Lo skipper

Ottobre 19, 2008 on 1:14 pm | In Politica | 116 Comments


“Berlusconi è un buffone, un grandissimo bugiardo, uno squadrista della tv. E’ l’espressione del cinismo sovversivo antinazionale che è la vera faccia della destra in Italia. E’ un pericolo anche per l’Europa. E’ il capo di una banda che antepone i propri interessi a quelli dell’Italia”.
(Massimo D’Alema, 5 marzo 1995)

“Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese”.
(Massimo D’Alema, 28 ettembre 2008)

Mentre il “capo della banda” spadroneggia per l’Italia, Massimo D’Alema tesse la sua trama. Cura la fondazione ItalianiEuropei; vara Red, una corrente di partito con annessa televisioncina; lancia l’opa sul Pd, ovviamente senza dichiararla: furbetti docent. Non è escluso che, caduto Veltroni dopo le elezioni europee, il prossimo segretario del partito democratico sia lui, lo skipper bicameralista, il deputato di Gallipoli rotto a tutte le sconfitte e a tutti i compromessi, il commensale del noto imprenditore Francesco Cavallari, il confidente di Giovanni Consorte, l’improvvido negoziatore della scalata Unipol-Bnl con Caltagirone e Bonsignore, il professionista d’apparato sprezzante con il movimento legalitario. L’uomo che definiva Mediaset un “patrimonio del Paese” e che, anziché fare una legge sul conflitto di interessi, s’era messo in testa di riformare lo Stato con Previti, Dell’Utri e Berlusconi. Uno così, sconfitto più volte dal presunto avversario, che è anche il suo editore, e profondamente contaminato dalla cultura berlusconiana, in una democrazia seria sarebbe stato mandato a casa (possibilmente non affittata a equo canone da un ente pubblico, vedi Affittopoli) o trascorrerebbe il suo tempo a navigare su Ikarus, la sua rinomata barca a vela. Da noi è diverso. Lo skipper è vivo e lotta per il suo futuro di oligarca, come un Andreotti in sedicesimo. In fondo non ha nemmeno sessant’anni e i militanti sono sempre pronti ad applaudire. Per lui “non sarebbe stupido” nominare giudice costituzionale Gaetano Pecorella, autore di leggi su misura nonché imputato di favoreggiamento; e non c’è nulla di male nel fatto che l’autoimmune feudatario dei media, già piduista, si candidi alla massima carica dello Stato “in un sistema presidenziale”.
L’altro giorno lo skipper era atteso a Milano per un convegno alla fondazione Cariplo. Con Duccio e Nicola l’abbiamo atteso all’ingresso, per rivolgergli qualche domanda. A cominciare da questa: ma è normale che un ex associato a una loggia eversiva si candidi al Quirinale? Domanda che suonerebbe retorica ovunque, tranne che in Italia. Lo skipper ha tirato dritto senza nemmeno voltare lo sguardo. Forse ha riconosciuto la voce, ero a due metri da lui. L’ultima volta aveva minacciato di querelarmi; questa volta mi ha ignorato. Gli ho ripetuto la domanda e i gendarmi mi hanno trascinato via. Poi lo skipper si è fermato a parlare con il solito capannello di cronisti. Da ventri metri, ad alta voce, gli ho ricordato alcuni fatti, dallo scandalo Unipol-Bnl al recente NO dei senatori “democratici” alla richiesta di arresto per il senatore Di Girolamo. La memoria dei fatti si è sovrapposta alle chiacchiere di giornata come una fastidiosa interferenza. Approfittando del trambusto, Duccio si è infilato nel capannello e gli ha chiesto ripetutamente dell’ipotesi di Berlusconi al Quirinale. “Sono contrario”, si è lasciato sfuggire lo skipper, lasciando tutti di stucco. Nessuno si aspettava tanto ardore. Infatti ne è venuto fuori il titolo per il Corriere della Sera di ieri (pag. 15).

Biutiful cauntri

Ottobre 17, 2008 on 7:31 pm | In Politica | 6 Comments


Lunedì 20 ottobre parte il cineforum organizzato dai grillini milanesi. Per il primo appuntamento, che sono stato invitato a introdurre, è stato scelto il documentario Biùtiful cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero, un’inchiesta sulla tragedia dei rifiuti tossici in Campania. Il film ha ricevuto una menzione speciale all’ultimo Torino Film Festival e in tempi più recenti è stato accolto positivamente dalla critica francese. Dopo la proiezione del documentario è previsto un collegamento audio con alcuni rappresentanti della Campania che si ribella, tra i quali il dottor Antonio Marfella e Raffaele Del Giudice di Legambiente, che è pure il combattivo protagonista del documentario.
Appuntamento presso Chiamamilano (Largo Corsia dei Servi 11), dalle ore 20,45. Per informazioni e prenotazione cliccate QUI.

Sempre lunedì 20, a Torino, il nostro video Vietato Respirare, girato a gennaio sui medesimi temi insieme agli amici Ricky Farina, Pietro Menditto e Diego Fabricio, verrà proiettato a Torino nell’ambito della rassegna Cineambiente, nella sezione documentari italiani. La proiezione è alle ore 18,30 presso il cinema Massimo, in via Verdi 18.

Derivati

Ottobre 17, 2008 on 11:26 am | In Politica | 10 Comments

16 ottobre 2008. INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE BASILIO RIZZO NELLA SEDUTA MONOTEMATICA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO SU “OPERAZIONI IN STRUMENTI DERIVATI”

Quelli che stanno in basso devono saper far tesoro del poco che le regole consentono loro. E poi perché lamentarsi? E’ già la seconda volta in un anno che Lei, Sindaco Moratti, si confronta con il suo Consiglio Comunale!
Dunque non dirò nulla sul piano, diciamo così, tecnico sulla questione derivati. Ho firmato le tre mozioni. Esse parlano per me. Idem per quanto riguarda la responsabilità delle banche.
Il caro vecchio Bertold Brecht ha già esaurito il problema. “Che cosa è una rapina in banca, di fronte alla fondazione di una banca!”
Siamo in una sede politica-istituzionale. Vorrei metterla in politica.
L’ex sindaco Albertini glielo ha già detto “Si può dopo oltre due anni di governo dire che le colpe sono sempre e comunque degli altri?”
Le elenco le domande alle quali penso fosse doveroso che Lei rispondesse e che invece ha eluso:

1.All’inizio dell’operazione e nelle successive negoziazioni (delle quali almeno tre avvenute Letizia Moratti sindaco -26 ottobre 2006, 27 giugno 2007, 6 ottobre 2007) è stata data corretta informazione al Consiglio?; Ha deliberato l’organo competente? Sono state cioè rispettate le regole? E’ stata secondo Lei evidenziata in modo obiettivo la convenienza dell’operazione?
2.Era corretto il ricorso alla legislazione inglese e perché nel caso così non fosse nulla è stato fatto in questi anni per impugnare tale decisione?
3.Ha condiviso la scelta (ovvero l’inizio del disastro) che gli arrangers fossero anche la nostra controparte nell’operazione? (Lei sa, vero, che alcuni dei suoi assessori di ieri, di oggi e magari di domani votarono, da consiglieri, quella scelta e che la condussero funzionari che fino a prova contraria Lei ancora conserva negli incarichi….)
4.Il pregevole lavoro dell’Internal Auditing l’ha letto? E quali atti amministrativi concreti ne sono conseguiti?
5.Ha finalmente scelto il suo advisor, visto che la gara è andata come è andata e da allora non è mai stata rinnovata?
6.Sa che il lavoro della Commissione Consiliare che doveva operare sul tema è stata “congelata” in primavera perché… c’erano le elezioni e il lavoro dei saggi non poteva essere reso noto prima? Sa spiegarsi perché in quella Commissione a tutt’oggi non si è mai potuto ascoltare, non dico l’assessore al Bilancio ma il Segretario Generale, il Direttore Generale, il Direttore Centrale competente etc…

Non proseguo perché esaurirei il tempo in domande.
Osservo che evidentemente l’etica della responsabilità non vale in questo Comune.
In una azienda quanto reggerebbe un top manager che non avesse per oltre due anni messo le mani, non avesse preso una decisione su uno dei problemi più grossi che gravavano sul suo Ente?
Nel Comune di Milano non c’è stato fino a stasera un atto del suo assessore al bilancio che si esprime sulla questione derivati. Per la verità una relazione ci è stata trasmessa qualche mese fa. Ma firmata solo (preveggenza?) dal Direttore Generale….
Neppure su questo vuol dirci qualcosa, signor Sindaco, o è molto meglio fare intendere…. be’ in fondo Borghini….
Forse l’Albertini che ho citato all’inizio una qualche ragione ce l’ha nel dire ciò che ha detto.
E come dobbiamo interpretare, se non come una condivisione di fatto delle scelte, se il vertice del settore è rimasto lo stesso?
Chi ha vissuto i fatti dal 2005 ad oggi penso faccia davvero fatica a coltivare l’idea che possa reggere l’interpretazione che si sia in presenza solo di un malvagio disegno criminoso ordito dalle banche, che hanno saputo così abilmente circuire degli ingenui, sprovveduti, incapaci. Sulle banche ho già detto.
Ma possiamo e vogliamo far credere ai milanesi che li hanno governati, che sono governarti, che hanno al vertice degli uffici più importanti del loro Comune persone di tal fatta?
Siete disposti a far passare questo messaggio? Per salvare chi, per salvare cosa, per perseguire che cosa?
Io, nel mio piccolo, non ci sto. Del resto, corollario necessario per chi sostiene tale tesi dovrebbe essere quella di chiedere contemporaneamente per gli sprovveduti gli ingenui e gli incapaci, “l’interdizione” (leggi allontanamento) o l’autointerdizione (leggi dimissioni) “dai pubblici uffici”. Non mi pare siano alle viste né una cosa né l’altra. Lavorerò dunque, e non credo da solo, perché se si è sbagliato, si sappia chi ha sbagliato. Se qualcuno deve fare altro, che faccia altro. Perché si faccia chiarezza fino in fondo.
Niente insabbiamenti e niente salvagenti. Perseguendo l’interesse dei cittadini che non è mai disgiunto dalla ricerca della verità.

Meritocrazia

Ottobre 16, 2008 on 1:45 pm | In Politica | 28 Comments

Poi dicono che i provocatori siamo noi.
Martedì 28 ottobre la ministra Gelmini parlerà a Torino di “meritocrazia”.
In cosa consiste la provocazione? Nel fatto che questa paladina della selezione per meriti superò l’esame da avvocato catapultandosi, lei bresciana, in Calabria. E ora fa la ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca. Non sarebbe il caso di ricoprirla democraticamente di pernacchie? Chi volesse adempiere a questo dovere civico QUI trova i dettagli.

La terra dei fuochi

Ottobre 15, 2008 on 12:25 pm | In Politica | 60 Comments


Caro Piero

è un piacere per me, come mi chiedi, potere spiegare a te e a tutti i lettori del blog lo stato dei fatti che attraverso il sito www.laterradeifuochi.it si cerca con forza di denunciare.

Area di interesse è ancora una volta la tanto famosa Provincia a nord di Napoli, in particolare le aree del Giuglianese, (Giugliano in Campania, terza città della Campania) superficie territoriale comunale vastissima, 94 kmq, ed un centro storico staccato dalla fascia costiera.

Da sottolineare che tra il nucleo centrale della cittadina densamente popolato e la fascia costiera, vi è una brusca diminuzione della densità abitativa con conseguente desertificazione del territorio. Terreni tutti con una rara vocazione agricola, sconfinati, fino ad arrivare alla fascia costiera, oggi densamente popolata, per lo più dagli stranieri che vivono a Napoli.

Quando dico stranieri è bene sottolineare che Patria, Licola, Villaggio Coppola, Varcaturo, cioé le frazioni distaccate, ospitano un numero incredibile di americani che lavorano nelle numerose basi Nato limitrofe. Gli eco-mostri del Villaggio Coppola costruiti in riva al mare, furono fatti appunto per ospitare americani: già nei primi anni 50 lo staff delle basi risiedeva in quella che un tempo era una delle più belle spiagge d’Italia, con una lunghezza di riva sabbiosa paragonabile alle celebri lunghe spiagge d’oltre oceano.

La presenza africana è un fenomeno recente, inizi anni 80. La povertà e la sete di lavoro li ha trasformati in schiavi e spesso in ribelli, ad oggi pare ribelli molto ben organizzati, se è vero che interi micro-agglomerati urbani sono esclusivamente occupati da loro e lo spaccio assume connotati spaventosi. Spaccio accompagnato da un pesante sfruttamento della prostituzione, di ogni razza, molto ben visibile lungo tutto il tratto di Domiziana (Strada Statale) ma non solo; in ogni dove in queste frazioni si incontrano prostitute.

La feroce speculazione edilizia e territoriale ha fatto dei danni che non sono un film dell’orrore, sono solo orrore, il film vorrei ci fosse ma non c’è. Provo in sintesi con le parole a descrivervi lo scenario.

Il nostro mare fino agli inizi degli anni 80 era trasparente, oggi è color coca cola. La sabbia, se scavate un fosso di appena 50 cm si sente puzza di percolato, una puzza che noi da queste parti conosciamo benissimo, puzza che si intensifica moltissimo se il fosso lo scavi sulle dune.

La chilometrica, bellissima pineta che attraversa tutte queste località è stata non solo devastata e resa zozza e pericolosa ma anche avvelenata, i pini muoiono uno dopo l’altro e l’ombreggiatura stà man mano diminuendo, una tristezza indescrivibile.

La geomorfologia e la vocazione territoriale sono state sventrate da anni (più di 30) di sversamenti illeciti di rifiuti di ogni genere, molti dei quali pericolosissimi. Una porzione di cartina geografica d’Italia trasformata: cave, anfratti, canali annullati, avvelenati, e ricoltivati. I prodotti che ci servono in tavola spesso vengono da lì.

Nella stessa area intorno al CDR (che emana da quando c’è, la puzza di cui sopra, la stessa che esce dalla sabbia, a dei livelli da pura asfissia) gravano un paio di campi rom, di una fatiscenza che straccia il cuore, e una serie di infelici coltivazioni di terreni che sotto hanno ethernit (amianto) che fuoriesce dalle radici. Il CDR produce delle fetidissime ecoballe, che di eco hanno solo la puzza, con le quali hanno costruito una cittadella, Taverna del Re, 3/4 Kmq, circondata da terreni agricoli e da un numero indecente di discariche “legali” ed illegali, il più alto che si sia mai visto in Europa. Discariche ovunque, ad ogni angolo di strada disponibile, in zone scomode da raggiungere e in quantità difficilmente trasportabili dalla famigliola che butta due sacchetti, rifiuti “speciali” sversati da auto-comapattatori, ma anche da camion fraudolentemente occultati.

Non solo: da anni, da almeno 10 anni, si incendia a tutte le ore del giorno, ma sopratutto della notte, e gli incendi producono dei veri e propri inceneritori a cielo aperto, uno quì, uno più avanti, un fumarolo lo vedi all’orizzonte, noi ormai non ci facciamo nemmeno più caso.

Ed è per questo che nasce la terra dei fuochi (come viene definita in “Gomorra” di Saviano), perchè ormai siamo talmente umiliati che non vediamo nemmeno più le fiamme dell’inferno.

Nessuno muove un dito, altro che militari, i fuochi li accendono sotto il loro naso, ma loro preferiscono pestare chi protesta. Adesso ci sono i video, incontrovertibili, una prova schiacciante dell’inerzia delle forze dell’ordine, della loro assenza totale.

Non sogniamo la bonifica, perchè siamo realisti: qui è un’altra Chernobyl, creata con le mani dell’uomo, progettata. Non possiamo stare zitti, non possiamo far finta di non vedere, e parlo a tutti noi Italiani, perchè succede in Italia, perchè se cercate una prova inconfutabile del marcio del sistema Italia, un grido che svegli le coscienze, è qui che la dovete venire a cercare.

Abbiamo bisogno di tutti, che l’Italia intera scenda in piazza, che dia un segnale a questa Napoli, che non reagisce adeguatamente perchè sola, demonizzata, avvelenata, impoverita a livelli spaventosi.

Visitate il sito www.laterradeifuochi.it, iscrivetevi, dite la vostra, proponete, organizzate, diffondete. Ma vi prego: non ignorateci. Senza l’aiuto della comunità nazionale non ne verremo fuori mai. Siamo tutti coinvolti.

Grazie
Francesco

Il ritorno del Principe

Ottobre 13, 2008 on 1:17 pm | In Politica | 21 Comments

machiavelli

Vi segnaliamo questo incontro. Ci saremo anche noi di Qml. Può essere l’occasione per scambiare due parole, prima o dopo.

Il ritorno del Principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Chiarelettere Editore

Con gli autori:
Nando Dalla Chiesa,
Piercamillo Davigo, Basilio Rizzo

Palazzo Clerici
Via Clerici 5, Milano
14 ottobre - ore 20.30
Ingresso libero fino a esaurimento posti

p.s. Mercoledì 15 ottobre, presso l’Aula Consiliare del Comune di Bari in Corso Vittorio Emanuele II, alle ore 19 si terrà un incontro con Carlo Vulpio, autore del libro ‘Roba Nostra’, con il sostituto procuratore Antonio Ingroia, Salvatore Borsellino e Fernando Rossi, cordinatore nazionale della Lista Per il Bene Comune. QUI il volantino.

Cesena e Faenza

Ottobre 11, 2008 on 2:34 pm | In Politica | 11 Comments

Venerdì 24 ottobre con Elia Franz e Diego saremo a Cesena per un incontro pubblico a Palazzo del Ridotto, in piazza Almerici, con inizio alle ore 21.

Il giorno dopo saremo a Faenza, per un analogo incontro. La serata avrà luogo all’interno del Circolo Ferrovieri di via S. Maria Dell’Angelo 24 – Inizio ore 18.00

Moni Ovadia / 3

Ottobre 9, 2008 on 4:19 pm | In Politica, Libertà, Democrazia | 48 Comments


Ecco la terza e ultima parte dell’intervista a Moni Ovadia.

Moni Ovadia / 2

Ottobre 4, 2008 on 9:21 pm | In Politica, Costituzione, Legalità | 56 Comments


L’imputato Mills va a sentenza; l’imputato Berlusconi va alla Corte Costituzionale.
Di oggi la notizia che il tribunale del processo per corruzione che vede come imputati Silvio Berlusconi e il suo avvocato londinese David Mills ha deciso di proseguire il processo a Mills e di chiedere alla Corte Costituzionale di verificare la legittimità della legge Alfano, con la quale il Parlamento per ora ha esonerato il Presidente del Consiglio dalla responsabilità penale.
Comprensibilmente, l’avvocato-deputato Niccolò Ghedini è contrariato: se David Mills dovesse essere condannato, nella sentenza ci sarebbe scritto anche il nome del corruttore: Silvio Berlusconi.

Qui sopra la seconda parte dell’intervista a Moni Ovadia.

Moni Ovadia / 1

Ottobre 2, 2008 on 3:56 pm | In Politica | 58 Comments


“Mi sento completamente straniero in questo Paese. Non riconosco più i sogni che aveva l’Italia. Non riconosco più le aspettative. Non riconosco neanche più quello che un po’ era uno stereotipo, ma che era una sorta di riserva di credibilità italiana, cioè un Paese di gente buona. Oggi appare un Paese di gente cattiva, aggressiva, risentita… non c’è gioia di vivere in questo Paese. È un Paese mortificato, anche in quelle che erano le sue supposte virtù: la capacità di cavarsela, di venirne sempre fuori… Un Paese terribilmente involgarito. È un Paese che declina pesantemente verso il razzismo».

Sono parole di Moni Ovadia, che abbiamo intervistato. Nella lunga conversazione Moni parla di crisi della democrazia costituzionale, revisionismo, anticomunismo, nuovo razzismo, perdita della memoria, uso politico della paura. Il video è diviso in tre blocchi. Li metteremo on line a puntate. In questo primo blocco si discute in particolare dei caratteri dell’Italia berlusconiana.

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