L’antimafia dei fatti - il caso Fondi

Agosto 17, 2009 on 2:08 am | In Politica |


Ferragosto senza bandana. Ventesima passerella in Abruzzo e conferenza stampa al Viminale, a spasso tra le inquadrature dei cinegiornali raiset, per rassicurare il popolo dell’audience che il capo è sempre al lavoro per il bene dei sudditi. Altro che maldicenze sui festini con le escort! Rubando la scena a Maroni (che finalmente s’è accorto che i reati di maggior allarme sociale sono in calo, ma non - come dice lui - da soli 14 mesi, se è lecito ricordarlo in epoca di caccia al clandestino: ne riparleremo), al Viminale il “premier” ha promesso un grande piano per la lotta al crimine organizzato, “l’antimafia dei fatti contro l’antimafia delle chiacchiere”. Subito dopo, per rafforzare il concetto, ha dichiarato che il comune di Fondi, pur gravemente infiltrato dalla mafia, non verrà sciolto: “In Cdm sono intervenuti diversi ministri, hanno fatto notare come nessun componente della giunta e del consiglio comunale di Fondi sia stato neppure toccato da un avviso di garanzia. Quindi sembrava strano che si dovesse intervenire con un provvedimento estremo come lo scioglimento della giunta”. Il ministro Maroni, che negli ultimi mesi aveva sempre lasciato intendere di voler proporre lo scioglimento, ha aggiunto: “Ho già dato incarico al prefetto competente di svolgere nuovi accertamenti in modo da essere pronto al primo Cdm a portare una nuova relazione se gli esiti della prima saranno confermati”.
Questo vuol dire che la giunta comunale di Fondi, manco a dirlo targata centrodestra, senza un filo d’imbarazzo resiste e lotta insieme a noi. Le 507 pagine della relazione che il prefetto di Latina inviò al ministro l’otto settembre del 2008, per l’ “antimafia dei fatti” non sono altro che chiacchiere.

La lettera di Davide, da Latina.

Caro Piero,

sono Davide, uno studente di Latina. Ti scrivo per ringraziarti per aver dato spazio sul tuo blog alla questione di Fondi. E’ un bene che si parli di questi fatti, perchè la criminalita’ organizzata non è un problema solo di Sicilia, Calabria e Campania. Ormai purtroppo (e non da pochi anni) è diventato un problema che ci riguarda tutti da vicino. Fino a qualche anno fa potevamo pensare (erroneamente!) che vivere in territori storicamente “non mafiosi” ci potesse dare la consolazione, quantomeno, di essere al di fuori di quel mondo criminale fatto di pizzo, incendi, omicidi e intimidazioni. Oggi ci rendiamo conto che il potere mafioso ha veramente rotto gli argini e si sta prendendo, a poco a poco, molti (troppi!) pezzi di Italia. La situazione a Fondi come in tutto il basso Lazio ci vede sempre più colonizzati dai clan mafiosi di tutte le estrazioni(’ndrangheta, camorra, cosche mafiose) e vede una certa politica con essi collusa e in affari. Purtroppo la terra che fu un tempo di Giuseppe De Santis, la terra dove un intellettuale, un padre della patria come Vittorio Foa scelse di passare i suoi ultimi anni di vita, la terra dove Pertini e Spinelli diedero inzio dalla prigionia di Ventotene al loro percorso resistenziale, oggi è diventata il feudo di baronetti e signorotti locali che controllano vaste aree del territorio, esercitando attività come l’abusivismo edilizio in una delle coste più belle d’Italia e il riciclaggio di denaro malavitoso in attività lecite, in sprezzo di qualunque regola. Ed è proprio questo inquinamento del tessuto produttivo a rappresentare il pericolo maggiore, in quanto, gestendo attività lecite commerciali e finanziarie, queste organizzazioni criminali investono nei meandri del sistema produttivo i soldi derivanti dalle attività illecite di usura, spaccio e estorsione e paradossalmente creano posti di lavoro. Questo meccanismo, purtroppo, finisce per creare un “legame” tra parte della popolazione e le aziende di proprietà mafiosa gestite da persone che appaiono come rispettabili e che risultano di proprietà di prestanome, teste di legno insospettabili. In questo modo la mafia acquista un legittimazione in chi ha trovato un lavoro, magari cercato e non trovato per molti anni.
Proprio questo meccanismo di legittimazione della mafia dovrebbe essere interrotto. Le aziende in odor di mafia devono essere confiscate dallo stato e riconvertite alla legalità. Solo cosi e solo con l’intervento dello stato si può tentare di uscire fuori da questa situazione. Lo auspichiamo in molti qui a Latina, ma evidentemente l’intervento dello stato non basta e occore un moto, un salto di qualità, un cambiamento proprio culturale della società civile. Mi ha colpito molto parlare con un ragazzo di Fondi con cui ho scambiato quattro chiacchiere in treno. Alla mia domanda sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi mi ha risposto che anche se venisse sciolto è probabilissimo che siano sempre gli stessi ad essere eletti. Quando uno sente una risposta cosi ti chiedi se questo sfacelo sia inevitabile e, se non lo è, quanto ancora debba durare questo sacco. Mi viene da pensare che le persone non cambiano cultura e idee se non davanti a episodi catastrofici. Ma è davvero necessario per cambiare toccare il fondo?

Davide

30 Commenti »

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  1. CHE
    le mafie si stanno estendendo anche su territori che storicamente non hanno mai conosciuto questo fenomeno lo sappiamo da tempo .

    In questo periodo di crisi economica poi , le attività produttive legali sono in crisi , mentre al contrario, le speculazioni sul territorio , le ruberie , i traffici mafiosi non conoscono crisi , generanmo profitti e assoldano manovalanza , è normale che riscuotono successo ed abbiano rappresentatività politica .

    Soluzioni ? purtroppo come dice quel ragazzo c’è poco da sperare.
    Il fatto è che con questo sistema che ben conosciamo non si progredisce , ma , al contrario ci stiamo dirigendo dritti verso la catastrofe che inevitabilmente arriverà .
    Cosa accadrà in Italia solo Dio lo può sapere , da dove inizierà la rinascita?
    Forse dalla SECESSIONE , quando questa unità d’Italia forzata non servirà più , quando l’economia mafiosa che è la madre del centralismo sarà superata , abbandonata ,

    Potremmo parlare di rinascita solo quando questa economia delle tre carte avrà esaurito il suo ciclo storico ; allora ci potremmo affrancare e stabilire nuovi paramentri democratici più in linea con l’occidente ed il nord Europa .
    Allora avremo finalmente con la secessione delle Nazioni che coincidono con Stati giuridici …
    Non come adesso

    Commento di andrea — 17 Agosto 2009 #

  2. Piero questa è una discussione sullo scioglimento del consiglio comunale di fondi…..

    http://www.fondani.it/forums/viewtopic.php?t=19018&start=0

    Scrivono anche consiglieri comunali della città di fondi.

    Commento di markfer — 17 Agosto 2009 #

  3. Al momento, anzi da sempre, Berlusconi è quello delle chiacchere.
    Quindi dovrebbe prima di tutto stare zitto e sciogliere la giunta di Fondi.
    Ma da uno che esaltò il mafioso Mangano ed è amico da sempre dell’altro mafioso Dell’Utri cosa ci si può aspettare? Solo che tante altre giunte vengano contaminate dalla santa mamma mafia, no?

    Commento di Danx — 17 Agosto 2009 #

  4. Non c’erntra direttamente con questo posto, ma sono appena stato querelato per aver criticato questo tizio , e difeso Don Giorgio De Capitani
    http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=44266&idsezione=4

    ecco i metodi che usano per zittirci

    Commento di puvlio valerio publicola — 17 Agosto 2009 #

  5. http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/08_agosto/17/mafia_ass_libera_ambiguo_non_scioglimento_comune_fondi,20342153.html?pmk=rss

    Commento di markfer — 17 Agosto 2009 #

  6. Caro Ricca, la situazione di fondi è problematica perchè vede coinvolta la presenza della criminalità organizzata, ma per il resto come tu ben sai i soggetti che si trovano al potere ovunque tu vada sono per la maggior parte caratterizzati da questo atteggiamento di prepotenza e arroganza, il che la dice lunga. Comunque riconfermo il mio pensiero di organizzare delle manifestazioni contro il governo Berlusconi, delle manifestazioni che non siano guidate dalla politica ma dal popolo, il quale dovrebbe riappropriarsi della propria sovranità, come chiaro segnale a tutta la classe politica.
    Perché le forze del male non oscurino + le menti degli italiani… Ciao Ricca, grande!

    Commento di A.A — 17 Agosto 2009 #

  7. Ragazzi, loro nn possono nulla senza di noi; noi siamo di + ; la via è il boicottaggio; occorre fare massa critica e partire, già da oggi.

    Commento di Elia Tamburella — 17 Agosto 2009 #

  8. 507 pagine contenenti notizie criminis e la Magistratura non ha emesso nemmeno un avviso di garanzia? Qui qualcuno sta dicendo o facendo scemenze. O si tratta di fandonie?

    Commento di Passante — 17 Agosto 2009 #

  9. mr. b. e la sua schiera di arcangeli luminosi portano gloriosamente avanti una lotta biblica contro le oscure forze del male, invio loro una dedica a mo’ di incoraggiamento:
    http://www.youtube.com/watch?v=gTLujgnkya0
    quando sentiamo politici che affermano cose che suonano folli, demenziali, fuori dal mondo per chi ha un briciolo di buon senso e si prende la briga di informarsi almeno un po’, dobbiamo renderci conto che non e’ a quei cittadini che i politici si rivolgono ma ai milioni di telespettatori che i giornali non li leggono, men che meno aprono un libro e si bevono qualsiasi stronzata passi al tg di turno.
    di fatto certi politici ignorano totalmente coloro che qualcosa sanno e capiscono, di conseguenza c’e’ una parte della poplazione che e’ come non esistesse, e’ praticamente apolide, non ha rappresentanza (o quasi) ne’ riceve attenzione alcuna. la nostra e’ una societa’ spezzata.

    Commento di Giulia M. — 17 Agosto 2009 #

  10. …..Non bisogna rompere le uova nel paniere e allo stesso tempo , non bisogna menar il can per l’aia !

    Specialmente quando tra politica e associazioni criminali vengono a determinarsi alcuni intrecci , come si verifica per l’appunto nella provincia di Latina e in particolar modo nel comune di Fondi .

    Non ha perso tempo il gran ciambellano feudatario il compare del vassallo capoprovincia , a seguire l’esempio di colui che considera il ( cattivo ) maestro supremo , quello basso dai capelli finti e con la dedizione ad essere “l’utilizzatore finale” di meretrici d’alto bordo .

    Pertanto sull’esempio del cavaliere impomatato e pluriprescritto il ciambellano di Fondi ex poliziotto , claudio fazzone , anziche’ dimostrarsi perlomeno preoccupato della grave situazione del comune di Fondi , di cui piu’ volte si e’ chiesto lo scioglimento per infiltrazioni di stampo camorristico e mafioso , ha chiesto nientedimenoche , una COMMISSIONE D’INCHIESTA NEI CONFRONTI DEL PREFETTO Bruno Frattasi . ??????

    Insomma il Prefetto , non deve impicciarsi degli affari degli altri , specialmente quando gli affari riguardano gli interessi personali da perseguire tramite il potere politico !

    Aspettiamo solo di vedere le reazioni che seguiranno , da tale arrogante e prepotente comportamento adottato dall’esponente politico piu’ noto in provincia di Latina , che ancora una volta non nega il suo disprezzo e la sua indifferenza nei confronti della legalita’ . ….L’allievo che supera il maestro !

    La scuola arcoriana forma i suoi modelli , ….evviva gli eroi mafiosi evviva i suoi stallieri !!!

    Commento di Virghil — 17 Agosto 2009 #

  11. Sembrano 3 comici da barzelletta, tre guitti da opera buffa. Pensare che sono tra le più alte cariche dello stato. Ridono, scherzano, parlano di “Forze del male” come nelle favole dei bambini. E la gente sta pure a sentirli!
    In un paese civile li prenderebbero a pomodori in faccia. Da noi fanno pure bella figura.

    Commento di Gianbi — 17 Agosto 2009 #

  12. Sarà che sono più sminchiato e pessimista del solito, sarà che leggere di questo sangiaccato ottomano vivendo in un paese civile (Germania) mi fa sentire come un bulgaro che si informa sui fatti entrocortina da una trasferta, sarà che mi sono rotto il cazzo della cosiddetta società italiana, ma lasciatemi dire una cosa sola.
    Questo paese è abitato da masse del tutto idiote, e sottolineo idiote, che obbediscono a impulsi assai elementari. Ho visto di recente un blog in cui un creativo mostrava degli screenshots del ministro Brambilla che rivelerebbero la sua sensualità ostentata. L’ intento era critico, ovviamente.
    C’ erano 106 commenti. Ebbene, quasi tutti erano di entusiasti uccelloni arrapati che hanno dichiarato in sintesi: voto la Brambilla perché è figa.
    I pochissimi che facevano notare la necessità di altre doti in un ministro sono stati bersagliati in sintesi con l’epiteto di froci comunisti repressi.
    Ebbene, non scomodiamo il fascismo, nonostante tutto ancora troppo raffinato, troppo intellettuale, troppo concettoso, per queste masse. Troppo avanti, pur essendo vecchio.
    Questa Italietta del 2009 è ben al di sotto del panorama intellettivo medio che si registrava nel 1921 in Italia.
    Questo è l’IDIOTISMO.
    Puro e semplice.
    Non scomodiamo una dottrina politica per quanto irrazionale o violenta prossa sembrare. È troppo al di sopra. Troppo al di là.
    L’ idiotismo è l’Italia di oggi.
    Io non ripongo più speranze se non in una catastrofe esterna ed estrema.

    Commento di gianguido mussomeli — 17 Agosto 2009 #

  13. Mentre il cavaliere impunito , difende la mafia , beatificando le virtu’ dei suoi stallieri .
    Un deputato del suo stesso club , la parlamentare ANGELA NAPOLI ( pdl ) componente della commissione antimafia, in una intervista , afferma : «Qualche anno fa in Calabria c’è stata un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle, sempre sotto il governo Berlusconi, per
    arrivare allo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme. «Allora c’era una amministrazione comunale a Lamezia Terme di centro-destra e c’erano state pressioni costanti che avevano fornito garanzia sul non scioglimento del comune di Lamezia da parte di esponenti del governo del tempo. E io ho l’impressione -prosegue Angela Napoli- che la stessa cosa stia accadendo ora. Solo che allora c’era un ministro dell’Interno di nome Pisanu che ha avuto il coraggio di andare fino in fondo e di non guardare l’appartenenza dello schieramento politico. Se non si fa pulizia in casa propria non si ha il diritto di farla in casa d’altri. Sono ferma su queste posizioni». La deputata, che si era espressa per lo scioglimento del consiglio comunale, aggiunge: «Un ministro degli Interni dovrebbe minacciare le dimissioni per una cosa di questo genere, perchè non possiamo dire che combattiamo la mafia e poi chiudiamo gli occhi dove non ci interessa».

    Commento di Virghil — 18 Agosto 2009 #

  14. “RIVOLUZIONE” è una parola che noi non conosciamo e non conosceremo mai!
    Siamo una massa di pecoroni e se qualche caprone esce fuori dal grege subito il pastore ti manda il cane che ti rimette in riga!
    Vedi Piero e Co, quando in piazza grida ad alta voce c’è sempre gente che ascolta interessata e quasi sempre annuisce ai fatti, ma non appena arriva la polizia le bastonate se le prendono solo loro, mentre il grege si è già rifugiato nell’ovile!
    Beeeeeeeeeeeeeeeeeee!

    Siamo Animali e vige la legge del più forte!

    Saluti.

    Commento di Renato C. — 18 Agosto 2009 #

  15. Sorvolando sul senso di impotenza e frustrazione che si accumula in me da tempo immemore (ormai ciascuna goccia di acido cade su una pelle completamente ustionata e quasi del tutto insensibile), credo che si, occorra realmente toccare il fondo. Il vero problema è che io il fondo ancora non lo vedo: non riesco ad immaginare quale possa essere la fatidica goccia che faccia traboccare il vaso. Una volta mi lamentavo perchè la rivendicazione di “necessità superiori” impediva alle persone di riunirsi in masse vive, incazzate e sopratutto presenti. Ora che la crisi economica ha lasciato ad un sacco di gente molto tempo libero mi domando perchè ancora nulla si muova. Qualcuno parla di rumore di zoccoli in lontananza, qualcuno con pazienza infinita ed inusitata coerenza continua a radunare sparuti individui in spazi pubblici, ma quello che mi terrorizza davvero è l’anestesia totale in cui permangono i nostri concittadini, oggi a tutti gli effetti conniventi. Parlando con il mio idraulico e con il mio imbianchino mi sono sentita dire che i clienti non pagano, si negano, ma nel frattempo cambiano macchina e vanno al mare. E ieri leggo che è boom di acquisto di cellulari. Tutto questo mi ricorda il Conquistatore che ammansisce i selvaggi con collanine di vetro e specchietti colorati: forse la soluzione, inaccettabile per chiunque sia dotato di un minimo di dignità residua, è fare informazione alla loro maniera, scrivendo le sentenze di condanna per mafia dei personaggi più illustri della politica sui glutei di una minorenne esposti su manifesti 6 x 3. Diversamente dovremmo scegliere se tenere sul comodino una pistola pulita e carica o un boccettino di sonnifero. In attesa di risvolti non posso fare altro che manifestare la mia solidarietà a te e a tutte le persone che come noi sono ripetutamente ferite perchè disarmate.

    Commento di Maria Teresa Rancati — 18 Agosto 2009 #

  16. Gentile Ricca,
    questa ed altre vicende, come pure la visione su Youtube di alcuni suoi interventi in presenza di “potenti”, mi ha molto demoralizzato per la sensazione di impotenza che ho provato. E’ proprio così complicato riuscire a trasformare poco alla volta noi stessi, e con noi il nostro Paese? un cordiale saluto.
    PS Linko volentieri questo video sul mio blog.

    Commento di Un frusinate — 18 Agosto 2009 #

  17. Andrea Palladino ( Il Manifesto )

    - Fondi, la mafia e la partita in regione -

    Si sta trasformando in un nuovo caso Cosentino l’affaire Fondi, dopo l’inedita difesa da parte del presidente del consiglio del comune pontino. Mai era avvenuto che per difendere un’amministrazione accusata - da un prefetto e dalla Dda - di essere collusa con le mafie intervenisse direttamente il presidente del consiglio. Silvio Berlusconi ha speso la sua parola e la sua faccia per garantire che un piccolo comune di 35 mila abitanti della provincia di Latina - Fondi - è immune dal condizionamento mafioso. Lo ha fatto nella sala stampa del ministero dell’Interno, accanto al ministro Maroni, spiegando come «diversi ministri abbiano fatto notare come nessun componente della giunta o del consiglio comunale del comune di Fondi sia stato toccato da un avviso di garanzia». Una mezza bugia, nata per nascondere verità imbarazzanti. Una serie d’inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Roma - una delle quali, contro i gruppi federati ai casalesi di Castelforte, già arrivata a sentenza di condanna un mese fa - sta scoperchiando quella che Libera chiama «la quinta mafia». Ovvero un laboratorio di un nuovo livello particolarmente pericoloso - perché ben nascosto e mimetizzato nelle istituzioni - dove si sta giocando la partita sul controllo della regione Lazio, che andrà al voto il prossimo anno. «Qui stanno sperimentando un modello di criminalità organizzata più sofisticato rispetto a quello presente nelle zone storiche di camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra ed in gioco c’è Roma, la capitale», commenta Antonio Turi, referente regionale di Libera. Una posta alta, altissima. E’ in questo contesto che si inseriscono le due grandi inchieste della Dda di Roma, che riguardano il sud pontino, la zona della provincia di Latina che arriva fino al Garigliano, fino alla provincia di Caserta. La prima ha dimostrato come l’espansione dei casalesi negli anni Ottanta abbia raggiunto pienamente il Lazio, attraverso il clan Mendico di Castelforte, legato a Zagaria e Bidognetti. La seconda inchiesta - partita nel 2005 - denominata «Damasco» è quella che ha travolto il comune di Fondi e il Mof, il secondo mercato ortofrutticolo d’Europa, punto di scambio della frutta e della verdura che proviene dalla Campania, dalla Calabria e dalla Sicilia, diretta ai banchi alimentari di tutta Europa. Due inchieste che hanno in comune una famiglia ben conosciuta e temuta da queste parti, i due fratelli calabresi Carmelo e Venanzio Tripodo. E’ il Pubblico ministero antimafia Diana De Martino che racconta - nella richiesta di arresto di Francesco Bidognetti, Michele Zagaria e Orlandino Riccardi - qual è l’interesse per il territorio di Latina: «Sono scontri armati - spiega riferendosi all’omicidio dell’imprenditore Santonicola avvenuto nel settembre del 1990 - finalizzati ad ottenere la gestione di larga parte del sistema economico normale ed ordinario». Ovvero quella che normalmente si chiama l’economia reale. La mafia nel Lazio non si accontenta delle armi e della droga. Il gruppo Tripodo - secondo l’antimafia e il prefetto di Latina - da anni ha stretto legami di ferro con una parte del centro destra nel sud del Lazio. Un’alleanza, quella con la politica, indispensabile per il salto di qualità verso la mafia imprenditrice. I magistrati hanno avuto diverse conferme in tal senso: gli affari con il comune di Fondi - amministrato da Luigi Parisella, socio in affari e in politica del senatore del Pdl Claudio Fazzone, vero dominus della zona - scorrevano lisci come l’olio, grazie ai tanti favori che i principali dirigenti avrebbero garantito al gruppo legato alla ‘ndragheta. Chi sono i Tripodo lo racconta uno dei principali collaboratori della ‘ndrangheta calabrese, Giacomo Lauro. «I fratelli Tripodo trafficavano in droga trasportata da noi calabresi. I loro guadagni erano elevatissimi - ha spiegato ai magistrati della Dda di Roma - e venivano investiti in particolar modo in acquisti di immobili». I loro affari sono rapidamente passati, dagli anni ’90 ad oggi, dalla droga e dalle armi alla «economia ordinaria». La rete d’influenza dei due fratelli arriva molto lontano. Luigi Peppe - imprenditore del Mof, fratello di Franco, che è stato arrestato insieme ai Tripodo nell’inchiesta Damasco - è oggi in società con il sindaco di Fondi Luigi Parisella e con il senatore Fazzone. Due politici che hanno fatto carriera insieme, da quando Fazzone lasciò l’incarico di capo scorta di Nicolò Mancino - erano gli anni ’90 - per entrare in Forza Italia. E nell’inchiesta appare anche un collaboratore che racconta di presunti legami diretti tra i Tripodo, Fazzone e il sindaco di Fondi Parisella. Dichiarazioni che i magistrati hanno chiesto agli investigatori di valutare con molta attenzione.

    Commento di Virghil — 18 Agosto 2009 #

  18. Lettera del Capo Indiano Seathl al Presidente degli Stati Uniti d’America

    [Dopo che il Governo degli Stati Uniti aveva espresso l’intenzione di
    acquisire il territorio della Tribú Duwamish, nell’odierno Stato di
    Washington, il Capo Indiano Seathl scrisse la seguente lettera al
    Presidente nordamericano Franklin Pierce, nel 1855.]

    Il Grande Capo di Washington ci informa che desidera comprare la nostra
    terra. Il Grande Capo ci ha anche rassicurato circa la sua amicizia e
    benevolenza nei nostri confronti. Questo é gentile da parte sua, perché noi
    sappiamo che non necessita della nostra amicizia. Peró rifletteremo sulla
    tua offerta, perché sappiamo che se non lo facciamo, l’uomo bianco verrá
    con le armi e si prenderá la nostra terra. Il Grande Capo in Washington puó
    confidare in quello che il Capo Seathl dice, con la stessa certezza con la
    quale i nostri fratelli bianchi possono confidare nell’alternanza delle
    stagioni durante gli anni. La mia parola é come le stelle, esse non
    impallidiscono.

    Come potete comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Quest’idea
    ci é estranea. Noi non siamo padroni della purezza dell’aria o dello
    spendore dell’acqua. Come potete allora comprarli da noi? Decidiamo solo
    sul nostro tempo. Questa terra é sacra per il mio popolo. Ogni foglia
    rilucente, tutte le spiaggie di fine sabbia, ogni velo di nebbia nelle
    foreste scure, ogni bagliore di luce e tutti gli insetti che vibrano sono
    sacri nelle tradizioni e nella coscienza del mio popolo.

    Sappiamo che l’uomo bianco non comprende il nostro modo di vita. Per lui,
    una zolla di terra é uguale all’altra. Perché egli é un estraneo che viene
    di notte e ruba dalla terra tutto quello di cui necessita. La terra non é
    sua sorella, semmai sua amica, e dopo averla esaurita, lui va via.

    Lascia dietro di sé la tomba di suo padre, senza rimorsi di coscienza. Ruba
    la terra dei suoi figli. Non rispetta. Scorda la sepoltura dei suoi
    antenati e il diritto dei propri figli. La sua sete di possesso impoverirá
    la terra e lascerá dietro di sé i deserti. La vista delle tue cittá é un
    tormento per gli occhi del pellerossa, un selvaggio che non capisce niente.

    Non si puó incontrare la pace nelle cittá dell’uomo bianco. Né un luogo
    dove si possa udire lo sbocciare delle foglie in primavera o il tintinnare
    delle ali degli insetti. Forse per il fatto di essere un selvaggio che non
    capisce niente, il fracasso delle cittá é per me un affronto alle orecchie.
    E che specie di vita é quella in cui l’uomo non puó udire la voce del corvo
    notturno o il dialogare dei rospi nella laguna, di notte?

    Un indio preferisce il soave sussurro della brezza sullo specchio d’acqua
    ed il proprio odore del vento, purificato dalla pioggia di meggiogiorno e
    dall’aroma dei pini. L’aria é preziosa per il pellerossa. Perché tutti gli
    esseri viventi respirano la stessa aria: animali, alberi, uomini. Non pare
    che l’uomo bianco si interessi all’aria che respira. Come un moribondo egli
    é insensibile al cattivo odore.

    Se io mi decidessi ad accettare, imporrei una condizione: l’uomo bianco
    deve trattare gli animali come se fossero suoi fratelli. Io sono un
    selvaggio e non capisco che possa essere certo in un’altra forma. Ho visto
    migliaia di bisonti imputridendo nelle praterie, abbandonati dall’uomo
    bianco che li abbatteva con tiri di fucile sparati dai treni in corsa. Sono
    un selvaggio e non capisco come un fumoso cavallo di ferro possa aver piú
    valore di un bisonte che noi, gli indiani, uccidiamo solo per sostenere la
    nostra propria vita.

    Che cos’é l’uomo senza gli animali? Se tutti gli animali non esistessero
    piú, gli uomini morirebbero di solitudine spirituale, perché tutto quello
    che succede agli animali puó attingere anche gli uomini. Tutto si
    relaziona. Tutto quello che ferisce la terra, ferisce anche i figli della
    terra.

    I nostri figli vedranno i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri
    guerrieri soccombono sotto il peso della vergogna. E dopo la sconfitta
    passano il tempo in ozio, avvelenando il loro corpo con alimenti, dolci e
    bevande ardenti. Non ha molta importanza dove passeremo i nostri ultimi
    giorni: non sono molti. Alcune ore in piú, forse solo qualche inverno, e
    nessuno dei figli delle grandi tribú che vissero in questa terra o che
    hanno vagato in piccole bande nei boschi, resterá per piangere sulle tombe,
    un popolo che un giorno fu tanto potente e pieno di fede in sé come il
    nostro.

    Una cosa sappiamo che l’uomo bianco forse un giorno scoprirá: il nostro Dio
    é lo stesso Dio. Egli pensa forse che lo puó possedere alla stessa maniera
    di come desidera possedere la nostra terra. Ma non puó. Egli é Dio
    dell’umanitá intera. E vuol bene ugualmente al pellerossa come all’uomo
    bianco. La terra é amata da Lui. E causare danno alla terra significa
    dimostrare disprezzo al suo creatore. Anche l’uomo bianco scomparirá, forse
    piú in fretta delle altre razze. Continua inquinando il tuo proprio letto e
    morirai una notte, soffocato dai tuoi propri rifiuti! Dopo aver abbattuto
    l’ultimo bisonte e domato tutti i cavalli selvaggi, quando i boschi
    misteriosi puzzeranno di gente e le ripide colline si riempiranno di
    vociferanti donne, cosa resterá delle savane? Non esisteranno piú. E le
    aquile? Saranno andate via. Rimarrá solo di dire addio alla rondine della
    torre e alla caccia della fine della vita e comincerá la lotta per
    sopravvivere.

    Forse capiremmo, se conoscessimo con che sogna l’uomo bianco, se sapessimo
    quali speranze trasmette ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali
    prospettive di futuro offre alla sua mente perché possa formare i desideri
    per il giorno di domani. Ma noi siamo selvaggi. I sogni dell’uomo bianco
    sono occulti per noi. E siccome sono occulti, dobbiamo scegliere il nostro
    cammino. Se acconsentissimo, sarebbe per garantire le riserve che ci
    prometteste. Lá, forse, potremmo vivere i nostri ultimi giorni come noi
    desideriamo.

    Dopo che l’ultimo pellerossa sia partito ed il suo ricordo non sia piú che
    l’ombra di una nuvola che passa sulle praterie, l’anima del mio popolo
    continuerá a vivere in queste foreste e spiagge perché noi le amiamo come
    un neonato ama il battito del cuore della sua mamma. Se ti venderemo la
    nostra terra, amala come noi la amavamo. Proteggila come noi la
    proteggiamo. Non ti scordare mai come era la terra quando ne prendesti
    possesso. E con tutta la tua forza ed il tuo potere, e tutto il tuo cuore,
    conservala per i tuoi figli. Una cosa sappiamo: il nostro Dio é lo stesso
    Dio. Questa terra é amata da Lui. Neanche l’uomo bianco puó evitare il
    nostro comune destino

    Commento di andrea — 19 Agosto 2009 #

  19. Telese a il Fatto si, Telese a il Fatto no.
    la disputa continua e si fà interessante.

    http://www.lucatelese.it/?p=1050

    Commento di jhon — 19 Agosto 2009 #

  20. mi trovo pienamente d’accordo con Gianguido Mussomeli e Maria Teresa Rancati.
    senza cittadini la democrazia non e’ possibile, il sistema non sta in piedi.
    c’e’ ben poco di buono in giro e quel poco e’ assolutamente minoritario. io non sono affatto ottimista, vedo, sento, leggo e traggo le mie conclusioni.

    Commento di Giulia M. — 19 Agosto 2009 #

  21. Devo per forza sperare che l’inchiesta vada avanti comunque, confermi le accuse e che la banda bassotti che ci governa perda definitivamente la faccia non per 4 mignotte ma per aver difeso apertamente una giunta in odore di mafia solo per tornaconto politico.
    Poi però penso che ormai nulla può servire a far perdere loro la faccia, perchè faccia non hanno, e perchè a troppa gente non gliene importa nulla.
    Basta che gli si soddisfino i bisogni primordiali: tv, calcio, veline, etc.

    Non sarà che siamo noi onesti i disadattati, che ci ostiniamo a pretendere quella cosa anacronistica che si chiama LEGALITA’???

    Commento di Claudio M. — 19 Agosto 2009 #

  22. ieri notte è successo un fatto molto grave: alle 3.30 un malvivente è entrato nell’abitazione del testimone di giustizia Pino Masciari, a cui dovrebbe essere garantita protezione e sicurezza dallo Stato. Ma a quanto pare chiunque può accedere indisturbato nell’appartamento in cui Pino vive insieme alla moglie e ai due piccoli figli. E’ questo il trattamento riservato a chi, denunciando mafiosi e politici corrotti, consegna la propria vita alle istituzioni? Per maggiori info andate a questo link: http://www.pinomasciari.org/
    Vi prego di scrivere commenti di solidarietà a Pino che, soprattutto adesso, ha bisogno di noi. Potete lasciare i vostri pensieri nel suo blog: www.pinomasciari.org
    Piero, se ti va e se lo ritieni giusto, potresti scrivere un post di commento su questa vicenda anche tu.
    grazie mille
    cristina

    Commento di cristina — 19 Agosto 2009 #

  23. grazie per l’articolo del Manifesto, sappiamo perfettamente che la criminalità non si ferma al “basso” Lazio, ma sale sale..
    e quando B. dice che vuole essere ricordato per aver sconfitto la mafia, chi pensa di prendere per il c…o?????

    Commento di paolina — 19 Agosto 2009 #

  24. Piero ti chiedo “ospitalità” per questo commento..
    grazie

    NON FACCIAMO COME I POLACCHI AD AUSCHIWZ…
    CHE NON VEDEVANO E NON SENTIVANO NULLA….

    NOI SAPPIAMO E SE CI VOLTIAMO DALL’ALTRA PARTE SIAMO SOLO DEI VIGLIACCHI…OGGI A LORO DOMANI A NOI…

    NON VOGLIO ESSERE COMPLICE DEI TORTURATORI…
    continua;
    http://informazionedalbasso.myblog.it/
    verso le persone immigrate ci stiamo comportando da incivili , vi rammento la poesia di Brecht….un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
    UN DOMANI LO STRANIERO POTRESTI ESSERE TU RICORDATELO…
    HANNO INIZIATO CON GLI IMMIGRATI A SOSPENDERE LE GARANZIE MINIME DI UNO STATO DI DIRITTO , HANNO RIEMPITO LE STRADE DI MILITARI CON LA SCUSA DELLA LOTTA AL CRIMINE, QUANDO I REATI SONO IN DIMINUIZIONE, SI PREPARANO A FRONTEGGIARE CON LA FORZA LE LEGITTIME PROTESTE DI CHI NON CE LA FA’ PIU’; PERCHE’ HA PERSO IL LAVORO, NON RIESCE A PAGARE IL MUTUO O L’AFFITTO E STA PERDENDO TUTTO…..
    NON STARE IN SILENZIO PERCHE’ CON IL SILENZIO SEI LORO COMPLICE …URLIAMO FACCIAMOCI SENTIRE …
    NON PERDIAMO LA DIGNITA’…

    http://milano.repubblica.it/multimedia/home/7216680

    http://milano.repubblica.it/dettaglio/via-corelli-peggio-del-carcere/1696807

    http://www.youtube.com/watch?v=hmdYL9Uv_Z4

    p.s. HO CHIESTO A DI PIETRO,SONIA ALFANO,DE MAGISTRIS,FRANCESCO BARBATO,SERRACCHIANNI,BERSANI,FRANCESCHINI,IGNAZIO MARINO, DOPO 3 GIORNI MI HA RISPOSTO SOLO SONIA ALFANO ,IL 2 SETTEMBRE AL PARLAMENTO EUROPEO PORRA LA QUESTIONE. GRAZIE SONIA….

    Commento di paolo papillo — 19 Agosto 2009 #

  25. Calano i reati e crescono i detenuti,mi spiegate come è possibile?

    Commento di francesco — 19 Agosto 2009 #

  26. Piero, hai sentito che Sgarbi ha la scorta e denuncia Grillo?
    Roba da matti. Si sente braccato! Che italietta e che carogne! Quando finalmente ce ne libereremo?

    Commento di Marco — 19 Agosto 2009 #

  27. […] Segnalo un post di Piero Ricca sull’argomento, ed il video che riporta le risposte in merito da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi ed il citato Ministro ad un giornalista de La Repubblica. […]

    Pingback di Il caso del comune di Fondi « Un frusinate — 20 Agosto 2009 #

  28. …………………………..Ferragosto senza bandana. Ventesima passerella in Abruzzo e conferenza stampa al Viminale, a spasso tra le inquadrature dei cinegiornali raiset, per rassicurare il popolo dell’audience che il capo è sempre al lavoro per il bene dei sudditi………….. LA LINGUA BATTE DOVE IL DENTE DUOLE

    Commento di Mario — 21 Agosto 2009 #

  29. Carissimi,

    E’ del tutto sequenziale cio’ che sta succedendo nel Paese

    Ed i Piani di gestione di un Paese, con una critica posizione nello scacchiere a cui MAMMA NATURA ci ha relegato, prevedevano il graduale **assorbimento** del Paese in un concetto geopolitico e strategico, da lungo tempo

    La narrativa di allora, era del tutto piena di buchi, e rimando chi e’ interessato ad andare alle radici, almeno alcune, al seguente Link, di una CRUDELTA’ del tutto trasparente…e’ consigliabile la consultazione di detta pagina web di una ottima Fondazione, anche a chi NON vuol vedere o fare le dovute connessioni agli eventi di IERI, premonitori e segnalatori della REALTA’ dell’oggi

    Appunti sull’Anticomunismo

    http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/appunti.html

    Una Buona Lettura

    Commento di Ed — 21 Agosto 2009 #

  30. Caro Piero,

    vienei a vedere cosa sta succedendo a Fondi in questo giorni… i “graziati” da quel servo di mafiosi che è Maroni hanno ricominciato, senza alcun pudore, a fare campagna elettorale per le prossime amministrative di marzo… questa gente non conosce legge, ed il popolo pecorone potrebbe rivotarli di nuovo: triste dirlo, ma se ciò accadesse, il mondo intero avrebbe diritto di chiamare i fondani “popolo di collusi”.

    Commento di Deluso ma non rassegnato — 3 Dicembre 2009 #

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