La Settimana contro le mafie
Maggio 11, 2010 on 3:10 pm | In Legalità | 14 CommentsAnche quest’anno, dal 17 al 23 maggio, grazie alla collaborazione di diverse associazioni, si svolgerà a Milano la Settimana contro le mafie. Mostre, dibattiti, spettacoli, manifestazioni per parlare di mafia, in relazione alla politica e all’economia. Nel novero degli appuntamenti è previsto anche una nostra agorà tematica, sabato 22 maggio in via Dante ad angolo con piazza Cairoli.
Per lunedì 24 maggio stiamo preparando un altro incontro pubblico, sempre a Milano. Tra gli ospiti, Gian Carlo Caselli e Piercamillo Davigo. Restate in contatto per dettagli e aggiornamenti.
Marco Guidi
Maggio 11, 2010 on 10:47 am | In Informazione | 6 CommentsChe cosa mi ha impedito di diventare un cencio inamidato?
A. Gramsci
Redattori del Giornale si nasce o si diventa? Vorrei proprio conoscere questo Marco Guidi, firma del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Degno collega di Sabrina Cottone, Paolo Bracalini, Stefano Zurlo. Capire come si sia formato, attraverso quali esperienze sia diventato dipendente giornalistico di un’azienda-partito di cultura maccartista. Davvero ha in odio gli avversari del padrone o per lui è solo una questione di lavoro? In privato l’attaccamento alla casacca scricchiola o resta saldo? E riportare correttamente un fatto per Marco Guidi resta un elemento imprescindibile? L’altro giorno Marco Guidi ha scritto un articolo, una sorta di reportage nientemeno che dal “flash mob dance” che ha attraversato il centro di Milano, da piazza Cordusio a piazza San Babila. Notiziona. Non dev’essergli sembrato vero di poter infilare nel servizio un riferimento velenoso all’ “agitatore” Piero Ricca e alla nostra iniziativa antimafia in memoria di Peppino Impastato. L’articolo è QUI. Dice che avrei gridato vergogna ai ragazzi del flash mob e non è vero. (Abbiamo liberato la strada per farli passare, ho chiesto loro se conoscessero Impastato e alcuni hanno perfino risposto di sì, ho chiesto loro se davvero si sentissero “idioti”, come da esortazione del comitato promotore, e molti hanno risposto di sì, l’organizzatore è venuto a salutarmi e a farmi i complimenti, rinnovati con lettera del giorno dopo). Sottolinea la tristezza dei nostri “vaffa” (a confronto con il divertimento del flash mob) e così dimostra, oltre che una fine sensibilità culturale, di non saper nulla di noi. Contestare significa esprimere una critica radicale, non mandare a quel paese qualcuno. Cosa che molti, anche dalle parti di Marco Guidi, pure si meriterebbero. Alle nostre manifestazioni portiamo fatti, analisi, documenti. Ma lui non lo sa. Non nutro alcun risentimento per quei ragazzini che attraverso un tam tam on line si sono convocati in piazza, con una mobilitazione degna di miglior causa, a ballare ognuno per conto proprio una musica ascoltata in cuffia. Sono figli di quest’epoca. Ma nemmeno riesco a provare rancore verso Marco Guidi, che forse ha solo bisogno di buoni esempi e nuovi stimoli. Anzi lo invito a una delle nostre iniziative. Potrà prendere la parola al microfono, se ritiene di avere qualcosa da dire. Potrà dirci quel che pensa guardandoci negli occhi, come io faccio con i miei interlocutori. Potrà ascoltare le nostre ragioni, per farsene un’idea corretta e poi magari criticarle. Potrà, se vuole, rispondere alle nostre domande, per esempio a queste: da salariato dal fratello del presidente del consiglio, è libero di poter criticare il governo, oltre che gli oppositori, com’è prerogativa di ogni giornalista che si rispetti? Si sente anch’egli in guerra contro gli avversari politici del padrone, come dice il suo direttore, e in caso affermativo ritiene questo compatibile con la funzione giornalistica? Forza Marco Guidi, scrollati di dosso i tuoi riflessi condizionati e apriti al confronto! Non è mai troppo tardi.
Bondi & Fede
Maggio 11, 2010 on 3:57 am | In Politica | 19 CommentsBondi non va a Cannes perché il film della Guzzanti offende il popolo italiano. Fede dice che non se ne può più di Saviano.
C’è una persona seria che ancora sopporta tanta bassezza e volgarità?
Walter Veltroni
Maggio 10, 2010 on 2:35 pm | In Politica | 13 Comments
“Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a “inventare” un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di aver imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi della decisione politica in un settore così delicato come quello nel quale opera”. Walter Veltroni, aprile 1988
Il volantino diffuso durante l’iniziativa lo trovate qui>.
Stasera Walter Veltroni detto l’Africano Mancato presenta a Milano il suo ultimo capolavoro letterario. Teatro Litta, corso Magenta, ore 21. Lì davanti, nell’esercizio della mia libertà di espressione, diffonderò un volantino per ricordare quel che diceva e faceva a metà degli anni ottanta, quand’era responsabile comunicazione del Pci, in tema di egemonia berlusconiana e monopolio della tv commerciale. Lo ripeteremo finché non si levano di torno: se siamo caduti in fondo al pozzo, la responsabilità è dei falsi oppositori. Non è necessario che ci chiedano scusa, ma se ne devono andare. Quelli che hanno negoziato sui principi e non hanno mai dato battaglia sulle regole. Quelli che nel 2008 sbandieravano la “vocazione maggioritaria” del Pd (leggi: andare a perdere, ma da soli e senza nemmeno nominare l’avversario) e ora ci insegnano che è indispensabile mettere in piedi un’ampia coalizione in vista delle prossime elezioni. Quelli che ci invitavano a non demonizzare un avversario che li criminalizzava in pubblico e seduceva in privato. Quelli che non fecero decadere il decreto Craxi-Berlusconi nell’inverno 1985 per avere in cambio Rai 3. Quelli che non hanno mai fatto né voluto fare una legge antitrust e una legge sul conflitto di interessi. Quelli che “Mediaset è patrimonio del Paese”. Quelli della Bicamerale. Quelli che si fanno pubblicare i libri dalla casa editrice dell’avversario. Quelli che ogni tanto dichiarano che siamo a rischio di regime putiniano, ma solo sotto elezioni, per poi riaccomodarsi al tavolo delle “riforme condivise” che tanto servono al paese. Non rilasciano interviste a chi ricorda il loro passato: ecco perché non rimane altro che l’incursione fuori programma per tener viva la memoria. Se volete, mi trovate lì dalle ore 20,30.
Felicia
Maggio 9, 2010 on 2:11 pm | In Politica | 4 CommentsSenza il coraggio di Felicia il cammino della verità sull’omicidio di Peppino Impastato sarebbe stato ancora più impervio. A lei, alla sua esemplare tenacia di donna e di madre, dedichiamo un devoto pensiero, ora che ci apprestiamo a ritornare in piazza nel trentaduesimo anniversario di quel martirio, per parlare di una “montagna di merda” che ormai ha invaso l’Italia intera.
Kamikaze su blog italiano
Maggio 9, 2010 on 1:27 pm | In Libertà, Informazione | 5 CommentsQuesti regimi post-ideologici corrompono ogni processo democratico con il potere del denaro e dei media. Non sopprimono le Costituzioni, le svuotano dall’interno. Poco alla volta. Per risolvere problemi: il controllo di legalità, il risveglio dell’opinione pubblica. Con abili pretesti: la privacy, l’onore. A colpi di leggine, di cavilli: magari confusi in maxi-emendamenti o non invisi agli oppositori morbidi. L’articolo 21, ad esempio, non è soppresso, è svuotato. Già ha poco senso sostanziale, occorre ribadirlo, credere alla libertà di espressione quando uno può parlare a tutti ogni giorno attraverso il monopolio della tv e i suoi oppositori devono attaccarsi agli striscioni, ai megafoni, ai blog, visto che l’opinione oggi si forma e si muta attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Se poi questi strumenti te li strappano di mano o te li rendono inservibili, che cosa resta della libertà di parola e dunque di quel che ancora ci piace chiamare democrazia? Un altro tassello di libertà di espressione (e informazione) rischia di andare a farsi benedire: la prossima settimana, con l’approvazione di un codicillo subdolo, che equipara i blog agli organi di stampa, ci verrà imposto l’obbligo di rettifica in 48 ore, pena una multa di 13mila euro, capace di scoraggiare anche il cittadino digitale più temerario. Resteranno liberi di esprimersi soltanto i kamikaze della parola? Nel video l’intervista all’avvocato Guido Scorza.
9 maggio
Maggio 8, 2010 on 8:55 am | In Politica, Informazione | 5 CommentsSta per passare l’ennesima legge canaglia, contro le intercettazioni. Per chiudere, con il pretesto della privacy, l’ultimo spiraglio di luce sul retrobottega degli affari illeciti. Si blindano nell’impunità. Pretendono il silenzio. Per continuare indisturbati il saccheggio. Opponiamoci. Di seguito l’appello di Stefano Rodotà e altri. Si può sottoscrivere su questa pagina facebook.
Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog.
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.
Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Domenica
Parleremo anche di questo domani, domenica 9 maggio, in via Mercanti all’Agorà sulle mafie al nord, in memoria di Peppino Impastato, nel 32° anniversario dell’assassinio. Insieme al popolo viola Milano e a chiunque vorrà. Dalle ore 15 alle 20. A cento passi dal Duomo.
La Casa della libertà (con vista Colosseo)
Maggio 5, 2010 on 4:36 pm | In Politica | 26 CommentsIeri Scajola, oggi Verdini. E prima Fitto, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri… Non basta la gragnuola di leggi ad personas di questi anni. Né l’intimidazione costante dei magistrati scomodi. La grande riforma immunitaria, meglio se con il concorso esterno dei falsi oppositori e l’alto patrocinio del Quirinale, è questione di vita o di morte per la Banda. Ormai è una lotta contro il tempo: se non distruggono quel poco che resta della giustizia e dell’informazione, vengono arrestati tutti. La pretesa di impunità dei dominanti riflette la corruzione morale di un popolo. Milioni di italiani (con l’aggravante della buona fede) non se ne curano. Non vedono l’assurdo o non vogliono vederlo, molti addirittura lo giustificano: così fan tutti, anzi io al loro posto farei peggio.Te lo senti dire anche da poveri disgraziati che, se non pagano una multa, ricevono la visita dell’ufficiale giudiziario e vengono chiamati davanti al giudice di pace. Ammirano la corruzione e l’impunità degli altri. Se lo vedessimo in un film, stenteremmo a crederlo possibile. C’è un complotto contro il governo, dice ora il capobanda, che fino a ieri rivendicava l’esclusiva. No, è che siete ladri. Avidi, vigliacchi, senza dignità né vergogna. La feccia che ha risalito il pozzo. Ci tocca pure sentire frasi come questa: “se dovessi acclarare che la mia abitazione nella quale vivo a Roma fosse stata pagata in parte da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le operazioni necessarie per l’annullamento del contratto di compravendita”. L’ha detto Claudio “Sciaboletta” Scajola, il responsabile dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova, il responsabile della sicurezza privata di Marco Biagi, poi insultato da morto ammazzato. Qualcuno gli pagava la casa a sua insaputa. Ieri si è dimesso. Beccato con le mani nella marmellata, era diventato imbarazzante perfino per la Banda. Chi lo accusa ricorda gli assegni da lui ricevuti direttamente al ministero. Per un appartamento vista Colosseo, nell’era dei conti cifrati estero su estero e delle corruzioni miliardarie! Praticamente un dilettante, da mettere alla porta. Fino a nuovo incarico. Perché il silenzio è d’oro. A meno di un grande cambiamento, a questo punto difficile da immaginare se non traumatico, capace di ricacciare nei tombini questi maiali orwelliani e la loro Italia di fogna.
Bologna
Maggio 5, 2010 on 12:03 pm | In Politica | No CommentsDomani giovedì 6 maggio sarò a Bologna al dibattito:
RIFORMARE LA POLITICA - la crisi di legittimità costituzionale dei partiti italiani: quale rapporto fra partiti e movimenti? -
Intervengono: Raniero La Valle, Luigi de Magistris, Tana de Zulueta, Aldo Tortorella, Riccardo Lenzi.
Sala dello Zodiaco presso la sede della Provincia di Bologna, via Zamboni 13, ore 20,30
Lo Sbarco
Maggio 3, 2010 on 11:35 pm | In Politica | 17 CommentsGiovani, qualificati, senza santi in paradiso: sono gli emigranti italiani di ultima generazione. Se ne vanno per nausea, per rabbia, per voglia di futuro. Ho trascorso due giorni a Barcellona, dove ho conosciuto tanti di questi italiani che hanno scelto di andarsene. Nessuno di loro se n’è pentito. Guardano all’Italia come a una madre degenere, di cui è difficile essere orgogliosi. Nelle conversazioni ritorna un senso di liberazione rispetto alla palude del nepotismo, della cultura mafiosa, dei meccanismi selettivi oligarchici, delle relazioni sociali imbarbarite. L’Italia è una società bloccata, senza regole, che offre sempre meno opportunità in base al merito. Ecco perché molti se ne vanno. E sono spesso i più dinamici, i più orientati al cambiamento. L’ovvia conseguenza è un ulteriore impoverimento collettivo, culturale ed economico. Ma il legame con la terra natia in molti resta vivo. Internet consente di ridurre le distanze e creare nuove comunità. Durante l’incontro pubblico un ragazzo mi ha domandato: pensi che andarsene via sia una fuga dalle proprie responsabilità di cittadini? Non lo penso affatto, gli ho risposto, perché ognuno ha innanzitutto il diritto di cercare la propria realizzazione e la propria felicità e questo nostro paese deprime le persone oneste, creative e libere. Inoltre, anche dall’estero si può fare qualcosa per contribuire al riscatto. Che cosa possiamo fare noi qui? - è stata un’altra domanda. Ho risposto: è necessario diffondere informazione ovunque e denunciare il “caso Italia” in ogni sede, presso l’opinione pubblica e le istituzioni internazionali. Proprio a Barcellona è attiva l’associazione L’Altra Italia, che organizza varie iniziative. Altri preparano per il 25 giugno Lo Sbarco, un viaggio di italiani residenti all’estero su una “nave dei diritti” in rotta verso Genova, dove sono previsti manifestazioni e dibattiti.
“Vivo altrove”
All’incontro pubblico che ho tenuto a Barcellona era presente Claudia Cucchiarato, giornalista dell’Unità. A giorni sarà in libreria il suo “Vivo altrove” (Bruno Mondadori), dedicato proprio all’ultima generazione di italiani all’estero.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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