Giorgio Napolitano

Aprile 29, 2010 on 3:38 pm | In Politica | 39 Comments

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Quando gli storici del futuro si chineranno sui reperti di quest’epoca politica, risalterà l’ipocrisia codarda di chi per dovere istituzionale avrebbe dovuto e potuto stabilire un limite all’eversione berlusconiana. Ma non l’ha fatto. In cima alla lista, tra gli ignavi, ci sarà il nome di Giorgio Napolitano.
Se n’è stato sempre in silenzio quando i magistrati venivano linciati dalla banda Berlusconi: mai una parola chiara, al massimo astratti inviti al rispetto reciproco, buoni per tutte le stagioni. Ora invita la magistratura all’autocritica, al recupero di un buon rapporto con la politica. Dopo caterve di diffamazioni e leggi per l’impunità di pochi, dentro una crisi morale e costituzionale di inaudita gravità, alla vigilia dell’approvazione della legge contro le intercettazioni e del “lodo Alfano” bis. Quasi volesse preparare il terreno, dare una mano a normalizzare il clima, legittimando una degenerazione che finge di non vedere o reputa ineluttabile, in vista delle “riforme condivise” da lui tanto caldeggiate, come s’addice più a un garante della Casta che della Costituzione. Come giudicarlo? O è sotto ricatto o è codardo di suo. Comunque è inadeguato: al ruolo e ai tempi. Quanta paura deve fargli l’ometto inceronato!

Lo diremo in piazza, con iniziativa ad hoc, con tanto di preavviso alla questura e ampia documentazione, in una delle prossime agorà, speriamo in compagnia dei tanti che in questi giorni ci hanno manifestato condivisione e solidarietà dopo lo spiacevole episodio con gli sgherri manzoniani sul set di piazza della Scala.

Barcelona

Aprile 29, 2010 on 12:23 pm | In Politica | 8 Comments

Venerdì 30 aprile sarò a Barcelona per un incontro pubblico sul “caso Italia”. Presso l’Enoteca d’Italia – Santa Magdalena 17 – Gracia - Barcelona. Dalle ore 18,30.

Piazza pulita

Aprile 27, 2010 on 10:44 am | In Politica | 71 Comments


Libertà di espressione, questa sconosciuta.
Ecco un altro video della “manifestazione non autorizzata” di piazza della Scala di Milano. Grazie a tutti coloro che in questi giorni ci hanno espresso solidarietà.

Vietato fiatare

Aprile 25, 2010 on 5:02 am | In Politica | 68 Comments


Con un giorno di anticipo abbiamo celebrato il 25 aprile criticando pubblicamente le responsabilità del presidente della repubblica Napolitano nella promulgazione dell’ultima serie di leggi vergogna, ieri pomeriggio in piazza della Scala durante la cerimonia a porte chiuse per il sessantacinquesimo anniversario della Liberazione, presenti in teatro lo stesso Napolitano e Berlusconi. La piazza era evacuata, transennata, al centro e ai lati centinaia di carabinieri, poliziotti, vigili urbani. Dietro le transenne, a decine di metri dall’ingresso della Scala, uno stuolo di curiosi, in silenzio religioso, in devota ammirazione delle auto blu. Arriviamo verso le 17, dopo aver lasciato in buone mani la nostra agorà di piazza Cordusio. Siamo in sei o sette, sorvegliati dalla Digos. Dopo cinque minuti proviamo a esibire uno striscione con la scritta: “Napolitano, basta firmare leggi vergogna!”. Inammissibile. Due agenti in borghese ci vengono addosso per strapparcelo di mano, ancora piegato: c’è il rischio che entri in qualche inquadratura e non sta bene. Resistiamo, ma non c’è verso di convincerli a mollare la presa. Inizia un parapiglia, arringo i presenti. S’alza un coro in nostro favore: “lasciate aprire lo striscione! Libertà! Libertà!”. Arriva un megafono, prelevato dall’agorà. Inizio un discorsetto richiamando il 25 aprile, spiego il senso della nuova resistenza al berlusconismo, al sovvertimento delle regole, alla pratica indegna delle leggi su misura. Non si può, non si deve. Un energumeno calvo e con occhiali scuri mi si fionda alle spalle per strapparmi il megafono. L’ho già visto: è un poliziotto. Lo attorniano altri simpatici gendarmi che mi placcano con le spicce. Resisto con il megafono stretto tra le braccia, come un rugbysta in fuga. Tra le grida di sdegno della piccola folla, gli aggressori hanno la meglio e il megafono sparisce. Continuiamo a voce noda, sorvegliati a vista da un mucchio di agenti in tenuta antisommossa e altri questurini, in tempo per vedere Formigoni provocare i contestatori con un saluto a mo’ di sfottò e la Bindi uscire tra gli applausi. Sapremo poi che anche i lavoratori della Scala hanno contestato duramente mister B. per i tagli agli investimenti nella lirica. Per loro il cerimoniale prevede anche qualche manganellata di alleggerimento. Alla fine vengo informato che il sequestro dei nostri materiali si accompagnerà all’ennesima denuncia per manifestazione non autorizzata.

24 aprile

Aprile 20, 2010 on 10:40 pm | In Politica | 6 Comments


Sabato 24 aprile Agorà in piazza Cordusio, a Milano.
In difesa dell’acqua pubblica e contro il ritorno al nucleare. Con rappresentanti di movimenti attivi su questi temi.
Ci sarà un tavolo di raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Dalle ore 14 alle 19.

Oggi

Aprile 17, 2010 on 6:58 am | In Politica | 11 Comments


Roma, piazza San Giovanni, ore 14,30.

Milano, piazza Cordusio, ore 15.

Il commissario Murtas

Aprile 15, 2010 on 1:41 pm | In Politica | 34 Comments

Senza lodi, senza legittimi impedimenti, ci siamo fatti processare, almeno noi, pur imputati in un processo che non avrebbe dovuto mai tenersi. Se pure ci avessero condannati, ci saremmo limitati a opporre appello, non avremmo diffamato il giudice gridando al complotto o all’accanimento delle toghe berlusconiane: questa è la differenza che passa tra noi e quei volgari pagliacci che usano il potere politico per garantirsi l’impunità.

A meno di un improbabile ricorso della pubblica accusa, la quale ieri in aula ha chiesto la condanna a un mese di reclusione per me (che mi ero volentieri assunto la responsabilità dell’iniziativa del novembre 2007 in piazza della Scala, il giorno del centenario Mondadori) e l’assoluzione per tutti gli altri, il processo per manifestazione o riunione non autorizzata a nostro carico si è dunque concluso a favore della libertà di espressione: piena assoluzione per tutti gli imputati, perché il fatto non sussiste. Nelle prossime settimane saranno rese pubbliche le motivazioni della sentenza e verificheremo se la vittoria processuale si accompagnerà anche a una svolta nell’interpretazione della vetusta norma che regola l’ordine pubblico (regio decreto 1931, art. 18: tra le tante depenalizzazioni di questi anni, chissà come mai nessuno si è mai sognato di modificarlo!), che la nostra ottima difesa (mio fratello Mino, altro che Ghedini!) ha proposto al giudice Bruna Rizzardi della prima sezione del Tribunale di Milano. Cioé: non commettono reato quei gruppi che, senza darne preavviso alla questura, manifestino la propria opinione non mettendo concretamente a rischio la pubblica sicurezza. Se passa questa interpretazione il potere intimidatorio dell’incriminazione per manifestazione non autorizzata nei confronti delle spontanee performance di dissenso verrà in buona parte disinnescato.

Il processo era di natura bagatellare, ma la vittoria di principio non è irrilevante: era quella che cercavamo e non posso negare la soddisfazione morale che ci ha regalato, soprattutto nei confronti di coloro che con questa e altre denunce hanno forse pensato di poterci indurre a più miti consigli. Penso ad esempio a quel funzionario di polizia inutilmente canuto che un giorno in piazza Duomo abbiamo sentito compiacersi del decreto penale di condanna a nostro carico. Non ci saremmo (e non ci siamo) lasciati zittire.

Noi abbiamo già pagato un prezzo, che nessuno ci risarcirà, per aver esercitato né più né meno che il nostro dovere di cittadini non assuefatti al marciume. Con questa sentenza di assoluzione si rivelano atti ingiusti, nell’ordine: la repressione di polizia della nostra presenza in piazza; il fermo in commissariato durato quasi quattro ore, il sequestro di cartelloni, volantini e megafono (i “corpi di reato”!), il decreto penale di condanna (sulla fiducia, senza un minimo di indagine) firmato dal gip Gaetano Brusa.

Colpirne sette per educarne cento: il punto è sempre questo. Persone come noi non si lasciano intimidire facilmente, ma gli altri? L’effetto intimidatorio di un certo modo di esercitare la funzione di polizia (e giudiziaria) è devastante per l’effettivo esercizio dei diritti di libertà. Aggiungo: io e i miei amici abbiamo potuto dotarci di una difesa appassionata e competente (in questo caso, mio fratello; in altri casi, amici avvocati che ci difendono gratis), ma so bene che anche questo è un privilegio: quanti se lo possono permettere? In quante menti è stata inculcata la paura di fiatare? Non è assurdo che per protestare in una piazza o su un blog senza sporcarsi la fedina penale devi avere alle spalle un collegio di avvocati? Non rappresenta un ulteriore incentivo alla sudditanza?

In aula ieri ha parlato come testimone di accusa il commissario Angelo Lino Murtas, in forza alla polizia di Milano dal 2004. I verbali di polizia allegati alla denuncia erano gravemente scorretti, caricavano i toni e ci mettevano in cattiva luce senza rispetto per la verità dei fatti. Il commissario Murtas, sotto giuramento, ha ripetuto in sostanza quel che avevamo letto in questi verbali. Ha detto di non avermi conosciuto prima del fatto incriminato. Di avermi intimato a più riprese, insieme ai suoi colleghi, di andar via dalla piazza, invano. Di aver sentito rivolgere offese gratuite (grida sediziose?) da parte nostra alla polizia e agli ospiti Mondadori. Ricordava che la decisione di intervenire fu dettata dall’escalation della mia insistenza e violenza verbale: una “esagerazione” che rischiava di compromettere la sicurezza pubblica. E altre amenità. Dai toni, dalle risposte, dalla scelta delle parole si percepiva la volontà, non priva di accortezza, malgrado una faccia un po’ da film di Vanzina, di portare acqua al mulino dell’accusa. In fondo una lezione può servire. Tant’è vero che “dopo questo fatto mi risulta che i preavvisi li hanno sempre fatti”. Ignorava che in caso di manifestazioni organizzate li abbiamo sempre fatti. In una pausa l’ho incrociato in corridoio. Mi ha avvicinato per salutarmi e mi ha rivelato: sai, è una questione di toni, non puoi dire le cose in modo così fastidioso. Poi ha esemplificato: “se devi dire a uno che è cornuto non puoi dirglielo brutalmente, è meglio dirgli: sai ho saputo che tua moglie la sera esce con altri…”. Il bon ton, ci manca il bon ton.

Sabato, con Emergency

Aprile 15, 2010 on 11:45 am | In Politica | 3 Comments

Sabato 17 aprile è fissata la manifestazione a Roma a sostegno di Emergency. In piazza San Giovanni, dalle ore 14,30. Anche a Milano è fissato un presidio, in piazza Cordusio, dalle ore 15 alle 19. Insieme al Popolo Viola Milano ci saremo anche noi. La nostra Agorà settimanale confluirà in questa manifestazione. Fate girare la voce!

Assoluzione

Aprile 14, 2010 on 6:17 pm | In Politica | 46 Comments

Non abbiamo commesso il reato di riunione non autorizzata. Noi lo sapevamo già.
Quest’oggi ce lo ha confermato il Tribunale di Milano assolvendoci perchè
il fatto non sussiste“.

A breve i dettagli, in attesa di leggere le motivazione della decisione.
Grazie a tutti coloro che ci hanno espresso solidarietà.

Qui Milano Libera

Il problema

Aprile 13, 2010 on 12:56 pm | In Politica | 22 Comments


Il problema più serio per la democrazia in Italia è la (bassa) qualità morale e intellettuale degli italiani, questo ormai è chiaro. Chi riesce a sfruttare a proprio vantaggio, avendo magari contribuito ad accrescerne ulteriormente i livelli, la crassa ignoranza e la sudditanza anarcoide della maggioranza degli italiani può dominare il paese a proprio piacimento, con il consenso dei dominati.

In splendido isolamento Tullio De Mauro ci racconta i dati imbarazzanti dell’istruzione primaria e della cultura diffusa dei nostri connazionali. La conoscenza della lingua è il patrimonio di una minoranza: circa il venti per cento. Gli altri hanno una scarsa familiarità con l’alfabeto, inversamente proporzionale alla dimestichezza con il telecomando.

Ma l’ignoranza dei contemporanei è impastata di volgarità ed egoismo, di analfabetismo morale, di quell’ “autismo privatistico” che non ha nessun interesse per quel che accade intorno, come osserva il fresco centenario Gillo Dorfles in questa recente intervista.

Se a tutto questo aggiungi quel conformismo di massa, quella coazione a consegnarsi nelle mani del primo demagogo che ci illude di mettere le cose a posto evitandoci la fatica di pensare, come sottolineano Giorgio Bocca in quest’intervista al Fatto all’indomani della promulgazione dell’incostituzionale “legittimo impedimento” e Mario Monicelli nel video trasmesso da raiperunanotte, il quadro più o meno è completo. Ed è il quadro con il quale si trova a fare i conti chiunque oggi - come noi all’Agorà - voglia ancora parlare il linguaggio pulito della buona informazione e del buon senso, in difesa di alcuni valori irrinunciabili, esprimendo in pubblico un tentativo di pensiero critico su temi di interesse collettivo.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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