Ricercatori a New York
Dicembre 7, 2008 on 1:39 pm | In Politica |Chi non ha santi in paradiso, per fare ricerca spesso è costretto ad andarsene all’estero. Nepotismo, mafie, baronati stanno impoverendo sempre più la società italiana, in primo luogo di risorse intellettuali. Gli amici di Qui New York Libera hanno raccolto la testimonianza di alcuni ricercatori italiani negli Stati Uniti.
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testo della mail appena inviata ad affaritaliani
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Gentile redazione di Affaritaliani.it
Perchè prima di scrivere “il falso” non vi documentate ?
il video VERO con il testo VERO del VERO dialogo fra “il signore” ed il vice-presidente Mediaset è disponibile in internet da giorni
a questo indirizzo
http://www.pieroricca.org/
eppoi firmateli gli articoli ….. o non avete il coraggio.
Cordialità
Commento di mario — 7 Dicembre 2008 #
vorrei chiedere asilo politico.
quale stato mi consigli caro Piero?
un saluto da una stella che ha smesso di brillare
Commento di stellamarina — 7 Dicembre 2008 #
Le radici del mancato sviluppo della Ricerca affondano nella dipendenza del nostro paese dagli USA, ai quali ancora paghiamo il conto per aver perso la guerra.
Paghiamo non soltanto con centinaia di basi militari e con la sudditanza politica e culturale, ma anche regalando la nostra “meglio gioventù”, che va ad arricchire il patrimonio di altri Stati, tra cui in primis, ovviamente gli USA.
Non è solo questione di mafie e nepotismo, che non potrebbero esistere senza poteri occulti che le sostengono, ma che invece verrebbero spazzate via dalle istituzioni. Occorre guardare oltre, perchè per ogni barone o capo-mafia spazzato via, altri cento sono pronti a prenderne il posto.
La cosa più agghiacciante, dal quale sarà molto difficile liberarsi, è il fatto che sia stato commesso il delitto perfetto: i ricercatori che si trasferiscono lo fanno con orgoglio, fregiandosi dell’appartenzenza ad una università americana, mentre i giornalisti propongono il modello USA come esempio da seguire, invece che come il male da combattere.
Il vero schiavo non sa di essere schiavo, ma difende il suo padrone, convinto dal profondo di essere nel giusto.
Ciao a tutti.
Commento di Roberto — 7 Dicembre 2008 #
Amici, vi chiedo scusa per l’OT, ma procuratevi una registrazione dello speciale di Ballarò sulla Thyssen di ieri sera. E’ la più bella trasmissione giornalistica della stagione. Una puntata seria, dura, tesa, vibrante, commovente e dura come un calcio sulle balle…
Commento di antonio b. — 7 Dicembre 2008 #
L’osservazione piu’ acuta dell’intero filmato e’ sul fatto che la “riforma” va a colpire per prima l’unica area del sistema scolastico che ancora funziona bene. Ma visto che i cervelli ben addestrati sono pericolosi per i regimi (soprattutto quelli mediatici), e’ facile capire perche’.
Un saluto da oltremanica. Tenete duro.
Commento di Il Conte di Cagliostro — 7 Dicembre 2008 #
Complimenti, un bellissimo servizio che mostra i veri problemi dell’Università italiana.
Commento di Massimo Barbieri — 7 Dicembre 2008 #
[…] fonte: pieroricca.org […]
Pingback di Ricercatori a New York « U Blog — 7 Dicembre 2008 #
anche il blog clandestino ha a cuore il destino della ricerca italiana.
Commento di Gabriele Ciardo — 7 Dicembre 2008 #
Consiglio di leggere questo:
http://www.mantellini.it/2008_10_01_archive.html
Riporto il testo:
Penso di parlare con conoscenza di causa visto che sono un ricercatore, e pure precario.
premetto che se brunetta mi sbatte fuori dal sistema italico francamente non me frega nulla, ho la mia professionalità costruita vivendo anche (anzi soprattutto) all’estero e non solo lavorando in Italia, ho le mie brave pubblicazioni internazionali, e pure quelle domestiche, visto che in Italia le pubblicazioni internazionali non vengono valutate poi tanto, i miei finanziamenti ottenuti tanto in Italia quanto all’estero. si, sono abbastanza fiero del mio curriculum.
Dopo essermi presentato, anche se anonimamente, ovvio, lasciatemi dire due o tre cose:
Minotti: sento un certo graffiar di unghie sui vetri, quel suo primo intervento non è certo dei più felici, non tanto nei confronti della mia categoria, ma di se stesso: non ha mai pensato di cambiare il suo giro di frequentazioni, vedrà che sarà più fortunato, mica tutti i ricercatori son fannulloni, anzi, parecchi di loro sono persone interessanti.
Brunetta: paradossalmente non ha torto, la bellezza della carriera che ho scelto è quella di poter girare per università, farmi il mio periodo di ricerca magari in Inghilterra o ad Harvard, oppure il mio visiting da qualsiasi altra parte. Il punto è saper valorizzare le esperienze accumulate in modo tale che la professionalità sia davvero spendibile sotto un profilo internazionale.
E qui casca l’asino: non crediate che altrove l’accademia non recluti i suoi membri per cooptazione. Succede ovunque, fa parte della natura stessa del tessuto accademico: sono professore, scelgo chi voglio a succedere alla mia cattedra o a far parte della mia università, questo è il meccanismo di fondo. Ciò che cambia sono i criteri di valutazione: in Italia spesso non contano titoli, didattica o pubblicazioni, ma solo parentele o conoscenze. Ed è li che è veramente marcio. Di solito è fuori dall’Italia è ben felice di starsene fuori, o almeno di mantenere un piede fuori, chi rientra lo fa per motivi personali (tipo genitori anziani o figli piccoli).
Per quanto riguarda l’incapacità tutta nazionale di non saper valutare le giovani menti formate nelle nostre università e di lasciarsele scappare… beh, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Per quanto riguarda i costi dell’università ad harvard o nelle altre università della Ivy League (ma lo stesso dicasi per Oxford e socie..), beh, costa quasi 80.000 dollari all’anno, le fees sono davvero esose, ma esistono prestiti d’onore e borse di studio. E con un degree o un phd harvardiano, state tranquilli, che si tratta solo di un buon investimento. Anche adesso in tempi di magra.
I finanziatori delle università americane si pregiano che i loro finanziamenti vengano accettati, non pagano perchè i loro figli le frequentino, perchè di solito i finanziatori sono grandi imprese, grandi studi legali, grandi fondazioni… Già il vecchio discorso dei finanziamenti privati o delle scuole/università private che in Italia e quasi solo esclusivamente in Italia si confonde con quelle confessionali.
Scusate la lunghezza, ma alcuni chiarimenti mi sono sembrati doverosi.
Commento di Marco — 7 Dicembre 2008 #
il tema del video andrebbe allargato, non e’ solo una questione di ricercatori costretti ad andare all’estero per trovare un lavoro migliore, qui si tratta di persone costrette ad andare a vivere all’estero per trovare una vita migliore; il nepotismo, le raccomandazioni, insomma le ingiustizie sociali non colpiscono solo i cervelloni da 110 e lode… riguardano anche e soprattutto il tizio comune, che dalla vita vorrebbe semplicemente un reddito adeguato allo sforzo prodotto; a mio avviso la tragedia italiana sta nel fatto che oramai la dolce mediocrita’ delgi anni 80 e’ svanita… oggi esiste solo il ricco o il povero, e per quelli che non hanno santi in paradiso le porte sono totalmente sbarrate.
Commento di fabrizio — 7 Dicembre 2008 #
Il video è riuscito bene. Il parere unanime sulla ricerca di questi ragazzi è emblematico: dovrebbe fare riflettere le istituzioni. Vorrei aggiungere senza cattiveria, anzi con profonda stima per tutti, che sarebbe interessante andare ad intervistare anche chi non fa ricerca, chi all’estero ci lavora, ma in altri settori, con altre mansioni e competenze. Se non lo fate voi, ci provo da solo. Anyway, bravi a tutti!
Commento di Italoirlandese — 7 Dicembre 2008 #
I cervelli in Italia non servono, meglio che fuggono. Sembra convenga ai conservatori. Ma i conservatori sono migliardari egoisti e ottusi?
Commento di Davide Brisa — 7 Dicembre 2008 #
io mi sono laureato in Scienze politiche con indirizzo sociologico nel 1993 …. all’epoca iniziava ad essere dura trovare qualche buona opportunità di lavoro nel settore privato specie nelle banche , così i neo laureati in discipline economico-giuridiche di allora si indirizzarono verso i concorsi nella pubblica amministrazione , in molti riuscimmo ad entrare in comuni, asl , province ecc ….
La mia esperienza ?
io lavoro dal 1994 in una ASL nel settore amministrativo Be! Quasi NESSUNO dei colleghi laureati entrati a quell’epoca attualmente ricopre incarichi dirigenziali …. siamo tutti rimasti al palo! io? dopo 14 anni di servizio lavoro ancora allo sportello …. il mio responsabile? be! è una semi analfabeta di 60 anni con reddito di circa 100.000 euro l’anno militante pd ,moglie di un magnifico rettore massone con amico di famiglia un pezzo da novanta del PD che è stato anche ministro …. meglio non dire altro perhè questa gente è pericolosa credetemi.
Commento di Andrea — 8 Dicembre 2008 #
Roberto:
sei fumato? il nostro problema e’ la sudditanza verso gli USA? gli USA il male da combattere? sei fermo a ragionamenti triti e falliti.
gli USA hanno decine di basi negli UK, Giappone ed il brain drain che subisce l’Italia non esiste li. ed il brain drain italiano ha un flusso molto maggiore verso l’europa che verso gli USA. troppo comodo dare ad altri la colpa di mali tutti nostri.
cresci. il male italiano e’ la testa degli italiani, la loro cultura medioevale-mafiosa, ammiccante, buonista, papalina, malata, condizionata dalla loro storia divisa, dalle invasioni centenarie, dall’assenza di senso dello stato, del bene collettivo.
altro che complotti oscuri. il vero malato marcio e’ l’italiano medio che non studia (abbiamo il tasso di titoli terziari piu’ basso in europa), che non rischia, e’ qualunquista, leccaculo. chi realizza quello, lascia la barca Italiana al suo destino.
ed il vero fallito e colui che cerca negli altri la ragione del proprio fallimento, quando per trovare la vera unica causa basterebbe uno specchio…
Commento di Max — 8 Dicembre 2008 #
Io che non sono ricercatore, lavoro oggi in Francia.
Essendo nato a Lione sono tornato in Italia “alle origini” per studiare. Per 5 anni sono stato iscritto in agenzia di collocamento e non ho ricevuto nemmeno una chiamata! L’unico lavoro che ho trovato è fare traslochi (al nero) e l’ho trovato tramite un amico che mi ha presentato.
Una volta laureato che dovevo fare? Me ne sono scappato in Cina e poi in Francia, dove ora guadagno bene la mia vita.
Io vorrei anche tornare in Italia ma uno mi deve spiegare quale è la prassi per cercare lavoro.
Esempio: In francia mandi CV e ogni tanto ti convocano, oppure vai in agenzia interinale e quasi sempre ti trovano qualcosa (primo passo per una successiva assunzione). Nel frattempo puoi beneficiare dei sussidi dello Stato (RMI- 380 Euro se non hai mai lavorato, oppure la disoccupazione che equivale ad un 70% del tuo precedente stipendio per + o - la stessa durata dell’ultimo contratto).
Commento di UcCaBaRuCcA — 8 Dicembre 2008 #
Io penso che l’aspetto piu’ deludente del dibattito sull’istruzione siano gli studenti, io dottorandi in particolare, specie quelli delle materie umanistiche. Il dottorato e’ un corso di studio, non e’ il primo gradino della cooptazione accademica. A volte sento i dottorandi lamentarsi dei critieri di selezione all’interno dell’universita’ e ho l’impressione che si lamentino perche’ sono stati scelti altri e non loro.
Ma quando parliamo di laureati e dottorandi, di chi parliamo? Che cosa studiano quelli che fanno piu’ rumore nei cortei? Credo che il problema fondamentale, a cui fino ad ora credo non sia stata portata sufficiente attenzione, e’ che ci sono troppi laureati nelle discipline umanistiche.
Commento di Luca — 8 Dicembre 2008 #
In Svezia l’università è gratis.. tanto per dire che non esistono solo gli USA nel mondo.
Commento di alba — 8 Dicembre 2008 #
Gollegate internet alla tv e buttate via tutte le antenne del cazzo.
In internet se ci pensate un attimo c’è tutto. Video compresi.
Tra poco in commercio comodi webpc da installare sotto la tv con comodo telecomndo/mause. Per tutte le famiglie e anche la nonna telerincoglionita toglie le fette di prosciutto dagli occi.
FONTE LIVE
Pubblicizzate questo sistema/prodotto e hai fatto la rivoluzione in un click, nessuna famiglia ne potra piu fare a meno, come il telefonino, regalate un installazione del genere a natale.
http://fontelive.blogspot.com/
Commento di Davide Brisa — 8 Dicembre 2008 #
CONTESTARE IL PEGGIOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE QUESTO STATO RICORDI.
IL COMPLICE DEI MASSONI,LO SMEMORATO,QUELLO CHE FIRMA SENZA VERGOGNA LA PORCATA ALFANO E GLISSA SUL CASO DE MAGISTRIS.
SBEFFEGGIARE NAPOLITANO INSERIRE IL VIDEO SU YOU TUBE .
QUESTA SAREBBE UNA AZIONE DEGNA DI ESSERE RICORDATA.
Commento di enrico — 8 Dicembre 2008 #
Il problema italiano, e in molti casi più in generale europeo, è rappresentato effettivamente:
- gli Stati Uniti (che hanno imposto un certo sistema economico sulla cultura, che necessitano d’importare menti dagli altri paesi, per loro carenze intellettuali)
- il sistema partitico nelle istituzioni, per cui l’importante è avere una tessera di un partito, il che è identico alla vecchia soluzione d’avere la tessera del partito unico fascista (salvo che prima, non essendoci di mezzo gli Stati Uniti, l’obiettivo era meno legato a dati economici, e maggiore era la voglia di offrire l’immagine di una grande nazione)
- il sistema delle massonerie (in mancanza di leggi ad hoc, e soprattutto in presenza di un potere europeo e internazionale che su di esse si fonda)
- il sistema degli scambi di favori famigliari e sessuali (che determina evidentemente casi di nepotismo e prosistuzione, che è evidentemente sempre a vantaggio di un uomo di potere e una donna che si offre, o in alternativa di due donne o due uomini omosessuali, conculcando sempre e comunque gli uomini senza potere)
- il potere sessantottino (che dopo aver preso il controllo del sapere, della cultura e delle università in nome dei giovani ha bloccato, per la PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEGLI UOMINI, il ricambio generazionale, conculcando le nuove generazioni)
Commento di ribellarsi — 8 Dicembre 2008 #
Commento di Roberto — 7 Dicembre 2008 #
Roberto posta un qualcosa di poco riportato dalla nostra disastrata disinformazione
Il fatto reale di aver perso la Seconda Guerra Mondiale ed i Trattati che ne seguirono (resa senza condizioni e’ la chiave di lettura), non hanno certo favorito, anzi hanno ferocemente ostacolato la rinascita del Paese e sua INDIPENDENZA…
Vediamo l’**incidente** ad Enrico Mattei e si parla di decenni fa: era molto avanti con la storia degli idrocarburi…troppo avanti, e le sette sorelle hanno agito
Vediamo Enrico Fermi ed il Segre’…prodotti nostri ma finiti nel progetto Manhattan…enormi contributori al NUCLEARE che, a decenni di distanza, e’ un’altra chiave di lettura per comprendere le Super Potenze e ruolo di egemonia nel mondo, e capire sopratutto nei dettagli CHI ha contribuito a crearle…e potremmo proseguire con Meucci e Marconi…od ancora risalire alle radici della CIVILTA’ OCCIDENTALE, sbandierata da tutti, adesso, e molto impropriamente…anzi, MOLTO abusivamente, alla UMILIO e TG-4 (un posteggiatore abusivo, molto protetto dagli sgherri che lo hanno messo li’ ad inquinare le menti di chi ascolta..
In essenza, ricercatori a cui va credo il plauso di tutti, sappiate che il BENE ricevuto sotto nuovi cieli, oltre che rendere il Paese di origine e la GENS estremamente orgogliosa (scrivo cio’ che sento io, ovviamente), deve anche farvi riflettere su una questione molto semplice:
Nel dare molto del Vostro, date NOBILMENTE molto anche di tutti noi…crescete, affermatevi e che tutto cio’ che volete raggiungere, lo raggiungiate, MA…qui e’ importante: sappiate bene che non e’ l’Italia che vi ha cacciato o negato il vostro legittimo spazio, ma la CONDIZIONE di COLONIA del nostro Paese…e non possiamo ringraziare di certo i nostri DIPENDENTI, della Scuola Andreotti e simili..
Perche’ la gente non sa’ di tutto questo…??
Perche’ sempre nel contesto della COLONIA, chi vuole lo status quo, ha molto piacere di far sapere come vi va tutto bene…e’ un po’ vizioso il Processo…da lavorarci sopra, in quanto le vostre risorse a cui va il mio plauso, sono, come dicevo prima, del collettivo storico di tutti noi, da secoli
E che rimanga alta, nel territorio dei NOBILI, la Fierezza delle vostre radici…!!
Commento di Ed — 8 Dicembre 2008 #
Roberto, cambia pusher.
Commento di Angelo — 9 Dicembre 2008 #
Io vorrei buttare una bella pietrona nella pozzanghera in modo che benevolmente tutti ci sporchiamo un pò e magari apriamo gli occhi ulteriormente. Io non mi esprimo per i ragazzi intervistati, magari chi è andato ad incontrarli si sarà informato bene, ma per mia esperienza personale (ex laureato UniCal), i ricercatori che fuggono all’estero non è detto che siano i più bravi. E non è detto che i più bravi sono quelli che si laureano senza andare fuori corso con 110 e lode. Quanti sedicenti cervelloni ho conosciuto, non sistemati come ricercatori, ma portati da altre “mafiette accademiche internazionali” (v. Rotary, Interact ecc.)che invece di sistemarli nell’università dove si sono laureati col 30 e lode politico hanno trovato il posticino da tecnico di laboratorio che compila ricerche già avviate in qualche università statunitense del nord europa…Se ci fate caso costoro, specie per le lauree tecniche, vanno o in anonime università americane ( rarissimi a Yale o al MIT) dove la ricerca è molto “basic” (vedi i testi tecnici che scrivono) o in università libere del nord europa dove la meritocrazia esiste solo all’interno di circoli di “reclutamento” che partono dall’Erasmus…Quando i ricercatori italiani andranno in Corea del Sud, in Danimarca, in Israele ed in India a RICERCARE ciò che in Italia non gli consentono di fare o ad INSEGNARE, mi aggiungo volentieri al piagnisteo!!
Commento di StefanoCS — 9 Dicembre 2008 #
Che coraggio fare il confronto con il sistema universitario degli Stati Uniti.
Perchè una comparazione sia valida deve essere fatta tra situazioni omogenee.
Chessò, università italiana e università libica.
Commento di dan sallo — 10 Dicembre 2008 #
..certe volte ci date dentro con le censure in maniera incredibile…date spazio a chi la pensa diversamente se no se scendete al sud ad urlare urlerò più forte contro di voi ehehehhe
Commento di StefanoCS — 10 Dicembre 2008 #
Certo che…”se io dovrei tornare” non si puo sentire…
Commento di Fausto — 17 Dicembre 2008 #