9 gennaio

Dicembre 31, 2009 on 12:58 pm | In Politica | 27 Comments

Sabato 9 gennaio 2010, con regolare nulla osta della questura, riprendiamo l’Agorà con una manifestazione contro la proposta dell’intitolazione di una via a Bettino Craxi e per un pensiero alternativo all’egemonia culturale dei vip del crimine sottesa a quel gesto simbolico. A Milano, in piazza Cordusio ad angolo con via Mercanti. Dalle ore 14,00 alle 17,30.

QUI l’evento su facebook.

Diffondete la voce!

QUI le considerazioni sul tema di Francesco Saverio Borrelli.

Lettera di un carabiniere

Caro Piero,

arruolandomi 20 anni fa nell’Arma dei Carabinieri giurai con convinzione “d’essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi, di adempiere con disciplina ed onore al dovere…..”, ma mi chiedo oggi se quelle parole abbiano ancora un significato.
Il progressivo affermarsi di questa iniqua forma di giustizia di classe, mite e tollerante con i ricchi e i potenti, dura e inflessibile con gli ultimi e i poveracci, lascia quantomeno sgomenti. Leggi inique e disumane condannano i migranti a morte atroce nelle acque del Mediterraneo o nei lager di Gheddafi (a proposito, è questa la tanto declamata azione di governo fondata sui principi cristiani?), mentre la postuma riabilitazione del criminale Craxi da parte dei massimi vertici istituzionali rappresenta lo scempio definitivo ed irreversibile della morale pubblica.
Quando una classe politica erge a propria regola il disprezzo per tutte le regole, inevitabilmente la sub-cultura tribale ancora annidata nelle istituzioni si sente poi autorizzata a dare il meglio (o peggio) di sé: Genova 2001 docet.
Per quanto mi riguarda, l’eterno motto “Usi obbedir tacendo” è definitivamente defunto.

Alessio

Via Craxi

Dicembre 29, 2009 on 3:24 pm | In Politica | 51 Comments


Fino ad ora eravamo riusciti a evitarla: la via, la piazza e pure la targa votiva in piazza Duomo 19, sotto l’ufficio dove i faccendieri gli portavano le valigie piene di soldi. Ma ora, dopo quindici anni di riprogrammazione della memoria e leggi contro la giustizia, a Roma come a Milano, per il Partito dell’Amore i tempi sono maturi: si può degnamente celebrare la figura di un latitante, pluricondannato per tangenti e fuggito in Tunisia per sottrarsi alle proprie responsabilità. Rispetto per i defunti, certo. Ma anche per la verità. Qualcosa si dovrà fare, se è ancora lecito, per dire che non siamo d’accordo.

MILANO - Letizia Moratti, sindaco di Milano, intenzionata a dedicare una via o un giardino della città a Bettino Craxi. Sono passati 10 anni infatti dalla morte di Craxi. La decisione sarà presa intorno al 19 gennaio quando il presidente della Repubblica ricorderà il leader socialista con una cerimonia al Senato.

dal Corriere online del 29 dicembre

Campagne d’odio

Dicembre 25, 2009 on 8:21 pm | In Politica | 49 Comments


“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
Benito Mussolini, 1932

“Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.”
Adolf Hitler, 1933

Lettera sull’odio

Dicembre 23, 2009 on 4:27 pm | In Politica | 50 Comments


Caro Piero,

mi chiamo Jacopo, ho 23 anni, ti scrivo da Pisa, a Te posso confessarlo: sono uno che odia. Proprio così: so che non è un sentimento ben tollerato dal governo, ma è più forte di me: non riesco ad amare tutti, e nemmeno a essere indifferente. Mi devo forse vergognare? Dovrei costituirmi alla polizia? Dovrei seguire un corso di riabilitazione sociale?

Io odio coloro che abusano della credulità popolare e delle pubbliche istituzioni. Odio i mafiosi e i frequentatori abituali di mafiosi. Odio coloro che chiamano “cancro da estirpare” i magistrati che indagano sui colletti bianchi. Odio i servi dell’informazione e in genere tutti i manipolatori delle coscienze. Odio chi, detenendo ogni potere, fa la vittima per mantenere il consenso. Odio chi rimbambisce le menti labili con una propaganda falsa. Odio le leggi su misura, chi le impone, chi le scrive, chi le approva. Odio chi non vede la quotidiana violenza sui deboli e blocca la nazione per un graffio sul cerone. Odio i finti oppositori, i pavidi e i vigliacchi. Odio chi lucra sulla stupidità delle masse e, lucrando sempre più, ne genera sempre nuova. Odio chi mette sullo stesso piano dissenso e violenza. Odio chi criminalizza le opinioni e perfino le notizie. Odio chi parla di mandanti morali e indica i terroristi mediatici. Odio chi demonizza e fa la vittima della demonizzazione. Odio chi ruba e grida al giustizialismo. Odio chi ha distrutto la politica e denuncia l’antipolitica. Odio chi ci fa vergognare di essere italiani e ci chiama antitaliani. Odio chi definisce criminali un comico e un giornalista. Odio chi dà sempre la colpa agli altri e non si assume mai la responsabilità di niente. Odio i prepotenti, gli ipocriti e i venduti che ti danno lezione di morale. Odio chi li lascia fare. Odio chi denuncia il “clima di odio” senza rendersi conto di quanto odio ha seminato e fingendo di non sapere quanto sia motivata l’indignazione. Odio chi, simulando amore, istiga all’odio. Odio chi si propone come titolare unico dell’amore e della libertà. Odio chi trasforma l’amore e l’odio in categorie della politica. Li odio e continuerò serenamente a odiarli finché sarò padrone del mio cuore e della mia coscienza.

Detto questo, auguro a Te, Piero, e a tutto il Blog un Natale di pace e serenità!
Jacopo

Risposta

Ricambio gli auguri. Condivido il senso di quel che scrivi: adesso ci ricattano pure sui sentimenti. Ma va là! Le nostre idee sono razionalmente motivate e spesso di puro buon senso. Il nostro diritto a esprimerle è sacrosanto. La nostra avversione alla violenza non dobbiamo certo dimostrarla a piduisti, collusi con la mafia, squadristi mediatici, secessionisti e (post) fascisti. Le nostre responsabilità, noi, ce le assumiamo. I nostri sentimenti, quali che siano, sono fatti nostri, solo nostri. Buon Natale a te e a tutti gli amici del blog!

Inciucisti irriducibili

Dicembre 22, 2009 on 5:50 pm | In Politica | 21 Comments


“Gli antiberlusconiani irriducibili sono i migliori alleati di Berlusconi”, spiega oggi Luciano Violante in un’intervista.
Loro sì che sanno come si sconfigge un avversario così anomalo: sedendosi di nuovo al tavolo delle riforme condivise. Sarà per questo che il caudillo populista più screditato del mondo occidentale e la sua corte dei miracoli li hanno sconfitti per tre volte in quindici anni?
Possiamo continuare a dirlo che questi non sono oppositori ma complici, oppure dovremo accontentarci soltanto di pensarlo, per non alimentare il clima d’odio e così rischiare di armare la mano di un antiberlusconiano irriducibile? Attendiamo risposte dal sempre vigile ministro dell’Interno e dal nuovo presidente del Copasir.

Istigazione a delinquere

Dicembre 21, 2009 on 5:35 pm | In Politica | 24 Comments


La violenza, l’istigazione alla violenza, l’apologia di reato, dentro e fuori dal web, vanno bandite, perseguite e punite severamente, e le leggi peraltro già ci sono. Basta solo farle rispettare, sempre: chiunque commetta questi reati, a cominciare da chi occupa una carica pubblica. Siamo tutti d’accordo, vero? Leggete qui sotto e guardate il video.

Dal Corriere.it di oggi:

ROMA - Chi istiga a commettere delitti contro la vita e l’incolumità delle persone o ne fa apologia, sarà punito con la reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica (internet e social network), la pena è aumentata. È quanto contenuto nel disegno di legge presentato dal senatore Raffaele Lauro (Pdl).
DOPO L’AGGRESSIONE A BERLUSCONI - «L’aggressione a Berlusconi ha evidenziato la necessità di intervenire sul fenomeno diffuso, caratterizzato da esortazioni alla violenza e all’aggressione mediante discorsi, scritti e interventi che, in virtù delle moderne tecnologie informatiche, riescono ad acquisire una rilevanza mediatica significativa», ha spiegato Lauro, secondo il quale «è diffusa, anche tra i minorenni, l’abitudine a utilizzare gli strumenti informatici per ledere la dignità delle persone con diffamazione, ricatti e ingiurie a sfondo sessuale o razzista. Il legislatore non può più attendere», ha aggiunto il senatore.

La settimana del fango

Dicembre 20, 2009 on 10:38 pm | In Politica | 25 Comments


Che cosa c’è di più simile al nazismo, su un piano culturale, che usare giornali e tv per incolpare ingiustamente le persone per le loro idee, per mera finalità di potere, senza dar loro possibilità di replicare? Questo è avvenuto da domenica a oggi e ragionare su questa campagna di criminalizzazione del dissenso forse può servire a chi nutre ancora dubbi sulla natura e i metodi del gruppo di potere berlusconiano: alimentano l’odio e se ne dicono vittime.

La settimana del fango offre anche l’occasione per riflettere sulla qualità dell’opposizione: chi dà davvero fastidio all’attuale governo, i tiepidi o gli intransigenti? Il nazismo culturale si abbatte su chi dice la verità senza sconti: un motivo ci sarà, a meno di non pensare che i picchiatori mediatici si muovano contro gli interessi del padrone.

L’ondata di fango è la prova ulteriore, la più drammatica, che in questo paese non ci sarà mai un’accettabile agibilità democratica fin quando saremo in presenza di questa assurda concentrazione di potere politico, economico e mediatico nelle mani di un gruppo d’affari senza scrupoli, in grado di corrompere i processi politici e condizionare la percezione della realtà. Ecco perché una regolamentazione del conflitto di interessi e del mercato televisivo, editoriale e pubblicitario dovrebbe essere il primo punto programmatico di una forza politica davvero alternativa.

Vediamo ora di iniziare a mettere in fila, per quel che ci compete, un pò di menzogne e diffamazioni uscite negli ultimi giorni in merito al fatto di piazza Duomo. La marea di liquame è talmente enorme che sarà una ricognizione a puntate.

Ignazio La Russa ha parlato di violenti contestatori a volto coperto. Dove li ha visti? Nessuna immagine o fotografia li mostra. E perché chiama violenti dei cittadini che hanno espresso il proprio dissenso? Stiamo parlando del ministro della difesa in carica. I soli a volto coperto erano dei tipetti che a un certo punto, in mezzo a una simpatica compagnia, si sono esibiti nel saluto romano e inni al duce. Ne sanno niente l’onorevole La Russa e l’addetto all’ordine De Corato?

Vittorio Feltri a due giorni dal fatto ha titolato: 300 violenti in piazza. E anche: Era tutto organizzato. A chi si riferisce? Ha portato le prove agli inquirenti o fra tre mesi dirà di aver esagerato? Di violenti in quella piazzetta c’erano solo alcuni militanti pdl che hanno scacciato a calci, pugni, sputi i contestatori, perfino le ragazze. Propongo a chi in piazza ha fischiato o espresso disapprovazione di querelare in massa Feltri e Il Giornale, per metterlo in condizione (se la legge è ancora accessibile ai comuni mortali) di giustificare davanti a un giudice quei titoli e i relativi articoli.

Vittorio Sgarbi dice che Grillo, Di Pietro e io siamo i fomentatori del fanatismo che può degenerare in violenza. Di fatto i mandanti morali del gesto di Tartaglia. Lo dice e lo ripete in tv, ospite anche di quel famoso Claudio Brachino (vedi il linciaggio mediatico del giudice Mesiano) e altrove. Querela anche per lui.

Emilio Fede definisce delinquenti coloro che hanno contestato. Clima d’odio? La querela di massa si impone.

Il ministro dell’Interno Maroni parla di uno striscione violento. Di una contestazione violenta evitata dalla polizia. Nessuno gliene ha chiesto conto. Di che sta parlando? Cosa c’era scritto in quello striscione definito violento? Quale contestazione definita violenta è stata evitata dalla polizia? Perché giudica violenti uno striscione e una contestazione di cui non precisa natura e autori? Ritiene di contribuire in questo modo a “svelenire il clima”? Nulla da dichiarare invece sulle falle della sicurezza?

L’altra sera il signor Maurizio Lupi in tv si è lasciato scappare che i contestatori sono stati “mandati”. Nessuno in studio gliene ha chiesto conto. A chi si riferiva? Mandati da chi? Maurizio Lupi non è uno squilibrato in piazza, fino a prova contraria è il vicepresidente della Camera dei deputati, uno che dovrebbe pesare le parole. Se la sentirebbe di motivare responsabilmente la sua affermazione in pubblico?

Che dire poi di tutti quei simpaticoni che a decine, con foto, box, sommarietti, fermi immagine, hanno accostato tra i precedenti dell’aggressione la mia contestazione del 5 maggio 2003, da Sky tg 24, la cui redazione (dopo essersi rimangiata un invito a un approfondimento) di fronte alla richiesta di spiegazioni si è dileguata, a Bruno Vespa, cui non è parso vero di potermi mettere un cerchiolino rosso attorno alla testa in prima serata tv e proseguire poi il lavoro su Panorama? Se uno li becca in giro e gliene dice quattro, poi viene accusato di terrorismo.

Chiudo per ora ringraziando di cuore tutti coloro - e sono davvero tanti - che ci hanno espresso solidarietà e affetto in questi giorni. Nessuno deve lasciarsi intimidire da una banda di vigliacchi linciatori. E nemmeno da chi, in campo ritenuto amico, addita il capro espiatorio. Invito tutti a continuare con maggiore impegno la diffusione delle ragioni del nostro dissenso. Quando gli anni del fango saranno passati, ognuno di noi possa dire di aver fatto fino in fondo il proprio dovere: quel che conta è questo.

Vietato fischiare

Dicembre 19, 2009 on 9:40 pm | In Politica | 19 Comments


In attesa dell’ennesimo scudo legislativo per salvare l’imputato-anguilla dal rischio della galera, mentre la guardia mediatica al suo servizio criminalizza con tanto amore le poche voci scomode dell’opposizione parlamentare, del giornalismo e dei movimenti di opinione, un ex secessionista e un post-fascista, in qualità rispettivamente di ministro degli interni e della difesa, sono al lavoro spalla a spalla per disciplinare, mediante un apposito disegno di legge, il web e le manifestazioni di piazza: una vera priorità per la nazione. Vogliono essere amati e i fischi non li lasciano governare. Bielorussia, Libia e Russia non sono forse modelli di democrazia? Soffermiamoci per ora sul secondo aspetto: la piazza. Il proposito è nobile: scongiurare il rischio della violenza, garantire il pacifico svolgimento degli eventi politici. I soggetti al lavoro un po’ meno: biografie a parte, hanno entrambi definito violenta la contestazione del 13 dicembre in piazza Duomo. Eppure non pare che qualcuno abbia maneggiato fucili o sparato pallottole da “trecento lire”, come incitava a fare il capo di Maroni, Umberto Bossi. Non è ancora chiaro (forse nemmeno a loro stessi) quel che hanno in mente l’ex secessionista e il post-fascista berlusconizzati. Vorrebbero un giro di vite, ma non sanno bene come fare. Si parla di un disegno di legge, da discutere con calma in parlamento, subito dopo il “lodo Alfano” bis. Il nodo come sempre è la Costituzione: fin quando è in vigore (e la corte costituzionale “comunista e golpista” ancora si riunisce) rappresenta un ostacolo. Lo strumento del reato di manifestazione non autorizzata, cui la polizia ricorre in questi casi per accontentare il potentucolo di turno, presenta maglie ancora larghe e pene troppo tenui, non offre sufficienti garanzie: i falchi pretendono qualcosa di più incisivo, con maggiore potere d’intimidazione e ampia discrezionalità per le forze dell’ordine: un nuovo reato, per esempio “turbativa di manifestazione politica” (anche in periodo non elettorale). Per ora non c’è: quindi contestare un leader politico che si esibisce in pubblico non è in contrasto, nemmeno sul piano formale, con una testimonianza legalitaria, come pensano alcuni. Qui sta il punto: quando una contestazione rappresenta una turbativa organizzata che mette a rischio una manifestazione di partito? Il fischio sarà ancora ammesso, ma soltanto se isolato? Due persone incensurate che gridano vergogna, magari a un deputato frequentatore di mafiosi e prescritto per corruzione, stanno già commettendo un reato? Da tre in su? Per gli iscritti al partito che manifesta, provvisoriamente in dissenso dai vertici, sarà previsto un bonus di almeno tre pernacchie? E ancora: dopo la prima condanna per direttissima si diventa recidivi con diffida e obbligo di firma o basta un’informativa della digos che schedi i soggetti gia’ attenzionati, come ai bei tempi del Ventennio? Chissà che notti insonni per i tecnici ministeriali e gli avvocati su misura. Introdurre il reato di lesa maestà ovvero stalking a eletto dal popolo, imprescrittibile, buono per ogni occasione e uguale per tutti, in fondo sarebbe molto più semplice, e perfino più onesto. Chi non salta italiano è!

Concorso esterno

Dicembre 18, 2009 on 2:18 pm | In Politica | 64 Comments

Dopo i tumulti di piazza è arrivato il momento del senso di responsabilità istituzionale: semaforo verde e corsia preferenziale alla prossima legge su misura, con il concorso esterno dell’opposizione democratica. A seguire riforme istituzionali bipartisan. Chi non ci sta, alimenta la “spirale dell’odio”.

“Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini”.
Massimo D’Alema

Fabrizio Cicchitto

Dicembre 16, 2009 on 8:53 pm | In Politica | 42 Comments


Un intervento alto e nobile, da riconciliazione nazionale, quello pronunciato da Fabrizio Cicchitto ieri alla Camera dei Deputati. Come si fa a voler male a persone così?

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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