Roberto Scarpinato e le intercettazioni

Febbraio 27, 2009 on 12:55 am | In Politica, Legalità, Informazione | 33 Comments


Il sistema di potere trasversale si appresta a blindarsi definitivamente nella certezza dell’impunità con due semplici riforme: il conferimento della responsabilità operativa dell’azione penale agli organi di polizia, controllati dal governo, e la drastica riduzione dell’uso delle intercettazioni nelle indagini e della possibilità di pubblicazione di documenti giudiziari. Sembrano tecnicismi, in realtà è in gioco quel che resta della separazione dei poteri. Finalmente non si parlerà più di “toghe rosse”, spiega con amara ironia il magistrato Roberto Scarpinato, da vent’anni in prima linea contro la mafia a Palermo. Non ce ne sarà più bisogno. La magistratura, già depotenziata, perderà l’ultimo strumento di indagine contro il crimine organizzato e il malaffare politico-economico. In un contesto di grave sofferenza democratica (assenza di opposizione, giornalismo addomesticato), ormai “l’unico momento di visibilità per conoscere il modo in cui viene esercitato il potere sono le intercettazioni, sono le macchine: la riforma delle intercettazioni deve passare perché da quel momento in poi noi non conosceremo più quel che succede in questo Paese”. Nel video un passaggio del suo intervento di lunedì 23 febbraio alla Casa della Cultura di Milano.

Election Day

Febbraio 26, 2009 on 6:23 pm | In Politica | 11 Comments

Pur di far saltare il referendum sulla legge elettorale la Lega Nord non bada a spese. Il buon senso imporrebbe di accorparlo alle prossime elezioni europee e amministrative di giugno. Il ministro Maroni ha dato parere negativo. Il motivo è chiaro: i nordisti non hanno interesse al raggiungimento del quorum. E fissando il referendum in una domenica a parte, nel contesto di un’agenda già fitta di appuntamenti elettorali, ritengono di scoraggiare la partecipazione. Altre ragioni plausibili non se ne trovano. Non può convincere la motivazione formale, secondo cui separando le tornate elettorali si scongiurerebbe il rischio di ingenerare confusione negli elettori. Anche perché era lo stesso Maroni, nell’aprile del 2001, a chiedere con forza l’accorpamento, a proposito di un referendum che in quel caso gli stava a cuore. Gli alleati di governo sul punto lasciano fare. La legge elettorale, quando arriverà il momento, preferiscono modificarla secondo un compromesso di palazzo, magari coinvolgendo anche gli oppositori concilianti. Lo scherzo costerà all’erario circa 400 milioni di euro di spese aggiuntive, secondo un’elaborazione del sito economico lavoce.info, ampiamente citata dai quotidiani di ieri e oggi. 400 milioni di euro spesi per mandare a monte un referendum richiesto da oltre ottocentomila cittadini (in questo caso con firme raccolte e certificate in modo ritenuto valido dalla Corte di Cassazione). Sarebbe divertente provare a spiegare l’inghippo ai militanti da vent’anni in lotta contro gli sprechi di Roma Ladrona. Troverebbe la forza l’indomito popolo del Nord in un periodo di grave crisi economica di perdonare gli adorati leader di lotta e di governo?
Al di là del merito dei quesiti referendari, che personalmente trovo discutibili in tema di premio di maggioranza, ma del merito avremo occasione di riparlare, è sacrosanta la richiesta del comitato promotore di far votare per il referendum e per le elezioni il 7 giugno, in un’unica tornata. Non parrebbe inopportuno a tal riguardo un gesto o una parola del presidente Napolitano. Absit iniuria verbis, naturalmente.
QUI trovate un articolo del Corriere. QUI un lancio dell’Ansa che dà voce al comitato promotore.

Lecco

Febbraio 25, 2009 on 7:27 pm | In Politica | 9 Comments

La prossima presentazione di ALZA LA TESTA!

venerdì 27 febbraio, a Lecco, dalle ore 21, presso la sala conferenze della Banca Popolare di Sondrio, in via Previati angolo via Amendola

L’appello di Ignazio Marino

Febbraio 25, 2009 on 6:47 pm | In Politica | 5 Comments


Riproponiamo l’appello del senatore Ignazio Marino per il diritto alla libertà di cura, cui aderiamo, come hanno già fatto oltre centomila italiani.
Per sottoscriverlo lo trovate QUI. Lo introduce la lettera che Ignazio Marino sta facendo girare in queste ore per invitare alla mobilitazione chi ha già aderito. Di fronte alla legge che si annuncia e a un’opposizione come al solito imbelle e divisa, occorre già pensare al referendum.

La Lettera

Caro Amico

Ti scrivo per chiederti un ulteriore sforzo per questa importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario d ella nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.
Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere. Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello,
Ignazio Marino

L’Appello

Rispettiamo l’Articolo 32 della Costituzione

Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull’onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.

Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell’orientamento generale degli italiani.

Rivendichiamo l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.

Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.

Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.

Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.

Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.

Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.

Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

Cordero a Milano

Febbraio 24, 2009 on 5:34 pm | In Politica | 8 Comments


Segnalazione in extremis per i milanesi. Dalle ore 18 quest’oggi presentazione dell’ultimo libro di Franco Cordero alla libreria Feltrinelli di via Manzoni. Presente insieme all’autore il magistrato Gian Carlo Caselli.
Per chi non conoscesse Franco Cordero dirò semplicemente che è il critico più lucido e sottilmente feroce della deriva berlusconiana. Giurista schivo ed erudito, fine letterato per anni lontano dalle miserie della politica, si è trovato a interpretare questo ruolo per un naturale senso di disgusto, con gli strumenti della cultura alta, una ricchezza di conoscenze e una capacità di analisi al di fuori del comune. E insieme la libertà di pensiero di chi non è intruppato in nessuna casta. E per questo può dire - con uno stile straordinario ma obiettivamente non alla portata di tutti - le cose come stanno.
Insomma è l’antitesi vivente dell’intellettuale medio italiano.
QUI trovate uno dei suoi ultimi articoli per Repubblica, nel quale evocando Benedetto Croce definisce l’attuale regime politico “il governo degli asini temperato dalla corruzione”.

Sulla nostra pelle

Febbraio 24, 2009 on 6:01 am | In Politica, Libertà, Costituzione | 6 Comments

Il modo in cui il governo intende archiviare la questione del testamento biologico è dispotica e anticostituzionale. Non dovessimo più essere in grado di decidere per noi stessi, la legge che il governo intende approvare porrà il nostro destino nelle mani dello Stato, sottraendolo alla nostra volontà o alla pietà di un congiunto.
Rincasato dalla conferenza che ha ospitato, tra gli altri, il giudice Scarpinato, mi sono imbattuto negli interventi della manifestazione di piazza Farnese convocata da MicroMega lo scorso sabato, 21 febbraio, dal titolo "Sì alla vita, no alla tortura di stato".
L'arroganza con cui questi parassiti decidono finanche della nostra vita è figlia di quel disprezzo per le regole democratiche che in questi anni abbiamo visto realizzarsi nei feroci attacchi alla Costituzione repubblicana, ai capi dello Stato, alle istituzioni tutte qualora ostacolassero il disegno eversivo di concentrazione del potere.
Il calvario di Eluana l'ha resa involontaria testimone di un assedio che ci minaccia non soltanto come cittadini, ma addirittura come persone, nella violazione sfacciata dei diritti umani.
Dei tanti interventi ho scelto di riportare quello di Stefano Rodotà, che ci esorta ad essere società civile attiva ed organizzata, a ricostruire gli anticorpi democratici, a difendere quella Costituzione che, come ricorda Roberto Scarpinato, tante volte ci ha difeso e ancora una volta è messa a dura prova, ultimo baluardo tra noi e il baratro.
QUI trovate gli altri interventi: Camilleri, Colombo, Englaro, Welby…

Franz

p.s. DA VEDERE: Elia segnala il video di un convegno organizzato da Radio Radicale e tenutosi a Roma il 14 febbraio scorso dal titolo “Verità e menzogne su eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro sotto il dominio violento e antidemocratico della partitocrazia”. Tra gli ospiti lo stesso Stefano Rodotà.

Scarpinato a Milano

Febbraio 22, 2009 on 10:36 pm | In Politica | 10 Comments

Segnalazione per i milanesi. Domani sera, lunedì 23 febbraio, a Milano è previsto un incontro pubblico con Roberto Scarpinato, Basilio Rizzo, Gianni Barbacetto e altri, su mafia e dintorni.
Alla Casa della Cultura, in via Borgogna 3 (MM San Babila), inizio alle ore 20,30.

Doppietta bolognese

Febbraio 22, 2009 on 4:22 pm | In Politica | 31 Comments


Fabrizio Cicchitto è una delle facce da telegiornale del partito azienda. Solo dichiarazioni spontanee, tra quelle di Gasparri, di Capezzone. Domande mai, figurarsi sul passato del padrone. Qualche giorno fa alcuni amici di Bologna lo hanno avvicinato a margine di un incontro pubblico. Il piduista Cicchitto ricorda tangentopoli: l’evoluzione giustizialista e autoritaria del comunismo leninista, ereditata dal PD come dimostra l’allenanza con Di Pietro. Alcuni dormono, gli altri applaudono. Quando Giovanni lo avvicina la temperatura sale in fretta: “Solo un imbecille può dire che Berlusconi e Dell’Utri centravano con la Mafia”. Per fortuna qualche imbecille ancora c’è. Parte il solito “lei è solo un provocatore”, giusto il tempo di far intervenire il popolo di Silvio a difesa dell’onorevole.
Scorta e auto sgommante mentre Valerio domanda se un piduista possa ambire al Quirinale. Sono domande che non si fanno!


Secondo video. Fabio Garagnani siede alla Camera tra le fila dei berluscones. Fa parte della commissione scuola e cultura, vota leggi di cui ricorda poco o nulla, si sottrae alle domande ma non alle offerte di voti. “Famiglie che spostano tre, quattrocento voti”, certo, ci vorrebbe un “incarico a Roma”. Questo il livello della discussione privata ripresa di nascosto da Nicola tra l’on. Garagnani e il suo interlocutore. Se Berlusconi prova ad ingraziarsi un senatore piazzando qualche attricetta in Rai, che sarà mai un incarico a Roma?
Così si fa politica in Italia. Da destra a sinistra passando per il centro. Il rapporto clientelare domanda-offerta ha inquinato le istituzioni, le ha rese deboli, schiave dei partiti, degli interessi che rappresentano. In questo intreccio di favori, spintarelle, capi bastone, l’Italia non può che rivendicare il primato europeo della corruzione, come ha ricordato la Corte dei Conti.
L’acquirente Garagnani si accorge della telecamera e decide di spostare la conversazione con l’anonimo offerente lontano da occhi indiscreti, comunisti e forcaioli.

Un saluto a Nik e agli amici di Bologna,
Franz

Norberto Lenzi

Febbraio 21, 2009 on 7:42 pm | In Politica | 9 Comments


Nelle democrazie malate anche le parole si ammalano. Perdono senso, assumono un significato distorto. Per esempio la parola “antiberlusconismo” vorrebbe indicare, secondo una certa vulgata, l’atteggiamento di chi, non avendo idee proprie, si limita a parlar male dell’avversario. Per livore o per partito preso. E questo, secondo siffatta vulgata, sarebbe l’errore storico della “sinistra”. Come se denunciare lo scandalo del conflitto di interessi, delle leggi su misura, della concentrazione dei poteri fosse lo sport preferito di D’Alema e soci: e un errore politico, anziché un dovere morale. Naturalmente è vero il contrario: la berlusconite, come direbbe Anna Serafini in Fassino, è una malattia contagiosa: e ha contagiato anche gli avversari. Non aver posto in tempo alcun argine, anzitutto culturale, a questa deriva: ecco la colpa imperdonabile del sinistrume nazionale. Lo spauracchio berlusconiano è stato il grande alibi, l’unico motivo di sopravvivenza politica di tutto un ceto di burocrati di partito.
Antiberlusconismo oggi è sinonimo di democrazia. Categoria forse insufficiente a vincere le elezioni, ma necessaria per non perdere la dignità.
La lettera da Bologna del magistrato Norberto Lenzi

“Perfino un commentatore normalmente accorto ed indipendente come Gian Antonio Stella ha potuto sostenere a Ballarò che l’errore esiziale del centrosinistra è stato quello di insistere nel perseguire uno sterile antiberlusconismo, anziché avanzare proposte moderne e concrete sui problemi veri della “gente”.
Lascio volentieri a D’Alema e Veltroni la denuncia di tale ingiusta irriconoscenza per tutto quello che essi hanno fatto per contrastare e seppellire i deboli e sparsi tentativi della opposizione di cavalcare temi bolsi e desueti quali il conflitto di interessi di Berlusconi, l’attacco alla separazione dei poteri e i suoi sfumati giudizi sul ruolo della magistratura.
L’età e le disillusioni mi hanno condotto a quella stagione nella quale non si ha più tanta musica in sé per far danzare la vita (questo è Céline), ma non sono ancora tanto assopito e mentalmente corrotto da non vedere che quando si propone e si fa approvare il lodo Schifani e, dopo che questo è stato certificato incostituzionale, lo si ripropone e lo si fa riapprovare cinque anni dopo in forma analoga, non sono io contro Berlusconi ma è lui contro la Costituzione. Così come lo è quando sbatte in faccia al Presidente della Repubblica la minaccia del ricorso alla “gente” se questi si rifiuta di cancellare una sentenza definitiva per decreto.
Quando vengono stravolti certi principi fondamentali dello Stato di diritto l’errore (rectius la colpa) sta nel tacere o nel minimizzare non nel difenderli, caro Stella.
Si è mai domandato, lei così attento, a quale disegno di potere, a quanto supporto mediatico, corrisponde la scelta, in ogni occasione di vere o presunte debolezze delle decisioni giudiziarie nei confronti di delitti che allarmano la pubblica opinione, di chiamare in televisione un imbarazzato magistrato che cerca di chiarire o di prendere le distanze, incalzato e punzecchiato da un inesorabile intervistatore, e non invece un agguerrito avvocato delle Camere Penali? Non sono forse stati loro che hanno continuamente tempestato il legislatore di richieste di garanzie a volte esasperate per l’imputato, che hanno furoreggiato nelle aule giudiziarie per sminuire la valenza delle prove o per ottenere provvedimenti favorevoli per la libertà personale del loro assistito, a volte a scapito della tempestività e della certezza della pena, in nome di una ondivaga e classista presunzione di non colpevolezza? Certamente sarebbero maggiormente in grado di sostenere, quali promotori di tali decisioni, come e qualmente fosse giusto scarcerare o concedere i domiciliari di quanto lo possa fare un magistrato a volte riluttante e spesso condotto a tali decisioni da norme che lo condizionano.
Ma la voce delle Camere Penali la sentiamo solo in occasione di distorte denunce a Di Pietro, mai per argomentare pubblicamente in televisione sui sacrosanti motivi delle scarcerazioni degli stupratori che hanno richiesto. Sarebbe certamente impopolare mostrare davanti alla “gente” la soddisfazione per l’accoglimento delle loro istanze ed il convinto sostegno ai magistrati che le hanno accolte.
Ha mai potuto vedere in TV un interessante ed animato dibattito tra un magistrato che difende l’efficienza del sistema giudiziario, denuncia lo squilibrio tra la tutela dell’imputato e quello delle parti lese, per non parlare della esigenza dello Stato di reprimere efficacemente il crimine, ed un avvocato che sostiene, come spesso avviene, i soli diritti dell’imputato con le stesse parole appassionate che suole usare nei convegni e nelle aule?
Ci vogliamo domandare perché, caro Stella, o è antiberlusconismo anche questo?”

Norberto Lenzi

Torino

Febbraio 20, 2009 on 4:43 pm | In Politica | 20 Comments

Questa sera la presentazione di Alza la testa! a Torino sarà trasmessa in diretta web, dalle ore 20,30 su questo blog.




Post scriptum

Sono sempre più convinto che occorra ripartire dalla formazione e dalla cultura, dall’abbecedario civile e morale. Sarà un lavoro di semina lunga. Per dare un contributo accetto volentieri inviti a parlare nelle scuole. Questa mattina ho esposto il mio punto di vista sulla crisi della democrazia italiana a una folta platea di studenti (in prevalenza studentesse) di un liceo linguistico milanese, che ringrazio per l’interesse e l’attenzione. I più pazienti hanno resistito per tre ore e passa. Con il supporto di alcuni video e portando ad esempio alcuni casi di attualità, ho insistito in particolare su due concetti: il sovvertimento delle regole e la riduzione del senso critico.
Chi intende organizzare un incontro in una scuola mi scriva.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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