Roberto Saviano
Aprile 3, 2009 on 6:02 pm | In Politica, Informazione |
Ho conosciuto Roberto Saviano quando non era ancora la star che conosciamo ora. Aveva appena pubblicato Gomorra ed era venuto a Milano a presentarlo. E’ un ragazzo coraggioso e uno scrittore di qualità che merita la nostra solidarieta’ per le minacce che lo costringono a vivere prigioniero. Ha portato l’inferno di una terra devastata dal crimine all’attenzione del mondo, e questo è un fattore di riscatto e dunque un’opera meritoria. C’e’ qualcosa che tuttavia non mi convince nel fenomeno mediatico che è stato costruito intorno al suo nome e al suo libro. Comparsate, riconoscimenti, interviste fiume, speciali in prima serata; è perfino diventato uomo dell’anno per il tg di Italia Uno. La visibilità ha creato il best seller, il best seller alimenta la visibilità. I tenutari dei palinsesti televisivi hanno capito che con lui vanno sul sicuro: il personaggio piace al pubblico e racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. Per Roberto Saviano non lasciarsi sfuggire una parola sgradita ai tenutari sembra far parte di una strategia. Voglio parlare a molti, ripete, le mie parole contro la camorra hanno un senso se in tanti le leggono e le ascoltano. Sa che gli verrà permesso di parlare a audience oceaniche fino a quando racconterà il far west del crimine organizzato. Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario, per intenderci, di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso. Vuole mantenersi ecumenico, Roberto Saviano. Ma converrà con noi che oggi se dici la verità senza sconti ti fanno passare per fazioso. Dice di temere il potere della diffamazione, le voci messe in giro dai clan e dai loro servi. Non credo che ignori che la diffamazione dei testimoni scomodi è metodo politico sotto il regno del partito azienda. “Ogni partito ha una sua tradizione antimafia”, si è limitato a dichiarare Saviano nel lungo speciale in diretta da Fabio Fazio dieci giorni fa, prima della punzecchiatura del comico Albanese nelle vesti del politico mafioso: “Roberto ma perché non parli mai di me?”. “Non voglio buttarla in politica”, aveva dichiarato il giorno prima a un quotidiano. Ma si possono analizzare le cause profonde del potere delle bande criminali senza “buttarla in politica”? Sarebbero bastati, in quella seguitissima trasmissione, un paio di nomi di politici o una dichiarazione sullo sfascio sistematico della giustizia e della cultura della legalità, che favorisce il crimine organizzato, per alzare un polverone di polemiche e far tremare i polsi al bravo presentatore. Invece il coro dei consensi il giorno dopo è stato unanime. Il che non sempre è un buon segno in questa Italia conformista e mafiosa per cultura e metodo. Una volta ho chiesto a Loris Mazzetti, oggi responsabile del programma di Fazio: e se Saviano avesse fatto i nomi degli intoccabili? Risposta: “forse quella bomba sarebbe già scoppiata”. Oppure non sarebbe mai esploso il fenomeno mediatico ed editoriale che conosciamo.
Da questo punto di vista condivido l’augurio che gli ha formulato il magistrato Antonio Ingroia, di liberarsi dall’immagine che i media gli hanno appiccicato addosso.
108 Commenti »
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Analisi come sempre attenta e forse non priva di fondamento … ciò nonostante non mi sento di colpevolizare un autore tanto coraggioso da volare alto sopra il pantano di pochezza e viltà del giornalismo italiano.
Commento di william D'anna — 3 Aprile 2009 #
allora non sono pazzo. oppure è pazzo pure piero ricca. dopo fazio ho capito la bufala di saviano. anzi prima di fazio, infatti non ho sentito assolutamente nessun bisogno di guardare la trasmissione pur ampiamente pubblicizzata più volte al giorno per una quindicina di giorni prima di andare in onda. la tv era accesa su fazio ma io stavo in un’altra stanza. mi giungevano parole ogni tanto. ne ero anche infastidito. alla fine ho chiuso la porta per non sentire niente. tutto sommato, in fondo in fondo, a che serve saviano? a informare? informare chi? ma noi non sapevamo già tutto? qualcuno non era a conoscenza dell’esistenza della camorra? qualcuno ne sottovalutava l’efferratezza? perché questo ci dice saviano, che esiste una cosa chiamata camorra e che è tanto tanto brutta. tutto qua. ciò che è necessario sapere, è omesso.
Commento di tito bernelli — 3 Aprile 2009 #
Leggendo questo post del nobile Piero, non posso che sentirmi onorato come uomo, cittadino e professionista, di poter scrivere su questo blog. Leggete e rileggelo più volte; lo dico a chi non lo condivide o ci prova a farlo per partito preso…capirete meglio la realtà che vi circonda ed il sottile senso di fallimento irreversibile di una società che ricorre a più o meno veri eroi o coraggiosi come strumento per la maturazione di un reale senso civico.
Commento di StefanoCS — 3 Aprile 2009 #
Una cosa da aggiungere - bisogna dirla - Saviano, per fortuna, ora gode di una copertura mediatica che lo protegge al contrario di tanti altri personaggi assai meno conosciuti - da cui lui ha pure attinto per le informazioni - che sono veramente soli e non ricevono alcun tributo popolare e riconoscimento morale istituzionale.
Per non parlare di vendita di libri, nessuno si è posto il problema di Mondadori?
Evidentemente no.
Commento di uno che passa — 3 Aprile 2009 #
concordo con piero
Commento di Marco da Napoli — 3 Aprile 2009 #
Ho pensato anch’io spesso queste cose. Ma denunciare uno strapotere violento e brutale come la camorra implica un coinvolgimento così totale che suppongo che dopo non si è più la stessa persona. In un certo senso sei un uomo morto, anche se, come nel caso di Saviano, ottieni fama e riconoscimenti mondiali. E Saviano in fondo è uno scrittore, non fa politica, e non è un prete. E’ un bravo scrittore, un artista. Ritengo che in qualche modo vorrà smarcarsi dai ruoli in cui si viene ricacciati a forza in questi casi, non vorrà perdere anche quella libertà di fondo che è riuscito a preservare, a costo di trincearsi in una terra franca che confina col qualunquismo. La sua denuncia è stata fortissima, perchè il suo stato un discorso letterario che mischia vari registri e tutti li elude. E forse l’Italia non è nemmeno pronta ad un giornalismo di denuncia di tipo anglosassone. D’altra parte chi la sua battaglia l’ha combattuta fino in fondo, come Pasolini, che ha unito la denuncia poltica al genio dell’artista, è divenuto una sorta di martire, un capro espiatorio. E forse Saviano non ha la generosità visionaria e umana di un Pasolini, la sua onestà quasi autolesionista. Meglio per lui, in fondo.
Commento di lisa de. — 3 Aprile 2009 #
Anche io tempo fa ho pensato la stessa cosa in maniera un po’ diversa, forse con una critica meno aspra. Saviano sa fin troppo bene fino a dove arrivare con i suoi racconti, non tanto per la sua vita, ma proprio nel fatto di avere maggiore attenzione e raggiungere il più largo pubblico che è tralatro il suo obiettivo, come lui stesso afferma. A lui interessa raccontare e rendere visibile gli ultimi anelli della catena della criminalità, resi possibili proprio dalle masso-mafie ben descritte da Scarpinato; forse con l’ intenzione di riaccendere, attraverso un opinione pubblica più attenta e colpita, una lotta alla mafia paragonabile a quella del maxi processo degli anni ottanta che a sua volta era partita con gli esponenti militari ed aveva portato alla lotta dei colletti bianchi mafiosi, cioè della mafia vera…o forse il mito di Saviano è cosi forte che trovo qualche spiegazione al suo comportamento?!?
Commento di Andrea — 3 Aprile 2009 #
Molto interessante.
Mai risparmiare le critiche, a nessuno.
Commento di Riccardo — 3 Aprile 2009 #
E’ un’analisi corretta ma credo che,probabilmente,se Saviano facesse dei nomi politici scatterebbe il solito meccanismo diffamatorio e forse non servirebbe neanche più ucciderlo.Rovinando la sua reputazione sarebbe come morto, e la cosa più grave è che la sua opera,le cose che racconta quelle poche cose che si è riusciti a far capire al grande pubblico svanirebbero.Non è una bella prospettiva.
Commento di Bernardo — 3 Aprile 2009 #
Saviano è scortato per essere controllato. Non dimentichiamo mai chi è l’Editore del suo libro. Non ho ancora capito se lui sia conscio, o meno, di questo suo “ingabbiamento” non solo materiale. E’ vero: Il ritorno del Principe apre la testa del lettore molto di + di Gomorra. Vi consiglio, per spalancarla, di leggere almeno la prima parte di Geometria del Male di Sigismondo Panvini.
Commento di Emil — 3 Aprile 2009 #
La VERA lotta alla camorra si fa con le DENUNCE, non con i racconti.
E senza guardare in faccia a nessuno, come faceva Agostino Cordova. (rimosso dal suo incarico per “incompatibilità ambientale” e spostato altrove…)
Roberto Saviano che manifesta contro la camorra con Bassolino al suo fianco (p.zza Plebiscito, 21/03/2009)…
Penso che Paolo Borsellino non avrebbe mai partecipato ad una manifestazione contro la mafia su di un palco al fianco di Dell’Utri.
Se Saviano fosse stato davvero coerente, avrebbe dovuto DISTERTARE PUBBLICAMENTE LA MANIFESTAZIONE di P.zza Plebiscito.
Il mio concetto di COERENZA è questo http://www.youtube.com/watch?v=E1vpsaBO17Y&hl=it
Commento di Diego — 3 Aprile 2009 #
Non credo che Piero Ricca abbia torto in pieno, l’analisi è ben fatta, ma voler dare per forza delle motivazioni particolari al “non parlare di politica” di Saviano mi sembra eccessivo, ha scritto un libro che è un documentario, tradotto in so quante lingue, le Tv se lo contendono…capita se si scrive un capolavoro, ma insinuare un chè di “omertà” perchè non si occupa di politica, mi sembra eccessivo.
Commento di Alba Kan — 3 Aprile 2009 #
Non concordo con Piero ed invito a leggere entrambi il libro di Saviano e quello di Scarpinato, sono due cose diverse non confrontabili, due ottimi lavori. Il successo o i fenomeni mediatici non dovrebbero influenzare i nostri giudizi sia in senso positivo che negativo. Riguardo alla critica secondo la quale Gomorra si ferma solo al contesto campano vorrei far notare che l’autore spiega che Camorra e’ una parola desueta e che oggi si chiama “Sistema” (lo fa gia’ nella prefazione) ed e’ inserita perfettamente appunto nel sistema economico “globalizzato” attuale. Dal mio punto di vista la parola sistema racconta la complicita’ della politica e della finanza piu’ della definizione “mafia campana” data da Piero.
Un abbraccio da Dublino
Commento di Marco — 3 Aprile 2009 #
mmmhhh… rare volte mi trovo in difficoltà e qst è una di quelle.
penso che se mi piacciono le azioni di una persona, nn per qusto devo prtendere che la medesima soddisfi tutte le mie pur fondate aspirazioni. semplicemente, nn si può pretenderlo.
sec. me, saviano ha stappato un bel tappo e sta uscendo merda a getto, in tutte le sue espressioni, anche le meno esaltanti. ciò nn significa affatto che altri, prima di lui, nn avessero fatto altrettanto, magari dando l’intera loro vita per combattere l’omertà. saviano, però, si è mosso su un altro strato ancora; originalmente, dall’interno di una società mortificata.
da fazio, saviano nn è stato certo avaro di accuse perché ha attaccato di petto la bassezza degli intrighi fra stampa e mafia ed ha dimostrato, senza dubbio alcuno, la verità sec. cui “affinché il male vinca è sufficiente che il (supposto) bene stia fermo”. a noi, forse, spetterà continuare l’opera di disgelo circa gli altri nomi e cognomi di mafiosi eccellenti, viventi e non. ognuno a suo modo, sempre.
un caro saluto
Commento di fansss — 3 Aprile 2009 #
Finalmente un post sensato, perchè controcorrente rispetto al consenso generale.
Le prove che saviano è una bufala sono due: la prima è che parla di persone e famiglie che sono in giro per la campania fin dal 1996, quindi niente di nuovo.
La seconda, inoppugnabile, è che se la camorra volesse davvero ucciderlo non avrebbe problemi a farlo.
Ho capito che saviano era un bluff quando l’ho visto sul palco di un teatro, non ricordo quale, insieme agli uomini della scorta, proprio lì, sul palco! Una messa in scena dunque.
Commento di adriano — 3 Aprile 2009 #
Analisi corretta Piero…però se Saviano non fa i nomi di politicimafiosi, tu non fai i nomi, almeno che mi risulti, di mafiosipolitici…qual’è la soluzione? Ascoltare sia te, che prendi a calci in culo i colletti bianchi, che Saviano che rompe le palle ai sanguinari morti di fame(la maggior parte) dei camorristi, che Travaglio il quale riporta con applomb inglese _F_A_T_T_I_, che Grillo che vomita come fiumi di lava bollente le malefatte dei potenti (vedere l’intervento a la7…ha fatto bene a non farli fiatare…). Gomorra è un libro che viene dalla sua esperienza di strada, e che spiega il SEGMENTO CRIMINALE della camorra…SEGMENTO…!!!
Commento di Vito C. — 3 Aprile 2009 #
Quando Saviano e la gente per bene di questo assurdo paese, saranno liberi di circolare, di esprimere le loro opinioni, e i banditi compresi certi giornalistucoli collusi saranno dietro le sbarre, si sarà ristabilito un equilibrio difficile da smantellare, e sarà un chiaro segnale che tutto ciò che è stato fatto ha riportato alla ribalta la democrazia e ha finalmente soffocato quel vento di gerontocrazia sporca e inutile che ci domina dall’alto e che pretende di incanalare il nostro pensiero verso la giustificazione dell’illegalità sommersa e invisibile.
Commento di Gherard — 4 Aprile 2009 #
Insomma, è sempre la stessa storia. Se uno non se lo fila nessuno si dice che è occultato dal potere mediatico, si grida alla censura. Se invece lo chiamano in televisione fa il gioco dei “tenutari dei palinesti”, o lo si accusa di cercare visibilità come se gli si stesse dicendo “sporcaccione!”. Caro Piero, questa roba me l’aspetto da uno come Paolo Barnard, non da te. Riflettici.
Commento di F. — 4 Aprile 2009 #
Questa volta non sono per niente d’accordo.
Innanzitutto non è scritto da nessuna parte che uno scrittore si debba a tutti i costi immolare per la Patria. Si sa benissimo che qualora facesse i nomi di politici di spicco in prima serata su Rai Tre, dopo qualche mese salterebbe per aria. Io credo che Saviano sia già provato ampiamente dalla vita sotto scorta. In ottobre, ho avuto l’onore di conoscerlo per caso, in una pizzeria, a Milano. Stava mangiando con una ragazza e attaccati al suo tavolo c’erano 4 agenti della sua scorta. Per avvicinarmi a lui e stringergli la mano, ho dovuto prima chiedere al cameriere, il cameriere ha chiesto al proprietario, il proprietario alla scorta e alla fine mi hanno lasciato passare. Ditemi se quella è una vita normale. Di fronte ad una vita simile, bisogna soltanto rispettare le sue scelte personali. Qualora un giorno decidesse di ritirarsi in una meta segreta, non dovrebbe essere tacciato né di egoismo né di protagonismo o peggio di avidità (del tipo: finché hai fatto i soldi sei rimasto in Italia, con le tasche piene te ne sei andato). Mettiamoci nei panni di un ragazzo di 29 anni che ha già compiuto un gesto grandioso: informare la massa dell’esistenza della camorra e della sua pervasività nel sistema anche al NORD. Non era chiaro a tutti e ci sono persone (la maggioranza dei settentrionali) che ancora pensano alla criminalità organizzata come ad una questione tipica del meridione e che devono risolvere i meridionali. Non tutti sono votati ad un coraggio estremo. E non si possono far ricadere su un bravo ragazzo di 29 anni le responsabilità della mancanza di informazione. Ci pensino i magistrati a perseguire i criminali e i politici. E se i PM vengono trasferiti d’ufficio quando trovano il marcio, ci pensino i cittadini a cambiare il proprio Paese non votando più i partiti corrotti. Non tutti di cognome fanno Falcone, Borsellino, Chinnici, Ambrosoli e molti altri che, noi persone attente, ben conosciamo.
In un Paese che si dimentica in fretta di questi eroi e che a maggioranza elogia il marcio e il vizio, passa la voglia di atti estremi di carità verso una società morente.
Commento di Marco B. — 4 Aprile 2009 #
Aggiungo una cosa ancora.
Io ho letto sia il libro di Scarpinato, sia quello di Saviano.
Il libro di Saviano lo può leggere chiunque, a partire dal pubblico meno colto, e le storie raccontate possono appassionare per come è impostata la narrazione.
Al contrario, “Il ritorno del principe”, nonostante sia un reale capolavoro, usa termini giuridici, termini colti, la scrittura pur essendo fluida risulta più complicata. E’ un saggio sulla criminalità e la degenerazione del nostro Paese. Per arrivare a capire i vari concetti, e non perdersi nella mischia di nomi ed eventi storici, bisogna possedere già una buona cultura generale che non tutti hanno.
Iniziamo quindi a fare un passo dopo l’altro. Risvegliamo la mente delle persone, facciamole uscire dal loro torpore mettendoli di fronte ai problemi reali. Saviano lo ha fatto benissimo e bisogna attribuirgli solo meriti. Queste persone poi arriveranno a farsi anche loro delle domande, e saranno i primi, spero, a cercare delle risposte (e magari a leggere il libro di Scarpinato o di Abbate-Gomez).
Commento di Marco B. — 4 Aprile 2009 #
finalmente lo hai detto piero, pensavo solo pochi giornalisti avrebbero avuto il coraggio di dire certe cose….questa cosa su saviano la penso anche io…lui viene usato dai media dai politici prima la sinistra ora la lega…paolo barnard ha scritto un fantastico articolo su di lui tempo fa prima della trasmissione di fazio…saviano non è affatto un’erore saviano è uno che ha avuto il coraggio di dire cose che tutte le persone che vivono li in campania o come me in calabria sanno…e non facendo riferimento ai politici viene usato da tutti politica destra e sinistra e se fossi in lui me ne vergognerei…saviano lascia il tempo che trova non è così che si fa la lotta alla mafia…basta con questo populismo nei confronti dei travaglio grillo saviano loro non sono nulla…noi siamo qualcuno, dobbiamo noi prendere coscenza delle cose
Commento di peppe — 4 Aprile 2009 #
CONFRONTO SUL GIORNALISMO DA VEDERE
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
Partecipano:
Jeff Israely, Time
Andrea Scanzi, La Stampa
Luca Telese, Il Giornale
Marco Travaglio, Anno Zero RAI 2
Modera Elisa Calessi, Libero
Ve lo do io Grillo: politica, satira e informazione all’epoca dei blog
Commento di Marco da Napoli — 4 Aprile 2009 #
Va bene il nobile esercizio della critica, ma qualche volta si eccede. Ad esempio qui si sorvola sul fatto che qui si sta parlando di uno scrittore e non di un giornalista, tuttavia si analizza la sua figura e ciò che lui fa in termini giornalistici. Sbagliato. Uno scrittore sa bene cos’è la comunicazione e lo sa meglio di un giornalista (spero che almeno questo lo condividiate). Saviano ha scelto una via comunicativa. Ora, le scelte di un uomo che si propone di parlare ai molti, ha due possibilità dinnanzi a sé. La prima è di parlare soltanto ad una parte di quella moltitudine, a coloro che egli ritiene essere i migliori. La seconda è di parlare alla parte migliore di tutti. Il primo è il modo più sicuro per non cambiare nulla. La seconda è l’unica via per cambiare qualcosa. Credo che Saviano abbia scelto la seconda via.
Commento di alfonso — 4 Aprile 2009 #
ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. c’e’ tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo e’ sostenibile, il secondo no. non e’ solo un problema di bavaglio all’informazione. ci sono situazioni reali che sono statisticamente di difficile, se non impossibile, assimilazione. per fare un esempio, la maggior parte delle persone rifiutano, talvolta anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi. anche se i mass-media dovessero riportare la verita’, per la maggioranza delle persone verrebbe tuttavia piu’ “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non e’ possibile, non puo’ essere vero”. certe verita’ sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si e’ creduto per tutto il corso di una vita, cosa che alla fine solo in pochi riescono a fare. e’ la stessa ragione per cui e’ cosi’ difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realta’ odierna sono privati del loro senso originario.
in ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre e’ facile che smettano di funzionare del tutto.
ciao
Commento di mazapegul — 4 Aprile 2009 #
credo che si debba portare rispetto a gente come saviano k vive sotto scorta a 29 anni che rischia di essere ammazzato da un momento ad un altro
quando tu piero avrai fatto le stesse cose contro la camorra potrai criticarlo!
qui si pecca di manie di onnipotenza piero
Commento di matteo — 4 Aprile 2009 #
A Saviano,non glielo ha prescritto il medico di fare quel libro. Sicuramente ha tutto l’interesse personale per fare quello che fa e non e’ un volontario umanitario (ci guadagna e pure molto). Del resto se sei uno scrittore mediocre, o costruisci qualcosa di “forte” o non emergi.
Il suo merito e’ di aver rischiato, rispetto a tanti giovani che non fanno niente. Ma le scelte… andare da Fazio ti fa capire la non genuinita’ della messa in scena. Questi sono rivoluzionari “all’acqua di rose”. Tirano il sasso e ritirano la mano.
In generale, per avere la controprova se una azione e’ genuina o meno, basta capire le conseguenze che avra’ in termini reali; in questo caso, come dice Ricca, non facendo nomi, non individuando dei punti cruciali sui quali agire, si potra’ andare avanti all’infinito con queste manifestazioni. Si fermeranno quando la gente sara’ distratta dal prossimo evento mediatico “pseudo culturale” come potrebbe essere “il mercato della droga ed i giovani” e via avanti per altri 2 anni.
P.S. faccio una battuta: Saviano e’ piu’ bravo di Ricca nel marketing? E’ qui il problema?
Commento di andrea — 4 Aprile 2009 #
che schifo, vergognatevi. Nemmeno i Casalesi scriverebbero cose come quelle che leggo fra certi commenti qua dentro.
Commento di Manuel — 4 Aprile 2009 #
Ho letto il post di Piero e poi molti commenti.
Ho voglia di dire che Saviano non è Ricca e viceversa !!! Saviano è, vuole essere, uno scrittore.. ha denunciato in un suo libro fatti che si conoscevano, ma con una bravura che il suo racconto viene letto da milioni di lettori e tradotto in 54 Stati etc..etc..etc…
Piero Ricca invece “alza la testa” quotidianamente e “qoutidianamente” ci invita a farlo; è un percorso “personale” diverso ed impegnativo !!!
Nessuno può dire che Saviano abbia “Alzato la testa” nel senso che Piero da anni ci indica…
Quante volte ci siamo chiesti perchè tanti personaggi ormai ricchi e famosi non alzino la testa ?? Coraggio !!! Grazie Piero ..sempre..
Commento di Giuseppe — 4 Aprile 2009 #
Non ci dimentichiamo del plagio ai danni di Simone Di Meo http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337007 (questa cosa è passata quasi inosservata)
Cos’è in fondo Gomorra? Un collage di sentenze, articoli di stampa locale…
Un ragazzo di Casal di Principe ha fotografato alla perfezione il destino in cui potrebbe sprofondare Saviano: prima usato per distogliere l’attenzione pubblica dai problemi veri della nostra terra (corruzione, rifiuti tossici e non, etc. etc.)e poi “scaricato” dai servizi segreti…
Piccola osservazione: perchè nessun libro raccoglie le denunce o le sentenze a carico della Mondadori, dell’Impregilo, dei Bassolino, dai vari commissari di governo che gestiscono da 14 anni i rifiuti a Napoli
Commento di Fernando — 4 Aprile 2009 #
GIUSTO!
Commento di stella marina — 4 Aprile 2009 #
io penso che un uomo tutto da solo no0n possa fare, saviano ha visto una parte del problema che fa benissimo a denunciare, ha il suo ruolo, non può mica fare tutto lui chi cazzo è?
Ma poi uno stato che permette tutto queswto non è cmq coinvolto con la camorra a qualche livello? che la gente faccia 2+2 cribbio!
Commento di niccolò — 4 Aprile 2009 #
PURE IO AVREI PREFERITO UN ATTEGGIAMENTO PIÙ ESPOSTO, ESPLICITO.
È SFUMATA UNA GRANDE OCCASIONE.
CI VEDIAMO A BRESCIA,
CLAUDIO.
Commento di claudio cominardi — 4 Aprile 2009 #
Secondo me
di Saviano si può apprezzare ciò che fa, ma non il come lo fa. Lo apprezzo per la denuncia e per il coraggio.
Ma questa è l’analisi critica che propongo sul personaggio Saviano.
Ha spettacolarizzato un dramma di una terra, e per questo è diventato famoso. Ma non si sapeva già del potere della camorra, dei traffici di rifiuti dal nord al sud?
E’ chiaro che si tratta di un’arma di distrazione di massa, magari nemmeno voluta da Saviano, ma che di fatto, senza dire nulla di nuovo, riesce a fare odience.
Ma a che prezzo? Il prezzo è che nei suoi scritti non esiste la speranza, non esiste il possibile riscatto.
La sua è una descrizione che quasi celebra la forza di questi camorristi creando nelle terre interessate quasi il fascino dell’uomo malavitoso agli occhi di ingenui e plagiati ragazzini (un pò come “Il Padrino”). Le persone oneste originarie di queste martoriate terre invece si vedono svilite e sentendosi catalogate dallo stesso Saviano come “emigrate o rassegnate”, possono sono sperare nella fuga. Non c’è speranza, scappo.
Scappare, gente onesta che scappa. Che lascia spazio alla mentalità camorrista.
E questo esodo di pensiero pulito, non è una vittoria per la malavita? E i cittadini onesti che rimangono qui a combattere ogni santo giorno? Sono rassegnati o emigranti?
A mio parere dunque, l’azione di Saviano, ai fini della lotta alla camorra risulta essere deleteria e controproducente.
Apprezzo ciò che fa, ma non il come lo fa.
Commento di ULP — 4 Aprile 2009 #
Saviano vive da tre anni sotto scorta. La camorra in più occasioni gli ha giurato vendetta. E’oggetto di continue campagne diffamatorie a mezzo stampa. Il tg4, la voce del padrone, lo ha invitato a non lamentarsi dal momento che ha voluto esporsi molto e che ha fatto “tanti bei soldini”. Il “Giornale” di famiglia ha montato il caso del plagio. Lo stesso “Giornale”pochi giorni dopo ha strumentalizzato forzando e manipolando le pur discutibili opinioni (tanto simili a quelle che espresse Maroni un po’ di tempo fa) di Antonio Ingroia che chissà perché si è fatto coinvolgere in un’intervista con quella mezza tacca di Klaus Davi il cui unico evidente scopo sembrava quello di mettere in cattiva luce lo scrittore di Secondigliano. Andate a rivederla.”Fa una cattiva pubblicità al nostro paese”aveva già detto di lui tempo addietro lo stesso Klaus Davi mentre intervistava un certo senatore condannato a nove anni per mafia. Altro che consensi unanimi.
Il suo libro “Gomorra” ha riportato sulla ribalta nazionale e internazionale la questione per anni mediaticamente sedata della criminalità organizzata. Ne ha svelato con ferrea e ispirata lucidità la potenza economica mondiale attraverso le più complesse e impensabili ramificazioni. Ne ha dimostrato la vocazione industriale e imprenditoriale e la feroce deriva neo-liberista.
Saviano dovrebbe fare questo, Saviano dovrebbe fare quest’altro. Ma come si fa a dare consigli a un intellettuale di questa statura che per aver scritto un libro pieno di verità, per il solo fatto di aver raccontato ciò che sapeva si sveglia la mattina e non sa se arriverà fino sera? Uno che cambia casa tre o quattro volte al mese e vive come una specie di lebbroso?
Caro Piero ognuno ha la sua storia, proprio per questo non tutte le lotte si combattono allo stesso modo. Non si misura così la dignità e l’efficacia e l’onestà di una battaglia
Commento di Andrea — 4 Aprile 2009 #
Per quello che vorrei definire “l’angolo Catalano”, proporrei la seguente considerazione: meglio Saviano che Moccia o Rossella o Vespasiano.
Non e’ poi neanche vero che il Saviano in oggetto piaccia a tutti: tra i commenti si potra’ anche notare un link alla discarica di pennivendoli del Duce mafioso, con le solite calunnie degli schiavi lustrascarpe.
Idem valga per l’Umilio Fido che, nella sua fogna-circo Barnum TgMafia4 ha insultato Saviano: se Saviano non piace ai lustrascarpe del WC Giornale e non piace a Umilio si deduce che non piace al loro padrone, e tanto basta per decidere che ha fatto qualcosa di buono.
Tra l’altro parlare di camorristi in Campania senza parlare di “politici” e’ impresa ardua, perche’ la differenza e’ molto labile: valga per tutti il caso del candidato alla provincia di Napoli della Discarica fognaria delle Liberta’, tale Cesaro
http://cittadolente.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/articoli/2009/01/il_partito_delle_liberta_candi.html
un figuro nella scia dei Landolfi e Cosentino: in quel letame (delle Liberta’) il camorrista di oggi “potrebbe” (eufemismo) essere il politico di domani, e viceversa.
Commento di Inutile Commentatore Anonimo — 4 Aprile 2009 #
Scusate, potreste spiegarmi la differenza fra un Ricca che va 6 volte da Sgarbi e un Saviano che va 6 volte in tv a parlare delle cosche camorristiche casertane?
Commento di Manuel — 4 Aprile 2009 #
Poi, certo, uno come Saviano lo si critica anche, ma all’occorrenza soprattutto lo si difende.
Commento di lisa de. — 4 Aprile 2009 #
non sono d’accordo
Commento di Diego — 4 Aprile 2009 #
Sono perfettamente d’accordo con l’analisi che fai,Piero.
Saviano non e’ uno sprovveduto e’ ben conscio dei limiti da non superare per evitare guai ( quelli veri ) e tenersi quel bel po di popolarita’ e di rendita che dal suo libro gli deriva.
Lui tutto questo lo sa benissimo, e per quanto incredibile possa sembrare, anche lui effettua un’ azione di distrazione di massa, dato che dai suoi racconti si deduce che la criminalita’ e’ tutta li.
Invece sappiamo benissimo che il crimine e’ anche e soprattutto altro.Ha protagonisti ancor piu’ pericolosi ed occulti come politici, colletti bianchi e professionisti.
Ovviamante, finche’ continuera’ a raccontare come fa, avra’ gli onori televisivi (anche di Vespa, per intenderci ), la fama la gloria. ll potere sara’ contento e potra sentirsi protetto.
Ogni tanto per mantenere vivo il suo personaggio potra’ anche raccontarci di voler espatriare perche non si sente adeguatamente protetto…ma vaaa!……
Commento di un fesso — 4 Aprile 2009 #
cari amici,
come mi piace il modo di ragionare di marco b.! sottoscrivo appieno i suoi 2 commenti molto informativi e chiari.
ricordi, piero? “step by step e fuor da ogni entusiasmo”. questa è, sec. me, una buona filosofia anglosassone da adottare la quale si basa sull’idea che “la conoscenza sia pensabile cm i gradini di una scala”(francis bacon).
p.s.: in realtà, tutte le riflessioni sopra sn forti. complimenti al forum o comunità, dnque!
à bientot
Commento di fansss — 4 Aprile 2009 #
NON DIMENTICHIAMOCI CHE IL ROMANZO DI SAVIANO, COMPLETO DI NOMI, COGNOMI E SOPRANNOMI DEI BOSS HA CONTRIBUITO ALLE INDAGINI DEI PROCESSI, VEDI CASO SPARTACUS ED ALLE CONDANNE,QUESTO È UN FATTO.
NON NEGO CHE AVREI GODUTO SENTIRE SAVIANO CHE DA F. FAZIO FA IL NOME DI CUFFARO, BERLUSCONI, DELL’UTRI ECC… MA MI DOMANDO, ERA IN DIRETTA?
Commento di claudio cominardi — 5 Aprile 2009 #
Francamente non sono d’accordo.
Saviano ha ragione:nel momento in cui ti schieri in questo paese di merda diventi avversato da tutta una parte politica che,coi suoi mezzi,ti fa passare dalle stelle alle stalle.
Saviano ci è più utile così.
Oddio,al massimo potrebbe tanto per par condicio parlare di una politica locale vicina ai clan sia da parte di rappresentanti di destra che di sinistra,di cui non mancano gli esempi.
Ma anche lì comincerebbero a fustigarlo senza pietà.
E poi non sono d’accordo col fatto che per parlare devi scegliere per forza un colore.
Commento di Vito — 5 Aprile 2009 #
IERI NUOVAMENTE IN PIAZZA…
Prima ricordiamo che domani mattina saremo in Cassazione per depositare la nostra proposta di “REFERENDUM” sul taglio drastico degli emolumenti dei “PARLAMENTARI”: chi vuole essere uno dei primi “FIRMATARI” venga munito di “CERTIFICATO ELETTORALE” rilasciato dal proprio Comune di appartenenza.
E ora veniamo al post di oggi.
Ieri, sabato 4 aprile, si è scesi nuovamente in piazza per gli “AUMENTI” salariali in favore di chi non arriva a fine mese e a favore di una maggiore “UGUAGLIANZA” economico-sociale, istanze con cui siamo perfettamente d’accordo.
Chi lo afferma avrà sempre il nostro incondizionato consenso e supporto, anche se c’è un particolare di cui quasi sempre ci si dimentica e che invece noi riteniamo “FONDAMENTALE”.
Molti di coloro che portano avanti lotte in questo senso, spesso lo fanno a “PRESCINDERE”, ovvero non dicono “COME” si dovrebbe agire per ottenere i “RISULTATI” praticamente, mentre invece noi da sempre predichiamo che per riuscirci è “INELUDIBILE” ed “IMPRESCINDIBILE” ridurre prima drasticamente i “TROPPI SOLDI” dei signori “PRE-POTENTI” di qualunque “CASTA”, altrimenti non si raggiungerà mai lo scopo.
Sarebbe un po’ come pensare di distribuire, diciamo, 20 palline in 10 scatole, dando come condizione essenziale che ce ne sia “ALMENO” 1 per ogni scatola, ma allo stesso tempo accettare che in 3 sole scatole ci siano comunque più di 6 palline per ciascuna: è semplicemente “IMPOSSIBILE”, perché già soltanto 3 x 6 fa 18 con il resto di 2, quindi in “ALMENO” 5 scatole non potrà “MAI” esserci nemmeno 1 pallina.
Punto.
Facciamo notare che questo non è un ragionamento “FILOSOFICO” o “IDEOLOGICO” ma solo strettamente e schifosamente “MATEMATICO”…
Commento di EMERGENZA DEMOCRATICA — 5 Aprile 2009 #
caro piero sono molto d’accordo con quanto hai scritto. E’ un operazione mediatica, che ha come obiettivo di vendere più libri e non certo quello di combattere i sistemi malavitosi, perchè se ci fosse la più minima intenzione di affrontare il problema lo si affronterebbe con un approccio diverso, come per esempio discutendo con persone compettenti e in modo da rispettare il pluralismo, ossia diversi punti di vista, che è cio a cui noi non siamo più abituati. Il nostro sistema televisivo è ormai l’ elemento più marcio del nostro paese , è il nodo cruciale di molti nostri problemi che sono tutti concatenati.Oggi parliamo ancora del conflitto d’interessi ma chi sostiene berlusconi pensa che il problema lo si ponga per questioni ideologiche, politiche etc. trascurando l’aspetto più minaccioso e che ci sta travolgendo e che travolgera tutti indifferentemente, ossia anche chi adesso lo sostiene che è la questione del monopolio . che tradisce i princiopio di eguaglianza. Il mercato libero che non c’è nel sistema televisivo e dell’informazione in generale crea anche aumenti dei prezzi che ricadono su tutti i consumatori, oltre al fatto che , senza libero mercato, chi gode del privilegio del monopolio , ha la possibilità di guadagnare molto e molto di più, destabilizzando tanti settori sani dell’economia……
Commento di gianpaolo — 5 Aprile 2009 #
Sono d’accordo con te, Piero, alla grande! non è da chiedersi tanto perchè e per come Saviano ha scritto Gomorra in quel modo (omettendo i piani alti), ma chiedersi come mai gli hanno permesso di avere tanta luce: non è pericoloso, proprio perchè il suo libro possono leggerlo in molti. Abbate-Gomez invece, i nomi li fa, eccome!! come mai, qualche mese dopo l’uscita, il libro in libreria era già tra le pubblicazioni vecchie? è la massoneria che comanda da noi, allora…perchè Saviano è in tutte le tv, ci hanno fatto un film e il libro è diventato un particolare “best seller”?
Commento di gemma — 5 Aprile 2009 #
Questa volta non sono per niente d’accordo con Piero, anzi sono stupito che anche lui si lasci prendere da questo giochetto in base al quale chi compie un gesto coraggioso contro la criminalità organizzata venga poi criticato perchè: “non ci dice tutto”, “poteva essere più coraggioso”, ecc.
Per me, da qui alla solita tiritera sui “professionisti dell’antimafia” (che tanto bene fa alla Mafia), il passo è breve.
Saviano ha scritto un libro coraggioso, che ha avuto importanti conseguenze. Stop.
Tutte le cose, anche questa, potrebbero essere fatte meglio, e ognuno avrà la sua opinione. Ma intanto un’azione coraggiosa è stata intrapresa. Per questo chi l’ha intrapresa va lodato e noi dovremmo stare intanto tutti compatti dalla sua parte.
Non penso proprio che spetti ad uno scrittore denunciare i politici. Come qualcuno ha già saggiamente detto tra i commenti, questo farebbe immediatamente scattare il massacro mediatico, più di quanto non sia stato già fatto.
Commento di Mario — 5 Aprile 2009 #
Ha ragione piero, lo deduco anche dalla diversa visibilità tra Lirio abbate e Saviano.
Commento di SAVIO — 5 Aprile 2009 #
Ciao Piero,
stamane sono stato a San Pietro ad assistere alla manifestazione con degli amici. Una bella giornata di sole con tanta gente che sorrideva e sembrava non avere problemi a cui pensare. Dopo un pò ho perso la voglia e me ne sono andato salutando i miei amici.
M’avvio per Via di Porta Angelica con la mia macchina digitale fin quando noto un gruppetto di carabinieri vicino ad una macchina. Mi fermo ad una decina di metri da loro e cerco di decifrare la situazione. C’è un uomo con un’automobile parcheggiata regolarmente, che ha appoggiato su di questa dei cartelli e dei panni con delle scritte sopra, neanche troppo visibili. Era una semplice persona con una macchina parcheggiata con degli stracci con delle scritte rosse che non davano fastidio a nessuno.
Osservando bene vedo che oltre ai tre carabinieri che gli parlavano, riesco a distinguere almeno altri due agenti in borghese.
Da quello che sono riuscito a capire volevano che questo si spostasse e che se proprio voleva rimanere si poteva mettere qualche metro più avanti vicino all’incrocio di una piccola strada, dove era meno in vista in quanto li era in mezzo al traffico dei fedeli che andava a vedere messa del papa.
A questo punto scatto un paio di foto ad una bancarella li vicino e questo attira l’attenzione di uno dei due poliziotti in borghese con la ricetrasmittente che mi comincia a fissare. Decido di scattare una foto alla scena che mi sono trovato davanti qualora volessi scoprire su internet la storia di questo signore e il perchè di quei cartelli visto che la presenza del gruppetto dei carabinieri ostruiva la visione.
Alla seconda foto scattata il poliziotto n°1 in borghese mi si incammina contro senza indugi. Era un Vincent Cassel in giacca e cravatta. “Che stai facendo?” mi chiede. “Niente. Scatto foto.” rispondo serenamente. “Non puoi farlo.”, “Perchè no?” gli dico io. A questo punto entra il secondo poliziotto in borghese che chiede al collega se si tratta di una fotocamera digitale. Il collega risponde di si, alchè mi si avvicina anche l’altro e mi dice che devo cancellare le foto. A questo punto meravigliato di tutta questa attenzione gli chiedo chi sono e di farmi vedere il distintivo. Mi rispondono e uno dei due mi mostra il distintivo. A questo punto gli mostro il display delle foto e il secondo agente mi dice quali cancellare. Io, da giovane studente senza malizia nei confronti nelle forze dell’ordine pubblico, m’appresto a cancellarle ma gli faccio una precisazione dicendoli che le cancellavo perchè non volevo creare problemi ma che comunque la legge dice che sarebbe stato un mio diritto conservare le foto purchè non le pubblicassi o le usassi per scopi commerciali.
Il secondo agente si sente colpito da ciò e mi risponde che io non posso prendere immagini della polizia mentre è in azione, in poche parole non si possono scattare foto ai carabinieri. Gli rispondo che non sono sicuro di questo fatto e lui di ripicca mi risponde che è un mio dovere conoscere le leggi e che ora mi potrebbe denunciare per “presunzione alla conoscenza della legge” o una insinuazione simile, insomma un reato inesistente per quello che ne sò io e per quello che dovrebbe essere.
L’altro agente intanto continua dicendomi che avrebbero sequestrato la macchina fotografica. Cerco di raffreddarli dicendogli che non ho presunto nulla e che non conoscevo una legge del genere e che non c’era bisogno di sequestrare la fotocamera in quanto non c’erano più foto.
L’agente n° 1, quindi, mi chiede “Sei un giornalista?”. “No” rispondo io “sono un cittadino normale”.
“Documenti” dice l’altro agente. “Prego” gli do i documenti e si prende le mie generalità su un foglietto di carta.
E’ possibile sapere se esiste una legge del genere? Perchè non posso scattare due foto a delle persone che esercitano un servizio pubblico? Forse stavano facendo qualcosa che non avevano il diritto di fare? Questa situazione è o non è abuso di potere aggravato con minaccia di denuncia?
Oggi ho capito le ingiustizie dell’arroganza istituzionalizzata e questo mi deprime.
Nel buio di questa situazione però ho sorriso quando ho immaginato che tutto quel fiume di gente che andava ad ascoltare il papa, si fosse fermato davanti quella macchina e avesse difeso me e quell’uomo, soprattutto, da tale ingiustizia.
Grazie per il tempo, Alessio.
Commento di Alessio — 5 Aprile 2009 #
La lotta alla mafia non si vince semplicemente con le denunce, chi vive al sud lo sa benissimo. La mafia è un problema di cultura, è un problema che sta nella testa della gente. E`lo stesso problema che permette l’elezione di gente come Cuffaro o Lombardo. Saviano questo lo sa benissimo è ha deciso di parlare a un pubblico il più grande possibile.E sa benissimo che per continuarlo a fare e che per continuare a vivere deve evitare riferimenti politici. Se lui facesse i nomi dei politici,come già si è detto,scatterebbe una campagna diffamatoria nei sui confronti e Saviano sarebbe finito.La mafia è una montagna di merda e finirà quando tutte le persone del sud saranno in grado di affermarlo con coscienza. Vanno benissimo le critiche,ma non scordatevi che Saviano è comunque uno dei nostri.
Commento di alex — 5 Aprile 2009 #
Post sbagliato, Piero. Non si attacca una persona giusta che in un modo o nell’altro tiene accesi i riflettori su una regione della quale altrimenti non fotterebbe un cazzo a nessuno. E che da tre anni non ha più una vita privata. Se lo ricordino tutti quelli che, anche qui, parlano di lui come se fosse uno del grande fratello.
Commento di antonio b. — 5 Aprile 2009 #
Da che mondo e mondo, le confessioni servono solo a lavarsi la coscienza.
Commento di Andrea — 5 Aprile 2009 #
Saviano sa di aver fatto un colpo grosso con il suo romanzo. Quel qualcosa in più che altri che scrivono di camorra o mafia non riescono a trasmettere al grande pubblico. Questo gli ha dato fama e ricchezza. Per questo sta pagamndo un prezzo sul quale, a mio parere, indulge un pò troppo, per alzare ancor più la luce dei riflettori su di sè. Ma no, non riesce ad essere credibile come eroe. Gli manca quel senso di sfida totale, a 360°, del fenomeno. Egli si limita a descriverci i personggi sporchi e cattivi, senza mettere in luce i colletti bianchi che gli usano o che da essi si fanno usare nelle istituzioni. Cosa che invece fanno, in maniera più silenziosa e correndo molti più rischi, altri protagonisti di cvui poco si occupano i media che sanno scegliersi i propri eroi: quelli che non sono troppo scomodi!
Commento di giulio raffi — 5 Aprile 2009 #
Cari amici,
in qualunque modo voi la vediate, Saviano ha cercato con il suo libro di portare alla ribalta un fenomeno che molti di voi conoscono, ma con cui non convivono ogni giorno. Io non sò da che parte d’Italia arrivino i commenti sul post di Piero, non penso dalla Campania, perchè se chiedi alla maggior parte dei campani di parlare di camorra, probabilmente prima si guardano attorno, e poi sicuramente diranno delle frasi del tipo “non mi riguarda”, “non sono fatti miei”, “io mi faccio solo i fatti miei”, e così via! Per chi cerca di analizzare un pò di più la situazione, non si può che ritenere fortunato se uscendo di casa e andando a fare la spesa, non sia vittima di qualche rapina! Inoltre, ma qualcuno di voi si è soffermato un attimo sulla vita che Roberto, o qualsiasi altra persona che viva sotto scorta conduce? Dal suo sito su Internet ha raccontato che tutte le volte che si deve spostare, questo deve essere preventivato settimane prima,per dare modo alla sue guardie del corpo di potersi organizzare e bonificare i posti in cui dovrà andare! Perciò mi dispiace che non vediate in Saviano un uomo da difendere e non da criticare, perchè, sapete, non siamo tutti coraggiosi.
Commento di enzo — 5 Aprile 2009 #
[…] Segnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. […] L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“. […]
Pingback di mazapegul » Quando la verità e insostenibile — 5 Aprile 2009 #
Analisi perfetta. Nulla si toglie alla lotta assolutamente meritoria di Saviano, al suo coraggio e impegno.Tuttavia, non so questa super esposizione mediatica a cosa serva. Ma fermarsi al far west, alla denuncia dei criminali da 4 soldi tradisce ogni aspettativa di “sconfitta” del fenomeno mafioso. Domandiamoci cosa è successo con l’arresto dei vari provenzano, riina etc. Niente. i burattinai stanno sempre li e infatti, il fenomeno rinasce ogni volta. Esultare per l’arresto di provenzano è una stupida illusione. Quando vedo polizia e/o carabinieri esultare per l’arresto di un mafioso lo trovo patetico, tant’è vero che tutti indistintamente - anche i mafiosi coletti bianchi - se ne compiacciono e si congratulao con le forze dell’ordine. Denunciare i sanguinari, gli spacciatori, trafficanti da strapazzo ha un senso, ma nell’ottica della lotta al fenomeno finalizzata alla sconfitta non serve a nulla. L’esperienza lo dimostra. Se si hanno le prove bisogna fare i nomi dei signori colletti bianchi in televisione sui giornali e nei teatri. Dubito che fazio e riotta darebbero spazio a Saviano…Saviano? Ma chi è? Uno scrittore da strapazzo. Se Saviano avesse fatto nomi e cognomi la massa bovina non saprebbe nemmeno chi è.
Commento di giuseppe — 5 Aprile 2009 #
Saviano viene pompato perche’ non fa nomi (in tutta la campania ci sono solo i casalesi?)
Altra classe e’ il libro di Giorgio Bocca “Napoli siamo noi” che e’ tutt’altra classe e livello di denuncia
Saviano parla alla pancia ma per la testa ci vuole altro
Un saluto
Commento di fabriziocardinale@tin.it — 5 Aprile 2009 #
Non sono per nulla d’accordo. La letteratura non è giornalismo, uno scrittore ha il diritto di prendere un tema e di trattarlo come preferisce, perchè la letteratura ha una funzione differente da quella del giornalismo. Lo scrittore sceglie un tema e lo sviluppa, il suo compito è toccare il lettore interiormente, spingerlo a riflettere, analizzare anche elementi irrazionali, sprofondare nella psiche umana per cogliere il dramma e il pathos della vita. Il giornalista deve informare il lettore. Le funzioni sono differenti. Saviano ha scritto un grande libro di grande letteratura. Ricca potrà capirne di giornalismo ecc. ma dimostra di essere limitato, vorrebbe che tutto fosse come vuole lui, anche la letteratura. Non è così, la letteratura si muove su piani differenti e tocca corde differenti dal giornalismo. In fondo anche D’Annunzio è stato un grande artista pur essendo integralmente fascista. Ricca, meglio farsi un esame di coscienza.
Commento di fetecchia — 5 Aprile 2009 #
Saviano è un grande e tutti coloro che lo citicano in questi commenti mi fanno una pena enorme. Costoro pontificano standosene comodi comodi nella loro cameretta, sparando a zero sentenze contro uno scrittore che, a causa del libro che ha pubblicato, conduce una vita blindata. Ma chi vi credete di essere? Cosa fate voi contro la mafia? Come ha già scritto qualcuno prima di me Saviano non è un giornalista, essendo uno scrittore ha composto un romanzo, pertanto non era assolutamente suo compito realizzare un’inchiesta giornalistica. In secondo luogo fa bene a mostrarsi in tv, innanzitutto perchè così, grazie alla popolarità ottenuta, sarà maggiormente “protetto” e avrà più probabilità di non essere ucciso. In terzo luogo perchè affronta argomenti più o meno noti, di cui tuttavia non si parla mai abbastanza. Infine non dimentichiamo che grazie alla sua opera, che qualcuno ha la sfrontatezza di criticare così meschinamente, anche all’estero si è diffusa capillarmente la consapevolezza che la camorra non è più un fenomeno solamente italiano. A tutti voi che ritenete che il lavoro di saviano sia incompleto chiedo di attivarvi personalmente per perfezionarlo. Altrimenti abbiate il pudore di starvene zitti e di rispettare un uomo che, a causa del capolavoro che ha scritto, non può svolgere tutte le banali azioni che rendono libera la nostra esistenza.
Commento di cristina — 5 Aprile 2009 #
Concordo in pieno con Fernando (04 Aprile)
@Enzo
Io mi chiamo Diego (c’è un mio post del 03/04) qui sopra) e sono di NAPOLI. Tu piuttosto di dove sei??
Smettiamola con i soliti luoghi comuni “l’omertà del Sud” oppure “la gente non denuncia”: chi di voi rischierebbe la propria pelle per denunciare e poi rimanere SOLO senza la protezione di nessuno????
(vedi l’omicidio Orsi a Casal di Principe…)
Saviano è solo un fenomeno mediatico… E la presenza della scorta ne aumenta solo il fascino.
Quando il Sud ha denunciato DAVVERO (Livatino, Borsellino, Falcone giusto per fare qualche nome) è stato sempre abbandonato o tradito dallo Stato.
Saviano non lo tocca proprio nessuno.
Commento di Diego — 6 Aprile 2009 #
Per comprendere i motivi per cui lo Stato non ha ancora sconfitto le mafie, a “Gomorra” dovrebbe seguire la lettura di “Il ritorno del Principe”.
La criminalità organizzata esiste perchè è funzionale al potere.
Saviano ha scritto un libro letto da due milioni e mezzo di persone in cinquanta paesi del mondo ed è questo che conta…
Commento di Marika — 6 Aprile 2009 #
L’analisi di Saviano e’ una analisi culturale, sociologica, un’analisi del linguaggio criminale, prima che una denuncia giornalistica del rapporto tra mafia e politica. Il merito di Saviano, credo, sia quello di aver disvelato un lato spesso negletto del mondo criminale italiano, e cioe’ quello della sua lingua, dei suoi usi e costumi, dei suoi aspetti quotidiani, della sua feroce assenza di pieta’ laica o religiosa. Sebbene la mafia si nutra di politica e viceversa, la pancia della manovalanza immediata, di strada, non era mai stata descritta. Forse e’ qui che si radica il successo di Saviano. Credo, al contrario, che se avesse parlato di politica, facendo i nomi, sarebbe calato inesorabile quel velo censoreo che soffoca chiunque parli di verita’ politica in Italia. L’osservazione di Pietro non e’ errata, ma credo che Saviano abbia un suo ruolo positivo innegabile, fosse solo per l’esempio che da’ in questo pantano che si chiama Italia.
Commento di Francesco — 6 Aprile 2009 #
TERREMOTO IN ABRUZZO(ANCHE DA NOI SI E’ SENTITO)
6,7 DELLA SCALA RICHTER ZONA L’AQUILA PALAZZI DANNEGGIATI
MOLTO FORTE A ROMA.
ANCHE QUI A NAPOLI A CASA SI è SENTITO CIRCA PER 20 SECONDI
Commento di Marco da Napoli — 6 Aprile 2009 #
Grande post Piero!
hai perfettamente ragione,
sarebbe interessante sentire la risposta di Saviano il quale sara’ sicuramente consapevole dei tuoi rilievi;
ricordare, buttandola li’,
che Berlusconi ci ha appioppato un presidente della camera ex socio di boss (per non parlere del ministro della giustizia)
non sarebbe stato male….
Commento di costantino — 6 Aprile 2009 #
DECINE DI VITTIME
Crolli all’Aquila, ci sono diverse vittime
07:03 Due macedoni e tre italiani le vittime di Castelnuovo
Sono due macedoni e tre italiani le vittime estratte dai primi soccorritori a Castelnuovo. I tre italiani sono un 60enne residente a Roma ma originario del luogo e gli anziani genitori che era venuto a trovare nel fine settimana.
06:53 Castelnuovo: completamente crollato il centro storico
Sono cinque i morti estratti dalle macerie a Castelnuovo, frazione di S.Pio delle Camere in provincia dell’Aquila. Lo conferma un primo bilancio dei carabinieri. Il centro storico del paese è totalmente distrutto, decine le case crollate compresa la chiesa. Le due vittime di Fossa sono una bambina e un’anziana
06:50 Sarebbero nove le vittime accertate
Sarebbero nove le vittime del terremoto nella provincia dell’Aquila secondo un primo provvisorio bilancio dei carabinieri.
Cinque i morti accertati a Castelnuovo, uno a Poggio Picenze, uno a Tormintarte, due a Fossa tra cui una bimba di tre anni.
In questo bilancio non sarebbero compresi i quattro bambini che risulterebbero deceduti all’Aquila
Commento di Marco da Napoli — 6 Aprile 2009 #
@RICCA: ma se Saviano sapesse solo quello che ti ha riportato invece? o meglio, ricca tu sai qualcosa di più? sai che saviano sà qualcosa di più? o sà come sappiamo io, te e milioni di italiani che abbiamo una classe politica con le mani sporche di merda e qualcuno di sangue? ma che nell’effettivo non si trovano prove concrete per sbatterli via? (ovviamente perchè son + bravi loro a nascondere che noi a cercare), al giorno d’oggi devi farti un’intera bibbia di prove prima di parlare e assicurarti che i testimoni non siano anch’essi falsi…sappiamo tutti che non si accede in tv per far nomi, tanto per…credo che saviano abbia solo raccontato quello che ha potuto vedere per una vita sulla sua terra e delle prove che ha potuto raccogliere per confermare certe supposizioni…come possono essere i titoli dei quotidiani tanto citati nel programma…ma che nell’effettivo che prove si hanno che possano avere un doppio significato? io lo so, tu lo sai…perchè la grammatica non è matematica…quest’italia finirà sotto la guerriglia urbana degli anni di piombo perchè gli atti di forza son lo sfogo alle bocche imbavagliate….ma ovviamente spero che tutto ciò non accada mai…ma non spariamo per favore su chi è dalla nostra parte e magari non vuol stare per forza sulle prime linee in trincea a emolarsi per gli altri…ci servono tutti, martiri, eroi, nuove leve , crocerossine e barellieri…per favore..
Commento di leonardo — 6 Aprile 2009 #
concordo, analisi molto attenta, in effetti la storia ci insegna che, se si iniziano a indicare (con nome e cognome) i grandi responsabili (che sono quasi sempre i politici) nessuno é al sicuro, tutti possono essere fatti sprofondare nel fango o, peggio, uccisi.
Commento di Davide Dispenza — 6 Aprile 2009 #
Caro Piero,
d’accordissimo con te sull’analisi del fenomeno Saviano. Ma “scrittore di qualità” mi sembra un’esagerazione. Gomorra è scritto più o meno come un tema da liceale da 6+.
Grande merito civile, grande coraggio, siamo d’accordo. Ma il merito letterario è piuttosto improbabile.
Commento di Pasquale — 6 Aprile 2009 #
Come reagire al terremoto in Italia? Costruendo centrali nucleari….
Commento di fetecchia — 6 Aprile 2009 #
Interessante post. effettivamente il caso Saviano lascia aperte alcune questioni… fermo restando il valore della persona e il suo coraggio per quello che ha fatto e fa. mi chiedo: Avrebbero pubblicato e pubblicizzato un libro simile sulla mafia (quella descritta da Scarpinato appunto) ? non sarà forse che la camorra rappresenta un potere criminale un pò fuori dalle logiche mafiose (quella mafia a cui si riferisce scarpinato)… forse il potere della camorra è arrivato a toccare anche interessi di altre mafie …
Commento di rob — 6 Aprile 2009 #
Forse la parte sulla poitica la affronterà con il giusto ordine e la giusta efficacia letteraria in nuovo libro.
Ricordiamoci che Saviano prima ha scritto e poi ha parlato. Invertire le cose potrebbe snaturarlo. Penso.
Commento di Cesare — 6 Aprile 2009 #
Condivido solo parzialmente la critica di Piero, che trovo comunque fondata. Nel corso degli anni, pur cambiando gli interpreti della politica, chi ha governato ha trovato sempre maggior interesse nell’assecondare certe organizzazioni piuttosto che nel combatterle. I nomi dei politici collusi sono diventati ormai intercambiabili fra loro, così come quelli dei vari boss, ciò che rimane costante è l’italica propensione al malaffare. Penso quindi sia meglio un Saviano “caso mediatico”, quale incitamento alla legalità, che non il silenzio.
Commento di bucky — 6 Aprile 2009 #
Non sono daccordo con Piero sia a livello personale che a livello “politico”.
In altri tempi e contesti ti avrei detto, citando Lenin, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”. Il contesto è diverso ma il significato è uguale.
Non si può paragonare Scarpinato a Saviano: uno è un magistrato con 30 anni di attività. l’altro un ragazzo che ha scritto il romanzo a 26 anni. Nonostante questo ha avuto più presa non oslo per via “mediatica” ma perchè è più leggibile e parla al ventre più che alla testa.
Se io do “La critica della ragion pura” di Kant a un bambino di 6 anni lui la utilizzerà per schiaccairci le mosche mentre il topolino magari se lo legge. Non è un dettaglio.
Dal punto di vista politico non sono daccordo perchè il problema principale non è il nome ma il sistema: Saviano ha fatto una cosa grande, ha spiegato come il capitalismo italiano abbia una base criminale organica al sistema “Italia”.
I rifiuti smaltiti in Campania a basso costo (per tutti) hanno permesso all’Italia di entrare in Europa.
E ha ragione quando dice che l’unico modo di sconfiggere la mafia è il cambiamento del sistema economico dato che la mafia ne è parte intrigante. Ipotesi: mettiamo che domani arrestano 100 politici collusi, secondo voi l acorruzione smette di esistere? Fare i omi è importante, spiegare il processo di più.
Commento di Alessandro — 6 Aprile 2009 #
92 MORTI
Terremoto in Abruzzo
Oltre 90 morti, 50.000 sfollati
Appello di Sacconi : “Donate sangue”
Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter, ha colpito la zona intorno al capoluogo abruzzese poco prima delle 3.30. Almeno 26 i Comuni interessati. Castelnuovo descritto come un ammasso di macerie, Onna rasa al suolo. Tra le vittime parecchi bambini. All’Aquila ha ceduto un albergo e la Casa dello studente; inagibile l’ospedale. Bertolaso: “La peggiore tragedia dall’inzio del millennio”. Dichiarato lo stato d’emergenza. Il presidente della Provincia dell’Aquila attacca il sottosegretario alla Protezione civile: “L’allarme dei giorni scorsi è stato sottovalutato”. La scossa avvertita con forza nella Capitale. Berlusconi rinuncia al viaggio a Mosca e va all’Aquila. In arrivo uomini e mezzi da tutta Italia. La preoccupazione di Napolitano, la preghiera del Papa. Solidarietà dalle altre regioni e dall’estero
Commento di Marco da Napoli — 6 Aprile 2009 #
Ma perche’ non li fai tu i nomi, invece di tirarla tanto lunga, cosi’ dai una mano a Saviano per completezza e non ci lasci con pive nel sacco alla fine del tuo articolo anch’esso un tantino mafiosetto. Vai diretto Piero, che lo sai fare bene.
Commento di Carota — 6 Aprile 2009 #
a cristina tu parli tanto ma leggi poco…un conto è fare NOMI E COGNOMI,un’altro è parlare a grandi linee del fenomeno camorristico.
Pippo Fava,Peppino Impastato,Mauro Rostagno,Giuseppe Francese e tanti altri hanno fatto NOMI E COGNOMI e sono morti,altri,invece,parlando a “grandi linee” vendono libri e vivono tranquilli.
Anche perche,diciamocelo chiaramente,a ben vederlo questo autore di gomorra non è poi l’eroe intelligente e senza paura che vorremmo vedere.
Abbi rispetto dei pensieri altrui e,direi,della lungimiranza,ALTRUI……………………….
Infatti il popolo italiano,nella sua maggioranza,dice le stesse cose che ripeti tu,dettate da chi tira le file e ti gira e ti rigira che NEMMENO te ne accorgi.
Commento di L'Eternauta — 6 Aprile 2009 #
Sono indeciso sul dare un giudizio univoco a questo post…
Da una parte è vero quello che dice Piero, ovvero che sarebbe preferibile andare più a fondo nelle cose e di conseguenza denunciare i motivi per cui la mafia riesce a fare quello che fa, ovvero tramite gli agganci ai piani alti.
Tuttavia non mi sento di portare una tale critica a Saviano, il quale, pur essendo diventato (credo sua malgrado) un fenomeno mediatico, si è rovinato la vita. Ha detto cose che nessuno aveva mai osato dire, di questo bisogna dargli atto; certo è difficile che una sola persona possa occuparsi di tutto ciò, non è facile dedicare una intera vita ad una causa, per quanto possa essa essere importante…
Onore a Saviano per le cose che ha detto, seppur “non complete”, e onore anche a Piero, che tenta sempre di andare a fondo delle cose, senza peli sulla lingua e buttandocisi a capofitto. Io non ci riuscirei mai.
Nicola
Commento di Nicola Fumagalli — 6 Aprile 2009 #
Ho letto sia “Il ritorno del Principe” che “Gomorra”, e non concordo con la tua analisi, Piero. Trovo sbagliato pretendere di dover suggerire a Saviano cosa scrivere e come. Ognuno può fare la sua parte nella lotta per ristabilire la legalità in questo paese, e Roberto Saviano fa la sua rischiando la vita. Le sue parole sono chiare, le sue analisi documentate. Non è giusto esigere da lui quello che altri possono fare, e cioè approfondire temi collegati a quelli che lui analizza. A questo servono magistrati e forze dell’ordine.
Commento di Alfredo — 6 Aprile 2009 #
Piero cio’ che scrivi puo’ essere condivisibile … io pero’ non l’ avrei scritto perchè un uomo sotto scorta che dice le cose che ha detto da Fazio credo abbia già fatto abbastanza … come anche tu ci insegni con il tuo lavoro … non basta un uomo solo ad urlare … all’ indignazione deve seguire un impegno di tutti o comunque di una buona maggioranza di persone …. Saviano l’ impegno ce l’ ha messo ed ha fatto del suo … il suo contributo lo deciderà la storia … non noi.
Saluti.
Commento di makumba — 6 Aprile 2009 #
Secondo me caro Piero in certi casi,da veri Italianotti,non ci va bene un cazzo!
se uno dice i nomi,ma come si permette di parlare di persone in fase di giudicato e ancora da condannare e quando non si fanno nomi,cagate il cazzo perchè vi fà rabbia sentire la solita solfa!
Tutti sappiamo in che mondo di merda viviamo e tutti ne siamo consapevoli ma nessuno poi fa un cazzo!Mi dispiace Piero ma questa volta non sono affatto daccordo con queste critiche!
uno come Saviano va solamente ammirato!
Commento di Rommy — 7 Aprile 2009 #
Sono anche io molto d’accordo con Piero. E’ una riflessione intelligente e pacata su fatti assolutamente reali.
Visto che siamo in argomento, aggiungo una interessantissima notizia sul terremoto di ieri che dovrebbe essere fatta girare il più possibile, scritta dal sempre bravo Spinelli.
http://www.lanotizia.ch/editoriali/terremoto-in-abruzzo-lombra-di-mafia-e-camorra/636
Facciamo attenzione. Sempre.
Commento di simo — 7 Aprile 2009 #
Effetto show business star (SBS-FX):
prima ti elevano e poi ti infangano…
Ah, le mode…
Commento di Marco Perego — 7 Aprile 2009 #
Caro Saviano, e’ ora di parlare anche di Sodoma!
Commento di Roberto Pagano — 7 Aprile 2009 #
Ma Piero, lo sai anche tu che gli italiani hanno bisogno di supereroi! Hanno bisogno di emozionarsi. di partecipare alla lotta del bene contro i male, e poi andare a letto tranquilli. Tu proponi un ragionamento sul ruolo e le responsabilità dei media nel creare un opinion leader e loro sentono offeso (dalle tue parole!) l’eroe del bene. Tu oservi che quel sistema dei media che innalza Saviano è lo stesso che censura perfino le gaffe del padrone. E loro difendono il coraggio del giovane scrittore anticamorra. Tifano per il bene che vedono in tv. E tu li vuoi indurre a dubitare? Tutti uniti con Grillo, sempre!
Commento di angela — 7 Aprile 2009 #
scusa angela, ma tu cosa proponi? Dobbiamo accusare saviano di essere ancora vivo per non avere fatto i nomi dei politici?
Non ho bisogno di emozionarmi cercando un supereroe. Anzi proprio perchè sono consapevole che saviano è un uomo (e non un eroe), con i suoi meriti e i suoi limiti, a differenza di te non lo accuso. Probabilmente sei tu alla ricerca di supereroi: lo dimostra la tua intransigenza.
Stimavo saviano (che pur non essendo un supereroe rappresenta, per me,un grande uomo) ancora prima che andasse in televisione, perchè avevo letto il suo libro e non perchè i media mi avessero fatto il lavaggio del cervello.
Commento di cristina — 8 Aprile 2009 #
Roberto Saviano ha fatto, e sta facendo tanto per il nostro Paese. Praticamente si è “giocato” la sua vita. Non è giusto criticare le sue scelte, senza conoscere a fondo quali siano i reali motivi. Ognuno di noi dovrebbe invece pensare a cosa realmente potrebbe fare, in prima persona, per cambiare le cose.
C’era “uno” che diceva:”Non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, ma pensa alla trave che è nel tuo”
Commento di Mauro Molari — 8 Aprile 2009 #
Concordo in pieno con il testo che stiamo commentando …. Raccontare il far west senza cogliere le connessioni con il regime polico mafioso significa favorirla .
Se questo ragazzo coraggioso viene accolto nei palinsesti televisivi di regime , tanto coraggioso non lo è ….. io se devo affidarmi ad un giornalista per capire il problema del cancro che ci attanaglia preferisco ascoltare Marco Travaglio , c’è un abisso culturale e morale.
Commento di andrea — 8 Aprile 2009 #
ALFREDO SCRIVE:Ho letto sia “Il ritorno del Principe” che “Gomorra”, e non concordo con la tua analisi, Piero. Trovo sbagliato pretendere di dover suggerire a Saviano cosa scrivere e come. Ognuno può fare la sua parte nella lotta per ristabilire la legalità in questo paese, e Roberto Saviano fa la sua rischiando la vita. Le sue parole sono chiare, le sue analisi documentate. Non è giusto esigere da lui quello che altri possono fare, e cioè approfondire temi collegati a quelli che lui analizza. A questo servono magistrati e forze dell’ordine.
IO INVECE SONO D’ACCORDO CON PIERO AL 100% E PENSO CHE HA AVUTO UN’INTUIZIONE CHE ANCHE A ME STUZZICAVA LA MENTE …. TUTTA QUESTA NOTORIETA’ DA STAR DELL’ANTICAMORRA CHE CAZZO HA DETTO POI SAVIANO ! CHE A NAPOLI E DINTORNI SI STA’ DI MERDA ? BELLA SCOPERTA ! NELLA LOTTA AL REGIME MAFIOSO MEDIATICO ED ECONONOMICO CHE STRITOLA IL PAESE SONO DI SICURO PIU’ UTILI LE ANALISI MINUZIOSE SAPIENTEMENTE DOCUMENTATE NELLE SENTENZE E NEGLI ATTI GIUDIZIARI FATTE DA MARCO TRAVAGLIO
Commento di andrea — 8 Aprile 2009 #
Saviano dice cio’ di cui e’ a conoscenza: non essendo un Magistrato o un poliziotto non penso sia in grado di conoscere i rapporti tra crimine organizzato e politica. Certo puo fare il giornalista e raccontare cio’ che si legge in giornali o riviste. Ma questa non e’ una competenza di uno scrittore. Saviano scrive di cio’ che sa’ ed ha fegato. Ricorda che Falcone facendo il suo dovere non ha mai scritto o fatto nomi di politici di alto rango in odore di mafia, sono convinoto che col tempo avrebbe trovato le prove per processarli ma non ne ha avuto il tempo.
Commento di turistadellademocrazia — 9 Aprile 2009 #
Perché QUESTO sistema dei media, in particolare questa tv, che conosciamo bene, dà tutto questo spazio a Saviano? Per una resipiscenza operosa? Perché di fronte a un caso come quello di Saviano non si può che fare una scleta di campo? Forse. Oppure c’entra qualcosa il fatto che Saviano evita di parlare di temi spinosi, che attirano polemiche, che mettono a rischio l’unanimismo. Quali temi? per esempio, le collusioni fra politica e mafie, il voto di scambio, l’asservimento della giustizia alla nomenclatura degli impuniti, l’assenza di volontà di fare davvero la guerra alla mafia per interessi economici ed elettorali.
Descrivere il male senza spiegare le ragioni e il contesto della sua penetrazione non aiuta la verità. Può essere una scelta per garantirsi la visibilità E anch’essa va rispettata in quanto tale. Ma credo che vada rispettata la critica conseguente di parzialità e autocensura.
La creazione di miti popolari capaci di impersonare la lotta del bene contro il male, inoltre, è tipica della fabbrica del consenso. Se la tv ci dà la possibilità di ascoltare saviano anche la tv è buona. Se gli eponenti delle istituzioni (schifani in testa) si premurano di far quadrato intorno a Saviano, anche le istituzio ni sono buone. Così almeno devono apparire agli occhi di milioni di spettatori che guardano solo tv.
Su questo, seocndo me, voleva stimolare una riflessione l’autore di questo blog. Buona parte dei commentatori, purtroppo, ha recepito un messaggio diverso, del tipo: giù le mani da saviano.
Commento di arny — 9 Aprile 2009 #
“”"questa non e’ una competenza di uno scrittore. Saviano scrive di cio’ che sa’ ed ha fegato”"
IL PUNTO NON E’ CHE SI DEVE SUGGERIRE A SAVIANO COSA SCRIVERE , MA QUELLO CHE PUZZA E’ IL FATTO CHE IL REGIME LO CONVOCA VOLENTIERI ….
SE QUESTO SCRITTORE INIZIASSE A SPUTTANARE I POLITICI DELLA SUA TERRA SISTEMATICAMENTE IN MANIERA INCISIVA , SICURO CHE LO AVREBBERO GIA’ FATTO FUORI , E COME MINIMO SAREBBE IGNORATO DAI MEDIA …(VEDI QUELLO CHE ACCADE A PIERO RICCA)
ALTRO CHE BEST SELLER DELL’ANTIMAFIA , QUINDI PER ME SAVIANO E’ CORAGGIOSO UNA SEGA !!!
MI PARE DI PIU’ UNO DI NOI , UNO COME TANTI ITALIANI BRAVISSIMI A GALLEGGIARE SULLA MERDA , ALTRO CHE FENOMENO LEGGENDARIO DELL’ANTIMAFIA.
Commento di andrea — 9 Aprile 2009 #
andrea mi fa ribrezzo leggere quello che scrivi accusi saviano di essere ancora vivo!!!!!!
dio mio
..
spero solo che grillo prenda le distanse da voi 4 sostenitori di piero ricca!!!!
vorrei votare una lista di grillo alle elezioni x il sindaco ma spero che nn ci ntri gente come voi!
Commento di matteo — 9 Aprile 2009 #
La VERA lotta alla camorra si fa con le DENUNCE, non con i racconti di Saviano.
E senza guardare in faccia a nessuno, come faceva AGOSTINO CORDOVA (rimosso dal suo incarico per “incompatibilità ambientale” e spostato altrove…)
Roberto Saviano poi che manifesta contro la camorra… al fianco di Bassolino! E come lui Caselli, De Magistris… (p.zza Plebiscito, 21/03/2009)
Penso che Paolo Borsellino non avrebbe mai partecipato ad una manifestazione contro la mafia su di un palco al fianco di Dell’Utri.
Se Saviano fosse stato davvero coerente, avrebbe dovuto DISTERTARE PUBBLICAMENTE LA MANIFESTAZIONE di P.zza Plebiscito.
Il mio concetto di COERENZA è questo http://www.youtube.com/watch?v=E1vpsaBO17Y&hl=it
Smettiamola con i soliti luoghi comuni “l’omertà del Sud” oppure “la gente non denuncia”: chi di voi rischierebbe la propria pelle per denunciare e rimanere poi SOLO, abbandonato dallo Stato????
(vedi l’omicidio Orsi a Casal di Principe…)
Saviano è solo un fenomeno mediatico, lo Stato lo sta usando. E la presenza della scorta ne aumenta il fascino.
Quando il Sud ha denunciato davvero (Livatino, Borsellino, Falcone giusto per fare qualche nome) lo Stato non ha mai dato risposta.
Saviano non lo tocca proprio nessuno.
Commento di Diego — 10 Aprile 2009 #
x matteo , a me pare di essere chiaro , se poi tu non sai leggere ,prima rispondere ai miei interventi ti consiglio di tornare alle scuole elementari.
Io non accuso Saviano di nulla tanto meno di essere vivo , questo mi sembra ovvio !!!
io stavo semplicemente commentanto l’intuizione di Piero , che mi Pare , Purtroppo , dico Purtroppo! molto fondata .
Saviano è un bel ragazzo , impegnato , minacciato dai casalesi vive sotto scorta , racconta le sue esperienze di vita , è bel personaggio ….. ok tutto ok per l’amor di Dio! ma il fatto che va da Fabio Fazio con una platea televisiva enorme come quella e non denuncia un cazzo della connessione tra LA politica e l’economia mafiosa ,se permetti , ai miei occhi di cittadino qualunque , che si informa e che cerca di capire , questo personaggio , (Saviano), appare un buon oggetto di strumentalizzazione del REGIME MEDIATICO che proprio i meetup di Beppe Grillo combattono .
Le conseguenze nelle quali incorre chi combatte VERAMENTE ED EFFICACEMENTE IL POTERE ECONOMICO MAFIOSO poi non c’entrano nulla con l’oggetto della conversazione che stiamo facendo , MA PURTROPPO SPESSISSIMO ,IN QUESTO PAESE DISGRAZIATO CHI FA’ QUALCHE COSA PER RIPRISTINARE LA LEGALITA’ DEMOCRATICA NON RICEVE IL FAVORE DEI MEDIA , MA VIENE ISOLATO IGNORATO E SPESSO ELIMINATO FISICAMENTE COME E’ SUCCESSO A FALCONE E BORSELLINO . CAPITO ORA?
Commento di andrea — 11 Aprile 2009 #
X arny
non sono d’accordo con te !
parlare degli effetti e non delle cause per garantirsi la visibilità è una bischerata !
Se sei contro il regime e lo combatti questo ti schiaccia , se al contrario ti fai strumentalizzare allora lo alimenti e lui ti premia.
Commento di andrea — 11 Aprile 2009 #
se vogliamo poi discutere del valore letterario di questo autore , pure qua io non ci trovo nulla di straordiano: ho letto gomorra, mi è piaciuto, ma sul piamo emozionale trovo molto più incisivi gli scritti di altri autori napoletani quali ad esempio PEPPE LANZETTA …..
Commento di andrea — 11 Aprile 2009 #
Nessuno può liquidare in maniera estremamente semplicistica un problema di tale portata se vive lontano da queste terre e sostenendo che si tratta di cose note, che tutti sanno che nel Sud c’è la mafia etc. Si finisce per cadere nei soliti luoghi comuni. Saviano ha spiegato con una lucidità impressionante e con precisione chirurgica i meccanismi che regolano non solo il mondo dei loschi affari, ma anche il modo di pensare e di agire molte volte sbagliato ma paradossalmente legittimato della società meridionale,vuoi per esigenze essenziali, vuoi per la voglia di arricchirsi contro ogni principio etico e democratico. Io sono campano e vi posso garantire che chi non “vive” determinate situazioni non potrà mai comprendere la dura realtà quotidiana di queste terre (anche i bambini erano attratti dai volti sfigurati dei cadaveri ancora sanguinanti!) Saviano è stato condannato a morte dalla camorra non per aver narrato dell’ennesimo morto ammazzato (questo è quello che vuole la malavita), ma per aver fatto conoscere a tutto il mondo i meccanismi illeciti facendo nomi, cognomi (e soprannomi) di gente della quale, chi vive altrove, ignora l’esistenza o, se sa qualcosa, si limita ad esprimere il solito luogo comune che non porta a nessuna soluzione. E’ vero, Saviano potrà vivere di rendita. Ma in che modo? Sapeva qualcuno di voi dei casalesi,dei secessionisti,dei Di Lauro?Qualcuno ha mai saputo qualcosa di don Diana?Io dico di no. I media focalizzano l’attenzione dell’Italia in Campania solo se è in atto una guerra di camorra e mentre si è scovato un altro caso Cogne o Garlasco,Napoli e la Campania vengono di nuovo abbandonate alla loro “normalità”.E’ pur vero che Saviano, nell’era della pubblicità più selvaggia, è usato dallo Stato dal punto di vista mediatico.Tuttavia, ritengo che il suo sia un messaggio di risveglio della coscienza di tutto il popolo italiano, in modo da far percepire che non si tratta di un problema riguardante solo il Sud.Anche lui credo sia consapevole che nessuna parte politica lo appoggi in una battaglia contro la malavita (non lo fecero con Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa etc., figuriamoci se si degnano di farlo con uno scrittore di appena 29 anni!)Perchè, Piero, non ti interessi tu dei rapporti tra mafia e politica?Non trascurando, però, ciò che la gente comune è costretta a subire con accettata rassegnazione.Semplice! Perchè, credimi (e non è una critica), è più facile vivere a Milano che a Napoli.Ammiro le tue battaglie contro la casta politica dei prepotenti, ma su quanto detto sopra non sono d’accordo.
Commento di Massimo — 12 Aprile 2009 #
se fossi in Piero mollerei tutto, chiuderei il blog e tanti saluti. A che serve cercare di ragionare in questo paese e sun un blog poi? uno si chiede come mai il potere mediatico dà tutto questo spazio a saviano? Non sarà che il silenzio sulla mafiosità politica c’entra qualcosa? il tema è qusto. I commentatori come reagiscono? Saviano è bravo, coraggioso e ammirevole. Come Maradona non si discute. Non c’è niente da fare. Internet in gran parte è luogo inaccessibile al ragionamento. Si tifa, si adorano miti, si vomitano pregiudizi e si sputano sentenze. Riflettere è troppo complicato.
Commento di FRANCESCA — 12 Aprile 2009 #
Il silenzio della mafiosità politica c’entra, eccome!Ma la differenza è che tale silenzio è tenuto in vita proprio dai poteri forti e la gente che vive altrove non parla perchè non sa!L’omertà di queste zone è,al contrario, dovuta al fatto che tutti sanno, ma tutti hanno paura di parlare proprio perchè lo Stato non ha mai supportato gli eroi nè tantomeno la gente comune.E tale regime si è consolidato nel vivere quotidiano,anche nelle cose più basilari proprio perchè è diventato una cultura, un modus vivendi.CHiedete ai veronesi, ai bergamaschi, ai milanesi ai torinesi come si vive in Campania!Loro hanno solo un’idea vaga.Se non ci fossero stati scrittori e giornalisti come Saviano,Lanzetta, il povero Siani o altri ancora, nessuno avrebbe mai saputo di come si vive in queste terre e quali siano i meccanismi della corruzione.
La colpa di Saviano, come sostenne anche Umilio Fede, è quella di esporsi troppo e di aver fatto i soldi?Volevate che Saviano avrebbe dovuto fare anche nomi e cognomi dei politici corrotti oltre a quelli di malavitosi dei quali nessuno sapeva niente e che costringono a vivere in modo indecente anke le persone per bene?Ok.Saviano santo a metà… Piero Ricca uber alles.
Commento di Massimo — 12 Aprile 2009 #
caro Piero,
io adoro saviano, ho divorato ilsuo libro e ne ho regalato copie del suo libro agli amici.
guardo tutte le sue interviste e seguo le novità che lo riguardano.
ma ahimè, con dispiacere ammetto, che condivido ogni parola del tuo come sempre ineccepibile post.
Immagino però, o voglio sperare, che questa sua “strategia” come tu stesso l’hai definita sia ” a tempo” e che arriverà il giorno che dalla sua bocca usciranno nomi e cognomi importanti.
Anzi ne sono sicura.
perchè nonostante tutto stiamoparlando di un ragzzo eccezionale….e non riuscirà a sottrarsi alla sua straordinaria missione.
come te, del resto.
un bacio
Commento di dile — 14 Aprile 2009 #
Mi sto ascoltando sul sito di Saviano la trasmissione. Nel corso del minuto 48, Saviano sottolinea che non sono questioni di destra e sinistra, e poi dice: “La legalità non è il risultato, è la premessa del dibattito politico”. Non basta?
Commento di francescobi — 14 Aprile 2009 #
x Massimo
certo che parlare è importante , l’informazione su come si vive nei luoghi infestati dalla criminalità è importantissima sono d’accordo con te ….
per il resto i cittadini del sud , ma anche quelli del nord devono capire che lo Stato , non è un entità astratta , chissà che sarà mai questo Stato?
lo Stato è semplicemente il livello di civiltà raggiunto da un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio , se le cose van male significa solo che siamo degli incivili e meritiamo di vivere come viviamo con Berlusconi capo del governo e i capi mafia e le famiglie che fanno il cazzo che vogliono
Commento di andrea — 14 Aprile 2009 #
Saviano non e’ un politico. E ha sempre detto e ribadito che lui in politica non vuole entrare. Ma ha anche sempre detto e ribadito che la camorra e’ talmente forte che nessuna politica ne e’ esente, destra o sinistra ch’essa sia. Che li facciano i politici i nomi dei corrotti. Mi sembra che Saviano abbia fatto gia’ molto. Perche’ sempre trovare il pelo nell’uovo? Meno male che Saviano e’ diventato fenomeno mediatico. L’ha detto pure lui da Fazio, era cio’ a cui ambiva. E allora? Bisogna per forza rimanere di nicchia per compiacere una vecchia ed obsoleta idea di coerenza?
“Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova. Ora non è più il fiume che va al mare, ma il mare che entra nel fiume”.
R.Saviano
Gomorra
Commento di Carolina — 16 Aprile 2009 #
Carolina scrive:Saviano non e’ un politico. E ha sempre detto e ribadito che lui in politica non vuole entrare. Ma ha anche sempre detto e ribadito che la camorra e’ talmente forte che nessuna politica ne e’ esente, destra o sinistra ch’essa sia. Che li facciano i politici i nomi dei corrotti.
IL RAGIONAMENTO CHE VIENE FATTO QUA E’ APPUNTO CHE LA CAMORRA HA RIEMPITO DI MERDA SIA LA DESTRA CHE LA SINISTRA E PROPRIO PER TALI MOTIVI I POLITICI,(SALVO RARISSIMI CASI), I NOMI DEI COLLUSI NON LI FANNO PERCHE’ E’ CHIARISSIMO CHE HANNO COME REFERENTI I POTERI ECONOMICI MAFIOSI .
SAVIANO VA’ NEI PALINSESTI TELEVISIVI CONTROLLATI DA TALI POTERI PROPRIO PERCHE’ ANCHE LUI NON DICE NIENTE SUI NOMI DELLE PERSONE FISICHE E GIURIDICHE CHE SI ALIMENTANO DA TALE SISTEMA.
MA INSOMMA GUARDIAMO AD ESEMPIO BEPPE GRILLO CHE PARLA SENZA PELI SULLA LINGUA DI BENETTON , TROCHETTI PROVERA , GERONZI ECC COL CAZZO CHE LO FANNO PARLARE CHE DANNO NOTIZIA DELL’ENORME MOVIMENTO DI RINASCITA NAZIONALE CHE CON LUI STA’ VENENDO SU , QUANDO NE PARLANO E’ PER SCREDITARLO , LO DIPINGONO COME UN CIARLATANO ARRUFFAPOPOLI , FANNO DI TUTTO PER GETTARGLI FANGO ADDOSSO ; ECCO! IO DICO PERCHE’ INVECE TUTTO QUESTO CON SAVIANO NON ACCADE ? NON ACCADE PERCHE QUESTO SCRITTORE (MI SEMBRA) , VIENE STRUMENTALIZZATO DAL REGIME ….
LUI CON BUONA LETTERATURA DESCRIVE IL FENOMENO CAMORRA GLI EFFETTI SUL TERRITORIO SULLE PERSONE , SULLA COMUNITA’ MA SI FERMA QUI ….
CON QUESTO IO NON HO ASSOLUTAMENTE NULLA CONTRO QUESTO AUTORE ,PENSO CHE SAVIANO SIA UNA PERSONA ONESTA E NON VGLIO ASSOLUTAMENTE SCREDITARLO.
Commento di andrea — 16 Aprile 2009 #
Non tutti riescono a capire ,bisognerebbe studiare dialettologia.Per quanto riguarda il film, non mi è piaciuto , nel senso che si salta in quà e in là.
I personaggi sono stati bravi in particolare i giovani.Il sogetto è molto scabroso , da l’idea che a Napoli si viva ogni momento in quelle condizioni.Penso che i campani non sono stati contenti di quella sceneggiatura. Lo scrittore è stato corraggioso di esporsi: meno male che la politica è rimasta in disparte.
Commento di Luigi32 — 28 Aprile 2009 #
Saviano non è un politico,ok. Ma è pur sempre un giornalista. Nomi e cognomi li ha fatti a livello locale. In ogni caso, vorrei solo suggerire la lettura di p. 236 di “Gomorra” per quel che riguarda il terremoto in Abruzzo e la speculazione edilizia. Come facciamo ancora a parlare di votare il meno peggiore quando viene arrestato il governatore dlla regione Abruzzo Del Turco o Luciano D’Alfonso, sindaco di Pescara? L’antagonista politico della Iervolino alla candidatura di sindaco di Napoli era Italo Bocchino, colui che consigliava ad Alfredo Romeo (amico anche di Giuseppe Fioroni) gli chef alle cene di gala. Come diavolo possiamo cambiare questo Paese? Più andiamo avanti e più mi rendo conto che il Grande Fratello (la P2) ci guarda…
Commento di Massimo — 6 Maggio 2009 #
Mi fà tanta rabbia pensare che ci sia qualcuno che pensi che Saviano abbia scritto Gomorra per il successo ……
Come si può essere così, stà rischiando la vita, ha perso la libertà…..
Diceva Borsellino “Che le sue idee, anche dopo di lui avrebbero camminato nelle gambe di altri uomini”, si chiami Borsellino, Mario, Roberto cosa importa? Sono piccoli grandi uomini, che io stimo nel profondo della mia anima, che danno un senso a questa vita fatta di apparenze e poca sostanza. …. Onestà, lealtà, giustizia …..
Commento di Emanuela — 17 Settembre 2009 #
Saviano minacciato, scortato, una mina vagante che può scoppiare a ogni passo. Ma andare a vedere i suoi momologhi in teatro cosa vuol dire: è sadico lui nei confronti del pubblico o il pubblico ha il masochista senso del brivido per lo scampato eventuale attentato a Saviano durante lo spettacolo? In breve la mia è curiosità: come può una persona così blindata programmare spettacoli con largo anticipo? E il suo pubblico non corre rischi?
Commento di Marika — 9 Ottobre 2009 #
[…] Originalmente inviato da Cesare de Robertis Ho appena visto la guittata di Fede su Saviano. Assolutamente rivoltante. ——————- Ti rispondo qui visto che l’altra discussione su saviano che hai aperto durata meno che niente: Volevo suggerirti questa analisi che fa Ricca su Saviano e sul fenomeno mediatico che ne nato. Piero Ricca Roberto Saviano Su l’abusivo di rete 4 non vedo cosa ci sia di strano: se il padrone dice che il mafioso mangano un eroe di conseguenza Saviano il delinquente!!! P.s. Per rimanere in tema hai visto questa??? (metto solo il link) YouTube - Peter Gomez vs Schifani - Current tv - 1/2 P.p.s. per i mod. La discussione voleva ricordare un eroe dell’antimafia di fatto dimenticato, qunidi normale che si parli di mafia!!! Certo non normale che si parli di politica!!! Ma io che ne posso se attualmente le cose coincidono??? "Cestinarla" nell’altra discusione politica sarebbe alquanto riduttivo per chi, lottando la mafia a fatti e non a propaganda, ci ha lasciato le penne!!! […]
Pingback di Auguri Peppino!!! - BaroneRosso.eu Forum — 10 Maggio 2010 #