Mariastella Gelmini

Giugno 1, 2009 on 3:04 pm | In Politica |


Duccio ci informa che la Questura di Lecco ha deciso di dedicargli qualche attenzione in più. Per ora ci sarebbero quattro denunce a suo carico.
Il politico frigna e parte il giro di vite. Questo il paese che s’apparecchia ai nostri occhi.
Rimanete in contatto.

41 Commenti »

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  1. ma la domanda è:perchè la denuncia? denuncia contro pensiero autonomo? Contro la libertà di applauso? mi pare dal video che non sia successo niente di penalmente rilevante se non una domanda…mah…comunque piena solidarità!

    Commento di Fab — 1 Giugno 2009 #

  2. Queste forze dell’ordine che evidentemente non sanno quel che stanno facendo, dovranno rendere conto prima o poi, sono la forza di questi politici, assieme ai creduloni.

    Commento di Francesco Caruccio — 1 Giugno 2009 #

  3. FORZA DUCCIO!!
    Grazie.

    Commento di alex — 1 Giugno 2009 #

  4. lesa maestà, trattasi evidentemente di lesa maestà…

    Commento di pamela — 1 Giugno 2009 #

  5. Gli avessi sputato in faccia (cosa sulla quale avrei concordato in ogni caso), ma gli hai fatto ‘na domanda..
    Sarebbe interessante capire per che cosa ti ha denunciato..

    Alan

    Commento di Adek — 1 Giugno 2009 #

  6. La mafia, amava ripetere lo scrittore Gesualdo Bufalino, sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari.
    Non mi pare proprio che la Riforma della minestra Gelmini vada in questa direzione, non è così? Anzi, muove esattamente nella direzione inversa così alimentando l’espansione della cultura mafiosa nella società italiana.
    I miei non-Complimenti vivissimi, Mariastella: lei passerà alla storia come la perfetta badante di un potere tirannico e mafioso, antimoderno e antidemocratico.
    Daltronde la sua biografia è perfettamente coerente con quanto sopra. Non c’è difatti niente di straordinario: tutto è comprensibile agli occhi di coloro che hanno a cuore la verità e il bene della collettività.
    Se soltanto conoscesse il significato del termine “pietas”, si dimetterebbe all’istante; ma siccome lei misconosce la materia che pretende trattare non avendo confidenza né con la teoria pedagogica né tantomeno con la didattica praticata nella scuola italiana per aver scelto, fra l’altro, le solite scorciatoie tipiche dei somari, lei non può avere gli strumenti minimi per capire/applicare le parole chiave che guidano l’evoluzione di un’istruzione pubblica ben fatta.
    E’ dunque dimostrabile che lei ignora il vero significato del ministero che ricopre; eppure osa venire a darci lezioni e sfacciatamente dal pulpito aizzare la folla!
    E noi, che non ignoriamo l’errore e la sua cattiveria, dovremmo forse tacere a questi continui soprusi?

    Commento di a.b. — 1 Giugno 2009 #

  7. Sono stanco di scrivere post e commentare. Mi chiedo quanto possa servire se poi la maggioranza degli italiani è ignorante e continua a votare questi balordi. Tra una settimana vedremo se ci sarà qualche cambiamento. Non ci conto molto.

    Commento di Globat — 1 Giugno 2009 #

  8. diceva, nel lontano 1950, Piero Calamandrei

    “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
    Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole de suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alla scuole pubbliche a alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami saranno più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
    Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alla scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
    Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950.

    Commento di alba — 1 Giugno 2009 #

  9. http://www.youtube.com/watch?v=Mj4z-kaYVTM

    PRIMA PARTE

    http://www.youtube.com/watch?v=_HpYB4M0uj4

    SECONDA PARTE

    Nessun mass media, in primis Repubblica (che, a quanto pare, qualche giorno fa ha intervistato proprio Virginia Sanjust), nè il centrosinistra, nè l’IDV parlano di un libro “Intrigo di Stato”, scritto da Michele De Lucia, che raccoglie l’agghiacciante documentazione del caso Berlusconi - Virginia Sanjust.
    Qui c’è l’esercizio di pressioni da parte del Presidente del Consiglio che disfa e fa a seconda di come gli gira. E’ coinvolto il Sisde, è coinvolta l’Arma dei Carabinieri.
    Maurizio Turco, parlamentare dei Radicali, eletto nelle file del PD, ha presentato queste tre interrogazioni che chiedono al Presidente del Consiglio e al Ministro della Giustizia di fare luce e di rispondere in Parlamento dei delicati profili di questa vicenda.
    Ecco un’analisi dettagliata della scandalosa vicenda, raccontata dall’autore del libro, Michele De Lucia, ai microfoni di Radio Radicale. (PRIMA PARTE)

    Commento di Marco da Napoli — 1 Giugno 2009 #

  10. W Piero Calamandrei!
    Grazie, maestro. Grazie, cara Alba.

    Commento di fansss — 1 Giugno 2009 #

  11. certo che il ministro Gelmini ancora deve crescere… si vede che vorrebbe fermarsi a rispondere (facendo comunque una figuraccia) ma la trascinano via ! ancora non ha capito che la tecnica oggi è quella di fare finta di niente…

    Commento di rob — 1 Giugno 2009 #

  12. ok ma duccio, andare a rivangare un fatto datato come l’esame della gelmini non mi sembra troppo furbo, hanno le risposte già pronte e collaudate…
    io avrei chiesto se è vero che nelle scuole verrà reintrodotta la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, magari con criteri arbitrari, clientelari, di raccomandazioni o di tessere partitiche o sindacali…

    Commento di enrico mezzapalli — 1 Giugno 2009 #

  13. “Se un potere dispotico s’insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse che nel passato: sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli. Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare… Vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su sé stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima. Ognuno di loro considerato in sé è come estraneo al destino di tutti gli altri… Quanto al resto dei concittadini, non li vede: li tocca, ma non li sente…”
    (Alexis de Tocqueville, De la démocratie en Amerique, 1840)

    Una denuncia non comporta necessariamente l’esistenza di un reato, ma con strumento di intimidazione generalmente funziona piuttosto bene.
    Basta saperlo. Non mollate. Mai.

    Commento di frap1964 — 1 Giugno 2009 #

  14. Faccio una premessa: non so se la riforma Gelmini servirà a migliorare lo stato della scuola italiana o meno, o addirittura se potrà fare danni. Sono pure sicuro che il povero malcapitato abbia ragione e l’indagine aperta a suo carico verrà archiviata.
    quello che io non capisco, invece, è l’utilità della domanda che ha fatto. In realtà la Gelmini sul merito della domanda fatta ha pienamente ragione. Sono avvocato, ho passato a Cagliari le forche caudine dell’esame di abiltazione e posso dire, senza tema di smentita, che l’esame (in particolar modo la parte scritta) di abilitazione è una sorta di gioco al massacro assolutamente inutile. So quale è l’obiezione: ma è giusto fare selezione. Sarei d’accordo se la selezione negli esami fosse basata su criteri oggettivi. invece, e io ne ho letti parecchi, vengono ritenuti sufficienti elaborati pessimi, scritti coi piedi. O addirittura compiti sbagliati nella soluzione o con evidenti errori grammaticali. Ho visto superare l’esame asini spaziali, gente che non apriva libri da decenni. So anche quali erano le prassi: ad esempio, non dico in quale sede, c’era la prassi di bocciare compiti senza che venissero letti dopo che si era arrivati ad un certo numero di candidati ritenuti idonei, per evitare la concorrenza di nuovi avvocati. Tutto questo, notissimo al ministero, portava alle migrazioni in Calabria, se volete pessimo esempio ma necessario. Il Ministero ha allora introdotto il nuovo esame: gli scritti non vengono più controllati nella stessa sede di provenienza ma in distinta sede. Così se Roma corregge Cagliari, cosa può interesssre ai correttori (ci sono anche avvocati nelle commissioni d’esame)di quanti avvocati in più ci saranno a Cagliari?
    Ecco spiegato perchè la questione del merito che ponete alla Gelmini è un falso problema, anzi lei ha completamente ragione (almeno sul tema merito).

    Commento di MATTEO PERRA — 1 Giugno 2009 #

  15. La critica in questo video alla polizia come : “dovranno rendere conto prima o poi” sono gratuite…. e fanno capire la limitazione, l’ignoranza e le strette vedute di alcuni individui . Un agente di polizia non puo da solo prendere una decisione , visto che prende ordini da ufficiali , e gli ufficiali a loro volta da altri….
    E da soli non possono prendere una decisione , poichè rischiono ,per un ordine non eseguito ,di perdere il lavoro con una destituzione dal corpo. E visto che anche loro hanno famiglie a carico…
    Invece di sparare critiche a destra e a sinistra, che ormai non servono più a nulla . E’ invece arrivato il tempo di agire . Tutti come Piero…
    non devono avere il tempo di respirare.

    by Lazzaro

    Commento di lazzaro — 1 Giugno 2009 #

  16. @ frap1964
    Già lo scriveva Tocquaville nell’ottocento. Un secolo e mezzo dopo siamo qui a farci prendere per i fondelli e a ripiombare nel dispotismo.

    Ma che abbiamo imparato nel frattempo..?
    A ben rifletterci, viene da piangere…

    Commento di Nicola Fumagalli — 1 Giugno 2009 #

  17. “In generale, ogni potere (qualsiasi sia la sua natura, in quali mani sia riposto e in qualsiasi modo sia stato conferito) è naturalmente nemico dei lumi [nell’originale francese, lumières]. Lo si vedrà talvolta adulare i talenti se questi si abbassano a divenire gli strumenti dei suoi progetti o della sua vanità: ma ogni uomo che farà professione di cercare la verità e di dirla, sarà sempre odiato da colui che esercita l’autorità. […]
    Non è necessario rovistare negli archivi della storia per essere convinti di questa triste verità; in ogni paese, in ogni epoca, basta guardare attorno a sé. Questa ha da essere, in effetti, l’ordine della natura; più gli uomini saranno illuminati, meno coloro che hanno l’autorità potranno abusarne e meno sarà necessario dare ai poteri sociali estensione o energia. La verità dunque è allo stesso tempo nemica del potere e di quelli che lo esercitano; più essa si espande, meno quelli possono sperare di ingannare gli uomini; più essa acquista forza, meno le società hanno bisogno di essere governate.”
    Jean Antoine marquis de Condorcet, “Cinquième Mémoire sur l’Instruction Publique” (Paris: 1791)

    Commento di fansss — 1 Giugno 2009 #

  18. Passo qui per trovare i video, e non c’è niente da fare, ogni volta mi incazzo, non tanto per i politici, che tutto sommato, teste di cazzo sono, e teste di cazzo si confermano, ma quello che mi indigna sono i rappresentanti delle forze dell’ordine. Ci fosse una volta, dico una, che capissero quale comportamento tenere.

    Commento di Andrea — 1 Giugno 2009 #

  19. intanto e’ interessante il passaggio del discorso di miss g. nel quale lei afferma che la scuola deve formare i cittadini affinche’ siano consci dei propri diritti e SOPRATTUTTO dei propri doveri. in una democrazia diritti e doveri si dovrebbero accompagnare alla pari, infatti un eccesso di doveri degenererebbe in regime mentre un eccesso di diritti ci porterebbe tutti nel paese dei balocchi.
    a parte questo, e le solite affermazioni preconfezionate e sentite ormai sino alla nausea, mi domando anch’io per quale motivo Duccio abbia ricevuto ben 4 denunce.
    e comunque tutti quegli agenti che difendono un personaggio delle istituzioni dai cittadini che gli si rivolgono dipende non dagli agenti stessi ma da chi impartisce loro gli ordini. il risultato e’ comunque avvilente. la mia solidarieta’ va a Duccio.

    Commento di Giulia M. — 1 Giugno 2009 #

  20. Le cose sono 2:
    O sta Gelmini e’ una somara incredibile ed e’ dovuta correre a Reggio Calabria perche’ la c’era modo di “passare”, oppure come lei sostiene al nord c’erano delle mafie talmente forti che non basta essere bravi per passare.
    Forse la verita’ e’ che lei era un po’ bravina (mediocre) e Raggio era piu’ facile o addirittura Reggio era corruttibile.
    Ma la ragazza si era impegnata….
    MEdiocrita’ quanto basta e sei onorevole.
    ONORE AL MERITO!!!!!!

    Commento di Domenico — 1 Giugno 2009 #

  21. Ecco ora ho capito qual’è la differenza. Se si gridano le domande nelle orecchie dei potenti si viene sbattuti fuori a calci se invece come si evince nel filmato le stesse cose si dicono pacatamente da persone civili si viene allo stesso modo buttati fuori a calci con qualche tatuaggio sul pancino giusto per non dimenticare che viviamo nel paese dei manganelli e delle percosse ingiustificate da parte delle forze dell’ordine o dei difensori “civili” di quella parte politica che ci fa tanto orrore.
    Solo orrore e violenza. Questa ci insegna la storia, grazie.

    Commento di Vincenzo — 1 Giugno 2009 #

  22. I fautori della eliminazione del valore legale dei titoli sostengono che esso ha l’effetto di
    mettere sullo stesso piano titoli erogati da università che possono avere qualità molto diverse.
    Non avrebbe senso attribuire la stessa valenza ad una laurea in Economia ottenuta presso la
    Bocconi oppure, si fa per dire, nell’università di Canicattì creata da pochi anni e quindi senza
    tradizione. Ma siamo certi che la situazione sia questa? Pretendere il possesso della laurea per
    accedere ad una qualunque posizione qualificata indipendentemente dall’ateneo che l’ha
    rilasciata non significa affatto mettere tutte le università sullo stesso piano. Significa solamente
    stabilire che il titolo richiesto costituisce il “requisito minimo” per accedere a una certa
    posizione, senza per questo dare garanzia alcuna di accesso a tale posizione. Sarà soltanto il
    concorso di accesso che, attraverso il giudizio di una Commissione a ciò preposta, stabilisce
    quale è il candidato migliore per ricoprire quel posto. E tale giudizio correttamente non
    privilegerà aprioristicamente alcun ateneo, limitandosi al giudizio sui singoli. Sarà solo la
    probabile migliore preparazione ricevuta in un ateneo “virtuoso” che potrà avvantaggiare un
    candidato che ha ivi studiato. Ma un qualunque altro candidato in grado di dimostrare analoghe
    capacità dovrà avere le stesse “chances” indipendentemente dall’ateneo di provenienza. Che la
    laurea nei vari atenei non abbia lo stesso valore, del resto, gli studenti lo sanno benissimo.

    Commento di grace — 2 Giugno 2009 #

  23. DUCCIO SEI VERAMENTE TOSTO…! YEAH…!
    (E se hai problemi con le spese legali, apri una bella sottoscrizione sul sito che partecipiamo tutti…!)

    Commento di Dario Emme — 2 Giugno 2009 #

  24. A proposito di merito, vorrei sapere dal Ministro come mai quest’anno non è stato valutato il punteggio finale dell’esame di abilitazione dei futuri insegnanti di strumento musicale nella scuola media statale!Chi ha preso 18 agli esami è stato equiparato a chi ha preso 30!
    Come mai l’insegnamento di italiano, matematica, inglese e altre materie conta 0 punti nella valutazione di questa classe di concorso contrariamente a quanto avviene per tutte le altre discipline? Forse perchè i musicisti più sono ignoranti e meglio è? O per proteggere persone che con la terza media sono entrate anni fa in graduatoria e rischiano di essere superate da chi ha più titoli? E i sindacati della scuola stanno zitti!Il merito allora varrebbe forse solo per gli alunni della scuola, ma non per tutti i docenti che vi insegnano! Se poi però pensiamo al 6 politico da dare in tutte le materie per l’ammissione all’esame di terza media si capisce che è tutta una farsa anche per gli alunni!

    Commento di sibelius — 2 Giugno 2009 #

  25. Quoto Vincenzo. e rilancio. Forse la questione dell’esame di stato posta da Duccio al Ministro era un po’ scontata (e scontata e imparata a memoria era la risposta del ministro, eh.) ma un parlamento dove sette persone decidono mille parlamentari, dove premia il merito? e le fantomatiche leggi per selezionare i meritevoli? nulla. nè la gelmini nè brunetta, nè nessun ministro di questo governo di cialtroni ha fatto una legge che sia una. promesse che non riescono a mantenere, e poi tagliano con la scure i fondi a tutto per poter dare l’elemosina alle banche e farsi fare qualche piacere da imprenditori compiacenti (e farabutti come impregilo) noi subiamo la mafia e ci passano davanti in continuazione imbecilli raccomandati mente questi qua ci insultano, ci menano e ci impediscono di chiedere spiegazioni a chi ci governa.
    e, dulcis in fundo, paghiamo il carburante ad aerei di stato che trasportano apicella e ciarpame vario.

    Commento di Antonio Lui — 2 Giugno 2009 #

  26. L’aspetto inquietante del video è la gelmini che impassibilmente risponde “perchè a Brescia non si passava”….è agghiacciante il fatto che non cerchi neanche di inventarsi qualche bugia, significa che non se ne vergogna neanche

    Commento di Marco Lardera — 2 Giugno 2009 #

  27. Duccio, sono da sempre un sostenitore di Piero e tuo, ed ammiro coraggio e spirito critico. Spero non te la prenderai se stavolta sono io, un tuo sostenitore, a dover criticare te. La Gelmini, come ogni ministro del Governo Berluschino ha fatto, fa e fara’ tantissime sconcezze alle quali non ti sara’ faticoso appigliarti per massacrarla a suon di domande. L’esame a Reggio Calabria e’ un bel granchio, un attacco fatto tanto per fare senza nemmeno sapere di che si parla. O peggio (e spero non sia questo il caso) sapendolo e sputando il veleno della malafede: tanto che ne sa l’utente medio del blog o di youtube di cosa vuol dire diventare avvocato… io sono abilitato, ho passato l’esame in una sede tostissima, con percentuali di promossi del 20-30 percento. Tutti gli anni piu’ o meno lo stesso numero di promossi. Coincidenze? Raggiungimento quota limite di potenziali concorrenti (chi coregge l’esame e’ un avvocato, dunque interessato a limitare la concorrenza)? Boh. So di certo che il fatto che io abbia passato l’esame in una sede difficile indica che non e’ meritocratico, perche’ non sono mai stato un drago, e perche’, negli anni, sono stati bocciati colleghi molto piu’ preparati di me. E guarda che lo stesso fenomeno riguarda quasi tutte le sedi… Trieste promuoveva il 20%, Bologna il 40-50%, Reggio il 70%, Catanzaro il 90%. Un percentuale troppo alta mi puzza quanto una troppo bassa. Se ti bocciano senza nemmeno leggerti il compito (non sono obbligati a esprimere un giudizio completo, basta una valutazione numerica - anche a caso - senza commenti!) non ti viene il dubbio che forse l’esame non sia meritocratico comunque, e che, se tale deve essere, forse e’ meglio andarlo a sostenere dove la possibilita’ di passarlo e’ migliore?

    Commento di David — 2 Giugno 2009 #

  28. Rino, chi ci manca sei tu!!!

    complimenti ragazzi, come al solito grandi…

    Commento di VE — 2 Giugno 2009 #

  29. ma non è che duccio o piero o altri hanno sempre ragione!!! critica ragazzi, critica…non solo applausi! la gelmini è una delle poche che si salva e voi la contestate inoltre nemmeno con un discorso serio; è un poltico giovane che vuole cambiare le cose è sincera….ma cosa volete??? spero x l’italia che amo tanto che nn salga al governo questa sinistra se no è la fine…diventiamo l’albania…

    Commento di matteo — 4 Giugno 2009 #

  30. Ok, d’accordo, sono con te, ma non puoi attaccarti sempre solo a sti cazzo di esami a reggio calabria.
    Contestagli qualcos’altro.

    Commento di Gianni — 4 Giugno 2009 #

  31. Solo una cosa condivido di quello che ha detto la Gelmini: l’abolizione degli albi professionali, dei quali soprattutto alcuni sono ricettacolo di sedicenti professionisti che si arrogano competenze che assolutamente non hanno. Sono invece contrario all’abolizione del valore legale del titolo di studio: basta con i dottor Valentino Rossi che non hanno mai dato mezzo esame eppur son dottori lo stesso nonchè “modelli di contribuenti” quando pagano 1/7 di ciò che devono al fisco mentre chi dichiara tutto dalla A alla Z paga sempre più tasse.

    Commento di Ivan — 4 Giugno 2009 #

  32. Quando si dice la faccia come il culo. La scuola pubblica non ha una lira e a quella privata hanno dato 120 milioni ad aprile.

    Commento di Garapod — 5 Giugno 2009 #

  33. cribbio! ma ha lo stesso tailleur rosa di marge simpson, non posso credere ai miei occhi! …e anche le mediocrità sembrerebbe la stessa…

    Commento di alessandro — 5 Giugno 2009 #

  34. Leggendo questo blog ho l’impressione di essere caduto in un pozzo di rancorosa stupidità. Devo uscirne subito per respirare un po’ d’aria pulita!! Ma chi siete?

    Commento di Italo — 10 Giugno 2009 #

  35. “Una volta succedeva così: che la metà che entrava nella carriera universitaria era competente, l’altra metà raccomandata. Con queste riforme invece, data la riduzione di investimenti e di assunzioni e la base culturalmente risibile di chi opera le riforme e che ripugna la libera riflessione in tutela dei propri bassi interessi, si vedranno sempre più raccomandati e sempre meno meritevoli a fare ricerca nelle nostre facoltà”. Carlo Sini, il più grande filosofo italiano vivente.

    Commento di Paolo — 20 Giugno 2009 #

  36. GELMINI, si vergogni , lei che è senza merito ( senza papi dove sarebbe ? )
    vuole pretendere il merito nella nostra scuola pubblica .
    Se ha un po’ di dignitò vada a casa…

    Commento di PAPI — 11 Settembre 2009 #

  37. Non ha tutti i torti la Mariastella, a proposito degli esami per entrare negli ordini professionali, molto spesso sono delle beffe!

    Commento di Marco — 19 Settembre 2009 #

  38. se lo faccia dire sta rovinando il futuro di noi giovani. ma chi si crede di essere brutta befana che non e altra

    Commento di lino — 21 Settembre 2009 #

  39. Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”

    Commento di Maurizio — 4 Ottobre 2009 #

  40. Maledetta! Come si permette anche solo di parlare di istruzione? Lei che parla di abolizione degli ordini professionali? Baldracca! Così poi dovremo fare tutti a pugni in strada per ottenere un posto di lavoro. Imbecille! Meritocrazia un cacchio. Questa si chiama lobby politico-economica.

    Commento di Mario — 8 Ottobre 2009 #

  41. Hey?Chi è stò Duccio?Vorrei vedere Lui a dirigere uno spinoso Ministero dell’Istruzione.Poi pochi contenuti particolari,sono deluso dai vostri commenti,ma una cosa lasciatemela diri:limitatevi con Le parolacce non siamo mica al mercato.E’ segno di perfidia.Ciao.Continui così Ministro e buon lavoro!

    Commento di Ferrari Gregorio — 24 Ottobre 2009 #

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