La Porcata Sacconi

Aprile 26, 2009 on 2:21 pm | In Politica |

sacconi

Ne combinano più d’una al giorno ed è difficile tenere il ritmo. L’avvocato Stefano Palmisano, che insieme a Franz ho avuto l’onore di conoscere durante il nostro viaggio in Puglia, mi ha inviato questo promemoria sulla cosiddetta norma “salva-manager”, in tema di “sicurezza sul lavoro”.

Finalmente!
All’esito, evidentemente, di una serrata indagine conoscitiva sul drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, o “morti bianche” che dir si voglia, il Governo della Sicurezza, con mossa tanto acuta legislativamente quanto coraggiosa politicamente, ha individuato le cause ed i responsabili reali dello stesso fenomeno e ha approntato, di conseguenza, una griglia normativa e, in specie, sanzionatoria atta ad estirparlo una volta per tutte, a mezzo anzitutto di esemplari pene previste per i predetti principali colpevoli delle criminali condotte in questione.
Infatti, in sede di “Schema ufficiale di decreto di modifica al D. Lvo 81\08” (c.d. “correttivo” del Testo unico sulla sicurezza), all’art. 10 bis si legge: “Dopo l’art. 14 del decreto è aggiunto il seguente: ‘Articolo 15 bis’ (Obbligo di impedimento) 1) Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro il non impedire l’evento equivale a cagionarlo alle seguenti condizioni: …. d) che l’evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60 del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate.”
E’ evidente, pertanto, che per il governo i soggetti a cui “l’evento” va imputato in prima battuta sono quelli di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60; solo laddove “l’evento non sia imputabile” a costoro, vengono in rilievo i “datori di lavoro ed i dirigenti”, ossia i soggetti di cui all’art. 55 T.U.
Se ne ricava, pianamente, che per gli autori di questa proposta di riforma, i responsabili principali di questo peculiare tipo di “evento” sono i soggetti di cui agli artt. 56, 57….
E’ d’uopo, pertanto, verificare chi siano questi ignobili figuri, colpevoli della più sistematica e inarrestabile mattanza che si registra in questa società, finalmente smascherati dalla perspicua opera investigativo – correttiva dell’Esecutivo della Sicurezza: nell’ordine, “il preposto” (art. 56), “i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori” (art. 57); “il medico competente” (art. 58), ma, soprattutto, “i lavoratori” (art. 59).
Quest’ultima, in particolare, si palesa come la più geniale delle intuizioni governative: coloro che, nella vulgata qualunquistica e\o ideologica, sono considerati come le vittime, ossia i lavoratori, sono in realtà i primi colpevoli. Praticamente i carnefici di se stessi.
D’altronde, è principio elementare in criminologia quello per cui non v’è vittima che non contribuisca in qualche modo al proprio processo di vittimizzazione.
Non è un caso, in tal senso, che il testo in questione porti la firma sostanziale di quel fine giurista che risponde al nome del ministro Maurizio Sacconi, quello per il quale questa norma, comunque, non sarebbe destinata, in alcun modo, ad incidere sul processo Thyssen, come avevano congetturato “interpretazioni capziose e malevole”, poiché nel processo in questione “c’è un solidissimo impianto accusatorio”. (Repubblica on line del 21 aprile)
Con tutto il rispetto che si deve ad una formazione penalistica di tale enciclopedica levatura, ci si permette umilmente di ricordare al preclaro giureconsulto che ci occupa che quando, durante un processo, si verifica una sostanziale depenalizzazione (come, per molti versi, potrebbe ben esser qualificata quella in esame) del reato per cui si procede, anche l’impianto accusatorio più solido è fatalmente destinato ad esser vanificato a monte (per non ricorrere a metafore più colorite), poiché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato.
E, purtroppo per la tenuta dello stesso bagaglio penalistico del Ministro, neanche risulta particolarmente risolutiva la sua ulteriore acuta intuizione difensiva della sua riforma, per la quale “con il processo Thyssen questo testo non c’entra niente” poiché “in quel caso l’ipotesi è omidicio doloso.” (ibidem).
Infatti, l’ipotesi è omicidio doloso, ossia la prospettazione accusatoria, quella formulata dal P.M., ma, alla stregua dei principi fondamentali del nostro ordinamento (vd. art. 521 c.p.p.), la Corte d’assise ben potrebbe derubricare quell’ipotesi in quella, ordinaria in questi casi, di omicidio colposo; ed, in tal caso, la peculiarissima causa di non punibilità istituita dall’art. 15 bis riprenderebbe pienamente il suo vigore, con probabili effetti processuali assolutamente memorabili.
Secondo il Ministro Sacconi, definirla “norma salva manager” è “infamante” e, a dimostrazione della sua sincerità, si è dichiarato pronto (anche perché spinto in tal direzione da una reazione non proprio entusiastica dei parenti delle vittime della Thyssen e di alcuni sindacati ancora non del tutto ingialliti, nonché dallo stesso Capo dello Stato) “a riscrivere il testo”.
Non v’è ragione per non credere ai proponimenti del Ministro. Quella norma deve esser “riscritta”, per così dire. In modo radicale.
Se non lo fosse, infatti, finirebbero per aver ragione proprio quelle “interpretazioni capziose e malevole”, tra cui ci piace ricordare, per icasticità qualificativa e, al contempo, correttezza tecnico – giuridica, quella di Gianni Rinaldini, segretario della Fiom, che ha definito l’istituendo art. 15 bis “un’altra porcata”.

Stefano Palmisano

14 Commenti »

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  1. Riforma oppore Rivoluzione?
    io credo che 1^ ipotesi sia impossibile da praticare. L’unica via di soluzione è la seconda. Purtroppo è una risoluzione cruenta!

    Commento di La rivolta — 26 Aprile 2009 #

  2. Grazie Stefano, un abbraccio!
    Franz

    Commento di francesco — 26 Aprile 2009 #

  3. A La rivolta,
    volevo dirti che io invece sono indiscutibilmente contro le rivoluzioni, che generalmente sono sinonimo di distruzione. esse, difatti, prima fanno tabula rasa e poi comportano un moto retrogrado fisiologico tale per cui il potere ri-costituito vede i peggiori soggetti ergersi a detentori e custodi del nuovo ordine. la rivoluzione francese insegna bene a qst proposito… bisogna casomai essere realisti e farci veicolo fattivo, medium, di graduali e consapevoli cambi evolutivi contro tutti i poteri corrotti… cius!

    Commento di fansss — 26 Aprile 2009 #

  4. In un paese democratico,un un paese dove vige la meritocrazia,ossia in un’altro paese,uno come sacconi starebbe a spalare letame nelle porcilaie emiliane da mane a sera.
    Nel nostro paese,INVECE,è ministro.
    Non avviliamoci però,possiamo ancora cambiare rotta.
    Un abbraccio agli uomini liberi.

    Commento di L'Eternauta — 27 Aprile 2009 #

  5. Ma è ovvio, chi può essere il responsabile di un delitto se non la vittima stessa? Mmm questa norma mi puzza un po’, ma solo poco eh, di incostituzionalità.

    Ma perché l’opposizione non promuove una pregiudiziale di costituzionalità durante l’iter parlamentare di approvazione di questo scempio?

    Il PD dorme!

    Commento di David Ross — 27 Aprile 2009 #

  6. CONTESTATO IL NANO

    Napoli, Berlusconi contestato
    “Stai rovinando l’Abruzzo”

    NAPOLI - Secondo quanto confermato dalla
    Digos sono stati due trentenni abruzzesi ad aver rivolto urla di protesta nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla sua uscita dalla prefettura di Napoli. I due sono stati identificati e non hanno precedenti. Alle forze dell’ordine hanno riferito di essere venuti a Napoli appositamente per la visita del premier al quale hanno anche detto: “Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando”.

    Commento di Marco da Napoli — 27 Aprile 2009 #

  7. pagano sempre i piccoli eh eh ..cmq pensate quanto importanti son oi manager nella politica ormai..deve essecri una miscela di intrighi tra politica ed economia che nemmeno la immaginiamo..

    Commento di Andrea Poulain — 27 Aprile 2009 #

  8. ECCO IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE
    http://www.youtube.com/watch?v=89d4INZZ9P8

    Commento di Marco da Napoli — 27 Aprile 2009 #

  9. A NAPOLI CONTESTATORE CONTESTATO DA GIORNALISTI: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/04/27/Napoli_Berlusconi_contestato_davanti_alla_prefettura.html CHE BRUTTA ARIA CHE TIRA

    Commento di Stefano Pertosa — 27 Aprile 2009 #

  10. incredibile…e il giornalista che gli urlava “sei un perdente”, beh se i vincenti sono loro, io preferisco il perdente tutta la vita! vergogna!!

    Commento di PAMELA — 27 Aprile 2009 #

  11. gli imbecilli in posti di responsabilita’ servono perche’ cosi’ sono manovrabili, alla fine il potere e’ nelle mani di poche persone che hanno il controllo della situazione dal punto di vista politico ma soprattutto economico. perche’ alla fine io credo che siano i forti poteri economici a gestire l’intero mondo, a maggior ragione un paese di fantocci istituzionalizzati come il nostro. le democrazie sono un miraggio, anche se in altri paesi se la cavano un po’ meglio di noi. l’attuale crisi economica dimostra in pieno che i politici non contano nulla, siamo alla merce’ dell’avidita’ di pochi.
    i poveretti che hanno osato contestare sire berlusconi a napoli sono stati identificati dalle forze dell’ordine. vi ricorda qualcuno?
    in questo povero paese la democrazia e’ cosi’ mal messa che chi contesta un politico viene trattato come un delinquente comune.

    Commento di Giulia M. — 28 Aprile 2009 #

  12. Il Post così come è però risulta difficile da diffondere in quanto troppo tecnico e poco chiaro nella sostanza in quanto non riesce a spiegare con parole semplici quest’ altra porcata.

    Un saluto sia a Piero che a Franz

    Commento di Riccardo — 1 Maggio 2009 #

  13. Piero e solo Piero

    Commento di annunci gratuiti — 5 Maggio 2009 #

  14. A proposito di sacconi..
    sul sito del ministero è scaricabile il “libro bianco sul futuro del modello sociale”. Ci ho dato una rapida occhiata e direi che non promette niente di buono. Anzi.. alcuni passaggi mi hanno un po’ “allarmato” a dire la verità.

    Commento di alba — 6 Maggio 2009 #

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