Intervista a Gilberto Pagani

Novembre 19, 2008 on 2:39 pm | In Politica, Libertà, Democrazia | 19 Comments


Dopo sette anni di processo il dispositivo della sentenza per gli abusi alla scuola Diaz delude profondamente chi cercava giustizia. Abbiamo sentito Gilberto Pagani, uno degli avvocati di parte civile. Tre i punti chiave del suo ragionamento:

1
Le prove contro i dirigenti c’erano, numerose e pesanti. Inspiegabilmente il tribunale non le ha prese in considerazione.

2
I vertici della polizia hanno sabotato l’inchiesta in ogni modo, nel silenzio della politica.

3
L’impunità dei responsabili dei misfatti di Genova è un gravissimo precedente per lo Stato di diritto nel nostro Paese.

21 novembre

Novembre 18, 2008 on 5:29 pm | In Politica | 11 Comments

Venerdì 21 novembre saremo in provincia di Lodi per la presentazione di

ALZA LA TESTA!

dalle ore 21 al TEATRO NEBIOLO
via 4 Novembre c/o Centro Civico Mascherpa
Tavazzano con Villavesco

come arrivare

Incontro con Beppe Grillo

Novembre 16, 2008 on 11:53 pm | In Politica | 204 Comments


L’altro giorno Beppe Grillo era a Milano per un giro in bicicletta per le vie del centro. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, l’abbiamo raggiunto in strada, davanti a un semaforo rosso, per chiedergli un chiarimento sulla questione della bocciatura delle firme referendarie. Beppe ha risposto che non sa ancora nulla di preciso, subito dopo è passato a evidenziare il fatto che le firme del primo V day sono in parlamento, dal quale attende di essere convocato. Occorre chiarire però che una proposta di legge popolare (qual è quella del primo V day) è interamente nelle mani del parlamento, con le conseguenze del caso, mentre il referendum – prospettato per mesi da Grillo come una mazzata micidiale al sistema - sarebbe stato nelle mani dei cittadini. Non c’era il dubbio in corso d’opera che la regolarità della raccolta fosse a rischio per via della tempistica pre-elettorale? Beppe riconosce il problema, ricorda che alcuni sostenevano di sì e altri, tra i quali i suoi legali, di no. E nel dubbio è andato avanti. Ma non c’è da preoccuparsi, dice, tanto il sistema dei media tradizionali sta per morire in quanto la pubblicità si sta spostando in rete. Ma questo cambiamento produrrà un automatico miglioramento qualitativo dell’informazione? Alcuni osservatori ne dubitano. Lui sembra esserne certo. E allora, domando, che bisogno c’era di convocare i referendum? Solo per accelerarne l’agonia, risponde Beppe. Un’agonia lenta, visto che l’ottanta per cento degli italiani a tutt’oggi ha come fonte esclusiva di informazione la tv. Dirà qualche parola di chiarezza ai tanti che hanno lavorato ai tavoli referendari e alla certificazione delle firme? Beppe promette di sì, appena saprà qualcosa. Ottenuta questa promessa, gli sottopongo al volo un altro paio di questioni. Lui - com’è noto - sostiene che la vera informazione è solo in rete (l’altro giorno sul suo blog mi ha addirittura indicato – bontà sua - come uno dei “veri giornalisti”). Io non sono d’accordo: penso che il web sia uno strumento straordinario, non la terra promessa. L’informazione non è solo libera espressione: richiede professionalità, competenza, organizzazione. Un conto è gestire un blog personale, altro conto fare informazione attendibile e documentata. Fate il calcolo: quante notizie e quante inchieste documentate quotidianamente vi vengono direttamente dal web e quante dai media tradizionali e dai loro prolungamenti on line? Altro tema: la rappresentanza. Beppe sostiene che gli attuali partiti sono morti. L’alternativa? secondo lui sono le liste civiche comunali e i “comuni a cinque stelle”, tutti in rete. Io penso che i partiti svolgono una funzione fondamentale e se gli attuali partiti non ci piacciono (su questo siamo d’accordo) dobbiamo cambiarli dall’interno o fondarne altri, perché il potere istituzionale prevalente resta nelle mani del governo e del parlamento, non è dei comuni. Gli domando: perché non hai fatto una lista civica nazionale alle ultime elezioni per portare alcune decine di persone serie in parlamento? Beppe risponde che in parlamento c’è già Di Pietro mentre lui vuole “scavare dal basso”. Ma allora - se sostiene Di Pietro - non è chiaro perché alle ultime elezioni abbia invitato a non votare sostenendo che erano tutti uguali. Altra questione: ha senso continuare a mescolare linguaggio, stile, modalità dello spettacolo con linguaggio, stile, modalità della politica? Beppe ricorda di essere solo un comico e pensa che questa critica di Daniele Luttazzi corrisponda a una visione pessimistica che non condivide. Il problema però è che nell’attuale deserto moltissimi giovani lo vedono come un punto di riferimento politico e questa confusione di ruoli e di percezione difficilmente può costituire un fattore di rinnovamento della politica. Il dialoghetto si conclude con Beppe che mi dice: “tu sei sempre stato un po’ contro la rete”, e sostiene di ricordare al riguardo un’intervista che avrei rilasciato a Riccione. Vediamo. Curo personalmente questo blog da due anni e mezzo, scrivo su siti web di informazione da molti anni, più o meno dall’epoca in cui lui spaccava i computer durante gli spettacoli, e tra parentesi non vado a Riccione da quando avevo diciott’anni. Posso mai essere contro la rete? Mettere in dubbio l’idolatria del web (come ogni idolatria) è cosa assai diversa.

Ci siamo lasciati con la promessa di una conversazione riflessiva su questi temi. Spero davvero che si possa fare, dove e quando vuole, possibilmente in pubblico. Per contribuire alla chiarezza. Chiedeteglielo anche voi.

Questa sera

Novembre 15, 2008 on 4:21 pm | In Informazione | 11 Comments

Ricordo agli amici del blog l’appuntamento di questa sera dalle ore 19 in avanti al bar Da Lina in via Alessi 1, a Milano, nei pressi di corso Genova, per il battesimo di ALZA LA TESTA!.

Lettera da Chiaiano

Novembre 15, 2008 on 4:11 pm | In Politica | 7 Comments


Caro Piero,

siamo i ragazzi del sito www.chiaianodiscarica.it, da sei mesi stiamo cercando, grazie al nostro sito, di informare le persone riguardo ai gravi rischi che comporterà l’apertura della megadiscarica di Chiaiano.
A nostra disposizione abbiamo una videocamera e tre fotocamere digitali e tanta volontà, ma a volte anche questa non basta.
I visitatori del tuo sito forse conosceranno la situazione di Chiaiano, sapranno che la discarica è collocata a ridosso della zona ospedaliere della città partenopea, della presenza di una falda acquifera sottostante all’area che sarà adibità a discarica, dei seri problemi alla viabilità che l’apertura del sito di stoccaggio comporterà e che la discarica si trova al centro di una zona densamente abitata (circa 200.000 abitanti).
La notizia degli ultimi giorni è il ritrovamento di 10.000 tonnellate di amianto venuto alla luce nel corso dei lavori di allestimento della discarica nella cava del poligono. Siamo di fronte a una serie minaccia per la salute dei cittadini, ma ovviamente chi ha deciso di aprire quella discarica non se ne preoccupa.
Il comitato permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, grazie ad alcuni filmati, ha denunciato che sono stati gli stessi militari e gli addetti alla discarica a nascondere l’amianto e altri rifiuti pericolosi.
Quello che sta succedendo a Chiaiano è molto grave, è stata sospesa la democrazia. Il decreto 90, poi convertito nella legge 123, limita la libertà dei cittadini. Con l’introduzione delle aree di interesse strategico nazionale, sorvegliate notte e giorno dall’esercito, si apre uno scenario abbastanza inquietante per tutti i cittadini che ancora si sentono liberi.
Pensiamo che sia venuta l’ora di capire che la discarica di Chiaiano non riguarda solo Napoli ma l’intera Italia.

Confidiamo nel tuo aiuto. Grazie.

QUESTA è la seconda parte del video.

Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it

stopgelmini.org

Novembre 14, 2008 on 1:15 pm | In Politica | 4 Comments

La diretta dalla manifestazione degli studenti a Roma e altre informazioni su
www.stopgelmini.org/

Istigatore a vita

Novembre 13, 2008 on 10:57 pm | In Politica, Libertà, Democrazia | 29 Comments

cossiga

La ‘macelleria messicana’ dell’assalto fascista alla scuola Diaz ha soltanto colpevoli materiali, capri espiatori in via di prescrizione. Nessun dirigente della Polizia di Stato pagherà. I tre che tra mille sabotaggi e atti di omertà si era riusciti a portare davanti ai giudici sono stati assolti pochi minuti fa a Genova. L’ennesima vergogna italiana. QUI il primo comunicato Ansa. Domani intervisteremo Vittorio Agnoletto.

Di seguito la lettera del nostro amico Duccio che annuncia una iniziativa su Cossiga, al quale forse questa sentenza non dispiacerà.

Caro Piero,

il sistema mediatico italiano funziona come un tritacarne impazzito. Gonfia panzane e nasconde i fatti. Salvo rarissimi casi, la televisione padronale, i giornali (locali o nazionali) asserviti a gruppi di pressione più o meno influenti e poltiglia internettiana perseguono lo stesso fine: annichilire la Memoria di questo Paese. La Memoria rende liberi e meno buggerabili. La Memoria aiuta un paese a maturare e impedisce a questo o quel ciarlatano di mentire impunemente. Esattamente quel che sta capitando al nostro Paese, dove scorrazzano i professionisti della bugia.

Pensate - ad esempio - al caso del G8 di Genova. A Licio Gelli e alla P2. Alla corruzione che ha portato la Mondadori in casa Berlusconi. Al malaffare trasversale diffuso nelle stanze dei bottoni italiane. Alle balle leghiste sui Rom che rapiscono i bambini italiani. Ai miliardi che la Chiesa di Ratzinger s’intasca a spese nostre. Alla violenza (fisica e mediatica) contro i migranti. A Giulio Andreotti che passa per santo.

Abbiamo il dovere di indignarci. Di essere meno indifferenti, per essere più liberi. Per esser cittadini nel senso pieno del termine.

La ricetta è molto semplice: un megafono, un pacco di volantini documentati e attendibili, uno striscione e l’entusiasmo della vivacità intellettuale. Il tutto in una piazza del centro città. Non si deve esser giornalisti o politici navigati: basta esser consapevoli.

Il 15 novembre - Qui Lecco Libera e non solo - si partirà con un primo incontro. Il tema: Francesco Cossiga, l’istigatore a vita. Le sue parole deprecabili e minacciose riguardo la mobilitazione studentesca sono passate in sordina o giustificate in quel modo idiota tutto nostro: “è un vecchietto scoppiato”. L’istigazione a delinquere, l’istigazione di militari e l’apologia di reato sono reati. Reati gravi soprattutto se perpetrati da un senatore a vita ed ex Capo di Stato. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha il dovere istituzionale d’intervenire.
Ecco il volantino della giornata che potete utilizzare nella vostra città. Fatelo!

Alziamo la testa! Ci vediamo sabato in piazza Garibaldi a Lecco, dalle ore 11 alle 17.

Duccio Facchini

Da Lina

Novembre 12, 2008 on 6:27 pm | In Politica | 15 Comments

Sabato 15 novembre dalle ore 19,00

con Diego Elia e Franz saremo al bar “Da Lina”, per incontrare gli amici in occasione dell’uscita in libreria di ALZA LA TESTA!. Chi vuol venire a farsi due chiacchiere e bersi qualcosa con noi, ci trova in via Alessi 1, angolo via Marco d’Oggiono, nei pressi di corso Genova, a Milano.

La reazione di Grillo

Novembre 12, 2008 on 1:27 pm | In Politica | 62 Comments

Eravamo in attesa del commento di Beppe Grillo e del suo staff alla notizia della bocciatura dei quesiti referendari in Cassazione (vedi post precedente). E’ arrivato poco fa tramite comunicato sul suo blog. Il succo è questo:

“Mi rimetto alla decisione della Cassazione, non voglio neppure discuterla, ne prendo atto”.

In sostanza, a quanto si intuisce, il promotore dei tre referenda non andrà in Cassazione a contestare la decisione.
Non è una risposta che aiuta a capire. Sarebbe necessaria maggiore chiarezza dopo aver coinvolto migliaia di volontari e centinaia di migliaia di cittadini. Quel che sarebbe interessante verificare è:

perché la Cassazione ha ritenuto insufficienti le firme? In quali errori procedurali i promotori sarebbero incorsi? Sono errori interpretativi, dunque formalmente contestabili e politicamente discutibili, o materiali, quindi evitabili?

Carnevalata

Novembre 12, 2008 on 2:11 am | In Politica | 38 Comments

Notizia Ansa di poche ore fa: i tre referenda del V day saltano, causa “insufficienza” di firme. L’indiscrezione sarebbe trapelata dall’ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione. Le fonti sostengono che il numero di firme valide sarebbe inferiore al mezzo milione previsto dalla legge e che i giudici avrebbero giudicato “formalmente non corrette” le procedure seguite per la raccolta di diverse centinaia di migliaia di firme.
Maurizio Gasparri gioisce. Nelle redazioni e nei partiti molti in queste ore staranno ridendo di gusto. Il 25 novembre l’ufficio centrale riceverà i rappresentanti del comitato referendario, il quale dichiarò di aver raccolto molte più firme del necessario. Possibile che sia incorso in un errore così marchiano? Non voglio crederlo.
E’ presto per farsi un’idea precisa di quel che è avvenuto. Certo qualche perplessità viene a leggere il nome di Corrado Carnevale, il giudice della Cassazione da alcuni soprannominato l’Ammazzasentenze per l’arte spietata del cavillo: è lui il presidente dell’ufficio centrale. Definiva Falcone “un cretino”. Che opinione avrà di Grillo?

ROMA - Non ci sarebbero tutte le 500 mila firme necessarie per lo svolgimento del referendum sui 3 quesiti sull’informazione depositati da Beppe Grillo in Cassazione, lo scorso marzo e raccolte durante i ‘Vaffa-day’ organizzati da Grillo. Si è riunito l’ufficio centrale della Cassazione per vagliare la validità delle firme presentate per ogni quesito, per verificarne sia il numero sia l’attendibilità e, a quanso si è appreso, Grillo non avrebbe raggiunto il numero esatto per mandare avanti il referendum.
Per questo motivo Grillo verrà convocato il 25 novembre prossimo per interloquire con i giudici sui problemi emersi nella raccolta delle firme. Le firme raccolte da Grillo riguardavano il referendum per l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, per la legge Gasparri sulla Rai e l’abolizione del contributo pubblico all’editoria. (ANSA)

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