Andrew Keen

Aprile 28, 2009 on 1:19 pm | In Informazione | 37 Comments

La web revolution ci porterà davvero in un mondo nuovo di autentica democrazia e libera informazione? Estenderà i livelli della partecipazione critica e della condivisione culturale? In larga parte la comunità digitale ne è entusiasticamente convinta. E guarda male coloro che seminano dubbi. Uno di questi è Andrew keen, già chierico della cultura digitale, in cima alla lista dei nemici giurati del popolo dei blogger negli Stati Uniti. Il suo ultimo libro è ora tradotto anche in Italia per i tipi di De Agostini, con il titolo Dilettanti.com. Merita una lettura da parte di chi voglia esaminare le prospettive di un mezzo straordinario che tuttavia nasconde molti e seri rischi dietro l’ideologia seducente della disintermediazione.

La Porcata Sacconi

Aprile 26, 2009 on 2:21 pm | In Politica | 14 Comments

sacconi

Ne combinano più d’una al giorno ed è difficile tenere il ritmo. L’avvocato Stefano Palmisano, che insieme a Franz ho avuto l’onore di conoscere durante il nostro viaggio in Puglia, mi ha inviato questo promemoria sulla cosiddetta norma “salva-manager”, in tema di “sicurezza sul lavoro”.

Finalmente!
All’esito, evidentemente, di una serrata indagine conoscitiva sul drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, o “morti bianche” che dir si voglia, il Governo della Sicurezza, con mossa tanto acuta legislativamente quanto coraggiosa politicamente, ha individuato le cause ed i responsabili reali dello stesso fenomeno e ha approntato, di conseguenza, una griglia normativa e, in specie, sanzionatoria atta ad estirparlo una volta per tutte, a mezzo anzitutto di esemplari pene previste per i predetti principali colpevoli delle criminali condotte in questione.
Infatti, in sede di “Schema ufficiale di decreto di modifica al D. Lvo 81\08” (c.d. “correttivo” del Testo unico sulla sicurezza), all’art. 10 bis si legge: “Dopo l’art. 14 del decreto è aggiunto il seguente: ‘Articolo 15 bis’ (Obbligo di impedimento) 1) Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro il non impedire l’evento equivale a cagionarlo alle seguenti condizioni: …. d) che l’evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60 del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate.”
E’ evidente, pertanto, che per il governo i soggetti a cui “l’evento” va imputato in prima battuta sono quelli di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60; solo laddove “l’evento non sia imputabile” a costoro, vengono in rilievo i “datori di lavoro ed i dirigenti”, ossia i soggetti di cui all’art. 55 T.U.
Se ne ricava, pianamente, che per gli autori di questa proposta di riforma, i responsabili principali di questo peculiare tipo di “evento” sono i soggetti di cui agli artt. 56, 57….
E’ d’uopo, pertanto, verificare chi siano questi ignobili figuri, colpevoli della più sistematica e inarrestabile mattanza che si registra in questa società, finalmente smascherati dalla perspicua opera investigativo – correttiva dell’Esecutivo della Sicurezza: nell’ordine, “il preposto” (art. 56), “i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori” (art. 57); “il medico competente” (art. 58), ma, soprattutto, “i lavoratori” (art. 59).
Quest’ultima, in particolare, si palesa come la più geniale delle intuizioni governative: coloro che, nella vulgata qualunquistica e\o ideologica, sono considerati come le vittime, ossia i lavoratori, sono in realtà i primi colpevoli. Praticamente i carnefici di se stessi.
D’altronde, è principio elementare in criminologia quello per cui non v’è vittima che non contribuisca in qualche modo al proprio processo di vittimizzazione.
Non è un caso, in tal senso, che il testo in questione porti la firma sostanziale di quel fine giurista che risponde al nome del ministro Maurizio Sacconi, quello per il quale questa norma, comunque, non sarebbe destinata, in alcun modo, ad incidere sul processo Thyssen, come avevano congetturato “interpretazioni capziose e malevole”, poiché nel processo in questione “c’è un solidissimo impianto accusatorio”. (Repubblica on line del 21 aprile)
Con tutto il rispetto che si deve ad una formazione penalistica di tale enciclopedica levatura, ci si permette umilmente di ricordare al preclaro giureconsulto che ci occupa che quando, durante un processo, si verifica una sostanziale depenalizzazione (come, per molti versi, potrebbe ben esser qualificata quella in esame) del reato per cui si procede, anche l’impianto accusatorio più solido è fatalmente destinato ad esser vanificato a monte (per non ricorrere a metafore più colorite), poiché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato.
E, purtroppo per la tenuta dello stesso bagaglio penalistico del Ministro, neanche risulta particolarmente risolutiva la sua ulteriore acuta intuizione difensiva della sua riforma, per la quale “con il processo Thyssen questo testo non c’entra niente” poiché “in quel caso l’ipotesi è omidicio doloso.” (ibidem).
Infatti, l’ipotesi è omicidio doloso, ossia la prospettazione accusatoria, quella formulata dal P.M., ma, alla stregua dei principi fondamentali del nostro ordinamento (vd. art. 521 c.p.p.), la Corte d’assise ben potrebbe derubricare quell’ipotesi in quella, ordinaria in questi casi, di omicidio colposo; ed, in tal caso, la peculiarissima causa di non punibilità istituita dall’art. 15 bis riprenderebbe pienamente il suo vigore, con probabili effetti processuali assolutamente memorabili.
Secondo il Ministro Sacconi, definirla “norma salva manager” è “infamante” e, a dimostrazione della sua sincerità, si è dichiarato pronto (anche perché spinto in tal direzione da una reazione non proprio entusiastica dei parenti delle vittime della Thyssen e di alcuni sindacati ancora non del tutto ingialliti, nonché dallo stesso Capo dello Stato) “a riscrivere il testo”.
Non v’è ragione per non credere ai proponimenti del Ministro. Quella norma deve esser “riscritta”, per così dire. In modo radicale.
Se non lo fosse, infatti, finirebbero per aver ragione proprio quelle “interpretazioni capziose e malevole”, tra cui ci piace ricordare, per icasticità qualificativa e, al contempo, correttezza tecnico – giuridica, quella di Gianni Rinaldini, segretario della Fiom, che ha definito l’istituendo art. 15 bis “un’altra porcata”.

Stefano Palmisano

Roberto Castelli

Aprile 25, 2009 on 7:33 pm | In Politica, Informazione | 36 Comments


Caro Piero,

ecco l’ultimo spiacevole incontro con il sedicente “eroe” antimafia di Lecco: Roberto Castelli.
Durante una recente trasmissione su La / mi aveva invitato più volte a studiare, a ripassare, a crescere. Così ho studiato. Ho letto la sentenza della Corte dei Conti che l’ha condannato - l’otto aprile di quest’anno - a risarcire lo Stato di trentamila e passa euro per aver assegnato consulenze agli amici suoi quando era Ministro della Giustizia (nel dicembre del 2001). Lui sostiene, e lo si può sentire anche nel video, d’esser contento perché la sentenza evidenzia colpa e non dolo da parte sua. Delle due l’una: o è un furbetto oppure è un incapace.
Il Tribunale dei Ministri aveva pure aperto un fascicolo (penale) per abuso d’ufficio. Nel 2007 gli altri amici suoi - i parlamentari di entrambi gli schieramenti (salvo Idv e una piccola parte della Sinistra) - l’han salvato negando l’autorizzazione.

Duccio

Il video rapito

Aprile 24, 2009 on 2:40 pm | In Informazione | 17 Comments

Con improvvisa solerzia, degna di video e commenti davvero diffamatorii, lo staff di YouTube ieri ha eliminato una video-intervista, non allineata con la verità governativa, del blogger Claudio Messora sulla tragedia annunciata del terremoto in Abruzzo. Motivo dichiarato: una non meglio specificata violazione delle norme della community. Mi unisco al novero di coloro che esprimono la propria solidarietà a Claudio in difesa della libertà di espressione e chiedono conto di questa decisione ai responsabili di YouTube. Il racconto della vicenda lo trovate QUI.

Padova

Aprile 23, 2009 on 3:19 pm | In Politica | 3 Comments

Questa sera incontro pubblico a Padova - ore 21.00 - presso la sala consiliare, in via Guizza 43.

Siamo davvero messi male se perfino il prudentissimo Giorgio Napolitano ha deciso di levare la sua voce contro la deriva populista e autoritaria che sta svuotando di ogni senso la democrazia delle regole. Merita una lettura integrale la lezione tenuta ieri dal presidente della Repubblica alla Biennale Democrazia di Torino. La trovate QUI

Segnalazioni

Aprile 20, 2009 on 6:43 pm | In Informazione | 16 Comments

Alla privatizzazione dei servizi idrici ho dedicato l’articolo di questo mese su WU Magazine. Lo trovate QUI.
Nel medesimo numero segnalo anche l’intervista a Milo Manara dell’amico Michele Orti Manara.

Post scriptum

Domani 21 aprile la presentazione a Brescia sarà trasmessa, se tutto va bene, in diretta streaming, dalle ore 20,45 sul blog.

Silenzio regio

Aprile 18, 2009 on 2:59 pm | In Politica | 69 Comments

Tutto prosegue come da copione. Il “privato corruttore” in corsa per il Quirinale e chi grida allo scandalo a processo. Per “riunione non autorizzata” (ex decreto regio sull’ordine pubblico del 1931). Ieri ci è stato notificato un decreto penale di condanna, firmato dal gip Gaetano Brusa, per lo speaker’s corner davanti alla Scala il giorno del centenario Mondadori. O paghiamo una multa di seicentodieci euro a testa (eravamo in otto) senza poter difendere le nostre ragioni e ammettendo implicitamente la colpa o facciamo opposizione e scegliamo il processo: con pubblico dibattimento, tre gradi di giudizio e il rischio di una pena maggiore. Abbiamo scelto il processo. Per guardare in faccia chi sostiene l’accusa e chiedere di spedire gli atti alla corte costituzionale affinché sia valutata la costituzionalità di alcune parti di quel decreto regio.

Post scriptum

il 23 aprile presentazione di ALZA LA TESTA! a Padova - ore 21.00 - presso la sala consiliare, in via Guizza 23.

Brescia

Aprile 16, 2009 on 6:21 pm | In Informazione | 6 Comments

Martedì 21 aprile 2009 saremo a Brescia per un incontro pubblico presso l’Aula Magna dell’Istituto “Abba-Ballini”. In via Tirandi 3. Dalle ore 20,45

Un’altra Chiesa è possibile

Aprile 11, 2009 on 1:37 pm | In Politica | 57 Comments

La Chiesa cattolica non è un monolite. Al suo interno crescono le voci critiche. Una di queste voci è l’appello che proviene da Palermo, da parte di alcuni sacerdoti e laici. Alcuni di loro sono legati da una comune esperienza di impegno anti-mafia.
In ordine alfabetico sono: Giuseppe Barbera (laico), Nino Fasullo (prete), Rosellina Garbo (laica), Rosario Giuè (prete), Tommaso Impellitteri (laico), Teresa
Passatello (laica), Teresa Restivo (laica), Franco Romano (prete), Zina Romeo (laica), Rosanna Rumore (laica), Cosimo Scordato (prete), Francesco Michele Stabile (prete). L’appello ha già raggiunto 500 firme.
Chi volesse dare la propria adesione può scrivere a chiesacitta@libero.it.

La corriera nordista

Aprile 10, 2009 on 7:13 pm | In Politica | 24 Comments

Il fatto è del 2 aprile ma della notizia si trovano poche tracce sui media ufficiali e il nome non è ancora venuto fuori. Questioni di privacy? E a chi era destinata tutta quella coca?


Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega

09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il “churrasco”. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all’aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c’è anche che la donna fermata non è un’illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi.

Fermati per un controllo - Durante la perquisizione delle valigie alle Guardie di Confine non sono sfuggite quelle vaschette avvolte in carta stagnola nascoste in mezzo ai vestiti che si trovavano nelle valigie. Le indagini sono affidate al Procuratore pubblico di Lugano Nicola Raspini. La coppia aveva raggiunto lo scalo svizzero con un volo proveniente da Zurigo. Non si esclude che abbiano scelto lo scalo ticinese sperando che i controlli fossero meno ferrei che non a Malpensa. Da capire se lo stupefacente fosse destinato al mercato italiano o a quello ticinese”.

Redazione Tiscali

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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