Sergio Cofferati

Maggio 27, 2009 on 2:44 pm | In Politica | 62 Comments




Post scriptum

Domani Sergio Cofferati farà un lungo giro in Piemonte. Qualcuno ha voglia di andare a rinfacciargli, come espressamente chiese, la sua cialtronaggine? QUI trovate gli appuntamenti.

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Sergio Cofferati proverebbe qualche imbarazzo a farsi vedere in giro, se l’Italia non fosse il campo da gioco ideale per piccoli e grandi oligarchi.
L’ex segretario della Cgil infatti ha dimostrato di essere doppiamente bugiardo. Dapprima promise di ricandidarsi a sindaco di Bologna, per finire il lavoro. Forse impensierito da certi sondaggi, alla fine non si è ricandidato. In un secondo momento (ottobre 2008) annunciò di volersi ritirare a Genova per stare vicino alla nuova compagna e al piccolo figlio, premurandosi di aggiungere, in risposta a chi insinuava possibili riciclaggi al parlamento europeo: sono una persona seria, se mi dovessi candidare alle europee siete autorizzati a darmi del ciarlatano. Scherzava: infatti oggi è capolista del pd nel nord ovest alle elezioni europee. Sapete com’è, si è giustificato con la stampa, sono un tipo all’antica: quando il partito chiama non posso dire di no. Nel partito, a dire il vero, non tutti sono entusiasti di lui: il suo nome, catapultato nel nord ovest da Bologna, insieme a quello di Luigi Berlinguer, ottantenne capolista nel nord est dopo una vita spesa altrove, non è parso tra i più adatti a ispirare l’idea del rinnovamento generazionale e neppure del radicamento territoriale. Tant’è vero che il buon Franceschini a tre settimane dalle elezioni ha pensato bene di spedire una lettera a tutte le unità periferiche del partito per ordinare di sostenerli attivamente con manifesti, santini, incontri pubblici e tutto il necessario. Seguirà verifica post elettorale sulle preferenze, è la minacciosa chiosa della lettera. Quando il partito chiama…
L’altro giorno Sergio Cofferati era a MIlano, alla libreria Feltrinelli, per presentare il libro del compagno Fausto Bertinotti, il rivoluzionario da salotto che ancora pontifica dall’alto di un decennio di successi: dall’affossamento del primo governo Prodi (i berluscanes ancora ringraziano) alla riduzione in semi-clandestinità del partito dei rifondatori che un tempo (le elezioni del 1996, vinte insieme a Prodi) si attestava all’8,6 per cento dei voti. Siamo andati anche noi, Fanny Nicola e io, per chiedergli conto di questa sua incoerenza fra parole e fatti, indegna di una persona seria. Dopo due ore di dibattito sui massimi sistemi a tratti surreale, con Pigi Battista, sì l’editorialista del Corsera, che a un certo punto ha suggerito al compagno in cachemire da dove ripartire per ricostruire una grande sinistra unita e operaista, Fanny si è permessa di alzare la mano per rivolgere - in modo pacato e civile, come piace tanto a certi nostri lettori - una domanda a Cofferati. Risposta della moderatrice: è rimasto tempo solo per qualche autografo. E dire che il comizietto bertinottiano si era concluso con l’esaltazione della partecipazione critica di ogni singolo cittadino contro i pericoli della regressione populista! Iperboli oratorie buone per l’applauso, evidentemente: la realtà è un’altra cosa. “Bella democrazia! Per questo perderete sempre!” - ha chiosato una signora in platea. A quel punto, circondati da una simpatica pattuglietta di poliziotti che per un’ora ci avevano perfino impedito di effettuare riprese in nome della privacy, ci siamo avvicinati a Cofferati per chiedergli un doveroso chiarimento e lui ha trovato la faccia solo per rimandarci a un’intervista rilasciata un mese e mezzo fa al Corriere della Sera, prima di chiudersi in macchina con quattro guardaspalle. A quel punto, consapevole di esaudire una sua richiesta, gli ho dato più volte del ciarlatano. Mi è costato, ma quando il capolista del partito chiama io non posso dire di no.
E se cercaste anche voi, gentili lettori, gli appuntamenti pubblici dov’è prevista la presenza del Ciarlatano per andargli incontro e qualificarlo come merita?

“Un pericolo per l’Italia”

Maggio 27, 2009 on 2:13 pm | In Politica, Informazione | 12 Comments

Capite perché ce l’abbiamo tanto con gli oppositori dialoganti, nonché con i sedicenti liberali del Corriere e dintorni? Capite perché li consideriamo corresponsabili del disastro? Perché in quindici anni non hanno trovato il coraggio di dire e scrivere quel che all’estero le più autorevoli testate giornalistiche da altrettanti anni dicono e scrivono del ducetto di Arcore e di questa miserabile Italietta che non alza mai la testa!
QUI trovate stralci degli ultimi articoli del FInancial Times e dell’Independent. Altro che “demonizzazione”, “giustizialismo” e “odio politico”!

QUI l’articolo del Financial Times.

QUI l’articolo dell’Independent.

Quanta fretta, ma dove corri…

Maggio 25, 2009 on 1:12 pm | In Politica | 45 Comments

Mentre Repubblica stana l’ex ragazzo di Noemi, Il Mattino pubblica le dichiarazioni del padre che, guarda caso, contraddicono le precedenti spiegazioni date dal premier sulla amicizia con la famiglia Letizia.
Gino, l’ex di Noemi, parla dei sogni di una aspirante velina che sulla sua strada incontra il gatto e la volpe, alias Emilio Fede e Silvio Berlusconi.
Non abbiamo elementi per valutare l’attendibilità della versione di Gino. Peraltro, è un pezzo che conosciamo il premier e i suoi sodali, la loro attitudine alla menzogna e il vizio di smentire le dichiarazioni del giorno prima. Inoltre abbiamo le parole di Veronica, che in tanti anni qualcosa l’avrà pur capita di quell’ometto bassino con la passione per il corteggiamento sfacciato.
Insomma, per ora solo ipotesi, “ma di Gino io mi fido un po’ di più”, visto che dall’altra parte vengono poche, confuse parole e parecchie contraddizioni. Visto che ‘l’altro’ è l’orco piduista!
E fidandoci viene il voltastomaco. Trenta o quaranta ragazze, alcune minorenni, ospiti del premier a villa Certosa. Ripetute telefonate tra una minorenne e Berlusconi, forse grazie all’interesse (professionale?) di Emilio Fede per i book fotografici. Se le cose stanno davvero così, mi domando se riusciremo a spiegare tutto questo agli adolescenti senza provare un’assoluta vergogna per aver pazientato così a lungo.
Certo è che Silvio dovrà inventarsi qualcosa, un’altra volta. La boutade populista del taglio dei deputati non ha sortito l’effetto sperato, e meno male.

Per fortuna c’è l’opposizione! Un Pd patologicamente in ritardo chiama a raccolta (è la prima volta!) Idv e Udc, che però (mica scemi) rispondono picche. Di Pietro ancora ce l’ha col Veltroniano “non manifestiamo a gratis”? Non credo. Più semplicemente non vuole condividere l’iniziativa antiberlusconiana ora che Mills e Noemi l’hanno legittimata anche tra i moderati. Non a pochi giorni dalle elezioni. Non con un partito, il Pd, dal quale vengono molti dei suoi voti recenti e al quale potrebbero tornare.
Per l’Udc il discorso è diverso, ma la variabile elettorale ha lo stesso peso. Casini si dice frenato dalla posizione del Pd sul referendum. Chi ci crede? Quando l’Udc e i suoi comitati d’affari si apriranno alla concertazione antiberlusconiana gli asini avranno le ali.
Cosa ci guadagnamo noi dai giochetti di Franceschini, Di Pietro e Casini? Assolutamente nulla. Ancora una volta i colpi di scena stanno tutti a Silvio, vergognosamente e saldamente a capo del Paese nonostante Gino, Mills e le balle di cui persino Capezzone ha ormai perso il controllo.

Franz

p.s. Qui c’era un link… che tornerà presto!

Lecco, il video

Maggio 23, 2009 on 12:05 pm | In Politica | 51 Comments


Lecco

Maggio 21, 2009 on 7:22 pm | In Politica | 22 Comments

Domani a Lecco arriva il baldanzoso ‘Gnazio La Russa, che ieri ha prontamente gridato alla sentenza a orologeria elettorale. Uscito di scena Previti, l’uomo immagine del governo è lui. Duccio e compagnia lo accoglieranno con un presidio. Tema: impunità versus repressione. QUI trovate i dettagli.

Poat acriptum

Ecco un breve resoconto di Duccio.

“Il Governo del Capo è dato - da sondaggi dalla dubbia matrice - oltre il 70% del consenso tra gli italiani. Il dissenso, nota a margine, è però puntualmente identificato, schedato, minacciato, picchiato e portato in commissariato a forza. Che poi non faccia nulla di illegale poco importa. Quel che importa e che si stia in silenzio e che si battano le mani fino allo sfinimento.

Quel che è accaduto questo pomeriggio a Lecco non è che l’ennesima dimostrazione. I cittadini non ancora arresi al Regime fatto di menzogne e soprusi e disposti a rivolgergli critiche serie, documentate, aspre ma pacifiche, sono visti come criminali. E come tutti i devianti vengono allontanati. A spintoni. A insulti.

Permettersi di contestare al Ministro La Russa il fatto che lui e i suoi colleghi “predicano sicurezza celebrando l’impunità”, “non parlano dell’immunità del loro padrone, “si dimenticano dell’Art. 3 della Costituzione” e che altro non è che membro del partito degli “ipocriti”, costa caro. Certi insulti non si possono proprio tollerare! Spintoni, una maglietta da buttare perché semi strappata, qualche gomitata e la minaccia (probabilmente fondata) di una “denuncia penale per non aver ottemperato a disposizioni della pubblica sicurezza” da parte del Vice Questore (di Lecco).

Il brutale trattamento, ben aldilà del Diritto e sprezzante del Dettato Costituzionale, va stigmatizzato e denunciato. Non è accettabile che un cittadino libero e documentato venga deliberatamente aggredito da coloro che l’ordine dovrebbero preservarlo piuttosto che turbarlo. Questa non è pubblica sicurezza: questa è repressione. Bella e buona.

Repressione imposta da La Russa stesso, quest’oggi immortalato dalla videocamera mentre ordina alla polizia: “Identificatelo! Portatelo via!”. E qualche istante dopo, mentre definisce chi lo contesta “un cretino”.

Due turisti olandesi si son presi la briga di avvicinare il criminale (me, in questo caso) e di stringergli la mano. “Da noi, certe cose succedono solo al cinema”.

La contestazione è finita con un volantinaggio contro lo slogan destrorso “Entra solo chi rispetta le regole”. E grazie, Papi che è un corruttore impunito non fa testo? Maledette toghe rosse!”.

Duccio

Scusa, ma approfitto

Maggio 21, 2009 on 4:19 pm | In Politica | 21 Comments


Carissimo Ricca,
a scriverle è il suo Presidente del Consiglio ed amico, Silvio Berlusconi. L’occasione è lo scandalo di questa sentenza di cui avrà certamente letto sui giornalacci comunisti che lei si ostina a leggere nonostante gli splendidi programmi che trasmettono le mie cinque reti (al canale comunista ci pensiamo dopo le elezioni per evitare che quelli lì parlino di lottizzazione ad orologeria). Ho dato disposizione ai servizi segreti di pubblicare anche sul suo blog (perché io so’ io, e voi nun siete un cazzo!) questo video in cui spiego esattamente come stanno le cose, contrariamente a quanto detto da quella khmer rossa della Gandus, che, mi consenta, è anche racchia. Non potevo tacere la mia innocenza, che giuro sui figli della signora Lario.
Ecco dunque, in queste pesate parole, la versione ufficiale della verità. Suvvia, Ricca, è per il bene del Paese.

Cordiali saluti, Pres. del Cons. Silvio Berlusconi, in avanzato stadio di beatificazione.

p.s. Non sia troppo duro con Telese. Sapesse quanto mi costa mantenere questi comunisti!

Il cantatore calvo

Maggio 21, 2009 on 2:21 pm | In Politica | 8 Comments


Come definire senza rischiare una querela Augusto Minzolini? Portavoce informale di palazzo? Retroscenista autorizzato? L’agiografo di un impunito? Un culturista della piaggeria? Un emiliofede calvo? O semplicemente un giornalista di successo in questi ameni tempi di governo padronale e “ciarpame senza pudore”? Scegliete voi.
Dispiace per un altro fedelissimo, Maurizio Belpietro, che era dato in pole position e forse aveva già stirato la livrea nuova, ma il prossimo direttore del tg1, al posto di Gianni Riotta, altra indimenticata schiena dritta, è Augusto Minzolini, per gli amici Minzo, per gli invidiosi detrattori: Scodinzolini. Dieci, durissimi anni di pettegolezzi di corte e notarelle insalivate al seguito dell’amato leader, da ultimo sulle rovine d’Abruzzo, gli hanno guadagnato la poltrona più ambita della Rai berlusconiana: meritatissimo riconoscimento a una lunga, canina fedeltà. Il suo primo compito sarà tirare la volata elettorale.Buon servizio Minzo! E vieni a Milano quando puoi! Ti aspettiamo con ansia per farti i complimenti di persona!

Post scriptum

Vi ricordo l’incontro pubblico di questa sera, ore 20,45, al negozio civico Chiamamilano, in largo Corsia dei SERVI, per l’appunto, con Salvatore Borsellino e chi scrive in qualità di “moderatore”, nell’ambito della Settimana contro le mafie a Milano. QUI la diretta web.

L’impunito garantito

Maggio 20, 2009 on 3:13 pm | In Politica | 49 Comments


E’ bene ribadirlo perché nessuno si faccia illusioni: Berlusconi non rischia condanne. Avendo il lodo Alfano scisso le sorti giudiziarie di corrotto e corruttore, è proprio la sentenza Mills a rendere incompatibile il collegio che ha giudicato l’avvocato inglese.
Quindi, che Berlusconi rinunci all’immunità (quando mai!) o che la Consulta bocci il lodo Alfano, si parla in ogni caso di un nuovo processo, di altri giudici, della possibilità per la difesa di pretendere che tutti i testimoni vengano risentiti. Come non bastasse, si allunga l’ombra di una prescrizione che, grazie alla ‘Cirielli’, porrà fine a tutto entro il 2010.
Ma la storia di un Paese non la fanno le sentenze, scritte o mancate. La storia la fa chi quelle sentenze le traduce in reazione civile e politica e in memoria collettiva. In alternativa possiamo lasciare che la storia la scriva lui.

Franz

QUI l’articolo di Luigi Ferrarella che spiega perché Berlusconi se la caverà comunque. (Corriere della Sera)
QUI l’analisi di D’Avanzo da Repubblica.


settimana contro le mafie

L’impunito

Maggio 19, 2009 on 3:32 pm | In Politica | 29 Comments


Il corrotto condannato, il corruttore a palazzo Chigi.
Com’era prevedibile, la sentenza di primo grado del processo Berlusconi-Mills non risparmia il corruttore, nella persona del presidente del consiglio dei ministri on. Silvio Berlusconi. Le motivazioni sono state depositate oggi a Milano. Secondo il tribunale l’avvocato Mills, che ha il torto di essere londinese, altrimenti sarebbe in parlamento, è stato corrotto da Berlusconi per testimoniare il falso in modo da consentirgli l’impunità in altri processi “o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati”. Come sappiamo, Mister B. uscì (definitivamente) dal processo, salvandosi da una condanna ancor più pesante, grazie a una legge, il famoso “Lodo Alfano”, scritta dal suo avvocato e approvata in tre settimane, come primo a fondamentale atto di genuflessione della nuova legislatura, dai suoi parlamentari su misura. Su questa legge vergogna ora gravano un referendum popolare e un procedimento di legittimità davanti alla corte costituzionale. Si annuncia una giornata di superlavoro per la servitù: divertiamoci a vedere come verrà data questa notizia (che in una democrazia imporrebbe le dimissioni del “premier”) dalle varie gazzette di regime, mettendole a confronto con la stampa internazionale. E gli oppositori dialoganti, come reagiranno questa volta? “Non siamo più la sinistra giustizialista e salottiera che eravamo prima”, disse il buon Veltroni nella conferenza stampa convocata per annunciare le dimissioni, un’ora dopo la condanna di Mills. Ora, per coerenza, da Franceschini ci attenderemmo, se non le dimissioni, almeno un mea culpa.


settimana contro le mafie

Luca Telese

Maggio 19, 2009 on 1:33 pm | In Informazione | 112 Comments

L’altra sera “Tetris”, un programma serale di La 7, ha dedicato alcuni minuti alla nostra modesta attività di videoattivismo. Conduceva in studio il signor Luca Telese, che ama definirsi “un comunista che scrive sul Giornale”. In effetti viene dall’ufficio stampa di Rifondazione Comunista. Forte di questa distinzione, sta facendo la sua strada nel mondo dei media: tiene una rubrica sulla radio pubblica, conduce un talk show su una tv nazionale. Di quelli banalizzanti e appiccicosi, senza alcun rigore di informazione e tanti ospiti che si sovrappongono e si autopromuovono. Senza avvertirmi, l’altra sera, in una puntata dedicata alla qualità dell’informazione italiana, il “comunista che scrive sul Giornale” ha mandato in onda alcuni pezzi di nostri video, mescolando a piacimento brani del dvd e di youtube, dando notizie inesatte, premurandosi di presentarmi come un tipo da prendere con le molle, in quanto rompicoglioni e un po’ folle. Poi ha dato la parola ad alcuni degli ospiti in studio, pregevoli individui come il viceministro padano Roberto Castelli, il giovin presentatore parente dell’editore David Parenzo, il deputato berlusconiano Paolo Guzzanti, fresco di pentimento ma tuttora scrivente sul Giornale padronale e percettore di robusta indennità parlamentare, la dipendente di Mediaset Cristina Parodi. Sotto lo sguardo compiaciuto del conduttore, ognuno ha potuto coraggiosamente dire la sua contro di me, in mia assenza. E il bello è che la trasmissione era tutta un richiamo al rispetto della par condicio. Che evidentemente deve valere per molti, ma non per tutti. Ho scritto al “comunista che scrive sul Giornale” per domandargli se fosse stato almeno sfiorato dalla tentazione di invitarmi dopo aver deciso di tirarmi in ballo e come fa con gli altri autori dei quali presenta i libri. Mi ha risposto così: ma sei sempre incazzato con il mondo, in fondo ti ho fatto uno spot e lo sai. Una risposta degna di un marchettaro, non di un giornalista. Sia pure comunista e scrivente sul Giornale.
Se volete chiedergli un chiarimento o esprimergli una critica, il suo indirizzo è: luca.telese@ilgiornale.it. Toni pacati, mi raccomando!

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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