La banalità dell’eros
Novembre 25, 2008 on 3:21 pm | In Politica |
OGGI è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il tema è importante e questo blog si associa.
Colgo l’occasione tuttavia per ricordare un tipo di violenza culturale che gran parte delle donne accettano di subire in silenzio. Parlo della mercificazione del corpo femminile attraverso i media. I programmi televisivi pieni di veline sculettanti e seminude, i cartelloni pubblicitari ammiccanti, gli spot che evocano richiami sessuali, i calendari con carfagne più o meno discinte, certe copertine fatte apposta per eccitare il consumatore italico. Parlo di queste cose. Sento la mancanza di un grande movimento - innanzitutto femminile - contro la banalizzazione dell’eros e la mercificazione del corpo delle donne. Ho atteso per anni un segnale, invano. Non vedo una critica dura, un’opposizione appassionata rispetto a questa tendenza a ridurre la donna a veicolo pubblicitario. Difficile attendersi una resipiscenza operosa dagli strateghi del marketing e della pubblicità, uomini o donne che siano. Fin che un messaggio tira, vanno avanti; il loro obiettivo è aumentare i fatturati. E l’ammiccamento sessuale è un messaggio che non conosce crisi: l’italiano medio tendenzialmente sbava. Per questo sarebbe utile che le donne impegnate a diffondere la cultura delle pari opportunità e dell’emancipazione (o della differenza) femminile decidessero di far sentire la propria voce in modo organizzato.
Prevengo l’obiezione: non si tratta di condannare, novelli talebani, il gioco della seduzione e l’estetica della bellezza femminile, ma di rafforzare il messaggio di chi giustamente si oppone a ogni discriminazione di genere. Occorre che le donne serie di questo Paese - a cominciare dalle madri di adolescenti aspiranti veline - dicano forte e chiaro che è ora di finirla, per esempio annunciando che non acquisteranno più prodotti pubblicizzati attraverso un corpo femminile. Ne riparleremo.
50 Commenti »
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Bell’articolo, Piero!
Commento di Davide — 25 Novembre 2008 #
Che foto disgustosa.Già l’immagine che hai scelto dimostra tutta la violenza patinata che ci circonda .Mi riservo di scrivere un commento .
Grazie Piero.
Commento di stellamarina — 25 Novembre 2008 #
Mi associo in pieno. Le femministe moderne (o quel che ne rimane) stanno, a mio parere, sbagliano il bersaglio dei loro colpi. Il problema non è chi deve pagare il conto del ristorante a seguito di una romantica cena a lume di candela, ma l’obbligo imposto dalla nostra società di partecipare a suddetta cena armate di minigonne e tacchi vertiginosi.
Commento di Fabio — 25 Novembre 2008 #
Sei grande Piero,hai centrato il problema,come al solito….
DISGUSTOSA la pubblicità della trony o unieuro,non ricordo bene,l’ho rimossa,che fa vedere un italiota concorrente di quiz che risponde a domande idiote e poi dice che acuisterà il pc e l’abbonamento vodafone mobile e il vincente alla fine dice che se ne va a “farsi” le 4 cretine succinte che lo abbracciano…………………………..
NAUSEANTE E TOTALMENTE DISEDUCATIVO…..
Grazie antonio ricci,uomo di sinistra col portafogli a destra,”mero esecutore” della “deriva culturale” del nostro paese con le tette i culi e beruschi….
Grazie a Piero per la memoria storica.
PS anche io a 11 anni pensavo le stesse cose il llunedi mattina quando i miei compagni dicevano “assfidanken”…….
Siamo condannati a soffrire ancora per colpa dell’imbecillità intellettiva dei nostri connazionali???
credo,purtroppo,di si.
Un abbraccio.
Commento di L'Eternauta — 25 Novembre 2008 #
Caro piero
è tutto vero. Ma…noi donne siamo quello che volete. Tra una donna intelligente e brutta e una bella ma cretina un uomo chi sceglie?
Anche a noi addolora questo tipo di cultura, ma quanti movimenti ancora dobbiamo promuovere per cambiare le cose?. L’economia è nelle vostre mani, la politica pure, e noi non abbiamo più tempo per le lotte. Chi deve cambiar siete voi non noi. Le veline e i seni e i culi piacciono a voi.
www.graziellamazzoni2.blogsopt.com
con stima
Commento di graziella mazzoni — 25 Novembre 2008 #
Beh i messaggi inerenti al sesso, nelle pubblicità “statche”, non è detto che siano così espliciti: vi consiglio di dare un’occhiata ad alcuni video su youtube, riguardanti i messaggi nascosti in alcune di queste pubblicità o anche in alcuni cartoni della Disney; a parte alcune cose un pò forzate ed altre che alludono esplicitamente al sesso, ce ne sono altre raccapriccianti.
A parte questo mi dispiace che le donne stiano buttando al vento anni ed anni di lotte femministe!!!
Commento di vito — 25 Novembre 2008 #
Diciamo anche che buona parte delle donne non sono poi così contrarie alla mercificazione del corpo femminile, anche se non lo dicono.
Non è un mistero che nella società di oggi è più importante apparire che essere.
Commento di XPX — 25 Novembre 2008 #
Bravo Piero.
Bellissimo articolo
grazie
Commento di Duffy — 25 Novembre 2008 #
A Graziella Mazzoni :
Io,personalmente parlando,passerei molto volentieri una serata con Margherita Hack a parlare di quasar e buchi neri piuttosto che una sera con la carfagna a usare il buco nero……
Sarò tra i pochi,lo sò,ma ciò che rimane dentro con la prima è imparagonabilmente superiore da ciò che esce con la seconda…
Spero avere espresso il concetto in maniera non volgare….
Quindi cara Graziella non disperi,c’è ancora chi sà vedere oltre i culi e le tette e i beruschi.
Commento di L'Eternauta — 25 Novembre 2008 #
Ciao Piero,
volevo segnalarti questo video, che sono sicuro apprezzerai:
http://it.youtube.com/watch?v=z6LEemEpSBA
puoi trovare tutta la storia qui: http://ilpopolosovrano.splinder.com/post/19142486/
Commento di Ermes — 25 Novembre 2008 #
mmm si, ci sono molte pubblicità dove potrebbero fare anche a meno di cosce al vento, però per pubblicizzare della biacheria intima femminile come si potrebbe fare? Non possono mica farla indossare ad un uomo oppure ad una donna brutta. No?
——————————————
per citare Gaber:
Mi fanno male gli spot.
Non è la pubblicità che mi fa male, in sé.
Mi fanno male, Dio bono, i culi nudi, le tette, le cosce,
e tutti quei figoni sprecati per il Campari Soda!
Dal monologo “Mi fa male il mondo” (Gaber-Luporini)
———————————————-
venite sul mio blog clandestino.
Commento di Gabriele Ciardo — 25 Novembre 2008 #
In Italia, secondo i dati Istat pubblicati nel 2007, sono quasi 7 milioni le donne fra 16 e 70 anni che sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. 5 milioni le donne che hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila quelle sottoposte a violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate.
NON ESISTONO SOLO VIOLENZE FISICHE
Spesso le donne non si rendono nemmeno conto delle violenze che gradualmente subiscono .
Le violenze psicologiche sono talmente subdole
che come messaggi subliminali entrano nel tuo subconscio e nemmeno te ne aggorgi .
Così il danno è fatto e non ti senti piu’ legittimata a reagire e si subiscie ,ogni giorno,quella piccola dose che per legge (come per le sostanze inquinanti) è permessa .
Hai ragione piero quel che posso proporti è di mettere a disposizione uno spazio sul tuo blog .
Invito tutti e naturalmente le donne a partecipare .
Sarebbe un onore poter cominciare proprio dal tuo blog.QML è un esempio di democrazia ,sensibilità e di morale libera e indipendente .
HEI TU , DONNA ! ALZA LA TESTA!!!!!!!!!!!!!!
E’ vero la donna seduce e lo fa in continuazione .Fa parte della nostra natura,cominciamo a farlo da quando nasciamo.
Non lo dico io,lo dicono gli scenziati……….
e io confermo !
Ho un sogno : la seduzione,teniamocela noi e non elargiamola così impunemente,non mercifichiamola .
Piuttosto doniamola con amore a chi ci merita e non ci compra
La seduzione è un dono non un prodotto commerciale ,SONO STATA CHIARA ?
un saluto a tutti
Commento di stella marina — 25 Novembre 2008 #
A GRAZIELLA MAZZONI
Forse quel che sto per chiederti è una banalità
Chi crea questi meravigliosi esseri umani ?
Chi è preposto alla loro educazione ?
Allora chi è che deve cambiare?
Farei una riflessione su questo , no?
Ci sei cascata pure tu. Rileggi con attenzione le parole che hai scritto , leggile e rileggile finchè non avrai da modificarle .Non è il tipo di pensiero di cui le donne hanno bisogno.Riconosco la tua buona fede ed è per questo che ti richiamo ad una riflessione
O era una provocazione ?!!!!!!!!!!!
Commento di stella marina — 25 Novembre 2008 #
Cari commentatori .QUA SI PARLA DI VIOLENZA E VOI VI STATE PERDENDO NELL’ESTETICA
NELLA BIECA SCELTA : LA VOGLIO BRUTTA O BELLA INTELLIGENTE O DEFICENTE ,BASTA !
risvegliare le menti intorpidite ,è questo che dobbiamo fare .
vorrei leggere qualcosa di piu’ profondo,grazie !
Commento di stella marina — 25 Novembre 2008 #
Da uomo dico che questo è una questione che dovrebbe prima di tutto riguardare le donne e la loro sensibilità. Personalmente non penso che le pubblicità spinte o il mostrare le nudità femminili in televisione sia sempre offensivo verso il sesso femminile. Questo perché penso che ciascuno sia libero di utilizzare il proprio corpo come crede (nel rispetto di sé stesso e degli altri) e dunque la pubblicità non vedo perché non dovrebbe utilizzare un bel corpo femminile per avere più successo. Il discorso di Ricca potrebbe stare in piedi se ci fosse un obbligo a spogliarsi per lavorare. Ma non è così. Ci sono molte donne che svolgono professionalmente il loro lavoro e non si vendono per fare pubblicità o per compiacere il capo. E credo (voglio credere) siano la maggioranza. Chi invece, vuoi per principi diversi (non tutti hanno la stessa concezione del valore del corpo e dell’uso che si può farne), vuoi per puro interesse economico è disposto a mostrarsi seminudo per pubblicizzare un prodotto, beh, che c’è di male?
Concludo dicendo che tra le righe leggo una sorta di “critica” al mondo della pubblicità e del marketing, quasi come se fare pubblicità ad un prodotto, far conoscere il marchio di un’azienda ecc… fosse un peccato. La pubblicità è da molto tempo (e lo sarà ancora per molto) la salvezza di tante imprese e, quindi, chiudendo il cerchio, di tutti noi.
P.S. Vi invito a leggere il post odierno di Grillo e a riflettere sulla serietà di quest’individuo nel trattare determinate tematiche. Per chi ha studiato un po’ di macroeconomia credo sia elementare capire come tutto il sistema economico (occidentale) si basi sui consumi. Se si seguisse il consiglio di Grillo di NON CONSUMARE PIU’ NULLA, o ridurre anche solo del 30% i consumi perché così si fa un dispetto a Confalonieri, beh le nostre imprese (che lui chiama la Confindustria e le nomina con un’accezione solo negativa) in gran parte fallirebbero, provocando ulteriori licenziamenti e impoverimento GENERALE. Quindi non si tratta di fare il bene di Berlusconi (se lo odiate tanto siete liberissimi di non comprare i prodotti pubblicizzati su Mediaset, sempre che ci riusciate), ma di SALVARE L’ITALIA. I consumi sono il centro di tutto, RICORDATEVELO. NON CONSUMARE significa DIVENTARE ANCORA PIU’ POVERI, morire (in senso economico ovviamente)!
Saluti
Commento di Marco — 25 Novembre 2008 #
Ciao Piero, condivido in pieno il tuo pensiero.
Purtroppo il mondo è grande e vario e quando una donna non ha intelligenza e coraggio deve farsi strada nella vita attraverso altri strumenti.
Vallette, letterine, veline, meteorine, donne della pubblicità, certi calendari “artistici” con chiappe e culi al vento, showgirls sono l’espressione di un certo tipo di donne che ha fatto suo la mentalità maschile più lasciva, nella logica che facendo leva sulla propria sessualità si può ottenere molto di più che con la propria intelligenza; sedurre prima i testicoli e poi, eventualmente, ma non è obbligatorio, il cerebro di un uomo. Questa cultura non è limitata alla televisione e al cinema, ma la si può incontrare facilmente anche nella quotidianità. Ma essendo una cultura può essere accettata o rifiutata: la cosa più bella della televisione è la possibilità di premere il pulsantino rosso quando quello che vedi non è di tuo gradimento, è negli ultimi anni lo faccio sempre più spesso.
Commento di Fabio Iannone — 25 Novembre 2008 #
Caro Ricca, mon sono le donne che subiscono la mercificazione del corpo femminile, perchè sono esse che l’”applicano”, cioè nessuno obbliga loro di fare le veline, sono loro di spontanea volontà che si prestano a questo scempio. Per quanto riguarda i dati sulla violenza “nei confronti delle donne” sono profondamente taroccati, perchè il recente “studio dell’ Istat” è stato commissionato dal minitero delle pari opportunità(che è dichiaratamente femminista). Tu cosa ne penseresti di una ricerca sull’ aborto fatta da Comunione e Liberazione e da Giuliano Ferrara?
Commento di Attila — 25 Novembre 2008 #
Caro Piero,
sono talmente d’accordo con quanto hai scritto che l’ho linkato sul mio blog. Bravo, bravo, continua così.
Mohamed
Commento di Mohamed — 25 Novembre 2008 #
caro piero
vorresti dire che la violenza che ogni giorno ci propinano certi programmi in tv, come uomini e donne ho certi reality show in genere, siano meno violenti di una violenza fisica ? certo la prima colpisce in maniera crudele e violenta un singolo soggetto,nessuno vuole giustificare la violenza fisica subita da una donna. Ma non sono molto piu’aggressivi e violenti gli argomenti che trattano ogni giorno parecchi programmi della tv pubblica e privata?? dove lo stupro mentale dei mezzi di comunicazione di massa viene sistematicamente effettuata su migliaia di donne e bambine? stai mischiando le pin up , cioe’una forma di comunicazione, tipo la foto che ai pubblicato, invece di andare nel cuore del problema ,quali leggi hanno fatto sulla prostituzione mai regolamentata, l’ingerenza della chiesa rispetto all’aborto ed il libero arbitrio delle donne di scegliere, una societa’patriarcale dove se una donna si si scopa 2 uomini nella sua vita, e una zoccola ,mentre un padre che va a transessuali di notte e molto trendy, insegnamento igenico sessuale alle elementari magari, potrei continuare ad elencare tante altre cose che non sono state fatte, ma ricordatevi, dove vigge una societa’del pentiti,assecondata da una comunicazione pilotata, sara’ inesorabilmente una societa’ violenta ed oppressiva,dove l’intolleranza verso il diverso ed il piu’ debole, sara pane e potere per i piu’ potenti.
meditate
Commento di anonimo italiano — 25 Novembre 2008 #
FINALMENTE!!! Da anni aspetto che qualcuno si accorga , di quanto ci da fastidio questo sfruttamento sessuale delle donne per ogni pubblicità. Ho smesso di comprare il settimanale l’Espresso, anni fa, perchè in una squallida gara con Panorama, non passava settimana senza una bella donna seminuda in copertina, anche se l’argomento del momento trattava incidenti in un cantiere. Sembra che abbiano smesso!! Almeno sulle copertine, ma io non compro più settimanali, ormai mi sono abituata..peggio per loro
Commento di Marcella — 25 Novembre 2008 #
ha ragione Graziella mazzoni… siete voi uomini a volere le donne così. Credo che se al mondo non ci fossero stati gli uomini molte ingiustizie non sarebbero successe. Ma purtroppo sull’universo è contemplata anche la presenza degli uomini.
Commento di cristina chicca — 25 Novembre 2008 #
Da quando Freud ha scritto il suo trattato sulla libido, i pubblicitari hanno utilizzato questo fattore d’attrazione e divendita e mai nessuno ha messo un filtro di tipo morale sui suoi effetti.
Secondo voi cosa pensano i bambini che passeggiano con le loro madri o padri e si ritrovano ad altezza viso dei manifesti con culi e tette in primo piano? Cosa succede quando un bambino si scontra nella codificazioni d’immagini di questo tipo? Poniamoci delle domande su chi prenderà il nostro posto. Quali mezzi cognitivi hanno a disposizione per leggere questi messaggi? Che filtri possono utilizzare?
In una società dove si preferisce lasciare i figli davanti alla tele piuttosto che condividere esperienze e crescere assime, non ci si dovrebbe preoccupare di dargli prima gli atrezzi per difendersi?
Commento di Damiano — 25 Novembre 2008 #
Io mi indigno quando vedo manifestazioni contro le prostitute nelle strade (che a volte sono adolescenti) e penso che tanti di quegli uomini che protestano sono quelli che con quelle bambine ci vanno. Me ne infischio delle Carfagne, facciano quel che credono. Comunque di donne in gamba in giro ce ne sono tante per fortuna e anche belle accidenti!!!
Commento di sILVIA — 25 Novembre 2008 #
Buon articolo
Commento di Andrea Zannoni — 25 Novembre 2008 #
Io scelgo una donna intrapendente e carina. Non mi serve quella bella e cretina.
Commento di Domenico — 25 Novembre 2008 #
Splendido, splen-di-do articolo, Piero.
Non ho da aggiungere niente, le tue sono parole che fa bene sentire, perché sei un uomo eppure capisci.
Questo uomo (Marco), invece, non capisce:
“E credo (voglio credere) siano la maggioranza.”
“VUOI” credere, perché così ti deresponsabilizzi, e puoi continuare a osservare la tua dose di tette e culi in tutta tranquillità, come qualcosa che non ti riguarda neanche lontanamente, se non nel fatto che ti godi lo spettacolo.
Niente di personale con te, ognuno è libero di pensarla come crede, ma finché ci saranno folle di uomini che la pensano così non c’è movimento di liberazione della donna che tenga.
Commento di caterina — 25 Novembre 2008 #
prima di educare i figli è giusto educare le madri visto che agli adolescenti le incitano a divenire oggetto per le televisioni proponendole ai vari concorsi di …
Commento di patty — 25 Novembre 2008 #
Ciao Piero, la prima volta che ti scrivo.
QUANDO IL VIDEO DI SGARBI,sono curioso
e non lo sopporto quel tipo.
Quando passi da Napoli, facci sapere
Commento di Pasquale — 25 Novembre 2008 #
@ Pasquale
…lo sto montando… quindi… domani? magari sta notte? vedem!
Quando passiamo da Napoli però scatta la pastiera!!
ciao, Franz
Commento di francesco — 25 Novembre 2008 #
La pubblicità, odiosa, falsa, monotona, arrogante, ridicola, ingannevole, frivola, stupida, priva di contenuti costruttivi, sta prendendo piede anche su Internet ! Si cari voi, anche su Internet ! Se non si ferma subito questo schifo, internet diventerà come la televisione e sarò costretto a buttare via anche il computer !!!
Commento di GG — 25 Novembre 2008 #
Grazie per l’articolo.
Il modo più semplice per rendersi conto della deriva italiana è passare qualche mese o anno all’estero. Mia moglie non italiana è rimasta incredula rispetto alla tipica situazione da show italiano: presentatore in smoking e vallette seminude.
Commento di elzeard bouffier — 25 Novembre 2008 #
Non capisco. Nessuno obbliga una donna a fare calendari, la velina o la prezzemolina. E’ una sua libera scelta. Non confondiamo lo sfruttamento della prostituzione con il mondo dello spettacolo. Sono due cose diverse: le prime, vengono picchiate e lasciate vivere in luoghi poco igienici, le seconde, del loro corpo, ne facciano quel che gli pare.E poi, a me le donne nude piacciono e pure parecchio.
A me sto post sembra un po’ bigotto.
ciao
Commento di rosario g — 25 Novembre 2008 #
Oddio! LA BANALITA’ DEL BENE: una bella analisi superficiale di Piero Ricca. Grazie. Ricordatevi che le quote rosa sono uno strumento pubblicitario per tenere in piedi la democrazia, o questa roba che chiamano così. Auguri!
Commento di Oddio! — 25 Novembre 2008 #
davvero un bel articolo.
sopratutto perche’ non stereotipato e non superficiale. non capita spesso di leggere tanta schiettezza.
purtroppo è in maggioranza chi preferisce riempirsi la bocca di slogan episodici e superficiali piuttosto che gente come te.
FORZA PIERO!
Commento di mattia sarra — 25 Novembre 2008 #
Carissimo Piero, non ci speravo proprio in un post su questo tema, a dire la verità (dopo il post dell’8 marzo e quello su ferrara
).
Allora, visto che ci siamo, voglio dire che la violenza maschile contro le donne si combatte proprio su un terreno culturale, cioè colpendo quelle credenze che portano a giustificarla, a tollerarla, a “sminuirla”, a non riconoscerla per quel che è, che possono essere talmente radicate e condivise in una società/cultura, da avere difficoltà anche a identificarle.
I media.. anzi, chi li gestisce, chi decide.. ha una responsabilità enorme, perchè appunto sono in grado di plasmarla, una cultura, poche storie! Inoltre, quando si parla di violenza contro le donne in tv, anzichè tentare di abbattere quegli stereotipi fuorvianti, li si rinforza! Quante volte sentiamo titoli di tg del genere “marocchino stupra ragazza alla fermata del bus”: quello che ne ricaviamo è che
a) la violenza contro le donne è ridotta a violenza sessuale, addirittura a stupro (in realtà è un fenomeno ben più ampio);
b) l’aggressore è un estraneo (in realtà l’aggressore non è quasi mai un estraneo, ma è il marito, il compagno, o l’ex);
c) l’aggressione avviene per strada, magari in un vicolo buio ecc.. (in realtà è in casa che avvengono le violenze).
Vabbè, potrei andare avanti per ore.. ma non è il luogo.
Commento di alba — 26 Novembre 2008 #
@CATERINA
Vedi nulla di personale verso di te, ma nel mio commento c’è scritto che io credo (voglio credere) che le donne che hanno ancora dei sani principi, che credono nelle loro capacità, nella loro intelligenza, nella loro determinazione siano di gran lunga la maggioranza rispetto alle donne che preferiscono delle “scorciatoie” o che comunque, per soldi, fama, successo, mandano all’aria matrimoni, affetti, dignità. Il “voglio credere” l’hai interpretato male. Non è certo per scaricare responsabilità (che credo proprio di non avere, in quanto non mi sento complice di alcun atto di disprezzo o mancanza di rispetto verso le donne); dicevo, il voglio credere l’ho aggiunto solo perché NON ho dei dati che mi confermino quella che è la mia impressione e la mia convinzione. Io sono convinto che le donne “serie”, con una dignità da conservare siano la maggioranza. Ma non ne ho le prove. Magari mi sbaglio! Tutti qui.
Quanto al fatto che il mondo sia “pieno di uomini come me” ti dico di non giudicare senza conoscere e di astenerti dal parlare di cose che non sai. Io personalmente (ma mi guardo bene dall’imporlo a tutti) seguo (cerco di seguire, nessuno è perfetto!) i principi che mi sono stati insegnati da piccolo, ispirati al cristianesimo, all’importanza della famiglia, dell’uomo come della donna, al rifiuto di “eccessi” di un materialismo che non mi è mai piaciuto. Talvolta cado anch’io in tentazione, siamo esseri umani. Ma penso di avere ancora l’umiltà di riconoscerlo e la forza di poter dire di essere a posto con la mia coscienza, anche per quanto riguarda le mie posizioni sulla tutela dei diritti delle donne e sull’uso non sempre adeguato che viene proposto della loro immagine.
Saluti
P.S. Caterina, prima di giudicare gli altri e attribuire loro pensieri che non gli appertengono forse è meglio riflettere un attimo e cercare di evitare di generalizzare in modo così eccessivo.
Commento di Marco — 26 Novembre 2008 #
G8: stop al processo ai vertici della polizia
Stop all’udienza preliminare all’ex capo della Polizia Gianni Di Gennaro, per aver «istigato e indotto a deporre il falso nel processo Diaz», come è scritto nella richiesta di rinvio a giudizio. Stop perché i legali dell’ex questore di Genova ai tempi del G8, Francesco Colucci - coimputato con De Gennaro e con l’ex capo della Digos di Genova, Spartaco Mortola per falsa testimonianza - hanno chiesto l’applicazione della legge Cirami e di ristabilire le condizioni perché il giudice possa «serenamente e liberamente decidere».
Il gup, preso atto del deposito, ha aggiornato il processo al 18 dicembre per l’ ammissione delle parti civili (se ne sono costituite cinque) e in attesa della decisione della Cassazione.
Ricorre dunque alla Cirami, Colucci, ipotizzando un “fumus” ambientale tale da non rendere “libero” in convincimento del giudice, a partire dall’ udienza preliminare. Nella richiesta, i legali definiscono infatti questo fascicolo «una costola del dibattimento per la Diaz, parte dunque di un processo che ha destato le maggiori proteste al momento della lettura della sentenza e nei giorni successivi proprio perché non sono stati condannati i vertici della polizia». La falsa testimonianza di cui sono accusati Colucci e Mortola - istigati, dicono i pubblici ministeri, proprio da De Gennaro - «è in stretta connessione con quello che è successo e che ha provocato insulti al tribunale per i quali nessuno ha chiesto di contestare l’oltraggio al magistrato in udienza e al successivo linciaggio mediatico».
In attesa che il procedimento riprenda, hanno fatto scalpore le intercettazioni di De Gennaro - pubblicate in anteprima da L’Unità di martedì, in un articolo di Claudia Fusani - da cui si scopre che verbali di interrogatorio passano di mano in mano per “concordare” e “uniformare” le dichiarazioni, e in cui gli stessi commenti al processo sono assai poco “istituzionali”, e il Capo ringrazia e gioisce perché la pubblica accusa «è stata messa alla sbarra».
Pubblichiamo il documento integrale della richiesta di rinvio a giudizio per De Gennaro, Colucci e Mortola, firmato dai Pm di Genova Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini.
25 Nov 2008 l’unità
Commento di Adriano — 26 Novembre 2008 #
PS - i prodotti di cui parli mi pare siano destinati ad un pubblico maschile più che altro, come il profumo nella foto che hai messo.. quindi se c’è qualcuno che deve smettere di comprarli magari potreste cominciare voi.
Commento di alba — 26 Novembre 2008 #
Questa mercificazione è tutta italiana. Infatti all’estero non ho mai notato un tale “accanimento”: cartelloni pubblicitari con belle ragazze, sì, ma vestite; idem in televisione. E la componente maschile era quasi paritaria.
Commento di Miller — 26 Novembre 2008 #
@ Marco:
mi dispiace che tu te la sia presa così, ma quando qualcuno espone il proprio pensiero in pubblico è implicito il rischio che non tutti lo applaudano festanti. E questo vale per chiunque: te, me, e anche Ricca.
Capisco che tu ed io parliamo due lingue completamente diverse, e per risponderti nel merito dovrei cominciare dall’alfabeto - cosa che non ho intenzione di fare.
Trovo però triste che tu non nemmeno ti accorga che nel mondo intorno a te CI SONO delle donne che sono “obbligate a spogliarsi per lavorare” - e non solo a fare quello, purtroppo.
E ora, se vuoi darmi della befana bigotta, fa’ pure.
Commento di caterina — 26 Novembre 2008 #
Ma se il nostro Primo ministro si arricchisce anche grazie alla pubblicità e alle veline, e il ministro delle pari opportunità è la sig.ra Carfagna, cosa vogliamo pretendere?
Commento di byro — 26 Novembre 2008 #
Cristina Chicca, il tuo “l’universo purtroppo contempla anche la presenza di uomini” dovrebbe tagliarti fuori da ogni discorso e denota una comunissima frustrazione irrisolta ed agressività più o meno latente nei confronti dell’altro sesso, la principale caratteristica che più scredita il movimento femminista. Stella Marina: gli “esseri umani donna”, a meno che non crediate al dio tradizionale e patriarcale, non li “crea” nessuno, ma si formano dall’unione dei RISPETTIVI gameti. In quanto a questo infelice articolo, dal sapore ipermoralista e veterocomunista, spero finisca qui. Oppure Piero vuoi farti anche paladino del buoncostume? A quando un bell’articoletto sui malanni della masturbazione e la violenza sulle donne a cui le sudice fantasie di questi spregevoli uomini potrebbero portare? Ah ovviamente davanti a riviste con attrivi-vittime rigorosamente vestite…
Commento di Alessandro Biscaro — 27 Novembre 2008 #
La banalizzazione dell’immagine femminile ha delle ripercussioni di gran lunga maggiori di quanto immaginato.
Lavoro in un ospedale, sono ostetrica e vedo regolarmente la violenza inflitta alle donne nei modi più vigliacchi e sottili. La violenza banalizzata diventa violenza autorizzata. Credo però che le donne siano solo l’anello più visibile di una catena di persone sottoposte a quella violenza diffusa che sfrutta chiunque, soprattutto i più deboli, per raggiungere i propri obiettivi. In questa catena, il maschio adulto sano di circa 70 kg è l’elemento meno vulnerabile per cui facilmente viene riconosciuto come il sopraffattore mentre, in realtà, sta solo compiendo la missione che la pubblicità (e, in ultima analisi, la società) gli chiede: sii macho, la donna è lì a godere delle tue violenze perchè tu profumi di buono/perchè c’hai la macchina bella/perchè bevi la wodka…
E’ inutile perdere tempo a cercare di capire di chi è il peccato originale, uomini e donne, bambini e gay, anziani e diversamente abili, borghesi e poveri…siamo tutti nelle mani di chi deteiene il potere (condizione generalmente associata ad un elevato livello di ricchezza…), solo il pensiero libero e disilluso può emanciparci dalla condizione di consumatori per elevarci al rango di cittadini senzienti, attenti, liberi, nonviolenti.
Riappropriarci del pensiero è la vera rivoluzione.
Commento di laura — 28 Novembre 2008 #
Il corpo della donna è utilizzato al pari del calciocome il calcio dai media per distrarre la mente delle masse dal pensare.
Pensate non ci fosse più figa, sport e violenza in tv (ossia il 99%) dell’intrattenimento, la gente semplice cosa farebbe?
Commento di fra — 28 Novembre 2008 #
anche i quiz sono pieni di donne seminude, il peggiore è L’eredità, col conduttore che tratta le vallette come minorate mentali, e fa orrende battute maschiliste.
cosa c’entrino gli sculettamenti con un quiz resta un mistero!
Commento di costantino — 29 Novembre 2008 #
Si hai ragione ! Basta con queste pubblicità ingannevoli !
Ma per piacere…
Commento di Ennio — 30 Novembre 2008 #
Ciao Piero vai avanti che oramai ci siamo.
Etica e moralità oramai al servizio dei soli interessi politici/economici….? mahhh… in quanto alla problema della mercificazione del corpo femminile per noi ometti si potrebbe ritornare al bromuro nel latte… come si faceva una volta al soldato ; così non ci si eccità più e forse si risparmiano soldi e fatiche a vantaggio poi della produttività…. provocazione? forse.
Commento di Gianmaria — 1 Dicembre 2008 #
per alessandro bischero.
non ho nessuna frustrazione latente nei confronti dell’altro sesso
Commento di cristina chicca — 2 Dicembre 2008 #
Non bisogna stupirsi del fatto che per vendere un prodotto venga utilizzato uno strumento di comunicazione in questo modo. Il messaggio non ha nessuna intenzione di sminuire la donna; colui che lo ha prodotto ha solo un obiettivo:
vendere e generare profitto. Che la nostra natura
umana risponda a tali messaggi in modo istintivo
non é purtroppo modificabile, se la coscienza non
ha il sopravvento. Tali tipi di messaggi sono regolati da una normativa troppo lasciva.
Riferimenti (Age of Manipulation Wilson Bryan Key)
Commento di Andrea Rampazzo — 3 Dicembre 2008 #
credo che la mercificazione del corpo sia una grave deriva culturale verso i lmaschilismo più reazionario. credo chela prostituzione sia l’ingiustizia sociale più antica del mondo. vi segnalo un blog in cui vi è proprio la visione della donna come una merce da comprare: www.scopopagando.blogspot.com credo che di fronte a tali cose ci si debba indignare
Commento di roberto — 7 Dicembre 2008 #