Verdini e Fassino

Agosto 22, 2009 on 5:32 pm | In Politica |

Gli amici Duccio ed Elia, in Versilia, hanno assistito, stoicamente astenendosi dal lancio di ortaggi, a un imperdibile dibattito fra Denis Verdini, triumviro del Pdl, e Piero Fassino, marito di Anna Serafini. Ecco il resoconto di Duccio, da cui emerge un Verdini in forma smagliante.

Marina di Pietrasanta, festival de “La Versiliana”, spazio “Il caffè”. In mezzo ad una pineta incantevole, martedì 18 agosto, s’è tenuto un dibattito sul tema: “Il futuro politico: di destra o di sinistra?”. Gli ospiti d’onore sono due “nuovi” per eccellenza: Piero Fassino e Denis Verdini. Il clima è quello della chiacchierata tra vecchi colleghi. Arrivano insieme, Denis e Piero, parlottando amichevolmente.

Il moderatore è Romano Battaglia, un trimalcione vestito di tutto punto, incapace persino di lanciare due secondi di pubblicità. La domanda jolly di Battaglia vien posta nel finale: “Ma allora la D’Addario chi la pagava? E’ vero che dietro a tutto c’era D’Alema?”. Verdini bofonchia, Fassino finge di non aver prestato attenzione. Alla fine però è lo stesso Battaglia a censurarsi: “Parliamo di cose serie e non di fesserie e chiacchiericcio”. Applausi del pubblico.

Due i giornalisti ficcanti del dibattito: Angela Marielli e Mario Prignano. La prima del Gr Rai, il secondo di Libero. La prima si smarca e mette in mostra con una scomoda domanda che irriterà persino i ben vestiti tra il pubblico: “Come ve la immaginate l’Italia nel 2030?”. Uno tra il pubblico urla in toscano: “in mutande!”.
Prignano è ancor più sottile. Mentre Fassino continua imperterrito a dimostrare la propria inutilità politica, dal momento che rinnega ogni principio base di “sinistra”, Prignano solleva – giustamente – il quid della mediaticità del successo di Debora Serracchiani. Fassino, che se la ritrova in squadra a sostegno di Franceschini, offre il fianco: “in politica l’importante è anche saper esser mediatici; ormai la politica è mediatizzazione”. Verdini: “Fassino è molto berlusconiano in questo”. Prignano gongola: “allora avevamo ragione noi!”. Noi chi? Mistero.

I temi emersi durante il teatrino sono sostanzialmente due: quanto ci stanno “sulle palle” gli immigrati e, ma non in seconda luce, che cosa mai farà la Lega Nord per indebolire San Silvio. Verdini è in forma smagliante, Fassino si prende “buu” e fischi aspri. Il primo si vanta di meriti inesistenti o rilancia fandonie elevate a senso comune, il secondo è contestato come il solito sinistrorso inconcludente e solidale verso i clandestini.

Argomento Lega Nord: Fassino fa le coccole a Galan, governatore Pdl del Veneto, per spostare l’asse tra il Carroccio e il partito di Berlusconi. La geniale trovata dell’ex segretario Ds è quella di sostenere un’eventuale lista civica di Galan alle prossime elezioni. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? La tifoseria Pd sparsa tra i tavoli de “Il caffè” si guarda un po’ sgomenta. Salta fuori ancora la storia dell’alleanza con il partito di Casini e Cuffaro (oltreché di De Mita). Il problema è che di queste noiose querelle non se ne fa niente nessuno. “Le persone presenti volevano sentire risposte ai problemi concreti”, sbotta un signore durante lo “spazio domande”. Dopo una buona mezz’ora di “Galan sì, Galan no”, ci si immerge nella palude “immigrazione sì, immigrazione no”.

Quando Fassino cerca maldestramente di imbastire un ragionamento su immigrati, colf e cultura dell’integrazione, Verdini lo ammutolisce con una favoletta da bar sport: “Piero, io sono andato in un albergo l’altro giorno. Sai che non c’era il Cristo (sic!) ma il tappetino per pregare?!”. Il pubblico è feroce, imbestialito. “Fassino, è colpa tua!”, butta lì un signore dal parterre “riservato” a imprenditori o politici del posto. I giornalisti dormono, il trimalcione vestito di tutto punto lancia ogni tanto “due secondi di pubblicità”. Sempre Verdini, questa volta alla giornalista del Gr: “A lei piace il velo?”. Elia, stremato dallo spettacolo, gli grida: “Meglio le veline, eh Verdini!”. Un signore in camicia aperta, crocefisso e moglie al seguito si volta con gli occhi iniettati di sangue: “Meglio le veline, certo!”.

Ma Fassino non ci sta: “io non sono mica uno che dice che siccome uno c’ha gli occhi e la bocca allora è mio fratello!”. Schiaffo alla Carta dei Diritti dell’Uomo. E poi ancora: “io quando il Governo faceva i respingimenti (termine inventato da La Russa per giustificare crimini contro l’umanità, ndr) ero uno di quelli che diceva sì”. Il quadro è piuttosto chiaro: Fassino cerca in tutti i modi di atteggiarsi a sceriffo dal pugno di ferro mentre Verdini attende la pausa dell’avversario per sparacchiare fesserie e cogliere applausi rabbiosi. A un certo punto Verdini rompe gli indugi: “Piero, a me il chador mi sta sulle palle!”. Fassino arretra, quasi con le orecchie basse.

Dopo qualche domanda del pubblico e la consegna di profumi e altri omaggi ai partecipanti al dibattito, termina nel tardo pomeriggio l’avvincente testa a testa. Pur non avendo detto niente, stravince Verdini. A questo punto Elia ed io ci avviciniamo al palchetto, sopra di noi la grande scritta che riporta gli sponsor de “La Versiliana”. Uno su tutti: il locale Twiga di Flavio Briatore. Fassino stringe mani e raccoglie qualche espressione di stima da parte di pochi sostenitori. Poi si fa vicino: “Piero, ma le telefonate di Latorre le autorizzate o continuate a salvarvi?”, Fassino sorridente: “Io in Senato non ci sto”; rincariamo la dose: “Lei è un leader di riferimento; perché non le avete autorizzate?”, Fassino: “Io le mie avevo detto di usarle”. Furbastro. “Ma lei non era indagato”, Fassino: “Ok”. Ancora: “Si dice cane non mangia cane”; Fassino sgattaiola via. “Perché volevate scalare una banca Piero?”. Fassino se ne va.

Verdini invece è circondato da telecamere, fan, tifosi e qualche doppiopetto. Ci avviciniamo anche a lui: “Verdini, a proposito dell’antimafia dei fatti, avere Dell’Utri in Parlamento è un segnale concreto di antimafia?”, Verdini fa il costituzionalista (lui): “la sentenza è di primo grado, voi volete uno stato che processi chi gli sta scomodo come avete fatto per Andreotti per poi dire che era innocente”. “No, fino al 1980 non è assolto, è prescritto. Il reato è commesso ma prescritto, per decorrenza dei termini”. Verdini la butta in vacca: “l’avete letta la sentenza Andreotti? voi volete i processi sommari, io sono con la Costituzione”. Proviamo a ricordargli Borsellino: “la questione morale l’ha mai sentita nominare?”. Verdini spazientito per la citazione ribatte: “quel processo è sbagliato, così come quello ad Andreotti”. Decide lui. Per un secondo si volta dall’altra parte. Rilanciamo: “ma il comune di Fondi lo sciogliete o aspettate ancora?”. Verdini morbido: “non c’è nessun indagato, non c’è fretta, il Viminale sta facendo accertamenti”. Da un anno. Tra una stretta di mano e un tiro di sigaretta, Verdini abbandona il palchetto. Appena fuori dallo spazio dibattiti mi prende a braccetto e fa per spiegarmi l’abc della politica: “Vedi, anche su Bologna, i giudici hanno sbagliato”. “E chi sarebbero stati, i palestinesi?”. Verdini si fa oracolo: “vedrai che tra poco ci saranno sviluppi”. “E lei che autorità ha per affermare una cosa del genere?”. Verdini, certo dei suoi antenati: “l’ha detto il presidente emerito Cossiga”. Eh beh. E poi ancora: “Fioravanti ha confessato tutti i suoi omicidi tranne Bologna, ci sarà un motivo no?”, questa la prova inconfutabile dell’innocenza del terrorista nero.

Nuovo salto d’argomento: “io ricordo un grande siciliano, Leonardo Sciascia”, e via ancora con la storia dei “professionisti dell’antimafia”, boutade cara a Vittorio Sgarbi. “Io sono contro la mafia e contro l’antimafia, io sono contro i pentiti”. Proviamo a ricordare la storia: “ma se anche Falcone rivendicò l’importanza dei collaboratori di giustizia, Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno”. Verdini taglia corto: “quanti sono ’sti pentiti? Duemila! Son troppi, lo capisci? Cos’hai risolto con duemila pentiti? Niente, quindi non servono”. Poi un sobrio richiamo ai paradisi fiscali: “Ce li hanno tutti, la piccola Olanda ne ha quaranta, noi solo uno sotto controllo che è San Marino”. In conclusione, dopo l’ennesimo confronto con Elia sul caso Fondi e l’immobilismo del governo, Verdini strappa la “vittoria” quando ci si addentra nel tema “ballerine”. Di fronte alla contraddizione di un premier una volta al family day e una volta con l’ape regina, Verdini compie il miracolo: “tu sei credente?”. Noi: “che c’entra?”. Lui: “vedi, che te ne frega!?”. A lato giunge un signore sulla sessantina che ricorda a Verdini: “il presidente del consiglio è un personaggio pubblico, non può mentire!”; Verdini si supera: “vorrei vedere te a letto che cosa combini!”. Chapeau.

20 Commenti »

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  1. Il bello è che li paghiamo noi gli stipendi di questi …., boh, non so come definirli.

    Commento di Ghigo — 22 Agosto 2009 #

  2. Questi sarebbero i politici che decidono del nostro futuro sedendo nelle stanze dei bottoni. Che tristezza!!! Con questi ci uniremo presto a qualche stato africano.

    Fassino dovrebbe dovrebbe essere mandato in esilio.

    Chi vuole venire con me al prossimo raduno del PDmenoelle per tirare un po di uova e verdure marce a questi banditi della politica.?

    Commento di sergioe gallo — 22 Agosto 2009 #

  3. E’ questo senso di rassegnazione, percepito pure nei toni e nelle parole del narratore… Andiamo avanti a occhi chiusi e quando sentiamo il TG un senso di nausea che pervade le persone con un senso critico… e non si sa ormai più per cosa ci indignamo. Un po’ per tutto. Ieri Massimo Fini sul TG di SKY ha esposto il quadro chiaro e senza possibilità di replica sulle “cause” dell’immigrazione africana e sulla situazione della “guerra?” Afgana. Siamo qua, nel 2009, Paese occidentale sull’orlo del baratro, insieme a tutti i nostri amici europei. E stiamo ancora qua a battibeccare su destra, sinistra, Berlusconi, escort, Fassino. Cazzo ragazzi, qui la crisi è planetaria, c’è un pianeta intero martoriato da poche entità ingorde, affamate di profitto, insensibili alle necessità di chi è completamente inerme!!!
    Smettiamola di parlare di sto’ cazzo di Berlusconi e sinistra italiana inesistente. I problemi sono più grandi di noi e ci siamo dentro fino al collo. E mi fanno ridere quelli che scrivono dicendo “tanto io vivo all’estero e provo solo pena per l’Italia”. Come se vivere in Irlanda o in Finlandia li estenesse dal guardare in faccia la realtà. la realtà è che sto mondo sta cambiando repentinamente e i nostri governanti stanno mettendo via il bottino prima del PATATRAK! Altro che moralità. Non si sa più di cosa indignarsi ormai, viviamo in un caos morale, io credo che non ci sia più la possibilità di tornare indietro. Altro che Obama!
    Il povero Obama non può niente di fronte a quello che ci aspetta… Ma l’abbiamo voluto noi e i nostri padri!

    Commento di matteo — 22 Agosto 2009 #

  4. ragazzi,ragazze,uomini e donne…loro hanno la mentalità del fare,i fatti loro naturalmente. quindi impariamo con autocritica che finchè saremo civilmente inconsistenti, poco intelligenti ed arroganti, a limite violenti quanto loro non abbiamo speranza.
    e non dite che loro sono dei (insulto che volete)..stanno facendo quello che vogliono e questo chiude il discorso su chi sono i “fessacchiotti”.

    Commento di alessandro — 22 Agosto 2009 #

  5. Circa le analogie sostanziali fra PDL e PD (altrimenti detto, PD meno L) raccomando un documento video dal titolo: “Massimo D’Alema, il nuovo Cartesio” (indirizzo utub http://www.youtube.com/watch?v=diskvgCW934&feature=channel_page) nel quale un’elettrice di sinistra delusa si rivolge a Massimo D’Alema domandando se lui si sia opposto con tutti gli strumenti democratici a disposizione contro la legge vergogna del ministro Alfano.
    D’Alema le risponde seccato: “queste non sono domande!”.
    Non e’, forse, lo stesso metodo usato dal nostro Mr. Simpatia, alias il presidente Berlusconi, per evitare le domande scomode, che in una democrazia sana sarebbero considerate di normale amministrazione?

    Commento di fansss — 22 Agosto 2009 #

  6. Il furbetto italiota con la risposta pronta (risposta naturalmente inconcludente) vince sempre!
    E viene ammirato per questo.
    Gela con una battuta chi lo critica… e se ne va vincitore a testa alta.
    A me fa schifo. Sono un disadattato.

    Commento di Claudio M. — 23 Agosto 2009 #

  7. Carissimi,

    alla luce dei messaggi che questi Signori sono istruiti a disseminare, qualora certe domande vengano poste, non sarebbe del tutto male considerare il mezzo che si ha a disposizione (sopratutto l’email), per attivarsi ed inziare un lavoro di amplificazione ai lavori che Piero Ricca e suo Team mandano avanti

    Chi possiede doti **pennifere** buone, prepari una NOTA da inviare ai suddetti Signori, e la posti qui e su altri Blogs, citando le domande e risposte ai suddetti…

    E chiedere, chiedere, chiedere, giocando col LORO LINGUAGGIO ed enfatizzare le loro ASSERZIONI, specie se errate

    Si sta sviuppando su molti Blogs ed in molti commentatori, una linea di partecipazione RIEMPI PAGINE…e’ fuori da qua che occorre inviare il messaggio ed i nostri DIPENDENTI, al loro indirizzo alla pagina della Camera, hanno degli obblighi, a cui cercano di sottrarsi…

    Se ricevono specifiche NOTE via email, hanno il dovere di rispondere…e se non lo fanno dopo una settimama o dieci giorni: lettera di sollecito

    Rispettiamo con la nostra attivita’ i duri lavori dei Piero Ricca, Beppe Grillo, Travaglio, Martinelli e l’On Antonio Di Pietro che col suo Blog, mette alla luce tutto cio’ che la (DIS)informazione omerta…

    Non bastano i **virtual applausi** ai nostri NOBILI..e’ doveroso attivarsi..e credo sarebbe un gesto altissimo di stima nei loro confronti, e comprensione del lavoro che fanno, espressa comn FATTI

    Buona Navigazione

    Commento di Ed — 23 Agosto 2009 #

  8. E’ uno scherzo, vero?

    Commento di Tsunami — 23 Agosto 2009 #

  9. Gustosa assai questa scenetta, raccontata con ironia e intelligenza, i miei complimenti ragazzi.

    Commento di ricky farina — 23 Agosto 2009 #

  10. Io al PD non c’ho mai creduto.. quando si sciolsero i DS vidi un lungo baratro… non credevo fosse tanto lungo!

    Che “amarezza”!

    Commento di antonio — 23 Agosto 2009 #

  11. oddio sono sconvolto da quanto ho letto!!!!!!!!!!!!

    Commento di faunista — 23 Agosto 2009 #

  12. gran bel pezzo, complimenti

    Commento di e — 23 Agosto 2009 #

  13. Bellissimo pezzo, brillante e pungente.
    I buffoni sarebbero molto più divertenti se non fossero pagati, e così profumatamente, da noi.
    Sono d’accordo con Ed sulle email. Certo, esserci fisicamente e fare domande, come Piero, Duccio, Elia & gli altri, è un’altra cosa, ma secondo me anche tampinare questa gente via mail può avere un senso: i buffoni continuano imperterriti il loro teatrino perché si credono insindacabili, perché i fatti hanno dimostrato che la gente è disattenta, dimentica, accetta le contraddizioni, non pretende risposte oltre gli slogan.
    Io scrivo a tutti, di ogni grado e colore - gli ultimi Maroni e Mantovano per la scorta al condannato Sgarbi mentre Masciari è totalmente abbandonato, e Fassino per la brillante idea dell’alleanza con Galan, ma se sono solo io ovviamente non ottengo nulla se non di finire nella PITA (pain in the ass) list.

    Commento di caterina — 24 Agosto 2009 #

  14. Venite sul mio blog di contro-informazione.
    Se vi piace sostenetemi con interventi e commenti.
    Grazie

    Commento di Pierluigi — 24 Agosto 2009 #

  15. La scorta a Sgarbi?

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/08/22/pino_masciari_e_la_scorta_per.html

    Commento di Sauro — 24 Agosto 2009 #

  16. verdini, santo cielo, verdini!… e pure fassino con l’occhietto al pdl!
    è giusto il resoconto, ma smettiamola di pendere dalle labbra di questi signori, guardiamoci un po’ intorno perché non c’è solo il PD ma anche qualcosa alla sua sinistra!!! (oppure se ormai vi hanno abituati a detestare la parola “sinistra”, con questi esempi, ti credo..) guardate a Di Pietro, ai Radicali, a chi volete! mollate l’ancora! “Coraggio” come dice Jovanotti :)
    P.s. a proposito di mutande, ho appena mandato una mail alle ministre per le Pari Opportunità, Istruzione e Giovani in merito a questo video:
    http://video.unita.it/?video=1268
    Possibile che le signore non abbiano trovato finora il tempo di dire una parola che è una sulla visione delle donne che ha il loro “Capo”???

    Commento di paolina — 24 Agosto 2009 #

  17. VERITA’ DI STATO E DI MAFIA L’INTERVENTO DI TRAVAGLIO

    http://www.youtube.com/watch?v=qSy6aDJdXQM

    Commento di Marco da Napoli — 24 Agosto 2009 #

  18. Niente da fare.
    In una vera democrazia politici di tale risma starebbero lontani dalle stanze del potere, sarebbero distrutti dal merito. Ma se le case cadono in Abruzzo e chi ha progettato continua a progettare è ovvio che questa classe politica non andra mai via da sola. Poi Morfeo …..

    Commento di Paolo — 24 Agosto 2009 #

  19. ……………….“Verdini, a proposito dell’antimafia dei fatti, avere Dell’Utri in Parlamento è un segnale concreto di antimafia?”……. MA NON E’ LA STESSA DOMANDA FATTA A PECORELLA? COS’E’ NON E’ CADUTO NELLA TRAPPOLA????

    Commento di Umberto — 25 Agosto 2009 #

  20. Che tristezza vedere un presunto sinistrorso cercare di scendere a patti col diavolo. Fortuna c’è Di Pietro…:)

    Commento di Orazio — 25 Agosto 2009 #

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