Giorgio Napolitano / 2

Novembre 30, 2009 on 7:52 pm | In Politica | 29 Comments


Questo video, mai trasmesso né diffuso in Italia fino ad oggi, andò in onda in prima serata sulla tv tedesca il 17 Marzo 2004. L’allora europarlamentare Giorgio Napolitano è tallonato da un giornalista tedesco in tema di rimborsi spese.

Di seguito la traduzione (grazie a Davide).

Terzo esempio: il rimborso delle spese di viaggio. L’aeroporto di Bruxelles. I parlamentari che atterrano qui riescono ad ottenere di regola, per ogni volo, una grossa somma, poiché gli viene sempre rimborsata l’intera tariffa. Non ha, infatti, alcuna importanza quanto devono pagare per il biglietto. E capita a pennello che Bruxelles sia l’aeroporto Hub di una delle più grosse compagnie aeree low-cost in Europa. Virgin vola da qui verso molte grosse capitali. Lunedì di questa settimana. I velivoli della Virgin giungono da tutta Europa. Ore 12. Dal velivolo proveniente da Roma scende Giorgio Napolitano, deputato italiano dei Socialisti. Napolitano è presidente della Commissione Costituzionale, una delle commissioni più importanti del Parlamento Europeo. Per il volo di andata da Roma a Bruxelles riceve dal Parlamento Europeo un rimborso pari a circa 800 Euro. La sera prima abbiamo controllato su internet quanto costasse il volo. Il prezzo, inclusivo di tasse, era meno di 90 Euro. E alla fine della giornata, con un solo volo il parlamentare ha guadagnato più di 700 Euro, cifra netta che finisce nelle sue tasche. Giornalista: “Quanto denaro ha ricevuto?” Napolitano:”Non dico nulla, anche se Lei insiste in modo così scortese, i questori Le potranno dare una risposta.” Giornalista:”Ma è denaro pubblico.” Napolitano:”Chiamo la Polizia se non la smette, mi lasci stare.” Giornalista:”Sto ponendo domande in rappresentanza dei cittadini, è denaro pubblico, Lei ha pagato molto poco per il volo ma ha ricevuto molto denaro.” Napolitano:”Io parlo solo con i contribuenti italiani.” Giornalista:”Ma i tedeschi pagano tantissimo per la Comunità Europea.” In realtà non avrebbe nulla da nascondere, poiché in base alla norma che hanno approvato gli stessi parlamentari, la fregatura dei voli a basso costo è perfettamente legale. Giornalista:”Ciò che viene chiamata rappresenta effettivamente un rimborso delle spese di viaggio?” Hans-Peter Martin:” Quello che avviene qui ha poco a che fare con il rimborso delle spese di viaggio. Esso rappresenta essenzialmente un secondo stipendio. Solo quando si abita molto vicini al Parlamento, non vengono corrisposti grossi extra. Altrimenti, a partire da una determinata distanza in poi, si aggiungono dai 20 ai 40 mila Euro netti all’anno. E ciò è insostenibile e ingiustificabile, in nessun paese al mondo, secondo la mia opinione.” Indennità giornaliere, indennità di segreteria, indennità di viaggio. Tre esempi di come i parlamentari europei possano ancora far tanti soldi.

Giorgio Napolitano

Novembre 27, 2009 on 2:24 pm | In Politica | 57 Comments

E’ proprio vero: il coraggio, se uno non ce l’ha o l’ha già spremuto tutto, non se lo può dare. Questa la risposta odierna del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, quello che “si sa da che parte sta”, alle ultime dichiarazioni eversive del caudillo perennemente in fuga dalla verita’:

“L’interesse del Paese richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche e tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali. E’ indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche… Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento”.

Questa invece è la risposta che sarebbe lecito attendersi da un autentico Garante della Costituzione:

“L’interesse del Paese impone che da parte del presidente del consiglio dei ministri on. Silvio Berlusconi si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche e tensioni nei confronti delle opposizioni e dei poteri di controllo: informazione e magistratura. E’ indispensabile che da parte del presidente del consiglio dei ministri e degli esponenti del governo venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche. Evocare il rischio di “guerra civile” di fronte a regolari indagini giudiziarie è inaccettabile. Occorre ribadire che nell’ordinamento costituzionale italiano il consenso elettorale che determina la maggioranza parlamentare è una legittima delega a governare con “disciplina e onore” entro le regole costituzionali, in primis la separazione dei poteri e il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”.

Sesto San Giovanni

Novembre 26, 2009 on 2:04 pm | In Politica | 5 Comments


Venerdì 27 novembre presentazione di Alza la testa!, con proiezione di video e commenti sull’attualità, a Sesto San Giovanni, presso lo Spazio Mil, in via Granelli 1, dalle ore 21.

Carlo Azeglio Ciampi

Novembre 25, 2009 on 2:33 pm | In Politica | 6 Comments

Dopo un settennato al Quirinale prudente ma non indegno, l’altro giorno con un’intervista a Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rotto gli indugi denunciando con chiarezza lo scempio delle leggi ad personam e più in generale la compressione degli spazi della democrazia delle regole. Implicita, ma evidente la sollecitazione a Napolitano: respingere una legge alle Camere ha un valore in sè, anche se poi quella legge verrà riproposta tal quale. Nell’intervista Ciampi ricorda anche che le istituzioni, senza uomini probi, non possono difendersi da sole. Mi rallegro che sette anni dopo abbia dato ragione a chi, nel novembre del 2002, quand’era presidente della repubblica, andò a criticarlo per aver firmato la legge Cirami, terza delle diciannove (per ora) leggi su misura. Ciampi non commise l’errore di Napolitano: non disse cioé che è inutile rifiutarsi di firmare una legge quando la maggioranza parlamentare è determinata a riproporla.


Ma si richiamò di fatto al potere di verifica della corte costituzionale. Due leggi le respinse: la Gasparri (firmando però il decreto salvarete4) e la riforma dell’ordinamento giudiziario. Altre le emendò preventivamente, con prassi assai dubbia. Lasciò passare molte sconcezze, tra le quali l’incostituzionale “lodo Schifani”. Con uomini, e galantuomini, meno prudenti al vertice delle istituzioni di garanzia saremmo arrivati così in basso? Di seguito il racconto del nostro incontro con Ciampi, tratto da uno stralcio del libro Alza la testa! (chiarelettere).

(…) Era la mattina di sabato 9 novembre 2002, il giorno della grande e pacifica manifestazione contro la guerra in Iraq a Firenze. Ciampi è a Milano per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Bocconi. La cerimonia inizia alle nove. Con gli amici Paola, Alberto, Clive e Fabrizio alle otto siamo davanti alla Bocconi per esprimere il nostro dissenso nei confronti della legge Cirami, promulgata a tempo di record (un giorno, sui trenta disponibili) dal Capo dello Stato il giorno precedente. Una legge chiaramente finalizzata a spostare i processi a Previti e Berlusconi da Milano a Brescia. Una delle troppo leggi vergogna che avrebbero riempito le cronache e mobilitato le piazze negli anni successivi. Con noi abbiamo copie della Costituzione listate a lutto; mostriamo cartelli tricolori con queste scritte: “Ciampi eri l’ultima speranza”; “Presidente perché tanta fretta?”; “La Cirami è un furto di legalità”. Clive sventola una bandiera italiana. Fabrizio ha disegnato su un cartello la scena di Don Abbondio che incappa nei bravi di Don Rodrigo con una Costituzione strappata tra le mani e la scritta: “Questo processo non s’ha da fare”. .
Sostiamo davanti alla Bocconi per un paio d’ore, suscitando la curiosità di fotografi e cronisti. Agli addetti al cerimoniale garantiamo che tutto si svolgerà con la massima civiltà. La loro unica richiesta, che esaudiamo, è di togliere il segno del lutto su Costituzione e bandiera. Intanto ci scorre davanti la crema di Milano. Al termine della cerimonia Ciampi, preavvertito dal capo-scorta della nostra presenza, ci viene incontro a passo spedito, portandosi dietro una selva di telecamere e cronisti. Lo fa di proposito, ne sono convinto, per esprimere attenzione e regalare visibilità alle ragioni di una parte significativa di opinione pubblica che in quel momento oggettivamente rappresentiamo. Mi stringe la mano, legge i cartelli e dice: “La Costituzione prevede varie istituzioni, c’è il Parlamento, c’è il Presidente della Repubblica, c’è la Corte Costituzionale…”. Insomma, è come se dicesse: se sbaglio io, qualcuno correggerà. In effetti varie leggi scritte dagli avvocati di Berlusconi verranno cancellate o si riveleranno inservibili. Gli rispondo: “Presidente, tenga in considerazione la sofferenza civile di milioni di italiani”. E lui: “Abbiate fiducia nelle istituzioni!”. Lo saluto affermando che la fiducia nelle istituzioni dipende dalla rettitudine delle persone che le rappresentano.
Come ad un comando tacito, l’esempio di Ciampi libera di fatto tutta la stampa presente, a cominciare dal compianto Paolo Giuntella, il “quirinalista” della Rai, dal dubbio se minimizzare la contestazione o al contrario approfondirne i motivi e gli obiettivi. Ne uscirà un ottimo servizio sul Tg1, ripreso da numerose altre emittenti. L’indomani, il 10 novembre, quel gesto davanti alla Bocconi viene descritto come un momento di garbato e civile dissenso democratico dalla maggioranza dei quotidiani.
Mi capiterà nel corso degli anni di criticare Ciampi altre volte per via della cosiddetta moral suasion, cioè l’abitudine (non prevista dalle procedure costituzionali) di collaborare con gli esponenti del Governo, anche esprimendo giudizi preventivi di costituzionalità, alla stesura di leggi particolarmente delicate, prima dell’esame parlamentare. Motivo: con personaggi che non temono di scardinare l’ordinamento costituzionale pur di perseguire un vantaggio personale o politico, non si deve negoziare, nemmeno per ridurre il danno o per evitare strappi costituzionali (…).

Mercoledì e giovedì

Novembre 24, 2009 on 7:28 pm | In Politica | 3 Comments


Dopo aver girato per festival internazionali, dalla Corea al Brasile, giovedì 26 novembre il nostro documentario Vietato Respirare parteciperà al festival Fuori Raccordo, rassegna dedicata al tema delle periferie, a Roma. Proiezione dalle ore 20.30 presso il Nuovo Cinema Aquila, quartiere Pigneto. Sarà presente Ricky Farina.

Mercoledì 25 novembre serata ALZA LA TESTA! a Taneto di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia. Dalle ore 20.30 al Circolo Arci Fuori Orario, in via Don Minzoni 96/b.

Franco Battiato

Novembre 20, 2009 on 10:33 pm | In Politica | 46 Comments


Acqua ai privati? Fatto!

Novembre 19, 2009 on 9:18 pm | In Politica | 16 Comments

Con l’ennesimo voto di fiducia il governo ha imposto il passaggio ai privati della gestione delle reti idriche, un fatto di enorme gravità per chiunque capisca l’importanza di mantenere sotto il controllo pubblico i beni comuni. La mobilitazione sui territori prosegue, mentre si annuncia un referendum abrogativo. QUI il comunicato del forum italiano per l’acqua pubblica.

5 dicembre

Novembre 19, 2009 on 7:43 pm | In Politica | 9 Comments

Come sapete, il 5 dicembre è fissata la manifestazione nazionale NOBDAY. Nato dal web, l’evento sta crescendo di giorno in giorno nell’attenzione dei media. Il gruppo Qui Milano Libera ha aderito e con un suo rappresentante ha partecipato a una riunione organizzativa a Roma lo scorso 7 novembre. Ho dato la mia disponibilità a intervenire alla manifestazione, sperando che i paletti fissati verranno mantenuti fermi, in particolare: voce a rappresentanti della società civile in relazione a temi specifici, dalla giustizia all’ambiente, nessun leader di partito sul palco, rigore e sobrietà nei contenuti. Non dev’essere una manifestazione di star ma di cittadini, uniti dall’intransigente opposizione a un governo che oltraggia le regole, consapevoli (io almeno la penso così) che oltre il necessario rito degli eventi di massa occorre riattivare una militanza civile diffusa e costante.

Renato Farina

Novembre 18, 2009 on 4:41 pm | In Politica | 32 Comments

Com’era facile prevedere, non appena ha varcato il suo personale Rubicone anche Roberto Saviano è entrato nel mirino dei custodi del verbo berlusconiano. La scelta di salire sul palco in difesa della libertà di informazione il 3 ottobre, l’articolo contro l’onorevole Cosentino, la lettera per chiedere il ritiro del ddl sul “processo breve” non devono essere passati inosservati nella sala macchine del partito azienda. L’articolo che domenica 15 novembre sul giornalaccio feltrista gli ha dedicato Renato Farina suona come un avvertimento: finché parli della camorra che spaccia e spara sei un simbolo, se (investendo il prestigio dell’autorevolezza meritatamente conquistata) parli di leggi su misura, collusione fra crimine organizzato e politica o inciviltà mediatica, cioé di metodo e cultura mafiosi, diventi subito un comunista, un fanatico antiberlusconiano, anzi peggio un giannizzero al servizio di De Benedetti. E magari un antitaliano. Come se gli scandali fossero un’opinione e la faziosità dovesse per forza annullare ogni esame critico dei fatti. Benvenuto nel club dei “farabutti”, caro Saviano. Non potevi, per coerenza, starne fuori ancora a lungo in quest’era neo-maccartista. Dire la verità, lo sai bene, significa prendere posizione. E una coscienza libera oggi non può evitare di prendere posizione, con le inevitabili conseguenze, contro un sistema che vive di abusi, menzogne e impunità.

Iniziativa a Milano

Novembre 17, 2009 on 2:34 pm | In Politica | 3 Comments

Oggi martedì 17 novembre è fissata una manifestazione contro la porcata ghediniana detta “legge per il processo breve”.
A Milano, dalle ore 17,30, davanti al palazzo di Giustizia. Presenti tra gli altri Basilio Rizzo e Vittorio Agnoletto.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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