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	<title>Commenti a: La scuola ai tempi di Silvio / 1</title>
	<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/</link>
	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:02:38 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di Matteo Veronesi</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-1187178</link>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:19:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-1187178</guid>
					<description>La scuola è, per me almeno, un modo come un altro per arrivare alla fine del mese cercando di evitare noie con i genitori, e disponendo del tempo e dell'agio per dedicarmi allo studio e alla ricerca (che indirettamente, e teoricamente, sono o sarebbero pur sempre legati al mio lavoro). Lo confesso pubblicamente (primo in Italia, credo) senza problemi. La mia cultura e la mia preparazione, quali che siano, sono valutate ed apprezzate in altri contesti. 
La scuola ha a che vedere con la cultura come la marmellata di albicocche con le cozze alla tarantina. E' solo uno strumento di necessario (anche se ormai sempre più debole) controllo e (minima) selezione sociali (Foucault docet). 
Gli insegnanti, aggiogati (a meno che non siano, come spesso accade, mogli di un agiato professionista) al mutuo da pagare e alla pensione da conseguire (a settant'anni, credo, nel mio caso), sono, di questo sistema, ingranaggi vani ed inerti - ma anche, e soprattutto, vittime. 
I ragazzi vengono educati, o diseducati, oramai, non dalla scuola, ma da mezzi e contesti comunicativi più efficaci perché più rapidi e meno impegnativi, inapplicabili ad uno studio serio ed assiduo di qualsiasi disciplina (con qualche eccezione, ad esempio la musica, le arti visive o la moda, che può essere essa stessa cultura). 
&quot;Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un uomo che consuma, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo&quot;. Pasolini aveva capito tutto, quarant'anni fa. Contro questa logica, un professore è inutile, annichilito, impotente - che usi il libro, la parola, la lavagna luminosa, il computer, la cabalistica ed astrusa lavagna elettronica, l'astronave o il trasferitore di materia. 
Si dirà: il rapporto umano con gli alunni, l'autorevolezza, l'empatia, la passione.... Tutti valori - o fantasmi di valori - che oggi non esistono più, o sono vincolati, nella stragrande maggioranza dei casi, all'aspetto fisico e al denaro. 
Si dirà che l'insegnante dovrebbe cercare appunto di rovesciare questa logica. Sarebbe un profeta che predica nel deserto, proprio per lo strapotere, di cui prima si diceva, della civiltà dell'immagine e del consumo. 
Quanto alle scuole private (&quot;senza oneri per lo stato&quot;: il che però non penso debba impedire, in linea di principio, che in nome della libertà d'insegnamento, del pluralismo culturale e del diritto allo studio lo stato aiuti con borse di studio o sovvenzioni le famiglie e i ragazzi che decidono di rivolgersi a tali scuole, cattoliche o meno, purché non ostili agli elementari princìpi del vivere democratico), non credo che in Italia possa mai crearsi un sistema analogo a quello di matrice anglosassone, per il semplice fatto che le famiglie, in genere, non possono o non intendono investire migliaia di euro nell'istruzione dei figli, dati (nel nostro paese e forse non solo) l'assenza di mobilità sociale (se non per meriti politici o sessuali), il nepotismo, l'ereditarietà delle posizioni e delle professioni, l'irrilevanza del livello culturale ai fini della carriera e del prestigio sociale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola è, per me almeno, un modo come un altro per arrivare alla fine del mese cercando di evitare noie con i genitori, e disponendo del tempo e dell&#8217;agio per dedicarmi allo studio e alla ricerca (che indirettamente, e teoricamente, sono o sarebbero pur sempre legati al mio lavoro). Lo confesso pubblicamente (primo in Italia, credo) senza problemi. La mia cultura e la mia preparazione, quali che siano, sono valutate ed apprezzate in altri contesti.<br />
La scuola ha a che vedere con la cultura come la marmellata di albicocche con le cozze alla tarantina. E&#8217; solo uno strumento di necessario (anche se ormai sempre più debole) controllo e (minima) selezione sociali (Foucault docet).<br />
Gli insegnanti, aggiogati (a meno che non siano, come spesso accade, mogli di un agiato professionista) al mutuo da pagare e alla pensione da conseguire (a settant&#8217;anni, credo, nel mio caso), sono, di questo sistema, ingranaggi vani ed inerti - ma anche, e soprattutto, vittime.<br />
I ragazzi vengono educati, o diseducati, oramai, non dalla scuola, ma da mezzi e contesti comunicativi più efficaci perché più rapidi e meno impegnativi, inapplicabili ad uno studio serio ed assiduo di qualsiasi disciplina (con qualche eccezione, ad esempio la musica, le arti visive o la moda, che può essere essa stessa cultura).<br />
&#8220;Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l&#8217;intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un&#8217;opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un uomo che consuma, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo&#8221;. Pasolini aveva capito tutto, quarant&#8217;anni fa. Contro questa logica, un professore è inutile, annichilito, impotente - che usi il libro, la parola, la lavagna luminosa, il computer, la cabalistica ed astrusa lavagna elettronica, l&#8217;astronave o il trasferitore di materia.<br />
Si dirà: il rapporto umano con gli alunni, l&#8217;autorevolezza, l&#8217;empatia, la passione&#8230;. Tutti valori - o fantasmi di valori - che oggi non esistono più, o sono vincolati, nella stragrande maggioranza dei casi, all&#8217;aspetto fisico e al denaro.<br />
Si dirà che l&#8217;insegnante dovrebbe cercare appunto di rovesciare questa logica. Sarebbe un profeta che predica nel deserto, proprio per lo strapotere, di cui prima si diceva, della civiltà dell&#8217;immagine e del consumo.<br />
Quanto alle scuole private (&#8221;senza oneri per lo stato&#8221;: il che però non penso debba impedire, in linea di principio, che in nome della libertà d&#8217;insegnamento, del pluralismo culturale e del diritto allo studio lo stato aiuti con borse di studio o sovvenzioni le famiglie e i ragazzi che decidono di rivolgersi a tali scuole, cattoliche o meno, purché non ostili agli elementari princìpi del vivere democratico), non credo che in Italia possa mai crearsi un sistema analogo a quello di matrice anglosassone, per il semplice fatto che le famiglie, in genere, non possono o non intendono investire migliaia di euro nell&#8217;istruzione dei figli, dati (nel nostro paese e forse non solo) l&#8217;assenza di mobilità sociale (se non per meriti politici o sessuali), il nepotismo, l&#8217;ereditarietà delle posizioni e delle professioni, l&#8217;irrilevanza del livello culturale ai fini della carriera e del prestigio sociale.
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		<title>di bianca</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-1014245</link>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 12:22:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-1014245</guid>
					<description>Mi inserisco su commenti di agosto essendomi imbattuta per caso in questa pagina, dopo essere uscita da una riunione allucinante in presidenza. Insegno dal '99 in scuole d'arte e professionali, sono responsabile di settore e organizzo la &quot;terza area&quot; sicuramente in modo migliore di quello descritto da P.L.
Io ho lasciato la libera professione per l'insegnamento, affascinata più dal lavoro in sè che dalle tante ferie. Non perdo occasione per imparare qualcosa di nuovo, d'estate mi depuro da tutte le amarezze invernali divorandomi almeno un paio di libri relativi alle mie discipline e progettando... Non sono poi così brava ma in fondo, la vita schifosa all'interno della scuola ce la siamo costruita. Il sistema è fatto in modo tale che vige la regola &quot;mors tua vita mea&quot; per cui non saremo mai uniti nella vera protesta... Ogni novembre i ragazzi occupano per tre giorni, un appuntamento fisso, come l'influenza. Noi li seguiamo, in qualche caso gli spieghiamo qualcosa e lasciamo che le loro proteste confuse si spengano da sole. E noi? qualche corteo con i sindacati che sono sempre più una facciata. Quest'anno non ci saranno fondi per la &quot;terza area&quot;, obbligatoria per legge (fino a ieri) e di completamento alle altre due: area comune (italiano ecc.), area d'indirizzo (progettazione ecc.) Ricordo che la terza area caratterizza la scuola professionale, senza di essa, l'istituto diventa una sorta di liceo facile dove i ragazzi stanno un giorno a casa. Ma il POF non dovrebbe garantire la continuità nel corso di studi per almeno cinque anni? Chi si è iscritto a certe condizioni non ha il diritto di diplomarsi con quelle?
Bianca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi inserisco su commenti di agosto essendomi imbattuta per caso in questa pagina, dopo essere uscita da una riunione allucinante in presidenza. Insegno dal &#8216;99 in scuole d&#8217;arte e professionali, sono responsabile di settore e organizzo la &#8220;terza area&#8221; sicuramente in modo migliore di quello descritto da P.L.<br />
Io ho lasciato la libera professione per l&#8217;insegnamento, affascinata più dal lavoro in sè che dalle tante ferie. Non perdo occasione per imparare qualcosa di nuovo, d&#8217;estate mi depuro da tutte le amarezze invernali divorandomi almeno un paio di libri relativi alle mie discipline e progettando&#8230; Non sono poi così brava ma in fondo, la vita schifosa all&#8217;interno della scuola ce la siamo costruita. Il sistema è fatto in modo tale che vige la regola &#8220;mors tua vita mea&#8221; per cui non saremo mai uniti nella vera protesta&#8230; Ogni novembre i ragazzi occupano per tre giorni, un appuntamento fisso, come l&#8217;influenza. Noi li seguiamo, in qualche caso gli spieghiamo qualcosa e lasciamo che le loro proteste confuse si spengano da sole. E noi? qualche corteo con i sindacati che sono sempre più una facciata. Quest&#8217;anno non ci saranno fondi per la &#8220;terza area&#8221;, obbligatoria per legge (fino a ieri) e di completamento alle altre due: area comune (italiano ecc.), area d&#8217;indirizzo (progettazione ecc.) Ricordo che la terza area caratterizza la scuola professionale, senza di essa, l&#8217;istituto diventa una sorta di liceo facile dove i ragazzi stanno un giorno a casa. Ma il POF non dovrebbe garantire la continuità nel corso di studi per almeno cinque anni? Chi si è iscritto a certe condizioni non ha il diritto di diplomarsi con quelle?<br />
Bianca
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				</item>
	<item>
		<title>di cristina</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983465</link>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:25:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983465</guid>
					<description>&quot;di solito ogni scuola ha il proprio clan che gestisce in modo molto arbitrario queste risorse&quot;

caro P.L., non vorrei sembrarti polemica, ma perchè non fai presente questa situazione di dispersione indebita di denaro pubblico nei collegi docenti? considerando che lavori da vent'anni nella scuola penso che, se tu esprimessi la tua opinione, sicuramente qualcuno ti ascolterebbe e magari appoggerebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;di solito ogni scuola ha il proprio clan che gestisce in modo molto arbitrario queste risorse&#8221;</p>
<p>caro P.L., non vorrei sembrarti polemica, ma perchè non fai presente questa situazione di dispersione indebita di denaro pubblico nei collegi docenti? considerando che lavori da vent&#8217;anni nella scuola penso che, se tu esprimessi la tua opinione, sicuramente qualcuno ti ascolterebbe e magari appoggerebbe.
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	<item>
		<title>di cristina</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983454</link>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:11:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983454</guid>
					<description>anche secondo me gli insegnanti dovrebbero essere controllati, per evitare che alcuni di loro prendano in giro studenti e istituto scolastico, &quot;tirando a campare&quot;, senza prepararsi le lezioni. Ma non ho idea di come potrebbero essere valutati. Mi piacerebbe conoscere le proposte di chi lavora nel mondo della scuola... Come si può verificare (non solo per penalizzare, ma anche per migliorare) il lavoro degli insegnanti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche secondo me gli insegnanti dovrebbero essere controllati, per evitare che alcuni di loro prendano in giro studenti e istituto scolastico, &#8220;tirando a campare&#8221;, senza prepararsi le lezioni. Ma non ho idea di come potrebbero essere valutati. Mi piacerebbe conoscere le proposte di chi lavora nel mondo della scuola&#8230; Come si può verificare (non solo per penalizzare, ma anche per migliorare) il lavoro degli insegnanti?
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		<title>di P.L.</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983142</link>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 22:15:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.pieroricca.org/2009/08/27/la-scuola-ai-tempi-di-silvio-1/#comment-983142</guid>
					<description>Caro Daniele Barni

Chi scrive è una persona che come te lavora nella scuola, scuola secondaria esattamente un istituto professionale.
Scrivo per concordare con quello che dici, ma non a prescindere e non senza puntualizzare alcune cose che forse chi dentro al mondo della scuola non sta non conosce pienamente ed a fondo.
Criticare le tue osservazioni è semplicemente impossibile tanto sono giuste, dico solo che sono parziali, mi spiego meglio :
La scuola come la conosciamo è l'unico ente nel quale si accede non per meriti uniti ovviamente ai titoli, non esiste una struttura che seleziona gli aspiranti dipendenti, struttura che vaglia non solo il possesso dei titoli ma anche le attitudini dei candidati (un ufficio personale insomma come qualsiasi ditta di questo mondo).
nella scuola se si ha il titolo richiesto si entra in graduatoria a prescindere dalla capacità del singolo di interagire con degli adolescenti da formare sia sul piano professionale che su quello umano, basta possedere il titolo.
Poi per carità è vero quello che dici, scuola di specializzazione (ma non per tutti comunque), ma anche li si guarda semplicemente se conosci la o le materie tutto qui.
Nessun privato assumerebbe un ingegnere, un architetto, o un operaio semplicemente perchè conosce la materia, il privato vuole conoscere anche la persona e se caratterialmente sei un inetto fai le valigie, a scuola no una volta preso basta che conosci la materia (a volte anche se non la conosci va bene ugualmente), poi puoi essere anche un inetto umanamente, incapace di relazionarsi con il prossimo va bene non ci sono problemi.
A questo aggiungo uno scandalo a mio parere tutto italiano, due settimane a natale, una a pasqua, di solito una verso febbraio (da circa 10 anni a questa parte prima non esisteva ma come si fa altrimenti ad andare a sciare...), più le vacanze estive, dove il docente è considerato a disposizione....dico io a disposizione di chi ? che non si vede mai nessuno....??
E quando si vedono è solo per stare dietro a corsi extracurriculari che poco o niente condividono con il normale percorso formativo, ma in compenso riempiono le tasche in primis di chi li organizza ed a seguire anche se in minor parte di chi vi insegna.
Se questi signori sono a disposizione e non in ferie (come accade nella realtà), perchè non si presentano al lavoro regolarmente ?.
Altro scandalo sono i corsi di recupero (si giustificano per combattere l'evasione delle lezioni private di recupero), in pratica il docente nelle ore a disposizione da la disponibilità a fare corsi di recupero, ore che gli vengono remunerate extrastipendio, dico io ma se sono a disposizione e percepiscono uno stipendio, perchè dobbiamo pagarli ulteriormente ?? Pagato sul pagato quindi (e poi si piange sempre miseria!!).
Altra chicca non da poco questo soprattutto negli istituti professionali, è la così detta &quot;terza area&quot;, consiste in ore curriculari di specializzazione dove &quot;profondi conoscitori della materia&quot; dovrebbero stimolare gli alunni nell'apprendimento, questi esperti possono essere reperiti nel mondo del lavoro, o se si possiedono le capacità fatti anche dal personale interno.
Ottimo è l'intento, ma nella pratica salvo rare occasioni, siamo di fronte anche qui ad una vera spartizione di denaro pubblico (sempre meno questo è vero), ma che a cascata parte dal ministero per fermarsi negli uffici regionali, poi ai csa provinciali ed infine ai singoli consigli dei docenti di ogni scuola, in quello che è un vero e proprio spartimento di denaro...(di solito ogni scuola ha il proprio clan che gestisce in modo molto arbitrario queste risorse).
Verissimo ho disegnato un quadroo nero, e mi auguro che in molti casi non sia così, solo che la mia esperienza personale (20 anni di servizio), mi porta a parlare in questi termini, niente di personale che nessuno me ne voglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Daniele Barni</p>
<p>Chi scrive è una persona che come te lavora nella scuola, scuola secondaria esattamente un istituto professionale.<br />
Scrivo per concordare con quello che dici, ma non a prescindere e non senza puntualizzare alcune cose che forse chi dentro al mondo della scuola non sta non conosce pienamente ed a fondo.<br />
Criticare le tue osservazioni è semplicemente impossibile tanto sono giuste, dico solo che sono parziali, mi spiego meglio :<br />
La scuola come la conosciamo è l&#8217;unico ente nel quale si accede non per meriti uniti ovviamente ai titoli, non esiste una struttura che seleziona gli aspiranti dipendenti, struttura che vaglia non solo il possesso dei titoli ma anche le attitudini dei candidati (un ufficio personale insomma come qualsiasi ditta di questo mondo).<br />
nella scuola se si ha il titolo richiesto si entra in graduatoria a prescindere dalla capacità del singolo di interagire con degli adolescenti da formare sia sul piano professionale che su quello umano, basta possedere il titolo.<br />
Poi per carità è vero quello che dici, scuola di specializzazione (ma non per tutti comunque), ma anche li si guarda semplicemente se conosci la o le materie tutto qui.<br />
Nessun privato assumerebbe un ingegnere, un architetto, o un operaio semplicemente perchè conosce la materia, il privato vuole conoscere anche la persona e se caratterialmente sei un inetto fai le valigie, a scuola no una volta preso basta che conosci la materia (a volte anche se non la conosci va bene ugualmente), poi puoi essere anche un inetto umanamente, incapace di relazionarsi con il prossimo va bene non ci sono problemi.<br />
A questo aggiungo uno scandalo a mio parere tutto italiano, due settimane a natale, una a pasqua, di solito una verso febbraio (da circa 10 anni a questa parte prima non esisteva ma come si fa altrimenti ad andare a sciare&#8230;), più le vacanze estive, dove il docente è considerato a disposizione&#8230;.dico io a disposizione di chi ? che non si vede mai nessuno&#8230;.??<br />
E quando si vedono è solo per stare dietro a corsi extracurriculari che poco o niente condividono con il normale percorso formativo, ma in compenso riempiono le tasche in primis di chi li organizza ed a seguire anche se in minor parte di chi vi insegna.<br />
Se questi signori sono a disposizione e non in ferie (come accade nella realtà), perchè non si presentano al lavoro regolarmente ?.<br />
Altro scandalo sono i corsi di recupero (si giustificano per combattere l&#8217;evasione delle lezioni private di recupero), in pratica il docente nelle ore a disposizione da la disponibilità a fare corsi di recupero, ore che gli vengono remunerate extrastipendio, dico io ma se sono a disposizione e percepiscono uno stipendio, perchè dobbiamo pagarli ulteriormente ?? Pagato sul pagato quindi (e poi si piange sempre miseria!!).<br />
Altra chicca non da poco questo soprattutto negli istituti professionali, è la così detta &#8220;terza area&#8221;, consiste in ore curriculari di specializzazione dove &#8220;profondi conoscitori della materia&#8221; dovrebbero stimolare gli alunni nell&#8217;apprendimento, questi esperti possono essere reperiti nel mondo del lavoro, o se si possiedono le capacità fatti anche dal personale interno.<br />
Ottimo è l&#8217;intento, ma nella pratica salvo rare occasioni, siamo di fronte anche qui ad una vera spartizione di denaro pubblico (sempre meno questo è vero), ma che a cascata parte dal ministero per fermarsi negli uffici regionali, poi ai csa provinciali ed infine ai singoli consigli dei docenti di ogni scuola, in quello che è un vero e proprio spartimento di denaro&#8230;(di solito ogni scuola ha il proprio clan che gestisce in modo molto arbitrario queste risorse).<br />
Verissimo ho disegnato un quadroo nero, e mi auguro che in molti casi non sia così, solo che la mia esperienza personale (20 anni di servizio), mi porta a parlare in questi termini, niente di personale che nessuno me ne voglia.
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