ALZA LA TESTA!
Novembre 9, 2008 on 5:10 pm | In Libertà | 177 CommentsCari Amici del Blog
da giovedì 13 novembre è in libreria ALZA LA TESTA!, libro più dvd che ho realizzato insieme agli amici Diego Franz ed Elia. Lo pubblica l’editore Chiarelettere. La prefazione è di Marco Travaglio.
Il video propone una selezione dei nostri filmati, alcuni già presenti in rete, altri inediti. Tra i temi che tocchiamo: la vicenda Europa 7, le ombre di Cesare Geronzi, il nodo irrisolto del conflitto di interessi, i casi Andreotti, Dell’Utri e Cuffaro, il G8 della vergogna, la corruzione previtiana nel caso Mondadori, la questione Unipol-Bnl, la mala-informazione, da Fede a Farina. Le incursioni si alternano a manifestazioni spontanee e interviste irriverenti; il tutto ha come contrappunto alcuni frammenti di miei comizi da un balcone milanese. Le musiche sono di Matteo Ponzano. Il trattamento delle immagini è di Matteo Fiacchino.
Il libro racconta i retroscena e il contesto delle varie iniziative; riporta in versione integrale i testi di alcuni comizietti in strada e di vari botta e risposta; riepiloga la vicenda del processo vinto contro Berlusconi (con le sentenze pubblicate in appendice) e del sequestro del blog conseguente alla querela di Emilio Fede; fa il punto delle varie denunce per diffamazione e riunione non autorizzata; propone i carteggi con Claudio Petruccioli, Cesare Previti, Giulio Andreotti; parla di Qui Milano Libera e dell’esperienza del blog; spiega il senso che attribuiamo alla nostra attività di disturbatori del quieto vivere.
Come scrivo nell’introduzione, il motivo che ci ha spinto ad accettare la proposta dell’editore è questo: attraverso una testimonianza di cittadinanza attiva incoraggiare i lettori a mettersi in gioco in prima persona. Per rompere gli schemi, per non subire in silenzio.
Chi vuole organizzare una presentazione, ci scriva.
Piero Diego Elia Franz
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Buffonaccio
Novembre 8, 2008 on 12:05 am | In Politica | 55 CommentsBuffone s.m.
1. Nell’antichità, ma specialmente nel Medioevo e nel Rinascimento, uomo (assai più raramente donna) per lo più fisicamente deforme o nano, che aveva il compito di rallegrare con i suoi lazzi i signori, di cui era spesso anche il consigliere; i buffoni di corte.
2. Estensivamente:
a. Chi si comporta e parla in modo da far ridere alle sue spalle: era il buffone della compagnia.
b. Chi scherza volentieri intorno a cose serie, o dice e fa seriamente cose ridicole: non è il momento di fare il buffone.
c. Chi manca alla parola quasi per scherzo, o procede con incostanza e leggerezza non degne di persona seria: non gli dar retta, è un buffone; frequente come titolo d’ingiuria: sta’ zitto, buffone!
Diminutivo buffoncello; peggiorativo buffonaccio.
(Vocabolario della lingua italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani, Roma 1986)
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Segnalo questa iniziativa
Alla Camera del Lavoro di Milano, lunedì 10 novembre 2008, dalle ore 20.30
Gianni Barbacetto, Nando dalla Chiesa, Claudio Fava, Alberto Nobili, Basilio Rizzo e i Ragazzi di “Ammazzateci tutti” saranno relatori al dibattito “Mafia: da Nord a Sud isole comprese!”. Organizza l’associazione Le Girandole.
A Pavia
Novembre 5, 2008 on 4:54 pm | In Politica | 17 Comments
Sabato otto novembre saremo a Pavia per il presidio di informazione su Pietro Caltagirone, direttore generale della fondazione San Matteo. Abbiamo preparato un volantino che diffonderemo in migliaia di copie, terremo una lettura pubblica delle motivazioni che hanno ispirato la querela (poi archiviata) sporta da Caltagirone nei confronti miei e di Duccio, esporremo uno striscione con la richiesta delle dimissioni del dottor Caltagirone in base a un principio di buon senso: i condannati per reati commessi in qualità di pubblici funzionari (Caltagirone è pregiudicato per falso e abuso di ufficio) devono essere esonerati da incarichi nella pubblica amministrazione. Siete tutti invitati a partecipare. L’appuntamento è alle ore 11 A PAVIA IN VIA GOLGI, presso l’ingresso principale del Policlinico San Matteo, leggermente spostati verso le fermate del bus. Abbiamo il nulla osta della questura fino alle ore 17.
Meno web e più strada!
La Paga dei Padroni
Novembre 4, 2008 on 10:49 pm | In Politica | 9 CommentsMediobanca, Ligresti e Benetton sono membri del patto Pirelli. Tronchetti, con Ligresti e Benetton, fa parte del sindacato che controlla Mediobanca. Quando la Pirelli ha venduto le sue azioni di Olimpia (la scatola che controllava Telecom Italia), tra i compratori c’erano Intesa San Paolo e Benetton, partecipanti al patto di blocco che controlla Pirelli. C’era poi Mediobanca, che non solo partecipa al patto di blocco Pirelli, ma ha anche Pirelli e Benetton tra i membri del suo sindacato di controllo.
Mediobanca è azionista diretta di una quindicina tra le più importanti società quotate. E’ il socio più forte nel patto di sindacato che controlla RCS Mediagroup, editore del Corriere della Sera. Unicredit è il primo azionista di Mediobanca. Mediobanca controlla Assicurazioni Generali con il 14%. Generali è membro del patto Pirelli. Generali è inoltre azionista di Intesa San Paolo, a sua volta socia di Tronchetti in Pirelli e Olimpia e in teoria in concorrenza con Unicredit.
Questo, riassunto in breve, è soltanto uno dei labirinti di potere che Gianni Dragoni e Giorgio Meletti, autori di ‘La Paga dei Padroni’ (Chiarelettere), descrivono per illustrare un sistema economico e finanziario, quello italiano, ridotto a pochi salotti in cui i protagonisti sono sempre gli stessi. I conflitti di interesse si moltiplicano. La concorrenza, la salute delle aziende, la competitività internazionale, le garanzie dei piccoli azionisti, vengono sacrificate in nome del potere. “Tutto risponde a regole molto precise”, scrivono gli autori, “che garantiscono la conservazione di un assetto stabile di controllo delle principali società e una rigida spartizione dei benefici privati del controllo“.
Quali sono questi benefici? Immensi capitali gestiti rischiando pochissimo in prima persona, attraverso decine di holding (scatole cinesi). Avere poche azioni non importa, se si possiede il pacchetto di controllo. I dividendi sono marginali quando puoi attribuirti cariche e stipendi milionari indipendentemente dai bilanci e dall’opinione dei piccoli azionisti, che non contano nulla.
“E’ una filosofia da comprendere, poiché ha radici strutturali. Il capitalismo italiano non è maturato con la cultura dell’iniziativa, ma nell’ossessione della stabilità, ed è strutturato per essere impermeabile alle novità”, scrivono Dragoni e Meletti.
Attraverso le storie delle famiglie, dei gruppi e dei blindatissimi patti di sindacato che guidano il capitalismo all’italiana, gli autori disegnano una mappa fatta di manager letteralmente coperti d’oro. Manager che “continuano ad essere assunti seguendo un modello della fedeltà” che non tiene in nessun conto i risultati, tra mega stock options e bonus d’ogni genere.
‘La Paga dei Padroni’ ha il merito di spiegare ai profani le strutture e gli strumenti attraverso i quali la ragnatela del potere economico si tesse e si difende.
E’ la radiografia di una nuova oligarchia che non ha nulla a che vedere con il binomio domanda-offerta, con la qualità e l’efficienza, è solo questione di potere, di privilegi. Gli altri non contano nulla, non devono contare nulla, anche se il Paese va a rotoli.
Nella prossima iniziativa davanti a Mediobanca ne leggeremo al megafono i passaggi più interessanti.
Buona lettura, Franz
Licio Gelli
Novembre 1, 2008 on 9:22 pm | In Politica | 114 CommentsCaro Piero,
se l’Italia fosse una reclame pubblicitaria, lo slogan sarebbe questo: “Pensi di aver toccato il fondo? Scava meglio!”. I più spregevoli personaggi di questo Paese ci provocano ogni giorno, forse per vedere se siamo ancora vivi e fin dove è possibile spingersi. Devono divertirsi un mondo e non hanno più bisogno di nascondersi.
Dal fronte bananiero giunge la notizia che Licio Gelli (il capo della loggia massonica deviata Propaganda 2) sarà protagonista di una trasmissione televisiva di carattere storico. Uno spazietto pure a lui andava assegnato. Nel Paese delle beatificazioni facili è buona cosa portarsi avanti. La prima puntata - in onda su Odeon Tv - sarà dedicata al fascismo: “epoca ed epica”. Ospiti: Marcello dell’Utri, Marcello Veneziani e il Divo Giulio. Dell’Utri illustrerà i suoi falsi diari di Mussolini; Andreotti racconterà la sua esperienza di antifascista, consumata nelle stanze ovattate della biblioteca vaticana; Gelli ricorderà i giorni della sua adesione alla Repubblica di Salò. Non è un caso di omonimia: è proprio lui, l’oscuro protagonista di decenni di trame nere e affari loschi; il medesimo personaggio che pochi anni fa donò parte del suo archivio personale all’Archivio di Stato di Pistoia, nelle mani della professoressa Linda Giuva, moglie di Massimo D’Alema.
I principali organi di stampa nazionale hanno diffuso la notizia a mo’ del già battuto “Cossiga’s style”: poveri vecchietti, lasciamoli parlare! Libertà d’espressione, che sarà mai. Poco importa la storia politica, penale e civile dei personaggi in questione. Poco importa della memoria e della decenza. Poco importa che in una democrazia seria certa gente sarebbe in galera o proverebbe vergogna a uscire di casa. Qui da noi l’importante è garantire a tutti i vecchi eversori di potersi esprimere.
La fedina penale di Licio Gelli - trascurando quelle di Marcello Dell’Utri (9 anni in primo grado per concorso esterno in Cosa nostra, due anni in primo grado per estorsione, una condanna definitiva per reati finanziari) e del Divo Andreotti (prescritto per mafia) - potrebbe essere il canovaccio di una serie tv di successo: condannato con sentenza definitiva per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Turone, Colombo e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e bancarotta fraudolenta per il fallimento del Banco Ambrosiano.
Ricordate Giorgio Ambrosoli, fatto fuori da Sindona, piduista come Berlusconi? Gelli lo ricorderà benissimo. L’Italia un pò meno.
Alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione, il “Venerabile Maestro” ha detto che solo Berlusconi è in grado di portare a compimento il programma della sua “mai morta” loggia P2 (Piano di Rinascita Democratica), un programma per il quale reclama i diritti d’autore. Il presidente del Consiglio, tessera P2 1816, preferisce non commentare.
Propongo di fare due cose:
1) scrivere, intervenire, telefonare a Odeon Tv
2) stampare e distribuire il cursus giudiziario e politico di Gelli, Dell’Utri e Andreotti
Se la Memoria ce l’ammazzano a colpi di teleschermo, allora val la pena rianimarla per strada.
Duccio
Intervista a Tullio De Mauro
Novembre 1, 2008 on 12:06 am | In Politica, Democrazia, Informazione | 33 CommentsQual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco o niente, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi.
“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.
Sono parole di Tullio De Mauro, linguista e lessicografo; autore, tra l’altro, del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET.
L’Italia, inoltre, è in coda all’Europa per lettura di libri e giornali, come pure per numero di laureati. Secondo l’Istat oltre il sessanta per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel venti per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’ottanta per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione.
Numeri come questi inducono a domandarsi: ha ancora senso parlare di democrazia? Non sarebbe il caso, prima, di ritornare alle aste, all’abbecedario? Abbiamo molto insistito in questi anni sulla necessità di una bonifica morale, ma forse la priorità è un piano ventennale di pedagogia di massa.
Di questo tema abbiamo parlato proprio con il professor Tullio De Mauro. (L’intervista è in due parti)
I dati che cita De Mauro sono ricavati da due successive indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina: “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli 2000); “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore 2006).
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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