Sabrina Cottone

Settembre 6, 2009 on 12:51 pm | In Politica |


Ieri abbiamo minacciato il giornale di Feltri e Berlusconi. Lo scopro oggi leggendo l’articolo a pagina 2 del giornale di Feltri e Berlusconi, a firma della signora Sabrina Cottone. Vediamo alcuni passaggi di questo articolo, esemplari della faziosità giornalistica e della disonestà intellettuale sua e del foglio su cui scrive.

Sabrina Cottone sostiene di avermi sentito dire: “Feltri deve avere paura, paura di girare in questa città, paura e vergogna, perché se li deve sudare i milioni di euro che guadagna”. Da qui il titolone: “Minacce al Giornale: dovete avere paura di andare in giro”. Ricorda male. Io ho detto: “Gente come Feltri deve aver paura, paura di andare in giro in questa città, vergogna e paura della verità, paura di qualcuno che ogni volta che lo vede gli ricordi la verità, paura della forza della verità, se li deve sudare i milioni di euro che guadagna”. Fra contestazione e violenza c’è una bella differenza, no? E a Feltri, quando di recente mi è capitato di incrociarlo, ho rivolto solo un paio di domande e un’invettiva, idem per i suoi degni colleghi Belpietro e Giordano. Nessuno s’è fatto male. Ma senza quel taglio era difficile servire in tavola il piatto prelibato delle minacce. Sicché sul giornale edito dal fratello del presidente del consiglio, responsabile politico delle forze di polizia, e letto da molti tifosi destrorsi siamo raccontati come quasi-terroristi. Simpatico vero?

Proseguiamo. Sabrina Cottone aveva a disposizione una bella serie di documenti per dare conto delle nostre ragioni: decine di slogan sui cartelli, il nostro striscione con la scritta “Prigionieri della menzogna”, un volantino di trenta righe in cui si spiegavano i meccanismi del regime mediatico-affaristico, decine di post di questo blog. Ma ha deciso di non farne alcun cenno e nemmeno ha chiesto dichiarazioni agli organizzatori e ai partecipanti, come di solito si fa, preferendo riportare, per compitare il suo servigio, un commento a un post, in cui si invitava a portarsi una scorta di uova marce contro il giornalismo spazzatura. Commento da cui si evincerebbe tutta la nostra violenza, commento che avrebbe potuto scrivere chiunque, perfino un redattore del Giornale.

E dire che di argomenti concreti a sostegno delle nostre critiche alla biografia professionale di Feltri ci sembrava di averne espressi numerosi ieri in piazza, dalle diffamazioni a Di Pietro agli insulti a Enzo Baldoni, dal dileggio ai manifestanti contro la guerra preventiva in Iraq al killeraggio mediatico nei confronti di magistrati, giornalisti e oppositori scomodi, dal silenzio sulle malefatte del padrone e del suo clan fino all’esecuzione di Dino Boffo. Nessuno di questi argomenti è stato citato, meglio un commento anonimo in calce a un post.

Secondo Sabrina Cottone avremmo messo in scena “un processo pubblico di piazza”. Che idea miserabile della libertà! Sapendo che era del Giornale e sentendole dire che era orgogliosa di lavorarvici, ho chiesto ai partecipanti di accoglierla con un applauso e l’ho invitata a prendere la parola per dialogare con noi, visto che in questi nostri agorà il megafono passa di mano in mano e ognuno, a cominciare dai dissenzienti, può dire la sua (accade così anche alle manifestazioni del partito capeggiato dal fratello del suo editore?). Lei ha risposto: no, non parlo, io sono una cronista. Si vede. Cronista di un quotidiano governativo il cui direttore si sente in guerra con “gli avversari”. Di più: a un certo punto ho chiesto a lei e al cronista dell’Ansa che era presente di riferire a Feltri che ci piacerebbe tanto, in alternativa alle contestazioni di strada, un confronto pubblico con lui. Sabrina Cottone, per coerenza, non l’ha registrato. Come non ha registrato la presenza in piazza di Salvatore Borsellino (figura di cui ignorava l’esistenza): sarebbe stato un filo più imbarazzante, per la reporter, farci apparire come squadristi?

Arriva il turno di Montanelli. Avevamo messo nel volantino la sua definizione dell’Italietta berlusconiana: “la feccia che risale il pozzo”. Ogni volta, anche ieri, ne ricordiamo la statura personale, pur criticandone (e avendone criticato quand’era in vita) diversi aspetti della sua storia giornalistica, per metterla a confronto con i suoi successori alla guida del Giornale. Che cosa ne ricava Sabrina Cottone? Anche Montanelli “finisce sul banco degli imputati”, scrive. Perché? Per una frase come questa: “Siamo costretti a difendere la memoria di Montanelli, personaggio che per molti aspetti non posso ricordare con apprezzamento, ma in confronto a Feltri…”. La frase successiva è tagliata: ricordavo l’espulsione di Montanelli dal quotidiano che aveva fondato al momento della nascita del partito azienda sotto le cui insegne i dipendenti giornalistici erano chiamati dal padrone a “fare squadra, a cantare in coro”. E così è stato. Più suggestivo a giudizio di Sabrina Cottone chiosare il paragrafetto ricordando la gambizzazione di Montanelli, “oggetto di critiche e attacchi di ogni genere” (come Feltri oggi?).

Impressionata dal vasto dispiegamento di gendarmi, che ai suoi occhi non può che essere la prova che siamo pericolosi, Sabrina Cottone scrive che me la prendo con i poliziotti e mescola assieme il nome di Antonio Manganelli, capo della polizia, e il nome di Fabrizio Fucili, un funzionario della questura di Milano, che secondo lei giudicherei responsabile di non averci concesso di tenere la manifestazione sotto le finestre del Giornale. Io non me la prendo genericamente con i poliziotti. Ma racconto fatti e formulo giudizi facendo nomi e cognomi. Il nome di Manganelli rientrava in una semplice battuta su alcuni cognomi evocativi di una stagione non proprio esaltante per quanto riguarda la libertà di manifestazione, non è mai stato chiamato in causa per altri motivi durante l’agorà di ieri. Il nome di Fucili è quello del funzionario, peraltro molto garbato, con cui ho parlato ieri quando ho accettato di tenere l’agorà in piazza Cordusio anziché davanti al Giornale. Sabrina Cottone non capisce quel che ho detto o lo distorce. Non è Fucili il responsabile della revoca del nulla osta. Lui me l’ha soltanto notificata. Il responsabile istituzionale è il questore di Milano, al quale ho chiesto un colloquio personale, per domandargli tra le altre cose da quale data il tratto di strada antistante l’ingresso della redazione del Giornale (ieri blindato da una squadra di agenti in divisa e in borghese) tornerà a essere un luogo dove sia possibile manifestare contro la mala-informazione governativa e lo squadrismo giornalistico. Ma la questione sostanziale che ho tentato di spiegare (ai presenti, non certo a Sabrina Cottone) è quanto sia difficile - e nel contempo necessario - provare a opporsi esercitando in pubblico la propria libertà di coscienza a un sistema in cui il rispetto delle regole è un obbligo solo per i deboli, le garanzie per le minoranze sono sempre più incerte e la sproporzione fra le forze in campo è così soverchiante.

Naturalmente la nostra iniziativa - oltre che minacciosa - è stata un flop, come viene detto nell’occhiello e ripetuto in coda all’articolo. Chi ha partecipato ha avuto un’altra sensazione. E poi qual è il criterio per giudicare fallito uno speaker corner con volantinaggio organizzato da un gruppo di amici? A un cronista onesto e attento semmai non dovrebbe sfuggire l’originalità della scelta di convocare a oltranza un’assemblea alla settimana per difendere la Costituzione dal governo. Ma l’attenzione di Sabrina Cottone è attirata da ben altro. “Ricca sbraita al megafono contro chi non la pensa come lui”, scrive la dipendente di Paolo Berlusconi. “Mononeuronali, che realtà di m…, scusate la parola, non è colpa loro ma del Grande Fratello e di Maria De Filippi”. Chi erano? due o tre ragazzetti che son passati da piazza Cordusio dileggiando e facendo gestacci. Da me invitati a prendere la parola al megafono, si son fatti piccoli piccoli e sono andati oltre. I tipici rappresentanti, anche dall’aspetto, della generazione bruciata dalla grande lobotomizzazione televisiva. Questo significa forse sbraitare contro chi la pensa diversamente?

Tra coloro che manifestano in piazza le proprie opinioni e chi mette nel mirino dei media chiunque osi criticare il premier-padrone, coloro che mettono a rischio la sicurezza non sono certo i primi. Sabrina Cottone trova esagerata questa osservazione. A smentirla, da questa mattina, sono cominciate ad arrivarmi, a seguito del suo articolo, alcune simpatiche mail di garbato e civile dissenso. Ne riporto una a titolo d’esempio:

“piccolo uomo tu e i tuoi accoliti dovete stare attenti a minacciare la gente perche potrebbe capitare che mentre girate per milano da soli vi succeda quello che voi augurate ad altri. Perche’ ricordati che siamo in tanti a non aver paura di voi piccola minoranza che non sopporta la democrazia,e ci siamo stufati.
TI PIACE L’EFFETTO CHE FA’? ALL’ OKKIO…!”.

Post scriptum

Per una di quelle coincidenze che a volte capitano, questa mattina ho incontrato in stazione sul predellino di un treno Sabrina Cottone. Mi ha salutato lei con un sorrisetto: “Buongiorno Ricca, ci siamo visti ieri…”. Come se non fosse accaduto nulla. In fondo ognuno recita la propria parte e la sua è quella di compitare articoletti di quel genere: perché prendersela tanto a cuore? E’ il senso di normale amministrazione di quel sorrisetto che dà la misura della qualità dei tempi. Naturalmente è stato un piacere cantargliene quattro.

Nel video sopra uno dei momenti più minacciosi dell’agorà…

68 Commenti »

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  1. Bene, io ieri c’ero (e indossavo un elegantissimo cartello con una frase di Enzo Biagi sulla TV, gentilmente fornito da QML) e in tutta onestà il pezzo della “solo una cronista” (che ieri mi suscitava la simpatia che sempre provo per chi è in minoranza) è di una falsità sconcertante. Certo, ognuno vede sempre quello che è predisposto a vedere, ma è curioso che la tipa non abbia, ad esempio, neanche fatto menzione di Paolo Borsellino, che ha parlato lungamente con lei con la gentilezza e l’educazione che sempre lo contraddistinguono, né dell’applauso che Piero ha chiesto per lei (e che è stato lungo e non di circostanza). Non una parola neanche sui contenuti degli interventi di Piero e dei cittadini, dai più ai meno giovani, che hanno toccato gli argomenti più vari, dall’integrazione con gli immigrati al precariato nella scuola - oltre, naturalmente all’informazione e all’orrore del caso Boffo.
    La sintesi della Cottone, che peraltro se ne è andata piuttosto presto, perdendosi buona parte dell’incontro, è parziale sia come resoconto sia come visione - e d’altra parte era chiaro in partenza che il contenuto del suo pezzo sarebbe stato quello e che era lì solo per sentire e riportare i brandelli di frasi che avrebbero dimostrato la sua tesi preconcetta.
    Vorrei di nuovo ringrazare Piero e quanti si spendono per rendere possibili questi incontri (era il mio primo), che sarebbero davvero la base di un rinnovamento democratico di questa società se più gente tornasse ad avere voglia di fare e impegnarsi in prima persona.

    Commento di caterina — 6 Settembre 2009 #

  2. Questo articolo dimostra che ieri avevamo ragione a stare in piazza. Peccato che non ci sia un filmato dell’intero agorà… sarebbe utile per dimostrare le menzogne della signora Cottone.

    Commento di rob — 6 Settembre 2009 #

  3. complimenti per quello che fai spero di poter a breve unirmi alla tua lotta contro la disinformazione e l’ingiustizie somministrateci via anale da questi servi nani ma non per questo innoffensivi.
    Mi piacerebbe impegnarmi nella distribuzione di tuo materiale informativo in zona bassa-bresciana
    Appena possibile mi doterò di strumenti per farlo come fotocopiatrice ecc. ma sa sono disoccupato e non prendo un cazzo di salario di disoccupazione come invece gli psiconani vanno in giro dicendo che tutti siamo aiutati dallo stato……bugie
    GRAZIE per quello che fai spero presto di unirmi a voi
    un saluto da maurizio fratello di PAPILLO

    Commento di maurizio — 6 Settembre 2009 #

  4. Un giorno la destra vincerà definitivamente e vi manderà giustamente in esilio, brutti anarchici che non siete altro. Argomentate il vuoto, le vostre opinioni non hanno valore. E non parlate male dei giornalisti onesti, di quei pochi democratici rimasti a contrastare lo strapotere della stampa comunista che sta avvelenando il clima sociale. Ma verrà il giorno in cui le vostre idee verranno dichiarate illegali e allora dovrete lasciare l’Italia. Vi auguro di andare a finire a vivere in quelle nazioni antidemocratiche (come i paesi mussulmani) dove capirete il privilegio dell’essere veri ITALIANI!
    Via, andate nel ghetto.

    Commento di presente — 6 Settembre 2009 #

  5. Il giornale non esiste,è pura fantasia creata dall’improbabile mente comica del “Cavaliere”.Fa parte di quella realtà parallela asservita totalmente alla sua immaginazione,dove il male è il bene e la menzogna è la verità.
    Il guaio è che c’è gente che lo compra,addirittura spreca il proprio tempo per leggerlo, e cosa più grave lo prende sul serio!

    Commento di Pino — 6 Settembre 2009 #

  6. Vergogna…
    Suprema Vergogna!!!!!!!!!!
    Ha fatto pure la vittima…..
    sono solo una cronista!!!!!!!!!
    Vergogna suprema vergogna!!!!!!!!!

    Commento di Anna — 6 Settembre 2009 #

  7. Un grande esempio di sano civismo che nell’odierna situazione diventa vitale Resistenza informativa. Che dire: avanti così Piero, senza paura!
    P.S: Cos’è una partaccia, una pernacchia?

    Commento di stefano santachiara — 6 Settembre 2009 #

  8. Caro Piero, puoi querelare il Giornale per aver riportato frasi non veritiere atte a gettare discredito sulla tua persona? Frasi che causano immotivato astio nei tuoi confronti da parte di chi legge quel giornali, esponendoti anche a qualche rischio…

    Commento di Antonio C. — 6 Settembre 2009 #

  9. Tanti anni fa quando lavoravo presso una grande industria ebbi la malaugurata idea di andare all’ufficio assistenza sociale per chiedere un aiuto. L’Assistente Sociale mi disse di non potermelo accordare perchè non ero, secondo lei, molto affezzionato all’azienda (frequentavo il sindacato). Nel prendere atto della risposta le dissi che a fare certi mestieri ci vuole coraggio e che in ogni caso avevo più stima di quelle signore che a Mestre esercitavano presso il cavalcavia ferroviario piuttosto che essere sedute dietro una scrivania a fare le serve. Letto il post penso che non molto sia mutato da quel tempo. Avere la schiena dritta costa più fatica che vendere la propria dignità al miglior offerente.

    Commento di vittorino — 6 Settembre 2009 #

  10. Grazie Piero. Uno dei motivi per cui tornerei a vivere a Milano siete voi. Spero di tornarci un giorno e potermi unire fianco a fianco alle vostre iniziative. L’email ricevuta che riporti nel post potrebbe essere oggetto di denuncia. Vi prego, filmate i vostri incontri e rendeteli alla rete per favore. Un abbraccio forte.

    Commento di Rebel — 6 Settembre 2009 #

  11. Caro Piero, non so quali siano le tue intenzioni, ma io, fossi in te, continuerei a chiedere l’autorizzazione per una manifestazione DAVANTI ALLA SEDE DEL “GIORNALE”. Credo sia uno dei tanti modi per verificare se il livello di democrazia in Italia si sta ulteriormente abbassando, o se c’è ancora qualche possibilità di salvarci.

    Con stima e con la speranza di poter esserci ai prossimi Agorà.

    Filippo

    Commento di Filippo — 6 Settembre 2009 #

  12. Mi piacerebbe vedere un filmato o almeno una foto di questa “giornalista”. Grazie

    Commento di Leonardo — 6 Settembre 2009 #

  13. Il Giornale da sempre un sacco di notizie non confermate tipo questa:

    http://www.sarx88.com/2009/09/scoop.html

    Commento di Sarx88.COM — 6 Settembre 2009 #

  14. .. vabbè Piero, magari al prossimo incontro ci viene anche qualche lettore del giornale, incuriosito dall’articolo.
    Così gli potrai fare LA DOMANDA MASSIMA:
    è giusto, o non è giusto, secondo te, che un politico controlli dei mezzi di comunicazione di massa? Che abbia la possibilità di mentire alla nazione, senza che nessuno se ne accorga?
    ti conviene in quanto cittadino? ti conviene in quanto consumatore? ti conviene in quanto risparmiatore? ti conviene in quanto investitore?
    E se li controllasse un politico bolscevico-comunista, un giorno? saresti contento? staresti tranquillo? sarebbe democrazia?
    Per il resto, Viva Zapatero!!

    Commento di alba — 6 Settembre 2009 #

  15. Certo non è inerente al tema trattato ma se mi permettete potrebbe essere di vostro interesse approfondire la questione riguardante un pessimo passo di Grillo, so che non guardate in faccia a nessuno (gran virtù) per questa ragione mi auguro riusciate a far chiarezza.

    Buon lavoro e buona domenica signori

    http://www.youtube.com/watch?v=ANnmWwmuDUI

    Safran

    Commento di Safran — 6 Settembre 2009 #

  16. la seguo solo da qualche mese, ma apprezzo molto i suoi toni civili e a volte proprio non capisco come faccia a sopportare di incontrare persone come i nostri politici o questo tipo di cosiddetti giornalisti…vivo in canada ma se fossi a milano verrei a ogni incontro….continui cosi’….

    Commento di margrant — 6 Settembre 2009 #

  17. Ieri io c’ero e, pertanto, posso contare su ciò che ho visto, ciò che ho sentito, ciò che ho vissuto in P.zza Cordusio a Milano.
    In altre parole sono una testimone diretta dell’evento Agorà del 5/09/2009 di QML al quale hanno partecipato persone di varia estrazione culturale, diversa età, diversa provenienza geografica fra le quali spiccava il nome di Salvatore Borsellino a cui ho stretto la mano con gioia.
    C’è stato un continuo fluire di persone, una costante respirazione dal centro fino oltre i bordi dei marciapiedi; un ritmo vitale, si direbbe. Un successo se si pensa alle non-condizioni create ad arte al fine di rendere sempre più improbabili simili espressioni di critica, altro che flop!
    Ma, forse, la giornalista non ha visto le famiglie che sostavano e prestavano attenzione nel corso dell’intero pomeriggio; forse, non ha osservato gli occhi dei passanti che chiedevano i volantini; forse, la medesima non si è interessata ad intervistare i presenti che hanno preso il megafono a turno denunciando l’abbrutimento volgare di questo Paese e sostanziando tali affermazioni non già con opinioni e parolacce, bensì con riflessioni interessanti, con fatti, spaccati di vita, articoli, analisi comparative, argomenti chiari a tutti.
    Deve essere andata proprio così: evidentemente la Cottone non ha ascoltato quelle voci che urlavano nel deserto sentimentale che ci caratterizza da decenni e, pertanto, non ha capito un bel niente di ciò che Piero Ricca e altri denunciavano.
    Mi chiedo: Perché tanto disprezzo nei nostri confronti? Forse, perché ci ostiniamo a difendere i principi dettati nella Costituzione contro la barbarie di questo regime mediatico? Forse, perché ormai il nostro Paese è incancrenito e spaccato a tal punto che le persone invece di incontrarsi tendono a guardarsi in cagnesco?
    Apprendo così con dispiacere dal report sul giornale di Feltri che le nostre facce, i nostri corpi, la nostra ossessione nel difendere la legalità contro tutti i sistemi di mafie, ben lungi dall’essere un motivo di vanto per la società, sono da censurare ancora una volta; sono da svalutare, da distorcere, financo ridicolizzare e accusare. Ancora peggio: sono da definire come vere e proprie minacce inaccettabili.
    Che grave ingiustizia ha commesso la Cottone! Spero soltanto che se ne avveda quanto prima e riesca così ad uscire dal tritacarne di un sistema inumano e mistificatore.

    AB

    Commento di ab — 6 Settembre 2009 #

  18. Dispiace solo non essere lì in Lombardia ma nel centro-sud, altrimenti avrei partecipato a ogni singolo incontro di Qui Milano Libera. Forza ragazzi.
    Ps: ma sarò il 19 settembre a Roma.

    Commento di alex28 — 6 Settembre 2009 #

  19. ho provato a postare un commento sul sito del giornale per far notare che le cose non stavano come sono scritte nell’articolo, ma non l’hanno pubblicato. Moderano anche i commenti ?

    Commento di rob — 6 Settembre 2009 #

  20. SEI SEMPRE IL MIGLIORE RICCA…

    e nelle ultime battute del tuo post, quel sorrisetto diplomatico e infondo leggero di chi sa che sta recitando una parte e che non bisogna prendersela tanto a cuore, c’è tutto il senso della differenza tra VOI e loro.
    vi voglio bene QML….

    VI VOGLIO VERAMENTE BENE

    Commento di dile — 6 Settembre 2009 #

  21. Io c’ero.
    Sono semplicemente balle quelle scritte dalla “signora” Cottone!!!
    Ricca non ha insultato nessuno ma ha, semmai, invitato al confronto pubblico la “sono solo una cronista” del Giornale.
    Purtroppo, ormai lo sappiamo,……certa gente non è avvezza a confrontarsi con i cittadini.
    Per farlo occorre credere fermamente nei principi democratici……!!!!

    Commento di Claudi Marchina — 6 Settembre 2009 #

  22. VERGOGNA SUPREMA VERGONA!!!

    Commento di LUCA — 6 Settembre 2009 #

  23. Per i non milaneis cos’è la PARTACCIA?

    Povera donna!

    Cmq tra astenuti, sinistra varia e leghisti che portano 1 sacco di voti, mi sa che la minoranza è Silvio.

    Commento di Danx — 6 Settembre 2009 #

  24. Non capite che queste persone son istruite a dire falsità e per questo ben retribuite. Per loro, novelli Faust, la menzogna è il pane quotidiano e la usano per demnolire tutti coloro che ancora offrono una minima resistenza. Il caso Boffo, che pure è stato un partigiano di questa compagine, perchè anche lui istruito da un altro potere fasullo, è paradigmatico di come opera la macchina demolitrice della verità. Perciò Piero non ti arrendere perchè sono le voci fuori dal coro che al fine forniranno il carburante, l’unico, che alimenterà l’autocombustione di questo dittatore paranoico che non può che udire altro che i peana alla Bondi o alla Gasparri e compagnia bella.

    Commento di giulio raffi — 6 Settembre 2009 #

  25. La Cottone si deve vergognare non perchè lavora a Il Giornale ma perchè … disinforma. Non c’è bisogno che qualcuno gli dica di scrivere questa o quell’altra balla! Che persona meschina!

    Commento di Alberto Santangelo — 6 Settembre 2009 #

  26. x safran
    qui c’e’ l’altra faccia della medaglia.
    http://www.bortolanionlus.it/2009/09/04/caso-micrscopio-aggiornamento/

    Commento di nonsenepuopiu — 6 Settembre 2009 #

  27. Caro Piero,
    volevo chiederti se potevi andare a trovare Beppe Grillo di cui io sono un seguace di chiarire la sua posizione sulla vicenda del microscopio di Stefano Montanari che dopo una raccolta fondi promossa dallo stesso Grillo gli sta per essere tolto ma Grillo non fa cenno allo scandalo. Anzi mostra una reticenza molto ambigua.
    A tal proposito leggi…

    http://www.byoblu.com/post/2009/09/03/Il-microscopio-maledetto.aspx

    Il video dell’intervista:

    http://www.youtube.com/watch?v=h74I0M2G8iQ&feature=player_embedded

    Conto su di te per svelare questo enigma.

    Commento di Ciro — 6 Settembre 2009 #

  28. Caro Piero e partecipanti alla NOBILE azione condotta

    Per la vetusta, MOLTO PERVERSA e sempre efficace teoria del GOBBO e sua strategia della comunicazione:

    ***
    purche’ si scriva e si parli di qualcosa o di qualcuno, un qualche beneficio, nel lungo termine verra’ alla luce, e spesso proprio a favore dell’oggetto o persona od idee di cui si scrive e si parla
    ***

    Da un punto di vista strettamente COMUNICAZIONE, la strategia sopratutto, ma non solo, de **il giornale**, e’ solo una indicazione che sono presi male…molto male

    Essendo a corto di argomenti per nuove BOLLE MEDIATICHE, che tra l’altro si stanno ritorcendo contro di loro tutti, DEVONO REAGIRE e dimostra che hanno polvere bagnate dietro le loro FARAONICHE PRETESE tanto amplificate dalla loro (DIS)informazione

    E’ stata una ottima azione, Piero & co…

    Commento di Edededed — 6 Settembre 2009 #

  29. 1 - Ma chi è Ricca il porta voce delle domande scomode?
    Fatelo voi, alzate la testa e fatelo voi, troppo facile se no.

    2 - Si IL GIORNALE modera i commenti, li pubblica in differita. L’unico modo per pubblicare i commenti quasi in diretta è scriverci “i comunisti fanno schifo”, io ho provato ed è andata così. E poi hanno anche il coraggio di parlare di democrazia. bah

    Commento di Francesco T — 6 Settembre 2009 #

  30. vai Piero , sei un grande!
    come tutti quelli che manifestano con te e come te.Quando leggo questi post ,come quello di Daniele Martinelli o Beppe Grillo , vedo che ci sono delle speranze di riscatto per il nostro paese ed uscire dall’oblio di questa dittatura soft fatta di diffamazione, querele, tv per celebrolesi con tette e culi per anestetizzarre le menti.Mi fa rabbia vedere come hai detto giustamente anche te che c’è “un sistema in cui il rispetto delle regole è un obbligo solo per i deboli”.
    Siete eccezionali e sono convinto che non manca molto alla meta

    Commento di Renato — 7 Settembre 2009 #

  31. Piero Ricca …..un grande direi. Ti seguo da poco ma sei in gamba. Ti ho inserito nei miei preferiti in buona compagnia (con Martinelli, Byoblù, Grillo, Papillo). Avanti così.

    Commento di Ferruccio — 7 Settembre 2009 #

  32. Ho preso parte con tutta me stessa, ieri, 5 settembre, al mio appuntamento ormai consueto con l’agorà, dove donne e uomini in carne ed ossa, mente e cuore, e voce e volti ed occhi, e mani, si incontrano per condividere emozioni, passioni, pensieri, indignazioni, profondi timori, speranze, nel nome del Bene Comune della Nazione, richiamandosi ai Valori fondanti di questa Nazione, i Valori trasfusi nella Costituzione Repubblicana dai Padri Costituenti che ce la donarono come albero vigoroso cui fare riferimento dopo le esperienze tragiche della privazione della libertà e della dignità, che il popolo italiano aveva sofferto durante il regime fascista.
    I Valori della Giustizia, della Legalità, dell’Uguaglianza davanti alla Legge, della Solidarietà, della Libertà, quella Libertà che è Partecipazione, che prendono corpo nella Democrazia e che noi sosteniamo pacificamente durante i nostri incontri, cui partecipiamo da donne e uomini liberi, ne servi ne servili, senza costrizione alcuna, se mai coinvolti, una volta, tanto da parole umane, appassionate, sincere, frutto di mente e cuore, e passione civile.
    Abbiamo veramente centrato lo scopo del nostro incontro, nella nostra Libertà che è Partecipazione, se quello che abbiamo vissuto e condiviso ieri nel cuore di Milano ha potuto dare adito alla cronista Sabrina Cottoni di titolare e scrivere ciò che ha titolato e scritto: non possiamo che definirlo “giornalismo spazzatura e squadrista”
    Io vorrei ricordare ancora una volta, come ho fatto anche in agorà, le parole pronunciate da Piero Calamandrei durante la seduta dell’Assemblea Costituente del 7 marzo 1947, perchè siano da esempio e da richiamo alla responsabilità di chiamare per nome i Valori, come pienezza di Umanità, come esperienza degli uomini che, fino ad oggi, hanno fatto del Bene Comune dell’Italia la ragione della loro vita e, spesso, del sacrificio di se stessi: -Io mi domando, onorevoli colleghi, come i nostri posteri, tra cento anni, giudicheranno questa nostra Assemblea Costituente. Se la sentiranno alta e solenne come noi oggi sentiamo alta e solenne. Credo che i nostri posteri sentiranno più di noi, tra un secolo, che da questa nostra Costituente è nata veramente una nuova storia e si immagineranno che in questa nostra assemblea, mentre si discuteva della nostra Costituzione repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri i cui nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato tutto un popolo di morti, di quei morti che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file, nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci fino ai giovinetti partigiani. Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere, il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile, quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole, quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore.-

    Commento di AC — 7 Settembre 2009 #

  33. grande Ricca sei sempre il migliore… fregatene di cio’ che scrive una pseudocronista…

    Commento di nick — 7 Settembre 2009 #

  34. Intervista a Noemi Letizia

    http://www.youtube.com/watch?v=Ml1E80mFG2Q

    Commento di Marco da Napoli — 7 Settembre 2009 #

  35. VOTIAMO LA PROPOSTA DI FARE I V-DAY AL CIRCO MASSIMO

    allo stato attuale il mio commento all’ultimo post di Grillo è il più votato. Chiedo a Grillo di fare il v-day al circo massimo…devono sentire tremare la terra sotto i piedi..immagginatevi u…n circo massimo che all’unisono li manda affanculo…andate a votare la mia proposta.

    Commento di paolo papillo — 7 Settembre 2009 #

  36. @ AC

    ma perchè se devi citare un discorso di Calamandrei poi tagli dei pezzi?

    Commento di eva — 7 Settembre 2009 #

  37. @ PRESENTE (il presunto fascista di sopra, più che altro penso un troll).

    Anarchici = persone che sono contro ogni forma di governo. Non mi pare sia il caso delle persone che sono contro QUESTA forma di governo. C’è una bella differenza, ma daltronde dal resto del tuo testo si capisce che non capisci un TUBO.
    A me molti “ideali” di destra piacciono, come me ne piacciono altri di sinistra. Il problema che quelli come te, e i naziskin e altri PUPAZZI simili, non sono persone di destra, sono solo degli IGNORANTI che ripetono a pappagallo tutto quello che gli viene messo in bocca. Questo non vuol dire essere orgogliosi della propria nazione, vuol dire solo essere dei pappagalli senza cervello.
    C’è una bella differenza. L’Imperatore Ottaviano era sicuramente un uomo di destra. Ma altrettanto sicuramente faceva politiche sociali. Era comunista? Probabilmente agli occhi dei ciechi come te, apparirebbe tale.
    Quello che sembri desiderare, nel tuo messaggio, è semplicemente di avere altra gente che pensi al posto tuo. A questo punto, fai un favore all’umanità: se non ti va di pensare, spegniti definitivamente, e lascia pensare gli esseri umani che vogliono EVOLVERSI dal livello della scimmia. ;)

    Commento di Erebus — 7 Settembre 2009 #

  38. BHé; PIERO RICCA PORTA BENE; PENSATE SABRINA COTTONE; SCONOSCIUTA AI PIU; é DOVUTA SCENDERE AL GIORNALE DI FELTRI PER SCRIVERE(?);ADESSO ADDIRITTURA LA CONOSCONO “POCHE DECINE”!

    Commento di mirko — 7 Settembre 2009 #

  39. Sulla diatriba Grillo-Montanari, consiglio di leggere questo articolo:
    http://95.211.14.139/?p=17727

    dove si spiega perché il microscopio è stato assegnato all’Università di Urbino.

    Commento di Alessandro Lucchi — 7 Settembre 2009 #

  40. Mi tocchera´abbandonare la toscana e tornare a Milano …
    Che ne pensate del buon Luca Telese che molla il giornale per il Fatto di Padellaro & C. Folgorazione sulla via di Damasco e pentimento o e´un altro Mentana ?
    Luca Di Benedetto

    Commento di Luca Di Benedetto — 7 Settembre 2009 #

  41. Quello che ha scritto la Cottone è odioso. Ma è tanto più odioso perché viene da una giornalista, professione che dovrebbe dire controllo del potere, potere di critica, e così via
    e invece, è umiliante verso le persone, la gente

    Commento di Luca — 7 Settembre 2009 #

  42. intercettata la cottone che chiama ricca.
    - ciao ricca, sono sabrina cottone, come va?
    - eh?!…
    - sì, ci siamo conosciuti sabato scorso in p.zza cordusio e rincontrati domenica mattina alla stazione di milano, non ricordi?
    - vergogna!
    - calma, per favore. volevo dirti di non prendertela tanto perché ho firmato or ora un contratto con “il fatto”. ebbene sì, ce l’ho fatta a saltar sul carro dei vincitori e così lascio il giornalaccio di feltri, non sei contento?
    - cosa?!
    - mi sa che alla prossima agorà tesserò le tue lodi; anzi, dirò a chiare lettere che sei un esempio da imitare! sei contento ora?
    - clic!

    Commento di fansss — 7 Settembre 2009 #

  43. scrivo da Oristano, e da oristano avette tutta la mia solidarietà e appoggio morale!

    Commento di gianluigi — 7 Settembre 2009 #

  44. Piero, unico!

    Commento di SALVO TGWEB — 7 Settembre 2009 #

  45. “Gente come Feltri deve aver paura, paura di andare in giro in questa città, vergogna e paura della verità, paura di qualcuno che ogni volta che lo vede gli ricordi la verità, paura della forza della verità, se li deve sudare i milioni di euro che guadagna”. Fra contestazione e violenza c’è una bella differenza, no?
    NO NO E NO, MI RICORDA TANTO LA STORIA CALABRESI

    Commento di Luigi — 8 Settembre 2009 #

  46. Luigi, Calabresi fu ucciso, non semplicemente contestato. Per evitare di ricordarti la sotria di Calabresi, uno non dovrebbe contestare un personaggio come Feltri? Non dovrebbe sollecitare le persone a criticarlo pubblicamente? Non è che l’aggressività vittimistica berlusconiana ti ha lasciato qualche segno?
    Anna

    Commento di anna — 8 Settembre 2009 #

  47. @ Luigi: scusa forse sarò scema io, dov’è la minaccia? La verità o una persona che la chiede non dovrebbe far paura….o mi sbaglio?

    Ho trovato un altro che si è imbattuto in Sabrina Cottone, ma indirettamente….c’è di mezzo Bondi. Il caso è molto simile: http://images.google.com/imgres?imgurl=http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/07/daniele-giornale.bmp&imgrefurl=http://www.danielemartinelli.it/2008/07/09/bondi-spoetizza-i-fatti/&usg=__knOoaHnJGWtkssk3EnhaueUhVzM=&h=576&w=720&sz=1216&hl=it&start=2&um=1&tbnid=sKVFGAOHQJW3rM:&tbnh=112&tbnw=140&prev=/images%3Fq%3Dsabrina%2Bcottone%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26rls%3Den%26sa%3DN%26um%3D1

    Commento di Camilla — 8 Settembre 2009 #

  48. La mia impressione è che ormai Berlusconi è al tramonto, è arrivato al capolinea e non durerà a lungo. La cosa che più mi infastidisce è l’eredità che ci lascia, questa italietta moralmente piegata a 90°. E poi sono strasicuro che tutto il codazzo di cortigiani, dai Bondi ai Cicchitto fino ad arrivare all’ultima ruota del carro, ovvero la Cottone di turno, sarà abilissimo a riciclarsi, a fare distinguo di responsabilità su questi anni sciagurati (un esempio lampante è Paolo Guzzanti, alias Mr Mitrokhin, che oggi vuole accreditarsi come uno dei più acerrimi avversari di Berlusconi.
    Ma di cosa ci meravigliamo? Siamo il Paese dei ribaltoni, maestri nello stravolgere l’oggettività delle cose: siamo il Paese dove anche chi aveva idee liberticide, come i giovani di Salò, sono stati da più parte accomunati ai partigiani!
    Insomma, prepariamoci al peggio, purtroppo non finirà tutto con l’uscità di scena di Berlusconi…

    Commento di Niccolò — 9 Settembre 2009 #

  49. Tengo un corso di elelemnti di giornalismo a studenti delle superiori. Tra i tanti materiali forniti dai media, utilizzerò l’articolo della signora Cottone come esempio di giornalismo fazioso. Non iniziate mai, dirò ai ragazzi, un articolo che racconta una manifestazione scrivendo: forse chi l’ha corganizzato non si rende conto di quel che dice. E tutto il resto. Una cronaca non è un’opinione personale dell’articolista. Grazie dello spunto.

    Sara

    Commento di sara — 9 Settembre 2009 #

  50. cari ricca e co.

    mi spiace dirvelo ma siete perdenti in partenza

    siete pochissimi in una italietta di zombies, cretini ed individualisti

    non andrete (come nazione) da nessuna parte

    auguri

    un emigrato

    Commento di fabriziocardinale@tin.it — 9 Settembre 2009 #

  51. Piero mi limito a ringraziarti per il grande impengno che ci metti in tutte le cose che fai,purtroppo non abito a Milano e il mio lavoro non mi permette di allontanarmi dalla mia città, altrimenti puoi starne certo sarei li’ con voi a far sentire anche la mia voce!
    Leggo ancora chi parla di comunismo, ma come si fà a non voler mai alzare la testa neanche quando ci stanno coprendo di merda?
    Non mollate,anzi non molliamo!

    Commento di Massimo — 9 Settembre 2009 #

  52. Vergognosa…come il governo di mafiopiduisti ed i suoi sostenitori….

    Commento di giuseppe — 9 Settembre 2009 #

  53. Una contestazione ad un giornale è qualcosa che non ha comunque un buon sapore, perchè è proprio un comportamento del genere a ricordare dell’olio di ricino, e io discendo da una famiglia di antifascisti della prima ora: non era forse più logico contestare l’editore o suo fratello, cioè il premier, visto che lo si ritiene comunque “il mandante”?
    Una voce in più non fa mai male e si chiama pluralismo: sicuramente quella del Giornale è una voce che ascolto, l’ho ascoltata anche sul caso Boffo e la penso proprio come Franco Grillini in proposito; leggo anche Repubblica, ma certo preferisco Il Riformista, Libero e L’Altro. Magari anche quella di qml è stata una voce sensata e non un’aggressione come la Cottone dipinge, quindi qualcosa di utile al dibattito: ma io questo non lo so, non c’ero e se non mi fido della Cottone, di certo non mi fido di Ricca…
    Avreste potuto postare un video integrale, non quei pochi frame visti su youtube: francamente non so che pensare della vicenda, ma francamente è un fatto poco importante. Spero vivamente che non sia come dice la Cottone, ma davvero, anche se percepisco un clima plumbeo nel quale queste azioni si incastonano alla perfezione.
    ps: Sotto col primo che mi da del berlusconiano, in barba alla mia tessera di un altro partito…

    Commento di Marco — 10 Settembre 2009 #

  54. Marco, Il Giornale non è un giornale ma un organo di partito, il paritto azienda populista e autoritario che domina l’Italia. QML ha contestato e contesterà mil padrone di quel partito fino a che campa. In quell’agorà ha criticato un modo di fare informazione inaccettabile, condizionato dal potere politico, servile, unilaterale, spesso palesemente diffamatorio, insensibile alla logica, alleìa coerenza, alla verità dei fatti, alle regole della moralità corrente e della deontologia professionale. Malainformazione organizzata come strumento di potere, di manipolazione e di intimidazione. Di cui uno come Feltri è campione.
    Solo un imbecile può pensare che si convochi una manifestazione con permessi e timbri per minacciare gente che da anni si contesta duramente ma pacificamente. Solo un idiota può credere che le vittime dello squadrismo verbale siano gli squadristi verbalei. Gente come Feltri fa paura, non perché si prende la briga di volantinare le sue opinioni o di contestare personaggi con scorta e tappeto rosso. No, perché usa un mezzo di comunicazione come una clava contro chi osa criticare il gruppo di potere capeggiato dal personaggi che per sua stessa ammissione l’ha ingaggiato con un fiume di denaro.
    se hai dei dubbi sinceri, ti propongo di venire agli agorà e renderti conto di persona se c’è un clima plumbeo o no..
    Andrea

    Commento di andrea — 10 Settembre 2009 #

  55. Ho provato a scrivere una lettera al Giornale per chiedere spiegazioni. Non l’hanno pubblicata. Ho provato a telefonare per chiedere un chiarimento. Non mi hanno passato nessun redattore. Loro a voi il megafono non ve lo concederebbero.
    Alessandra

    Commento di alessandra — 10 Settembre 2009 #

  56. @ sig. presente…

    uno dei tanti babbei che crede che ancora esista la Destra e la Sinistra in Italia, un paese governato da una dittatura Mafiosa grazie ad ignoranti come te!!!

    Quali sarebbero i veri giornalisti, quelli iscritti sul libro paga del presidente del consiglio? Magari un giorno sarai proprio tu e quelli come te a dover lasciare questo paese, quando finalmente sarà ricostituita la Democrazia e la Legalità!!!

    Commento di Filippo L. — 10 Settembre 2009 #

  57. Ho nuno spazio su una radio locale, una libera antenna dove posso parlare di qualunque tema. Dedicherò il prossimo intervento a Sabrina Cottone. Leggerò alcuni suoi articoli che ho trovato in rete. Sì Piero, devono avere paura che le reazioni di sdegno e critica rispetto a qual che fanno crescano e si moltiplichino. Dobbiamo svergognarli sulla pubblica piazza, nel giro degli amici, su Internet, sui media non ancora sbarrati e quando possibile faccia a faccia. Pacificamente svergognarli. Anche per aiutarli attraverso il meccanismo della paura delle reazioni critiche a contenere i livelli della malainformazione padronale.
    Ti abbraccio Piero, quella gente non ha un grammo della tua passione e della tua integrità.
    Elio

    Commento di elio — 10 Settembre 2009 #

  58. Marco,
    Sai qual è il problema principale in codesti trip nei quali tutti i giornali vanno bene così si fa una frittata di tutto? E’ la bulimia stessa travisata come alibi per sentirsi aperti al mondo.
    E’ mia convinzione, infatti, che non sia nella quantità di fonti a disposizione il segreto per costruire uno minimo di senso critico (o capacità di discernimento fra ciò che è buono e ciò che è cattivo), bensì nell’abitudine a confrontare sanamente ciò che si ha a disposizione (e qui si entra inevitabilmente in delicate questioni d’ordine metodologico, che davvero non possono essere improvvisate e trattate con superficialità).
    Comunque, per farla breve: è noto che seguendo una strada comparativa è possibile apprendere a poco a poco che esistono differenze fondamentali fra “fatti” e “opinioni” e così caratterizzare le testate interessate a soddisfare l’intelligenza e curiosità del lettore e altre miranti viceversa a confusionargli la mente (naturalmente, è bene sottolineare, nel mezzo a questi due estremi c’è tutta una scala di sfumature che va dal peggiore giornalaccio al migliore servizio esistente sulla piazza capace, appunto, di produrre informazione).
    In questo panorama quotidiano, che si spera tenda sempre ad essere variegato (mmmhhh…), il lettore decide quindi come etichettare le varie offerte; ad ognuno di noi, cioè, spetta distinguere i giornalisti più o meno mistificatori dai ricercatori di verità fattuali.
    Per queste ragioni, in una democrazia sana non è soltanto un diritto contestare chi distorce l’accaduto a fini occulti, ma è addirittura un dovere, caro mio, altroché. Ogni singolo cittadino, che dir si voglia, dovrebbe a mio avviso sentirsi chiamato a motivare con la ricerca e con argomenti razionali le sue idee sulle cose mirando sempre a distinguere il vero dal falso.
    In questo risiede la libertà di pensiero, secondo me, altro che “casa delle libertà” dove ognuno fa a gara a chi prende meglio di mira un avversario per impallinarlo al fine di preservare i propri interessi privati non certo perché mosso dal rischiaramento della verità, ma perché accecato totalmente dal dio quattrino!
    Buona fortuna, allora, e soprattutto Buona lettura.
    AB

    Commento di ab — 10 Settembre 2009 #

  59. @marco

    il giornale non fa informazione ma diffama con lo scopo di infangare le persone e far restare il dubbio ai lettori

    feltri e’ stato condannato varie volte per diffamazione (vedi che direttori di giornali abbiamo in italia) ed i soldi cacciati per le condanne civile del giornale sono come degli investimentri aziendali per perseguire lo scopo di far ottenere piu’ potere al padrone

    Commento di fabriziocardinale@tin.it — 10 Settembre 2009 #

  60. Elio, tu sei la sola voce libera!!

    Commento di Umberto — 10 Settembre 2009 #

  61. Sara pensi a studiare lei e non a indottrinare mio figlio. Lui sa già cos’è fazioso e cos’è servile

    Commento di Luca — 10 Settembre 2009 #

  62. sabrina cottone, ho parlato di lei ad alcuni giornalisti stranieri che conosco per motivi di lavoro, tutti mi hanno detto: quel giornale è così poco credibile oltre la cerchia dei fan di berlusconi che non vale la pena nemmeno di farci caso

    terremo sempre a mente il suo nome, complimenti

    sauro

    Commento di sauro — 10 Settembre 2009 #

  63. Sempre più a fondo: solidarietà dalla Francia agli amici italiani che ancora si ostinano a vivere in quel cesso di paese!!!!!!

    Commento di Miller — 10 Settembre 2009 #

  64. […] Purtuttavia l’antiberlusconismo non basta, con esso si sospende solo (a spanne) il 35% delle brutture che affliggono il nostro paese, perchè se un Berlusconi sempre piu’ delirante cerca di arginare cio’ che resta della libertà di espressione in Italia, un’occhiata alle possibili alternative offre un panorama talmente sconsolante che diventa difficile sperare di risalire la china. Prendiamo Piero Ricca e il suo epico blog. Lui è un personaggio che vanta numerose persone (tra cui me) che lo apprezzano e lo stimano, tuttavia è diventato abbastanza “rumoroso” da far sì che il sistema massmediatico abbia costruito intorno a lui delle leggende metropolitane che lo dipingono come un “maleducato”, uno “aggressivo”, uno che “sì, potrebbe anche avere ragione, ma sono i modi che usa che non vanno bene”, laddove gli avversari in malafede lo appellano senza mezzi termini (e con una buona dose di ignoranza diffusa) squadrista e “minaccioso”. […]

    Pingback di Agora’ di cloro Le mie idee politiche? Lo “sconfortismo” — 12 Settembre 2009 #

  65. Sabrina Cottone complimenti per l’articolo! Evidentemente lei non sa nulla dell’attività del gruppo qui milano libera, dell’umanità e del senso civico che si respira alle loro iniziative, le consiglio pertanto di informarsi meglio, di partecipare ai loro incontri in piazza, di abbandonare la logica maccartista.

    Commento di francy — 12 Settembre 2009 #

  66. Ciao Piero,

    scusa se ti do del tu ma mi sento molto vicino al tuo modo di vedere la nostra società.
    Vedi il problema secondo me è molto semplice: quello che dici tu nei tuoi articoli è chiaro e referenziato (come è corretto che sia) ma è difficile da seguire per l’italiano medio, c’è troppo da leggere e da capire !
    Meglio degli articoletti pseudo scandalistici facili da seguire che ti danno emozioni forti ed immediate !

    Commento di Alfonso — 16 Settembre 2009 #

  67. ciao..mi chiamo ivano..e vengo da l’Aquila..anche se ho solo 17 anni volevo semplicemene fare i complimenti a piero ricca…ho visto molti video su youtube..e sinceramente è la prima persona con le palle ke vedo e sento intento a contrastare questa dittatura berlusconiana..ke da qualche mese ha rovinato la vita anche a noi terremotati..PIERO GRAZIE DI ESISTERE..

    Commento di ivano — 16 Settembre 2009 #

  68. Caro Piero,
    a volte penso, e per questo ho pensato di scriverti, se non fosse meglio concentrarsi per le tue lotte, non fuori le librerie di mondadori o fuori la redazione del giornale, o in costa smeralda, ma piuttosto nelle periferie delle nostre città, fuori le fabbriche, fuori le scuole e le università.
    saluti
    Giuseppe

    Commento di Giuseppe — 24 Settembre 2009 #

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