Piano di rinascita democratica
Gennaio 31, 2010 on 7:17 pm | In Politica | 14 CommentsLa Costituzione della Repubblica è la vera contestazione alla realtà italiana, la bussola di ogni possibile riscatto civile per questa nazione allo sbando. Mai era caduta così in basso, mai era stata svilita con tale accanimento. Comportamenti sprezzanti, pessime leggi, nuovi progetti di riforma e colpevoli omissioni la stanno svuotando di senso e di sostanza, comprimendo diritti e garanzie, offendendo i più elementari criteri di equità. Il potere del denaro e della tv ha corrotto ogni processo politico. La legge elettorale ha mortificato la rappresentanza. I partiti sono diventati centri di potere autoreferenziali, privi di “metodo democratico” (art. 49). Il parlamento è diventato l’ufficio di ratifica dei decreti governativi. Il consenso di una minoranza del corpo elettorale è interpretato come delega al comando e legittimazione dell’impunità. Le istituzioni di garanzia vengono aggredite quando infastidiscono il manovratore. L’informazione main stream è addomesticata. La magistratura è costantemente sotto attacco. Il principio di uguaglianza giace sepolto sotto venti leggi su misura. La libertà del web è a rischio. L’idea stessa di interesse generale sembra avere perso diritto di cittadinanza. La “disciplina e l’onore” (art. 54) di chi esercita una funziona pubblica sono diventate un trascurabile dettaglio. Ultima pietra d’inciampo al golpe bianco, quel poco che resta del dissenso sociale, del giornalismo indipendente e dell’opposizione parlamentare viene criminalizzato. Stiamo davvero vivendo il periodo più buio del sessantennio repubblicano e auguriamoci che non sia un destino ma una parentesi. Nessun diritto è mai acquisito per sempre. Ancora una volta spetta ai cittadini responsabili muoversi, con unità d’intenti, per esigerne il rispetto e l’attuazione, innescando una vera e propria resistenza civile, individuale e collettiva, resa ancor più necessaria dall’assenza di una forte opposizione parlamentare. Ieri, nello stesso giorno in cui al mattino gran parte della magistratura ha dato un drammatico segnale di dissenso rispetto alle aggressioni mediatiche e alle leggi contro la giustizia, lasciando silenziosamente, con una copia della Costituzione sotto il braccio, le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario al momento degli interventi dei rappresentanti del governo, al pomeriggio si sono svolte manifestazioni in tutta Italia, promosse dal “popolo viola” in più di cento città. I grandi media, tranne lodevoli eccezioni, hanno dedicato alla manifestazione diffusa meno spazio di quanto sia normalmente dedicato a un convegno di partito o all’ultima dichiarazione di Gasparri. Anche questo fa parte del quadro. Abbiamo partecipato all’iniziativa di Milano, a due passi da piazza Duomo, nell’ormai tradizionale speaker’s corner di via Mercanti. Il nostro moto di “rinascita democratica” non può che passare per tanti appuntamenti come questo.
NO TAV in Val Susa
Gennaio 29, 2010 on 10:22 pm | In Politica | 22 CommentsScrivo al ritorno da Bussoleno. Basta mezza giornata con gli attivisti del NO TAV in Val Susa per capire che quella “grande opera” non s’ha da fare. Inquina e stravolge l’ambiente. E’ inutile sul piano sconomico. Fa sprecare miliardi di euro. Propone un’idea di sviluppo di falsa modernità e un modello decisionale che svuota di senso la democrazia. Per la Valle sarebbe esiziale, ma non è un problema soltanto locale: questo è il punto che occorre diffondere. Per ingrassare i soliti noti pagheranno due o tre generazioni di italiani. La mobilitazione degli abitanti prosegue. Ai presidi, nelle assemblee si respira un senso di comunità, una voglia di partecipazione che altrove sembra scomparsa. Si vede all’opera un’esperienza di democrazia partecipata che merita attenzione. Colpisce il livello medio di consapevolezza e preparazione degli abitanti. Ma anche la capacità di tenere unite storie, persone e sensibilità molto diverse di un movimento che ha tutti contro: i grandi media e quel partito trasversale che, dietro le parole magiche “futuro”, “velocità”, “sviluppo”, “grandi opere” nasconde i robusti appetiti di consorterie d’affari. I telefonini non si spengono mai in Valle: con le catene di sms si riescono a convocare centinaia di persone in pochi mnuti anche di notte. La manifestazione del 23 gennaio, che ha coinvolto decine di migliaia di persone, ha ridato fiato al movimento, che oggi presidia notte e giorno i luoghi dove sono annunciate le trivallazioni di sondaggio. I favorevoli al TAV hanno risposto a stretto giro con una contro-manifestazione, nella sala di un albergo. Difficile prevedere come finirà. E se si riuscirà a evitare, nell’ora delle scelte irrevocabili, la repressione di polizia. Di sicuro i NO TAV non molleranno. Nei prossimi giorni, per rilanciarne le ragioni, tutt’altro che ideologiche, saranno on line le interviste che alcuni di loro quest’oggi hanno rilasciato a Claudio Messora e me.
Enrica Marinelli
Gennaio 28, 2010 on 3:35 pm | In Politica | 26 CommentsMarcello dell’Utri può dare legittimamente del “certissimo stronzo” a un cittadino che gli chiede conto delle sue frequentazioni siciliane.
Lo pensa la pm onoraria Enrica Marinelli, che ha chiesto al gip presso il giudice di pace di Milano di archiviare la querela per ingiuria che a suo tempo m’ero tolto lo sfizio di sporgere. Oggi ho ritirato le due paginette di motivazioni e le pubblicherò a breve.
Si chiama Enrica Marinelli anche la pm onoraria che sostenne l’accusa di ingiuria e chiese la mia condanna in primo grado in esito alla querela che Silvio Berlusconi sporse contro di me per il “Fatti processare Buffone!”.
Mi opporrò all’archiviazione.
Bussoleno
Gennaio 27, 2010 on 12:06 pm | In Politica | 3 CommentsGiovedì 28 gennaio sarò a un incontro pubblico a Bussoleno (Torino). L’incontro si svolgerà dalle ore 21 presso la sala consiliare di Bussoleno e non più al presidio NO-TAV presso l’autoparco come stabilito in precedenza.
Vittorio Feltri
Gennaio 26, 2010 on 9:25 pm | In Politica | 61 CommentsIeri il direttore del Giornale era al Circolo della stampa di Milano alla presentazione dell’ultimo libro di Paolo Pillitteri. Titolo: “Non è vero ma ci credo. Immagini, simulacri ed inganni”. Siamo andati a chiedergli conto della storiella del “partito dell’odio”, dei “mandanti morali” e dei “trecento violenti” in piazza la sera del caso Tartaglia.
Nulla di personale. Chi ama la libertà non può che opporsi con forza ad ogni operazione di criminalizzazione del dissenso. Sempre. Da chiunque provenga.
Post scriptum
Nel corso del suo intervento - lo scopro solo ora perché ce n’eravamo già andati - Feltri ha avuto modo di dichiarare: “una balla talvolta è una forzatura della realtà che diventa più credibile della realtà stessa”. Una confessione.
Sabato 30
Gennaio 26, 2010 on 3:51 pm | In Politica | 3 CommentsSabato 30 gennaio manifestazioni in tutta Italia in difesa della Costituzione, contro il governo delle leggi vergogna. A Milano saremo in piazza con gli amici del “popolo viola”, dalle ore 16 alle 19. L’agorà settimanale di Qml confluisce in questa iniziativa. Appuntamento in via Mercanti, a due passi da piazza Duomo. Chi vuole, porti bandiere tricolori.
Onorina/2
Gennaio 25, 2010 on 1:56 pm | In Politica | 4 CommentsAltro che Craxi. Il comandante Giovanni Pesce merita una piazza del centro di Milano. Medaglia d’oro della Resistenza, tra i gappisti - i partigiani di città - fu il più tenace, il più coraggioso. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo negli ultimi anni e di apprezzarne la grande umanità. Ci resta Onorina, la sua fedele compagna di vita e di lotta. Ogni tanto andiamo a trovarla, ogni tanto le chiediamo di parlare davanti a una telecamera accesa, per testimoniare la sua storia, a futura memoria. Contro ogni revisionismo. Contro i nuovi fascismi che avanzano nell’indifferenza dei più. La storia, davvero, non insegna mai nulla. Ecco il video-ritratto che le ha appena dedicato l’amico Ricky Farina.
Vince Vendola, perde D’Alema
Gennaio 25, 2010 on 12:40 pm | In Politica | 7 CommentsVince Vendola. Tre voti su quattro sono per lui. Gli stessi simpatizzanti del Pd in buona parte hanno votato per lui. Forte di questa netta legittimazione preliminare, ora dovrà vedersela con il candidato della destra (ad oggi ancora ignoto) e, malgrado gli errori che pure, con la sua giunta, ha commesso in questi anni, se la giocherà in modo competitivo, chiunque avrà di fronte. La storia del successo di Vendola è una lezione per tutti. Com’è noto, in Puglia l’apparato voleva imporre il candidato Emiliano, Il quale ha dato una buona prova come amministratore e però esigeva un trattamento particolare: in caso di sconfitta non avrebbe dovuto dimettersi da sindaco di Bari, mediante apposita leggina di favore. Vendola non ha accettato di farsi da parte. Ha avuto fiducia nelle proprie ragioni, ha saputo parlare con chiarezza alla società pugliese, saltando le mediazioni e infischiandosene delle solite tiritere dei “moderati”. Sostenuto da molti, ha chiesto e in extremis ottenuto le elezioni primarie contro Boccia, il prescelto da D’Alema. Dopo una breve campagna elettorale, la mobilitazione spontanea a favore del presidente uscente ha avuto ragione della candidatura calata dall’alto. Non si vince solo con il cuore, era lo slogan dell’avversario, già sconfitto cinque anni fa. Non basta dire no ed è inutile galvanizzare troppo chi sta già dalla nostra parte, ripete spesso l’astuto D’Alema, il quale - quando si può scegliere una vera alternativa - per lo più perde, senza nemmeno scaldare i cuori. Sul piano del metodo, qui sta il punto: se il meccanismo selettivo si apre alla partecipazione, rientrano in circolo le energie sociali più vive, gli apparati rischiano sconfitte brucianti, il cambiamento ridiventa possibile.
Forza Vendola!
Gennaio 23, 2010 on 6:35 pm | In Politica | 26 CommentsIeri Incontro a Palagianello, oggi - a breve - incontro a Matera. Sia a Palagianello sia a Matera prendo contatto con gruppi di giovani che si mettono in gioco per un cambiamento radicale. Vivono le medesime difficoltà, soffrono il medesimo isolamento di fronte a piccole oligarchie locali che riperpetuano le storture visibili sulla scena nazionale. Ma prima di rassegnarsi ci vogliono provare. L’Italia profonda appare sempre più neofeudale. me ne raccontano di tutti i colori in questi viaggi. Al Sud il ricatto sociale è ancora più forte e trasforma in privilegio ogni opzione ideale. I voti spesso si comprano. L’indisponibilità al compromesso è considerata un’eresia. A Palagianello il sindaco ha denunciato un consigliere comunale di minoranza, un ragazzo che quando va bene lavora come bracciante a trenta euro al giorno; gli ha chiesto un risarcimento di cinquantamila euro per cinque righe su un giornalino satirico in cui stigmatizzava un presunto sperpero di denaro pubblico. A Matera, città commissariata dopo le dimissioni del leggendario sindaco Buccico, mi parlano di un piccolo berlusconi locale (quanti ce ne sono!) proprietario di una tv cittadina e varie altre aziende, sembra intenzionato a correre alle prossime elezioni comunali. Nelle conversazioni spesso ritorna la figura di Giancarlo Cito, già sindaco-sceriffo di Taranto; scopro che è ancora sulla breccia, ha lanciato i figli in politica e nei quartieri popolari è ancora il più amato.
In Puglia la breve campagna elettorale per le primarie di centrosinistra è giunta intanto alle battute finali: domenica si vota per scegliere tra Vendola e Boccia il candidato a presidente della regione. Boccia è il candidato di D’Alema e dell’apparato pd; Vendola è l’uomo della cosiddetta sinistra radicale, dei movimenti e delle associazioni. I sondaggi danno in vantaggio Vendola. C’è da augurarsi che siano veritieri. Come ho detto ieri durante il dibattito a Palagianello, occorre sostenerlo con forza fino all’ultimo minuto, votandolo, consigliando di votarlo e presidiando i seggi per controllare la regolarità del voto e dello scrutinio. Lo skipper bicameralista e il fido Latorre si stanno dando molto da fare in questi giorni, mobilitando perfino Franco Califano. Chi vota Vendola prende due piccioni con un euro (questo è l’obolo di partecipazione): sostiene un leader serio e contribuisce alla sconfitta in casa di D’Alema, il machiavelli di Gallipoli. Non è poco, con una semplice crocetta su una scheda, nell’Italia post politica e neofeudale dell’inverno 2010.
Paolo Bracalini
Gennaio 21, 2010 on 8:23 pm | In Politica | 13 CommentsQualcuno ricorderà Sabrina Cottone, la cronista del Giornale che falsamente scrisse che avevamo minacciato Feltri e tutta la redazione. Qualcun altro si sarà imbattuto nella cronaca del Giornale della nostra manifestazione contro la via a Craxi, firmata dalla signora Giulia Guerri, che falsamente scriveva che l’iniziativa era organizzata da due entità: “Piero Ricca (Italia dei Valori) e l’associazione Qui Milano LIbera”. Ebbene, le due gentili signore hanno un degno collega: Paolo Bracalini. Sul Giornale di oggi, in un articolo a pag. 12 rubricato “Italia dei livori” con tanto di foto, mi dà in corsa per una candidatura alle regionali per Idv. L’ufficializzazione dipenderà da diplomazie interne al partito, ci spiega acuto l’insider. Vero o falso? Falso, naturalmente. Come inesatti, corrivi e spesso gratuitamente denigratorii sono sempre stati gli articoli su di noi su quel quotidiano: anni fa arrivarono a scrivere che giravo l’Italia “a caccia di denaro” a sostegno di un progetto cinematografico che incitava a uccidere il capo, più o meno nello stesso periodo in cui l’ex editorialista Filippo Facci annotava su un blog che meritavo di essere preso “a calci in culo”. Mandante morale?
Sarebbe bastato telefonarmi per chiedere una conferma: si chiama verifica della fonte. Ma Bracalini sembra seguire un metodo diverso: preferisce anteporre le proprie opinioni alla verifica dei fatti. E neppure in questo cimento sembra cavarsela meglio: dove sarebbe, ad esempio, la contraddizione fra critica alla “casta” ed eventuale interesse per ruoli istituzionali, che Bracalini lascia intendere tra le righe? Criticare in modo documentato molti degli attuali politici (e non solo) non significa fare “antipolitica”, cioé non significa contestare la funzione politica in quanto tale. Io ad esempio disistimo Maurizio Gasparri, ma ammiro Claudio Fava: sono entrambi personaggi politici, no? Il discorso vale anche per il giornalismo: considero insopportabile il metodo Feltri e ottima informazione il lavoro di Milena Gabanelli. Il concetto in fondo è elementare. Sono convinto che anche Paolo Bracalini, se ci si mette d’impegno, riuscirà ad afferrarlo, purché sia in buona fede. Anche a costo di togliere alla fazione guidata dal fratello dell’editore il contributo di un argomento falso.
Giulio Cavalli
La candidatura dell’amico Giulio Cavalli invece è vera: spero che riuscirà a essere eletto.
L’udienza
L’udienza del processo per “riunione non autorizzata” (piazza Scala, centenario Mondadori) si è svolta regolarmente, oggi al tribunale di Milano. Sono stati sentiti i testimoni della difesa Andrea e Fred, abbiamo accettato l’esame incrociato Elia e io Sono emerse con chiarezza, almeno mi è sembrato, le nostre buone ragioni. In quella piazza il 13 novembre 2007 non abbiamo commesso ma denunciato un reato, che corrisponde a uno scandalo di enorme rilevanza, incompatibile (in una democrazia rispettabile) con la permanenza in politica del suo beneficiario finale. Prossima udienza il 14 aprile. Verrà sentito un funzionario di polizia presente in quella piazza. E poi, se tutto va bene, si va a sentenza. Insomma, mentre i corruttori si fanno le leggi per evitare il rischio della galera, i semplici cittadini devono difendersi nel processo, magari per aver gridato al ladro senza il permesso delle guardie. Vedremo se alla fine prevarrà il buon senso.
Caselli sull’ammazza-processi
Tanto per restare in tema, QUI trovate l’intervista di Gian Carlo Caselli a micromega.net sulla legge cosiddetta del “processo breve”, approvata ieri al senato.
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