QML su Facebook

Novembre 29, 2008 on 9:11 pm | In Politica | 21 Comments

facebook qml

Per comunicare e interagire con chi è interessato alle nostre attività, abbiamo deciso di creare un nostro gruppo ufficiale su Facebook. Uno strumento in più, con tutte le sue controindicazioni, per darvi notizie immediate sulle nostre iniziative, sui nuovi video, sugli appuntamenti pubblici. Il gruppo non poteva che chiamarsi ‘Qui Milano Libera’.

QUESTO è il link dal quale gli iscritti a Facebook possono accedere al gruppo.

Questo è l’unico gruppo su Facebook da noi gestito.

Post scriptum

Come alcuni commenti giustamente fanno notare, Facebook è uno strumento che nasconde diverse ombre, non ultima l’impossibilità di cancellare definitivamente i propri dati, le informazioni personali inserite, le foto, ecc. Girano voci di “dipendenza” e in molti luoghi di lavoro ne è stato bandito l’utilizzo. Con l’augurio di poter sperimentare uno strumento per certi versi innovativo ed estremamente immediato, ci uniamo a quanti invitano alla prudenza e alla critica.

Chiarezza sulle firme

Novembre 29, 2008 on 3:02 pm | In Politica | 38 Comments

Commento di gvd — 28 Novembre 2008 #

Caro Piero, scusami l’off topic, hai letto l’ultimo post di Beppe Grillo? continua a fare il vago sulle firme per il referendum e non spiega nulla.

Commento di Luca — 28 Novembre 2008 #

Mi associo al commento di gvd. Grillo liquida 1.300.000 persone così:
“Il 25 novembre ho incontrato Carnevale in Cassazione. Mi è stato comunicato che le firme raccolte non sono sufficienti. Una cosa l’ho capita. Si dovevano raccogliere almeno due/tre volte le firme valide necessarie per essere sicuri del risultato.”
Si sta giocando la sua credibilità, è un comportamento semplicemente inaccettabile.

Risposta

Ho letto il post e penso anch’io che non può bastare. Vorremmo sapere per quali motivi le firme valide non sono state ritenute sufficienti, tutto qui. Dalla Cassazione gli è stata rilasciata una carta? La pubblichi. Se non è comprensibile, chiederemo lumi a qualche giurista. Nessun attacco - cari affezionati amici di Grillo. Ma volontà di chiarezza. Necessaria di fronte all’impegno di tanti volontari e al coinvolgimento di tantissimi cittadini durante la campagna referendaria. Per cambiare, dobbiamo esigerla da tutti.

28 novembre

Novembre 28, 2008 on 1:39 am | In Politica | 12 Comments

Oggi venerdì 28 novembre presenteremo ALZA LA TESTA! alla libreria San Gottardo di Milano. Dalle ore 18 alle 20 in corso San Gottardo 35. Nella pagina degli Appuntamenti le altre presentazioni già fissate.

Diritto all’acqua

Novembre 27, 2008 on 5:24 pm | In Politica | 6 Comments

Domani e dopodomani, 28 e 29 novembre, a Milano è previsto il convegno internazionale: “Nuove strategie per il diritto all’acqua”.

A Palazzo Isimbardi - corso Monforte 35

Il programma su www.contrattoacqua.it

Vittorio Sgarbi / 6

Novembre 26, 2008 on 11:06 am | In Politica | 127 Comments


Quando l’impudenza supera la fantasia. I sedicenti “socialisti milanesi” hanno emanato questo comunicato: un pezzo di involontaria comicità.

SGARBI. BISCARDINI: SOLIDARIETA’ ALL’EX ASSESSORE DI MILANO CONTESTATO DA UN GRUPPETTO DI FACINOROSI

venerdì 21 novembre 2008

“I socialisti milanesi esprimono a Vittorio Sgarbi la loro piena solidarietà dopo la contestazione subita ieri sera ad opera di un gruppo organizzato di facinorosi, fascisti e giustizialisti, durante la presentazione alla libreria Feltrinelli del libro su suor Letizia (Moratti)”
Lo ha dichiarato Roberto Biscardini della Segreteria Nazionale del Partito Socialista che ha aggiunto: “Indaghi la questura da dove vengono, chi li ha mandati e quali erano i loro obiettivi. Indaghino i magistrati perché a Milano se accusi questa giunta di governare la città facendo favori ai propri amici o, come ha detto Sgarbi, se dichiari che la città è governata da “ultraconservatori” non solo sei censurato dalla grande stampa, ma sei contestato in pubblico da gruppi organizzati.
Il clima è molto più pesante di quel che si crede, Milano libera e liberale – ha concluso Biscardini – non si merita un periodo oscurantista e illiberale come quello che il PDL di Letizia Moratti vuole fare ingoiare ai suoi cittadini.”

Post scriptum

Venerdì 28 novembre presenteremo ALZA LA TESTA! alla libreria San Gottardo di Milano. Dalle ore 18 alle 20 in corso San Gottardo 35. Nella pagina degli Appuntamenti le altre presentazioni già fissate.

La banalità dell’eros

Novembre 25, 2008 on 3:21 pm | In Politica | 50 Comments

OGGI è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il tema è importante e questo blog si associa.

Colgo l’occasione tuttavia per ricordare un tipo di violenza culturale che gran parte delle donne accettano di subire in silenzio. Parlo della mercificazione del corpo femminile attraverso i media. I programmi televisivi pieni di veline sculettanti e seminude, i cartelloni pubblicitari ammiccanti, gli spot che evocano richiami sessuali, i calendari con carfagne più o meno discinte, certe copertine fatte apposta per eccitare il consumatore italico. Parlo di queste cose. Sento la mancanza di un grande movimento - innanzitutto femminile - contro la banalizzazione dell’eros e la mercificazione del corpo delle donne. Ho atteso per anni un segnale, invano. Non vedo una critica dura, un’opposizione appassionata rispetto a questa tendenza a ridurre la donna a veicolo pubblicitario. Difficile attendersi una resipiscenza operosa dagli strateghi del marketing e della pubblicità, uomini o donne che siano. Fin che un messaggio tira, vanno avanti; il loro obiettivo è aumentare i fatturati. E l’ammiccamento sessuale è un messaggio che non conosce crisi: l’italiano medio tendenzialmente sbava. Per questo sarebbe utile che le donne impegnate a diffondere la cultura delle pari opportunità e dell’emancipazione (o della differenza) femminile decidessero di far sentire la propria voce in modo organizzato.
Prevengo l’obiezione: non si tratta di condannare, novelli talebani, il gioco della seduzione e l’estetica della bellezza femminile, ma di rafforzare il messaggio di chi giustamente si oppone a ogni discriminazione di genere. Occorre che le donne serie di questo Paese - a cominciare dalle madri di adolescenti aspiranti veline - dicano forte e chiaro che è ora di finirla, per esempio annunciando che non acquisteranno più prodotti pubblicizzati attraverso un corpo femminile. Ne riparleremo.

Processo Diaz, intervista a Vittorio Agnoletto

Novembre 24, 2008 on 5:59 am | In Politica, Libertà, Democrazia | 24 Comments


In campagna elettorale Berlusconi ne ha dette parecchie. Una delle più gravi era riferita ai fatti del G8 di Genova: “Altro che Commissione su Genova, dovremmo farla sui pubblici ministeri!”
Quella dichiarazione incornicia il clima in cui si è svolto un processo durato oltre sette anni, quello per le violenze e gli abusi della Diaz. E’ una sentenza di primo grado, ma il processo, in pratica, finisce qui. La prescrizione è dietro l’angolo.
Toccherà ai libri di storia, forse, dire quello che in un tribunale non si è saputo, potuto o voluto dire. “Vergogna!”, dice Vittorio Agnoletto nell’intervista che abbiamo realizzato il 14 novembre scorso. E lo è, questo di Genova, un finale vergognoso.
Quand’anche le motivazioni esprimessero una sentenza equa sotto il profilo giuridico, non si cancellano gli impedimenti omertosi delle forze dell’ordine, le pressioni politiche, il disinteresse delle istituzioni alla verità.
Questa sentenza non offre giustizia alle vittime perché è un parto indesiderato, e le sue motivazioni, per quanto rigorose, non potranno che essere tali: figlie di uno Stato di diritto in agonia, impotente com’è di fronte ad oligarchie eversive che considerano se stesse al di sopra della legge.
Per questo non ci sentiamo, nemmeno per un istante, simili a coloro che incensano questo triste epilogo, assolvendo moralmente l’intera scala gerarchica e festeggiandolo come un successo politico, oltreché istituzionale. Non si tratta di anticipare le motivazioni che i giudici depositeranno, ma di ammettere che il bilancio è avvilente, che dopo sette anni di processo i conti non tornano e non torneranno.
La notte del 21 luglio 2001, in seguito a due riunioni di vertice presso la questura di Genova, oltre trecento agenti fecero irruzione nel complesso della Diaz. Dei novantatré presenti (tutti arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio), i feriti furono più di settanta, alcuni molto gravi, uno addirittura in coma. I condannati in primo grado e futuri prescritti sono tredici. Tra loro nessun dirigente. Al contrario, come ricorda Agnoletto, i dirigenti coinvolti nella tre giorni di Genova sono stati quasi tutti promossi.
I fatti di Genova sono un’ipoteca sul futuro della nostra Democrazia. Andava estinta immediatamente. Ad oggi, questo Paese ne sembra incapace.

Buona visione, Franz

28 novembre

Novembre 22, 2008 on 7:57 pm | In Politica | 10 Comments

Venerdì 28 novembre presenteremo ALZA LA TESTA! alla libreria San Gottardo di Milano. Dalle ore 18 alle 20 in corso San Gottardo 35.

Villari e Latorre

Novembre 22, 2008 on 2:12 pm | In Politica | 30 Comments

Le provocazioni della Oligarchia degli Indecenti continuano. Applaudiranno ancora i militanti? Pubblico e condivido questo comunicato di Nando dalla Chiesa.

Rai. Villari, Latorre e dintorni: è il tempo delle dimissioni

Scritto da Nando dalla Chiesa
Monday 17 November 2008

COMUNICATO STAMPA

Negli ultimi giorni i cittadini italiani, e in particolare quelli di centrosinistra, hanno assistito a due spettacoli letteralmente incredibili, che per la loro incredibilità tolgono credibilità alle istituzioni e alla politica: un presidente di Commissione in rappresentanza dell’opposizione che viene eletto dalla maggioranza e presumibilmente da sé medesimo, con un altro anonimo; un vice capogruppo al Senato del maggiore partito di opposizione che in un dibattito televisivo suggerisce per iscritto al rappresentante della maggioranza come ribattere a un altro esponente dell’opposizione.

C’è una sola strada per dare a tutti il senso di vivere in un Paese appena normale e decente: le dimissioni degli interessati, alle quali sarebbe bene che - per ulteriore chiarezza - seguissero le dimissioni di tutti i membri dell’opposizione della Commissione di vigilanza sulla Rai.
Lo dico senza animosità verso nessuno, ma con la certezza che due scene come queste turbano la coscienza di qualunque democratico. E con la certezza che fatti come questi, in particolare il secondo, sono praticamente introvabili nella storia della democrazia.

In memoria di Don Puglisi

Novembre 20, 2008 on 1:30 am | In Politica | 41 Comments

“E’ importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti”.
(Don Pino Puglisi)

Il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, Cosa nostra spense a colpi di pistola la voce di don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio. Non ebbe pace nemmeno da morto. Alcuni servi della mafia misero in giro la voce che il delitto fosse collegato a suoi presunti vizi privati. Un deputato-showman arrivò a dichiarare che il mandante morale dell’omicidio era Gian Carlo Caselli, all’epoca procuratore della Repubblica di Palermo. Il suo nome è Vittorio Sgarbi. Nel corso di una campagna mediatica contro il pool antimafia, il 7 aprile 1995 lesse su Canale 5 una lettera anonima con alcune affermazioni attribuite falsamente a Don Puglisi. Eccone uno stralcio:

“Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini […] pretendevano accuse, nomi, circostanze… volevano che denunciassi la mia gente e i miei ragazzi… che rivelassi cose apprese in confessione […]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita […]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso […]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre”.

Come ha ricordato sovente lui stesso, da ultimo due sere fa nel corso di un dibattito a Milano, Gian Carlo Caselli non ha mai conosciuto don Puglisi e la procura da lui diretta ha consegnato i suoi assassini alla giustizia. Ma questo fatto non ha impedito a Vittorio Sgarbi di affermare violentemente il falso, per screditarne la reputazione, attaccandolo davanti a milioni di telespettatori senza alcun contraddittorio, dietro lo scudo dell’insindacabilità parlamentare, pagato come una star dell’audience dal padrone del partito azienda.

Condannato in primo e secondo grado per diffamazione ai danni di Caselli, Sgarbi l’ha fatta franca in Cassazione grazie alla solita prescrizione. Ma l’impunità non gli restituisce l’onore.

Ricordare questi fatti aiuta a capire che la diffamazione dei galantuomini è metodo politico nell’Italia berlusconiana. E’ stato usato con scientifico accanimento contro le persone migliori di questo Paese, coloro che non si lasciano intimidire né comprare.

Ipocrita, irresponsabile, prepotente, volgare, Vittorio Sgarbi è una delle espressioni più riuscite dell’Italia berlusconiana. Dopo essere stato cacciato dall’assessorato alla cultura, ieri è tornato a Milano per la presentazione di un libro. Con lui alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte c’erano quella gentil donna di Tiziana Maiolo, anch’ella recentemente esclusa dalla giunta milanese, Oliviero Toscani e (purtroppo) Gillo Dorfles.

C’eravamo anche noi di Qml, per tener viva la memoria ed esercitare a voce nuda la sanzione reputazionale. Abbiamo diffuso centinaia di volantini intitolati “In memoria di Don Puglisi” e contestato a scena aperta lo strillone di lettere anonime. Ne è venuta fuori una bagarre come non se ne vedevano da tempo. Presto pubblicheremo il video.

Se incrociate Sgarbi ricordategli anche voi che, se gli resta un minimo di onestà intellettuale, deve chiedere perdono in ginocchio alla memoria di Don Puglisi e a tutti i galantuomini che ha vigliaccamente cercato di infangare.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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