NO D’ALEMA DAY / 2
Dicembre 7, 2009 on 5:38 pm | In Politica | 20 CommentsIniziano ad arrivarci le adesioni al NO D DAY
Contro i responsabili storici di questa disfatta morale.
Una manifestazione per ricordare quindici anni di inciuci e scandali bipartisan.
Per raccontare l’altra faccia del berlusconismo.
Per cacciare dalla politica i berluscones di serie B, ostacoli al cambiamento.
Gradita la partecipazione della “base” del PD.
Sabato 6 febbraio, fate girare la voce!
Il gruppo Facebook lo trovate QUI
NO D’ALEMA DAY
Dicembre 6, 2009 on 1:44 pm | In Politica | 52 CommentsLa manifestazione di ieri è andata alla grande, con una partecipazione al di sopra delle attese. L’altra Italia si è resa visibile e ha affermato di meritare qualcosa di diverso. Il giorno dopo è ancora più importante. Convocarsi sul web per andare in piazza (quel che predichiamo da tempo) è il valore aggiunto di ieri (anche se il successo è dovuto in parte all’amplificazione del tam tam sui media tradizionali). Non disperdere l’energia di quella piazza è fondamentale. Ogni persona, ogni gruppo deve esprimere continuità nell’impegno sul proprio territorio: alle tantissime persone che ho incontrato lungo il corteo (grazie a tutti per l’incredibile testimonianza di stima e di affetto!) ho ripetuto questo semplice messaggio. La pur indispensabile vitalità della società civile, tuttavia, non sarà mai sufficiente a cambiare le cose se non si trasforma in opposizione politica intransigente, unita e organizzata in un progetto politico alternativo: il problema di sempre in questi ultimi quindici anni. Le ultime performance del PD, per esempio la disponibilità a “dialogare” sulle “riforme condivise” e l’assenza stessa dalla piazza di Pierluigi Bersani, non lasciano sperare nulla di buono. Occorre ancora ribadirlo? Non si volterà mai pagina, e anche il dopo Berlusconi sarà di stampo oligarchico, se non si rinnoverà il modo di fare opposizione da oggi in avanti. Ieri ho proposto in piazza un prossimo NO D’ALEMA DAY e molti si sono dichiarati entusiasti. Lo faremo, probabilmente sabato 6 febbraio. Un attacco all’augusta persona del Baffino? No. Una critica documentata e senza sconti diplomatici a quindici anni di opposizione imbelle, compromessa, inciucista che ha il suo simbolo in Massimo D’Alema, il leader politico che sognava di farsi una banca e definì Mediaset “patrimonio del Paese”. Il personaggio che, a quanto è dato capire, ancora controlla il maggior partito di “opposizione” parlamentare. Lo detesto quanto Berlusconi, perché gli ha retto il sacco. Restate in contatto per i dettagli.
Paolo Sylos Labini
Dicembre 4, 2009 on 1:04 pm | In Politica | 11 CommentsPaolo Sylos Labini è stato tra i non molti intellettuali italiani che hanno denunciato fin dall’inizio il pericolo per la democrazia rappresentanto dall’avvento di Berlusconi in politica. Segnalatomi dall’amico Francesco Sylos Labini, il figlio, propongo il testo con il quale il professor Alessandro Pizzorusso, giurista dalla schiena dritta, ne rievoca la testimonianza civile nell’Italia “senza anticorpi”.
Lo trovate QUI
(Nel video l’intervento di Sylos Labini alla manifestazione del Palavobis del 14 febbraio 2002)
Riforme condivise
Dicembre 2, 2009 on 9:21 pm | In Politica | 16 Comments
Ogni tanto il dubbio affiora: non è che in questi anni, tacciandoli di berlusconismo di serie B, siamo stati troppo severi con gli old boys del PD? Poi uno legge le dichiarazioni di Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani, ascolta gli interventi di Enrico Letta e Luciano Violante, osserva la mimica facciale e le evoluzioni tattiche dello skipper di Gallipoli e il dubbio scompare. In piazza con i facinorosi che chiedono le dimissioni dell’imputato-anguilla in difesa di quel che resta della reputazione nazionale e dello Stato di diritto non ci vanno volentieri: così si rischia di fare un favore a Berlusconi, teorizza qualcuno. Loro rifiutano scorciatoie giudiziarie: l’avversario lo vogliono battere, dopo varie sconfitte, sul piano politico. Così si danno un gran daffare per imbastire le mitiche riforme condivise. Non siamo mai stati così vicini dal farle, ci informa trepidante uno di loro. Vogliamo forse buttar via l’occasione proprio adesso in nome di una fanatica intransigenza sui principi? E passi se il prezzo per sedersi all’agognato tavolo delle trattative è ingoiare in silenzio l’ultimo codicillo per l’impunità del capo: in fondo una tutela per chi è eletto dal popolo ci vuole (Violante). E difendersi dal processo è un diritto di tutti, anche del presidente del consiglio (Letta). Senza contare che bloccare la mannaia del “processo breve” mettendo in Costituzione l’incostituzionale “lodo Alfano” può esser letto come un gesto di alta responsabilità istituzionale (Casini e altri).
Tra gli “elementi del disastro” (De Andrè) che compongono il caso Italia, l’assenza di una coalizione politica alternativa è forse il più desolante.
Segnalo il recente botta e risposta fra Barbara Spinelli e Luciano Violante sul quotidiano La Stampa.
NO Ponte
Dicembre 2, 2009 on 7:02 pm | In Politica | 12 CommentsCaro Piero,
desideriamo segnalarti un’iniziativa contro la speculazione del Ponte sullo Stretto. Magari ti può interessare.
E’ iniziata la campagna di diffusione banner BLOG NO PONTE in vista della manifestazione nazionale a Villa San Giovanni il 19 dicembre e della cerimonia per “la posa della prima pietra” del 23 dicembre.
Per saperne di più, ed eventualmente aderire, clicca QUI
Grazie per l’attenzione!
gruppo liberareggio.org
Risposta
Grazie per la segnalazione. Sostengo in pieno la vostra iniziativa e invito tutti ad aderire. Quel Ponte in quest’Italia è una follia. Tenetemi aggiornato. Restiamo in contatto!
Altre info su www.retenoponte.it e su www.noponte.it
Lo statista
Dicembre 1, 2009 on 6:37 pm | In Politica | 23 CommentsCi ha impiegato quindici anni ma c’è arrivato anche lui, l’eroico Gianfranco Fini: quindici anni di servilismo, omertà e leggi su misura al fianco di mister B. per arrivare a dire (per ora solo in un fuorionda del 6 ottobre) quel che da altrettanti anni noi smodati antiberlusconiani ripetiamo in ogni occasione pubblica: un conto è il consenso, altro conto sono le regole; cioé: chi ritiene (e conseguentemente si comporta) che governare equivalga a comandare è estraneo alla democrazia. Prima o poi - aggiunge Fini nel colloquio informale - al Capo glielo dirà: tu sei il passato. E qui sta il punto. Quanto tempo se ne starà comodamente in panchina, il buon Gianfranco, accomodato sullo scranno di presidente della Camera? Quando deciderà di negare la fiducia (insieme a chi vorrà seguirlo, possibilmente dopo aver chiesto scusa agli italiani) a un governo dominato da un soggetto che egli giudica, dopo averlo fedelmente assecondato per tre lustri, alla stregua di un monarca assoluto che per di più, sempre a suo giudizio, ha molto da temere dalle rivelazioni “bomba atomica” di un pentito di mafia? Non è da statista attendere il day after per dar seguito alle proprie convinzioni.
Roma ladrona, la Lega non perdona
Dicembre 1, 2009 on 4:17 pm | In Politica | 9 CommentsCaro Piero,
dopo l’eliminazione da parte della Padania (organo ufficiale della Lega Nord) delle copie digitali dei numeri in cui accostava Berlusconi alla mafia, ho trovato questo sito che si sta prodigando nella certosina opera di recupero di quel pezzo di storia: sono sicuro che lo troverai utile…
Saluti, Dario
Risposta
Grazie Dario della segnalazione, che tra l’altro rimanda al blog di Alain, una persona con cui sono in contatto. Trovo così utile il recupero di quel “pezzo di storia” che da molte settimane diffondiamo in piazza a Milano fotocopie di quelle pagine, tornate attualissime in questi giorni di nuove indagini sul biennio stragista e sulla famigerata “trattativa”. Non di rado capita di incontrare qualche passante di simpatie leghiste cui mostrare quegli articoli. Poiché in Italia la memoria dura un giorno e certe fedi politiche non sono dissimili dalla tifoseria calcistica, la reazione tipica dei nostri interlocutori è l’incredulità. Non credono ai loro occhi, preferiscono convincersi che sia una nostra manipolazione. Altrimenti perché, ci domandano, Lega e Pdl sono alleati al governo? Già perché? Cosa è cambiato da quando la Padania interpellava - con domande ben più perfide di quelle di Repubblica - il “mafioso di Arcore” sulle origini delle sue fortune e sui collegamenti del suo entourage con i vertici di Cosa Nostra? Che cosa ha convinto Umberto Bossi, il quale nel frattempo ha ripianato gli ingenti debiti del partito, a cambiare idea così radicalmente? C’entra qualcosa il fascino discreto della corruzione?
Dalla Lega d’antan prenda esempio il Pd: altro che riforme condivise, per tornare al governo (con o senza mister B.) l’opposizione si fa così.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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