Goliarda a chi?

Ottobre 11, 2009 on 12:52 pm | In Politica |


“Quando il premier si rivolge alla magistratura perchè gli hanno dato del ‘buffone’ la magistratura dice che è stata una goliardata. Anche per questo occorre chiarire il rapporto tra istituzioni e magistrati”.

Così oggi il “premier” a Benevento. FALSO.
La magistratura, assolvendomi dopo tre anni e mezzo di regolari processi, NON ha scritto che si trattò di una goliardata, ma dell’esercizio del diritto di critica politica, provata dal resto delle frasi che quel giorno rivolsi all’imputato in fuga: fatti processare, rispetta la Costituzione ecc. ecc.
Anche per questo - cioé per garantire il cittadino dagli abusi e dalle vendette del potere (spina dorsale del magistrato di turno permettendo) - occorre mantenere la funzione giudiziaria indipendente dal governo.

Di passaggio, è sempre bene ricordare che - al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento - il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.

Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)

Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.

E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.
Sarebbe il caso che gli oppositori morigerati, oggi riuniti a congresso, lo riprendessero in mano per replicare colpo su colpo a tutte queste spudorate mistificazioni populiste. Fa riferimento al tema su Repubblica di oggi Ilvo Diamanti.

20 Commenti »

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  1. E sempre tempo di abbecedario

    Commento di LUCA — 11 Ottobre 2009 #

  2. Ciao Piero,

    volevo dirti solo una cosa che m’è venuta in mente ieri sera dopo l’agorà, ma poi m’è passata da capa: secondo me il fatto che i volantini che abbiamo distribuito siano stampati solo sul fronte è uno spreco di spazio nel senso che se fossero stampati sul retro con altre notizie o articoli la gente si ritroverebbe in mano il doppio delle informazioni da leggere il che non sarebbe male… che ne dici? vedi tu.

    ps: hai scoperto per cosa si è sentito offeso il senatore F.B.? In bocca al lupo.

    Commento di claudio — 11 Ottobre 2009 #

  3. ben detto PIERO!!!
    QUOTO!

    Commento di silvestro — 11 Ottobre 2009 #

  4. Ciao Piero,
    volevo solo chiederti: hai provato ad inviare un tuo articolo a “Il Fatto Quotidiano” o a chiedere una collaborazione con la redazione di questo quotidiano? Credo come molti che il tuo sarebbe un contributo serio e costruttivo per il giornale e per l’informazione. Mi sembra che di spazio ne stiano dando a fonti un minimo autorevoli…
    Saluti.

    Commento di Gerry — 11 Ottobre 2009 #

  5. Lo spezzone di quel film,quando l’ho visto prima di mandarlo a Piero,è troppo bello.
    Devo andare a recuperare l’originale perchè non l’ho mai visto!
    Più che altro,per i volantini,l’ideale sarebbe tirarne fuori due da un A4.Ma siccome delle volte capita che vengano stampati gratuitamente bisogna far di necessità virtù.
    Sulla doppia pagina non saprei,io preferisco essere conciso e sintetico,i volantini troppo lunghi e con troppa roba da leggere non è che attirino molto.
    La maggior parte della gente lo legge mentre cammina per poi buttarlo o riporlo in borsa per buttarlo in un secondo momento a casa.E’ difficile che si vada oltre la prima occhiata e la prima lettura.

    Commento di Jamal — 11 Ottobre 2009 #

  6. Jerry, no non ho provato. Vedremo in seguito. Non credo di poter aggiungere molto a quel che già scrivono.
    Claudio, rifletteremo sulla tua proposta anche se dubito -proprio come Jamal - che la gran parte delle persone abbia tempo ma soprattutto voglia di leggere ben due facciate di volantino. Ma qualcosa si può provare, per esempio mettere nella seconda facciata una sintesi dell’esperienza agorà.
    p.

    Commento di Piero Ricca — 11 Ottobre 2009 #

  7. QUESTO E’ IL PIU’ “BEL” VIDEO SULL’ARGOMENTO CHE HO MAI VISTO: riassume TUTTO in un minuto e mezzo soltanto.

    Commento di JusPrimaeNoctis — 11 Ottobre 2009 #

  8. Che il “premier” affermi falsità in continuazione è evidente a tutto il mondo (meno che una buona, ahimè, parte degli italiani). Ed è difficile cercare nelle sue affermazioni qualcosa di lontanamente vicino al vero. Devo però obiettare uno dei punti ricordati nel post.
    E’ vero che l’Italia è una Repubblica Parlamentare e che il presidente del consiglio dei ministri è nominato dal Capo dello Stato. Ma il discorso sulla nomina del presidente del consiglio merita quanto meno un (breve) approfondimento, in quanto le cose si sono evolute negli ultimi anni (forse una delle poche cose che è davvero cambiata, e in meglio).
    Durante la Prima Repubblica i partiti si presentavano alle elezioni, agli elettori, senza una coalizione (quanto meno dichiarata). Il compito, delicato, del Capo dello stato era quindi di trovare qualcuno in grado di formare un governo che potesse avere la maggioranza in Parlamento. Oggi, per fortuna, non è più così. I partiti si coalizzano prima delle elezioni e si presentano agli elettori con un leader. Non è pensabile, quindi, che il Presidente della Repubblica non nomini il leader della coalizione vincente. Il leader è il collante della coalizione e la persona cui i partiti hanno dichiarato di dare il proprio appoggio dopo le elezioni. Il presidente del consiglio di fatto è eletto dal popolo. Anche la fiducia del Parlamento è un atto formale.
    Su questo si può discutere se sia una forzatura della Costituzione o no, se sia bene o un male e se il nome sul simbolo della coalizione sia una trovata mediatica o no (probabilmente si).
    Però il punto, secondo me, è un altro. Può il voto degli elettori conferire al presidente del consiglio che il potere di dire e fare ciò che vuole senza il rispetto delle leggi? Ovviamente no!
    Per cui l’argomentazione “il presidente è stato eletto dal popolo” non va, secondo me, contestata affermando che non è vero. Ma facendo notare che la sovranità che il popolo “delega” alla coalizione politica eletta (e quindi al suo leader) va esercitata nel rispetto delle leggi e della Costituzione.

    PS: Bellissimo lo spezzone del film…quanta verità!!

    Commento di Carmine — 11 Ottobre 2009 #

  9. Carmine, condivido la riflessione che il punto forte sia la necessità di porre limiti al mandato elettorale. E che con la riforma elettorale maggioritaria qualcosa di importante sia cambiato. Ragionare se in meglio o in peggio, o con quali errori, sarebbe interessante ma ci porterebbe lontano. Tuttavia non basta una riforma elettorale per modificare un assetto costituzionale. E uno dei motivi dei nostri attuali guai è che nel 1993 si attribuì un effetto salvifico a una riforma elettorale cui non seguirono riforme istituzionali.
    Un cambiamento dell’equilibrio istituzionale in senso maggioritario deve passare per l’iniezione di forti contrappesi, per esempio uno statuto ben delineato delle prerogative dell’opposizione parlamentare.
    Se la maggioranza di governo è espressione del Parlamento, ad esempio, quando cade un governo non necessariamente si deve andare alle elezioni. Vedi decisioni di Scalafro dopo il ribaltone del 1994) Credo che sia importante sottolinearlo perché se si vuole il presidenzialismo occorre procedere per la via maestra: l’art. 138 della Costituzione. Ci hanno già provato a introdurre un presidenzialismo di fatto nel 2005 ma gli è andata male, grazie a un referendum popolare.

    Commento di Piero Ricca — 11 Ottobre 2009 #

  10. Per quanto riguarda la nomina a Pres. del Consiglio (se sia popolare o meno) credo sostanzialmente che Carmine abbia ragione. E’ vero che esiste una situazione “formale” (ovvero la nomina del Pres.del Consiglio da parte del Pres. della Repubblica), ma ormai è prassi che venga scelto a formare il governo colui che ha guidato la coalizione durante la campagna elettorale.
    Come è vero che “formalmente” ci sia la differenza tra Sarkozy( Pres. della Repubblica) e Berlusconi (Pres. del Consiglio), ma di fatto hanno lo stesso ruolo sulla scena politica (ed entrambi sono eletti dal popolo). Ecco perchè dire che in Francia non ci sia l’immunità è semplicemente un cavillo giuridico.(scusate se torno a una questione vecchia, ma riguardava quella che secondo me è la differenza tra situazioni di fatto e di forma).
    Occhio poi a deridere i sondaggi di Berlusconi:l’ultima volta che qualcuno lo ha fatto ha rischiato di perdere le elezioni.(Prodi docet.)
    Detto questo, istituzioni come la Corte Costituzionale,la Pres. della Repbblica e “alcuna” magistratura vanno sempre rispettate e, se criticate, sempre nei limiti.

    Commento di antonio — 11 Ottobre 2009 #

  11. Io non penso Berlusconi sia un anomalia nella mentalita’ e nel panorama culturale Italiano.Penso invece che proprio in esso egli le sue radici e la sua giustificazione.

    Per esempio, quando egli dice alla Bindi (tanto per parlare di un caso recentissimo) di “essere piu’ bella che intelligente” egli dice qualcosa che molti Italiani (anche se non tutti) pensano o sono inclini a pensare e condividere.

    Ancor piu’ in generale, il dramma e’ che il pensiero e la mentalita’ che quest’uomo cosi’ disinvoltamente e spavaldamente esprime, pur nel suo abissale squallore, trova terreno fertile nella mentalita’ e nel pensiero dell’italiano medio aduso a questo squallore.

    Se l’Italia fosse un paese diverso (avverso alla corruzione, con senso della decenza, del buon gusto , del rispetto per il prossimo) persone come lui non avrebbero modo di emergere.

    Per questo non gli si puo’ dare torto quando brandisce l’arma della sua popolarita’ contro chiunque lo contesti, lo critichi, o lo metta in discussione.Purtroppo e’ amaro riconoscerlo, ma ha ragione.

    E credo che le cose non cambierebbero di molto pur se lui non avesse quel largo controllo e possibilita’ di manipolazione dei media effettivamente ha. Anche in questo caso egli rimarrebbe popolare come lo e’ adesso dato che interpreta benissimo l’anima e la mentalita’ media di questo paese.

    Commento di un lettore — 11 Ottobre 2009 #

  12. Vorrei ricordare al lettore qua sopra che Mr. Berlusconi è il presidente del Consiglio dei ministri e che, pertanto, questi deve rendere conto agli italiani tutti (!) delle sue scelte e dei suoi comportamenti, pubblici e privati perché funge da modello generale.
    Ora, se è vero che il ruolo istituzionale che ricopre è tale da investirlo di una responsabilità significativa è vero anche che questa è simile, seppure in scala diversa, a quella di un genitore che ha il dovere di prendersi cura dei propri figli, dei loro bisogni materiali e morali.
    In definitiva, vale la proporzione seguente, Berlusconi : società italiana = genitore : propria famiglia.
    Ciò detto: se è altrettanto vero che il medesimo genitore sarà pessimo se si comporta in modo sregolato magari assecondando i pensieri e i comportamenti del suo bambino non educato, allo stesso modo il nostro presidente del Consiglio sarà pessimo se, invece di guidare saggiamente la collettività verso costumi virtuosi, strizza l’occhio e accelera viceversa azioni disoneste e altamente offensive la nostra Costituzione.
    Berlusconi, di conseguenza, non solo non ha ragione per niente (!) a farci violenza tutti i giorni con le sue azioni nefaste e con i suoi giochini di parole pensati ad arte per creare cattive contraddizioni mentali, ma è anche responsabile di avere attuato punto per punto il piano eversivo del criminale Gelli e di stare aizzando la sua creatura o società berlusconiana contro tutti quegli italiani da lui stesso definiti “farabutti” in quanto che non servi e proni ai suoi dictat.
    Devo, forse, pensare di emigrare perché la società berlusconiana mi ha dichiarato guerra?

    Commento di ab — 11 Ottobre 2009 #

  13. Faccio presente che stampare su fronte e retro costa il doppio in quantità di toner della stampante e visto che il costo della stampa non deriva certamente dal costo della carta, che all’ingrosso ti viene quasi regalata, è meglio rimanere sul fronte secondo me e stampare il doppio delle fotocopie..

    Commento di niho — 11 Ottobre 2009 #

  14. “Io non penso Berlusconi sia un anomalia nella mentalita’ e nel panorama culturale Italiano.Penso invece che proprio in esso egli le sue radici e la sua giustificazione.”

    Ma infatti!Berlusconi non è IL problema,Berlusconi è l’espressione del problema!
    Il Berlusconismo è un modo d’essere che ha trovato in Berlusconi la propria massima espressione.

    Commento di Jamal — 11 Ottobre 2009 #

  15. …già…se non fosse che quell’anima artificiale che lui cosi bene interpreta, è stato proprio lui a forgiarla e a regalarcela, con 30 anni di tv commerciale.
    e quindi si torna sempre allo stesso punto.

    Commento di diletta — 12 Ottobre 2009 #

  16. Se io fossi un elettore del PdL, a questo punto mi verrebbe spontaneo dire:
    Caro Silvio, hai proprio ROTTO IL CAZZO!!! Lo scudo fiscale, il Lodo Alfano, la riforma della giustizia su cui ti dimeni da sempre NON possono in alcun modo migliorare la mia vita e quella dei tanti Italiani che ti hanno dato mandato, anzi sono atti rivolti solo ad aggiustare la tua vita!!!
    E’ ora di pensare un pò all’italia e afrti meno i CAZZI tuoi!!!

    Siccome ciò NON accade, vuol dire che ancora non siamo così in basso per far accendere un bagliore di coscienza a questi senza cervello.

    Commento di Filippo L. — 12 Ottobre 2009 #

  17. OT
    il video su berluska….LODO AL FANO ….MITICO
    http://www.youtube.com/watch?v=b4CxVujQ8A0
    ciauz

    Commento di dario — 12 Ottobre 2009 #

  18. Il problema non è quello che dice il “buffone” ma come e dove lo dice.Il come, è quello del piazzista suadente, alla Vanna Marchi;il dove è la scatola magica della TV, per tanti-troppi- i più, vera fonte di verità che moltiplica l’effetto magico del render vere le menzogne. I sondaggi vengono di conseguenza.

    Commento di giulio raffi — 12 Ottobre 2009 #

  19. “Berlusconi non è IL problema,Berlusconi è l’espressione del problema!” Sono d’accordo, ma non bisogna dimenticare che le sue televisioni hanno dato negli ultimi 20 anni e continuano a dare un grosso contribuito alla formazione della cultura popolare italiana.

    Commento di Nico — 13 Ottobre 2009 #

  20. […] Passavo dal blog di Piero Ricca, quando ho letto questo post., di cui vi cito uno spezzone: Di passaggio, è sempre bene ricordare che – al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento – il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale. […]

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