La coscienza di Pecorella

Agosto 5, 2009 on 8:33 pm | In Politica |

Non sempre la menzogna la fa franca. Non succede quando chi conosce la verità ha il coraggio di farsi sentire.
Lasciato solo perfino dai suoi, pungolato dalle critiche (da quelle di don Ciotti, che si è recato apposta a Casal di Principe, a quelle, altrettanto dure, del magistrato che condusse l’accusa al processo per l’omicidio del prete anticamorra), pur con i soliti distinguo avvocateschi Gaetano Pecorella ieri ha dovuto scrivere una lettera di pubbliche scuse ai genitori di don Peppe Diana. La prossima volta - si spera - rifletterà più a lungo prima di gettare fango sulla memoria di un martire della lotta alla mafia. Perché l’ha fatto? Quel che non è venuto fuori dai numerosi articoli di stampa (lo ricorda oggi Nando dalla Chiesa sull’Unità) è che in quel modo l’onorevole Pecorella pensava di trarsi d’impaccio di fronte alla domanda del nostro amico Alessandro, relativa all’incompatibilità morale che in una democrazia rispettabile dovrebbe sussistere fra il ruolo di presidente della commissione giustizia della Camera e quello di avvocato difensore di un boss della camorra. Stressato da una domanda fuori programma, nella quale ha poi creduto di vedere “un tranello” studiato a tavolino dai suoi nemici, l’onorevole Pecorella ha dapprima usato l’arma dell’insinuazione velenosa (che volete da me, in fondo anche quel prete era un poco di buono) e poi ha querelato i suoi interlocutori, che nella lettera di scuse si ostina a definire ignoranti totali dei fatti. Una seconda lettera di scuse a questo punto sarebbe obbligata: per Alessandro e Dario, che non sono violatori della privacy né esecutori di un agguato e - come s’è visto - della storia di don Diana conoscono l’essenziale e dunque sono stati in grado di smentire le false accuse dell’ex avvocato del suo assassino. Quel che sui giornali non è emerso a sufficienza è la notizia della querela, con la polizia mandata all’alba a sequestrare una innocua cassettina a casa di un ragazzo colpevole soltanto di difendere la verità. Vedremo se l’avvocato Pecorella avrà il buon gusto di ritirare la denuncia rassegnandosi all’idea che la pessima figura che ha rimediato, imputabile solo e soltanto alla gravità di quel che ha detto, merita da parte sua un esame di coscienza, non un’indagine penale. Tanto più che dichiarazioni come quella per cui ha dovuto poi scusarsi rischiano di risultare messaggi convergenti con gli interessi di pericolose organizzazioni criminali, peraltro molto attive in quel business dei rifiuti cui il parlamento ha dedicato una apposita commissione di inchiesta affidandone la presidenza proprio all’onorvole Pecorella. Glielo ripeteremo a tu per tu, confidando nell’assenza della moglie, quando ci ricapiterà di averlo a tiro di voce, e di telecamera.
Ringrazio intanto tutti coloro che, prendendo posizione pubblicamente, hanno impedito che l’offesa alla memoria di don Diana passasse sotto silenzio.

9 Commenti »

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  1. caro Piero scusa il fuori tema, ma e’ solo per chiederti di mettere la possibilita’ di taggare i tuoi articoli su facebook ecc. in modo semplice (forse si puo’ gia’ fare ma per gli ignoranti del pc come me sarebbe piu’ facile un semplice tastino tipo quelli di youtube…)
    non servira’ a molto ma io uso l’inutile facebook per diffondere un po’ di informazione, visto che purtoppo mi sono resa conto che tra i miei “amici” ci sono persone che vivono su marte, altri completamete senza coscienza. pero’ mi diverto a stuzzicarli un po’, chissa’ che prima o poi qualcuno si svegli…
    grazie

    Commento di nonsenepuopiu — 6 Agosto 2009 #

  2. Il sig. Pecorella è na vera pecora che bela nel gregge di Berlusconi: ovvero, quando il nome racchiude l’essenza di una cosa.

    Commento di fansss — 6 Agosto 2009 #

  3. Le scuse del Pecorella…

    Pecorella infanga Don Peppino Diana – sacerdote ucciso per il suo impegno contro i clan camorristi – e poi si scusa. Come se non avesse detto ciò che pensa. Per chi nutrisse dubbi sui gusti dell’avvocatello del berlusca, ricordo che …

    Trackback di mazapegul — 6 Agosto 2009 #

  4. Solo per quanto riguarda il discorso relativo a Don Diana, penso che Pecorella sia stato meno IPOCRITA di tutti,anche se alla fine per la sua posizione e visto che si parlava di un defunto ha fatto bene a scusarsi con la famiglia. Comunque non sò cosa abbia fatto questo prete nella concretezza dei fatti per meritare di morire assassinato?
    L’ignoranza brutta bestia…

    Commento di A.A — 6 Agosto 2009 #

  5. …ogni tanto gli scappa di farsi vedere per quelli che sono…

    Commento di pamela — 7 Agosto 2009 #

  6. L’avv.Pecorella ha fatto bene a scusarsi, anche perchè i famigliari non sanno bene cos’ha detto, ma voi dovreste vergognarvi di averlo ripetutamente esposto alla pubblica lapidazione. Ma voi siete democratici, lo scordavo, chi vi pesta i piedi deve morire!!

    Commento di Moreno — 7 Agosto 2009 #

  7. Caro Moreno,
    Non credo proprio di dovermi vergognare per aver giudicato il sig. Pecorella sulla base dei suoi ostentati e recidivi comportamenti da volgare prepotente di bassa lega.
    Ti ricordo, in particolare, che le scuse alla famiglia di Don Peppe Diana derivano dall’aver il Pecorella medesimo infamato un uomo infinitamente giusto per mezzo di argomenti e parole tipiche del linguaggio mafioso, per mezzo cioé della più vile menzogna.
    Informati, ti prego, prima di sparare parole a vanvera.
    Se ti fossi informato correttamente, infatti, avresti appreso che soltanto in virtù di reazioni DEMOCRATICHE sollevatesi da più parti contro questo scempio di menzogne, questo omuncolo piccino piccino perché senza dignità e senza coscienza alcune è stato costretto a scrivere due righe per salvare l’apparenza. Retromarcia, si chiama questo comportamento infantile e meschino, altro che serietà come si conviene a chi svolge un ruolo pubblico!
    Così facendo, lo stesso avvocato Pecorella ha cercato di riparare il riparabile, ma la sostanza è rimasta intatta agli occhi dei sani di mente: si tratta di vigliaccheria bella e buona e chi sa distinguere il giusto dall’empio lo sa bene.
    In generale, é mia buona abitudine informarmi bene prima di formulare un’opinione su un evento perché conosco quanto sia fuorviante e devastante ragionare per pre-giudizi, guaio in cui, ahimé, sembra sia caduto anche il tuo commento poco educato e infuocato.
    Che si vergognino casomai le persone che agiscono in modo equivoco come il sig. Pecorella, che si permette di sprezzare l’articolo 21 della Costituzione insultando e querelando i cittadini esercitanti il loro legittimo diritto di critica; altro che lanciare strali contro le persone democratiche e indignate come me, caro Moreno!
    Dammi retta, comincia a ragionare con proprietà ed esponiti soltanto quando hai le idee veramente chiare, che è meglio anche per chi ti sta vicino.
    W Don Peppino Diana!
    Abbasso con tutte le mie forze civili l’avvocato Gaetano Pecorella e tutti i suoi cloni!
    Con profonda tristezza,
    AB

    Commento di a.b. — 8 Agosto 2009 #

  8. Io non devo difenfere alcuno neppure l’avv.Pecorella ed il mio pensiero,libero, vale quanto il tuo. Quindi non dare a me lezioni di democrazia e non assurgere a giudice di tutte le opinioni e delle persone che le esprimono. Pecorella è stato “accerchiato” mdiaticamente, come di solito si fa con le prede ed è stato costretto, secondo me, a precisare il suo pensiero su Don Diana, veramente vittima anche in questa vicenda,che non aveva potuto fare in quella trasmisisone televisiva, per questo ho detto che ha fatto bene a scusarsi con i famigliari. Io non offendo nesusno, fosse anche il mio peggior nemico, mentre vedo che tu hai molta dimestichezza con gli aggettivi, soprattutto quelli dispregiativi. Quello, invece, che chiedo è come fa il sig.Dalla Chiesa a sedere vicino ad una persona del calibro di “don ciamcimino”, questo sì vero “ominicchio” e non chiedergli chi ha ucciso suo padre, anzichè arzigogolare intorno alle fesserie. Ma alle volte è anche vero,che i figli non somigliano ai padri.

    Commento di Moreno — 10 Agosto 2009 #

  9. Caro Moreno,
    Che brutta la tua riflessione su Nando, che io non a caso stimo per il suo impegno pubblico, le sue trasparenti azioni politiche, la sua figura professionale. Nando, il medesimo che io seguo da anni per le parole sempre chiare, per la coerenza nel tempo, la sua resistenza civile evidente, per la sua storia familiare da assolutamente rispettare (mio Dio!), la sua linea di lotta alla mafia mai equivoca.
    Ora ti chiedo: Perche’ non approfondire la cosa che ci ha messo necessariamente in contatto? Ovverosia, il caso “Pecorella”? Perche’ eviti il confronto con me fino in fondo e decidi invece di svicolare su altri nomi? In tal modo, hai preso una buccia di banana e sei scivolato come in una barzelletta…
    Forse fa male sapere che l’avvocato in questione ha, viceversa, una biografia non proprio limpidissima tutta giocata sul gioco delle tre carte e basata su strategie non proprio consoni al rispetto delle regole costituzionali?
    Mi congedo da questa discussione che e’ giunta a mio avviso ad un punto morto e non piu’ stimolante dicendo che a me non piace perdere tempo con chi lancia il sasso e poi ritira il braccino, a me non piacciono le persone che usano le parole in liberta’ e ignorano il potere dei simboli. Per questo, purtroppo “vivacchio” in quest’Italia a soqquadro; provo un disagio crescente e, forse, me ne andro’ se trovero’ l’occasione per lo strappo definitivo.
    Troppo difficile da capire? Peccato, non sta a me aprire il cervello a chi non vuole capire. Se ai tuoi occhi il Pecorella e’ una candida “preda”, proprio una pecora (!) senza mezzi per difendersi davanti al lupo; beh, a me, invece, guarda un po’, in questo gioco delle parti il medesimo mi pare di piu’ un cacciatore spietato, che non disdegna in ogni occasione di ferire la Costituzione e, di conseguenza, non perde tempo a corrodere dal di dentro il corpo del nostro misero Paese si’ da ridurlo a brandelli.
    Questo nostro modesto dibattito si riduce cosi’ ad una semplice questione di punti di vista sui continui rovesciamenti attuati con arte nella realta’ di tutti i giorni. In questi disegni perversi io riconosco una professionalita’ e un’astuzia che hanno del demoniaco perche’ si fottono del bene comune.
    Ti lascio ricordandoti che e’ detto nel linguaggio popolare con infinita saggezza e chiarezza che non c’e’ peggiore cieco di chi non vuol vedere, ne’ peggior sordo di chi non vuol capire. Per quano mi riguarda, la mia posizione e’ chiara: io sto con chi crede che la bellezza sta nella varieta’ delle espressioni vitali, non gia’ con chi vuole che tale espressione di liberta’ naturale sia soffocata, censurata, negata financo annichilita.
    De gustibus, mio caro, addio!
    Con rinnovata tristezza,
    AB

    Commento di ab — 11 Agosto 2009 #

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