Magic Italy

Ottobre 13, 2009 on 2:03 pm | In Politica | 12 Comments

Se è un complotto, è mondiale. Coinvolge tutta la grande stampa internazionale, senza distinzioni fra conservatori e progressisti. Ieri Newsweek e l’Observer, oggi il Washington Post portano avanti la campagna di “sputtanamento” dell’Italia - secondo quel che sostengono i tanti replicanti delle baggianate del padrone. E’ vero il contrario: questo governo squalifica l’Italia in tutto il mondo. Non servirà il pronto intervento degli ambasciatori, comandati con sprezzo del ridicolo a rintuzzare le critiche dei media internazionali, né la “task force” istituita o forse soltanto annunciata da Maria Vittoria Brambilla per tutelare il buon nome di “Magic Italy”. Fin quando non si volterà pagina, l’Italia verrà percepita all’estero come uno staterello bananiero, un paradiso penale e fiscale dominato da un cartello di impresentabili. Ed è una percezione corrispondente al vero. Altro che “complotto antitaliano”! Ben vengano dunque le critiche della stampa e della cultura internazionali.

Sul sito Italia dall’estero una rassegna di traduzioni di articoli della stampa internazionale.

Qui Napoli Libera

Ottobre 12, 2009 on 1:38 pm | In Politica | 26 Comments

Caro Piero,

scrivo a nome di un gruppo di studenti campani informati ed indignati di fronte alle condizioni grottesche della democrazia nel nostro paese.
E’ per questo che vorremmo contribuire alla sensibilizzazione della società puntando ad un veloce risveglio delle coscienze addormentate che, soprattutto nella nostra realtà locale, stanno facilitando il processo di allineamento del potere in scenari sempre più tetri dal sapore sudamericano.
Per questo vi chiedo come possiamo organizzarci in una Qui Napoli Libera, per promuovere e salvare il pensiero libero e critico.
Vi ringrazio. Gioia

Risposta

Cara Gioia,

non c’è copyright né gerarchia: ognuno può e deve fare la sua parte, senza illudersi né rassegnarsi. Mi piace pensare a questo impegno come a un atto di idealismo senza illusioni. Il “risveglio”, se mai ci sarà, non sarà veloce e nemmeno indolore. Tuttavia anche un gruppo di amici, se animato da forti convinzioni, può contribuire a seminare consapevolezza e opporre resistenza innanzitutto culturale a questi “scenari sudamericani”. Può coinvolgere gli altri e dare il buon esempio. La non esaltante alternativa è covare rancore in solitudine o attrezzarsi all’egoismo e all’indifferenza, magari sognando di espatriare. Fossi in voi, inizierei a fissare appuntamenti periodici in piazza, nel centro della città, con volantini, cartelli, striscioni e megafono. Fino a quando non sopprimeranno le libertà civili, questo diritto non può essere negato, ma va esercitato, non deve rimanere lettera morta. Si può fare molto altro, ma è bene ritornare in piazza. Vedrete che l’esercizio della libertà è anche divertente. Ma occorre essere forti e tenaci, perché niente procura maggiore ostilità che l’esercizio pubblico della propria libertà. Nei volantini meglio mettere un’idea alla volta. Idem sullo striscione. Sui cartelli si può spaziare di più. Credo che oggi in Italia la priorità sia opporsi alla deriva anticostituzionale della cricca berlusconiana e dei suoi falsi oppositori. Ma non sottovaluto certo la specificità napoletana. Poi sta a voi scegliere temi e parole chiave. Sul piano formale, per non avere noie, come penso già sappiate, occorre dare preavviso alla questura almeno tre giorni prima, recandosi all’apposito ufficio manifestazioni, dove vi sarà chiesto di compilare un modulo con motivo dell’iniziativa, numero previsto di partecipanti, luogo, orari ecc. Anche singolarmente, come privati cittadini, potete dare preavviso della vostra iniziativa. Non occorre avere un’associazione o un partito alle spalle. La questura ha l’obbligo di concedervi il nulla osta a meno che non vi sia un giustificato motivo di ordine pubblico che sconsigli la manifestazione. In questo caso basterà accordarsi per una piazza diversa o rinviare l’iniziativa. So che avere a che fare con la burocrazia dell’ordine pubblico per molti è fastidioso. Lo è anche per me. Soprattutto quando ci si muove da privati cittadini si ha l’impressione di essere schedati, controllati nella propria libertà di espressione e azione. In fondo è l’effetto voluto, ad uso e consumo di chi trova comodo ridurre le persone a numeri, a sudditi, che non sanno come muoversi, perennemente intimoriti ad esporsi, sempre con il cappello in mano davanti all’autorità, inconsapevoli dei propri diritti e delle possibilità di far sentire la propria voce. Occorre vincere questo fastidio e questi timori. Lo dico a voi e a tutti coloro che vorrebbero fare qualcosa ma fino ad ora hanno atteso che a prendere l’iniziativa fossero altri. Lo dico ai molti che mi scrivono per farmi i complimenti o domandarmi che cosa si possa fare. Occorre testimoniare in ogni ambiente messaggi in controtendenza e autoconvocarsi in piazza, riprendersi la parola senza attendere che siano altri a darcela, ribellarsi moralmente, con composta fermezza, senza più delegare. A tutto questo noi italiani non siamo abituati perché ci viene inculcata fin dall’infanzia non la libertà responsabile ma la sudditanza anarcoide, di cui sono componenti essenziali l’ignoranza dei diritti e la svalutazione dei doveri. Ma una democrazia ha bisogno di buoni cittadini prima ancora che di buoni governanti. Se questi focolai di resistenza si moltiplicassero, se il dissenso fosse visibile e la mobilitazione costante, forse qualcosa ancora potrebbe cambiare. Di certo l’Italia smetterebbe di essere il campo da gioco ideale per oligarchi, demagoghi e farabutti di ogni ordine e grado.
Fatemi sapere. A presto, Piero.

“Un passaggio assai pericoloso”

Ottobre 12, 2009 on 12:11 pm | In Politica | 11 Comments

D’ora in poi apriremo gli Agorà con una citazione classica. Già usato negli ultimi incontri, grazie a Jamal che l’ha portato, questo brano di Alexis de Tocqueville, tratto da La democrazia in America (1840).

Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri … Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la porta aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al suo cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo.

Goliarda a chi?

Ottobre 11, 2009 on 12:52 pm | In Politica | 20 Comments


“Quando il premier si rivolge alla magistratura perchè gli hanno dato del ‘buffone’ la magistratura dice che è stata una goliardata. Anche per questo occorre chiarire il rapporto tra istituzioni e magistrati”.

Così oggi il “premier” a Benevento. FALSO.
La magistratura, assolvendomi dopo tre anni e mezzo di regolari processi, NON ha scritto che si trattò di una goliardata, ma dell’esercizio del diritto di critica politica, provata dal resto delle frasi che quel giorno rivolsi all’imputato in fuga: fatti processare, rispetta la Costituzione ecc. ecc.
Anche per questo - cioé per garantire il cittadino dagli abusi e dalle vendette del potere (spina dorsale del magistrato di turno permettendo) - occorre mantenere la funzione giudiziaria indipendente dal governo.

Di passaggio, è sempre bene ricordare che - al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento - il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.

Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)

Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.

E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.
Sarebbe il caso che gli oppositori morigerati, oggi riuniti a congresso, lo riprendessero in mano per replicare colpo su colpo a tutte queste spudorate mistificazioni populiste. Fa riferimento al tema su Repubblica di oggi Ilvo Diamanti.

Homo Novus

Ottobre 10, 2009 on 1:19 pm | In Politica | 10 Comments

Un fantasma si aggira per l’Italia: Massimo D’Alema. Dopo quindici anni di leale collaborazione con Mister B., ora si presenta come Homo Novus e promette di costruire una “credibile alternativa di governo”. Ieri era ad Alessandria e Massimo (un omonimo) è andato a rivolgergli qualche domanda. Segnalatemi da tutta Italia le prossime uscite dell’Homo Novus. Le indicherò sul blog a disposizione di chiunque voglia andare a contestargli la faccia di bronzo.

Caro Piero,

sono appena tornato dall’incontro con D’Alema in Alessandria. Appena arrivato nel cortile del teatro, le TV locali lo circondano e lo tengono a parlare del “Lodo Alfano” e delle prossime primarie del PD, nessuna domanda scomoda.

Si entra in sala e i militanti appaludono senza avere sentito ancora una parola. In un clima di consenso pieno (con lieve sudditanza), Massimo D’Alema usa tutta la sua dialettica per dimostrare come sia ingiusto sfuggire i processi e di come il PD, grazie a Bersani, sia vicino a creare un’alternativa credibile.

Ogni intervento viene concluso con applausi a scena aperta, nel frattempo penso che non sia molto titolato a fare la “verginella” in tema di “fuga dai processi” (la Forleo avrebbe qualcosa da dire, immagino) né sul creare una “alternativa di governo” (il condono fiscale di pochi giorni fa, ne è un esempio).

A fine convegno, non è possibile fare alcuna domanda (of course), ma mi avvicino al Leader e chiedo conto della telefonata con Consorte e della figuraccia rimediata per il condono.

Sul primo punto (Consorte) mi dice che lui è candido come una rosa, che non è mai stato chiamato dai giudici e che il parlamento aveva interpretato quella intercettazione come “inutile”. Incalzo facendolo tornare sulla questione morale, dicendo che sarebbe stato suo dovere fare chiarezza fin da subito. Che se non avesse avuto nulla da nascondere, avrebbe dovuto collaborare con la magistratura e probabilmente la Forleo non sarebbe stata trasferita. Massimo risponde lapidario: “lei non ha fiducia nella giustizia”. Replico nuovamente sul fatto che qui non si parla di condanne o colpevolezza, ma sull’opportunità di chiarire i suoi rapporti con Consorte eper esempio sulla sua affermazione “facci sognare”. Lui chiude dicendo: “Ero solo contento che quella banca fosse acquisita”.

Sul secondo punto (condono), giustifica i mancati voti, dicendo “vabbe’” e poi sostenendo che nella votazione decisiva loro c’erano. Io ribadisco che mancavano 20 voti e che non possono parlare di “credibile alternativa” se poi servono degli assist enormia Mister B. Insisto col fatto che occorre incazzarsi (uso proprio questa parola) con i parlamentari assenti. Che non possono giustificarli. Mi rivolgo anche ai militanti che intanto assistono allo spettacolo, dicendo loro che dovrebbero essere i primi a contestare chi ha mancato l’occasione di bocciare il condono fiscale.

Alla fine vengo avvicinato dall’On. Mario Lovelli che mi invita a contattarlo per spiegarmi chi fosse veramente assente e quali provvedimenti intendano prendere. Lo contatterò.

Massimo

Opposizione imperdonabile

Ottobre 10, 2009 on 12:50 pm | In Politica | 14 Comments


La forza di SIlvio Berlusconi è la sua finta opposizione. Se l’è scelta con cura.
La ragione di sopravvivenza di questa finta opposizione è Silvio Berlusconi. Nell’intimo devono augurarsi che resti sul proscenio il più a lungo possibile.
Al momento decisivo, da quindici anni a questa parte, l’assist vincente glielo servono sempre loro, gli oppositori timidi, che hanno pure imparato a fare istantanea autocritica. Tanto sanno che tutto viene dimenticato in fretta, i militonti applaudiranno sempre con convinzione e i meccanismi del ricambio dentro e fuori i partiti sono a tal punto sabotati da impedire alternative.
L’ultimo “errore imperdonabile” degli oppositori imbelli è l’assenteismo al momento del voto alla Camera sullo scudo fiscale salvadelinquenti. Sono mancati i voti decisivi per farlo saltare: i loro.
Sul punto Duccio ha sentito Dario Franceschini, risolutamente contrario allo scudo fiscale nelle dichiarazioni televisive, assente dall’aula il giorno del voto sulle pregiudiziali di incostituzionalità.

Segnalazioni

Ottobre 8, 2009 on 3:17 pm | In Politica | 15 Comments


Due segnalazioni, rivolte in particolare a chi condivide i contenuti delle videocontestazioni QML, ma non i toni, giudicati troppo aggressivi. Fateci vedere come si fa!

Giovedì 8 ottobre

presentazione del libro “Non Sarò Clemente” (edizione Rizzoli)
dell’ On. Clemente Mastella.
REDPOINT CAFE’
Via Valleambrosia 55, Rozzano (MI
Dalle ore 21

Venerdì 9 ottobre

Piero Bottino (giornalista de “La Stampa” di Alessandria) intervisterà l’On. Massimo D’Alema presso il Teatro-cinema Ambra di Alessandria.
Dalle ore 17,30

Agorà / 16

Ottobre 7, 2009 on 7:18 pm | In Politica | 31 Comments


Prossimo Agorà: sabato 10 ottobre, a Milano, in via Mercanti angolo piazza Duomo.
Dalle ore 15,30 alle 19,30.

Fate girare la voce!

In attesa del prossimno “lodo”, parleremo anche dell’odierna bocciatura della legge Alfano. Ma ci voleva poi tanto a rispedirla una volta al mittente, gentile presidente Napolitano?

Come promemoria, in tema di sentenza civile Mondadori e salvacondotto per il “premier”, ripropongo la chiacchierata del luglio 2008 con il deputato ad personam Niccolò Ghedini.

Via Mercanti

Ottobre 7, 2009 on 1:46 pm | In Politica | 29 Comments

foto lodo1.jpg

Caro Piero,

arrivo a casa adesso dopo il mio primo volantinaggio di QML e volevo ringraziarti perché oggi pomeriggio mi sono sentito veramente democratico (sarà che ho letto due biografie di Mazzini e Garibaldi per un esame, però il sentimento è proprio quello). Sono solo un principiante (ci saranno sicuramente altre occasioni, spero) però volevo abbozzare una prima fenomenologia del “volantinato”, perché mi sembra una fotografia (ahimè) quasi perfetta di quello che sono diventati gli italiani oggi.

Il simpatizzante
Prende il volantino e si ferma per due chiacchiere, in cui solitamente, nella migliore delle ipotesi, auspica un presidente del consiglio dietro le sbarre.

Il turista
Non prende il volantino, però legge il nome di Berlusconi sui cartelloni e si informa: quando glielo traduci rimane incredulo (”really?!?”), poi ride ed esprime solidarietà. Quando se ne va capisci che ti è veramente solidale, però in fondo è contento perché nel Paese democratico nel quale vive non deve affrontare una situazione neanche lontanamente simile.

Il neutrale
Non prende il volantino, non si capisce se a causa dei suoi ideali politici o perché pensa sia un altro menù del nuovo ristorante indiano aperto, ma sorride e se ne va.

Il militante di “destra”
Non prende il volantino, quando sussurra frasi del tipo “io Silvio ce l’ho nel cuore” e chiedi spiegazioni senza ottenere risposta, se ne va sorridente, non si sa bene perché.

Il militante sotuttoio
Non prende il volantino e anzi, ti irride, spiegandoti che “il lodo c’è in tutta Europa!!! non sai cos’è successo a Chirac!?!?!”. Quando poi gli fai notare che Chirac è stato Presidente della Repubblica e non del Consiglio dei Ministri e che quindi son ruoli completamente differenti, sbuffa e se ne va ripetendo “c’è in tutta Europa!!”.

Il militante ardito
Non solo non prende il volantino, ma ti gira alla larga e solo quando è a una distanza di almeno cinque metri ti insulta urlando (quando ti va bene) “vergogna!!”. Tu chiedi timidamente il motivo di cotanto disprezzo e lui, quasi a trenta metri di distanza, ormai in fuga, ripete solo “vergogna”.

Questo è quanto. Io non so se, una volta laureato, avrò la forza di rimanere in Italia. Se così fosse, sapere che ci sono persone come voi mi fa sentire meno solo.

Alla prossima!
Martino

Questo è il testo del VOLANTINO che abbiamo diffuso.

IMPUNITO PER LEGGE

Governa l’Italia un imputato di gravi reati che da anni sfrutta il potere politico per sfuggire alla Giustizia.

Appena ritornato al governo, nel luglio 2008, ha ordinato al parlamento di approvare in pochi giorni una legge che lo ha reso ingiudicabile fino alla scadenza del mandato: un salvacondotto per il premier che non esiste in nessun paese d’Europa.
Attraverso questa legge, chiamata “Lodo Alfano”, ha evitato una condanna nel processo Berlusconi-Mills, nel quale il coimputato David Mills è stato condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi con l’accusa di essere stato corrotto da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in altri due processi.
Dietro la condanna di Mills ci sono decenni di conti neri in paradisi fiscali che stanno alla base della scalata di Berlusconi al potere. Dai conti esteri gestiti da Mills, infatti, partirono i soldi per Craxi, per la guardia di finanza, per la corruzione di giudici romani.

Di tutto questo un capo di governo dovrebbe dar conto all’opinione pubblica.
Di tutto questo gli elettori del centrodestra dovrebbero chieder conto al proprio leader.

Il “Lodo Alfano” è una legge su misura, ritagliata sull’esigenza di impunità di una sola persona, contraria all’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce che TUTTI i cittadini sono uguali davanti alla lagge.

Martedì 6 ottobre la corte costituzionale si riunisce per discutere la legittimità di questa legge. Confidiamo che deciderà di cancellarla, come fece nel 2004 con il precedente “Lodo Schifani”, volto allo stesso obiettivo di impunità.
In ogni caso, sul piano politico, questa legge costituisce un privilegio inaccettabile, il più chiaro segno di indecenza morale e di disprezzo per la democrazia delle regole.

Silvio Berlusconi ha il dovere di farsi processare come ogni altro cittadino.

Promemoria

Ottobre 5, 2009 on 1:50 pm | In Politica | 17 Comments

Oggi lunedì 5 e domani martedì 6 ottobre sono previsti due appuntamenti di QML, sempre con regolare nulla osta della questura, a Milano, in via dei Mercanti, con volantinaggio, speech al megafono ed esposizione di uno striscione contro il “Lodo” Alfano, in attesa della decisione della corte costituzionale, che si riunirà domani per stabilire se l’articolo 3 della Costituzione è ancora in vigore.

Lunedì 5, dalle ore 15 alle 19. Martedì 6, dalle ore 11 alle 20.
Occorre effettuare turni. Gradita la collaborazione di volontari che si alternino allo striscione e ai volantini.

« Pagina PrecedentePagina Successiva »

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

Powered by WordPress with design based on Pool theme customized by NewInstance.
Entries and comments feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^