Intervista a Tullio De Mauro

Novembre 1, 2008 on 12:06 am | In Politica, Democrazia, Informazione |


Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco o niente, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi.

“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.

Sono parole di Tullio De Mauro, linguista e lessicografo; autore, tra l’altro, del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET.

L’Italia, inoltre, è in coda all’Europa per lettura di libri e giornali, come pure per numero di laureati. Secondo l’Istat oltre il sessanta per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel venti per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’ottanta per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione.

Numeri come questi inducono a domandarsi: ha ancora senso parlare di democrazia? Non sarebbe il caso, prima, di ritornare alle aste, all’abbecedario? Abbiamo molto insistito in questi anni sulla necessità di una bonifica morale, ma forse la priorità è un piano ventennale di pedagogia di massa.

Di questo tema abbiamo parlato proprio con il professor Tullio De Mauro. (L’intervista è in due parti)

I dati che cita De Mauro sono ricavati da due successive indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina: “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli 2000); “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore 2006).

32 Commenti »

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  1. A volte ne discuto con amici non del tutto ignoranti, quando parlo di come funziona il mondo, le reazioni sono di diverso tipo, fermati che mi incomincia a fare male la testa, oppure mi guardano come un extraterrestre, mi rivedo in quelle parole che dicesti ad annozero, mi sento uno perfettamente sano di mente in un manicomio.

    Commento di vittoriodigiacinto — 1 Novembre 2008 #

  2. .. santi, poeti, navigatori e analfabeti di ritorno, allora. Solo qui berlusconi poteva passare per imprenditore capace, per “uomo che si è fatto da sè”, e calderoli diventare ministro. Ormai sembra un incubo quotidiano.. pare addirittura che licio gelli condurrà una trasmissione in tv.. ma roba da matti..

    Commento di alba — 1 Novembre 2008 #

  3. In parte questa analisi di Tullio De Mauro, si
    poteva dedurre dalla realtà che ci circonda,
    però, non in questa misura.
    La situazione è tragica.
    Ancor di più, in virtù di questi dati, si può
    tranquillamente dire, che il VOTO PER TUTTI,
    è un puttanata: moltissime persone non sanno
    ciò che è BENE o MALE per sè stessi.
    Eppure VOTANO e fanno danni incalcolabili.

    Commento di luciano — 1 Novembre 2008 #

  4. Bravo Piero,
    davvero ottime le ultime due interviste… Continua così!

    Commento di PaolOrt — 1 Novembre 2008 #

  5. Sono convinto che un paese senza cultura si ridurrà a divenire presto un paese senza amore, un paese di piccoli egoisti e indifferenti. Guardate la qualità delle vostre relazioni, anche quelle più intime: dove il dialogo, il capire insieme e quell’accapigliarsi sano per cambiare tenendosi per mano? “L’indifferenza opera potentemente nella storia”, ma ancora di più nelle nostre piccole storie di uomini comuni.

    Commento di Fra — 1 Novembre 2008 #

  6. “MOSSA STRATEGICA”
    Oggi vogliamo cercare di chiarire definitivamente (speriamo) una “MOSSA STRATEGICA” da adottare e di cui siamo fermamente convinti.
    I “GIORNALISTI” che noi reputiamo in “MALAFEDE” lo sono (per noi) perché assecondano i nostri “NEMICI”; quelli che invece riteniamo in “BUONAFEDE” (per noi) lo sono perché scrivono cose che reputiamo “GIUSTE”.
    Ma i “NEMICI” (e i loro “GIORNALISTI” in “MALAFEDE”) se ne strafregheranno e continueranno a dire e a fare cose secondo noi “INGIUSTE”, “ILLEGALI”, “INIQUE” e “IMMORALI”, mentre noi (e i “GIORNALISTI” per noi in “BUONAFEDE”) continueremo ad affrontare “MILLE” problemi.
    Ma se continueremo ad essere d’accordo fra noi magari solo su “CINQUECENTO” cose e a litigare sulle altre “CINQUECENTO”, faremo esattamente come fanno i “PARTITI” e i politicanti “PARTITICIZZATI”, che magari sono d’accordo su “CINQUECENTO” cose, ma che riescono a litigare sulle altre “CINQUECENTO”.
    Risultato? Quello di sempre, assolutamente “NESSUNO”: i problemi rimangono “TUTTI” lì e non se ne risolve mai “NESSUNO” in maniera “DURATURA” e “DEFINITIVA”, perché ciascuno parla secondo le proprie “CONVINZIONI” o, peggio, quelle della propria “CATEGORIA” o “PARTITO”.
    Allora cosa fare?
    Insistere “SEMPRE”, “COMUNQUE” e “DOVUNQUE” solo su “UN” problema, “IL” problema, soprattutto con i “TANTISSIMI” cittadini “ELETTORI” che dormono e che continueranno a dormire in eterno se si continuerà a propinargli “MILLE” problemi e “DIECIMILA” soluzioni possibili, perché anzi, così facendo, siamo sicuri che alla fine si rifiuteranno addirittura di “SVEGLIARSI”.
    E secondo noi “IL” problema, quello che “TUTTI” capiscono, a prescindere da “PARTITI”, “FAZIONI”, “CATEGORIE”, “AMICI” o “NEMICI”, per il quale si può sperare di riuscire a coalizzare “TANTISSIMI” cittadini, senza divagare su altri “MILLE” problemi e senza cascare nel solito giochetto del “DIVIDE ET IMPERA” tanto caro ai “PRE-POTENTI”, è solo questo:

    “TOGLIERE I TROPPI SOLDI AI SIGNORI PRE-POTENTI DI QUALSIASI CASTA PER RIDISTRIBUIRLI A FAVORE DEI BENI E I SERVIZI DI TUTTI, SENNO’ QUALSIASI ALTRO PROBLEMA NON VERRA’ MAI RISOLTO”.

    Grazie dell’attenzione…

    Commento di EMERGENZA DEMOCRATICA — 1 Novembre 2008 #

  7. Scusate ma la causa di questo degrado del’istruzione che va avanti da 40 anni secondo voi qual’è??????

    Commento di slex — 1 Novembre 2008 #

  8. Evviva la coerenza eh! Prima a dire che la nostra scuola elementare è LA MIGLIORE AL MONDO, i licei funzionano, le Università selezionano in base al merito e così via. Poi il giorno dopo si dice che siamo un popolo di ignoranti e analfabeti. Insomma, decidetevi!O l’una o l’altra. Sorprende poi che nonostante si riconosca una certa ignoranza (nel vero senso della parola) diffusa, si critichi senza nemmeno informarsi chiunque da vent’anni a questa parte cerchi di cambiare il sistema dell’istruzione in Italia, arrocandosi su posizioni francamente indifendibili. Non è un problema di Gelmini o altro, è proprio un problema di PRINCIPIO. O ci si dice chiaro e tondo che le cose VANNO CAMBIATE, che la politica, ma ANCHE i sindacati, la casta dei docenti ecc…hanno DISTRUTTO la scuola oppure ci si continuerà a prendere in giro. Tutti i politici hanno delle responsabilità nella deriva della scuola, nessuno escluso. Tuttavia E’ UN LORO DOVERE CAMBIARE LE COSE, ma è evidente che da anni chiunque provi a farlo viene sommerso da proteste, critiche, insulti. ESPRESSIONI EVIDENTI DI IGNORANZA e semplice difesa situazioni di comodo e di privilegio.
    Saluti

    Commento di Marco — 1 Novembre 2008 #

  9. Caro Luciano,
    piuttosto che mettere in discussione il diritto di voto, sarebbe utile che le istituzioni si attivassero per offrire stimoli “culturali” diversi e “validi” a TUTTI noi cittadini. è facile stare qua a dire quanto ignoranti sono gli italioti (facendo loro quasi una colpa!), ma il fatto è che lo saremmo anche noi, che stiamo qui a scrivere nei blog, che magari andiamo all’università ecc.. se magari fossimo cresciuti in una famiglia appunto “poco attrezzata” culturalmente parlando, o in cui comunque l’istruzione non è concepita come strumento di riscatto sociale, o magari in un quartiere “difficile”…
    Quindi.. drammaticamente, gli italiani sono ignoranti perchè è anche così che si mantiene il potere; e quindi il potere non ha alcun interesse ad attivarsi per migliorare la situazione.
    .. forse siamo nelle mani dell’iniziativa dei singoli.

    Commento di alba — 1 Novembre 2008 #

  10. Il prof. De Mauro è stato certamente uno dei migliori ministri degli ultimi anni. Ho ancora vivo il ricordo di quando i nostri bravi sindacati uniti alla peggior parte del personale scolastico, lo fecero piangere durante una conferenza stampa. Avete letto bene: piangere, perché non riusciva a far capire che quello che intendeva fare per la scuola era una buona cosa. Vorrei vederli all’opera oggi a far smuovere qualcosa con questa ministra e questo governo: sicuramente non caveranno nulla.
    Ciao Piero.

    Commento di Michem — 1 Novembre 2008 #

  11. la causa è la tv ahimè.
    o meglio, l’uso sbagliato che si è fatto della tv.
    quando ti senti dire studia la storia che se vai al milionario te la chiedono qualche dubbio ti deve venire.
    grande tullio,scrive su internazionale..

    Commento di andrea poulain — 1 Novembre 2008 #

  12. “…l’ottanta per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione.”
    ecco perchè il “buffone” continua a fare quello che vuole; la mia paura è quando finirà e se e come finirà!

    Commento di Massimo — 1 Novembre 2008 #

  13. La tragedia del pianeta è la democrazia fondata sul suffragio universale. Un fatto così evidente nella vita quotidiana, e cioè il fatto che non siamo uguali quanto a capacità, persino nel caso in cui si parte alla pari, come si dice, a livello “esteriore”, il che sarebbe certo da auspicarsi in qualsiasi sistema politico (soltanto che la democrazia rappresentativa si rivela sempre più fatta d’oligarchie e lobby di privilegiati e figli di privilegiati, caste etniche, religiose, urbane, culturali, politiche, economiche, linguistiche, ecc.), c’è sempre il livello “interiore”, l’individualità, l’infinita serie di differenze che determinano ciascuna individualità, in cui si rivelano i migliori e i peggiori. Ma quel che è certo è che siamo tutti differenti e per nulla uguali, su infiniti piani differenti e non su uno solo. Se ricordiamo Nietzsche, egli diceva che siamo tutti uguali di fronte a un unico dio, e insomma soltanto di fronte a questo strumento ideologico veterotestamentario che serve a farci pensare tutti uguali. Ed oggi, dio è la democrazia, funzionale a farci sentire tutti uguali mentre delle nuove élite sacerdotali comandano, dettano le norme a destra e sinistra, su scala internazionale, si ergono a grandi inquisitori. Ma ciò che è chiaro è che siamo governati, dalla modernità rivoluzionaria in poi, dai peggiori, e i migliori sono i più conculcati, con il dominio del profitto a scapito della comnunità, ancor più che in tempi passati, quando almeno non c’era la truffa della cosiddetta uguaglianza, che oggi d’altra parte si traduce nuovamente nel fatto che ci sono alcuni più uguali di altri.

    Commento di Basta — 1 Novembre 2008 #

  14. Scriviamo tutti ad Odeon TV per far capire quanto sia indecente la loro trasmissione. Dovremmo anche denunciarla al garante per le comunicazioni! Oltre ad avere in TV l’eversore Gelli che ci spiega il fascismo, il crack dell’Ambrosiano, la P2 etc (come dire, i fatti raccontati dai protagonisti, e perchè non il terrorismo rosso spiegato dalle BR o quello nero da Fioravanti?), avremo altri personaggi della risma di Andreotti, Veneziani e dell’Utri (!!!). Ce ne fosse uno (a parte forse Veneziani) che non abbia avuto guai con la giustizia!
    http://www.odeontw.tw/default.asp?dprogramma=100022&dpuntata=100281
    Facciamoci sentire!

    Commento di Giampiero — 1 Novembre 2008 #

  15. @ Basta
    le differenze “disposizionali” tra individui esistono, ma in generale si può dire che hanno un peso da pari a molto minore, se non trascurabile (a seconda della caratteristica che andiamo a considerare) all’ambiente (cioè famiglia, società, cultura..) nel derminare il comportamento degli individui. Quindi è sull’ambiente che si potrebbe/dovrebbe intervenire.
    Cioè siamo tutti diversi, ma concentrarsi su queste differenze è un po’ come spaccare il capello in 4, perchè il grosso lo fa l’ambiente (anche attraverso le credenze e le idee su noi stessi e sul mondo che ci vengono trasmesse, o che ci formiamo).

    Commento di alba — 1 Novembre 2008 #

  16. Ma dai non ci credo: anch’io con l’occhio destro non riesco a distinguere una lettera dall’altra quando sono dall’oculiscta e le lettere si fanno piccoline …
    Incredibile, comunque spiega molte cose.

    Commento di XpicioX — 1 Novembre 2008 #

  17. @ alba
    Difatti ci sono famiglie, società, culture, ecc. che al di là della loro capacità d’imprimere sugli individui delle capacità particolari, impongono il loro dominio sul contesto, in maniera tale da determinare la supremazia sociale e culturale sugli altri. Questo per quanto riguarda il macro-sistema; per ciò che concerne il micro-sistema, da una parte è innegabile l’influenza del contesto (”esteriore”) e tuttavia bisogna ricordare l’esistenza di individui che da situazioni marginali, medie o mediocri, da situazioni comuni a molti altri che vivevano le stesse condizioni famigliari, sociali, culturali, ecc. grazie a una loro forza, a delle loro capacità a un livello personale (”interiore”) sono arrivati a molto di più, e non sto parlando evidentemente di successo economico o della fama, quanto delle possibilità d’affermazione della loro personalità particolare, delle loro forze e capacità nella società, contro l’omologazione e il dominio di chi detiene poteri che non sono dati da queste capacità, bensì da privilegi, favoritismi, protezioni speciali, identità speciali, accumuli economici, ecc. Difatti ci sono famiglie, società, culture, ecc. che al di là della loro capacità d’imprimere sugli individui delle capacità particolari, impongono il loro dominio sul contesto, in maniera tale da determinare la supremazia sociale e culturale sugli altri. Questo ci fa tornare quindi a quello che ho definito macro-sistema: il sistema economico, sociale, culturale di cui sopra, che produce poi il micro-contesto da analisi marxista; il macro-sistema è l’immaginario collettivo d’oggi, il rinnovato sistema d’oppressione dei pochi sui molti. Ma tra questi molti, esistono individui superiori che sanno, possono, potrebbero emergere, per questo invisi ai molti che controllano le cose.

    Commento di Basta — 1 Novembre 2008 #

  18. ovvio, sennò non si spiegherebbe la situazione politica attuale in Italia..

    Commento di Marco — 1 Novembre 2008 #

  19. Un popolo ignorante è un popolo più facile da sottomettere.

    Commento di Nicola — 1 Novembre 2008 #

  20. Bravo Piero, questa intervista e’ interessantissima.
    La diffondero’ anche dal mio blog

    Commento di Pasquale — 1 Novembre 2008 #

  21. bbbbasta!!! Vorrei essere nata negli anni sessanta, quando si respirava nell’aria il boom economico e non si parlava di disoccupazione, inquinamento, precariato, famiglie sfasciate, che ppppalle. Sembra che non funzioni niente in questo paese. Secondo me Piero dovresti dividere la pagina del tuo sito in due parti: in una scrivi le cose negative, nell’altra gli esempi positivi: citi gli imprenditori onesti, i politici irreprensibili etc. Abbiamo bisogno di credere che esista ancora uno spiraglio di luce nel nostro presente/futuro. Altrimenti ci riduciamo a cantare come la Rettore: “Dammi una lametta che mi taglio le vene”

    Commento di senza nome — 1 Novembre 2008 #

  22. Bel video… piacevole da sentire, e istruttivo.

    Commento di Antonio Macchi — 1 Novembre 2008 #

  23. Io vedo però che gli “ignoranti”, gli analfabeti o come si voglia chiamarli, si orientano abbastanza bene nel labirinto della società capitalistica, spesso sopravvivendo economicamente più degnamente di tanti “intellettuali”. L’ignoranza è più forte della conoscenza. E i “poveri di spirito” non hanno solo un posto d’onore riservato nel regno dei cieli, ma anche un posto in prima fila in QUESTO regno terreno

    Commento di godelpas — 1 Novembre 2008 #

  24. Che grande, De Mauro.
    Io ultimamente regalo libri, ovviamente selezionati, a chiunque dia segno di un barlume di risveglio, con la preghiera di leggere almeno un tot di pagine. Chissà mai che a qualcuno possa servire.

    Commento di caterina — 2 Novembre 2008 #

  25. Piero Ricca come Piero Angela. CLAPCLAPCLAP!

    Commento di esiliato — 2 Novembre 2008 #

  26. domani bovisa 9.30 studneti manifestano

    Commento di luca — 3 Novembre 2008 #

  27. Emerge chiaramente la responsabilità della politica di distribuzionne dell’informazione attraverso tutti i massmedia; ma im particolare quella della gestione del più diffuso, cioè la televisione. Televisione che dovrebbe essere usata, in una democrazia degna di essere chimata tale, come stimolo ad approfondimenti culturali e mezzo di divulgazione di fonti classiche e nuove per mantenere sempre alto il livello di alfabetizzazione e di attività culturale di tutta la popolazione.
    Ma, come evidente nel testo seguente, tratto dal link che lo precede, ad alcuni gruppi di detentori del potere, ciò risulta scomodo.
    - (http://www.teleradiostella.it/Archivio_Napolinews/Della%20Ragione%20Achille,%20Alessandro%20Cutolo.doc)
    Ed andiamo a quel fatidico 1950, anno in cui si eseguono a Milano i primi esperimenti di televisione in Italia.
    Un vecchio amico del professore, Sergio Pugliese, allora direttore dei programmi, invita il letterato napoletano, così simpatico ed estroverso, oltre che miniera di cultura ed aneddoti, a tenere una rubrica per i pochi telespettatori che nell’area milanese seguivano le prime trasmissioni di prova.
    È Cutolo stesso a raccontare un piccolo segreto: «Avevo letto di un vescovo che negli Stati Uniti aveva creato una rubrica che teneva in teatro, rispondendo in pubblico alle domande che gli venivano rivolte, per cui presi spunto da questa idea per progettare la mia trasmissione».
    Nel dicembre del 1953, dopo molte prove sperimentali il professore compare nel video ed annuncia: «Signore e signori buonasera. Io mi chiamo Alessandro Cutolo, sono napoletano come sentite dal mio eloquio, comincio oggi una rubrica “Una risposta per voi”; scrivetemi delle lettere con dei quesiti ed io cercherò di rispondere appagando le vostre curiosità».
    In poche settimane i funzionari della televisione furono sommersi da valanghe di lettere con i quesiti più disparati, su uomini, animali, date storiche, fatti di cultura, folclore e leggende popolari. In breve tempo Cutolo diventò uno di quei personaggi che passano attraverso il televisore ed entrano in tutte le case. Assieme ad Angelo Lombardi con la sua mitica rubrica «L’amico degli animali», a Padre Mariano con le sue accese prediche ed a un giovanissimo Mike Bongiorno con le epiche puntate di «Lascia o raddoppia» sarà acclamato come uno dei padri fondatori della televisione italiana.
    Nonostante il successo travolgente delle trasmissioni la cultura dell’epoca era chiusa alla comunicazione di massa, al punto che il Rettore dell’Università di Milano ove Cutolo insegnava inviò al professore una lettera di biasimo.
    Ma attraverso «Una risposta per voi» si era inaugurata una nuova era della cultura che attraverso i mass media diventava patrimonio delle masse. Il professore partenopeo era divenuto senza accorgersene l’Apostata dell’Anno Uno dell’Era TV, giornalisti come Maurizio Costanzo e storici come Antonio Spinosa debbono considerarlo come un padre naturale.
    In breve anche la cultura ufficiale ci ripensò e mostri sacri come Peruzzi, Rondoni ed Errante, letterati, uomini di scienza, luminari del diritto chiedevano di partecipare come esperti alle trasmissioni.
    In sedici anni ininterrotti di trasmissioni Cutolo divenne popolarissimo ed il «professore» per eccellenza. Nello studio sulla severa scrivania di Sandrino furono mostrate le cose più strane ed originali da un cucciolo di tigre, ad una mutandina di boxer; dalla croce dello Zar alla Rosa d’Oro che il Papa era solito regalare alle regine in visita da lui. Dopo 100 puntate giunse anche un telegramma di congratulazioni dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
    Poi all’improvviso nel 1964 i dirigenti della RAI, convocarono Cutolo e gli dissero semplicemente «Arrivederci e grazie» anzi, puntualizza il professore, «Addio e basta» senza dire grazie né spiegare minimamente il motivo di quella soppressione che tutti i telespettatori hanno a lungo rimpianto. -
    Fortunatamente, oggi, abbiamo l’imperdibile opportunità di utilizzare la rete informatica e tutte le tecnologie che gravitano attorno a questa per ribaltare la tendenza.
    Dal canto mio lo stò già facendo, innanzitutto fruendo dei contenuti divulgati ed invitando tutti coloro che conosco a farlo, e trovo davvero impagabile e veramente nobile l’impegno che molti, come ad esempio Piero Ricca, profondono nel divulgare importantissime informazioni taciute dai media tradizionali a persone, come anche il sottoscritto, che prima della nascita del blog di Beppe Grillo ignoravano.

    Commento di Alessandro C. — 3 Novembre 2008 #

  28. Gran bella intervista. Il professore e’ illuminante. Pensare che nel 2000, se non erro, il prof. De Mauro era ministro dell’istruzione e adesso abbiamo Mariastella Gelmini… mah

    Commento di basito — 3 Novembre 2008 #

  29. […] Official Site “ufficioso” di Tullio De Mauro Tullio De Mauro su Wikipedia Sito Biblioteca Pinacoteca Accademia Ambrosiana Sito Piero Ricca la fonte di questo post! […]

    Pingback di VideoIntervista a Tullio De Mauro! | Reset Italia — 8 Novembre 2008 #

  30. Ottimo documento,
    txs

    Commento di fabba — 9 Novembre 2008 #

  31. Bella davvero questa intervista, piero!
    Credo che De Mauro sia stato il miglior ministro dell’istruzione che questo paese abbia mai avuto e probabilmente potrà mai avere…

    Commento di alex — 13 Novembre 2008 #

  32. Incredibile. La situazione politica attuale si spiega molto meglio alla luce di questi dati.

    Commento di Alfredo — 14 Novembre 2008 #

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