Pavia

Marzo 30, 2009 on 6:28 pm | In Politica |

Eccoci al ritorno da Firenze. La partecipazione al festival Italiani Brava Gente è stata un’esperienza positiva: abbiamo avuto un ottimo riscontro tra i presenti e avviato interessanti contatti personali. La giuria ha premiato il documentario Vota Provenzano. Il lavoro che ci ha convinti di più è stato Improvvisamente, l’inverno scorso. Complimenti ai ragazzi che hanno promosso l’iniziativa e auguri per la seconda edizione!

Domani 31 marzo presentazione di ALZA LA TESTA! a Pavia, allo Spazio Musica, in via Faruffini 5, dalle ore 21.

11 Commenti »

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

  1. sempre in giro a far festa eh

    noi vogliamo i video,vogliamo le risse capito?

    Il libro lo abbiamo comprato ,letto ,gustato ,ma poi è finito !!

    …e adesso che faccio eh …?

    Commento di stella marina — 31 Marzo 2009 #

  2. “noi vogliamo i video, vogliamo le risse” questa la confessione dell’italiano morto abituato agli show televisivi e alle fiction, in poltrona che aspetta un’altro video di piero ricca. “alza la testa” è stato male interpretato, bisognerebbe promuovere “alza il sedere”.

    Commento di andrea echorn — 31 Marzo 2009 #

  3. Grazie Stella Marina! Il tuo intervento verrà apprezzato dalle vittime più povere del sensazionalismo nostrano. Hai esplicitato le ansie della casalinga di Voghera davanti a Studio Aperto. Anche questa, in fin dei conti, è solidarietà.

    Commento di Oscar — 31 Marzo 2009 #

  4. Adesso i video puoi farli tu. Che ne dici?

    Commento di Diego — 31 Marzo 2009 #

  5. SOLIDARIETA’ A PINO MANIACI

    DAL BLOG DI MARTINELLI VIDEO

    Pino Maniàci, conduttore antimafia dell’emittente siciliana Telejato, è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione giornalistica. Se l’Italia fosse un Paese normale un provvedimento di questo tipo dovrebbe riguardare centinaia di conduttori di notiziari non giornalisti, magari assieme all’editore Silvio Berlusconi che per anni ha fatto trasmettere Rete 4 senza concessione delle frequenze.

    Comunicazione e informazione in una democrazia sono libertà, che non può essere sottoposta a tesserini. In un paese normale la libertà di comunicare è un diritto di tutti, e se fra loro c’è qualcuno come Pino Maniàci, (anzi l’unico in Sicilia) che fa nomi e cognomi di mafiosi e/o presunti tali su un’emittente locale, dovrebbe avere maggiori tutele in un’area difficile come la sua, e magari essere invitato su qualche canale nazionale. Invece viene rinviato a giudizio per un reato ridicolo e liberticida, mentre, magari, i mafiosi che cita se la ridono liberi o latitanti.
    La mia solidarietà a Pino, in attesa che esca da questo processo da assolto

    http://www.youtube.com/watch?v=jBcx75H3Na8

    Commento di Marco da Napoli — 31 Marzo 2009 #

  6. E’ nato il Comitato “Rosario Crocetta al Parlamento Europeo”, si può firmare la petizione per chiedere con forza al suo partito (Il Pd) di candidarlo alle elezioni europee. Crocetta è un simbolo della lotta alla mafia.

    http://sosteniamocrocetta.blogspot.com

    by freesud

    Commento di freesud — 31 Marzo 2009 #

  7. Piero, carissimo,
    ci inviti spesso a emularti perché non vuoi sentirti solo e vorresti veramente che le persone che hanno uno straccio di coscienza morale agiscano per il bene comune…
    Ma…
    Non manca unità?
    -
    Tutti noi abbiamo bisogno di un referente (o leader) per giustificare la nostra attività: è umano!
    Ma…
    Se “non dobbiamo avere referenti” perché siamo noi stessi (quindi il nostro proprio ego) a dover funzionare da “referente”, non otteniamo un po’ troppo individualismo e quindi mancanza di lavoro di gruppo?
    Che male c’è ad avere dei ruoli in una società?
    -
    Quindi (mi spiace per coloro i quali non capiscano il “quindi”):
    ci mancano i tuoi video e ci manca anche il fatto che manchi una buona organizzazione per cooperare in un lavoro comune.
    Basta col federalismo! Le nostre mail ce le hai: se non vuoi darci ordini, per lo meno dacci indicazioni fornendoci, inoltre, protezione e garanzie.
    E’ più facile schierarsi con chi ti fa sentire sicuro (o no?) anche con false promesse ed illusioni che con chi ti dice una cosa che sappiamo già tutti: “Del diman non v’è certezza”…
    -
    Vivere attimo per attimo o campare alla giornata?
    -
    Con sincero rispetto,
    un affezionatissimo lettore del tuo giornale interattivo.
    P.S.
    E’ un ossimoro l’espressione “uniti e indipendenti”? Avere unità e avere dei ruoli all’ interno del gruppo prevedono un certo grado di dipendenza dal leader?
    P.P.S.
    Questo il mio pensiero:
    c’è qualcuno che l’ ha letto?
    Era così difficile leggerlo?

    Commento di Marco Perego — 1 Aprile 2009 #

  8. Gentile signor Ricca,

    sono un lettore del suo blog, seguo con sincero interesse le sue incursioni nei teatrini della politica e del malcostume italiano. Apprezzo la schiettezza e la trasparenza con cui cerca di trattare le miserie quotidiane della nostra Italia. Proprio in nome di tale trasparenza vorrei dire la mia su questo spazio in relazione al caso di Pino Maniaci, il cronista rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione giornalistica.

    1- In merito all’esistenza dell’Ordine dei giornalisti ognuno può avere la propria opinione, fermo restando, tuttavia, il rispetto che si deve ad alcuni fatti incontestabili. L’Ordine è stato istituito con la legge 69 del 1963 (in epoca ampiamente repubblicana) ed è stato legittimato negli anni da una serie di sentenze della Corte costituzionale (che ne ha confermato la compatibilità con l’articolo 21 della nostra Carta) e da un Referendum popolare fallito per il mancato raggiungimento del quorum. Ne consegue che, al momento, in Italia, per esercitare la professione giornalistica, occorre iscriversi all’Albo. Dobbiamo farcene una ragione. A meno che non vogliamo utilizzare la legge a nostro uso e consumo;

    2- Venendo al caso del signor Maniaci, vorrei capire per quale motivo, in tanti anni di carriera, egli non abbia avuto modo di acquisire almeno la tessera di pubblicista (che oggi come oggi, diciamocelo, non si nega proprio a nessuno). Il motivo uffiale dato da Maniaci a riguardo è “la mancanza di tempo” da dedicare all’espletamento della pratica. Insomma, egli lascia intendere di non avvertire il bisogno di sentirsi parte della categoria. Benissimo, allora perchè ha accettato la tessera onoraria dell’Unci, l’Unione nazionale cronisti italiani?

    3- Per iscriversi all’Albo dei giornalisti occorre avere dei requisiti minimi: occorre aver pubblicato un minimo di 60 articoli in due anni (retribuiti) e occorre non avere precedenti penali. Domanda da un milione di dollari: non sarà mica il casellario giudiziario il vero problema di Pino Maniaci? Se è così, lo dica chiaramente, in nome di quella stessa trasparenza che contraddistingue la sua informazione. Anzi perchè non rende noto a tutti il suo status penale? Se è incensurato non dovrebbe avere problemi a dimostrare ai suoi “detrattori” che la scelta di non prendere il tesserino è realmente motivata da una mancanza di interesse.

    4- Per i detrattori dell’Ordine dei giornalisti: la legalità non è un concetto al quale si può aderire al 90%. Le leggi vanno rispettate sempre. Quando sono ingiuste possono essere cambiate. La democrazia ci offre gli strumenti adeguati. Anche nel recente passato è accaduto che il popolo abbia influito sul processo legislativo (vedi Devolution). Se l’Ordine dei giornalisti è ancora lì vuol dire che un motivo ci sarà.

    Grazie, saluti.

    Commento di Roberto — 1 Aprile 2009 #

  9. DAL BLOG DI PETER GOMEZ

    Intimidazione: non c’è un’altra parola per definire la decisione del Guardasigilli, Angelino Alfano, di avviare un’ispezione ministeriale contro i magistrati di Bari rei di aver messo sotto inchiesta e aver portato a processo il ministro per le Regioni, Raffaele Fitto. Con in mano un esposto presentato due settimane fa dallo stesso Fitto e dal suo avvocato-parlamentare, Francesco Paolo Sisto, gli ispettori di Alfano entrano a Palazzo di Giustizia, mentre Fitto, già rinviato a giudizio per turbativa d’asta, attende di sapere dal gup se andrà alla sbarra anche per associazione per delinquere, concorso in corruzione, illecito finanziamento ai partititi, falso e peculato. Una brutta storia di tangenti di cui Fitto, quando era ancora governatore della regione Puglia è stato protagonista, secondo l’accusa, insieme al re delle cliniche private Giampaolo Angelucci, all’imprenditore campano legato alla Margherita, Alfredo Romeo, e a una serie di esponenti della Compagnia delle Opere.

    In passato l’assoluta regolarità e legittimità dell’operato dei pm che avevano condotto le indagini era stata sancita dal Consiglio superiore della magistratura al quale proprio Fitto si era già rivolto. Ovvio, quindi, che se un domani il Csm dovesse tornare a valutare il comportamento dei magistrati baresi ben difficilmente ribalterà quel giudizio.

    Restano i dati di fatto: se un ministro rischia di finire sotto processo il Guardasigilli interviene. Il messaggio dunque è chiaro: chi tocca i fili o muore, o si fa molto male. È la legge del più forte. Ed è un antipasto di ciò che accadrà durante la prossima estate se il premier uscirà dalle elezioni europee guadagnando ulteriori consensi. Un Silvio Berlusconi mattatore avrà buon gioco a far approvare dal parlamento non solo le leggi bavaglio sulle intercettazioni e sulla stampa (peraltro già in gran parte auto-imbavagliata). Forte dei risultati elettorali farà anche passare norme in stile cinese o cubano per controllare internet (la volontà c’è ed è più volte stata annunciata), inizierà a modificare la costituzione, schiaccerà sempre più quei magistrati e i giornalisti che ancora fanno il loro dovere.

    Non è uno scherzo. La possibilità, anzi la probabilità, che tutto questo accada esiste ed è elevata. I giochi però non sono ancora fatti. L’opposizione parlamentare resta nel suo complesso pessima. Ma almeno questa volta si andrà a votare con il sistema delle preferenze. I cittadini hanno perciò il dovere di fare uno sforzo: nelle varie liste vanno individuati i candidati meritevoli di esser votati. Questa volta le astensioni o le schede annullate per protesta non servono. Serve un segnale forte per dire noi ci siamo ancora e non siamo d’accordo.

    Commento di Marco da Napoli — 1 Aprile 2009 #

  10. Caro Roberto, alle leggi ingiuste si disobbedisce, altrimenti si chiama “connivenza”, non legalità.
    Se qualcuno non avesse disobbedito avremmo ancora il fascismo, la pena di morte, l’orario di lavoro a 12 ore… se qualcuno non disobbedisce, e vengo al presente, continueremo ad avere donne che vanno in ospedale per partorire e si trovano denunciate dai carabinieri perché “clandestine”. Hai letto la notizia? In altre parole, se qualcuno non deciderà di disobbedire (e non mi riferisco solo al “non avvalersi della possibilità di denuncia”, sinceramente pochino), qui il fascismo ritornerà per tutti/e.
    Il problema, ovviamente, è chi decide le leggi giuste e quelle ingiuste. Sta a noi, attraverso il confronto, il dialogo, le relazioni, l’impegno a conoscere e informarsi. Sta alla nostra coscienza. Chi non ce l’ha continuerà a pensare di evitare il fisco, chi invece ce l’ha ad estendere i diritti a tutt*, a costo di infrangere qualche stupida legge (a esempio facendo casa propria residenza di un/a clandestino e assicurandogli così la possibilitù di avere una residenza e in seguito dunque un lavoro).
    “L’obbedienza non è più una virtù”, come diceva Don Milani.
    Saluti e baci,

    Commento di Saverio Tommasi — 2 Aprile 2009 #

  11. “CONSEGUENZE”

    Nel ricordare che lunedi 6 aprile prossimo saremo a Roma in Cassazione per depositare la nostra proposta di “REFERENDUM” (qui), ci permettiamo di far di nuovo presente ai signori polticanti “PARTITICIZZATI” del rischio (per “LORO”, ma anche per “TUTTI” noi) che si corre alle prossime elezioni di giugno, dove si profila sempre più probabile un enorme “AUMENTO” dei cittadini “NON VOTANTI”, i quali hanno ormai perso anche il più piccolo briciolo di “FIDUCIA” nei vostri confronti (a ragione).
    Consigliamo ai pochissimi signori politicanti “PARTITICIZZATI” rimasti ancora “ONESTI” di decidersi a “CAMBIARE” atteggiamento e soprattutto “LOGICHE”, abbandonando o addirittura chiudendo i “PARTITI” (per poi riaprirli successivamente, completamente “RINNOVATI” dalle fondamenta) altrimenti il Paese intero ne subirà le conseguenze…

    Commento di EMERGENZA DEMOCRATICA — 2 Aprile 2009 #

Lascia un tuo commento

Ma prima di postare...
Questo non è uno spazio dove riversare frustrazioni, e nemmeno un luogo dove promuovere con insistenza bufale plateali e teorie complottiste fantasiose.
Non sono ammessi spam e battibecchi (flame). Non sono graditi off topic.
I commenti sono soggetti ad approvazione, quindi è inutile che insistete se non vedete pubblicato immediatamente il vostro commento.
Attendete con pazienza l'approvazione.
Postando il vostro commento, acconsentite implicitamente a queste regole.

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

Powered by WordPress with design based on Pool theme customized by NewInstance.
Entries and comments feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^