Primarie alla bolognese

Dicembre 29, 2008 on 11:26 pm | In Politica |

La lettera dell’amico Riccardo Lenzi, il nostro infiltrato nel PD, sulle primarie bolognesi.

Caro Piero,

la cronaca delle recenti primarie del PD di Bologna è un esempio piuttosto clamoroso di come, per un gruppo dirigente locale, non sia necessario scivolare su questioni morali per dimostrare la propria inadeguatezza.
La surreale sequenza degli eventi che hanno portato alla vittoria di Flavio Delbono (attuale vicepresidente della Regione Emilia-Romagna) nelle primarie del 14 dicembre scorso, inizia in giugno, quando Sergio Cofferati dichiarò di volersi ricandidare per un secondo mandato.
Fin da maggio alcuni membri dell’assemblea cittadina del PD (come il sottoscritto), il comitato nazionale per le primarie e alcune realtà associative bolognesi vicine al centrosinistra – in primis la rete “Unirsi” (www.unirsi.it) – avevano sollecitato il PD a promuovere, in alternativa alle primarie del PD, un unico turno di primarie “di coalizione” (o “primarie aperte”, come le definì la nostra concittadina Milena Gabanelli in una lettera aperta pubblicata da tutti i quotidiani locali).
Lo Statuto del PD, approvato poco prima delle ultime elezioni politiche, impone – in presenza di più “candidandi” - l’adozione delle primarie come strumento obbligatorio per qualunque candidatura a cariche monocratiche (e non solo). Questo è certamente un punto qualificante per lo Statuto del PD: ad oggi non esiste in Italia nessun altro partito che ha inserito le primarie nel proprio documento fondativo. Peccato che, fin dalla scelta dei candidati al Parlamento, l’attuale gruppo dirigente del PD si sia ben guardato dall’applicare lo Statuto! Le elettrici e gli elettori del PD hanno infatti dovuto digerire, per esempio, la candidatura-paracadute di Anna Finocchiaro in Emilia-Romagna.
Nel frattempo Sergio Cofferati – che peraltro fu uno dei pochi “big” a chiedere le primarie per la scelta dei candidati PD al Parlamento – e i vertici locali del partito mostravano di non gradire la disponibilità di eventuali alternative: Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano (quartiere in cui risiede anche Romano Prodi), venne trattato come un eretico solo perché aveva osato sfidare il Principe di Bali, candidandosi fin da giugno a raccogliere il malcontento di tanti elettori PD nei confronti del sindaco uscente.
Poi all’inizio di ottobre - con un colpo di scena che pochi di noi avevano immaginato - Sergio Cofferati sparigliò i giochi, annunciando che aveva cambiato idea: “per motivi strettamente privati” il paladino della legalità non era più disposto a ricandidarsi. Il vero motivo di questa retromarcia (che alcuni sospettano facesse parte in realtà di un copione scritto in aprile) è semplice: i sondaggi “riservati” davano Cofferati perdente. Infatti il giudizio della maggioranza dei cittadini bolognesi sull’amministrazione Cofferati era e rimane sostanzialmente negativo.
A quel punto i dirigenti del PD, anziché fare di necessità virtù, avviando un percorso partecipato per la scelta di un nuovo candidato del centrosinistra, decisero in men che non si dica di indicare all’opinione pubblica il successore predestinato: Flavio Delbono.
Per l’ennesima volta, senza nemmeno convocare l’assemblea del partito, si perseguì ostinatamente la via dell’autoreferenzialità, fissano la data delle primarie di partito per il 13 e 14 dicembre e schierando l’apparato (sindaco uscente compreso) a sostegno di un candidato.
Nonostante il tentativo di Gianfranco Pasquino di restituire credibilità a queste primarie, proponendosi come candidato “non iscritto” (e perciò sostenibile anche da chi non si riconosce nel PD) – la cronaca della mancata candidatura di Pasquino è ben riassunta sul sito www.bolognaperlulivo.org -, il partitone decise di serrare le fila intorno al candidato Delbono, il cui nome circolava già nel 2003, prima dello sbarco a Bologna dell’ex segretario della CGIL.
Dopo Cofferati, Bersani e Letta, persino Romano Prodi, amico di Delbono, ha voluto spendere la propria autorevolezza a sostegno del candidato pre-scelto.
Nonostante tutti questi “sponsor” e i due giorni a disposizione, la scarsa credibilità di questo percorso ha portato ad una scarsa partecipazione dei bolognesi alle primarie prenatalizie: solo 25.000 cittadini hanno votato. La metà di coloro che il 14 ottobre 2007 parteciparono alla scelta del segretario nazionale e regionale del nascente “partito nuovo”. Come se non bastasse il vincitore ha avuto solo il 49,9% dei consensi. Non a caso l’Istituto Cattaneo ha definito queste primarie un vero e proprio flop!
E così, mentre nel resto d’Italia infuriano le polemiche sulla questione morale (Firenze, Napoli, Pescara, Genova, Basilicata, Calabria, ecc.), nei bar di Bologna si parla con rassegnazione di una sicura rivincita del “civico” Giorgio Guazzaloca (ammesso e non concesso che sia lui il candidato del centrodestra). Insomma: l’incubo di una sconfitta annunciata ha reso amaro questo Natale alla sinistra bolognese. Il segretario provinciale del PD, Andrea De Maria, si consola constatando le divisioni e la debolezza della destra locale…
Autoreferenzialità, supponenza e sordità del partitone: ingredienti perfetti per un remake del 1999.
In tutto ciò gli altri partiti del centrosinistra – dall’Italia dei Valori al PRC – sembrano più propensi a garantirsi un assessorato in caso di vittoria, anziché indicare una possibile via d’uscita agli elettori di centrosinistra.
Al momento le uniche gocce di speranze per evitare il disastro ruotano attorno al “non ancora candidato” Gianfranco Pasquino. Il quale, pur non avendo potuto partecipare alle primarie del PD (nonostante le 1.400 firme raccolte in meno di 5 giorni), continua a manifestare la propria disponibilità a candidarsi.
Lo scorso 17 dicembre si è costituita l’associazione “Cittadini per Bologna”, di cui Pasquino è presidente. Se ci saranno le condizioni politiche, l’anno nuovo potrebbe dunque vedere la genesi di una lista civica, autonoma dai partiti, che abbia come obiettivo massimo quello di prendere un voto in più di Flavio Delbono al primo turno nelle amministrative del 7 giugno.
Vedremo, nelle prossime settimane, se i cittadini bolognesi dimostreranno maggiore coraggio dei partiti che dovrebbero/vorrebbero rappresentarli, costruendo “dal basso” una credibile alternativa “di sinistra”.
Per scongiurare una vittoria della destra ma anche per dare una lezione ai mandarini del centrosinistra.

Riccardo Lenzi

27 Commenti »

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  1. Se il PD è retto da gente da un gruppo dirigente del genere, non vedo perchè rassegnarsi a votarlo comunque.
    Non sono ‘i nostri’ che sbagliano, ma gente a cui opporsi.

    Commento di dan sallo — 30 Dicembre 2008 #

  2. Per costruire “dal basso” una credibile alternativa (in questo caso “di sinistra”), perché i cittadini bolognesi non utilizzano il nostro PROTOCOLLO C3?

    E’ uno strumento completamente gratuito, gestito da un’associazione assolutamente indipendente e che, soprattutto, rende indipendente chi sceglie di usarlo.

    PROTOCOLLO C3: WHY NOT?

    www.protc3.org

    Commento di ASSOCIAZIONE PROTOCOLLO C3 — 30 Dicembre 2008 #

  3. su ricca candidati tu … una volta fai vedere che sei capace di fare altro rispetto alle chiacchere

    Commento di amandla — 30 Dicembre 2008 #

  4. Per fortuna è un partito democratico.
    Primarie, partecipazione…tutte parole vuote utili solo a coreografia teatrale di una recita che vede come protagonisti le solite oligarchie composte da professionisti della politica e personaggini vari.
    Tristezza sempre più sconfinata.

    Commento di Ric — 30 Dicembre 2008 #

  5. Finalmente anche noi siciliani abbiamo contestato quel condannato di Sgarbi. Vi linko il video che ho trovato su youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY

    Commento di Roberto Scurto — 30 Dicembre 2008 #

  6. Propongo una tregua fino al prossimo anno, del resto l’Italia non la si guarisce in un giorno, e vi invito a partecipare al gioco:Anche la Befana….
    buon fine anno a tutti e che il 2009 possa divenire l’anno del cambiamento…quello degli italiani di poche parole ma buoni intenditori!!
    kisses

    Commento di Jessica Moh — 30 Dicembre 2008 #

  7. Il P(2)D a Bologna non é altro che il PCI-PDS-DS e DC-PP-Margherita di sempre, con una base elettorale composta di pecoroni(anziani)e di astensionisti del voto(quelli skifati dalla politica di questa “sinistra riformista”). Gente che vota senza porsi domande sul candidato, a scatola cranica sigillata, nella fede più ottusa e insindacabile dell’elettore indottrinato a dovere dal partito e dai suoi leaders. Le altre forze di sinistra(escludo IdV perché NON é un partito di sinistra sebbene faccia parte della coalizione)NON hanno i numeri né la cultura di governo adatti ad amministrare la città che fù del sindaco Dozza. Se Guazzaloca(che NON é di destra ma é un ex commerciante ed ex DC)dovesse ricandidarsi a sindaco con una lista autonoma dalla politica sebbene supportato dal cdx, questa volta non vincerebbe per “abbandono” dell’elettorato di sinistra ma perché a Bologna é rimasto uno dei POCHI bolognesi presenti in politica, con il polso della POLITICA per la città .. non certo un Cofferati qualsiasi teleguidato alla poltrona di sindaco dai palazzi di Roma pur di riprendersi la città “rossa” e perseguire gli affari di partito e di FATTO finendo col fare la figura dell’INFILTRATO che non ci stà a dire niente a Bologna. Questa é la realtà dei fatti, in attesa che la “sinistra”(se ancora significa qualcosa questa parola)si dia una svegliata e si sganci dalla autoreferenzialità dei “tarocchi”(altro che mandarini)e dalla bulemia da affarismo privato in ambito pubblico che l’ha palesemente contrassegnata in questo ultimo ventennio, oltre al danno fatto alla città e ai cittadini bolognesi dovrà rimettere in pista amministratori validi e progetti condivisibili e realistici se vorrà uscire dall’empasse. A noi cittadini al momento appare per quella che é:teatrini politici e i soliti balletti di sedie e comparsate(degnamente accompagnate da quelli di destra)nel più desolante copione di fine anno.
    Avanti a tutto vapore verso il baratro ..

    Commento di Marco B. — 30 Dicembre 2008 #

  8. Ciao Piero!
    Quando Cofferati decise di ritirarsi in “congedo paternità permanente” il giornale “L’Unità”, già diretto da Concita De Gregorio, dedicò quattro pagine alla notizia evidenziando che non c’era niente di strano in questa decisione, che se fosse stata una donna a ritirarsi dalla carriera per dedicarsi alla famiglia nessuno avrebbe avuto niente da ridire e così via. Ora, se le cose stanno come racconta il signor Lenzi, e non ho difficlotà a crederlo perché e chiaro che questa gente sa solo parlare di calcolo, di poltrone, di potere, di appalti, bene, provo molta tenerezza per l’ingenuità di chi ha creduto a quelle bugie e ne ha scritto. Il mammo Cofferati, il padre che tutte le donne sognano per i propri figli, il marito ideale non è che un Villari qualunque schiodato a forza dalle poltrone.
    Ciao!

    Commento di Carmela — 31 Dicembre 2008 #

  9. CARI BLOGGER UN AUGURIO COMBATTENTE

    vi auguro un 2009 da vivere da combattenti.
    personalmente ho deciso che devo smettere di subire e lamentarmi soltanto.sono camionista precario lavoro in una coop che è una esternalizzata di una multinazionale con un fatturato in attivo per milioni di euro.questa multinazionale aggiudica gli appalti al massimo ribasso,quindi o le coop falliscono o agiscono in maniera totalmente irregolare a scapito di chi si comporta onestamente che così non regge la concorrenza sleale.i miei compagni di lavoro mi hanno chiesto di rapresentarli,la metà sono stranieri e non hanno neanche la capacità di difendersi…molti altri hanno paura,io ho detto basta!Il sindacato mi ha detto; “stai attento rischi di finire in un tritacarne”ma io non HO PAURA sono stanco di subire e di fare solo parole .ho fatto mio un ragionamento di un magistrato antimafia che rischiava sicuramente più di me ed è morto per difendere ciò in cui credeva quest’uomo diceva;”il coraggioso muore una volta sola,il vigliacco tutti i giorni”.
    Non sono un eroe ma almeno voglio avere la coscienza a posto e pensare che nel mio piccolo qualcosa ho fatto per lasciare ai miei figli un mondo migliore.ROMPERO’ LE PALLE a chiunque può amplificare la mia voce,e quella dei miei compagni di lavoro,comincerò con te Piero non gli darò pace finchè non si occuperà dei lavoratori di questo settore,poi passerò a quei pochi politici e giornalisti che ancoa hanno a cuore la vita dei lavoratori della gente normale,poi sarà il turno di sindacalisti alti prelati o avvocati e via discorrendo,sarà un anno duro per me perchè questo non è il mio “mestiere” io sono un modesto autista,ma sono sicuro troverò la forza il coraggio e la determinazione nella giustezza della battaglia che mi appresto ad intraprendere.ANCHE A CHI MI HA LETTO AUGURO DI TROVARE NEL 2009 LA FORZA DI BATTERSI CONTRO QUESTA MASNADA POLITICO-AFFARISTICA-MAFIOSA CHE CI SOFFOCA,non illudiamoci non ci concederanno nulla ….ALL’ATTACCO

    Commento di paolo papillo — 31 Dicembre 2008 #

  10. AD INTEGRAZIONE DEL MIO COMMENTO POSTATO POCO FA’;

    PER CHI SI RICONOSCE IN SITUAZIONI ANALOGHE ALLA MIA O NE VUOLE SAPERE DI PIU’ OPPURE DARMI UNA MANO..
    MA SOPRATTUTTO AL TITOLARE DI QUESTO BLOG CHIEDO DI CONTATTARMI

    QUESTA E’ LA MIA MAIL;
    vittoriopampa@yahoo.it
    cell 3392244257 dalle 9 alle 12

    PS PIERO ho visto il dvd ottimo,agghiacciante sto facendolo vedere a chi non lo comprerebbe mai perchè apatico,chissa’ che scuota qualche coscienza intorpidita…

    Commento di paolo papillo — 31 Dicembre 2008 #

  11. Mi scuso per l’off topic:
    Vorrei portare all’osservazione del blog la situazione che stiamo vivendo,una dittatura con cui il dialogo è impossibile e che sta,a sorpresa, rovesciando tutte le regole più elementari e razionali del vivere comune.
    Dopo i certificati elettorali cumulativi “punti qualità” che permettono ciò che permettono,i brogli elettorali-on line, ecco i brogli legislativi -on line:la gazzetta ufficiale sarà solo on line,sono impazziti?
    Chiunque potrà cambiarci le leggi sotto gli occhi!!!
    Ho messo l’articolo in questa pagina, scorrendo in fondo, ma se avrete tempo più tardi leggetela:
    parla di una realtà storica che nessuno studioso ha indagato e comunicato per non dirci che eravamo semplicemente schiavi della nazione che “ci aveva liberato” e che tutta la nostra politica del dopoguerra era stata comprata e prevista.
    http://www.webalice.it/marisa.pareto/documentazionesovranitalimitata.htm

    Commento di marisa — 31 Dicembre 2008 #

  12. Complimenti Riccardo. I burocrati di sinistra vanno affrontati ad armi pari nelle urne. Vedrai che qualcosa impareranno dalla vittoria del PdL anche a Bologna…

    Commento di David Ross — 31 Dicembre 2008 #

  13. Anche dalle mie parti accadde la stessa cosa alle elezioni amministrative.

    La segreteria volle candidare a tutti i costi un canditato “non esattamente popolare” e non mantenne la promessa di fare delle primarie.

    I sostenitori dissidenti formarono una propria lista civica ed ottennero il 20% correndo da soli.

    Il risultato finale fu che il sindaco del Centro-Sinistra (neonato PD) ottenne il secondo peggior risultato d’Italia…

    Commento di Giovanni Volpi — 31 Dicembre 2008 #

  14. Piero, mettere il video già segnalato della contestazione ad Agrigento in uno dei tuoi post?

    http://it.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY

    Come vedi il seme si sparge.

    Commento di David Ross — 31 Dicembre 2008 #

  15. Sono felice di aver visto il giovane siciliano attaccare quel pregiudicato di Sgarbi, forse qlcosa sta cambiando!
    Per quanto riguarda il PD, non ha futuro, si autodistruggerá, gli anziani muoiono, i giovani nn votano, e se votano non votano certamente PD!
    Pd= No Future!

    Commento di nicola — 31 Dicembre 2008 #

  16. Ciao Piero!

    BUON ANNO!

    Commento di Marco Salvini — 31 Dicembre 2008 #

  17. A quanto pare la Casaleggio metterà lo zampino anche nella gestione del blog di Daniele Martinelli. Spero che non succeda anche qui!
    Ti prego, non affidare a nessuno l’organizzazione del dissenso!
    Tanti auguri, Piero, e Buon Anno!

    Commento di Marisa — 31 Dicembre 2008 #

  18. Buon 2009! il 2008 è stato piuttosto intenso, direi.. che il nuovo anno sia migliore.. partecipato.. di consapevolezza.. di conquiste civili.. e bla bla :-) :-) :-) ottimismo della volontà, su! ‘notte

    Commento di alba — 1 Gennaio 2009 #

  19. A SALEMI: http://www.beppegrillo.it/2009/01/buon_anno_giuse.html

    Commento di CLAUDIO — 1 Gennaio 2009 #

  20. DAL BLOG DI GRILLO

    http://it.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY VIDEO

    Un ragazzo siciliano ha gridato: “Viva Caselli, viva il pool antimafia!” durante un’esibizione periferica del condannato in via definitiva Sgarbi. E’ stato allontanato dalla forza pubblica, sequestrato e rinchiuso in una stanza. Le persone che hanno assistito alla scena, tranne rare eccezioni, sono rimaste a guardare. E’ un’Italia rovesciata. L’onesto è il disonesto. Il giudice è il ladro. Il pregiudicato è il parlamentare. Per capire come comportarsi è sufficiente dire il contrario della verità.
    La stella polare dell’italiano è il rovescio del diritto. Non può sbagliare. Chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni e chi si i fa i suoi e i nostri diventa presidente del Consiglio. Se il ragazzo avesse esclamato: “Mangano eroe!” sarebbe stato invitato a cena dalle autorità con babà e cannoli. Dire il contrario della verità paga in un Paese di mentitori.
    Nessuno tocchi il ragazzo. E’ un piccolo eroe, un fiore raro. Gli altri, i presenti che non sono intervenuti in sua difesa, sono invece italiani veri. Quelli che tengono sia famiglia che capobastone.

    Scrive Sonia Alfano:
    “Ancora una volta siamo costretti a prendere atto dei vergognosi comportamenti adottati dal sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, dalla polizia municipale che ha agito in piena e totale violazione della legge e dalla stampa che, come spesso accade, ha riportato notizie false e imprecise. Il ragazzo che ha contestato Sgarbi ha solo riportato notizie vere che una certa stampa ha subito bollato come “accuse”. Sgarbi è un pregiudicato condannato per truffa allo Stato e in primo e secondo grado per aver diffamato il dottor Caselli e l’intero pool antimafia. Siamo pertanto grati l ragazzo artefice della contestazione per aver mostrato che in Sicilia esistono ancora persone in grado di urlare la verità e di contestare, legittimamente, chi si è macchiato di così gravi gesti. Siamo amareggiati per l’inqualificabile comportamento della polizia municipale che, senza nessun titolo nè motivazione, ha sequestrato il ragazzo rinchiudendolo in una stanza della biblioteca “Franco La Rocca”… E’ paradossale che uomini dello Stato difendano un pregiudicato che ha truffato quelle stesse Istituzioni che le loro divise rappresentano. Chiameremo a rispondere nelle sedi giudiziarie competenti gli artefici dei gravi episodi avvenuti…” Sonia Alfano

    Commento di Marco da Napoli — 1 Gennaio 2009 #

  21. Piero cerca quel coraggioso giovane siciliano che ha attaccato sgarbi e intervistalo!
    Bisogna dargli merito, solo contro tutti gli zombie…e servi al servizio del PREGIUDICATO nonché TRUFFATORE di Stato!!!!!!!!
    Dopotutto tu sei il suo maestro…
    Ciao Piero “io ci credo!”
    2009 anno della RIVOLTA!

    Commento di nicola — 1 Gennaio 2009 #

  22. Ciao ragazzi,
    Innanzitutto buon anno a voi e a tutto lo staff.
    Mi trovo adesso a scrivervi sul blog (ma lo frequento ormai già da molti mesi) per la prima volta perchè volevo in qualche modo fare l’avvocato del diavolo.
    Partiamo dal presupposto che le vostre contestazioni a Sgarbi sono state fra le cose più libidinose a cui abbia preso visione nel 2008 e per questo ho elevato oramai Piero al ruolo di MITO al pari di due altri famosi personaggi quali Benigni e Guzzanti.
    Purtroppo però ritengo che l’allontanamento di quel ragazzo sia stato quasi giusto, a causa dei suoi attengiamenti, al contrario dei vostri, forse troppo aggressivi!
    Concludo esortando a continuare la battaglia intrapresa ma cercando, pena il cadere nel torto, di utilizzare il tono più moderato di Piero stesso!
    Ciao Ragazzi!!!
    Marco

    Commento di marco — 1 Gennaio 2009 #

  23. Vi segnalo questo documento sottoscritto dall’amico Daniele Mazzini di Roma. Buon anno! Riccardo

    “PRIMARIE VERE, PRIMARIE SEMPRE” - Lettera aperta ai vertici del PD:

    Il Partito Democratico è nato con una scelta precisa, una scelta innovativa rispetto alla tradizione politica italiana, la scelta delle primarie come atto fondativo. Questa decisione non è stata presa a caso. E’ stata il risultato di un percorso, cominciato anni fa, per cercare di dare una risposta al progressivo distacco degli italiani dalla politica, e alla deriva populista della nostra destra. Le primarie del 14 ottobre 2007, con i tre milioni e mezzo di cittadini che si sono recati a votare, hanno dato un chiaro segnale che questo percorso rispondeva effettivamente ad un’esigenza di partecipazione e di coinvolgimento molto sentita da parte degli elettori.

    Ad un anno di distanza sembra però che questa scelta inizi ad essere oggetto di ripensamenti da parte di importanti esponenti del partito. L’on. Massimo D’Alema ha recentemente parlato, anche in un’intervista a questo giornale, di eccesso di “primarizzazione” della vita del partito. Lamentele sulla “feudalizzazione” delle primarie sono state presentate dall’on. Bersani, e la lista potrebbe proseguire. Lo stesso segretario Veltroni, alla Direzione Nazionale del 19 dicembre, invitava a riflettere sul loro utilizzo, concludendo che “sarebbe tragico se il PD si riducesse ad un luogo nel quale si discute solo di regole di vita interna”.

    Proprio le parole del segretario, secondo me, rivelano uno dei falsi miti che si stanno creando contro le primarie. Il problema non è che si facciano troppe primarie, ma piuttosto che se ne discute troppo. Quando le primarie si fanno si parla di programmi e di problemi concreti dei cittadini, dei temi che portano voti, e non di regole interne del partito. E’ piuttosto quando si cerca di evitarle, di addomesticarle, addirittura di fermarle dopo che sono partite, come è stato chiesto da alcuni a Firenze, che dal confronto politico si passa a dispute avvocatesche. Quello che manca sono regole chiare e certe sul loro svolgimento, regole che evidentemente lo Statuto e il regolamento nazionale non definiscono in modo adeguato. Noi ci lamentiamo spesso della mancanza di certezza del diritto in Italia, ma per essere credibili dovremmo cominciare dimostrando di essere in grado di realizzarla almeno all’interno del nostro partito.

    Un secondo mito afferma che le primarie impedirebbero un adeguato controllo del Partito sui propri eletti, anche e soprattutto a livello etico. La tesi è che gli eletti, rispondendo agli elettori e non al partito, si potrebbero appellare a chi li ha votati per rifiutare i “consigli” di dimissioni con i quali spesso si cerca di risolvere queste situazioni. L’illusione, in questo caso, è quella di poter risolvere tutti i problemi lavando i panni sporchi in famiglia. Questo atteggiamento poteva avere un senso in tempi di guerra fredda, ma non è compatibile con una effettiva democrazia, e lo si vede già da decenni. L’alternativa è chiara: il Partito deve garantire agli elettori il rispetto rigoroso, da parte dei candidati, del codice etico e dei fondamentali principi di trasparenza necessari affinché essi possano prendere decisioni informate. Proprio il fatto che chi effettua le scelte sia separato da chi esercita i controlli può garanti re che questi avvengano senza troppe reticenze. La credibilità del Partito Democratico diventerà tanto più elevata quanto più esso sarà in grado fornire agli elettori un servizio efficace per la scelta dei candidati, ad esempio attivando il sistema informativo per la partecipazione previsto dallo Statuto.

    Un terzo mito è quello che vede impossibile la presenza di più candidati di uno stesso partito - e in particolare del Partito Democratico - in primarie di coalizione. In effetti in questo caso esiste, nel regolamento nazionale, una regola - inserita con un inopinato emendamento dell’ultimo minuto - che rende complicata la vicenda. Questa regola afferma che, in caso di primarie di coalizione, “il P.D. parteciperà con un proprio candidato espresso sulla base del presente regolamento”. Un improbabile meccanismo di doppie primarie, che infatti non viene applicato, ma lascia grossi dubbi. Anche perché è effettivamente difficile affrontare delle trattative di coalizione senza conoscere prima il candidato e il programma. La soluzione però sembra chiara: il Partito Democratico deve avere la forza di imporre a tutti quelli che si vogliono alleare con esso meccanismi democratici per la scelta dei candidati. Un partito a vocazione maggioritaria non pu&ograv e; sottostare a ricatti come quello operato da Di Pietro in Abruzzo: il primo criterio per mettere in piedi un’alleanza deve essere l’accettazione delle scelte democratiche degli elettori, chi non ci sta non può pretendere niente.

    E’ chiaro che questo strumento democratico, con il quale ancora abbiamo poca esperienza, va regolato meglio e in modo più preciso. Purtroppo sembra che molti, anche all’interno del Partito Democratico, abbiano paura delle regole, che sembrano limitare il campo della “politica”. In realtà, avere delle delimitazioni precise non è un ostacolo alla discussione, al confronto, e alla sintesi, ma al contrario aiuta ad esercitarli proprio là dove è più richiesto dagli elettori, ovvero sui programmi concreti che li riguardano. Ciò che non è definito da regole chiare e semplici sarà sempre oggetto di infinite trattative e di compromessi che toglieranno tempo ed energie alla parte migliore dell’elaborazione politica. Chi da quelle regole rischia di perdere potere di contrattazione è ovviamente contrario alla loro definizione, ma non dobbiamo farci sviare da certe false impressioni che le primarie mal regolate possono dare.

    Negli Stati Uniti le primarie non sono nate con il loro sistema democratico; esse sono state adottate solo in seguito - proprio dal Partito Democratico - per limitare il potere dei boss locali del partito e riavvicinare i cittadini alla politica. Anche la recente elezione di Obama ha dimostrato che la fiducia nella democrazia da loro ha avuto successo: noi democratici italiani, che abbiamo problemi molto simili, faremmo bene a continuare su questa strada, e a non cadere nella tentazione di tornare indietro, nella falsa illusione che tutto sommato si stava meglio quando si stava peggio.

    Daniele Mazzini (coordinatore nazionale della campagna www.primariesempre.org )

    Commento di Riccardo Lenzi — 1 Gennaio 2009 #

  24. http://www.lamiaterraladifendo.it

    Il sito del ragazzo siciliano che ha contestato Sgarbi.

    Commento di Andrea — 1 Gennaio 2009 #

  25. Il filmato di cui ho inserito la stringa,penso che ricorderà un momento recente di Piero,al contrario della sua contestazione,in Sicilia ad Agrigento,per aver ricordato al pregiudicato Sgarbi le sue responsabilità e gridato viva il Pool antimafia,viva Caselli,il ragazzo è stato allontanato e rinchiuso in una stanza,questa è la realtà che sta affiorando in questo paese,dove chi sta zitto e chi si allinea al regime,ormai meglio definirlo così,può vivere in pace.

    http://it.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY

    Commento di Kenzo Freedom — 1 Gennaio 2009 #

  26. Mi complimento con Riccardo per l’onestà politico intellettuale che dimostra, una delle poche voci chiare e trasparenti del PD Bolognese. Si quello di Riccardo è la giusta fotografia della situazione politica nella città di Bologna. Non bastano i giovani (vedi De Maria) a rappresentare un cambiamento ..meglio gli anziani illuminati (vedi il Prof.Pasquino )ma anche il prode (non Prodi) Forlani che le palle le ha dimostrate.
    Forza gente muoviamo le acque affinchè il torbido diventi un pò più trasparente.

    Commento di Ubaldo Lorenzo Marchesi — 5 Gennaio 2009 #

  27. […] Partito poco democratico. Mai dare la parola ai cittadini o alla base. Tanto si spellano lo stesso le mani ai comizi. […]

    Pingback di pagliacciate « Life, universe & everything — 15 Gennaio 2009 #

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