscono e così controllano il territorio, dopo la caduta di Carmine Alfieri. A San Paolo Bel Sito c’è un sindaco, si chiama Raffaele Riccio, era lui il sindaco quando il comune fu sciolto nel 2002. Hai capito bene, sindaco di nuovo dopo lo scioglimento. Prima di lui Luigi Riccio, nessuna omonimia, era il padre. Il comune fu commissariato la prima volta, nel 1994, perchè «risulta far parte - si leggeva nel provvedimento - di quella cerchia di comuni inseriti nella così detta “Cupola comitati affari” che faceva capo al boss, oggi pentito, Carmine Alfieri». E più avanti: «Significativa la vicenda del sig. Luigi Riccio, ex sindaco e per lungo tempo a capo dell’ente nelle amministrazioni precedenti, appartenente alla richiamata organizzazione camorristica, avendo contribuito in favore della medesima».
Da venti anni costoro governano il territorio, indenni hanno attraversato i due scioglimenti. Indenni come le latitanze dorate dei fratelli Russo che, nell’ultima inchiesta, si è scoperto mandavano i figli in macchine di lusso e a Milano alloggiavano all’Hotel Ritz.
Questo è il sud, un sud che si allarga alle coste laziali (vedi Nettuno, Ardea) e al nord Italia. E’ un vero assedio, la vera emergenza che nessuno vede.
Cari Saluti, Nello Trocchia.
Post scriptum
Qml ha finalmente riattivato il conto paypal, chiuso per oltre un mese per problemi tecnici. Chi volesse contribuire alle nostre iniziative senza ricorrere al bonifico bancario ora può farlo. Grazie
L’eroe di Silvio
Maggio 3, 2008 on 7:55 pm | In Politica | 136 CommentsNella mattinata passata a Roma abbiamo interpellato i neo-parlamentari sull’eroe Vittorio Mangano. Non tutti, anche tra le fila del PDL, sono d’accordo con Dell’Utri e Berlusconi. C’è chi non è al corrente. Altri si arrampicano sugli specchi. Per qualcuno la verità sta in tasca a chi ha vinto le elezioni.
Verso le undici e trenta Duccio nota un movimento sospetto. Il nano sta per lasciare Montecitorio. Raggiunta l’uscita laterale ci appostiamo tra giornaliste in ghingheri e fotografi. Piove. Il nano appare dopo mezz’ora sfoggiando il solito sorriso di plastica.
“Mangano era un mafioso, non un eroe!“, gli urlo addosso.
“Vergognati!“, mi risponde. Poi scompare nell’auto blu, mentre Duccio rincara.
Forse non ci rimane altro che la soddisfazione di rovinargli la festa per qualche minuto. L’alternativa è il silenzio, la rassegnazione. Meglio sfogarsi, tutto sommato. Anche perché la verità soffre, perde le elezioni, ma non muore.
Franz
Bologna
Maggio 3, 2008 on 11:58 am | In Informazione | 19 CommentsSabato 10 maggio, con gli amici di Qml, sarò a Bologna per un incontro sull’informazione, con Ferruccio Pinotti e Raffaele Ascheri.
Alle 21, in vicolo Bolognetti 2, presso il Quartiere San Vitale.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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