A cena prima del giudizio

Giugno 29, 2009 on 5:26 pm | In Politica |

Siamo alle solite: il giudice buono è quello che si fa scrivere la sentenza dall’avvocato previo bonifico estero su estero, o invita a cena l’imputato alla vigilia del giudizio. Gli altri sono toghe rosse: da ricusare, “da estirpare come un cancro”, da additare alla pubblica riprovazione.
A fine maggio il giudice costituzionale Luigi Mazzella non s’è fatto scrupolo di invitare a cena a casa propria Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, come rivela - non smentito - un articolo di Peter Gomez sull’Espresso in edicola. Tra gli invitati anche un secondo giudice costituzionale, Paolo Napolitano, insieme a Carlo Vizzini (fresco indagato per corruzione) e Gianni Letta. Durante la cena si sarebbe discusso, secondo il retroscena dell’Espresso, anche di una bozza di riforma della funzione del pubblico ministero. In casa mia invito chi voglio, ha commentato Mazzella, e sono amico di tanti politici di ogni colore. Come dubitarne? Si è trattato di un normale incontro fra alte cariche, ha minimizzato l’avvocato Ghedini. Ma un’alta carica, in questo caso, è giudice dell’altra. Il 6 ottobre infatti la corte costituzionale è chiamata a giudicare la legge Alfano, approvata per l’impunità del presidente del consiglio. Una legge che fa a pezzi il principio di uguaglianza, proprio come la precedente legge Schifani, cancellata dalla consulta nel gennaio 2004. Con quali garanzie di imparzialità giudicheranno quei due suoi membri che si intrattengono in ritrovi privati con l’Impunito (il cui futuro politico è in buona parte appeso a quella sentenza) non rinunciando al ruolo di consiglieri governativi?
Inutile dire che la notizia della “cena segreta” fra Berlusconi e i suoi giudici-consiglieri non ha sollevato grandi inquietudini presso la pubblica opinione ed è stata ripresa soltanto da un pugno di giornali. Oltre all’Espresso, Repubblica, Unità, Manifesto e poco altro.

Propongo di inviare questa lettera al presidente della corte costituzionale, Francesco Amirante. QUI lo spazio per le lettere sul sito della corte. Meglio ancora mandargliela per posta. L’indirizzo è: Presidente Corte costituzionale - piazza del Quirinale - Roma.

Come cittadino desidero esprimerLe direttamente tutta la mia perplessità per la vicenda dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella a cena in una casa privata con Berlusconi. Ritengo il fatto grave per la credibilità dell’istituzione che rappresentano e per il giudizio che la Corte è chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalità della legge Alfano. Sia chiaro: che un giudice costituzionale si incontri con il presidente del consiglio e il ministro della giustizia in sè non è cosa anomala. Il punto è che l’attuale e gravemente anomala contingenza di un governo presieduto da un imputato di corruzione che è riuscito a sospendere i suoi processi grazie a una legge scritta dal suo avvocato, dovrebbe indurre tutti, e in primo luogo i rappresentanti delle autorità di garanzia, a una maggiore prudenza e a un più alto senso, formale e sostanziale, della propria funzione. Penso che questi due giudici - intrattenutisi con il presidente del consiglio e con il ministro della giustizia anche per discutere di bozze di riforma in materia di giustizia, come si apprende da non smentiti articoli di stampa - dovrebbero rassegnare le dimissioni.

28 Commenti »

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  1. MA CHE PALLE RAGAZZI!!!!!

    ORA NON SI PUO’ INVITARE A CENA NESSUNO ALTRIMENTI CI SCRIVETE UN ROMANZO FANTASY!

    Commento di PSICO NANO MAGNACCIA — 29 Giugno 2009 #

  2. Usarò un vecchio e banale modo di dire, ma è ciò che penso:

    il silenzio di Napolitano è assordante

    Commento di Stefano D'Angella — 29 Giugno 2009 #

  3. … ma perché non rientri nel cesso e tiri finalmente lo sciacquone, psicopatico sopra che non sei altro?
    qui sei fuori luogo, vade retro!

    Commento di fansss — 29 Giugno 2009 #

  4. Uau, hanno già la casella piena perchè la mail mi è tornata indietro. Oppure non la leggono mai..

    Commento di Stefano — 29 Giugno 2009 #

  5. Di Pietro ha lanciato DIRETTAMENTE DAL SUO SITO una raccolta di firme per obbligare a dimettersi i due giudici della consulta che dovranno decidere sul lodo Alfano e che sono andati a cena (segreta) con “l’utilizzatore finale” FIRMIAMO TUTTIIIII.

    Commento di paolo — 29 Giugno 2009 #

  6. mi dovete spiegare come potete formare delle coscienze se al sud internet fa schifo. Emilio Fede in mezz’ora di TG4 fa quello che internet non riesce in 2 giorni, come la mettiamo con tutti quelli come mio padre mia madre non lo conoscono. C’è bisogno della piazza x un paese del terzo mondo come l’Italia. Non do nessun contributo all’articolo, xchè so solo quello che leggo e che voi gia raccontate meglio di quanto possa fare io. Bravo Piero.

    Commento di mammolo — 29 Giugno 2009 #

  7. Terribile. Assurdamente terribile. E lo spettro della nuova P3 si fa sempre più presente. Ho mandato anch’io la mail, ma è tornata indietro col messaggio “Mailbox full or quota exceeded”.

    Commento di Filippo — 29 Giugno 2009 #

  8. Hanno già risposto. Ciascuno invita chi vuole a casa sua. E il Presidente del Consiglio direi non fa eccezione. Quanto alla Corte, non dimentichiamo che i giudici giudicanti sono 15 (quindici). Devono inoltre giudicare la legittimità costituzionale del Lodo Alfano, non fare un sondaggio pro-contro Berlusconi. Se non basta, ricordiamo che la sentenza di corruzione a cui si allude nel testo è frutto di un giudizio di tre giudici di cui uno (Nicoletta Gandus) è stato ampiamente documentato essere su posizioni ostili e pregiudiziali nei confronti dell’imputato. E lì non c’erano 15 giudici, ma solo 3 (lei era la Presidente). Perché nessuno dice queste cose (per completezza?). Mah.

    Commento di Marco — 29 Giugno 2009 #

  9. Fatto qui, fatto sul sito di Di Pietro .
    Se necessario vado anche a consegnare la lettera di persona a Roma .

    Ora basta mi passa persino la voglia di continuare a lavorare … e che schifo!

    Commento di Gaetano — 29 Giugno 2009 #

  10. Marco Marco… giusto per completezza (come dice lei). A proposito di Nicoletta Gandus è stato ampiamente documentato esattamente il contrario di quello che dici lei. Non si capisce se lei e’ uno di quegli “italiani furbi” che ci fa, o di quelli “ingenui” che ci e’. In entrambi i casi non fa bella figura. Saluti.

    Commento di Giovanni — 29 Giugno 2009 #

  11. che diplomatico che sei, Piero.

    Commento di alba — 29 Giugno 2009 #

  12. appena inviata ! ciao Piero

    Commento di Antonio Buffo — 29 Giugno 2009 #

  13. Tornata indietro! Mailbox piena….

    Commento di Antonio Nebbia — 29 Giugno 2009 #

  14. Per mammolo: anche al nord esistono questi problemi. Anche se internet funziona, molti non usano internet (soprattutte le fasce comprendenti gli anziani), quelli che lo usano (soprattutto giovani), di solito non lo usano molto per informarsi….
    Magari potresti stampare gli articoli, gli interventi e i volantini che ti interessano e diffonderli “manualmente”, invece di puntare su internet.
    Io e altri ragazzi ci stiamo organizzando per i volantini, alcuni sono già stati fatti e già diffusi (durante gli Agorà con Ricca, ma anche al mercato).
    Se vuoi possiamo rimanere in contatto

    Commento di Camilla — 29 Giugno 2009 #

  15. Mandato, con incazzatura allegata.

    Commento di David Ross — 29 Giugno 2009 #

  16. Non capisco l’ultimo appello del presidente Napolitano che ha esortato la politica ad un abbassamento dei toni e ad una tregua delle polemiche.
    Di quali polemiche parla? Le inchieste di Bari o la cena a casa del giudice costituzionale Luigi Mazzella insieme ad Angelino Alfano e Silvio Berlusconi sono polemiche o è informazione?
    Strano, molto strano durante la guerra il nostro presidente Napolitano non si è tirato indietro dalla lotta, ma forse ora si è dimenticato o forse fa parte di quel establishment che ha sempre cercato di calmare e veicolare ogni movimento di protesta

    Commento di dario — 29 Giugno 2009 #

  17. Il presidente della corte costituzionale si chiama Francesco Amirante, senza “L”. Se il nome fosse stato Almirante l’impresa sarebbe stata temo altrettanto ardua. Ma una letterina a questi non gliela toglie nessuno. Aderisco. Ciao!

    Commento di cristian — 29 Giugno 2009 #

  18. Evidentemente questi non sono tra i “giudici ideologicizzati che sono una metastasi della nostra democrazia”.
    http://www.youtube.com/watch?v=oQSXLKfJlRc
    Silvio Berlusconi usa darsi del “noi” quando parla. Ovviamente parla della sua democrazia, ovvero ciò che intende lui per “democrazia”
    Chi saranno i prossimi invitati?
    I terremotati in Abruzzo?

    Commento di Marco Perego — 29 Giugno 2009 #

  19. Amici del blog,

    sabato 27 ho invitato i miei lettori a fare la stessa cosa. Scrivere.

    http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/06/cena-con-papi.html

    [non utilizzate la mail fornita dal sito della Consulta, non funziona, ma bensì il campo apposito, quello segnalato da Piero]

    So che una mail non è abbastanza, in molti me lo hanno fatto presente. Certo che intasare con centinaia di migliaia di lettere i pc della Corte sarebbe di certo un ottimo primo passo …

    Ma bisogna fare di più. L’attenzione dei media, quel flebile segnale di dissenso durato mezza giornata, è già ampiamente scomparso.

    Giudicati e Giudicanti, tutti allo stesso tavolo, “io a casa mia invito chi voglio e parlo di cosa voglio”, si difende il Padrone di Casa.

    In Spagna per una vicenda molto meno torbida il Ministro della Giustizia s’è dovuto dimettere, consigliato da Zapatero ed incalzato da uno sciopero della Magistratura senza precedenti, che ha svuotato le aule dei tribunali per una settimana intera.

    Per quel che mi riguarda (e molti con me) ho chiesto ai Giudici “Non Cenanti” di prendere immediatamente le distanze dai Mazzetta vari, e chiederne naturalmente le dimissioni.

    La Corte Costituzionale è un istituto altissimo, ricopre all’interno del nostro ordinamento una funzione chirurgica: la sua condotta deve rispettare canoni di massima Trasparenza, Imparzialità, Rigore, la sua condotta non può permettersi macchie. Nè silenzi.

    Ma i silenzi sono già cominciati, e già pesano come macigni.

    Wn
    nonleggerlo@gmail.com

    Commento di Wil Nonleggerlo — 29 Giugno 2009 #

  20. Siamo ancora in una Repubblica? Anche indignarsi ormai è troppo poco…come può l’Europa accettare un simile regime?

    Commento di Valerio — 30 Giugno 2009 #

  21. La spudoratezza di un giudice che invita appena prima una sentenza la persona che deve giudicare e che alle domande dei giornalisti risponde “In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio”
    è inquietante.

    Il tentativo di intaccare l’ultimo sistema di controllo al governo rimasto integro è l’anticamera alla dittatura.

    Commento di dario — 30 Giugno 2009 #

  22. Sarebbe ora che cacciassimo via questa gente che getta discredito sulla Corte Costituzionale, sulla Magistratura, Sul Presidente della Repubblica, Sul parlamento e sul Governo.
    Il Dott. Mazzella crede che siamo degli imbecilli quando dice “Io in casa mia invito chi mi pare…” in casaa tua, caro dott. mazzella, inviti chi ti pare fintantoché non è qualcuno su cui direttamente o indirettamente, devi giudicare…
    Siete senza la minima VERGOGNA.

    Commento di Antonio C. — 30 Giugno 2009 #

  23. IN RIFERIMENTO ALLA CENA BERLUSCONI&GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE ABBIAMO CHIAMATO LA SEGRETERIA E L’UFFICIO STAMPA DEL PRESIDENTE DELLA CORTE TROVATE TUTTO SUL BLOG ; informazionedalbasso

    DOBBIAMO FARCI SENTIRE , DEVONO ASCOLTARCI!

    Commento di paolo papillo — 30 Giugno 2009 #

  24. x Camilla , al sud anche se viene l’aviazione è butta giu quintali di volanti non cambia nulla. Ci posso provare ma non so come mettermi in contatto con te.
    PS io seguo da poco Piero, è un grande , io non avrei il suo coraggio.

    Commento di mammolo — 30 Giugno 2009 #

  25. Indovina chi viene a cena…

    Quando un giudice che rappresenta una delle più alte istituzioni dello Stato, "La corte costituzionale" invita a una cena privata, una delle parti in causa in un procedimento in corso, segna la fine della dignità dell’istituzio…

    Trackback di Il Vascello — 1 Luglio 2009 #

  26. X IL VASCELLO:
    INVECE LA GANDUS è DIGNITOSA…AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAHA

    MA VA!!!!

    Commento di CIUB — 2 Luglio 2009 #

  27. Vabbe’ Piero, questa cosa e’ di una gravita’ inaudita ma si capisce solo se sei un giurista (o un informatico, che sembrera’ strano ma abbiamo molto in comune con i giuristi)… io ho notato che nella “sfera parallela laica” non c’e’ la benche’ minima percezione di come sia fatto un processo… una scatola chiusa rigidamente affinche’ il giudice possa ascoltare solo il suo libero convincimento usando delle procedure pensate proprio per sterilizzare il procedimento giudiziale da qualunque contaminazione come una cena con l’imputato. A me un giudice non mi ha fatto parlare nella causa di separazione dei miei… appena ho iniziato ad aprire bocca - su suo invito, e sono andato li’ a cercare di parlare perche’ aveva giudicato anche me mettendomi nei guai senza nemmeno avermi mai visto… tra l’altro non si capisce come si permetta di giudicare me quando l’oggetto della causa e’ una separazione tra altre due persone - mi ha zittito “cosi’ lei mi mette nei guai, non si puo’ procedere cosi’, se vuole intervenire intervenga nel procedimento” (e a nulla e’ servito farle presente che in quella fase del proedimento potevo intervenire solo ad adiuvandum o dell’uno o dell’altro… contro cioe’ o mia madre o mio padre). Figurati una cena, o addirittura una frequentazione piu’ longeva, quanto e’ fuori dal vasetto… ma se non hai ben chiara la logica che da’ forma ai processi (teoricamente buona, praticamente effimera… il software e’ un conto, una macchina fa tutto e solo cio’ che e’ scritto nel codice… un conto e’ un calcolatore quantistico comunemente chiamato cervello, ha un indice di probabilita’ che lo rende perfettamente capace di eludere qualunque regola formulata da un altro cervello!).

    Commento di mfp — 3 Luglio 2009 #

  28. Possono, come pretende Mazzella, i rapporti tra un giudice costituzionale e Berlusconi essere gli stessi che intercorrono tra comuni cittadini? Vediamo.
    La carica di giudice costituzionale e’ la piu’ lunga prevista dal nostro ordinamento, 9 anni, 2 piu’ del presidente della Repubblica, e non e’ un caso: e’ una durata che intende escludere ogni rapporto di responsabilita’ politica. E’ poi corredata da immunita’ e da un trattamento economico che libera il giudice da ogni necessita’ materiale e, dato il non propriamente modesto importo (416 mila euro annui lordi nel 2008), si presume da ogni altra tentazione.
    Tutto questo apparato di garanzie serve perche’ la Corte di cui il giudice fa parte vigili in assoluta indipendenza e al di sopra di ogni sospetto sulle leggi del Parlamento: nel caso non rispettassero la Costituzione, la Corte ha il potere di toglierle letteralmente di mezzo.
    Per un giurista e’ un ruolo di enorme prestigio, ma che, d’altro canto, esige totale dedizione e irreprensibilita’. Un giudice costituzionale deve essere come un monaco.
    Dall’altra parte Berlusconi non rappresenta soltanto uno dei poteri sui quali la Corte Costituzionale esercita il suo controllo, in quanto il governo formula leggi che fa approvare a colpi di fiducia dal Parlamento, ma e’ notoriamente interessato alla questione di costituzionalita’ del cosiddetto lodo Alfano, la legge che gli sospende i processi e verra’ esaminata ad ottobre dalla Corte (la maggior parte dei costituzionalisti la considera illegittima).

    I loro rapporti non possono evidentemente essere gli stessi che intercorrono tra comuni cittadini perche’ suscitano sospetti sull’indipendenza della Corte e dunque attaccano il cuore dello stato di diritto, per il quale il potere stesso deve essere soggetto a controllo: e’ vergognoso che Mazzella getti fumo negli occhi dell’opinione pubblica spacciandosi per un italiano qualunque che in casa sua fa quello che gli pare. Ma prego: che si dimetta e rinunci ai benefici della carica.

    Approfondimento

    Il trattamento economico (e non solo) dei giudici costituzionali
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Alla-corte-dei-privilegi/2024223//0

    Commento di glo' — 3 Luglio 2009 #

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