Niccolò Pollari
Maggio 28, 2010 on 5:11 pm | In Politica, Informazione |Non poteva mancare in quest’album di figuri italiani. Alla prima occasione utile, lo scorso 12 maggio presso la libreria Mondadori di via Marghera a Milano, siamo andati a interpellare il generale Niccolò Pollari, ex capo del Sismi, a tutt’oggi stipendiato dall’erario in qualità di consigliere di Stato, su tre questioni: la vicenda Abu Omar, l’archivio segreto di via Nazionale, i giornalisti amici, tra i quali Renato Farina. I fatti sono noti alle persone informate e comunque agevolmente reperibili in rete. Ecco un rapido promemoria.
- Il 4 novembre 2009 il giudice di Milano Oscar Magi ha deliberato il non luogo a procedere per l’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e per il suo vice Marco Mancini, a processo per il sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar. Decisivo è stato il segreto di Stato apposto dal governo Prodi e poi confermato dal governo Berlusconi. Sono stati invece condannati gli agenti della Cia che parteciparono all’operazione, in gran parte a cinque anni di reclusione, mentre Robert Seldon Lady, capo della Cia a Milano all’epoca dei fatti, è stato condannato a otto anni. I funzionari del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno, accusati di favoreggiamento, sono stati condannati a tre anni. Il pm Armando Spataro aveva chiesto per Pollari, ritenuto “il regista del sistema criminale”, una condanna a 13 anni. Il rapimento dell’imam Abu Omar fa parte della strategia, duramente stigmatizzata dal parlamento europeo per la violazione del principio di sovranità nazionale e delle regole dello stato di diritto, delle cosiddette “extraordinary rendition”, eseguite dalla Cia dopo l’undici settembre sul territorio europeo, in collaborazione con governi e servizi segreti nazionali, per la cattura di personaggi ritenuti coinvolti in attività terroristiche.
- Il 5 luglio 2006, su ordine della procura di Milano, la polizia ha scoperto un ufficio segreto del Sismi in un grande appartamento in via Nazionale, a Roma. Lo gestiva un certo Pio Pompa, devoto di Berlusconi, alle dirette dipendenze di Niccolò Pollari, al quale era stato presentato da don Luigi Maria Verzè. Dal 2001 Pompa schedava magistrati, giornalisti, intellettuali, uomini delle forze dell’ordine e oppositori politici del governo Berlusconi. Tra le carte, un piano d’azione che postulava l’esistenza di un “dispositivo” politico-giudiziario volto a realizzare “iniziative di aggressione” contro il governo e stabiliva una strategia per “disarticolare”, “neutralizzare”, “dissuadere” anche “con mezzi traumatici” gli avversari veri o presunti del governo Berlusconi, tra i quali magistrati anti-corruzione e anti-mafia. In merito a questa vicenda Pollari e Pompa sono stati rinviati a giudizio a Perugia per peculato. Anche in questo caso il governo Berlusconi ha apposto il segreto di Stato.
- Sotto la guida di Niccolò Pollari il Sismi si avvaleva dei servigi di vari giornalisti, tra i quali Renato Farina, editorialista del quotidiano Libero. Farina, in arte “agente Betulla”, ha patteggiato una pena di sei mesi per favoreggiamento in merito alla vicenda Abu Omar, evitando così le insidie di un pubblico dibattimento. Tra l’altro, un’intercettazione telefonica ha rivelato che aveva inscenato un’intervista con i magistrati Spataro e Pomarici per riferire a Pompa e dunque a Pollari dell’evoluzione delle indagini sulla vicenda Abu Omar. Nel 2008 è stato eletto deputato nelle liste del Pdl.
- Per capire il clima di lavoro in via Nazionale, basterà ricordare questo passaggio della lettera indirizzata il 21 novembre 2001 da Pio Pompa a Silvio Berlusconi
“Desidero averLa come riferimento ed esempio ponendomi subito al lavoro. Voglio impegnarmi a fondo per difendere la Sua straordinaria missione che scandisce la Sua esistenza”.
20 Commenti »
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Ottima intervista. Una delle migliori (vi superate sempre!).
Chiedo: Ma questo Pollari che parla di “legge” e di “Costituzione” ripetendo a pappagallo una frase imparata a memoria (non sincera) che gli pari il culo in extremis, cos’ha al posto del cervello? Una bomba ad orologeria???
Era in pannne, visibilmente: non se l’aspettava una così ben fatta intervista; eppure ha parlato a lungo. Grande esempio di giornalismo competente, attento e resistente.
Grazie QML, bello vedere la vecchia guardia in azione propulsiva.
Commento di lili brik — 28 Maggio 2010 #
In genere scappano.Alcuni hanno proprio la faccia di bronzo.Grazie Piero.
Commento di massimo — 28 Maggio 2010 #
Flash a getto continuo.
Piero, quante foto ti hanno fatto??? Parecchie, mi sa.
Bravo e Bravi, as usual.
Commento di ab — 28 Maggio 2010 #
Ciao Piero, da poco ho scoperto l’immenso lavoro, a difesa della libertà, che svolgi.
Questo mi fa sentire meno solo e maggiormente fiducioso.
Solo restando uniti, i cittadini onesti, possono alzare la testa e reclamare uno stato di diritto, di giustizia, di libertà, che storicamente, in italia non abbiamo mai avuto.
in merito all’intervista, andrò controcorrente, ma ho apprezzato, quanto meno la disponibilità a parlare del generale pollari.
Commento di pedro — 28 Maggio 2010 #
Mi vien da vomitare.
Commento di alex — 28 Maggio 2010 #
Come mai e’ cosi nervoso sto Pollari?Sembra quasi nasconda qualcosa
Commento di stefano — 28 Maggio 2010 #
Non sono riuscita a sentire il video con l’intervista a Pollari perchè stamattina l’input non partiva, non so se per un problema del mio Pc o della linea di collegamento con you tube. Ma il testo scritto con la sua spy-story è più che sufficiente per capire che lavoro fanno e le protezioni di cui godono i nostri 007 di scuola italiana.
Per associazione di idee mi viene in mente l’”emerito” ex presidente Cossiga, di cui sta per uscire l’ennesimo libro con la sua versione dei fatti e dei misfatti di cui è stato protagonista nell’ultimo cinquantennio del 1900. Ho scoperto nell’occasione che i reduci della Stay- behind (Gladio) si sono ricostituiti in associazione di Volontari italiani, patriottica, morale ecc.. nel 1994 , per fare che cosa non l’ho capito. Forse anche questa di nuovo protetta dal segreto di Stato.
Commento di Cassandra testarda — 29 Maggio 2010 #
GRANDISSIMO PIERO RICCA !!! questi uomini potenti davanti alle tue domande vanno subito in difficolta’specialmente se si parla di verita’, onesta’,giustizia e legalita’,il generale pollari sembrava un pollicino nei tuoi confronti,grazie piero ricca sei la voce e la difesa di tutti gli italiani onesti.
Commento di lorenzo.tomasello — 29 Maggio 2010 #
siete stati grandissimi.
No comment su Monica Maggioni, il cui comportamento è perfettamente in linea con quello imposto da Minzolini a tutti i suoi collaboratori di propaganda. D’altronde se Monica Maggioni fosse una vera giornalista, probabilmente non lavorerebbe per il tg 1. A questo proposito vi inoltro la lettera di dimissioni inviata da Maria Luisa Busi al direttore Minzolini.
“Una scelta difficile ma obbligata.
Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte”“Caro direttore - scrive la Busi - ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me - prosegue - una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.
Una volta era il giornale di tutti
Come ha detto - osserva la giornalista - il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale’.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani.
L’informazione del Tg1 parziale e di parte
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte.
Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perchè negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.
Dove sono i giovani, i precari, i cassintegrati?
Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.
Anche io compro la carta igienica per la scuola di mia figlia
Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.
L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.
Arricchiamo le sceneggiature dei programmi di satira
Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.
I fatti dell’Aquila quando mi gridavano “vergogna”
I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica.
Dissentire non è tradire: punto 1
Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.
Pertanto:
1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento.
Non sputo nel piatto in cui mangio: punto 2
Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
L’intervista a Repubblica: punto 3
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di ‘danneggiare il giornale per cui lavoro’, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto.
I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: ‘il tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche’. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto.
Gli attacchi de Il Giornale, Libero e Panorama
Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.
Sono stata definita ‘tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali’ e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20.
Serve più rispetto per le notizie, il pubblico e la verità
Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.
Maria Luisa Busi
Commento di martina — 29 Maggio 2010 #
scusatemi per il mio ultimo post troppo lungo, però avevo bisogno di ricordare, accanto a una Monica Maggioni, la lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi.
Commento di martina — 29 Maggio 2010 #
Piero come sempre complimenti per l’intelligenza e la dialettica.
Almeno Pollari pur non avendo ricoperto un ruolo politico ha cercato di rispondere alle domande. I politici che dovrebbero sempre rispondere al cittadino fuggono o chiamano i gorilla.
Ma anche questa triste stagione italiana finirà!
Gli Uccellacci
Commento di Gli Uccellacci di Focognano — 29 Maggio 2010 #
[…] Su questo si inserisce il video dei nostri amici di Qui Milano Libera con Pollari, che prima di tutto dice una cosa interessante sotto il profilo della concezione democratica di un alto funzionario statale “è il governo che fa e fa rispettare le leggi” con buona pace della separazione dei poteri, poi oppone alle sue responsabilità non solo il segreto di stato deciso dal governo, ma anche la sua irresponsabilità su alcuni fatti contestati proprio perché ha solo eseguito ordini di quello stesso governo. La cosa si può legger anche così: il governo fa quello che gli pare e decide quello che si può sapere, i responsabili sono sollevati dalle responsabilità, e ciò che è illegale diventa legale per alcuni. Quindi bisognerebbe capire in che misura questa linea produce una lotta tra stato ed antistato, o se volete, tra stato degli interessi e stato dei cittadini quando lo stato che fa accordi con la mafia o le subbappalta la strategia della tensione si oppone, anche solo opprimendo quando non usi la violenza, alle istituzioni che cercano di esaudire il bisogno dei cittadini di vivere in condizioni di normalità e non di prevaricazione. […]
Pingback di Qui Roma Libera » Blog Archive » È tempo di sapere — 29 Maggio 2010 #
fantastici, grande esempio di giornalismo vero
Commento di leonino — 29 Maggio 2010 #
piero,grazie!!!!!!!
Commento di peppe — 30 Maggio 2010 #
@ Pingback,
Bel post. Grazie.
Commento di ab — 30 Maggio 2010 #
Tutto quello che nega Pollari, dicendo e ripetendo “non è vero”, è spiegato e documentato in “LA REPUBBLICA DEL RICATTO” di Sandro Orlando, ed. Chiarelettere, che invito tutti quelli che non l’avessero letto a farlo.
Commento di Ettore — 30 Maggio 2010 #
Fare i complimenti a Piero diventa sempre più difficile! Ogni volta l’asticella si alza sempre di più! E’ con soddisfazione e gioia che ho “rivisto” all’opera Elia e Franz, ancora Collaboranti nello spirito della “Vecchia Guardia” di QML… Spero che le occasioni si ripetano e che aumentino… Tutto ciò, unito alla conferma che lo Stato sia solo “Cosa Loro”, a colpi di omissis vari, rende ancora più evidente quanto serve essere Cittadini Informati e non Servi delle varie Cricche che stanno violentando e depredando la Nostra Beneamata Repubblica. La “Nuova Linea Gotica” deve risiedere nelle Nostre Coscienze di Cittadini Culturalmente Rivoluzionari!!! Forza Piero!!!
Commento di Fulvio — 31 Maggio 2010 #
Grandissimi,
bravi anche perché li avete martellati. Non solo Piero, ma anche gli altri due amici. Ottima tecnica. Li confondete e li mandate a tappeto con VERE DOMANDE!
Continuate cosí
Massimiliano
Commento di Massimiliano — 31 Maggio 2010 #
A parte il gioco “Vero o Falso?” che è esemplificato in questo bel documento video by QML, rivedendolo mi risuonano in testa i termini di questa espressione chiave: una strategia per “disarticolare”, “neutralizzare”, “dissuadere” anche “con mezzi traumatici” gli avversari veri o presunti, che è la strategia del Satana a pensarci propriamente.
Secondo la nostra storia cristiana, difatti, “Satana” significa “colui che divide”, i demoni veri e propri a cui si oppone il Cristo, che invece unisce i vari umani in una fratellanza capace di realizzare il Regno di Dio sulla Terra o Giustizia sociale.
Come si mette ora la faccenda, caro Stato del Vaticano?
Commento di ab — 31 Maggio 2010 #
da repubblica.it
Pollari non violò la privacy ma sul peculato si va avanti
Repubblica — 08 giugno 2010 pagina 16 sezione: CRONACA
MILANO - Niccolò Pollari e Pio Pompa non hanno violato la privacy. Ma, sull’ accusa più pesante di peculato, si profila una nuova questione di cui dovrà occuparsi la Corte Costituzionale. Si è consumata così ieri a Perugia, l’ indagine a carico dell’ ex numero uno del Sismi e del funzionario, accusati di aver illegalmente acquisito materiali custoditi nell’ archivio di via Nazionale. Tra le schedature, personaggi di primo piano del mondo politico e istituzionale. Il gup umbro, Massimo Ricciarelli, sta intanto valutando se sollevare un «conflitto di attribuzioni» in merito al segreto di Stato opposto dai due durante le indagini e confermato dal Governo. Secondo la procura perugina, risorse del Sismi sarebbero state infatti utilizzate a fini non istituzionali, cioè per realizzare decine di dossier su magistrati (alcuni romani, di qui la competenza della procura di Perugia), giornalisti e politici. Una ventina di questi, tra cui Cesare Salvi ed Elio Veltri, hanno ottenuto ieri di costituirsi parte civile. Proprio grazie al segreto di Stato, il generale Pollari era stato assolto nel processo milanese sul sequestro dell’ ex imam di viale Jenner, Abu Omar.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/08/pollari-non-violo-la-privacy-ma-sul.html
Commento di Ettore — 10 Giugno 2010 #