Processo Diaz, intervista a Vittorio Agnoletto

Novembre 24, 2008 on 5:59 am | In Politica, Libertà, Democrazia |


In campagna elettorale Berlusconi ne ha dette parecchie. Una delle più gravi era riferita ai fatti del G8 di Genova: “Altro che Commissione su Genova, dovremmo farla sui pubblici ministeri!”
Quella dichiarazione incornicia il clima in cui si è svolto un processo durato oltre sette anni, quello per le violenze e gli abusi della Diaz. E’ una sentenza di primo grado, ma il processo, in pratica, finisce qui. La prescrizione è dietro l’angolo.
Toccherà ai libri di storia, forse, dire quello che in un tribunale non si è saputo, potuto o voluto dire. “Vergogna!”, dice Vittorio Agnoletto nell’intervista che abbiamo realizzato il 14 novembre scorso. E lo è, questo di Genova, un finale vergognoso.
Quand’anche le motivazioni esprimessero una sentenza equa sotto il profilo giuridico, non si cancellano gli impedimenti omertosi delle forze dell’ordine, le pressioni politiche, il disinteresse delle istituzioni alla verità.
Questa sentenza non offre giustizia alle vittime perché è un parto indesiderato, e le sue motivazioni, per quanto rigorose, non potranno che essere tali: figlie di uno Stato di diritto in agonia, impotente com’è di fronte ad oligarchie eversive che considerano se stesse al di sopra della legge.
Per questo non ci sentiamo, nemmeno per un istante, simili a coloro che incensano questo triste epilogo, assolvendo moralmente l’intera scala gerarchica e festeggiandolo come un successo politico, oltreché istituzionale. Non si tratta di anticipare le motivazioni che i giudici depositeranno, ma di ammettere che il bilancio è avvilente, che dopo sette anni di processo i conti non tornano e non torneranno.
La notte del 21 luglio 2001, in seguito a due riunioni di vertice presso la questura di Genova, oltre trecento agenti fecero irruzione nel complesso della Diaz. Dei novantatré presenti (tutti arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio), i feriti furono più di settanta, alcuni molto gravi, uno addirittura in coma. I condannati in primo grado e futuri prescritti sono tredici. Tra loro nessun dirigente. Al contrario, come ricorda Agnoletto, i dirigenti coinvolti nella tre giorni di Genova sono stati quasi tutti promossi.
I fatti di Genova sono un’ipoteca sul futuro della nostra Democrazia. Andava estinta immediatamente. Ad oggi, questo Paese ne sembra incapace.

Buona visione, Franz

24 Commenti »

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  1. Perchè i poliziotti non vengono identificati con dei numeri sopra i caschi, tipo le auto dei carabinieri?

    Commento di umberto — 24 Novembre 2008 #

  2. la domanda che andava fatta ad agnoletto e che ricca non ha fatto è questa:

    a destra si accusa spesso la magistratura di costruire teoremi o di essere prosinistra…..adesso le stesse accuse arrivano da sinistra….quindi?
    se la magistratura non è credibile quando fa queste sentenze perchè dovrebbe esserlo quando si occupa del cavaliere???

    Commento di angelo — 24 Novembre 2008 #

  3. Grazie per questa intervista Piero.
    Arriverà il giorno in cui la nostra classe dirigente non potrà più permettersi questi crimini.

    Commento di M2 — 24 Novembre 2008 #

  4. Per contribuire a non dimenticre i fattacci di Genova, allego copia di una lettera scritta a caldo e che avevo mandato ad alcuni amici. Pun non essendo stato testimone diretto degli avvenimenti, ho ben pochi dubbi su quello che dissi allora:

    C’È POCO DA RIDERE

    Dopo la vittoria di Berlusconi alle ultime elezioni, i giornali più in alto nel Gotha della stampa italiana non hanno risparmiato commenti ironici alle sue azioni ed al suo stile. Che il nuovo presidente sia un gran comunicatore lo sanno ormai tutti. Quando fa la pubblicità di se stesso, mostrandosi di persona oppure attraverso le telecamere, magari con un bello sfondo di libri che dimostra il suo interesse per la cultura almeno come effetto decorativo, dobbiamo ammetterlo: ci sa fare. Ma quando si tratta di affrontare problemi seri e complessi in modo concreto, in una parola, di governare, via… siamo seri! È meglio riderci sopra. E le occasioni per qualche risata non sono certamente mancate. Ma i fatti di Genova, in occasione del G8, hanno posto termine a queste buffonate e la voglia di scherzarci sopra è diventata difficile da trovare, anche se le occasioni non mancherebbero. Vediamone qualcuna.
    La Voce del Padrone. L’organo ufficiale del partito, Il Giornale, insieme a qualche fiancheggiatore, non ha avuto alcun pudore nel negare l’evidenza dei fatti pur di poter attribuire tutte le nefandezze di cui siamo stati testimoni ai biechi comunisti. Se certi giornali trovano dei compratori bisogna pensare che si sia sviluppata una stirpe di trinariciuti di destra. Ci sarebbero argomenti a non finire per la penna di un novello Guareschi. Ma è improbabile che qualcuno abbia voglia di farsi avanti per provarci.
    L’irruzione della polizia. Il neo presidente si è pubblicamente dichiarato non informato della decisione di perquisire la sede del Forum. C’è da credergli? Dopo che si era occupato di persona delle fontane, delle fioriere e delle mutande sui balconi, elementi tutti trascurati dall’inefficiente governo precedente, qualche dubbio è lecito. Ma, se è sincero, ne esce ancora peggio. Perché dimostra una volta di più come sia bravo ad occuparsi anche dei dettagli più futili che hanno a che fare con ciò che appare, a costo di lasciar andare liberamente per il loro verso le cose gravi ed importanti. E’ facile immaginarsi le scene grottesche che devono essere avvenute al ministero e nei comandi della polizia, quando i vari funzionari si son trovati bersaglio del furore del capo perché la violenza c’era e si vedeva, mentre non c’era nessuna prova da esibire per poterla attribuire alla bieca sinistra. L’incursione fatta nelle scuole dove alloggiava il forum è stata fatta, in tutta evidenza, per cercare qualche prova di questo genere. Dopo lo sfracello della perquisizione, che tutti abbiamo visto, ed il fracasso dell’annuncio del ritrovamento di armi, che tutti abbiamo sentito, ci si sarebbe aspettato di vedere almeno un mucchietto di Kalaschnikov, o qualcosa del genere. Quel che ci è stato mostrato, anche concedendo alla questura la fiducia che non merita e credere che tutto venga da lì, è veramente ridicolo. Ma anche qui insistere sul grottesco e sul ridicolo non si ha proprio voglia di farlo.
    L’agente segreto da operetta. Nello spettacolo generale, gli infiltrati nel campo avverso hanno avuto la loro parte. Di solito non se ne sa nulla, coerentemente con loro qualifica di agenti segreti. Ma questa volta il gioco è stato condotto in modo così maldestro che la polizia ha dovuto ammettere la loro esistenza. Uno di costoro ha perfino raccontato per iscritto la sua storia nell’organo ufficiale del partito. Chissà che non nasca un nuovo genere letterario, quello dello spionaggio comico. Anche qui verrebbe voglia di ridere. Ma c’è invece da piangere.

    PS
    Se qualcuno mi dà del comunista rispondo: comunista sarà lei

    Commento di Flavio — 24 Novembre 2008 #

  5. Angelo, criticare un atto giudiziario e infangare la magistratura sono due operazioni diverse. In questa intervista si è esercitato il diritto-dovere di critica rispetto alla solita impunità dei poteri in Italia. La medesima impunità del cavaliere di cui parli. La diffamazione dei magistrati da parte di berlusconi e dei suoi camerieri aveva finalità opposte alla critica di Agnoletto. I primi volevano e volgiono l’impunità e la sottomissione dei magistrati scomodi. Il secondo voleva e vuole giustizia e responsabilità da parte dei vertici delle istituzioni.

    Commento di evelina — 24 Novembre 2008 #

  6. Angelo,il problema non è la credibilità della magistratura. Il problema è lo strapotere della politica che tenta di comandare la magistratura. Tale strapotere può essere di destra o di sinistra ma il problema è che esiste, è forte e condiziona i giudici. Il risultato è che certe persone in carcere non ci andranno mai, Cavaliere in primis.

    Commento di Francesco — 24 Novembre 2008 #

  7. già.. come mai non si sente nessuna voce autorevole dall’interno delle forze di polizia? sono i media a non farle passare? c’è complicità? c’è paura? che c’è?
    E poi, aldilà di Genova 2001, mi piacerebbe saperne un po’ di più di questo settore della società - almeno apparentemente - “chiuso”. noi comuni cittadini non sappiamo nulla.. Sì.. c’è il sindacato, il siulp mi pare, che ogni tanto fa capolino da qualche tg, ma non si capisce mai niente.. per esempio quando protestano, non ci vengono mai spiegate per bene le ragioni del “malessere”.. quindi non possiamo neanche farci un’opinione. ecco, ci vorrebbe secondo me più trasparenza, più comunicazione, col resto della cittadinanza.. a beneficio di tutti.

    Commento di alba — 24 Novembre 2008 #

  8. angelo pienamente d’accordo si urla sempre rispettate i giudici rispettate la magistratura ma poi quando la sentenza nn piace…

    Commento di matteo — 24 Novembre 2008 #

  9. referendum per abrogare la prescrizione per reati vari e molteplici specialmente per quelli che svolgono cariche pubbliche

    Commento di BASTA — 24 Novembre 2008 #

  10. vorrei segnalare a Piero e a tutti i suoi fans questo articolo/video:

    http://ilpopolosovrano.splinder.com/post/19142486/

    Commento di Ermes — 24 Novembre 2008 #

  11. La Polizia mena a seconda di chi glielo ordina e cioè di chi ha il potere, siede in Parlamento.
    Poteva esserci anche la Sinistra.
    E’ mezzo, non fine; dipende dagli altri.

    Commento di Paul Kersey — 24 Novembre 2008 #

  12. Italia Paese di Merda !
    questi hanno rinchiuso delle persone per ore , le hanno torturate e picchiate inguiustamente , dopo la politica ha bloccato ostacolato la giustizia , la sinistra non ha fatto un cazzo e ora hanno punito tre coglioni senza stabilire le complicità e i legami con gli alti comandi …
    peggio dei regimi del Sud America .
    EMIGRARE DA QUESTA FOGNA DI PAESE MAFIOSO E FASCISTA:

    Commento di andre — 24 Novembre 2008 #

  13. @ Angelo
    un tuo commento è stato cancellato per errore.
    Se credi riscrivilo.
    sorry

    Commento di francesco — 24 Novembre 2008 #

  14. ricca puoi informarci,se possibile,del volume delle vendite del libro?

    Commento di luca corpino — 24 Novembre 2008 #

  15. così come si da a gran voce del “pregiudicato” a chi è stato condannato in primo grado (senza neanche aspettare una sentenza passata in giudicato) così bisogna dare dell’”innocente” a chi viene assolto.
    Agnoletto dimostra scarsissima serietà nel commentare nel fare in nove minuti il processo ad un processo durato 7 anni, di cui non ha neanche letto la motivazione.

    Commento di alberto — 24 Novembre 2008 #

  16. si leggono commenti fatti con lo stampino, sembrano usciti in serie dalla visione di un altro video, su un altro blog
    sono legalitari e saputoni questi commenti: osservano col ciglio alzato che non c’è ancora la sentenza, che bisogna rispettare la magistratura, che dal semplice dispositivo non si possono fare congetture…
    tutto giusto, ma la sostanza qual è? che sette anni dopo Genova non abbiamo nessuna giustizia
    e non ci saranno altri processi, è finita
    vi piace? occorre attendere la lettura completa della sentenza (che sono certa tutti - cari saputi da videoblog - farete)?
    è un atto di incoerenza o di mancanza di rispetto (di tipo berlusconiano) alla magistratura sdegnarsi un poco? è esagerato preoccuparsi di vivere in un paese in cui la polizia è diretta da quei personaggi e protetta da questi politici?

    Vittorio, grazie!

    Commento di elena — 24 Novembre 2008 #

  17. Su Genova NON SI CONOSCONO ANCORA LE MOTIVAZIONI della sentenza, per cui da Gasparri ad Agnoletto, da Travaglio a Piero Ricca il mio consiglio è di TACERE ed ASPETTARE. Perché nulla si sa.
    Quanto al fatto, riportato da Francesco, che in Italia la POLITICA condiziona (e fortemente) la magistratura, beh, se è una barzelletta l’accetto, altrimenti dico che qualcuno non c’è più con la testa. L’indipendenza della magistratura mi pare piuttosto evidente e sancita in modo chiaro dalla Costituzione. Non solo. Qualsiasi riforma dell’ordinamento giudiziario venga proposta da qualsiasi esecutivo (di destra, di sinistra) viene prontamente bollata come IRRICEVIBILE dall’Anm e cassata in partenza. L’attacco che certi politici hanno subito da parte di DETERMINATI MAGISTRATI (semplicemente perché avversari politici) è sotto gli occhi di tutti. E non sto parlando in particolare di Berlusconi, bensì di tanti altri che sono stati messi sotto indagine e infangati da magistrati che nella migliore delle ipotesi non avevano prove, nella peggiore NON ERANO NEMMENO TERRITORIALMENTE COMPETENTI. Quindi signori lo si dica in modo chiaro: che i politici cerchino, talvota, di influenzare la magistratura (con risultati scarsissimi / nulli) è più che probabile. Che molti magistrati (NON TUTTA LA MAGISTRATURA) esercitino QUOTIDIANAMENTE una precisa influenza sulla sfera politica, utilizzando il proprio potere in modo improprio per colpire quelli che ritengono essere i loro avversari politici e per AFFOSSARE qualsiasi indagine riguardi i loro amici è un dato di fatto che le persone in buona fede hanno ben chiaro. E vale sia per la DESTRA, sia per la SINISTRA. Non c’è colore politico. Ciascuno tutela i propri interessi e i propri amici, magistrati COMPRESI.

    Commento di Marco — 24 Novembre 2008 #

  18. ricca c fai una lista delle bufale della rete? nn esistono media liberi nel mondo ma persone libere e le puoi trovare sl in retf.

    Commento di bufale — 25 Novembre 2008 #

  19. con il post che mi è stato cancellato volevo solo sottolineare il fatto che sono più d’accordo con travaglio quando dice che prima di gridare VERGOGNA, serve aspettare le motivazioni della sentenza per capire il perchè i giudici abbiano respinto le prove dei fatti successi quella notte.
    ma è evidente il fatto che se si critica con durezza la magistratura ora con questa sentenza da sinistra….perchè la destra non dovrebbe farlo quando ci sono sentenze scomode a loro??

    Commento di angelo — 25 Novembre 2008 #

  20. Il bello e’ che vostro malgrado vi associano sempre a Beppe Grillo AHAHAHAH !!!

    Commento di gigi — 25 Novembre 2008 #

  21. a marco : quidi della sentenza comprata da previti cesare per conto di berlusconi e la relativa condanna al giudice renato squillante e al giudice metta per la mondadori tu non ne sei neppure a conoscenza vero???
    è l’ignoranza,solo quella,che vi rende servi….

    Commento di L'Eternauta — 25 Novembre 2008 #

  22. http://www.unita.it/file/3_Rinvio%20a%20giudizio%20De%20Gennaro-Colucci-Mortola.pdf

    Commento di Adriano — 26 Novembre 2008 #

  23. bravo arrighe! consentitemi di sdrammatizzare… Purtroppo ogni stato ha la sentenza che merita!
    Era difficile superarne tante, ma questa è la più vergognosa di tutte (con tutto il rispetto per le vittime che mai hanno av

    Commento di Robin h8d — 26 Novembre 2008 #

  24. Una sentenza-vergogna che è il prodotto dell’attuale cultura. Grazie per dare voce a chi, in questo regime, non ne ha.

    Commento di Stefano — 28 Novembre 2008 #

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